Ulisse

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Testa di Odisseo, particolare del gruppo marmoreo Polyphemus, Grecia, II sec. aev, Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga

Ulisse, adattamento di Odìsseo, personaggio della mitologia e della letteratura greca.

Citazioni di Ulisse[modifica]

  • Chi potrìa de' numi | Scorgere alcun che qua o là si mova | Quando dall'occhio uman voglion celarsi? (Odissea)
  • Considerate la vostra semenza: | fatti non foste a viver come bruti, | ma per seguir virtute e canoscenza. [...] e volta nostra poppa nel mattino, | de' remi facemmo ali al folle volo. (Divina Commedia)
  • Crise, il re sommo Agamennón mi manda | A ti render la figlia, e offrir solenne | Un'ecatombe a Febo, onde gli sdegni | Placar del nume che gli Achei percosse | D'acerbissima piaga. (Iliade)
  • Se tu mi prometti d'aiutarmi sicché io ottenga la mano di Penelope, io farò col mio ingegno in modo, che per cagione di lei nessuna discordia nasca tra i pretendenti. (Pseudo-Apollodoro, Biblioteca)
  • Sonno è la vita quando è già vissuta: | sonno; chè ciò che non è tutto, è nulla. | Io, desto alfine nella patria terra, | ero com'uomo che nella novella | alba sognò, né sa qual sogno, e pensa | che molto è dolce a ripensar qual era. | Or io mi voglio rituffar nel sonno, | s'io trovi in fondo dell'oblio quel sogno. (L'ultimo viaggio)
  • Ulisse, il figlio di Laerte, io sono, | Per tutti accorgimenti al Mondo in pregio, | E già noto per fama in sino agli astri. | Abito la serena Itaca, dove | Lo scuotifronde Nerito si leva | Superbo in vista, ed a cui giaccion molte | Non lontane tra loro isole intorno, | Dulichio, Same, e la di selve bruna | Zacinto. All'orto, e al mezzogiorno queste, | Itaca al polo si rivolge, e meno | Dal continente fugge: aspra di scogli, | Ma di gagliarda gioventù nutrice. (Odissea)

Citazioni su Ulisse[modifica]

  • Bello di fama e di sventura | Baciò la sua petrosa Itaca Ulisse. (Ugo Foscolo)
  • E il vecchio vide che le due Sirene, | le ciglia alzate sulle due pupille, | avanti se miravano, nel sole | fisse, od in lui, nella sua nave nera. | E su la calma immobile del mare, | alta e sicura egli inalzò la voce. | "Son io! Son io, che torno per sapere! | Che molto io vidi, come voi vedete | me. Sì; ma tutto ch'io guardai nel mondo, | mi riguardò; mi domandò: Chi sono?" (Giovanni Pascoli)
  • Forse una lenta, immensa e soavissima onda di quel mare, dove Ulisse ha tanto viaggiato e che ha amato e odiato, supera la riva, il porto di Forco, l'ulivo dalle foglie sottili, la grotta delle Naiadi, e trascina via, per sempre, l'uomo pieno di colori e dolori. (Pietro Citati)
  • I greci hanno tramandato due figure le cui vite reali o mitiche esprimono queste due concezioni: Platone e Ulisse. Uno ha in comune la ragione con gli dèi, e l'altro l'ha in comune con le volpi. (Alfred North Whitehead)
  • Infine, esaminate sia singolarmente, sia nel loro complesso, le avventure di Ulisse sulla via del ritorno si rivelano, in più di un'occasione, come le gesta di un soggetto – contrariamente a quanto spesso si afferma – già "intero" e compatto, capace di autodeterminarsi e di agire, non solo indipendentemente, ma a volte addirittura contro la volontà degli dèi. (Eva Cantarella)
  • Il più astuto di tutti gli eroi greci, dal multiforme ingegno, ma anche il più umano e la personificazione stessa del coraggio. A lui che fra tutti mi è il più caro, a lui che di tutti è il più fico, dedico la parte finale di questo libro. (Luciano De Crescenzo)
  • L'uomo, cantami, dea, l'eroe dal lungo viaggio, colui che errò per tanto tempo dopo che distrusse la città sacra di Ilio. Vide molti paesi, conobbe molti uomini, soffrì molti dolori, nell'animo, sul mare, lottando per salvare la vita a sé, il ritorno ai suoi compagni. Desiderava salvarli, e non riuscì; per la loro follia morirono, gli stolti, che divorarono i buoi sacri del Sole: e Iperione li privò del ritorno. (Odissea)
  • Là dentro si martira | Ulisse e Dïomede, e così insieme | a la vendetta vanno come a l'ira; | e dentro da la lor fiamma si geme | l'agguato del caval che fé la porta | onde uscì de' Romani il gentil seme. (Divina Commedia)
  • Se d'un compagno | Mi comandate a senno mio l'eletta, | Come scordarmi del divino Ulisse, | Di cui provato è il cor, l'alma costante | Nelle fatiche, e che di Palla è amore? | S'ei meco ne verrà, di mezzo ancora | Alle fiamme uscirem; cotanto è saggio. (Diomede, Iliade)
  • Si dice che Ulisse fosse così astuto, che egli fosse una volpe talmente scaltra che neppure la dea del destino riusciva a penetrare nel suo animo. Forse egli (sebbene questo non sia più afferrabile dell'intelletto umano) si è veramente accorto che le Sirene tacevano, e non ha fatto altro che opporre, sia a loro che agli dèi, per così dire a guisa di scudo la finzione precedentemente riferita. (Franz Kafka)
  • Sol con quell'arco e con la nera | sua nave, lungi dalla casa | d'alto colmigno sonora | d'industri telai, proseguiva | il suo necessario travaglio | contra l'implacabile Mare. (Gabriele D'Annunzio)
  • Ulisse è il primo uomo che ci viene descritto come astuto, bugiardo, falsatore della verità; e Omero, che racconta della nascita della menzogna, di questa seconda nascita dello spirito umano, ci fa capire che con ciò Ulisse ha ricevuto dagli dei un prezioso dono; e Pallade Atena, la protettrice dello spirito, uscita dal cervello di Giove, si gode dell'inesauribile capacità di mentire del suo eroe prediletto. (René Fülöp-Miller)
  • Ulisse torna per affrontare un nuovo presente. Dante lo fa ripartire perché lo reputa degno di rendersi ancora vivo. (Elio Pecora)
  • Ulisse vuole ascoltare il canto delle sirene, a costo di mettere in pericolo la propria vita. Egli percorre l'occidente fino ai suoi confini; senza di lui, esso non potrebbe nemmeno sussistere. Non ci sarebbe stato nessuno sbarco sulla luna. (Ernst Jünger)

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