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Bombe nei palazzi in Russia

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Palazzo distrutto a Volgodonsk

Citazioni sulle bombe nei palazzi in Russia.

Citazioni

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  • C'era una forte propaganda, soprattutto in televisione, che diceva che i ceceni erano colpevoli, anche se non c'era alcuna prova. Nei mass media cominciò a diffondersi l'idea che un intero popolo dovesse assumersi la responsabilità collettiva delle azioni di una persona o di un gruppo. Questa è un’idea che semplicemente non posso accettare. (Anna Stepanovna Politkovskaja)
  • Che le esplosioni negli edifici residenziali fossero state opera della polizia segreta sembra ormai certo – anche senza la possibilità di esaminare tutta la documentazione disponibile e non. (Maša Gessen)
  • Cosa? Far saltare in aria i nostri condomini? Ma vi rendete conto che si tratta... è un'assurdità assoluta. È del tutto folle. Nessuno nei servizi segreti russi sarebbe stato capace di un tale crimine contro il nostro popolo. Fare soltanto un'ipotesi del genere è del tutto immorale. È soltanto uno degli aspetti della guerra d'informazione ai danni della Russia. (Vladimir Putin)
  • Effettivamente, chiunque venga a toccare da vicino il "segreto di stato" dell'esplosione delle abitazioni nelle città russe, per esempio Lebed', Ščekočichin, la Politkovskaja e Litvinenko, muoiono della morte riservata ai traditori dello stato. (Achmed Zakaev)
  • Gli autori [degli attacchi terroristici] sono loro [i russi] stessi. Per organizzare questi attentati ci vuole un mare di soldi. Noi non l'abbiamo fatto nel 1994, durante la guerra, e oggi, come allora, il Cremlino ha il problema delle elezioni. Non hanno ancora trovato un erede che possa vincerle onestamente, e non possono ammettere un nuovo venuto che scopra i loro crimini. Qual è allora la soluzione? Una guerra o lo stato d'emergenza, e il posto migliore per farlo resta la Cecena. (Aslan Maschadov)
  • Il KGB o l'FSB, come si chiama ora[, sono i responsabili]. Non c'è assolutamente alcun dubbio su questo. Tutte le dichiarazioni dei testimoni provano che non possono essere stati i ceceni. E poi, naturalmente, sono stati sorpresi mentre tentavano di fare la stessa cosa nella città di Ryazan e la polizia locale, come spesso accade con i servizi segreti, li ha colti sul fatto. Un poliziotto locale arriva e dice: "Cosa state facendo?". E rovina tutto. Dicono che era solo zucchero, che era un'esercitazione. Non era zucchero, era un prodotto altamente esplosivo. (Donald Rayfield)
  • Il presidente e "la famiglia" si trovano ora isolati. Non hanno alcuna forza politica che permetta loro di vincere le elezioni. Quindi, vista la natura inestricabile della sua situazione, chi è al potere può avere un solo obiettivo: destabilizzare la situazione in modo che non ci siano elezioni. Le case stanno esplodendo, si contano già 294 morti, migliaia di disabili, milioni di persone traumatizzate. (Aleksandr Ivanovič Lebed')
  • [Su Vladimir Putin] Il pugno di ferro gli assicura un immediato consenso popolare. Mosca è scossa da attentati. Si sospetterà, anni dopo, che forse non erano stati provocati dai ceceni, ma dai servizi. (Leonardo Coen)
  • In appena sei mesi i confini del possibile erano cambiati nella mia mente. Adesso potevo credere che molto probabilmente l'FSB fosse dietro agli attentati che scossero la Russia e che contribuirono a portare Putin al potere. Quando l'agenzia improvvisamente si trovò sul punto di essere scoperta – quando milleduecento poliziotti di Rjazan' avevano iniziato la caccia all'uomo armati di una descrizione dettagliata degli agenti FSB che avevano piazzato l'esplosivo – il Servizio di sicurezza tirò fuori la storia della esercitazione, per nulla convincente, ma sufficiente a sventare l'arresto di agenti segreti da parte della polizia ordinaria. Nello stesso tempo cessò la sequenza di esplosioni mortali. (Maša Gessen)
  • Io non credevo che gli attentati fossero stati fatti dall'Fsb, all'epoca diretto da Putin, era troppo difficile credere che i russi, che gli stessi servizi speciali russi, potessero far saltare in aria i loro cittadini. Ma Litivinenko la pensava diversamente. Mi disse: "Akmed, metti alla prova la tua fantasia e pensa a qualcosa di terribile, la cosa peggiore che una persona possa fare, la più spaventosa. Qualunque cosa ti venga in mente ti dimostrerò che i servizi russi – dallo zarista Okhrana all'Fsb di oggi – l'ha già fatta. La cosa più terribile che il cervello umano possa immaginare, l'hanno già fatta". E da quel momento in poi non metto in dubbio nulla per quanto riguarda i servizi speciali russi. Possono fare di tutto per salvare questo sistema. Possono sacrificare chiunque per salvare questo sistema. Questo è ciò che il mondo intero dovrebbe ricordare. (Achmed Zakaev)
  • Lei, Patrušev, è un VIGLIACCO, ed io questa umiliazione gliela scaglio in faccia, poiché oggi lei ha compiuto uno dei crimini più vili, salvando sé stesso dalla responsabilità per le esplosioni delle abitazioni. Nella maniera più vile ha sbattuto dietro alle sbarre l'avvocato che aveva dimostrato come le abitazioni in questione e le persone che vi dormivano, siano state fatte saltare in aria proprio da lei, il direttore dell'Fsb ed eroe della Russia, Nikolaj Platonovič Patrušev! (Aleksandr Val'terovič Litvinenko)
  • Nel 2000, [...] la Duma respinse per due volte la richiesta di un'inchiesta parlamentare sui fatti di Rjazan. Tutte le prove e i documenti interni collegati al caso furono poi secretati per un periodo di settantacinque anni. Per quanto mi renda conto di avere quella sana paranoia tipica di chi è nato negli Stati totalitari, mi sembrano reazioni eccessive per tre sacchi di zucchero. (Garri Kasparov)
  • Nonostante le clamorose discrepanze nella versione ufficiale dei fatti di Rjazan fossero ormai note anche in Occidente, nessuno volle ascoltare la verità. Fu un esempio tipico di vigliacco opportunismo: se si guarda in faccia la terribile verità si è obbligati ad agire, quindi è più facile ignorare i fatti, fare finta che sia una questione "controversa" e dire che si è molto "preoccupati" per le "accuse". Ciò si rende ancor più necessario quando si vuole tenere in piedi la farsa che il presunto alleato, in realtà un carnefice, stia operando in buona fede. (Garri Kasparov)
  • Putin ha in mano la parte peggiore dei servizi segreti, la più corrotta, l'Fsb, che è stato il vero braccio armato degli oligarchi. Ci ricordiamo tutti come Putin è arrivato al potere, con le bombe nei condomini delle città russe. Sono loro i veri terroristi. (Nicolai Lilin)
  • Quando scoppiano interi palazzi e la potenza dello scoppio raggiunge 5-600 chili di tritolo e centinaia di persone muoiono, e migliaia vengono ferite, e milioni subiscono traumi psicologici; quando c'è il terrore di massa, con la gente tesa e angosciata, e in una regione come il Caucaso, dove le teste calde abbondano, si svolgono operazioni militari su vasta scala, in questa situazione le scadenze elettorali, sia politiche che presidenziali, vanno messe sotto un grosso punto interrogativo. (Aleksandr Ivanovič Lebed')
  • Quelle bombe vanificarono ogni speranza di evitare una nuova guerra. Boris era profondamente stupito, come lo erano d'altronde molti osservatori. Non c'era alcun senso in tutto ciò. Basaev e Udugov erano cattivi, ma non pazzi. Volevano il potere e, a conti fatti, volevano trattare con il Cremlino. Se erano stati loro a farlo, era un suicidio. (Aleksandr Goldfarb)
  • Quest'uomo [Vladimir Putin] ha portato con sé la morte per tutti i 25 anni del suo potere, a partire proprio da quell'autunno in cui di notte furono fatte saltare in aria persone pacifiche che dormivano nei loro appartamenti. (Vladimir Kara-Murza)
  • [«Sta dicendo che dietro gli attacchi c'è la mano del potere?»]
    Ne sono quasi convinto. Qualsiasi comandante ceceno, se avesse voluto vendicarsi, avrebbe iniziato a far saltare in aria i generali. Oppure colpirebbe le strutture del Ministero degli Interni o del FSB, o le scorte di armi o le centrali nucleari. Non avrebbe preso di mira persone semplici e innocenti. L'obiettivo auspicato è creare un terrore di massa, una destabilizzazione che permetta a un dato momento di dire: non dovete andare ai seggi elettorali, altrimenti rischiate di saltare con le urne... (Aleksandr Ivanovič Lebed')
  • Dietro le bombe di Mosca dell'estate del 1999, c'è la mano dell'Fsb, il servizio segreto del Cremlino. Furono loro a seminare morte e terrore tra poveri innocenti. Dei russi hanno fatto strage della propria gente per calcolo politico. Serviva un cumulo di cadaveri con cui accendere l'odio per i ceceni e scatenare una guerra che trasformasse Vladimir Putin, un signor nessuno, in un leader riconosciuto e rispettato. Per molto, troppo tempo, ho scacciato questo pensiero come un incubo.
  • Non sono un giudice ma ora ho le prove che Patrushev ha ordinato le stragi, l'Fsb le ha eseguite. Presto scoprirò chi ha dato l'ordine a Patrushev, perché nessuno mi convincerà che un debole come lui abbia deciso di sua spontanea iniziativa. Putin? Forse. Comunque andrò avanti. E non mi importa il prezzo. Possono anche ammazzarmi. Far saltare in aria questo ufficio per chi ha fatto saltare in aria un quartiere di Mosca è uno scherzo. Uccidermi però non servirà più.
  • So cosa significa fare un lavoro da professionisti, ma gli assassini dell'Fsb hanno lavorato male. Molto male. Perché il 23 settembre, sorpresi dall'intervento della Milizia a Riazan, dalla scoperta del numero di targa dell'auto a bordo della quale viaggiavano i sacchi esplosivi, devono ammettere che quella bomba è roba loro. Patrushev, il direttore dell'Fsb, spiega che si trattava di un'esercitazione per verificare la prontezza della risposta. Ma si può dire una cosa del genere? Se Alexei non avesse visto? Se la Milizia non fosse arrivata? È evidente che Patrushev temeva che qualcuno collegasse Riazan a Mosca. Noi ci siamo riusciti. Litvinenko ci è riuscito.
  • Ti posso dire con assoluta sincerità che allora ero sicuro che fossero i ceceni. È stato quando sono venuto qui [a Londra] e ho cominciato a ripensare al passato che sono finalmente arrivato alla conclusione che le esplosioni erano state organizzate dall'FSB. Questa conclusione non era solo basata sulla logica, o meglio non tanto sulla logica quanto sui fatti. A quel tempo non vedevo questi fatti, e poi non mi fidavo di NTC, la televisione di Gusinskij, che era un sostenitore di Primakov. Per cui non ci feci proprio attenzione. E allora non mi ero nemmeno accorto che c'era un gioco parallelo al nostro: qualcun altro stava facendo quello che pensava giusto fare per fare eleggere Putin. Adesso sono convinto che questo era proprio quello che stava succedendo.
  • Avendo analizzato tutti questi avvenimenti, sono giunto alla conclusione che tutto questo piano mostruoso è stato messo in piedi ed eseguito dalla gente che ne ha tratto vantaggio a quel tempo. Ma ci fu qualcosa che andò storto nei loro piani: io ero riuscito a fuggire da loro. Penso che il fatto che non ero a casa mia ma a casa di un amico il 9 settembre abbia giocato un ruolo importante.
  • Ho riflettuto a lungo sulle ragioni per cui i servizi di sicurezza hanno incastrato me, un karačevo di nazionalità, per questi attentati. Logicamente a quel tempo avevano bisogno di incastrare ceceni e non karačevi. Adesso non è più un segreto. I servizi di sicurezza avevano molti obiettivi. Collegarono comunque gli attentati con la Cecenia; sostanzialmente furono proprio questi attentati la causa della guerra. In secondo luogo l'FSB stava progettando e ancora oggi progetta una guerra in Karačevo-Čerkesija. In questo momento c'è una pesante presenza militare nella nostra repubblica. Si parla molto della nostra terra nei media. Prima eravamo poco conosciuti come nazione; ora tutto il mondo ci conosce e ci conosce come pericolosi terroristi. Sotto questo aspetto, l'FSB ha raggiunto il suo scopo.
  • L'Ufficio della procura generale della Russia mi accusa di essere l'organizzatore degli attentati dinamitardi agli edifici per appartamenti di Mosca del settembre del 1999. Mi dichiaro innocente e accuso i servizi per la sicurezza dello stato, e specificamente l'FSB, di avere perpetrato ed eseguito queste mostruose esplosioni.
  • Per quanto concerne le affermazioni dell'FSB che io sono l'organizzatore delle esplosioni a Mosca, che io ho legami con Basaev e Chattab e che loro mi hanno pagato 500.000 dollari per queste esplosioni, che io sono stato in un campo di addestramento a Urus-Martan, tutte queste affermazioni sono assolute menzogne.
    Non ho mai avuto nulla a che vedere con l'FSB o con qualunque altra analoga autorità per la difesa della legge.

Citazioni in ordine temporale.

  • C'era il fondato timore che il conflitto fra [Russia e Cecenia], che i servizi segreti avevano faticato tanto a provocare, potesse concludersi con un accordo di pace; a quel punto, Eltsin avrebbe potuto persino tornare al proprio programma di riforme liberali. Per compromettere i negoziati di pace l'FSB organizzò una serie di attacchi terroristici a Mosca. Ma attacchi terroristici senza spargimento di sangue e poco eclatanti non suscitavano alcuna impressione e fu così che l'FSB iniziò a compiere azioni mirate a uccidere e a ferire gravemente. Si noti con quanto tempismo i sostenitori della guerra abbiano organizzato gli attacchi terroristici per danneggiare in seguito i fautori della pace e gli stessi ceceni.
  • Immaginiamo per un momento che davvero si stessero svolgendo esercitazioni di addestramento a Rjazan. È possibile che l'FSB l'abbia taciuto per un giorno intero, il 23 settembre, mentre in tutto il mondo circolava la notizia di un fallito attacco terroristico? Una cosa simile non è immaginabile. Ed è credibile che il primo ministro russo ed ex direttore dell'FSB, che oltretutto aveva legami personali con Patrušev, non fosse stato informato sulle "esercitazioni"? È piuttosto difficile figurarsi un simile scenario, persino nei sogni più bizzarri. Sarebbe stato un pubblico atto di slealtà verso Putin da parte di Patrušev, dopo il quale uno dei due sarebbe stato costretto a lasciare l'arena politica. Il fatto che alle ore 19:00 del 23 settembre 1999 Putin non avesse rilasciato alcuna dichiarazione sulle esercitazioni di addestramento in atto a Rjazan rappresenta un pesante argomento a favore dell'interpretazione dell'evento come un fallito tentativo da parte dell'FSB i far saltare in aria un condominio in quella città.
  • Il procedimento penale avviato dall'UFSB della regione di Rjazan, collegato al rinvenimento di una sostanza esplosiva in base all'articolo 205 del Codice penale della Federazione russa (terrorismo), fu archiviato e i materiali relativi al caso non sono disponibili al pubblico. I nomi dei terroristi (agenti dell'FSB) non furono resi noti. Non sappiamo nemmeno che cosa dissero sotto interrogatorio, ammesso che siano stati interrogati. Patrušev aveva sicuramente qualcosa da nascondere.
  • Metà dei criminali russi si dichiara pazza o completamente idiota. È la cosa migliore: si riceve una condanna minore o addirittura si viene rilasciati ("Che cosa ci si può aspettare da un pazzo?" recita un modo di dire russo). Patrušev previde giustamente che per terrorismo contro i cittadini della propria nazione si poteva ricevere l'ergastolo, ma in Russia per idiozia non si veniva nemmeno licenziati (in ogni caso, chi era l'unico a poter licenziare Patrušev? Putin!). Nemmeno uno dei dipendenti dell'FSB venne licenziato dopo l'avventura di Rjazan.
  • Secondo gli ingegneri di Rjazan, gli esplosivi non vengono conservati o trasportati in sacchi da cinquanta chili: è troppo pericoloso. Cinquanta grammi della sostanza sono sufficienti per far saltare un piccolo edificio. Sacchi da cinquanta chili, mascherati come se fossero di zucchero, possono servire solo per atti di terrorismo. Evidentemente quello era il deposito da cui provenivano i tre sacchi che furono in seguito collocati sotto il pilone di sostegno del palazzo di Rjazan. Gli strumenti degli esperti di Rjazan non avevano mentito.
  • Le esplosioni potevano facilmente portare alla decisione di introdurre truppe in Cecenia. Ma non era assolutamente possibile che gli attacchi terroristici producessero la decisione che i ceceni desideravano, garantendo l'indipendenza formale della Cecenia (che aveva ormai raggiunto l'indipendenza di fatto). In altre parole, gli attentati erano necessari ai servizi segreti per poter iniziare una guerra in Cecenia, ma non agli insorti ceceni per incoraggiare il riconoscimento ufficiale della loro repubblica indipendente. Gli eventi successivi confermarono che le cose stavano proprio così: la guerra iniziò, i servizi segreti andarono al potere in Russia e l'indipendenza cecena finì. Tutto in conseguenza degli attacchi terroristici di settembre.
  • I terroristi sembravano ben addestrati, non solo nel sabotaggio, ma anche nel lavoro di intelligence: sapevano come evitare la sorveglianza e vivere sotto falsa identità. Neanche un corso di un anno nel migliore dei centri di addestramento è sufficiente per imparare tutto questo. Sembrava quindi che i moscoviti fossero rimasti vittime di terroristi professionisti. E gli unici terroristi professionisti operanti in Russia erano le strutture dell'FSB e del GRU.
  • I ceceni sapevano che non era nel loro interesse condurre attentati terroristici. L'opinione pubblica era dalla loro parte, e l'opinione pubblica, sia russa che internazionale, era più importante, per loro, di due o trecento vite spezzate. Ecco perché è impossibile che dietro gli attentati del settembre 1999 ci siano i ceceni. E bisogna riconoscere ai ceceni di aver sempre negato il loro coinvolgimento in quegli attentati.
  • Poiché l'esogeno era usato dai terroristi in grandi quantità, doveva essere facile stabilire chi aveva acquistato o ricevuto la sostanza, soprattutto perché gli esperti potevano sempre stabilire con esattezza dove era stata prodotta ogni partita. Era impossibile che decine di tonnellate di esogeno venissero rubate. Migliaia di tonnellate di esogeno e TNT mescolati insieme erano conservate nei depositi militari e nei magazzini delle fabbriche di munizioni, destinate alle testate dei missili, alle mine, alle torpedini e alle pallottole. Ma l'esogeno estratto dalle munizioni aveva un aspetto caratteristico ed estrarlo era difficile e rischioso. [...] Chiaramente, rubare TNT ed esogeno in piccole quantità era difficile. Al contrario, spostarlo a camionate era facile, ma solo con i permessi appropriati, il che voleva dire lasciare delle tracce, e tracce che potevano portare all'FSB. Dopo gli attentati, numerosi rappresentanti dell'industria militare russa affermarono che simili quantità di esplosivi si potevano rubare solo con la connivenza di alti ufficiali.
  • Perché inizialmente fu usata la storia dell'esogeno? Perché le case erano state fatte saltare da un gruppo di agenti dell'FSB, l'esplosivo fu analizzato da un altro gruppo e la propaganda sull'avvenimento (o le pubbliche relazioni, per usare il termine corrente) da un terzo. Il primo gruppo realizzò con successo gli attentati terroristici (con l'eccezione di Rjazan). Il secondo stabilì facilmente che aveva usato esogeno. Il terzo si accorse improvvisamente che l'esogeno in Russia viene prodotto solo in pochi impianti militari ed era facile stabilire chi avesse comperato l'esogeno usato per far saltare in aria le case, e quando se lo fosse procurato. A questo punto, subentrò il panico. In tre giorni, tutte le prove materiali (le case crollate) furono spazzate via, e i media ricevettero urgentemente l'imbeccata del nitrato di ammonio.
  • Il buonsenso dice che sarebbe stata una follia per un gruppo di ceceni contrabbandare esplosivi da Urus-Martan a Mosca. Dalla precedente guerra, i ceceni erano regolarmente presi di mira dalla polizia russa, i veicoli venivano fermati e perquisiti, i documenti d'identità richiesti. Inoltre, a Mosca esisteva da tempo una forte mafia cecena, assolutamente in grado di mettere le mani su armi o esplosivi in città. In Russia, negli anni Novanta, si poteva entrare in un silo di missili nucleari con la corruzione. Per quale motivo i "terroristi ceceni" avrebbero dovuto rischiare così tanto trasportando i loro esplosivi per circa milleseicento chilometri fino a Mosca, quando avrebbero potuto acquistarli nel retro di un mercatino delle pulci locale?
  • Il settembre del 1999 è il momento, per come la vedo io, in cui la Russia cessa di essere una democrazia. Gli attentati negli appartamenti di Mosca sono stati il peccato originale di Vladimir Putin, e qualsiasi russo che abbia osato indagare su di essi ha vissuto un pericolo mortale.
  • Le prove sono convincenti nell'affermare che ciò che ha galvanizzato la carriera di Vladimir Putin nella politica russa, ossia la sua lotta contro gli attentati dinamitardi ceceni, è stata, in realtà, un'operazione nera della polizia segreta.
    Vladimir Putin ha fatto esplodere la Russia.
  • Se Litvinenko, Felshtinsky, Satter e io potevamo scoprire la verità sugli attentati agli appartamenti di Mosca, allora avrebbero potuto farlo anche la CIA e l'MI6. Quello che successe, invece, fu che l'ambiente della politica estera occidentale seguì il proprio pensiero malato, volendo credere che Putin fosse un democratico, un amico dell'Occidente, un potenziale business partner. E cercò di seppellire le prove del contrario.
  • Una delle posizioni cecene era: «Se avessimo voluto bombardare Mosca, avremmo fatto saltare in aria il Cremlino o una centrale nucleare. Perché far esplodere un paio di palazzi?».

Voci correlate

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