Garri Kasparov

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Garri Kasparov nel 2010

Garri Kimovič Kasparov, nato Vajnštejn (1963 – vivente), scacchista e attivista politico russo, dal 2014 anche di cittadinanza croata.

Citazioni di Garri Kimovič Kasparov[modifica]

  • Dal mio punto di vista, Karpov ha un'idea abbastanza vaga della forza del gioco di Magnus. Certo, sarebbe interessante confrontarci, ma l'idea è abbastanza assurda. Il Carlsen del 2019 semplicemente sa molto di più sugli scacchi di quanto sapevamo io e Karpov. E per quanto riguarda la comprensione del gioco – non voglio entrare in una disputa a distanza con Karpov, ma ho trascorso abbastanza tempo con Magnus e, in generale, posso dire che capisce gli scacchi non meno di noi.[1]
  • Gli scacchi richiedono una strategia trasparente: io so quello che hai tu e tu sai quello che ho io; non so quello che stai pensando, ma almeno so quali sono le tue risorse. Putin, come tutti i dittatori, odia la trasparenza. Preferisce giocare a carte coperte perché solo così, come nel poker, è possibile bluffare. I dittatori possono essere grandi giocatori di carte, ma non saranno mai abili scacchisti perché per vincere devono mentire e intimorire l'avversario. Cosa che negli scacchi non è concessa.[2]
  • [Sull'assassinio di Boris Nemcov] La tragica ironia è che lui non voleva vedere un'altra rivoluzione. Tra i due ero io il radicale e continuavo a dirgli: "È tutto inutile, le elezioni, le piccole cose: non cambieranno questo regime con il voto. Ci sarà bisogno del sangue".[3]
  • Nel mondo del business si dice: «Pianificare senza agire è inutile, agire senza pianificare è fatale», il che richiama quanto scrisse Sun Tzu alcuni secoli fa: «Una strategia senza tattiche è il cammino più lento verso la vittoria. Le tattiche senza una strategia sono il clamore prima della sconfitta».[4]
  • Putin costituisce per l'Europa un pericolo maggiore dell'Is, minaccia l'esistenza stessa dell'Europa. Putin ha fisiologicamente bisogno del crollo delle sue istituzioni.[2]

Da Garry Kasparov, l'ultima mossa del re degli scacchi

Intervista di Enrico Franceschini, la Repubblica, il Venerdì, n. 1714, 22 gennaio 2021, pp. 16-21.

  • Per fare un esempio legato alla realtà, il famoso campione americano Bobby Fischer non impazzì a causa degli scacchi, bensì furono gli scacchi  a mantenerlo sano di mente il più a lungo possibile.
  • Non si eccelle, negli scacchi come in qualunque altra disciplina, senza il talento naturale. Un talento che viene sparso misteriosamente in ogni angolo del mondo. Per farlo crescere, tuttavia, serve l'opportunità di dedicarsi con sacrificio e determinazione a quella disciplina. Talento e opportunità: un elemento senza l'altro non basta.
  • [Sugli scacchi] Sono un gioco su come prendere la decisione giusta al momento giusto, in che modo usare il proprio bagaglio di esperienze, a quale obiettivo dare priorità.
  • [A proposito del gioco d'attacco] È sempre stato il mio stile e penso che sia anche il più vantaggioso. Ma attaccare non funziona in tutte le circostanze, negli scacchi come in altri sport o nella vita. Talvolta un gioco difensivo può essere più appropriato: basti pensare a quante partite di calcio ha vinto l'Italia con il suo celebre catenaccio e il contropiede.
  • Mi sarebbe piaciuto sfidare Fischer. Ma questi confronti non hanno molto senso. Ho scritto biografie di tutti i campioni del passato, rigiocando le loro partite, mettendomi nei loro panni. Ce ne sono stati di formidabili, ma il gioco si evolve così come si evolvono gli strumenti per giocarlo al meglio, con un approccio sempre più scientifico.
  • Oggi la Russia è un Paese in crisi profonda, controllato da una cupola di potere attorno a Putin, praticamente in mano all'erede del Kgb sovietico. Quando Putin se ne andrà, e non succederà attraverso regolari elezioni, ci saranno enormi problemi.

Da Kasparov: «Putin è andato oltre, questa può essere la sua fine. Ma voi dovete agire»

Intervista di Federico Fubini sull'invasione russa dell'Ucraina del 2022, Corriere.it, 25 febbraio 2022.

  • Tutti i dittatori, quando hanno soggiogato il loro popolo e distrutto l’opposizione, guardano fuori. E Putin per vent’anni non ha visto conseguenze per i suoi crimini.
  • A differenza di Hitler negli anni ’30, ha fatto tutto alla luce del sole. Nel 1939 non avevamo tecnologie per controllare come Hitler si preparasse all’attacco sulla Polonia. Stavolta abbiamo visto tutto, Putin non si è mai nascosto. Ha anche costruito la più influente rete di lobbisti e agenti in giro per il mondo. Chamberlain, Daladier e quelli che rifiutarono azioni forti contro Hitler a metà degli anni ‘30 si sbagliarono. Ma Chamberlain non ha mai fatto affari con Hitler. Puoi pensare che sia stato ingenuo. Ma i politici di oggi hanno preferito continuare a fare affari con Putin e molti di loro essere anche nel suo libro paga.
  • Putin non ha mai nascosto le sue intenzioni, è stato sincero come Hitler in Mein Kampf. Sono anni che dice che l’Ucraina non è uno Stato sovrano. Se ne sono lavati tutti le mani. Ha detto che il collasso dell’Urss la più grande catastrofe geopolitica. Ha messo sul tavolo la sua visione strategica molto apertamente almeno da 15 anni. È stato sempre molto coerente nel portare avanti il suo programma. E poiché non ha visto nessuna vera risposta dal mondo libero, si è detto: perché no? Posso fare qualsiasi cosa.
  • Tagliate fuori la Russia dai mercati finanziari globali. Assicuratevi che il sistema finanziario del Paese non sia più sostenibile e non possa generare risorse per la macchina da guerra di Putin. Anche se lui sta seduto su riserve liquide da oltre 600 miliardi di dollari.
  • L’Ucraina è disposta a combattere, ma dall’annessione della Crimea nel 2014 il mondo libero si è rifiutato di armarla. Se oggi avesse un decimo delle armi che gli americani hanno abbandonato in Afghanistan, diventerebbe la tomba dell’esercito russo.
  • Tutte le persone del mondo libero devono dimettersi dalle aziende del sistema putiniano. Se non lo fanno, vanno trattate come complici di crimini di guerra.
  • Se vince, è un segnale a tutti i dittatori del mondo che le sole cose che contano sono la forza dell’esercito e come usi il denaro sporco per corrompere i politici.

Da Garry Kasparov spiega come la vittoria dell'Ucraina sarà il primo passo verso la liberazione della Russia

Intervista di Giancarlo Loquenzi sull'invasione russa dell'Ucraina del 2022, Ilfoglio.it, 19 maggio 2022.

  • Nessuno ha minacciato la Russia, è Putin che continua ad avere truppe ai confini occidentali, e per fortuna gli stati baltici sono nella Nato, o avremmo già i carri armati nelle loro capitali.
  • Questa aggressione non è stata provocata in alcun modo e mi sorprende sentir parlare di queste sciocchezze visto che c’è già stata tempo fa un’annessione.
  • Noi ascoltiamo il presidente Zelensky quando parla, il più grande eroe dei nostri tempi. Putin invece è un criminale di guerra.
  • Esito ad adoperare una metafora legata agli scacchi in questa tragedia umanitaria. In Ucraina è in corso un vero e proprio genocidio, sono le atrocità commesse dall’esercito invasore. Il gioco degli scacchi merita di più, non possiamo usarlo per fare questi paragoni.
  • La liberazione della Crimea sarà l’inizio della liberazione del mio paese dal fascismo di Putin.
  • È molto difficile nascondere tutti i cadaveri che tornano in Russia, parliamo di venticinquemila soldati russi uccisi, e più di centomila che sono stati comunque feriti. È importante per Putin che non si percepiscano questi sacrifici legati alla guerra nelle grandi città. Non vuole una mobilitazione di massa perché poi Mosca e San Pietroburgo si troverebbero a far parte della guerra e questo porterebbe a sommosse e rivolte. E insieme agli insuccessi militari Putin non avrà le risorse per affrontare la situazione.

Citazioni su Garri Kimovič Kasparov[modifica]

  • Kasparov è un giocatore geometrico, ma allo stesso tempo, e a differenza di molti altri, non inizia una partita con una tattica prefissata. [...] Kasparov è un giocatore duttile, sa essere solido nello schieramento del suo esercito riuscendo a ottenere attacchi fulminei e letali. Giocare con lui significa provare a perdere gustandosi il proprio macello scacchistico o – ma solo se lui vorrà – lasciarsi guidare nel gioco come una novizia viene iniziata al tango da un ballerino professionista. Non danzerà bene ma almeno si divertirà. (Roberto Saviano)

Boris Vasil'evič Spasskij[modifica]

  • Aveva un modo di giocare politico. Un grande campione, con colossali conoscenze. Uno scacchista aggressivo, d'attacco. Ha sempre giocato prendendo l'iniziativa e non può giocare senza farlo. Una mentalità certamente politica ma che per lui, sulla scacchiera, ha anche significato una certa unilateralità.
  • La politica, secondo me, non è affare per lui. E poi la politica vuol dire divisione, non unione. Un uomo politico è uomo di gruppo, di partito. Ed è questa la contraddizione perché Kasparov avrebbe potuto essere un ottimo re ma non lo è mai stato, pur essendo uno scacchista meraviglioso.
  • Una volta che si è diventati re degli scacchi ci si deve comportare in maniera adeguata e Kasparov non è mai diventato veramente un re. Per il monarca scacchistico diventare un politico è un fatto talmente meschino e umiliante.

How Life Imitates Chess[modifica]

Citazioni[modifica]

  • Negli scacchi la bigamia è accettabile ma la monarchia è assoluta.
In chess, bigamy is acceptable but monarchy is absolute.
  • Pensiamo al tempo come qualcosa da non perdere, non come qualcosa da investire.
We think about time as something not to waste, not as something to invest.
  • Perdere può convincerti a cambiare ciò che non ha bisogno di essere cambiato, e vincere può convincerti che tutto va bene anche se sei sull'orlo del precipizio.
Losing can persuade you to change what doesn't need to be changed, and winning can convince you everything is fine even if you are on the brink of disaster.
  • Se desideri avere successo, devi affrontare il rischio del fallimento.
If you wish to succeed, you must brave the risk of failure.
  • Se stai già combattendo, vuoi che il primo colpo sia l'ultimo e faresti meglio a farlo tu.
If you're already in a fight, you want the first blow to be the last and you had better be the one to throw it.

Note[modifica]

  1. Citato in Karpov: “Io e Kasparov eravamo più forti di Carlsen”, unoscacchista.com, 7 settembre 2019.
  2. a b Citato in Roberto Saviano, Saviano: "Io e Kasparov, scacco ai dittatori", Repubblica.it, 13 marzo 2016.
  3. Citato in Davide Maria De Luca, Chi era Boris Nemtsov, Il Post.it, 28 febbraio 2015.
  4. Da Gli scacchi, la vita, traduzione di Maria Cristina Bitti, Mondadori, 2007, p. 45. ISBN 9788804573166

Bibliografia[modifica]

  • Garry Kasparov, How Life Imitates Chess (Come la vita imita gli scacchi), Broadway, 2005, ISBN 978-0767915687

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