Eraclito

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Eraclito in un dipinto di Johannes Moreelse

Eraclito di Efeso (in greco Ηράκλειτος, 535 a.C. – 475 a.C.), filosofo greco.

Citazioni di Eraclito[modifica]

  • L'erudizione non insegna ad avere intelligenza... Perché in una sola cosa consiste la sapienza, nell'intendere la ragione, che governa tutto il mondo dappertutto.[1][2]
  • L'erudizione non educa la mente.[3][4]
  • Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.[5]

Attribuite[modifica]

  • Tutto scorre.
πάντα ῥεῖ (panta rhei)
[Citazione errata] La citazione non è presente nei frammenti della sua opera a noi pervenuti.[6] Si tratta, molto probabilmente, di una formula con la quale si è voluto condensare il pensiero del filosofo sul perenne divenire delle cose, e la fonte principale di questa attribuzione risalirebbe a Platone[7], che nel suo Cratilo scrive: «Dice Eraclito "che tutto si muove e nulla sta fermo" e confrontando gli esseri alla corrente di un fiume, dice che "non potresti entrare due volte nello stesso fiume"». Il riferimento è al frammento 91DK, dove si può constatare che l'espressione "tutto scorre" non è presente: il divenire è simboleggiato dallo scorrere dell'acqua nel fiume, che rende impossibile bagnarsi nella stessa acqua più di una volta.[8] Per approfondire vedi qui.

Sulla natura[modifica]

  • Di questo lógos che è sempre gli uomini non hanno intelligenza, sia prima di averlo ascoltato sia subito dopo averlo ascoltato; benché infatti tutte le cose accadano secondo lo stesso lógos, essi assomigliano a persone inesperte, pur provandosi in parole ed in opere tali quali sono quelle che io spiego, distinguendo secondo natura ciascuna cosa e dicendo com'è. Ma agli altri uomini rimane celato ciò che fanno da svegli, allo stesso modo che non sono coscienti di ciò che fanno dormendo. (fr. 1)[9]
Ma questo lógos che è, gli uomini non lo comprendono mai, né prima di porgervi orecchio, né dopo averlo ascoltato. Anche se tutte le cose sorgono secondo esso, somigliano a coloro che non hanno esperienza, quando sperimentano parole e opere quali vado esponendo, io che distinguo ogni cosa secondo la sua origine, e la manifesto come è. Ma gli altri uomini non si accorgono delle cose che fanno da svegli, così come dimenticano quello che fanno dormendo. (fr. 70: A. Tonelli)[10]
  • Quindi si deve seguire ciò che è comune. Ma ben che comune sia questa verità che io insegno, i molti vivono come se avessero un proprio pensiero loro. (fr. 2)
  • [Il sole] ha la larghezza di un piede umano. (fr. 3)
Ampiezza di piede umano. (fr. 82: A. Tonelli)
  • Il sole è nuovo ogni giorno. (fr. 6)
  • L'opposto in accordo e dai discordi bellissima armonia e tutto avviene secondo contesa. (fr. 8)
Ciò che si oppone converge, e dai discordanti bellissima armonia. (fr. 11: A. Tonelli)
  • Gli asini preferirebbero la paglia all'oro. (fr. 9)
  • Congiungimenti sono intero e non intero, concorde discorde, armonico disarmonico, e da tutte le cose l'uno dall'uno tutte le cose. (fr. 10)
  • Ogni essere che cammina al pascolo è condotto dalla frusta. (fr. 11)
  • A chi discende nello stesso fiume sopraggiungono acque sempre nuove. (fr. 12)
  • I porci godono della melma più che dell'acqua pura. (fr. 13)
  • Infatti le iniziazioni misteriche che sono in uso tra gli uomini sono empie. (fr. 14)
  • Se la processione che fanno e il canto del fallo che intonano non fosse in onore di Dioniso, ciò che essi compiono sarebbe indecente; la medesima cosa sono Ade e Dioniso, per cui impazzano e si sfrenano. (fr. 15)
  • Come potrebbe uno nascondersi a ciò che non tramonta mai? (fr. 16)
τὸ μὴ δῦνόν ποτε πῶς ἄν τις λάθοι
  • La maggior parte degli uomini non intende tali cose, quanti, in esse s'imbattono, e neppur apprendendole le conoscono, pur se ad essi sembra. (fr. 17)
  • Senza la speranza è impossibile trovare l'insperato.[11][12]
  • [Gli increduli] non sono capaci di ascoltare e di parlare. (fr. 19)
Non sanno ascoltare né dire. (fr. 52: A. Tonelli)
  • Morte è quanto vediamo stando svegli, sonno quanto vediamo dormendo. (fr. 21)
  • Coloro che cercano l'oro scavano molta terra e ne trovano poco. (fr. 22)
  • Non conoscerebbero il nome di Dike, se queste cose non esistessero. (fr. 23)
  • Chi è ucciso da Ares gli dei l'onorano e gli uomini. (fr. 24)
  • Destini di morte maggiori ottengono sorti maggiori. (fr. 25)
  • L'uomo nella notte accende a se stesso una luce quando la sua vista è spenta; però da vivo è a contatto con il morto, da sveglio è a contatto con il dormiente. (fr. 26)
  • Gli uomini che sono morti li aspettano cose che non sperano né immaginano. (fr. 27)
  • L'uomo che più è in vista infatti conosce e tiene per fermo le apparenze. Dike condannerà gli artefici e i testimoni di menzogne. (fr. 28)
  • Rispetto a tutte le altre una sola cosa preferiscono i migliori: la gloria eterna rispetto alle cose caduche; i più invece pensano solo a saziarsi come bestie. (fr. 29)
  • Quest'ordine del mondo, che è lo stesso per tutti, non lo fece né uno degli dei, né uno degli uomini, ma è sempre stato ed è e sarà fuoco vivo in eterno, che al tempo dovuto si accende e al tempo dovuto si spegne. (fr. 30)
  • Mutazioni del fuoco: in primo luogo mare, la metà di esso terra, la metà vento ardente. (fr. 31)
  • L'uno, il solo saggio non vuole e vuol essere chiamato col nome di Zeus. (fr. 32)
  • La legge è anche ubbidire alla volontà di uno solo. (fr. 33)
  • Occorre che coloro che amano la sapienza siano esperti di molte cose. (fr. 35)
  • La morte per le anime è divenire acqua, la morte per l'acqua divenire terra, e dalla terra si genera l'acqua, e dall'acqua l'anima. (fr. 36)
  • Talete sembra essere il primo a studiare gli astri. (fr. 38)
  • A Priene nacque Biante Teutameno, la cui fama fu maggiore più di quella degli altri. (fr. 39)
  • Sapere molte cose non insegna ad avere intelligenza: l'avrebbe altrimenti insegnato ad Esiodo, a Pitagora e poi a Senofane e ad Ecateo. (fr. 40)
  • Esiste una sola sapienza: riconoscere l'intelligenza che governa tutte le cose attraverso tutte le cose. (fr. 41)
  • Omero è degno di essere scacciato dagli agoni e di essere frustato, ed egualmente Archiloco. (fr. 42)
  • Bisogna spegnere l'eccesso più dell'incendio (fr. 43)
Bisogna spegnere la violenza piuttosto che l'incendio.[1]
  • Il popolo deve combattere per la sua legge come per le mura della città.[1][13]
  • Per quanto tu possa camminare, e neppure percorrendo intera la via, tu potresti mai trovare i confini dell'anima: così profondo è il suo lógos. (fr. 45)
  • L'opinione [è] morbo sacro. (fr. 46)
  • Uno è per me diecimila, se è il migliore. (fr. 49)
  • Noi scendiamo e non scendiamo nello stesso fiume, noi stessi siamo e non siamo. (fr. 49a)
Eraclito ne La scuola di Atene di Raffaello Sanzio
  • Ascoltando non me, ma il lógos, è saggio convenire che tutto è uno. (fr. 50)
Per chi ascolta non me, ma il lógos, sapienza è intuire che tutte le cose sono Uno, e l'Uno è tutte le cose. (fr. 69: A. Tonelli)
  • Non comprendono come, pur discordando in se stesso, è concorde: armonia contrastante, come quella dell'arco e della lira. (fr. 51)
  • Armonia contrastante come nell'arco e nella lira. (fr. 51b)
  • L'eternità è un bambino che gioca con le tessere: di un bambino è il regno. (fr. 52)
  • Pólemos è padre di tutte le cose [14], di tutte re; e gli uni disvela come dèi e gli altri come uomini, gli uni fa schiavi gli altri liberi. (fr. 53)
  • L'armonia nascosta vale di più di quella che appare. (fr. 54)
  • Delle cose di cui v'è udito e visione e apprendimento, io queste preferisco. (fr. 55)
  • Gli uomini sono tratti in inganno riguardo alla conoscenza delle cose visibili allo stesso modo di Omero, il quale fu il più sapiente tra tutti gli Elleni. Infatti dei bambini che uccidevano pidocchi lo trassero in inganno dicendogli: ciò che abbiamo visto e abbiamo preso lo lasciamo, ciò che non abbiamo visto né preso lo portiamo. (fr. 56)
  • Maestro dei più è Esiodo: credono infatti che questi conoscesse molte cose, lui che non sapeva neppure che cosa fossero il giorno e la notte; sono infatti un'unica cosa. (fr. 57)
  • Una e la stessa è la via all'in sù e la via all'in giù. (fr. 60)
  • Il mare è l'acqua più pura e più impura: per i pesci essa è potabile e conserva loro la vita, per gli uomini essa è imbevibile e esiziale. (fr. 61)
  • Immortali mortali, mortali immortali, viventi la loro morte e morienti la loro vita. (fr. 62)
  • Il fulmine governa ogni cosa. (fr. 64)
  • [il fuoco] Indigenza e sazietà. (fr. 65)
Privazione e sazietà. (fr. 21: A. Tonelli)
  • Il fuoco sopraggiungendo giudicherà e condannerà tutte le cose. (fr. 66)
Il fuoco verrà e si impadronirà di tutte le cose. (fr. 8: A. Tonelli)
  • Il dio è giorno notte, inverno estate, guerra pace, sazietà fame, e muta come il fuoco, quando si mescola ai profumi e prende nome dall'aroma di ognuno di essi. (fr. 67)
  • Come il ragno stando al centro della tela non appena una mosca ne rompa un qualche filo se ne accorge e svelto vi accorre come se sentisse male per la rottura del filo, così l'anima dell'uomo, quando una parte del corpo è ferita, rapida vi si reca come se non sopportasse la lesione del corpo a cui è congiunta stabilmente e secondo un determinato rapporto. Allo stesso modo dunque che i carboni accostandosi al fuoco diventano incandescenti per mutazione e una volta lontani dal fuoco si spengono, così quella parte del mondo circostante raccolta nei nostri corpi, distaccandosi dal resto, diviene quasi incapace di intendere, mentre ricongiungendosi naturalmente attraverso il maggior numero di pori diventa omogenea al tutto. (fr. 67a)
  • Chiamo rimedi i riti misterici, essendo quelli che liberano dai mali e liberano le anime dalle sventure proprie della nascita. (fr. 68)
  • Trastulli di bimbi le opinioni umane. (fr. 70)
  • Si dimentica dove conduce la strada. (fr. 71)
  • Da questo lógos, con il quale soprattutto sono continuamente in rapporto e che governa tutte le cose, essi discordano e le cose in cui ogni giorno si imbattono le considerano estranee. (fr. 72)
  • Il fuoco vive della morte della terra e l'aria vive della morte del fuoco; l'acqua vive della morte dell'aria, la terra della morte dell'acqua. (fr. 76)
  • La natura umana non ha conoscenze, la natura divina sì. (fr. 78)
  • L'uomo ha fama d'infante davanti al dio come il fanciullo davanti all'uomo. (fr. 79)
  • Bisogna però sapere che la guerra è comune, che la giustizia è contesa e che tutto accade secondo contesa e necessità. (fr. 80)
  • Pitagora è il capo degli ingannatori. (fr. 81)
  • La scimmia più bella è turpe al confronto della stirpe umana. (fr. 82)
  • Mutando riposa. (fr. 84a)
  • La maggior parte delle cose divine per incredulità sfugge alla conoscenza. (fr. 86)
Poiché mancano di fede, non si lascia riconoscere. (fr. 120: A. Tonelli)
  • L'uomo stolto ama stupirsi ad ogni parola. (fr. 87)
Lo stupido è solito trasalire per ogni parola di verità. (fr. 43: A. Tonelli)
  • La stessa cosa sono il vivente e il morto, lo sveglio e il dormiente, il giovane e il vecchio: questi infatti mutando son quelli e quelli mutando son questi. (fr. 88)
  • Unico e comune è il mondo per coloro che sono desti. (fr. 89)
Per i risvegliati c'è un cosmo unico e comune, ma ciascuno dei dormienti si involge in un mondo proprio. (fr. 94: A. Tonelli)
  • Tutte le cose sono uno scambio del fuoco, e il fuoco uno scambio di tutte le cose, come le merci sono uno scambio dell'oro e l'oro uno scambio delle merci. (fr. 90)
  • Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell'impetuosità e della velocità del mutamento si disperde e si raccoglie, viene e va. (fr. 91a)
  • Si separa e di nuovo si aggrega, si concentra e si allenta e si avvicina e si allontana. (fr. 91b)
  • Il signore, il cui oracolo è a Delfi, non dice né nasconde, ma indica. (fr. 93)
  • Elios non oltrepasserà le sue misure: se no le Erinni, ministre di Dike, lo troveranno. (fr. 94)
  • È meglio nascondere la propria ignoranza. (fr. 95)
  • I cadaveri sono da gettar via più degli escrementi. (fr. 96)
  • I cani abbaiano a quelli che non conoscono. (fr. 97)
  • Se non ci fosse il sole per gli altri astri sarebbe notte. (fr. 99)
  • Se non spera, non troverà l'insperato: ne è difficile la ricerca e ardua la via. (fr. 99; 2013)
  • Ho indagato me stesso. (fr. 101)
ἐδιζησάμην ἐμεωυτόν
  • Gli occhi sono testimoni più precisi delle orecchie. (fr. 101a)
  • Per il dio tutto è bello, buono e giusto, gli uomini invece ritengono giusta una cosa, ingiusta l'altra. (fr. 102)
  • Comune infatti è il principio e la fine nella circonferenza del cerchio. (fr. 103)
  • Qual è infatti la loro mente e la loro intelligenza? Danno retta agli aedi popolari e si valgono della folla come maestra, senza sapere che "i molti non valgono nulla e solo i pochi sono buoni". (fr. 104)
  • Omero è un astrologo. (fr. 105)
  • Esiodo considerava alcuni giorni fasti e altri nefasti, di non sapere che la natura di ogni giorno è una sola. (fr. 106)
  • Gli occhi e le orecchie sono cattivi testimoni per gli uomini che hanno anime barbare. (fr. 107)
  • Per gli uomini non è meglio che tutto quanto accada come essi vogliono. (fr. 110)
  • La malattia rende la salute piacevole e buona, la fame la sazietà, la fatica il riposo. (fr. 111)
  • È necessario che coloro che parlano adoperando la mente si basino su ciò che è comune a tutti, come la città sulla legge, ed in modo ancora più saldo. Tutte le leggi umane infatti traggono alimento dall'unica legge divina: giacché essa domina tanto quanto vuole e basta per tutte le cose e ne avanza per di più. (fr. 114)
  • Ad ogni uomo è concesso conoscere se stesso ed essere saggio. (fr. 116)
  • L'uomo quando è ebbro, è guidato vacillante da un fanciullo imberbe non sapendo dove va, avendo l'anima umida. (fr. 117)
  • Per l'uomo il carattere è il demone. (fr. 119)
ἦθος ἀνθρώπῳ δαίμων
  • Confini dell'alba e della sera sono l'Orsa, di contro all'Orsa la pietra terminale del raggiante Zeus. (fr. 120)
  • Bene farebbero gli efesi ad arrampicarsi tutti, quanti sono nell'età adulta, e a consegnare la città ai fanciulli imberbi, essi che hanno esiliato Ermodoro, il più capace di tutti loro, con queste parole: tra noi nessuno sia eccellente per capacità, ma se vi è, vada altrove in mezzo ad altri. (fr. 121)
Gli Efesii dovrebbero impiccarsi tutti, gli adulti, e lasciare la città ai fanciulli, essi che cacciarono via Ermodoro, tra di loro il più utile alla città, e dissero: "Tra di noi non ci sia uno migliore. O se c'è, lo sia altrove e tra altri." (fr. 54: A. Tonelli)
  • La natura delle cose ama celarsi. (fr. 123)
L'Origine ama nascondersi. (fr. 116: A. Tonelli)
φύσις κρύπτεσθαι φιλεῖ
  • E anche questo sembrerebbe irrazionale, se il cielo tutto e tutte le sue parti fossero nell'ordine e nel lògos, e nelle forme e nelle potenze e periodi, e nei principi invece non vi fosse nulla di simile, ma come rifiuti gettati a caso, fosse il cosmo. (fr. 124)
  • Ciò che è freddo si scalda, ciò che è caldo si fredda, l'umido si secca, l'asciutto si inumidisce. (fr. 126)
  • Ristoro nell'esilio. (fr. 32: A. Tonelli)
  • Ai nottivaghi ai magi ai posseduti da Dioniso alle menadi agli iniziati. (fr. 1: A. Tonelli)

Citazioni su Eraclito[modifica]

  • Al contrario, [Eraclito] condivideva con Platone l'idea che la realtà ultima fosse al tempo stesso il Molteplice e l'Uno e che i due poteri in conflitto si risolvessero infine nell'armonia del Logos. Questa teoria eraclitea dell'opposizione si distingue da quella taoista dei Due Poteri, per il fatto che questi ultimi non sono in reciproco conflitto, quanto in tensione complementare. Il flusso eracliteo, inoltre, è disordinato, sebbene lo stesso Eraclito riconosca l'esistenza nel mondo di determinate leggi [...]. (Jean Campbell Cooper)
  • Dice Eraclito "che tutto si muove e nulla sta fermo" e confrontando gli esseri alla corrente di un fiume, dice che "non potresti entrare due volte nello stesso fiume". (Platone)
  • Egli parla del fiume, di come tutto in esso scorra. E questo è stato intepretato, molto probabilmente, in maniera piuttosto unilaterale dai pensatori successivi. Secondo loro Eraclito avrebbe insegnato la dottrina dello scorrere di tutte le cose. Se consideriamo però i Frammenti vediamo che egli ha insegnato la paradossalità secondo cui l'acqua sempre diversa, che scende scorrendo lungo il letto del fiume, è sempre una e una stessa corrente. (Hans-Georg Gadamer)
  • Hemingway aveva imparato che il piacere della vita è inseparabile dal dolore: la vita è lotta – è «guerra», diceva l'antichissimo Eraclito. (Emanuele Severino)
  • Il vecchio Eraclito, che era veramente un grande saggio, ha scoperto la più portentosa di tutte le leggi psicologiche, cioè la funzione regolatrice dei contrari. L'ha definita enantiodromia, il convergere l'uno verso l'altro, con la qual cosa intendeva che tutto sfocia nel suo contrario. (Carl Gustav Jung)
  • Ma Eraclito avrà eternamente ragione di affermare che l'essere è una vuota finzione. Il mondo «apparente» è l'unico mondo; il «mondo vero» è solo un'aggiunta menzognera... (Friedrich Nietzsche)
  • Non c'è proposizione di Eraclito che io non abbia accolto nella mia Logica. (Georg Wilhelm Friedrich Hegel)
  • Perciò quanti ritennero che sostanza delle cose fosse il fuoco
    e che di solo fuoco consistesse l'intero universo,
    in grande misura appaiono aberrare dalla corretta ragione.
    Entra per primo in battaglia il loro capo Eraclito,
    famoso per l'oscurità del linguaggio più fra gli stolti
    che fra i savi greci i quali ricercano il vero. (Lucrezio)

Note[modifica]

  1. a b c Citato in Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, a cura di Marcello Gigante, Mondadori 2009.
  2. Cfr. frammenti 40 e 41 in DK.
  3. Citato in Guido Almansi, Il filosofo portatile, TEA, Milano, 1991.
  4. Vedi frammento 40 in DK.
  5. Citato in Guido Mussolini, Filippo Giannini, Benito Mussolini. L'uomo della pace. Da Versailles al 10 giugno 1940, Greco & Greco, 1997, p. 21.
  6. Cfr. Jacopo Nacci, Eraclito: il "panta rei" e il logos, videolezione del 25 marzo 2012, 4'32''.
  7. Cfr. Vijay Thanka, The ancient greek philsophy, Dorling Kindersley, Delhi, 2006, p. 65.
  8. Cfr. anche Hans Georg Gadamer, Eraclito: panta rei, raiscuola, rai.it.
  9. Ove non specificato, per la numerazione dei frammenti viene usata quella della raccolta di Diels-Kranz citata in bibligrafia.
  10. La numerazione dei frammenti in Tonelli differisce da quella di altri curatori.
  11. Citato in Gabriele D'Annunzio, Il fuoco, BMM, 1959.
  12. Fr. 18 in DK.
  13. Fr. 44 in DK.
  14. Citato da Luciano di Samosata in Come si deve scrivere la storia, capoverso 2: Πόλεμος ἁπάντων πατήρ.

Bibliografia[modifica]

  • Eraclito, Dell'Origine, traduzione e cura di Angelo Tonelli, Feltrinelli 1993.
  • Eraclito, Frammenti, traduzione e cura di Francesco Fronterotta, Biblioteca Universale Rizzoli, 2013.
  • Eraclito, Sulla natura; in Hermann Diels, Walther Kranz, I presocratici. Testimonianze e frammenti, a cura di Angelo Pasquinelli, Einaudi, Torino, 1976.

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