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Il Trono di Spade (terza stagione)

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Voce principale: Il Trono di Spade.

Il Trono di Spade, terza stagione.


Citazioni in ordine temporale.

Episodio 1, Valar Dohaeris

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  • In fondo al suo cuore ogni corvo desidera a tornare a volare libero. (Ygritte)
  • Mio padre diceva che gli uomini grossi cadono esattamente come quelli piccoli quando gli pianti una spada in mezzo al cuore. (Jon)
  • Io voglio combattere al fianco di coloro che lottano per i vivi. Sono venuto nel posto giusto? (Jon)
  • Tywin: Ti avevo mandato qui per dare consigli al re. Ti avevo offerto il vero potere e l'autorità. E tu invece hai passato le tue giornate come hai sempre fatto: Insieme alle tue sgualdrine, e bevendo in compagnia dei ladri.
    Tyrion: Talvolta ho anche bevuto con le sgualdrine.
    Tywin: Che cosa vuoi Tyrion?
    Tyrion: Perché pensate tutti che io voglia qualcosa? Non mi è dato solo visitare il mio adorato padre? Il mio adorato padre che, per qualche ragione, si è dimenticato di fare visita al figlio ferito in battaglia...
    Tywin: Il Maestro Pycelle mi aveva rassicurato che le ferite non erano mortali.
    Tyrion: Ho organizzato la difesa della città mentre tu te ne stavi nelle rovine di Harrenhal. Ho guidato la sortita quando i nemici erano alle porte mentre tuo nipote, il re, tremava impaurito al riparo dalle mura. Ho versato il mio sangue per la nostra famiglia. E, per tutta ricompensa, sono stato gettato in una cella buia. Che cosa pretendo? Un po' di maledetta gratitudine, per iniziare!
    Tywin: Gli applausi sono roba da saltimbanchi e menestrelli. Tu sei un Lannister. Credi che abbia preteso una ghirlanda di rose ogni volta che sono stato ferito sul campo di battaglia?
  • Perché? Tu chiedi perché! Tu che hai ucciso tua madre, nel venire al mondo. Sei un piccolo essere disgustoso, deforme e immondo, pieno di invidia, lussuria e squallida arguzia. La legge ti da il diritto di portare il mio nome e di fregiarti dei colori del mio casato visto che non posso provare che non sei mio figlio. E, per darmi una lezione di umiltà, gli Dei mi hanno condannato a guardarti andare in giro come una papera sfoggiando il nobile leone che fu il sigillo di mio padre e di suo padre prima di lui. Ma né gli dei né gli uomini potranno mai far sì che io ti permetta di trasformare Castel Granito nel tuo bordello. (Tywin)
  • Anche il più coraggioso degli uomini teme la morte. (Jorah)

Episodio 2, Ali oscure, oscure parole

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  • È questo che fa una donna intelligente: fa quello che le si dice. (Joffrey)
  • Gli uomini vogliono una cosa sola da una bella ragazza. (Shae)
  • Ma una volta munta la vacca non puoi rimetterle il latte nella mammella e quindi sei costretto a stare al gioco. (Olenna)
  • Alcuni hanno sempre bisogno di aiuto, non vuol dire che non valga la pena aiutarli. (Meera)
  • Anche il racconto più sciocco diventa interessante dopo una bevuta. (Thoros di Myr)

Episodio 3, Il cammino del supplizio

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  • Ammetto di essere bravo a spendere soldi, ma una vita di ricchezza sfrenata non mi ha certo insegnato a gestirli. (Tyrion)
  • Magari sei davvero stato un ottimo spadaccino, un tempo. O magari alla gente piace esagerare quando si tratta di un nome famoso. (Brienne)
  • In ogni uomo si annida una belva che si desta appena egli impugna una spada. (Jorah)

Episodio 4, E ora la sua Guardia è conclusa

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  • Varys: Prima di tutto questo orrore stavo per raccontarti la storia della mia evirazione. Vuoi ancora sentirla?
    Tyrion: Non lo so. Lo voglio?
    Varys: Da bambino viaggiavo attraverso le città libere con una compagnia di guitti. Un giorno a Myr, si avvicinò un uomo e fece al mio padrone un'offerta impossibile da rifiutare. Temevo che volesse usarmi come avevo udito che certi uomini usano i bambini, ma ciò che voleva lui era molto più atroce. Dovetti bere una pozione che mi impediva di muovermi e di parlare, ma che tuttavia non aveva alcun effetto narcotico. Con una lama curva cominciò a mutilarmi fino alla radice mentre continuava a cantare. E bruciò tutte le mie parti virili in un braciere. Le fiamme diventarono blu e d'un tratto sentii una voce rispondere alla sua invocazione. Rivivo quella notte nei miei sogni. Non lo stregone, o la lama. Sogno la voce che usciva dalle fiamme. Era un Dio, un demone, il trucco di un illusionista? Non lo so. Ma lo stregone chiamò e una voce rispose. E ti assicuro che io da quel giorno, odio ogni tipo di magia e tutti quelli che la praticano. Ora puoi capire perché volevo aiutarti nella tua lotta contro Stannis e la sua sacerdotessa rossa? Una simbolica vendetta per quello che io ho subito.
    Tyrion: Sì... Io sento il bisogno di una vendetta vera nei confronti di chi veramente ha cercato di farmi uccidere. Ovviamente questo richiede una certa autorità che io non...
    Varys: Che tu non possiedi. In questo momento. Ma l'autorità dipende anche molto dalla pazienza, ho scoperto. Una volta che lo stregone ebbe finito con me, mi gettò fuori di casa perché morissi. Io, invece, scelsi di vivere, per vendicarmi. Mendicai, vendetti le parti del mio corpo che mi erano rimaste, divenni un abile ladro. Appresi con gli anni che appropriarsi dei segreti di un uomo è meglio che appropriarsi del suo denaro. Passo dopo passo, con un'azione disgustosa dopo l'altra, io riuscii a farmi strada dai bassifondi di Myr fino al Concilio Ristretto, mio signore. L'autorità cresce come una pianta. Ho coltivato la mia pazientemente, finché i suoi rami si sono estesi dalla Fortezza Rossa fino all'angolo più lontano e dimenticato del mondo, dove si sono aggrovigliati intorno a una cosa molto, molto speciale. [Apre una cripta con dentro lo stregone che lo aveva evirato]
    Tyrion: Lo stregone.
    Varys: Salve, mio vecchio amico. È passato molto tempo. Non ho alcun dubbio che otterrai la vendetta che cerchi, col tempo. Se ne avrai lo stomaco.
  • I prodigi accadono sempre nei luoghi più strani. (Varys)
  • Noi madri facciamo di tutto per evitare la morte dei nostri figli, ma sembra che la desiderino. Gli insegnamenti di buon senso scivolano via come pioggia dalle piume. (Olenna)
  • A volte la crudeltà è il prezzo che paghiamo per la grandezza. (Margaery)
  • Hai avuto un assaggio, un assaggio del mondo reale. Un mondo dove le persone vengono private di cose importanti. E ti lamenti, e piangi, e ti abbandoni. Come una stupida femminuccia. (Brienne)
  • Tywin: Volevi parlarmi?
    Cersei: Sì, di Jaime.
    Tywin: A che proposito?
    Cersei: Volevo accertarmi che stessi facendo il possibile per riportarlo qui.
    Tywin: Quando Catelyn Stark fece Tyrion prigioniero, quale fu la mia reazione?
    Cersei: Iniziasti una guerra.
    Tywin: E se ho iniziato una guerra per quel nano lussurioso deforme, cosa pensi che farei per il mio figlio maggiore ed erede?
    Cersei: Il possibile.
    Tywin: Allora farò il possibile.
  • Non ho poca fiducia in te perché sei donna, ho poca fiducia perché non sei abbastanza astuta come credi. Hai lasciato che quel ragazzino calpestasse te e ogni altra persona di questa città. (Tywin a Cersei)
  • Cosa succede quando un eunuco prova a sedurre una vecchia decrepita? Quesiti per i filosofi. (Olenna)
  • Scelgo i miei alleati con attenzione e i nemici con più attenzione ancora. (Varys)
  • Combattere in guerra fa di un uomo un soldato. (Beric Dondarrion)
  • Craster[ultime parole]:[Dopo che è stato chiamato "bastardo"] Taglierò le mani al prossimo che mi chiamerà bastardo!
    Karl Tanner: Sei un bastardo. Scopi le tue figlie! Sei un bruto bastardo! [Craster gli si scaglia addosso, ma Karl lo pugnala alla testa; successivamente afferra una delle figlie di Craster]
    Jeor Mormont: Sei impazzito? Ora gli Dei ci malediranno! In nome di tutte le leggi...
    Karl Tanner: [Interrompendolo] Non ci sono leggi oltre la barriera! [Alla donna che ha imprigionato] Dov'è la dispensa? Dimmelo, o farai la sua stessa fine!
    Jeor Mormont[ultime parole]: [Estraendo la spada] Lasciala andare! [Karl obbedisce, ma si scambia uno sguardo d'intesa con Rast, alle spalle di Mormont] Avrò la tua testa per... [viene pugnalato alle spalle da Rast, e si scatena una battaglia tra confratelli fedeli e disertori]
  • Io sono il tuo padrone! Uccidila! Uccidila! Uccidila! (Kraznyz mo Nakloz)[ultime parole]

Episodio 5, Baciata dal fuoco

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  • E a che serve la parola "sfarzoso" se non a descrivere le nozze di un re? (Olenna)
  • Per fare una tregua bisogna fidarsi. (Brienne)
  • Non importa quello che vogliamo, una volta che ce l'abbiamo vogliamo già qualcos'altro. (Baelish)
  • Non è una richiesta, è un complotto. I complotti non sono di pubblico dominio. (Tywin)
  • Ti prego, non ho fatto niente, sono solo uno scudiero, per favore! (Martyn Lannister) [ultime parole]
  • Uccidimi e sii maledetto. Non sei il mio re. (Rickard Karstark) [ultime parole]
  • Jaime: Eccolo lì, quello sguardo. Sono 17 anni che lo vedo su una faccia dopo l'altra, mi disprezzate tutti quanti: "Lo sterminatore di re", "Lo spergiuro", "Un uomo senza onore"... sai cos'è l'altofuoco?
    Brienne: Certo.
    Jaime: Il Re Folle ne era ossessionato. Gli piaceva guardare la gente bruciare, il modo in cui la pelle si copriva di vesciche fino a lasciare solo le ossa. Faceva bruciare qualunque Lord non gli piacesse, ogni Primo Cavaliere che gli disobbedisse, in pratica chiunque gli si opponesse. Nel giro di poco tempo, il paese fu contro di lui. Aerys vedeva traditori dappertutto. Così ordinò ai suoi piromanti di piazzare ampolle di altofuoco in tutta la città: sotto il Tempio di Baelor, in quel tugurio del Fondo delle pulci, sotto palazzi, stalle, locande... persino sotto la Fortezza Rossa. Alla fine, arrivò il giorno della resa dei conti. Robert Baratheon marciò sulla capitale dopo la vittoria al Tridente, ma mio padre arrivò prima di lui, con l'intero esercito al seguito e la promessa di difendere la città dai ribelli. Conoscevo bene mio padre, non è mai stato tipo di prendere le parti dei perdenti. Ed è quanto dissi al Re Folle. Lo esortai ad arrendersi senza opporre resistenza, ma il re non volle darmi ascolto. Non volle dar retta neppure a Varys. Decise di ascoltare il Gran Maestro Pycelle, quel coglione rinsecchito. "Puoi fidarti dei Lannister" gli disse, "i Lannister sono sempre stati sinceri amici della corona". E così, aprimmo le porte della città e mio padre la saccheggiò. Per l'ennesima volta, andai dal re supplicandolo di arrendersi. Lui mi disse di... portargli la testa di mio padre. Poi si... rivolse al suo piromante. "Bruciateli tutti" disse. "Bruciateli nelle loro case. Bruciateli nei loro letti". Dimmi, se il tuo amato e prezioso Renly ti avesse ordinato di uccidere tuo padre e di restare a guardare mentre migliaia di uomini, donne e bambini bruciavano vivi tu lo avresti fatto? Avresti mantenuto il tuo giuramento? Prima uccisi il piromante. Subito dopo, quando il re si voltò per scappare, io gli piantai nella schiena la mia spada. "Bruciateli tutti" continuava a ripetere. "Bruciateli tutti". Non credo si aspettasse davvero di morire. Il suo piano era di... bruciare con tutti noi per poi... sorgere ancora, e rinascere in forma di drago per ridurre i nemici in cenere. Gli tagliai la gola per essere sicuro che non succedesse. E fu in quel momento che Ned Stark mi trovò.
    Brienne: Se tutto questo è vero... perché non lo hai detto a nessuno? Perché non lo dicesti a Lord Stark?
    Jaime: Stark! Credi che l'onorevole Ned Stark avesse voglia di ascoltare la mia versione? Lui mi giudicò colpevole appena posò lo sguardo su di me. Con quale diritto... può un lupo giudicare un leone? Con quale diritto?!
  • Bannistar: [Robert Baratheon] Era un brav'uomo, un grande guerriero... e un pessimo re. Ho speso tutta la mia vita a combattere per pessimi re.
    Jorah: Avevi fatto un giuramento.
    Bannistar: Sì, e un uomo rispetta i giuramenti, anche a costo di servire un ubriacone o uno squilibrato. Ma per una volta nella mia vita, prima che finisca, vorrei scoprire cosa si prova a servire qualcuno in cui si crede ciecamente.

Episodio 6, La scalata

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  • Le leggi degli dei e degli uomini sono chiare: nessun uomo può obbligare un altro uomo a sposarsi. (Edmure Tully)
  • È qualcosa di molto raro un uomo che è all'altezza della sua reputazione. (Olenna)
  • Spesso vogliamo ascoltare delle parole e, una volta ascoltate, quando è troppo tardi, ci rendiamo conto che andavano ascoltate in circostanze molto diverse. (Tyrion)
  • Varys [entrando nella Sala del Trono dove trova Lord Baelish seduto accanto al Trono di Spade]: Mille lame prese dalle mani dei nemici di Aegon caduti, forgiate con il respiro di fuoco di Balerion, il Terrore Nero.
    Baelish: Non sono mille lame, in realtà. Neanche arrivano a duecento. Le ho contate.
    Varys: Non avevo dubbi. Orrida, vecchia sedia!
    Baelish: Però ha un certo fascino.
    Varys: La Lady Arryn delle sedie. Hai dovuto ripiegare su di lei, peccato.
    Baelish: Ah, secoli fa, amico mio. Mi fa piacere, davvero, che tu sia così terrorizzato all'idea che riesca a ottenere quello che voglio.
    Varys: Ostacolarti non è mai stata la mia principale ambizione, devi credermi. Tuttavia, chi non desidererebbe vedere gli amici fallire, di tanto in tanto?
    Baelish: Hai ragione. Per esempio, quando io ho ostacolato il tuo piano di dare Sansa Stark ai Tyrell, se devo essere onesto, ho provato un grande senso di godimento in quell'istante. Però la tua confidente, quella che ti forniva le informazioni sui miei piani, quella che avevi giurato di proteggere, a lei non hai procurato godimento. E lei non ha procurato godimento a me. È stato un pessimo investimento da parte mia. Fortunatamente, un amico [Joffrey] voleva provare qualcosa di nuovo, fuori dal comune e mi è stato davvero molto grato di avergli reso possibile questa nuova esperienza.
    Varys: Ho fatto quello che ho fatto per il reame!
    Baelish: Il reame? Tu lo sai cos'è il reame? Sono le mille lame dei nemici di Aegon, una storia che noi accettiamo di raccontarci ancora, e ancora, finché dimenticheremo che è una fandonia.
    Varys: Ma che ci resterà il giorno in cui abbandoneremo questa fandonia? Il caos, un pozzo profondo che aspetta d'inghiottirci tutti.
    Baelish: Il caos non è un pozzo. Il caos è una scala! Tanti che provano a salirla falliscono e non ci provano più: la caduta li spezza. Ad altri viene offerta la possibilità di salire, ma rifiutano: rimangono attaccati al regno, o agli dei, o all'amore. Illusioni. Solo la scala è reale. E non resta che salire.

Episodio 7, L'orso e la fanciulla bionda

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  • Le persone collaborano quando gli fa comodo. Sono leali quando gli fa comodo. Si amano tra loro quando gli fa comodo. E si uccidono tra loro quando gli fa comodo. Lei [Ygritte] lo ha capito, tu invece no. Ed è per questo che non sarà mai davvero tua. (Orell)
  • Mio figlio sarà un re. I figli imparano dalle madri e al mio insegnerò molte cose. (Margaery)
  • Alcune amano gli uomini alti; certe altre quelli bassi; ad alcune piacciono irsuti; ad altre calvi; uomini gentili; uomini rudi; uomini belli; uomini brutti; belle ragazze. Ma nessuna sa cosa vuole finché non lo ha provato. E purtroppo ci è concesso assai poco prima di diventare vecchie e grigie. (Margaery)
  • Noi donne siamo complicate, soddisfarci richiede pratica. (Margaery)
  • Bronn: Tu perdi troppo tempo a cercare di farti ben volere. Finirai per essere il cadavere più amato della città. A te va di scoparti quella Stark, solo non hai voglia di ammetterlo.
    Tyrion: Io non ti pago per ficcare delle strane idee nella mia testa. Quelle che ho sono già più che sufficienti.
    Bronn: Tu mi paghi per uccidere chiunque ti dia fastidio. Le strane idee sono in omaggio.
  • Tu sei mio e io sono tua. E se moriremo, moriremo. Ma prima vivremo. (Ygritte)
  • Il solo modo per curare una malattia è comprendere la malattia. E il solo modo per comprenderla è studiare chi ne è afflitto. (Qyburn)

Episodio 8, I secondi figli

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  • È difficile farsi pagare dai morti. I mercenari preferiscono stare con chi vince. (Daenerys)
  • Melisandre: Hai mai ucciso un agnello, mio re?
    Stannis: No.
    Melisandre: Se l'agnello vede il coltello si impaurisce, la paura penetra nella sua carne, la scurisce e rovina il sapore.
    Stannis: Ne avrai uccisi molti.
    Melisandre: E nessuno ha visto la lama.
  • Noi non scegliamo il nostro destino, ma dobbiamo compiere il nostro dovere. Grande o piccolo che sia, è il nostro dovere. (Stannis)
  • Credo che le madri e i padri abbiano creato gli Dei perché i figli potessero dormire di notte. (Davos)
  • Gli Dei ci hanno donato due cose con cui divertirci prima di morire: l'emozione di farsi una donna che vuole essere scopata e l'emozione di uccidere un uomo che vuole ucciderti. (Daario)
  • Un Dio è reale o non lo è. Devi solo saperlo vedere. La fine arriva per tutti e per ogni cosa. Un'oscurità che inghiottirà l'alba. (Melisandre)
  • Secondo me l'onestà è importante tra un uomo e sua moglie, non credi? (Tyrion)
  • Se mio padre vuole che qualcuno si faccia fottere inizi da se stesso! (Tyrion)

Episodio 9, Le piogge di Castamere

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  • Dimostragli che cosa si prova a perdere ciò che si ama. (Catelyn)
  • Sento che nutri pensieri sospettosi. Nella mia esperienza solo le persone sleali lo fanno. (Daario)
  • I ratti morti non squittiscono. (Mastino)
  • Morire di spada è meglio che tirare le cuoia tra un colpo di tosse e l'altro. (Ygritte)
  • Tu hai paura di non riuscire ad arrivare in tempo e più ti avvicini, più la paura cresce. Non nasconderla perché tanto non ci riesci. Riconosco la paura quando la vedo. E ne vedo molta. (Mastino)
  • Una spada ha bisogno del suo fodero. (Walder Frey)
  • Eddard. Non vorresti insegnare al piccolo Ned Stark a cavalcare? (Talisa Stark) [ultime parole]
  • Catelyn Stark[ultime parole]: Sul mio onore di Tully, sul mio onore di Stark, lascialo andare, o taglierò la gola di tua moglie!
    Walder Frey: Beh, me ne troverò un'altra!
    Robb Stark[ultime parole]: Madre...

Episodio 10, Mhysa

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  • La morte sarebbe davvero troppo. Avere paura della morte invece... (Tyrion)
  • La vecchiaia è crudele. (Pycelle)
  • Oh sono un mostro? Dovresti rivolgerti a me con più delicatezza, allora: i mostri sono belve pericolose e ultimamente sembra che i re muoiano come mosche. (Tyrion)
  • Chiunque dica "io sono il re" non è un vero re. Mi assicurerò che tu lo capisca quando avrò vinto questa guerra per te. (Tywin)
  • Tywin: E tu credi che una corona dia il potere?
    Tyrion: No. Credo che le armate diano il potere.
  • Tyrion: Capisco i complotti di guerra, ma massacrarli ad un matrimonio...
    Tywin: Ora spiegami perché è più nobile uccidere diecimila uomini in battaglia che una dozzina a una cena.
    Tyrion: Lo abbiamo fatto per... salvare delle vite?
    Tywin: Per porre fine alla guerra, per proteggere la famiglia. Vuoi scrivere una canzone per la morte degli Stark? Avanti, scrivine una. Io sarò in questo mondo ancora per un po', per difendere i Lannister. Per difendere il mio sangue.
    Tyrion: La gente del Nord non lo dimenticherà mai.
    Tywin: Bene! Non devono dimenticare cosa succede quando si marcia contro il Sud.
  • Tywin: Devo spiegarti in un'unica lezione come funziona il mondo?
    Tyrion: Con parole semplici, non ho la tua intelligenza.
    Tywin: Una casata che privilegia la propria famiglia sconfiggerà una casata che privilegia desideri e capricci dei figli e delle figlie. Un grand'uomo fa il possibile per migliorare la posizione della sua famiglia, e lo fa senza pensare ai suoi desideri egoistici. Lo trovi spassoso?
    Tyrion: No, è davvero un'ottima lezione. Solo che è facile per te predicare devozione alla famiglia quando sei tu a prendere tutte le decisioni.
    Tywin: Facile per me?
    Tyrion: Spiegami, quando mai hai fatto qualcosa che non fosse nel tuo interesse ma solo nell'interesse della tua famiglia.
    Tywin: Il giorno che venisti al mondo! Volevo portarti in riva al mare e lasciare che le onde ti trascinassero via. Invece ti ho lasciato vivere e come un figlio io ti ho cresciuto. Perché sei un Lannister.
  • Mia madre mi diceva che "non si tirano le pietre agli storpi". Ma mio padre mi ha insegnato a colpire la testa. (Ramsay)
  • Non esiste un luogo sicuro, lo sai. (Jojen)
  • Shae: È giovane, è stupenda, è nobile.
    Varys: Dividiamo il pane con loro, questo non ci rende una famiglia. Conosciamo la lingua ma non apparterremo mai al loro paese. Se veramente sei convinta che una ragazza straniera senza nome possa passare la sua vita con il figlio di Tywin Lannister...
    Shae: Io ho un nome!
    Varys: Hai un solo nome e anch'io. Ma qui è il nome di famiglia che ha importanza.
    Shae: Cosa vuoi da me, lord Varys?
    Varys: Diamanti. Ti direi di stare attenta portando con te questa grande ricchezza, ma tu sai come proteggerti. Prendi una di quelle navi, vai a Penthos, o Lys, o Myr. Puoi comprare una casa con questi diamanti. Una casa grande, avere tanti servi, iniziare una nuova vita, una bella vita, lontano da qui. La misteriosa bellezza esotica. Gli uomini faranno la fila per te.
    Shae: Perché vuoi che me ne vada?
    Varys: Tyrion Lannister è una delle poche persone viventi che può migliorare questo paese. Ne ha l'intelligenza, ne ha la capacità e il giusto cognome e tu... tu sei una complicazione. Lo so, ne sei innamorata e so che è vero amore, amore sincero. Infatti non ti chiedo di lasciarlo per denaro. Ti sto chiedendo di andartene da qui perché la tua presenza nella capitale lo mette in pericolo. Questa non sarà mai casa tua, mia signora. Trova una vera casa e in un posto lontano da qui. Finché sei ancora in tempo.
  • Non è facile essere sempre ubriaco. Lo farebbero tutti se fosse così facile. (Tyrion)
  • Una moglie infelice è buon'amica di un mercante di vino. (Cersei)
  • Cersei: Meritare? Stai attento. Se ti torturi per chi è meritevole, prima che te ne renda conto, avrai passato ogni giorno della tua vita a piangere per ogni abitante di questo mondo.
    Tyrion: Trovo patetico chi diventa filosofo in tarda età.
  • Tyrion: Quanto ci vorrà ancora?
    Cersei: Finché non sistemeremo i nostri nemici.
    Tyrion: Ogni volta che sistemiamo un nemico ne creiamo altri due.
    Cersei: Allora immagino che ne avremo ancora per molto.
  • Ygritte: Tu non sai niente Jon Snow.
    Jon: Una cosa la so, invece. So che ti amo. E so che tu ami me.
  • Una grande ricompensa richiede un grande sacrificio. (Melisandre)
  • Il popolo si abitua alle catene. (Daenerys)
  • Non è a me che dovete la vostra libertà. Io non posso darvela. La vostra libertà non appartiene a me. Appartiene solamente a voi. Se la volete, sta a voi riprendervela. A ciascuno di voi. (Daenerys)

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