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Teofilo Folengo

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Teofilo Folengo, pseudonimo di Gerolamo Folengo (1491 – 1544), poeta italiano. Fu anche soprannominato Merlino Coccajo o Limerno Pitocco.

Citazioni di Teofilo Folengo[modifica]

  • La terra già indossa la sua variopinta gonnella | e i bei prati offrono nuovi fiori. | Ridono le montagne, i boschi si fan verdi, | ogni uccelletta cerca il suo caro compagno.
Multicoloritam recipit iam terra camoram, | bellaque florettos dat pradarìa novos. | Montagnae rident, boscamina virda fiuntur, | quaeque sibi charum cercat osella virum. (da Multicoloritam recipit...)
  • Speranza è la nutrice de' pensieri. (da Orlandino)
  • Una parete bianca è la carta degli sciocchi. (da Il Baldo)
  • Per cibare l'affamato inverno madre natura | stipa nei suoi magazzini molti alimenti. | La formichetta trascina carichi di messi ai granai | e l'apina sistema il miele nelle casette incerate.
Ut cibet invernum mater natura famatum | multa magazenis stipat edenda suis. | Formichetta trahit segentum ad granaria somas, | mellaque caeratis condit apetta casis. (da Ut cibet invernum...)

Incipit di alcune opere[modifica]

Baldus[modifica]

Phantasia mihi plus quam phantastica venit
historiam Baldi grassis cantare Camoenis.
Altisonam cuius phamam, nomenque gaiardum
terra tremat, baratrumque metu sibi cagat adossum.
Sed prius altorium vestrum chiamare bisognat,
o macaroneam Musae quae funditis artem.
An poterit passare maris mea gundola scoios,
quam recomandatam non vester aiuttus habebit?

Orlandino[modifica]

Magnanimo signor, se 'n te le stelle
spiran cotante grazie largamente,
piovan piú tosto in me calde fritelle,
che seco i' poscia ragionar col dente;
dammi ber e mangiar, se vòi piú belle
le rime mie; ch'io d'Elicon niente
mi curo, in fé di Dio; ché 'l bere d'acque
(bea chi ber ne vòl!) sempre mi spiacque.

Bibliografia[modifica]

  • Teofilo Folengo, Baldus, a cura di Emilio Faccioli, Einaudi, 1989. ISBN 8806115650
  • Teofilo Folengo, Orlandino. a cura di Mario Chiesa, Antenore, Padova, 1991.

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