Utente:Superchilum/Sandbox

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Disambigue[modifica]

Fare[modifica]

  • ...

Non ancora materiale[modifica]

  • 2012 (anno con nota disambigua a film)
  • Anime (animazione giapponese con nota disambigua a disambigua)
  • Asterisco (tipografico con nota disambigua a Mino Maccari)
  • Balto (cane con nota disambigua a film)
  • Bordeaux (città con nota disambigua a disambigua)
  • Casablanca (città con nota disambigua a film)
  • Casimiro/a (nome con nota disambigua a cashmere)
  • Ciano (colore con nota disambigua a disambigua)
  • Drive In (posto con nota disambigua a programma televisivo)
  • Excalibur (spada con nota disambigua a film)
  • Falso amico (concetto linguistico con nota disambigua a falsa amicizia)
  • Fantozzi contro tutti (film con nota disambigua a romanzo)
  • Fantozzi subisce ancora (film con nota disambigua a romanzo)
  • Gommalacca (materiale con nota disambigua all'album)
  • Gommapiuma (materiale con nota disambigua a programma televisivo)
  • Il compagno Don Camillo (film con nota disambigua a romanzo)
  • Indaco (colorante con nota disambigua a disambigua)
  • La spada nella roccia (film con nota disambigua a libro)
  • Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie (film con nota disambigua a Lewis Carroll)
  • Le avventure di Oliver Twist (film con nota disambigua a romanzo)
  • Lilla (città con nota disambigua a disambigua)
  • Michael Collins (patriota con nota disambigua a film)
  • Mulan (film con nota disambigua all'eroina Hua Mulan)
  • Petroliere (mestiere con nota disambigua alla nave)
  • Ratatouille (piatto con nota disambigua a film)
  • San Valentino (santo con nota disambigua a disambigua)
  • Servizio pubblico (concetto con nota disambigua a programma televisivo)
  • Smalto (rivestimento con nota disambigua a disambigua)
  • Trapezio (figura geometrica con nota disambigua a disambigua)
  • Wasabi (cibo con nota disambigua a film)

Personaggi del BarLume[modifica]

da La briscola in cinque
  • Ampelio Viviani, anni 82, ferroviere in pensione, discreto ex ciclista dilettante e incontestato trionfatore della gara di moccoli introdotta (ufficiosamente) all'interno della festa dell'Unità di Navacchio per ventisei anni consecutivi dal 1956 [...] (p. 21)
  • [Massimo] È sulla trentina, capelli ricci, barba; un aspetto vagamente arabeggiante, accentuato dal camicione da pirata lungo fino alle ginocchia miracolosamente immune da aloni di sudore. (p. 22)
  • [...] Gino Rimediotti, 75 portati male, pensionato delle poste [...] (p. 22)
  • Il quarto uomo si chiama Pilade Del Tacca, ha assistito al placido scorrere di settantaquattro primavere ed è felicemente soprappeso. Anni di duro lavoro al Comune di Pineta, in cui se non fai colazione quattro volte per mattina non sei nessuno, lo avevano forgiato sia fisicamente che caratterialmente: infatti, oltre che maleducato, era anche un rompicoglioni. (p. 23)
  • Ne aveva parlato una volta, proprio col dottor Carli: e si erano trovati d'accordo sul fatto che non era umanamente possibile trovare, nel dottor commissario come lui avrebbe amato farsi chiamare, niente che ispirasse la minima briciola di simpatia. Dopo aver concluso, in armonia con Carli, che Vinicio Fusco era permaloso, arrogante, testone, presuntuoso e vanesio, il dottore aveva sentenziato:
    – Quell'uomo è un libro di barzellette sui calabresi. (p. 35)
  • [Tiziana] Alta, bel portamento, rossa di capelli come il nome suggeriva, era stata assunta da Massimo in quanto possedeva due qualità perfette per lavorare in un bar. In primo luogo, non era imbranata. Secondo, aveva un paio di puppe bellissime, che occultava con scarso successo dentro magline attillatissime o camicette col nodo e nessun bottone allacciato. (pp. 50-51)

Raccolte dai media[modifica]

Giuramenti da LV[modifica]

  • Questo potere è mio, questa è la mia luce | sia in luce di giorno o nel nero della notte | rivendico tutto ciò che rientra nel mio sguardo | prendere ciò che voglio, è mio diritto! (Agente Arancione) oppure quello alla fine di GL 20
  • Per i cuori persi e pieni di paura | per quelli soli nella notte più buia | accetta il nostro anello e unisciti alla lotta | l'amore conquista tutti--Con la Luce Violetta. (GL 38)
  • Nel giorno più oscuro, nella notte più splendente | temete la paura resa evidente | colui che vuole impedire ciò che è onesto | bruci come il mio potere...[1] la forza di Sinestro! (GL: Sinestro Corps Special 1)
  • Con la rabbia e il sangue rosso cremisi | strappato da un cadavere ancora fresco di morte | uniti nel nostro odio infernale | vi bruceremo tutti... Questo è il vostro destino! (Final Crisis: Rage of The Red Lanterns n.1)
  • Con il sangue vermiglio e adirato | strappato a un corpo appena spirato | e legato al nostro odio infernale | vi consumeremo nel fuoco del male (Origini segrete)

Ultime parole da I Cavalieri dello zodiaco[modifica]

Hades
  • Minosse, Queen, Rock, Shilfield (ep. 26)
  • Pandora (ep. 27)
  • Thanatos (ep. 29)
  • Hypnos, Ade? (ep. 30)

Scout[modifica]

Motto[modifica]

Associazione Scouts Cattolici Italiani (ASCI)[modifica]

  • Motto associativo: Estote Parati
  • Motto dei Lupetti (Parola Maestra): Del Nostro Meglio
  • Motto degli Esploratori: Estote Parati
  • Motto dei Rover, degli R-S e dei Capi: Servire

Associazione Guide Italiane (AGI)[modifica]

  • Motto associativo: Estote Paratae
  • Motto delle Coccinelle: Eccomi
  • Motto delle Guide: Estote Paratae
  • Motto delle Scolte, delle Scolte di San Giorgio e delle Capo: Servire

Promessa[modifica]

Associazione Scouts Cattolici Italiani (ASCI)[modifica]

Con l'aiuto di Dio prometto sul mio onore di fare del mio meglio:

  • Per compiere il mio dovere verso Dio e verso la Patria;
  • Di aiutare il prossimo in ogni circostanza;
  • Di osservare la legge Scout.

Citazioni famose da fontare[modifica]

Ok[modifica]

  • Le notizie sulla mia morte sono fortemente esagerate. (Twain, normalmente più comune quella errata [cercare fonti], trovare in italiano?)
  • Non c'è nulla di nobile nell'essere superiore a un altro uomo. La vera nobiltà sta nell'essere superiore alla persona che eravamo fino a ieri. (Hemingway, citato in Kingsman - Secret Service), usato anche da Fabio Volo!! -> QuoteInvestigator -> Sheldon, poi errato a Hemingway (forse anche proverbio Hindu)
Apsley Cherry-Garrard
  • Per organizzare un lavoro congiunto di tipo scientifico e geografico, datemi Scott; per un viaggio d'inverno, Wilson; per una capatina al Polo e nient'altro, Amundsen; ma se mi trovo in un dannato buco e voglio uscirne, datemi Shackleton tutte le volte. (Dalla prefazione a Il peggior viaggio del mondo, citato come epigrafe di Ernest Shackleton, Sud – la storia dell’ultima spedizione di Shackleton 1914–1917, Gingko edizioni, 2013. ISBN 9788895288307)
For a joint scientific and geographical piece of organization, give me Scott; for a Winter Journey, Wilson; for a dash to the Pole and nothing else, Amundsen: and if I am in the devil of a hole and want to get out of it, give me Shackleton every time.[2]
  • Polar exploration is at once the cleanest and most isolated way of having a bad time which has been devised. (introduzione)
  • They are extraordinarily like children, these little people of the Antarctic world, either like children, or like old men, full of their own importance and late for dinner, in their black tail-coats and white shirt-fronts — and rather portly withal.
Raymond Priestley
  • Sono stato al servizio sia di Shackleton che di Scott, e ho incontrato velocemente Amundsen a metà della carriera. Penso che un collega abbia colpito nel segno quando ha scritto: "Come capo scientifico, datemi Scott; per un rapido ed efficiente viaggio polare, Amundsen; ma quando la situazione è disperata e non sembra esserci via d'uscita, inginocchiatevi e pregate per Shackleton."[3]
I served both with Shackleton and Scott and very briefly met Amundsen in mid-career. I believe a colleague hit the nail when he wrote: 'As a scientific leader, give me Scott; for swift and efficient polar travel, Amundsen; but when things are hopeless and there seems no way out, get down on your knees and pray for Shackleton.'
  • Misquoted da Cherry-Garrard[4]
  • Questo è il suono di un'altra porta sbattuta | in faccia al progresso, in faccia al progresso. | Pianteranno le loro bandiere | sul fondo dell'oceano, Shackleton | si sta rivoltando nella sua tomba (Enter Shikari)

?[modifica]

  • È uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo. (Dickens? Tightrope?)
  • "Life's journey is not to arrive at the grave in a well-preserved body, but rather to skid in sideways, totally worn out, shouting... Holy Cow - What a ride!!!!" -> info in http://forum.quoteland.com/eve/forums?a=tpc&s=586192041&f=099191541&m=7321967696&r=7321967696
  • Non esiste buono e cattivo tempo, ma solo buono e cattivo equipaggiamento. (normalmente Robert Baden-Powell, ma non si trova da nessuna parte)
  • Well, that escalated quickly (en)

Genova[modifica]

  • Anonimi
    • L'oro che nasce nelle Americhe è sepolto nei forzieri di Genova. (Poeta spagnolo del XVI secolo)
    • Non è lecito a nessuno andare in terre tanto nascoste, raggiungere regioni tanto lontane senza che, ovunque tu vada, colà tu trovi moltissimi mercanti genovesi. Quale isola infatti dentro o fuori del mondo, quale terra sul mare è priva di un genovese? [...] Le navi da guerra poi e quelle da carico sono talmente grandi che nessuna gente solca il mare con una flotta più potente. Chi non si stupirebbe che siano trasportate sul mare navi, simili a monti, della portata di cinquecento, di mille e di più anfore? Quali occhi non turberebbero le prore e le poppe turrite come castelli? E non meno è da ammirarsi la loro moltitudine e di quanto lo sia la loro grandezza e la loro portata: risulta infatti ad alcuni, che hanno fatto un diligente calcolo, che si possonano contare circa venti navi da ottocento a milletrecento anfore e quasi cinquanta da ottocento o meno. [...] Certo l'opinione sulla nostra gente è diffusa ovunque al punto che coloro che per commerciare vanno in terre straniere trasportati su navi genovesi vengono condotti in mare sicuri dal vento e dalle tempeste, come se viaggiassero nel porto.
      (Anonimo, Collaudatio quedam urbis genuensis, ca. 1430)
  • Autran
    • (dopo la descrizione di strada Nuova) "Fatto è che non c'è niente di più bello di questa strada di palazzi, vera galleria monumentale che si prolunga all'infinito. Ogni palazzo, poi è una meraviglia e ci vorrebbe una settimana per visitarlo...Palazzo Tursi-D'Oria uno dei più belli d'Italia e il più maestoso della strada Nuova..." (Joseph Autran, 1840)
  • Baroja
    • [...] fin dall'antichità ha cercato di trarre vantaggio dal mare e dal commercio [...] E se a Napoli la gente che discute sembra che canti, a Genova pare sempre che bisticci. (Pío Baroja, Il volto degli italiani?, 1949)
    • Mi fu raccomandato di andare a vedere i cimiteri di Genova. Raggiunsi in tram un antico camposanto in una valle del fiume Bisagno, molto amena e placida, e mi riferirono che a poca distanza ve n'era un altro, pieno di statue. Lo vidi e non mi piacque per niente. Mi diede l'impressione di un baraccone di figure di cera, prive di colore. (Pío Baroja, Il volto degli italiani, 1949)
  • Blasco Ibáñez
    • Genova è la città di marmo... [...] Genova è la città dei contrasti, dei grandi palazzi e dei miseri "carruggi" [...] In alto, sulla cima delle colline, giardini lussureggianti, ville marmoree, veri nidi d'amore che fanno ricordare i voluttuosi alberghetti francesi del tempo della Reggenza; in basso, vicino al porto, quartieri che sono veri ghetti con viuzze strette e sotterranee, dove le grondarie si toccano e tre persone non possono camminare fianco a fianco per la rapida discesa dell'acciottolato. [...] In nessuna parte d'Italia, né del mondo, si è usata tanto, sino all'abuso, questa pietra [il marmo], preziosa e carissima in altri paesi, ma qui trattata col disprezzo dell'abbondanza fino al punto da servire molte volte per acciottolare le strade [...] A notte inoltrata, quando l'illuminazione pubblica incomincia a venir meno, queste strade strette, con le loro pareti di marmo che sembrano risalire fino alle stelle che occhieggiano, ricordano al passante le sconvolte gallerie di una cava nella quale il piccone ha tracciato capricciosamente profili e rilievi: alla luce del sole queste ferite sono prodigi d'arte. Le antiche glorie della Repubblica genovese, la potenza che le dettero i suoi marinai e commercianti si rivela in questi grandi palazzi che erano abitati dai patrizi liguri, quelle famiglie che, con intrighi e cospirazioni, si disputavano le cariche di doge o di capitano della Repubblica ... Quarantasette palazzi, tutti splendidi nel loro interno, e tutti di marmo dalle fondamenta all'ultima balaustra, si contano nelle quattro vie che costituiscono la spina dorsale della città. (Vicente Blasco Ibáñez, Nel paese dell'arte, 1896)
  • Braudel
    • Se mai esiste una città diabolicamente capitalistica assai prima dell'età capitalistica europea e mondiale è proprio Genova, opulenta e sordida al tempo stesso. (Fernand Braudel)
  • Brignole Sale
    • Sorge [Albaro, quartiere genovese], nella parte orientale di Genova, colle piacevolissimo che imitando l'Alba col nome, vien'à superarla in vaghezze. (Anton Giulio Brignole Sale, Le instabilità dell'ingegno, pubblicato per Giacomo Monti e Carlo Zenero, 1635)
  • Caffaro di Rustico da Caschifellone
    • Dalla torre maggiore del Castello d'Albertis si scorge Genova tutta, affascinante come odalisca addormentata. (Caffaro di Rustico da Caschifellone, citato in supplemento al giornale "Caffaro", 1 maggio 1892)
  • Camus
    • [?] ... in una Genova assordante che scoppiava di salute davanti al suo golfo e al cielo in cui fino a sera lottavano il desiderio e la pigrizia. (Albert Camus, La morte heureuse)
  • Caproni
    • Genova mio marito/puerizia, sillabario/ | Genova sempre nuova/vita che si ritrova. (Giorgio Caproni, Litania)
    • Quando mi sarò deciso | d'andarci in paradiso | ci andrò con l'ascensore | di Castelletto, nelle ore notturne, | rubando un poco | di tempo al mio riposo. (Giorgio Caproni)
  • Cechov
    • Medvedenko: Permettetemi di domandarvi, dottore, quale città straniera vi sia piaciuta di più.
      Dorn: Genova.
      Treplev: Perché Genova?
      Dorn: C'è una meravigliosa folla per le vie. Quando la sera esci dall'albergo, le vie sono piene di gente. Poi te ne vai fra la folla senza meta alcuna, su e già, a zig zag, vivi con lei, ti confondi con essa psichicamente e cominci a credere che in effetti sia possibile un'unica anima universale [...] (Anton Čechov, Il gabbiano)
  • d'Auton
    • Dal molo e dal porto di questa città di Genova possono uscire insieme in mare ottanta o cento navi, con dieci o dodici carrache, per andare a mercanteggiare o a conquistare terre fino in Grecia, in Turchia, in Terrasanta ed ovunque per il mondo. E in passato, come ho appreso dalle parole e dalle informazioni di alcuni mercanti e di altri genovesi degni di fede e come ho letto negli annali delle loro gesta, questi genovesi con potenti flotte seppero prendere Gerusalemme, Antiochia, Negroponte, Metellino (leggi: Mitilene), Modone con Candia e Chio, che ancora occupano, con molte altre isole e paesi della Grecia e dell'Oltremare e più volte assediarono Venezia, ridotta alla ragione. In conclusione l'abilità nautica di Genova è tenuta in tale reputazione e stima in tutto il mondo che i genovesi sono detti signori del mare. (Jean d'Auton, descrizione di Genova da Cronache del Regno di Luigi XII di Francia, 1502)
  • De Brosses
    • Charles De Brosses su Palazzo Reale: “Il più bello tra tutti i palazzi di Genova è a mio giudizio quello di Gerolamo Durazzo in via dei Balbi. Riuscirò a ricordare tutto quello che ho visto lì dentro?” (1739)
  • Dickens
    • Il posto è bello [ Napoli ], ma molto meno di quanto la gente non dica. Il famoso golfo, secondo me, come veduta, è incomparabilmente inferiore a quello di Genova, che è quanto di più bello abbia mai visto. Nemmeno la città, dal canto suo, è paragonabile a Genova, con cui in Italia nessuna regge il confronto, salvo Venezia. Quanto ai palazzi, nessuno uguaglia le Peschiere per architetture, collocazione, giardini o stanze. È un gran trionfo per me, tra l'altro, scoprire quanto l'affitto ne sia conveniente. [...] Quel giorno non avrei mai creduto di arrivare fino al punto di sentirmi attratto perfino dalle pietre delle vie di Genova, e di ripensare a quella città con affetto, come al luogo in cui avevo passato molte ore di quiete e di felicità. [...] E potrò dimenticare le vie dei palazzi, la strada Nuova e la strada Balbi? O l'aspetto dell'una, quando la vidi per la prima volta, sotto il più fulgido e il più intensamente turchino dei cieli estivi, che le sue file raccostate di dimore immense, restringevano gradatamente, e contrastanti con l'ombra greve al di sotto! (Charles Dickens, Pictures from Italy o Lettere dall'Italia, 1843)
  • Dumas (padre)
    • Genova viene, per così dire, incontro al viaggiatore ... Una città che s'è data da sola il soprannome di "Superba" e che da sei o sette leghe già si scorge all'orizzonte, distesa in fondo al suo golfo con la noncurante maestà d'una regina ... Quale fu la causa del lusso quasi incomprensibile di palazzi che il viaggiatore trova sparsi sulla sua strada con la stessa profusione delle villette nei dintorni di Marsiglia? Furono le leggi sumptuarie della Repubblica [di Genova] che proibivano di dar feste, di abbigliarsi di velluti e di broccati e di portar diamanti; tali leggi non si estendevano oltre le mura della Capitale e perciò il lusso di quei turbolenti ed orgogliosi repubblicani si era rifugiato in campagna. (Alexandre Dumas, Genova la Superba, 1841)
    • Il palazzo Tursi, di cui si attibuisce a torto l'architettura a Michelangelo, fu iniziato dal lombardo Rocco Lurago e ornato alle porte e alle finestre da Taddeo Carbone...Del resto è uno dei più ricchi esternamente e uno dei meno belli internamente. (Alexandre Dumas, 1841)
  • Dupaty
    • "...se volete vedere la più bella strada che ci sia al mondo, andate in Strada Nuova a Genova...una folla di palazzi che se la battono per ricchezza, altezza, volume, mostrando i loro portici, facciate, peristili che brillano di uno stucco bianco, nero, di mille colori. Sono dei quadri esternamente." (Charles Dupaty, 1785)
  • Enault
    • Se gli architetti che hanno costruito Genova avessero avuto spazio, se avessero potuto abbandonarsi alla fantasia e senza ostacoli ai loro capricci, non avrebbero potuto trovare le infinite risorse e la multipla varietà di motivi, di disegni e disposizioni ai quali la facciata dei loro palazzi deve un'originalità di carattere, e che introduce in ogni anfratto l'inatteso della grandezza. (Louis Enault, Breve vision hivernale d'un voyageur normand, 1850)
  • Flaubert
    • Da Voltri a Genova si vedono sempre case, tutto annuncia una grande città. Presto il porto appare e si vede la bella città seduta ai piedi delle montagne: il faro della Lanterna, come un minareto, dà all'insieme qualche cosa d'orientale e si pensa a Costantinopoli. (Gustave Flaubert, Lettera a ?, 1845)
    • Ho visto una bellissima strada, la via Aurelia, ed ora sono in una bella città, una vera bella città, Genova. Cammino sul marmo, tutto è di marmo: scale, balconi, palazzi. I palazzi si toccano tanto sono vicini e, passando dalla strada, si vedono i soffitti patrizi tutti dipinti e dorati. Vado a visitare le chiese, sento cantare suonare l'organo, guardo i monaci, osservo i paramenti sacri, gli altari, le statue; in altri momento (ma non so bene quali) forse avrei riflettuto di più e guardato di meno. Invece qui spalanco gli occhi su tutto, ingenuamente, semplicemente, e forse è molto meglio [...] (Gustave Flaubert, Lettera ad Alfred Le Poittevin, 1º maggio 1845)
    • Durante il mio viaggio ciò che ho visto di più bello è Genova. Ti consiglio di andarvi un giorno o l'altro ... Dopo aver visitato i suoi palazzi si ha un tale disprezzo del lusso moderno che viene voglia di abitare in una scuderia e di uscire vestiti da operai ... (Gustave Flaubert, Lettera a Ernest Chevalier del 13 maggio 1845)
    • Una bellezza che strazia l'anima... (Gustave Flaubert, Lettera a Ernest Chevalier del 15 giugno 1845)
  • Freud
    • Genova la conosci: è imponente, solida, quasi altera, pulita, benestante; notevolissima è la diffusione della lingua tedesca negli alberghi e nei negozi ... vi sono più insegne tedesche a Genova che a Trieste o a Praga ... Alla fine della settimana ritornerò, avendo consumato buona parte dei miei onorari editoriali, presto vedrò l'ultimo olivo, l'ultima magnolia e così via ... (Sigmund Freud, lettera del 17 settembre 1905) + conversazione Genova e i suoi dintorni del 1907
  • Hawthorne
    • (dopo aver visitato palazzo Balbi) "I soffitti dipinti di questi palazzi sono una decorazione gloriosa; le pareti dei saloni, coperti di marmi multicolori, danno un'idea di splendore che io non ho mai tratto in nessun'altra cosa. I pavimenti in mosaico sembrano troppo preziosi per camminarvi sopra." (Nathaniel Hawthorne, 1858)
  • Heine
    • Questa città è antica senza antichità, raccolta senza intimità e sudicia oltre ogni limite. È costruita su una roccia, ai piedi di un anfiteatro di montagne che quasi abbracciano il più bello dei golfi. I genovesi hanno ricevuto dalla natura il porto migliore e più sicuro. Vista dal mare, specialmente verso sera, la città sembra più bella. Giace sulla riva come lo scheletro imbiancato di un animale gigantesco vomitato dal mare. Formiche nere che si chiamano genovesi vi strisciano sopra, onde azzurre lo bagnano ed il loro sciacquio sembra una ninna nanna. La luna, occhio pallido della notte guarda dall'alto, malinconica. (Heinrich Heine)
  • Herzen
    • I genovesi [...] è difficile osservarli: vi guizzano di continuo davanti agli occhi, corrono, si affacendano (sic), scorazzano (sic) di qui e di là, si affrettano. I vicoli verso il mare brulicano di gente, ma quelli che stanno fermi non sono genovesi, sono marinai di tutti i mari e di tutti gli oceani... (Aleksandr Ivanovič Herzen, Passato e pensieri, 1867)
  • Janin
    • Genova è stata costruita, come il Campidoglio, per l'eternità. (Jules Janin, 1838)
  • Larbaud
    • Genova austera, vibrante, ampia! Luogo unico dai trecento ripiani a terrazza sul mare, ornata di parchi stupendi! Genova, dove i tramways sono gli ascensori! Le strade ed i quartieri, sovrapposti, si aggrovigliano, si superano, si ricongiungono, si dividono ancora ... Città a sorpresa!, il cui uso insinua un'astuta saggezza: una scalinata, un àndito, un archivolto, una passerella, una galleria conducono in pochi minuti ad un palazzo, ad una piazza alla quale non si sarebbe giunti che in un'ora, seguendo le strade. (Valery Larbaud, Ex voto a San Zorzo)
  • Montague
    • ...la Via chiamata Strada Nuova è fiancheggiata, in tutta la sua lunghezza dai più bei fabbricati del mondo... [...] Non si sa che cosa ammirar di più, se la perfezione dell'architettura o la gran dovizia di ricche suppelettili disposte col gusto più raffinato e con prodigiosa magnificenza..." (Mary Montague, 1978)
  • Montesquieu
    • I Genovesi non sono affatto socievoli; e questo carattere deriva piuttosto dalla loro estrema avarizia che non da un'indole forastica: perché non potete credere fino a che punto arriva la parsimonia di quei principi. Non c'è niente di più bugiardo dei loro palazzi. Di fuori, una casa superba, e dentro una vecchia serva che fila ... I Genovesi di oggi sono tardi quanto gli antichi Liguri. Non voglio dire con questo che non intendano i loro affari: l'interesse apre gli occhi a tutti ... C'è una cosa ancora: che i Genovesi non si raffinano in nessun modo: sono pietre massicce che non si lasciano tagliare. Quelli che sono stati inviati nelle corti straniere, ne son tornati Genovesi come prima. (Montesquieu, Viaggio in Italia, 1728)
    • ? (Adieu à Gênes, 1728)
  • Nietzsche
    • ...un sud che ha perso i colori [...] essersi aggirato [in città] come un'ombra fra i ricordi [...] Rendo grazie alla sorte che mi ha fatto capitare in quella dura, austera città durante gli anni della "décadence". [...?] Quando uno va a Genova è ogni volta come se fosse riuscito ad evadere da sé: la volontà si dilata, non si ha più coraggio di essere vili. Mai ho sentito l'animo traboccante di gratitudine, come durante questo mio pellegrinaggio attraverso Genova. (Friedrich Nietzsche, lettera a Peter Gast?, aprile del 1888?)
  • Petrarca
    • Piacciavi richiamare alla memoria quel tempo in cui felicissimi voi eravate tra tutti i popoli dell'Italia. Ero allora fanciullo, e le cose vedute, quasi che sognate le avessi, confusamente rammento: ma viva sempre al pensiero ho la memoria dell'incantevole aspetto che di sé porgeva a Levante e a Ponente la vostra Riviera, bella così da parere meglio celeste che non terrena dimora, simile a quella che la fantasia de' poeti dette dei campi Elisi stanza a' beati, fra colli ameni, e deliziosi sentieri aperti nel seno delle verdeggianti convalli. Stupende a riguardarsi nell'alto torreggiavan le moli di superbi palagi: sorgevano a piè delle rupi le mermoree magioni de' vostri cittadini splendide al pari delle più splendide reggie, e a qual si voglia città nobilissima invidiabil decoro: mentre vincitrice della natura l'arte vestiva gli sterili gioghi de' vostri monti di cedri, di viti, di olivi, spiegando all'occhio la pompa di una perpetua verdura. Aperti con ammirando artificio fra le rupi e gli scogli fermavan lo sguardo del navigante vaghissimi spechi, che sorretti da travi dorate echeggiavano al suono de' flutti, i quali spumeggiando si rompevano in sull'ingresso, e dentro ne spruzzavano le muscose pareti: ed ammirato il nocchiero alla novità dello spettacolo lasciavasi cadere il remo dalle mani, e fermava per meraviglia la barca in mezzo il corso. Che se per terra cammin facendo alcun traversasse le popolose vostre contrade, di quale stupore non lo colpivano le sontuosissime vesti, e la maestosa persona dei vostri cittadini, e delle vostre matrone, o il vedere nel mezzo de' boschi e delle remote campagne lusso e delizie da disgranare le urbane magnificenze? Che se dentro le mura della vostra città finalmente ponesse il piede, in una città di re, siccome di Roma fu scritto, ed in un tempo sacro alla felicità e all'allegrezza d'essere entrato s'avvisava. (Francesco Petrarca, CUT)
  • Pio II
    • Poco amanti del sapere, studiano la grammatica limitatamente al necessario e stimano poco gli altri studi: quando sentono odore di commercio, si fanno tutti avanti. (Papa Pio II, 1532)
  • Stendhal
    • Stendhal su via Balbi? (1837) "...la terza, quella più vicino alla montagna e che porta successivamente i nomi di Balbi, Via Nuova e Nuovissima, è una delle più belle strade del mondo. Ha un'architettura ardita, piena di vuoti e di colonne, che ricorda quelle di Paolo Veronese oppure gli scenari della Scala di Milano..."
  • Thomas
    • Il fronte del porto di Genova è meraviglioso. Caldo e colori e sporcizia e rumori e vicoli chiassosi e malfamati, con tutta la biancheria del mondo appesa alle alte finestre. (Dylan Thomas)
  • Twain
    • La "Superba", la "città dai bei palazzi", sono da secoli gli appellativi di Genova. Certo essa è piena di palazzi, e questi dentro sono sontuosi ma esternamente molto malandati e senza pretese di grandiosità architettonica. "Genova la Superba", sarebbe un titolo indovinato se si riferisse alle donne. Di palazzi ne abbiamo visti parecchi: immensi molti dagli spessi muri, con grandi scalinate di pietra, pavimenti tassellati di marmo (talvolta lavori a mosaico, di disegno complicato, ornati di cristalli di rocca o di piccoli frammenti di marmo fissati con il cemento) e grandiosi saloni con alle pareti dipinti di Rubens, Guido Reni. Tiziano, Paolo Veronese, ecc., e ritratti di capostipiti della famiglia in elmi piumati e splendide armature, e di patrie in stupefacenti vestiti di secoli fa. [...] (Mark Twain) check [1]
    • Mi piacerebbe restare qui, preferirei non procedere oltre. Può darsi che vi siano in Europa donne più graziose, ma io ne dubito. La popolazione di Genova è di centoventimila anime: di queste, due terzi sono donne, e almeno due terzi delle donne sono belle; ben vestite, fini, leggiadre quanto si può senza essere angeli. Gli angeli, però, non sono molto ben vestiti, mi pare: almeno quelli dei dipinti: non hanno che le ali.
    • ... queste donne genovesi sono incantevoli. La più gran parte di queste damigelle sono vestite di una bianca nube dalla testa ai piedi ...
    • Puntuali sulla tabella di rotta scorgemmo le coste d'Italia e avvicinandosi le osservammo con trepidante curiosità. Nelle prime ore di uno splendido mattino estivo, emerse improvvisa la maestosa città di Genova inondata dalla luce del sole. Sembrava che si levasse fuori dall'acqua portandosi dietro numerosi palazzi, smaglianti sotto il suo riflesso dorato. Eravamo giunti al porto, e pensavamo di poter riposare, cercammo di farlo, chiudemmo per un attimo gli occhi ma spinti dalla frenesia dell'attesa cominciammo a girare per la città, desiderosi di conoscerla in ogni particolare.
    • Twain sul cimitero di Staglieno: [2][3]
  • Valery
    • Preferisco Genova a tutte le città che ho abitato. Mi ci sento perduto e familiare, piccolo e straniero. Ha una distesa di cupole, di monti calvi, di mare, di fumi, di neri fogliami, di tetti rosa e quella lanterna, così alta ed elegante, e meandri popolosi, labirinti affollati le cui viuzze salgono, scendono, si intersecano improvvisamente, sbucano sulla veduta del porto. Genova, una città piena di sorprese, di porte scolpite in marmo, ardesia, casse, formaggi, scale, biancheria al posto del cielo, cancellate, bizzarro dialetto dal suono nasale e irritante, dalle abbreviazioni strane. Vocaboli arabi o turchi. Mentre Firenze si contempla e Roma sogna e Venezia si lascia vedere, Genova si fa e rifà. (Paul Valéry)
Je préfère Gênes à toutes le villes que j'ai habitées. C'est que je m'y sens perdu et familier — enfant et étranger - Elle a une surface de cloches, de monts chauves ...
  • Vassa
    • Genova, una delle città più belle che abbia mai veduto. Alcuni suoi edifici erano in marmo bellissimo e avevano un che di assai nobile, molti poi avevano davanti delle fontane di foggia oltremodo bizzarra. Le chiese erano ricche e sontuose, con stravaganti decori sia all'interno che all'esterno. Ma ai miei occhi tutta quell'imponenza era rovinata dagli schiavi ai remi delle galee, le cui condizioni lì e in altre parti dell'Italia sono davvero pietose e miserabili. (Gustavus Vassa, L'incredibile storia di Olaudah Equiano, o Gustavus Vassa, detto l'Africano, 1789)
  • Wagner
    • Tutti debbono vedere Genova. (Richard Wagner, sempre la stessa lettera del 1853?)
  • Waugh
    • Evelyn Waugh sul Cimitero di Staglieno (da A Tourist in Africa, London 1960): Il Camposanto di Genova, nel pieno e vero senso della parola, è un museo dell'arte borghese della seconda metà del secolo scorso. Il Père Lachaise e l'Albert Memorial sono nulla al confronto e la loro scomparsa non sarebbe una perdita grave fino a quando questa collezione esisterà. (cfr. [4])
  • Wolfson
    • Verdi put it best. "Popolo della feroce storia." It's a place that has never gotten over its ferocious past. [...] Once Genoa gets inside of you, it cannot be purged. Genoa has a heart and soul like no other. (citato in [5], Mitchell Wolfson) -> v. in it. [6][7]

Palindromi[modifica]

Altro[modifica]

Nipoti (?)
  • Se fossero buoni i nipoti non si leverebbero dalla vigna. (proverbio italiano)
  • – Ti ricordi il concorso all'università di cui ti avevo parlato?
    – L'hai vinto?
    – No! L'ha vinto uno di Verona, dicono che era nipote di un senatore. Ma l'anno prossimo ci sarà ancora un concorso ed io lo rifarò: finiranno, prima o poi sti cazzi di nipoti, no? (Generazione 1000 euro)

  • Anatomia umana: bacino, braccio, fronte, gamba, ginocchio, gomito, guancia, labbra, polmone, polso, spalla
  • Varie: cerchio/circolo, carta, passeggiata
  • Fedor Dostoevskij. [Su Londra]: “uno scenario biblico, una sorta di Babilonia, una profezia dell’Apocalisse che si avvera sotto i vostri occhi […] un popolo che beve e mangia” e “tutti sono ubriachi, ma senza gaiezza, tristemente, pesantemente, e tutti sono così stranamente taciturni…Tutti hanno fretta di ubriacarsi fino a perdere coscienza…” (Note d'inverno su impressioni d’estate)

Note[modifica]

  1. Le parole "Il mio potere" diventano "Il suo potere" quando pronunciate dai membri del Corpo.
  2. Da The Worst Journey in the World, The Floating Press, 2009, p. 7. ISBN 9781775414315
  3. Dalla conferenza Twentieth-Century Man against Antarctica per la British Association for the Advancement of Science, 1950
  4. Elizabeth Knowles, What They Didn't Say: A Book of Misquotations, OUP Oxford, 2006, ISBN 9780191500541