Utente:Superchilum/Sandbox

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Disambigue[modifica]

Fare[modifica]

  • La ragazza di campagna (film con nota disambigua all'opera teatrale)
  • ...

Non ancora materiale[modifica]

  • 2012 (anno con nota disambigua a film)
  • Anime (animazione giapponese con nota disambigua a disambigua)
  • Asterisco (tipografico con nota disambigua a Mino Maccari)
  • Balto (cane con nota disambigua a film)
  • Bordeaux (città con nota disambigua a disambigua)
  • Casablanca (città con nota disambigua a film)
  • Casimiro/a (nome con nota disambigua a cashmere)
  • Ciano (colore con nota disambigua a disambigua)
  • Croce di Malta (simbolo con nota disambigua a disambigua)
  • Drive In (posto con nota disambigua a programma televisivo)
  • Excalibur (spada con nota disambigua a film)
  • Falso amico (concetto linguistico con nota disambigua a falsa amicizia)
  • Fantozzi contro tutti (film con nota disambigua a romanzo)
  • Fantozzi subisce ancora (film con nota disambigua a romanzo)
  • Gommalacca (materiale con nota disambigua all'album)
  • Gommapiuma (materiale con nota disambigua a programma televisivo)
  • Indaco (colorante con nota disambigua a disambigua)
  • Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie (film con nota disambigua a Lewis Carroll)
  • Le avventure di Oliver Twist (film con nota disambigua a romanzo)
  • Lilla (città con nota disambigua a disambigua)
  • Michael Collins (patriota con nota disambigua a film)
  • Mulan (film con nota disambigua all'eroina Hua Mulan)
  • Petroliere (mestiere con nota disambigua alla nave)
  • Ratatouille (piatto con nota disambigua a film)
  • San Valentino (santo con nota disambigua a disambigua)
  • Servizio pubblico (concetto con nota disambigua a programma televisivo)
  • Smalto (rivestimento con nota disambigua a disambigua)
  • Trapezio (figura geometrica con nota disambigua a disambigua)
  • Wasabi (cibo con nota disambigua a film)

Personaggi del BarLume[modifica]

da La briscola in cinque
  • Ampelio Viviani, anni 82, ferroviere in pensione, discreto ex ciclista dilettante e incontestato trionfatore della gara di moccoli introdotta (ufficiosamente) all'interno della festa dell'Unità di Navacchio per ventisei anni consecutivi dal 1956 [...] (p. 21)
  • [Massimo] È sulla trentina, capelli ricci, barba; un aspetto vagamente arabeggiante, accentuato dal camicione da pirata lungo fino alle ginocchia miracolosamente immune da aloni di sudore. (p. 22)
  • [...] Gino Rimediotti, 75 portati male, pensionato delle poste [...] (p. 22)
  • Il quarto uomo si chiama Pilade Del Tacca, ha assistito al placido scorrere di settantaquattro primavere ed è felicemente soprappeso. Anni di duro lavoro al Comune di Pineta, in cui se non fai colazione quattro volte per mattina non sei nessuno, lo avevano forgiato sia fisicamente che caratterialmente: infatti, oltre che maleducato, era anche un rompicoglioni. (p. 23)
  • [Aldo] [...] vedovo spensierato e di compagnia [...] (p. 24)
  • [...] se per caso uno manifestava qualche disappunto riguardo al cibo, la cosa trovava sempre modo di arrivare all'orecchio dello chef de cuisine, Otello Brondi detto Tavolone. Detto personaggio, pur dotato di innegabile talento nell'arte apiciana, non era stato però molto benvoluto dalle Muse sotto tutti gli altri aspetti, per cui il critico si trovava spesso a lato del tavolo un metro cubo di pancia di cuoco, guarnito da due avambracci grossi e pelosi come orsi, che gli chiedeva «Come mai 'un ti garba?» con non esattamente servizievole. (pp. 25-26)
  • Ne aveva parlato una volta, proprio col dottor Carli: e si erano trovati d'accordo sul fatto che non era umanamente possibile trovare, nel dottor commissario come lui avrebbe amato farsi chiamare, niente che ispirasse la minima briciola di simpatia. Dopo aver concluso, in armonia con Carli, che Vinicio Fusco era permaloso, arrogante, testone, presuntuoso e vanesio, il dottore aveva sentenziato:
    – Quell'uomo è un libro di barzellette sui calabresi. (p. 35)
  • [Tiziana] Alta, bel portamento, rossa di capelli come il nome suggeriva, era stata assunta da Massimo in quanto possedeva due qualità perfette per lavorare in un bar. In primo luogo, non era imbranata. Secondo, aveva un paio di puppe bellissime, che occultava con scarso successo dentro magline attillatissime o camicette col nodo e nessun bottone allacciato. (pp. 50-51)
da La tombola dei troiai (in Sei casi al BarLume)
  • Massimo alzò la testa, e l'immagine che vide confermò la sua prima impressione auditiva che si trattasse di un rompicoglioni. O, meglio, di una rompicoglioni. [Alice Martelli]
    Gonna lunga da fricchettona sotto un giaccone abbottonato fino al mento, abbinata a stivali pseudomilitari di quelli alla prossima moda, mezzi guanti di lana in stile finto povero e berretto da Babbo Natale con tanto di pompòn che le sbatacchiava in faccia per via del vento; sicuramente, una fuoriuscita da un rave o da qualche altro passatempo inutile alla ricerca di un caffè triplo per mitigare, almeno temporaneamente, l'effetto coordinato di alcol e acidi vari e riuscire così a tornare a casa indenne. (p. 151)

Raccolte[modifica]

Giuramenti da LV[modifica]

  • Questo potere è mio, questa è la mia luce | sia in luce di giorno o nel nero della notte | rivendico tutto ciò che rientra nel mio sguardo | prendere ciò che voglio, è mio diritto! (Agente Arancione) oppure quello alla fine di GL 20
  • Per i cuori persi e pieni di paura | per quelli soli nella notte più buia | accetta il nostro anello e unisciti alla lotta | l'amore conquista tutti--Con la Luce Violetta. (GL 38)
  • Nel giorno più oscuro, nella notte più splendente | temete la paura resa evidente | colui che vuole impedire ciò che è onesto | bruci come il mio potere...[1] la forza di Sinestro! (GL: Sinestro Corps Special 1)
  • Con la rabbia e il sangue rosso cremisi | strappato da un cadavere ancora fresco di morte | uniti nel nostro odio infernale | vi bruceremo tutti... Questo è il vostro destino! (Final Crisis: Rage of The Red Lanterns n.1)
  • Con il sangue vermiglio e adirato | strappato a un corpo appena spirato | e legato al nostro odio infernale | vi consumeremo nel fuoco del male (Origini segrete)

Motto scout[modifica]

Associazione Scouts Cattolici Italiani (ASCI)[modifica]

  • Motto associativo: Estote Parati
  • Motto dei Lupetti (Parola Maestra): Del Nostro Meglio
  • Motto degli Esploratori: Estote Parati
  • Motto dei Rover, degli R-S e dei Capi: Servire

Associazione Guide Italiane (AGI)[modifica]

  • Motto associativo: Estote Paratae
  • Motto delle Coccinelle: Eccomi
  • Motto delle Guide: Estote Paratae
  • Motto delle Scolte, delle Scolte di San Giorgio e delle Capo: Servire

Promessa scout[modifica]

Associazione Scouts Cattolici Italiani (ASCI)[modifica]

Con l'aiuto di Dio prometto sul mio onore di fare del mio meglio:

  • Per compiere il mio dovere verso Dio e verso la Patria;
  • Di aiutare il prossimo in ogni circostanza;
  • Di osservare la legge Scout.

Citazioni da fontare[modifica]

Ok autore e fonte[modifica]

  • Le notizie sulla mia morte sono fortemente esagerate. (Twain, normalmente più comune quella errata [cercare fonti], trovare in italiano?)
  • Non c'è nulla di nobile nell'essere superiore a un altro uomo. La vera nobiltà sta nell'essere superiore alla persona che eravamo fino a ieri. (Hemingway, citato in Kingsman - Secret Service), usato anche da Fabio Volo!! -> QuoteInvestigator -> Sheldon, poi errato a Hemingway (forse anche proverbio Hindu)

Ok autore, trovare fonte[modifica]

  • [A rigor di termini, non si può dimostrare nessuna ipotesi e nessuna teoria. Si può soltanto invalidarle. Quando diciamo che crediamo in una teoria, vogliamo in realtà dire che non siamo in grado di dimostrare che è sbagliata, non che possiamo dimostrare, con assoluta certezza, che sia giusta.] Una teoria scientifica può reggere anni, e anche secoli, e può accumulare centinaia di piccole prove che la confermano. Ma è sempre vulnerabile e basta una sola scoperta che sia con essa in conflitto per distruggere l'intera ipotesi e esigere una nuova teoria. Non si può mai sapere quando si presenterà questa prova contraddittoria. Forse domani e forse mai. Ma la storia della scienza è cosparsa di possenti edifici abbattuti da un caso o da una banalità. (Gerhard Robbins, fisico)
  • La vita è meravigliosa ha avuto due registi: Frank Capra e Dio. (Robert Sklar)

Trovare autore[modifica]

  • È uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo. (Dickens? Tightrope?)
  • "Life's journey is not to arrive at the grave in a well-preserved body, but rather to skid in sideways, totally worn out, shouting... Holy Cow - What a ride!!!!" -> info in http://forum.quoteland.com/eve/forums?a=tpc&s=586192041&f=099191541&m=7321967696&r=7321967696
  • Non esiste buono e cattivo tempo, ma solo buono e cattivo equipaggiamento. (normalmente Robert Baden-Powell, ma non si trova da nessuna parte)
  • Well, that escalated quickly (en)

Citazioni su Genova (ok internet)[modifica]

  • Autran
  • Bernard
    • Cercherò di ricordare Genova così, come mi ha salutato, con questo girotondo di ali attorno alle vecchie pietre [...] Ma non dimenticherò neppure il mio primo incontro con Genova, che ho conosciuto di notte, tra turbini di neve [...] Genova è bella sempre… (Émile Bernard, "L'Humiliation"?, in Italia Mater)
  • Dumas (padre)
    • Genova viene, per così dire, incontro al viaggiatore ... Una città che s'è data da sola il soprannome di "Superba" e che da sei o sette leghe già si scorge all'orizzonte, distesa in fondo al suo golfo con la noncurante maestà d'una regina ... Quale fu la causa del lusso quasi incomprensibile di palazzi che il viaggiatore trova sparsi sulla sua strada con la stessa profusione delle villette nei dintorni di Marsiglia? Furono le leggi sumptuarie della Repubblica [di Genova] che proibivano di dar feste, di abbigliarsi di velluti e di broccati e di portar diamanti; tali leggi non si estendevano oltre le mura della Capitale e perciò il lusso di quei turbolenti ed orgogliosi repubblicani si era rifugiato in campagna. (Alexandre Dumas, Genova la Superba, 1841) -> da s:fr:Une année à Florence
    • Il palazzo Tursi, di cui si attibuisce a torto l'architettura a Michelangelo, fu iniziato dal lombardo Rocco Lurago e ornato alle porte e alle finestre da Taddeo Carbone...Del resto è uno dei più ricchi esternamente e uno dei meno belli internamente. (Alexandre Dumas, 1841) -> da s:fr:Une année à Florence
  • Evelyn
    • La città è costruita all’estremità di una collina, il cui dislivello è molto ripido, alto e roccioso: così, se la si guarda dalla Lanterna o dal Molo con lo sguardo rivolto verso le colline circostanti, la città ha la forma di un anfiteatro. Le strade sono così strette e i palazzi così alti uno sopra l’altro, come i posti di un nostro teatro: ma a causa del meraviglioso materiale con cui sono costruiti, per la bellezza e la loro posizione, non si è mai vista una scenografia artificiale altrettanto splendida; non esiste sicuramente un altro luogo nel mondo, ricco di Palazzi così ben disegnati e posizionati; si può facilmente concludere che quel grande volume composto di grandi fogli, che il grande Virtuoso e Pittore Paolo Rubens, ha pubblicato, contiene solamente (i prospetti dei palazzi) una strada e di due o tre chiese. Il primo palazzo degno di nota che andammo a visitare fu quello di Geronimo di Negro, e per raggiungerlo dovemmo attraversare il porto con una barca. Questo Palazzo Di Negro (oggi Villa Rosazza) è ricco di quadri più preziosi e di altre straordinarie collezioni e arredamenti. Ma non v’è nulla che mi deliziasse più del parco, un giardino collinoso, con un boschetto di alberi maestosi, popolato di pecore, pastori e animali selvatici, intagliati nella pietra grigia, da apparire così reali in mezzo alle fontane, rocce e a un laghetto, che gettando il tuo sguardo in una direzione potresti immaginarti immerso in una campagna selvaggia e silenziosa, ai due lati nel cuore di una grande città e alle spalle nel mezzo del mare. E ciò che è più ammirevole è che tutto questo si trova all’interno di un terreno ampio appena un acro, il più delizioso e stupefacente del mondo intero. In questa casa notai per la prima volta i pavimenti di stucco rosso, che sono fatti in maniera così resistente e così ben lucidati, che talvolta uno li potrebbe scambiare per pezzi di porfido… Vi sono in questa città innumerevoli altri palazzi di particolare interesse, poiché i nobili sono incredibilmente ricchi, benché come i loro vicini Olandesi, non possiedono proprietà molto grandi su cui estendersi; perciò collezionano quadri e tappezzerie, case di marmo e ricchi mobili. (CUT, John Evelyn, Diary)
    • Una delle citazioni di maggior rilievo di tutto il viaggio riguarda la Villa del Principe Doria, che si estende dalla scogliera fino alla cima di una collina. Il Palazzo è senza dubbio magnificamente edificato, e non meno splendidamente ammobiliato, con ampi tavoli e lettiere di argento massiccio, e altri di agata, onice, cornalina, lapislazzuli, perle, turchesi e altre pietre preziose. A questo palazzo appartengono tre giardini, il primo dei quali si affaccia meravigliosamente sul mare grazie ad una balconata di piloncini di marmo. Vi è inoltre una fontana decorata con aquile e animali marini di Nettuno ed un’altra del Tritone (del Montorsoli), più a monte, tutt’e due del più puro marmo bianco che il mio occhio abbia mai osservato. E in un lato del giardino si trova un Uccelliera come quella descritta da Sir Francis Bacon nel suo saggio “Of Gardens”, in mezzo ad alberi di circa 70 cm. di diametro, oltre a cipressi, mirti, lentischi e altri arbusti (la gabbia era lunga 130 passi, ampia 22 e alta oltre sei metri), che serve come nido e posatoio per ogni tipo di uccello, che qui può trovare aria e spazio a sufficienza sotto una protezione metallica, sostenuta da un’enorme costruzione in ferro battuto, mirabile sia per la fattura sia per il peso che deve sopportare. Gli altri due giardini sono ricchi di alberi d’aranci, limoni e melograni, fontane, grotte e statue. Tra queste spicca un Giove di colossale magnificenza (la statua in stucco raffigurante Andrea Doria in realtà nelle sembianze di Ercole, soprannominata il “Gigante”, fu demolita negli anni ’30 del secolo scorso), ai cui piedi si trova il sepolcro di un cane beneamato (il Gran Roldano), per il cui mantenimento la famiglia riceveva dal re di Spagna e per tutta la durata della vita del fedele animale, 500 corone all’anno”. (ibidem)
    • I Genovesi sono la peggiore gente di tutta Italia poiché generalmente i più corrotti nei costumi, in quanto ricettacoli di ogni sorta di vizi. (lettera al Dottor Burnet, dovrebbe essere sempre nel Diario)
  • Hawthorne
    • (dopo aver visitato palazzo Balbi) "I soffitti dipinti di questi palazzi sono una decorazione gloriosa; le pareti dei saloni, coperti di marmi multicolori, danno un'idea di splendore che io non ho mai tratto in nessun'altra cosa. I pavimenti in mosaico sembrano troppo preziosi per camminarvi sopra." (Nathaniel Hawthorne, 1858) -> https://archive.org/details/passagesfromfren00hawt
  • Janin
  • Lalande
    • Io non conosco città ove la gioventù sia più equilibrata che a Genova (Jérôme Lalande, Voyage d’un francais en Italie, 1765) (NO IN ITALIANO)
  • Lamartine
  • Pastorini
    • “Genova mia, se con asciutto ciglio | Lacero e guasto il tuo bel corpo io miro | Non è poca pietà d’ingrato figlio | Ma ribello mi sembra ogni sospiro. | La maestà di tue ruine ammiro, | trofei della costanza e del consiglio; | ovunque io volgo il passo o l’guardo io giro, | incontro il tuo valor nel tuo periglio. | Più val d’ogni vittoria un bel soffrire, | e contro ai fieri alta vittoria fai | con il vederti distrutta, e nol sentire. | Anzi girar la libertà mirai, | e baciar lieta ogni ruina e dire: | ruine si, ma servitù non mai”. (Giovanni Battista Pastorini, A Genova [1] raccolta “Perfetta Poesia Italiana”, 1706)

Citazioni su Genova (ok cartaceo)[modifica]

  • Anonimi
    • Non è lecito a nessuno andare in terre tanto nascoste, raggiungere regioni tanto lontane senza che, ovunque tu vada, colà tu trovi moltissimi mercanti genovesi. Quale isola infatti dentro o fuori del mondo, quale terra sul mare è priva di un genovese? [...] Le navi da guerra poi e quelle da carico sono talmente grandi che nessuna gente solca il mare con una flotta più potente. Chi non si stupirebbe che siano trasportate sul mare navi, simili a monti, della portata di cinquecento, di mille e di più anfore? Quali occhi non turberebbero le prore e le poppe turrite come castelli? E non meno è da ammirarsi la loro moltitudine e di quanto lo sia la loro grandezza e la loro portata: risulta infatti ad alcuni, che hanno fatto un diligente calcolo, che si possonano contare circa venti navi da ottocento a milletrecento anfore e quasi cinquanta da ottocento o meno. [...] Certo l'opinione sulla nostra gente è diffusa ovunque al punto che coloro che per commerciare vanno in terre straniere trasportati su navi genovesi vengono condotti in mare sicuri dal vento e dalle tempeste, come se viaggiassero nel porto.
      (Anonimo, Collaudatio quedam urbis genuensis, ca. 1430 -> v. G. Petti Balbi)
    • Dalla torre maggiore del Castello d'Albertis si scorge Genova tutta, affascinante come odalisca addormentata. (Cronista del supplemento al giornale "Caffaro", 1 maggio 1892)
  • Ansaldo
    • (Francesco Ansaldo (1857-?), in Marcenaro, pp. 96-97 -> è lui che parla??)
  • Caproni
    • Genova mio marito/puerizia, sillabario/ | Genova sempre nuova/vita che si ritrova. (Giorgio Caproni, Litania)
    • La mia città degli amori in salita, Genova mia di mare tutta scale e, su dal porto, risucchi di vita viva fino a raggiungere il crinale. Quando mi sarò deciso | d'andarci in paradiso | ci andrò con l'ascensore | di Castelletto, nelle ore notturne, | rubando un poco | di tempo al mio riposo. (Giorgio Caproni)
    • (Marcenaro, p. 136 varie)
    • Una funicolare dove porta nella notte? Via per scogli freschissimi ed aria, nella tremula Genova, l’antico legname della barca a fune in aria nero travalica i ponti, l’intrico scande d’obliqui deviamenti, e giunge per terrazze a conoscere l’aperta trasparenza del giorno. I lati vibrano della muta arpa che inclina unicorde a altre balze, ma già un Righi rosso da un’altra Genova la cima tira inflessibile al cavo. E la funicolare. dove, notturna, altri scogli raggiunge?
    • Mia Genova... Le case così salde nei colori a fresco in piena aria sospese nella brezza salina. Nelle belle mattine limpide di primavera il sole inonda di luce l’anima, il mare e le campagne, e sembrano sospese nell’aria insieme alle nuvole le montagne”
  • d'Auton
    • Dal molo e dal porto di questa città di Genova possono uscire insieme in mare ottanta o cento navi, con dieci o dodici carrache, per andare a mercanteggiare o a conquistare terre fino in Grecia, in Turchia, in Terrasanta ed ovunque per il mondo. E in passato, come ho appreso dalle parole e dalle informazioni di alcuni mercanti e di altri genovesi degni di fede e come ho letto negli annali delle loro gesta, questi genovesi con potenti flotte seppero prendere Gerusalemme, Antiochia, Negroponte, Metellino (leggi: Mitilene), Modone con Candia e Chio, che ancora occupano, con molte altre isole e paesi della Grecia e dell'Oltremare e più volte assediarono Venezia, ridotta alla ragione. In conclusione l'abilità nautica di Genova è tenuta in tale reputazione e stima in tutto il mondo che i genovesi sono detti signori del mare. (Jean d'Auton, descrizione di Genova da Cronache del Regno di Luigi XII di Francia, 1502. cfr. G. Petti Balbi)
  • De Brosses
  • Dickens
    • Il posto è bello [ Napoli ], ma molto meno di quanto la gente non dica. Il famoso golfo, secondo me, come veduta, è incomparabilmente inferiore a quello di Genova, che è quanto di più bello abbia mai visto. Nemmeno la città, dal canto suo, è paragonabile a Genova, con cui in Italia nessuna regge il confronto, salvo Venezia. Quanto ai palazzi, nessuno uguaglia le Peschiere per architetture, collocazione, giardini o stanze. È un gran trionfo per me, tra l'altro, scoprire quanto l'affitto ne sia conveniente. [...] Quel giorno non avrei mai creduto di arrivare fino al punto di sentirmi attratto perfino dalle pietre delle vie di Genova, e di ripensare a quella città con affetto, come al luogo in cui avevo passato molte ore di quiete e di felicità. [...] E potrò dimenticare le vie dei palazzi, la strada Nuova e la strada Balbi? O l'aspetto dell'una, quando la vidi per la prima volta, sotto il più fulgido e il più intensamente turchino dei cieli estivi, che le sue file raccostate di dimore immense, restringevano gradatamente, e contrastanti con l'ombra greve al di sotto! (Charles Dickens, Lettere dall'Italia)
    • Quel giorno non avrei mai creduto di arrivare fino al punto di sentirmi attratto perfino dalle pietre delle vie di Genova, e di ripensare a quella città con affetto, come al luogo in cui avevo passato molte ore di quiete e di felicità. [...] E potrò dimenticare le vie dei palazzi, la strada Nuova e la strada Balbi? O l'aspetto dell'una, quando la vidi per la prima volta, sotto il più fulgido e il più intensamente turchino dei cieli estivi, che le sue file raccostate di dimore immense, restringevano gradatamente, e contrastanti con l'ombra greve al di sotto! (Charles Dickens, Pictures from Italy)
  • Dupaty
    • "...se volete vedere la più bella strada che ci sia al mondo, andate in Strada Nuova a Genova...una folla di palazzi che se la battono per ricchezza, altezza, volume, mostrando i loro portici, facciate, peristili che brillano di uno stucco bianco, nero, di mille colori. Sono dei quadri esternamente." (Charles Dupaty, 1785)
  • Frenaud
    • Allo sbocco della notte t’apriva il treno esiti turchini, fra una galleria e l’altra ti destano i paesetti addormentati; dalla sua faccia greve emergeva brillante il mare… E la lunga camminata, gli scalini di vico in vico, i tuoi passi sui tuoi passi...” (André Frénaud, Il silenzio di Genova e altre poesie)
  • Heine
    • Questa città è antica senza antichità, raccolta senza intimità e sudicia oltre ogni limite. È costruita su una roccia, ai piedi di un anfiteatro di montagne che quasi abbracciano il più bello dei golfi. I genovesi hanno ricevuto dalla natura il porto migliore e più sicuro. Vista dal mare, specialmente verso sera, la città sembra più bella. Giace sulla riva come lo scheletro imbiancato di un animale gigantesco vomitato dal mare. Formiche nere che si chiamano genovesi vi strisciano sopra, onde azzurre lo bagnano ed il loro sciacquio sembra una ninna nanna. La luna, occhio pallido della notte guarda dall'alto, malinconica. (Heinrich Heine)
    • “Non molto lontano da Genova, dalla cima degli Appennini, si vede il mare, l’acqua azzurra appare tra le verdi cime della montagna e le navi che si vedono qua e là sembrano navigare a vele spiegate sui monti. Se poi osservate questo spettacolo al crepuscolo, quando gli ultimi raggi del sole intrecciano i loro fantastici giochi con le prime ombre della sera, e tutte le forme e tutti i colori si dissolvono in nebbia, allora vi sentite come in un mondo favoloso; la carrozza scende giù dalla montagna con fracasso, le più dolci fantasie del vostro cuore assopito vengono risvegliate bruscamente, si appisolano di nuovo, e sognate di essere a Genova”.
  • Michelet
    • Genova è stata una banca prima di essere una città, è stata una compagnia di assicuratori, di marinai armati. L'amore per la lotteria, la scommessa, vi è ancora oggi furioso, e per molto tempo ebbe amore per la più grande lotteria che esista : la guerra: La storia di Genova è singolare, piena di grandi cose ma ad eccessi, diseguale e come la sua terra: Ad ogni momento si sale e poi si scende. (Jules Michelet, Le Banquet [4])
  • Montesquieu
    • I Genovesi non sono affatto socievoli; e questo carattere deriva piuttosto dalla loro estrema avarizia che non da un'indole forastica: perché non potete credere fino a che punto arriva la parsimonia di quei principi. Non c'è niente di più bugiardo dei loro palazzi. Di fuori, una casa superba, e dentro una vecchia serva che fila ... I Genovesi di oggi sono tardi quanto gli antichi Liguri. Non voglio dire con questo che non intendano i loro affari: l'interesse apre gli occhi a tutti ... C'è una cosa ancora: che i Genovesi non si raffinano in nessun modo: sono pietre massicce che non si lasciano tagliare. Quelli che sono stati inviati nelle corti straniere, ne son tornati Genovesi come prima. (Montesquieu, Viaggio in Italia, 1728)
    •  ? (Adieu à Gênes, 1728)
  • Petrarca
    • Piacciavi richiamare alla memoria quel tempo in cui felicissimi voi eravate tra tutti i popoli dell'Italia. Ero allora fanciullo, e le cose vedute, quasi che sognate le avessi, confusamente rammento: ma viva sempre al pensiero ho la memoria dell'incantevole aspetto che di sé porgeva a Levante e a Ponente la vostra Riviera, bella così da parere meglio celeste che non terrena dimora, simile a quella che la fantasia de' poeti dette dei campi Elisi stanza a' beati, fra colli ameni, e deliziosi sentieri aperti nel seno delle verdeggianti convalli. Stupende a riguardarsi nell'alto torreggiavan le moli di superbi palagi: sorgevano a piè delle rupi le mermoree magioni de' vostri cittadini splendide al pari delle più splendide reggie, e a qual si voglia città nobilissima invidiabil decoro: mentre vincitrice della natura l'arte vestiva gli sterili gioghi de' vostri monti di cedri, di viti, di olivi, spiegando all'occhio la pompa di una perpetua verdura. Aperti con ammirando artificio fra le rupi e gli scogli fermavan lo sguardo del navigante vaghissimi spechi, che sorretti da travi dorate echeggiavano al suono de' flutti, i quali spumeggiando si rompevano in sull'ingresso, e dentro ne spruzzavano le muscose pareti: ed ammirato il nocchiero alla novità dello spettacolo lasciavasi cadere il remo dalle mani, e fermava per meraviglia la barca in mezzo il corso. Che se per terra cammin facendo alcun traversasse le popolose vostre contrade, di quale stupore non lo colpivano le sontuosissime vesti, e la maestosa persona dei vostri cittadini, e delle vostre matrone, o il vedere nel mezzo de' boschi e delle remote campagne lusso e delizie da disgranare le urbane magnificenze? Che se dentro le mura della vostra città finalmente ponesse il piede, in una città di re, siccome di Roma fu scritto, ed in un tempo sacro alla felicità e all'allegrezza d'essere entrato s'avvisava. (Francesco Petrarca, CUT -> Lett. 5. lib. XIV fam. trad. Frac assetti. Voi. III., p. 321 e seg., cit. in Scritti inediti)
  • Pio II
    • Poco amanti del sapere, studiano la grammatica limitatamente al necessario e stimano poco gli altri studi: quando sentono odore di commercio, si fanno tutti avanti. (Papa Pio II, 1432, cfr. G. Petti Balbi)
    • Proprio nel porto, nella parte in cui tocca la città si ergono magnifici edifici, tutti di marmo, che svettano verso il cielo, assai eleganti per la presenza di numerose colonne, molti adorni di sculture e di figure, sotto vi è un porticato lungo mille passi, dove si può acquistare ogni merce (Descrizione di Genova, del marzo 1432, cfr. G. Petti Balbi)
  • Sbarbaro
    • Ci sono vie che s’apr CAMILLO SBARBARO ono come domande che non han risposta; altre che riempiono d’ardimenti come fontane improvvise; altre che pacificano come il respiro del mare… Dalla spianata di Castelletto la città lì sotto s’accavalla! Un mare in burrasca pietrificato, verso cui d’ogni parte si sporge questa terrazza spazzata dal vento. Fessure vi si aprono le strade e vi stacca qua e là il verde d’un parco. (Camillo Sbarbaro, Via Montaldo 13/8, [5])
  • Soldati
    • Tutte le volte che vengo a Genova, mi dico che è la più bella città del mondo. E mi chiedo perché non ci vivo, sebbene, dal primo momento, ormai lontanissimo, in cui l’ho vista, abbia mai desiderato altro. Un’altra domanda, rivolta non più a me stesso, ma ai miei amici. Se un viaggiatore, mettiamo un giapponese, che fa il giro del mondo in pochi giorni, avesse a disposizione un solo giorno per vedere la Francia, e uno per l’Inghilterra e uno per l’Italia: se, quindi, non potesse visitare che una sola città per nazione, è chiaro che, per la Francia e l’Inghilterra, gli si mostrerebbe Parigi e Londra: certo non sono tutta la Francia e tutta l’Inghilterra, ma le rappresentano, o meglio, le presentano, rispettivamente, con assoluta fedeltà. Ma, e per l’Italia? Né Roma, né Firenze, tantomeno Milano, Torino o Venezia, darebbero l’idea. Forse Napoli? Non ci può essere dubbio. La risposta non può che essere una: GENOVA. Perché Genova, pur avendo una fisionomia così particolare, assomiglia un poco, pezzo per pezzo, a tutte le città italiane. Ha vie colorate come Palermo, lungomare come Napoli e Bari, calli come Venezia, colline come Ancona, monumenti come Roma e Firenze, animazione come Bologna, industriale come Milano, quartieri ottocenteschi come Torino. Tutta l’Italia, ormai, e tutte le epoche della storia italiana si sono riversate intorno al vecchio centro medievale di Genova. L’antico e il nuovo, il sud e il nord: il mare e il monte: il clima, che è mediterraneo, e il gruppo etnico dominante, che è ligure. Ed è Ligure, è genovese, perfino il senso più moderno e più vivo del nostro Risorgimento: l’idea Repubblicana.“… Mi è di guida l’amico Remo Borzini, che della sua vecchia Genova sa tutto. Guida del resto, indispensabile. Chi, se no, potrebbe mettere piede in questa città fatta di macerie, di abbandono, di spavento, di sporcizia ma anche di meravigliosa bellezza, di sublime incanto scenografico e romantico?” (Mario Soldati, CUT, Regione regina)
  • Stendhal
    • Stendhal su via Balbi (1837) "...la terza, quella più vicino alla montagna e che porta successivamente i nomi di Balbi, Via Nuova e Nuovissima, è una delle più belle strade del mondo. Ha un'architettura ardita, piena di vuoti e di colonne, che ricorda quelle di Paolo Veronese oppure gli scenari della Scala di Milano..." -> Mémoires d’un Touriste, Michel Lévy frères, 1854 (volume II, pp. 312-321) (s:fr:Mémoires d’un Touriste/56)
    • Si potrebbe andare a Genova in diligenza, ma è molto meglio prendere un vetturino … bisogna scendere alla pensione Svizzera, vicino ai Banchi … Di Domenica, come in tutte le città d’Italia, c’è la messa elegante e poi la passeggiata … La sera verso l’ora del tramonto passeggiata all’Acqua Sola. (Viaggio in Italia, 1828)
    • (altre da Passeggiate romane)

Citazioni su Genova (so la fonte, non ce l'ho ancora disponibile)[modifica]

  • Cox
    • (Samuel S. Cox, A Buckeye Abroad, cap. 94-104; cit. in Melville)
  • Fitzgerald
    • Il Miramare di Genova inghirlandava la curva oscura della spiaggia con festoni di luce e la sagoma delle montagne faceva spicco sullo sfondo nero grazie al riverbero delle finestre degli alberghi più in alto ... (Francis Scott Fitzgerald, L'età del jazz, [6]) -> Berio, N.A. FIT eta
  • Flaubert
    • Ho visto una bellissima strada, la via Aurelia, ed ora sono in una bella città, una vera bella città, Genova. Cammino sul marmo, tutto è di marmo: scale, balconi, palazzi. I palazzi si toccano tanto sono vicini e, passando dalla strada, si vedono i soffitti patrizi tutti dipinti e dorati. Vado a visitare le chiese, sento cantare suonare l'organo, guardo i monaci, osservo i paramenti sacri, gli altari, le statue; in altri momento (ma non so bene quali) forse avrei riflettuto di più e guardato di meno. Invece qui spalanco gli occhi su tutto, ingenuamente, semplicemente, e forse è molto meglio [...] (Gustave Flaubert, Lettera ad Alfred Le Poittevin, 1º maggio 1845, da Lettere, p. 15)
    • Durante il mio viaggio ciò che ho visto di più bello è Genova. Ti consiglio di andarvi un giorno o l'altro ... Dopo aver visitato i suoi palazzi si ha un tale disprezzo del lusso moderno che viene voglia di abitare in una scuderia e di uscire vestiti da operai ... (Gustave Flaubert, Lettera a Ernest Chevalier del 13 maggio 1845)
    • Una bellezza che strazia l'anima... (Gustave Flaubert, Lettera a Ernest Chevalier del 15 giugno 1845)
    • Da Voltri a Genova si vedono sempre case, tutto annuncia una grande città. Presto il porto appare e si vede Genova seduta ai piedi delle montagne. Il faro della Lanterna, come un minareto, dà all'insieme qualche cosa di orientale e si pensa a Costantinopoli. (Gustave Flaubert, Lettera a ?, 1845, Notes de voyages , I, L. Conard, 1910 (Œuvres completes de Gustave Flaubert, tome IV, pp. 3-61) s:fr:Notes de voyages/Voyage en famille)
  • Goethe
    • « eccomi nella superba chiesa dell’Assunta, tempio della famiglia Sauli, la cui facciata non è per anco finita, … ma ciò nonostante al di dentro tutte le pitture ad olio colle statue di marmo meritano più attenzione, essendo fuori di modo bellissime. Innanzi di questa si gode un prospetto grazioso della città insieme col mare.» (Viaggio in Italia - 1932)
  • Karr
    • Abituati al lusso delle chiese di Genova si è molto meravigliati quando si capita in Santa Maria di Carignano. È una chiesa lontana dal centro della città, costruita su una collina, è bianca, semplice senza ornamenti all’infuori di quattro statue e qualche quadro. È stata costruita da una famiglia di cui non ricordo il nome. Ma a Genova, quasi tutte le chiese sono state costruite da una famiglia o da una persona. (Alphonse Karr, Promenade hors de mon jardin. in - Giuseppe Marcenaro - Viaggio in Liguria - 1992.)
    • l’Annunziata ha l'interno tutto dorato, tutto letteralmente, e i giorni di festa le colonne di marmo sono rivestite di damasco o velluto cremisi a frange d’oro. Ma tutte queste magnificenze non hanno niente di religioso. Sembra che gli italiani non abbiano niente da chiedere a Dio. Del resto, è agli amanti infelici che bisogna chiedere che cosa è l’amore, all’inverno che cosa è la rosa. Gli abitanti di Genova hanno sempre sole e rose; perché dovrebbero pregare?
    • sullo stile di vita genovese: «…non si mangia e non si dà da mangiare, non ci si veste e si va a una chiesa o un palazzo. La chiesa d’oro e il palazzo di marmo».
    • «Le chiese di Genova assomigliano, ma più grandi e più belle, a Notre Dame de Lorette. San Lorenzo è tutta di marmo nero e bianco, costruita a quadrati alterni, come una immensa scacchiera».
    • (altri -> [7])
  • Lemonnier
    • « La Chiesa di Carignano è più semplice e di uno stile più severo. Ci si arriva tramite un ponte colossale che unisce due colline, e sotto il cui arco si trovano delle case di cinque età. La Chiesa di Carignano possiede il San Sebastiano di Puget...» (Souvenirs d'Italie - 1832)
    • «L’Albergo dei poveri, edificio vasto e superbo, potrebbe chiamarsi “Palazzo dei Poveri”. A qual fine questo lusso? È scioccante in un ospizio, ed soprattutto là il meglio è il nemico del bene. Ogni grande città deve un asilo ai poveri, in un luogo semplice, ben aerato, salubre; ma non bisogna innalzare monumenti alla povertà, quando non si può dare il superfluo che alle spese del necessario. Punti di spettacolo in questo monumento a causa del Giubileo (1826). Imponenti processioni di penitenti mascherati che, dalla mattina alla sera, percorrono le strade salmodiando litanie. Qui sembrano essere più devoti del papa; mare senza pesce, uomini senza fede, donne senza vergogna, è un detto malizioso degli italiani a proposito di Genova. Tutto ciò che mi è permesso dire delle genovesi è che la loro bellezza è comparabile a quella delle milanesi; Il “mezzero” che avvolge senza nasconderlo, il viso affascinante, lascia intravedere gli occhi dolcissimi. È un gran peccato che questi occhi siano perfidi. Montesquieu non era un poeta, sebbene scrivesse in versi, in verità pochi, e tanto meglio così, perché la sua prosa è più solida. Tra le sue poesie brevi, si trova una satira contro Genova. Il suo genio non è sempre gentile:“Addio Genova detestabile. Addio, soggiorno di Pluto, Se il cielo mi ascota, non vi rivedrò più … non c’è nulla di confrontabile al piacere di lasciarvi” E' dubbio che, per quanto si finga ogni merito personale, sia cancellato a Genova dallo splendore dell’oro, ed è evidente che Montesquieu era in un periodo di cattivo umore quando compose questa satira. Peggio ancora, i suoi versi cattivi sono anche cattivi versi»
    • l'Annunziata tra le più belle Chiese di Genova, definendola «la parrocchia del re».
  • Luxemburg
    • (Rosa Luxemburg, lettera del 14 maggio 1909 a Luise Kautsky, in Marcenaro, pp. 174-175)
  • Petrarca
    • Vedrai una città regale, addossata a una collina alpestre, superba per gli uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica signora del mare. (+ quella già presente in Genova? che in realtà è del 1358, cfr. G. Petti Balbi. Itinerarium Siriacum, in Opera, Basilea, 1554, ff. 618-619. In italiano Itinerario in Terra Santa)
  • Musset
    • « Santa Maria di Carignano, che si raggiunge attraverso un gigantesco ponte, di cui abbiamo parlato precedentemente, ebbe per fondatori la famiglia Sauli, che contribuì all'erezione di questo vasto edificio. Galeazzo Alessi, allievo di Michelangelo, ne disegna la pianta... Gli affreschi mancano; ma una delle più belle e sagge tavole del Guercino si vedono a Santa Maria di Carignano. Là si trova anche la celebre statua di San Sebastiano di Puget, ...» (Voyage pittoresque en Italie - 1855)
    • (su Villetta di Negro) «Da Piazza delle Fontane Amorose, si arriva in qualche minuto in un vasto giardino, in mezzo al quale si erge una casa, che, sotto l'apparenza di un casinò, mantiene tutte le caratteristiche di un piccolo hotel. Si tratta della celebre villetta. il giardino occuba tutto un bastione dell'antico recinto fortificato, da cui si scopre un immenso panorama, terminante all'orizzonte con il pieno mare. Oggi che la città si è estesa aldilà di questo bastione, la villetta si trova al centro di Genova.» .«.. Piante rare da tutti i paesi ricevono ospitalità nel giardino della villetta, sotto un cielo dolce e clemente, e le piante tropicali si conservano esse stesse all'aria aperta, come dei convalescenti in ospedale.» «... Gli artisti e gli scrittori di tutti i paesi sono celebrati e ricercati alla villetta con quella cordialità e amabile facilità di maniere che non si trova in nessun luogo come in Italia.»
    • «Quella di San Domenico formerebbe un quadrato perfetto se il Teatro Carlo Felice, costruito in un angolo, non ne distruggesse la simmetria. »
    • (su palazzo del Principe Doria) il palazzo è situato all'estremità della curva che descrive la riva del mare, ben oltre questa "muraglia cinese" che cela al passante la vista del Mediterraneo; di modo che si usufruisca allo stesso tempo della prospettiva del porto, del mare pieno e della città»
  • Quevedo
    • L'oro che nasce nelle Americhe è sepolto nei forzieri di Genova. (Francisco de Quevedo, es.source: Poderoso caballero es Don Dinero (Letrilla satírica XIX) -> alternativa [8])
  • Smollett
    • Il mezzo più piacevole per condursi a Genova è una feluca con 10 o 12 vigorosi rematori … e sono in continuo movimento col loro carico di mercanzie e passeggeri, fra Marsiglia, Antibes e i territori genovesi… Nel porto di Nizza se ne trovano sempre, pronte per andare a Genova . (Tobias Smollett, Viaggio attraverso l'Italia, 1765)
    • Sulle cinque del pomeriggio costeggiamo i bei sobborghi di Sampierdarena e finalmente ci apparve Genova, la quale vista da mare … fa un effetto stupendo. Il primo oggetto che colpisce è un elegantissimo faro innalzato sulla punta più elevata di una rupe ad ovest del porto … in un giorno sereno si scorge a distanza di trenta miglia.
    • Entro il molo vi è anche un porto più piccolo chiamato Darsena, per le galee della Repubblica. La nostra gondola entrò nel porto e scivolando tra un gran numero di vascelli ci condusse all’approdo. Appena sbarcati ci recammo all’albergo: La croix de Malte, vicino al porto. L’alloggio e il servizio erano eccellenti e ciò valse a placarci e renderci più favorevoli per il resto dell’Italia che dovevamo ancora visitare.
  • Valery
    • Genova è ricca di monumenti e trascorro i giorni a visitarli. La cattedrale è bella, gotico-moresca con statue del tempo antico, iscrizioni che tento di tradurre con quel poco di latino che è rimasto in me. Ho visitato molti palazzi pieni di quadri. Tra gli altri, il palazzo del celebre Andrea Doria, ammiraglio delle Galere, alleato a volte della Francia, a volte dell’Austria. Ho visto una sala del quattordicesimo secolo con vecchi quadri dell’epica. Mi sono seduto sulla poltrona dove si sono seduti prima Carlo V e in seguito Napoleone» (lettera del 1887, [9])
    • Genova, città dei gatti. Cantucci neri. Si assiste alla sua costruzione – Dal Diciottesimo secolo al Ventesimo. Questa città tutta palese – presente a se stessa, sempre, familiare con il suo mare, scoglio, ardesia, mattone, marmo; in perpetua attività contro la sua montagna – Americana dall'epoca di Colombo. [Mia] noia sconfinata per quanto riguarda le cose d'arte – minore a Genova. (“Au hasard et au crayon” 1910, in Oeuvres) (Quaderni, C, IV, 464-5) (cit. in Opere scelte)
    • Vicoli. Qui innumerevoli bambini giocano presso le puttane. C'è una prostituzione elementare; analoga al commercio minuto nelle strade. Vendono il loro sesso come la vicina le sue castagne, i suoi fichi, le immense schiacciate dorate - farinate di ceci. Si cammina nella vita densa di questi sentori profondi come si potrebbe entrare nel mare, nel nero fondo di un oceano densamente popolato. Sensazioni da racconti arabi. Odori concentrati, odori ghiacciati, droghe, formaggi, caffè abbrustoliti, cacao delizioso finemente tostato dalle fragranze amare. Rapidi passanti sulle lastre segnate dallo scalpello. Verso le alture i caruggi si arrampicano ornandosi di passiere di mattoni e di ciottoli. Cipressi, chiesette, frati. Cucine odorose. Sono torte gigantesche, farine di ceci, mescolanze, sardine all'olio, uova sode racchiuse nella pasta, torte di spinaci, fritture. Questa cucina è antichissima. Genova: un’arena d’ardesia. (“Au hasard et au crayon” 1910, in Oeuvres) (Quaderni, C, IV, 464-5) (cit. in Opere scelte)
  • Wagner
    • Tutti debbono vedere Genova. (Richard Wagner, sempre la stessa lettera del 1853?)
    • (+ quella già presente in Genova, del 1° settembre 1853? -> "Io non ho mai visto nulla come questa Genova!...)

Citazioni su Genova (né biblioteche, né Feltrinelli)[modifica]

  • Blasco Ibáñez
    • Genova è la città di marmo... [...] Genova è la città dei contrasti, dei grandi palazzi e dei miseri "carruggi" [...] In alto, sulla cima delle colline, giardini lussureggianti, ville marmoree, veri nidi d'amore che fanno ricordare i voluttuosi alberghetti francesi del tempo della Reggenza; in basso, vicino al porto, quartieri che sono veri ghetti con viuzze strette e sotterranee, dove le grondarie si toccano e tre persone non possono camminare fianco a fianco per la rapida discesa dell'acciottolato. [...] In nessuna parte d'Italia, né del mondo, si è usata tanto, sino all'abuso, questa pietra [il marmo], preziosa e carissima in altri paesi, ma qui trattata col disprezzo dell'abbondanza fino al punto da servire molte volte per acciottolare le strade [...] A notte inoltrata, quando l'illuminazione pubblica incomincia a venir meno, queste strade strette, con le loro pareti di marmo che sembrano risalire fino alle stelle che occhieggiano, ricordano al passante le sconvolte gallerie di una cava nella quale il piccone ha tracciato capricciosamente profili e rilievi: alla luce del sole queste ferite sono prodigi d'arte. Le antiche glorie della Repubblica genovese, la potenza che le dettero i suoi marinai e commercianti si rivela in questi grandi palazzi che erano abitati dai patrizi liguri, quelle famiglie che, con intrighi e cospirazioni, si disputavano le cariche di doge o di capitano della Repubblica ... Quarantasette palazzi, tutti splendidi nel loro interno, e tutti di marmo dalle fondamenta all'ultima balaustra, si contano nelle quattro vie che costituiscono la spina dorsale della città. (Vicente Blasco Ibáñez, Nel paese dell'arte, 1896)
  • Enault
    • Se gli architetti che hanno costruito Genova avessero avuto spazio, se avessero potuto abbandonarsi alla fantasia e senza ostacoli ai loro capricci, non avrebbero potuto trovare le infinite risorse e la multipla varietà di motivi, di disegni e disposizioni ai quali la facciata dei loro palazzi deve un'originalità di carattere, e che introduce in ogni anfratto l'inatteso della grandezza. (Louis Enault, Breve vision hivernale d'un voyageur normand, 1850)
  • Howells
  • Larbaud
    • Che senso dello spazio e della prospettiva! Che gioco sapiente di piani inclinati e orizzontali! Bisognerebbe possedere un’immaginazione acutissima per moltiplicare per cento, per mille, gli aspetti, le sorprese, le conquiste di questa architettura sorgente: scopriremmo - in un sogno superato ancora dalla realtà - tra queste piccole città la regina, la capitale, la meraviglia: Genova… Austera, vibrante, ampia! Luogo unico dai trecento ripiani a terrazza sul mare, ornata di parchi stupendi! Le strade e i quartieri, sovrapposti si aggrovigliano, si superano, si ricongiungono, si dividono ancora. Città a sorpresa, il cui uso insinua un’astuta saggezza: una scalinata, un andito, un archivolto, una passerella, una galleria conducono in pochi minuti ad un palazzo, ad una piazza alla quale non si sarebbe mai giunti che in un’ora seguendo le strade… E il suo orizzonte ha una solennità incomparabile: le alte e nude montagne di fronte al mare, le alture coronate da fortezze, da chiese isolate, da torri dai muri merlati. (Valery Larbaud, Ex voto a San Zorzo, in [10], it. Color di Roma?)
  • Le Meingre
    • “I tiranni sono levati al potere a voce di popolo e per la sua volontà, ma senza alcuna giustificazione legale. Infatti di solito avviene che quando un gruppo politico prevale sull’altro, allora quelli che ne fanno parte, inorgogliti dal successo, si mettono a gridare – Viva il tale, Viva il tale, muoia il tal altro. E quindi eleggono uno tra essi e uccidono, se non riesce a fuggire, chi prima comandava.” (Jean II Le Meingre)
  • Mertens
    • Il giuoco della palla qui è una vera mania. Oggi dal balcone ho osservato i monelli sulla strada … erano strilli ininterrotti … Un mozzo era salito sulle tettoie di alcune baracche: stava a guardare e imprecava, giudicando il giuoco dei ragazzi … finanche alcuni soldati della guardia osservavano divertiti. (Sibylle Mertens-Schaaffhausen, Lettere, 4 ottobre 1835)
    • Il teatro Carlo Felice è stato costruito circa dieci anni fa con dovuta sontuosità … L’orchestra tuttavia non dispone di buoni esecutori. L’opera è mediocre e il balletto lo è ancora di più. (Sibilla Mertens, Lettere, 11 ottobre 1835)
    • A Genova il teatro è un divertimento costoso … I palchi appartengono alla nobiltà locale che li affitta al prezzo più elevato possibile. L’impresario ha soltanto l’introito dei biglietti… Ecco perché gli spettacoli sono così scadenti ed è così modesta l’illuminazione. (Sibilla Mertens, Lettere, 11 ottobre 1835)
    • Il colloquio che ho avuto Teresa Ravano è stato interamente dedicato alle “genoveserie” che, a quanto ho appreso, comprendono anche l’avarizia, il lusso, la superbia, la piccineria. La Signora Ravano mi ha raccontato di un riccone di qui che, canzonato da un amico per la sua “povertà”, invitò costui a pranzo: gli fece servire quattro uova crude e fece cuocere la semplice portata sulla fiamma di biglietti di banca. (Sibilla Mertens, Lettere, 11 ottobre 1835)
  • Moryson
    • Gli uomini genovesi nel loro festeggiare, danzare, e in libera conversazione e le donne nel loro abbigliamento si avvicinano più ai francesi che agli italiani. Si dice proverbialmente di questa città “Montagne senza legni, Mar senza pesci, Huomini senza fede. Donne senza vergogna, Mori bianchi, Genova Superba …” (Fynes Moryson, An itinerary, 1617)
    • Le strade sono strette e i palazzi eretti magnificamente … a cinque o sei piani e le finestre sono vetrate, cosa rarissima in Italia. Verso le Isole di Corsica e Sardegna nel mare genovese si pescano coralli … ora proprio in pieno dicembre i mercati sono pieni di fiori estivi, erbe e frutti (ibidem)
  • Ramié
  • Vassa
    • Genova, una delle città più belle che abbia mai veduto. Alcuni suoi edifici erano in marmo bellissimo e avevano un che di assai nobile, molti poi avevano davanti delle fontane di foggia oltremodo bizzarra. Le chiese erano ricche e sontuose, con stravaganti decori sia all'interno che all'esterno. Ma ai miei occhi tutta quell'imponenza era rovinata dagli schiavi ai remi delle galee, le cui condizioni lì e in altre parti dell'Italia sono davvero pietose e miserabili. (Gustavus Vassa, L'incredibile storia di Olaudah Equiano, o Gustavus Vassa, detto l'Africano, 1789)

Citazioni su Genova (altri da cercare...)[modifica]

  • (da Giuseppe Marcenaro, Viaggio in Liguria [praticamente tutte...])
  • (da Giuseppe Marcenaro, Viaggiatori stranieri in Liguria [Berio magazzino e Sede Polo Imperia])
  • (da Giovanna Petti Balbi, Genova medievale vista dai contemporanei)
  • (vari su w:Albaro)
  • [11]
  • Byron
    • C’è un incanto nei boschi senza sentiero, c’è un’estasi sulla spiaggia solitaria, presso le rive del mare profondo; c’è un’armonia nel frangersi delle acque…
  • Conrad
    • Un labirinto di stradette, dalla massa ininterrotta dei muri spessi sporgevano a lunghi intervalli bracci di ferro battuto, che sostenevano lanterne con fiochi bagliori di luce” (Joseph Conrad)
  • Firpo
    • Torri di Genova antica merlate e con campane... Grigia scogliera di marmi lasciata dai secoli illustri e dalla potenza, d’un popolo che il mar sempre ha solcato, è San Lorenzo nella sua imponenza…Liguria, arco rosso teso sul mar turchino. (Edoardo Firpo)
    • (poesia [12])
  • Gorkij
    • “Il sole è allo zenit, abbaglia il cielo turchino, come se da ogni punto, sulla terra, sul mare, cada un azzurro raggio infocato, conficcandosi profondamente nella pietra della città e nell’acqua. Il mare scintilla, simile ad una seta finemente ricamata d’argento, e, sfiorando il lungomare con i movimenti assonnati delle calde onde verdastre, canta dolcemente la saggia canzone della sorgente della vita e della felicità, la canzone del sole. (Maksim Gor'kij)
  • Hemingway
    • Genova è oggi più pulita di quanto sia mai stata o mai sarà. Dopo che un corrispondente estero aveva commentato ironicamente la cosa, sono stati dati ordini per scoraggiare la bella abitudine italiana di appendere tutto il bucato fuori dalla finestra, e dopo i primissimi giorni le camicie da notte di Genova non sventolavano più accanto alla Union Jack e al tricolore. Le strade strette sono immacolate, gli edifici sono stati ridipinti, tutto a Genova sa di vernice, dal Palazzo Reale alle cooperative che vendono vino ... Il vecchio quartiere romano di Genova ha le strade più strette del mondo. La maggior parte di esse non è abbastanza ampia per marciapiedi di dimensioni normali, e gli edifici, alti cinque piani, sporgono in fuori, quasi toccandosi in cima. Per queste vie lastricate, a tutte le ore del giorno e della notte, corre l'ambulanza: montata su pneumatici, è inclinata come un tavolo operatorio, coperta da un lenzuolo bianco e trainata da sei uomini che galoppano a fianco a fianco come i portatori di risciò in Giappone e la spingono per strade dove un cavallo o una vettura di pronto soccorso non potrebbe mai entrare. (Marcenaro, pp. 184-185)
    • Su Staglieno: una delle meraviglie del mondo.
  • Maupassant
    • “Una delle più belle cose che si possa vedere al mondo: Genova, dall’alto mare al fondo del Golfo, la città si solleva come se uscisse dai flutti, ai piedi della montagna”
  • Proverbi
    • Chi vuol veder Pisa vada a Genova. (proverbio; cit. da Ambrogio Bazzero)
  • Shelley
    • Gli alberi ricoprivano le colline che racchiudevano la baia e il mare si stendeva di fronte a noi, mentre a levante potevamo vedere il promontorio e le isole: osservare il sole mentre tramonta su questo paesaggio, le stelle brillare e la luna sorgere era di una bellezza stravolgente. (Mary Shelley)
  • Valery
    • ...dei luoghi sorprendenti, viottoli, deserti, una sorta di inatteso lago nero. (Marcenaro, p. 63)

Citazioni su Genova (già presenti, solo citati da altri)[modifica]

Altro[modifica]

Nipoti (?)
  • Se fossero buoni i nipoti non si leverebbero dalla vigna. (proverbio italiano)
  • – Ti ricordi il concorso all'università di cui ti avevo parlato?
    – L'hai vinto?
    – No! L'ha vinto uno di Verona, dicono che era nipote di un senatore. Ma l'anno prossimo ci sarà ancora un concorso ed io lo rifarò: finiranno, prima o poi sti cazzi di nipoti, no? (Generazione 1000 euro)

Palindromi

Note[modifica]

  1. Le parole "Il mio potere" diventano "Il suo potere" quando pronunciate dai membri del Corpo.