Saul Bellow

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Per la letteratura (1976)

Saul Bellow (1915 – 2005), scrittore statunitense e premio Nobel per la letteratura.

Indice

[modifica] Citazioni di Saul Bellow

  • La sofferenza è forse l'unico mezzo valido per rompere il sonno dello spirito. (da Il re della pioggia)
  • La morte scredita. Il massimo successo è sopravvivere. (da Le avventure di Augie March)
  • Quando gli Zulù produrranno un Tolstoj, lo leggeremo. (da un'intervista per The New Yorker del 7 marzo 1988)

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  • In un'epoca di pazzia, credersene immuni è una forma di pazzia.
  • L'uomo che si annoia fa strada più in fretta degli altri. Se ti annoi ti rispettano.
  • Se c'è una cosa di cui sono sicuro è che questo mondo non basta, e se non c'è altro se lo possono riprendere indietro tutto intero.
  • I vinti tendono ad essere spiritosi.

[modifica] Incipit di Herzog

Se sono matto, per me va benissimo, pensò Moses Herzog. C'era della gente che pensava che fosse toccato, e per qualche tempo persino lui l'aveva dubitato. Ma adesso, benché continuasse a comportarsi in maniera un po' stramba, si sentiva pieno di fiducia, allegro, lucido e forte. Gli pareva d'essere stregato, e scriveva lettere alla gente più impensata. Era talmente infatuato da quella corrispondenza, che dalla fine di giugno, dovunque andasse, si trascinava dietro una valigia piena di carte. Se l'era portata, quella valigia, da New York a Martha's Vineyard. Ma da Martha's Vineyard era riscappato indietro subito; due giorni dopo aveva preso l'aereo per Chicago, e da Chicago era filato in un paesino del Massachusetts occidentale. Lì, nascosto in mezzo alla campagna, scriveva a più non posso, freneticamente, ai giornali, agli uomini pubblici, ad amici e parenti e finì per scrivere pure ai morti, prima ai suoi morti e poi anche ai morti famosi.

[Mondadori, trad. Letizia Ciotti Miller]

[modifica] Il pianeta di Mr. Sammler

[modifica] Incipit

Poco dopo l'alba, o quella che sarebbe stata l'alba in un cielo normale, Mr. Artur Sammler col suo occhio cespuglioso percepì la presenza dei libri e delle carte nella sua camera da letto di West Side e sospettò fortemente che si trattasse di libri sbagliati, di carte sbagliate. In un certo senso non aveva troppo importanza per un uomo di oltre settant'anni e per di più senza impegni di sorta. Bisognava proprio essere dei pazzoidi ad insistere di aver ragione. Aver ragione era in larga misura una questione di spiegazioni. L'uomo intellettuale era diventato un essere spiegante. I padri ai figli, le mogli ai mariti, i conferenzieri agli ascoltatori, gli esperti ai profani, i colleghi ai colleghi, i medici ai pazienti, l'uomo alla propria anima, tutti spiegavano. Le radici di questo, le cause di quest'altro, l'origine di determinati eventi, la struttura, i motivi per cui.

[modifica] Citazioni

  • Una società di massa non produce grandi criminali. E questo lo si deve alla divisione del lavoro in tutta la società che ha distrutto radicalmente l'idea della responsabilità generale. (p. 16)
  • L'idea di far sembrare il grande crimine del secolo come qualche cosa di poco interessante è banale. Politicamente, psicologicamente, i tedeschi avevano un'idea che consideravano scaturita dal genio. La banalità non era che cammuffamento. (p. 18)
  • La banalità è il travestimento di una potentissima volontà tesa ad abolire la coscienza. (p. 18)
  • Il sistema esige la mediocrità, non la grandezza. Il sistema è basato sul lavoro. Il lavoro connesso all'arte è banalità. (p. 19)
  • Oggi Sammler se lo ricordava come un piccolo Limey di basso ceto, e come un uomo che stava invecchiando e la cui abilità e forza di attrazione erano in declino. E nell'agonia di separarsi per sempre dai seni, dalle bocche e dai preziosi fluidi sessuali delle donne, il povero Wells, il maestro naturale, l'emancipatore del sesso, l'individuo spiegante, il benedicente compassionevole dell'umanità, alla fine non poteva che inveire e mandare tutti al diavolo. S'intende, quelle cose le scrisse durante la malattia dei suoi ultimi giorni, orribilmente depresso dalla Seconda Guerra Mondiale. (p. 28)
  • [Herbert George Wells] La compagnia di quell'uomo era molto gradevole. Inoltre sembrava che conversare con me gli piacesse. Quanto alle sue opinioni, era semplicemente una massa di opinioni intelligenti. Ne esprimeva il maggior numero possibile, e in qualsiasi momento, sempre. Tutto quel che diceva, prima o poi, lo trovavo in forma scritta. Era come Voltaire, un grafomane. Il suo cervello era eccezzionalmente attivo, pensava delle cose molto bene. Come "La scienza è il cervello della razza". (p. 29)

[Saul Bellow, Il pianeta di Mr. Sammler (Mr. Sammler Planet), Garzanti 1979]

[modifica] Il re della pioggia

[modifica] Incipit

Perché ho fatto questo viaggio Africa? La spiegazione non è semplice. Le mie cose andavano sempre peggio, e a un certo punto erano diventate un viluppo inestricabile.
Se ripenso alla mia situazione all'età di cinquantacinque anni, quando comprai il biglietto, vedo solo dolore. I fatti mi si affollono addosso, sì che ne avverto l'oppressione sul petto.

[modifica] Citazioni

  • Uno studioso dell'anima umana, mi spiegò un giorno che scatenando la propria ira sulle cose inanimate, non solo si risparmiano quelle vive – e questo è il dovere di una persona civile – ma anche ci si libera della robaccia che è in noi. (p. 27)
  • L'Africa mi toccò l'animo già durante il volo: di lassù pareva un antico letto d'umanità. E a 4000 metri di altezza, seduto sulle nubi, mi pareva d'essere un seme portato dal vento. (p. 45)
  • Lo spirito della persona è in un certo senso autore del corpo. (p. 238)
  • La paura governa il genere umano. Il suo è il più vasto dei domini. Ti fa sbiancare come una candela. Ti spacca gli occhi in due. Non c'è nulla nel creato più abbondante della paura. Come forza modellatrice è seconda solo alla natura stessa. (258)
  • Le tigri dell'ira sono son più sagge dei cavalli della sapienza. (p. 260)
  • La fantasia è una forza della natura. Non basta questo a riempire un uomo di estasi? Fantasia, fantasia, fantasia. (p. 272)
  • Un uomo può fare molte cose strane, ma fin quando non ha una teoria in proposito, noi lo perdoniamo. Se invece dietro le sue azioni c'è una teoria, tutti gli danno addosso. (p. 276)

[Saul Bellow, Il re della pioggia (Henderson the Rain King), traduzione di Luciano Bianciardi, Garzanti, 1966.]

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