Slavoj Žižek

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Slavoj Žižek nel 2015

Slavoj Žižek (1949 – vivente), filosofo e psicoanalista sloveno.

  • Ciò che troviamo nei Veda è una brutale cosmologia basata sull'uccidere e sul mangiare [...]. Tuttavia, attorno al sesto e quinto secolo a.C., accade qualcosa di nuovo: una radicale «rivalutazione di tutti i valori» sotto forma di una forte reazione universalista contro questa cosmica catena alimentare; il rifiuto ascetico di tutta questa macchina infernale di vita che si riproduce attraverso il sacrificio e il mangiare. Il ciclo della catena alimentare viene ora percepito come un ciclo di eterna sofferenza, e il solo modo per raggiungere la pace è di sottrarsi a esso. (Rispetto al cibo, questo comporta ovviamente il vegetarianesimo: il non mangiare animali morti).[1]
  • Contro la concezione orientale dell'Assoluto come Vuoto-Sostanza-Fondamento, nascosto sotto i fragili e sfuggenti fenomeni della realtà quotidiana, dovremmo contrapporre la concezione che è la nostra realtà quotidiana quella fissa, inerte, stupidamente presente e che è l'Assoluto quello fragile, perituro e sempre sfuggente. Per dirla diversamente, che cos'è l'Assoluto? Qualcosa che troviamo nelle fugaci esperienze, come il sorriso di una bella donna o persino il sorriso di una persona che fino a poco tempo fa ci era sembrata bruta e repellente. È in questi miracolosi, ma estremamente fragili momenti che viene alla luce, attraverso la nostra realtà, un'altra dimensione. L'Assoluto come tale può facilmente disgregarsi, può troppo facilmente sfuggirci tra le mani, dobbiamo maneggiarlo con cautela, come una fragile farfalla.[2]
  • Il modo di liberarci dei nostri padroni non sta nel far diventare il genere umano stesso il padrone collettivo della natura, ma nel riconoscere l'impostura nella nozione stessa di padrone.[3]
  • Il nome «Patricia Highsmith» indica per me un territorio sacro, colei il cui posto tra gli scrittori è paragonabile al posto che Spinoza occupa per Deleuze (il «Cristo tra i filosofi»). Chi parla di lei deve fare attenzione, perché cammina sui miei sogni.[4]
  • [Occorre] inventare nuove forme di pratica politica contenenti una dimensione di universalità al di là del capitale.[5]
  • La profonda identificazione che "tiene insieme" i membri della comunità non è tanto l'identificazione con la legge che domina il corso quotidiano, "normale" della sua vita, quanto l'identificazione alla forma comune, specifica della trasgressione della Legge (in termini psicanalitici, con la forma di godimento caratteristica della comunità).[6]

Note[modifica]

  1. Da Vivere alla fine dei tempi, cap. I.
  2. Da Il fragile assoluto: "Krhki absolut: enajst tez o krščanstvu in marksizmu danes. Med psihoanalizo in religijo", Analecta, Lubiana, 2000, p. 132.
  3. Da Vivere alla fine dei tempi, p. 342.
  4. Da Distanza di sicurezza, traduzione di Marina Impallomeni e Daniele Francesconi, Manifestolibri, Roma, 2005.
  5. Da Il Grande Altro, p. 109.
  6. Da Il Grande Altro, p. 92.

Bibliografia[modifica]

  • Slavoj Žižek, Il Grande Altro: nazionalismo, godimento, cultura di massa, traduzione di Marco Senaldi, Feltrinelli, Milano, 1999. ISBN 88-07-10264-1
  • Slavoj Žižek, Vivere alla fine dei tempi, traduzione di Carlo Salzani, Ponte alle Grazie, Milano, 2011. ISBN 978-88-6220-277-0

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