Il Trono di Spade

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Il Trono di Spade

Serie TV

Immagine Game of Thrones 2011 logo.svg.
Titolo originale

Game of Thrones

Paese Stati Uniti d'America
Anno 2011 – in produzione
Genere avventura, fantastico, drammatico
Stagioni 3
Episodi 30
Ideatore David Benioff, D.B. Weiss
Soggetto George R. R. Martin
Sceneggiatura David Benioff, D.B. Weiss, George R. R. Martin, Bryan Cogman, Vanessa Taylor (st. 2-3), Jane Espenson (st. 1)
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il Trono di Spade, serie televisiva statunitense del 2011.

Stagione 1[modifica]

Episodio 1, L'inverno sta arrivando[modifica]

  • L'inverno sta arrivando. (Eddard Stark a sua moglie Catelyn)
  • Tu mi servi Ned. Giù ad Approdo del Re, non quassù dove sei un uomo sprecato. Lord Eddard Stark, intendo nominarti Primo Cavaliere del Re. (Robert Baratheon a Eddard Stark)
  • Ti do un consiglio bastardo. Rammenta sempre chi sei. Gli altri lo faranno. Fanne la tua armatura e non potrà mai essere usata contro di te. (Tyrion Lannister a Jon Snow)

Episodio 6, La corona d'oro[modifica]

  • Se pensi ai tuoi problemi mentre combatti, avrai più problemi. (Syrio Forel a Arya Stark)

Episodio 7, Il gioco dei troni[modifica]

  • Eddard Stark: Quando il re tornerà dalla caccia gli racconterò la verità. Nel frattempo te ne sarai andata con tutti i tuoi figli. Non avrò il loro sangue sulle mie mani. Andate il più lontano possibile, con tutti gli uomini che avete. Perché ovunque andrete il furore di Robert vi sarà addosso.
    Cersei Lannister: E il mio furore Lord Stark? Avresti dovuto salire sul trono. Jaime mi ha parlato della caduta di Approdo del Re. Lui era sul trono e tu gli rimproverasti lo spregio. Avresti dovuto salire quei gradini e sederti. Che triste errore.
    Eddard Stark: Ne ho commessi parecchi di errori nella mia vita. Quello l'ho evitato.
    Cersei Lannister: Ma non avresti dovuto. Al gioco del trono o si vince o si muore. Non c'è una terza possibilità.

Episodio 8, La guerra alle porte[modifica]

  • Jeor Mormont: Lord Stark è accusato di tradimento. Avrebbe cospirato insieme ai fratelli di Re Robert per negare il trono al Principe Joffrey.
    [Jon Snow si alza e si dirige turbato verso la porta.]
    Jeor Mormont: Voglio sperare che tu non faccia qualche sciocchezza. È tuo dovere restare qui ora.
    Jon Snow: Le mie sorelle si trovano ad Approdo del Re.
    Jeor Mormont: Sono certo che saranno trattate con riguardo.
  • Robb Stark: Raduna i vessilli.
    Maestro Luwin: Tutti mio signore?
    Robb Stark: Giurarono fedeltà a mio padre, è così?
    Maestro Luwin: È così.
    Robb Stark: Voglio vedere se sono di parola.
    Theon Greyjoy: Hai paura?
    [Robb mostra la sua mano destra tremante.]
    Robb Stark: Sembra di sì.
    Theon Greyjoy: Bene.
    Robb Stark: E perché sarebbe un bene?
    Theon Greyjoy: Vuol dire che non sei stupido.
  • Dì a Lord Tywin che l'inverno sta arrivando per lui. 20000 uomini del Nord vanno a sud per scoprire se davvero caca oro. (Robb Stark a una spia Lannister)

Episodio 9, La confessione[modifica]

  • Voglio che tu serva il reame! (Varys a Eddard Stark)
  • Eddard Stark: Sono Eddard Stark, Lord di Grande Inverno e Primo Cavaliere del Re. Sono qui davanti a voi per confessare il mio tradimento di fronte agli dei e agli uomini. Ho tradito la fede del mio re e la fiducia del mio amico Robert. Avevo giurato di proteggere i suoi figli, ma prima che il suo sangue si raffreddasse ho cercato di uccidere suo figlio e salire sul trono io stesso. [La folla inizia ad inveire contro Eddard.] Che il Sommo Septon e Baelor il Benedetto mi siano testimoni di ciò che dico. Joffrey Baratheon è l'unico vero erede al Trono di Spade. E per grazia di tutti gli dei, Lord dei Sette Regni e Protettore del Reame.
    Pycelle: I nostri peccati li paghiamo con la sofferenza. Quest'uomo ha confessato i suoi crimini al cospetto degli dei e degli uomini. Gli dei sono sempre giusti, ma Baelor il Benedetto ci ha insegnato che gli dei sanno anche essere misericordiosi. E quindi che ne sarà di questo traditore, vostra grazia? [Riferito a Re Joffrey.]
    Joffrey Baratheon: Mia madre vuole che lo lasci andare coi Guardiani della Notte. Privato di titoli e poteri, servirebbe il reame in esilio permanente. E la mia Lady Sansa implora clemenza per suo padre. Hanno il cuore fragile come tutte le donne. Fino a quando io sarò re, il tradimento non resterà mai impunito. Ser Ilyn, portami la sua testa!
    [La folla riprende ad urlare. Cersei e Sansa cercano di far cambiare idea a Joffrey senza risultati. Arya cerca di raggiungere suo padre, ma viene fermata dal Guardiano della Notte Yoren.]
    Yoren: Non guardare!
    Arya: Ci penso io! Lasciami andare!
    Yoren: Tieni la bocca chiusa! Guardami! Guardami!
    [Ser Ilyn Payne sfodera Ghiaccio, la spada per le esecuzioni di Eddard.]
    Eddard Stark: In nome dei Sette Dèi.
    [Ser Ilyn decapita Eddard.]

Episodio 10, Fuoco e sangue[modifica]

  • Robb Stark: [Piange.] Li ucciderò tutti. Ognuno di loro. Li ucciderò tutti.
    Catelyn Stark: Figlio mio. Hanno le tue sorelle. Prima di tutto le libereremo. E dopo li uccideremo tutti.
  • [In lingua dothraki.] Ricordi la nostra prima cavalcata, mio sole e stelle? Se sei ancora qui, se non te ne sei ancora andato, dimostramelo. Tu sei un guerriero. Lo sei sempre stato. E adesso ho bisogno che tu combatta. So che sei molto lontano, ma torna da me, mio sole e stelle. [Nella lingua comune.] Quando il sole sorgerà ad ovest e calerà ad est tu tornerai da me mio sole e stelle. [Piange e bacia suo marito prima di soffocarlo con un cuscino.] (Daenerys Targaryen a Drogo)
  • Rakharo: [In lingua dothraki, pronto a portare le tre uova di drago sulla pira di Khal Drogo.] È questo ciò che desideri, Khaleesi?
    [Daenerys annuisce.]
    Jorah Mormont: Non gli serviranno le uova di drago nell'aldilà. Vendile. Puoi tornare nelle città libere e vivere nell'agio per il resto dei tuoi giorni.
    Daenerys Targaryen: Non mi sono state donate per essere vendute.
    Jorah Mormont: Khaleesi, mia regina. Io ho giurato di servirti e obbedirti e anche di morire per te, ma non farlo, Khaleesi. Conosco le tue intenzioni, non farlo.
    Daenerys Targaryen: Non posso. Tu non capisci ser.
    Jorah Mormont: Non chiedermi di restare fermo a guardare mentre ti getti nella pira. Non ti guarderò bruciare.
    Daenerys Targaryen: È di questo che hai paura? [Daenerys dà un bacio sulla guancia a Ser Jorah e poi si rivolge al suo Khalasar.] Voi siete il mio Khalasar. Io qui vedo volti di schiavi. Vi libero. Toglietevi le catene, andatevene se volete, nessuno vi fermerà. Ma se rimarrete, rimarrete come fratelli e sorelle, come mariti e mogli. [Alcuni schiavi se ne vanno e la strega Mirri Maz Duur inizia a sorridere.] Ser Jorah, lega quella donna alla pira. Hai giurato di obbedirmi! [Mirri Maz Duur viene portata alla pira.] Io sono Daenerys, Nata dalla Tempesta, della Casa Targaryen, dell'antico sangue di Valyria e vi dico che sono io la figlia del Drago. Vi do la mia parola che coloro che vi faranno del male moriranno tra urla di tormento.
    Mirri Maz Duur: Non mi sentirai urlare!
    Daenerys Targaryen: Sì, invece. Ma non sono le tue urla che voglio, solo la tua vita. [Daenerys dà fuoco alla pira e vi entra circondata dalle fiamme, mentre Mirri Maz Duur inizia a cantare e poi ad urlare di dolore. Il Khalasar inizia ad inchinarsi.]
    [La mattina dopo, Ser Jorah trova Daenerys illesa in mezzo alle ceneri della pira e tre cuccioli di drago con lei.]
    Jorah Mormont: Sangue del mio sangue.
    [Daenerys si alza in piedi nel canto dei draghi.]

Stagione 3[modifica]

Episodio 6, La scalata[modifica]

  • Varys: [Entra nella Sala del Trono dove trova Lord Baelish seduto accanto al Trono di Spade.] Mille lame prese dalle mani dei nemici di Aegon caduti, forgiate con il respiro di fuoco di Balerion il Terrore Nero.
    Petyr Baelish: Non sono mille lame, in realtà. Neanche arrivano a duecento. Le ho contate.
    Varys: Non avevo dubbi. Orrida, vecchia sedia!
    Petyr Baelish: Però ha un certo fascino.
    Varys: La Lady Arryn delle sedie. Hai dovuto ripiegare su di lei, peccato.
    Petyr Baelish: Ah, secoli fa, amico mio. Mi fa piacere, davvero, che tu sia così terrorizzato all'idea che riesca a ottenere quello che voglio.
    Varys: Ostacolarti non è mai stata la mia principale ambizione, devi credermi. Tuttavia, chi non desidererebbe vedere gli amici fallire, di tanto in tanto?
    Petyr Baelish: Hai ragione. Per esempio, quando io ho ostacolato il tuo piano di dare Sansa Stark ai Tyrell, se devo essere onesto, ho provato un grande senso di godimento in quell'istante. Però la tua confidente, quella che ti forniva le informazioni sui miei piani, quella che avevi giurato di proteggere, a lei non hai procurato godimento. E lei non ha procurato godimento a me. É stato un pessimo investimento da parte mia. Fortunatamente, un amico voleva provare qualcosa di nuovo, fuori dal comune e mi è stato davvero molto grato di avergli reso possibile questa nuova esperienza.
    Varys: Ho fatto quello che ho fatto per il reame!
    Petyr Baelish: Il reame? Tu lo sai cos'è il reame? Sono le mille lame dei nemici di Aegon, una storia che noi accettiamo di raccontarci ancora, e ancora, finché dimenticheremo che è una fandonia.
    Varys: Ma che ci resterà il giorno in cui abbandoneremo questa fandonia? Il caos, un pozzo profondo che aspetta d'inghiottirci tutti.
    Petyr Baelish: Il caos non è un pozzo. Il caos è una scala! Tanti che provano a salirla falliscono e non ci provano più: la caduta li spezza. Ad altri viene offerta la possibilità di salire, ma rifiutano: rimangono attaccati al regno, o agli dei, o all'amore. Illusioni. Solo la scala è reale. E non resta che salire.

Note[modifica]

Tutte le citazioni sono prese dagli episodi doppiati in lingua italiana.

Altri progetti[modifica]