Alexander Pope

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Alexander Pope

Alexander Pope (1688 – 1744), poeta e scrittore britannico.

Indice

[modifica] Citazioni di Alexander Pope

  • Benedetto l'uomo che non si aspetta nulla, perché non resterà mai deluso. (da Thoughts on Various Subjects)
Blessed be the man who expects nothing, for he shall never be disappointed.
  • Chi dovrà decidere, se dei dottori sono in disaccordo? (da Moral Essays, III, 1)
Who shall decide when doctors disagree?
  • Chi è impegnato in una controversia si preoccupa della verità quanto il cacciatore si preoccupa della lepre. (da Thoughts on Various Subjects)
A disputant no more cares for the truth than a sportsman for the hare.
  • Com'è felice il destino dell'incolpevole vestale! | Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata. | Infinita letizia della mente candida! | Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio.
How happy is the blameless vestal's lot! | The world forgetting, by the world forgot. | Eternal sunshine of the spotless mind! | Each pray'r accepted, and each wish resign'd. (da Eloisa to Abelard, 1717; citato in Se mi lasci ti cancello)
  • Errare è umano, perdonare è divino. (da An Essay on Criticism, 1711, II parte, riga 325)
To err, is human; to forgive, divine.
  • L'autentica sapienza risiede principalmente nel sapere insegnare agli altri avendo l'aria di non insegnare affatto, proponendo anche le cose che gli altri non sanno come se le avessero soltanto dimenticate, proponendole dunque nel linguaggio che sanno, trasparente e piano. (da An Essay on Criticism, I, 574-5, citato in Per Difesa e Per Amore di Gian Luigi Beccaria, Garzanti, Milano 2006, pag. 35)
  • La natura è tutta un'arte a te sconosciuta. (citato in Focus, n. 70, pag. 130)

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  • Ad ogni parola muore una reputazione.
  • Ama chi offende, ma detesta l'offesa.
  • Chi cerca di impressionare la gente volgare con il fine ragionamento è simile a chi cerca di spaccar pietre con un rasoio.
  • Fai del bene di nascosto e arrossisci a vederlo divulgato.
  • I pazzi ammirano, i savi approvano.
  • I pazzi osano dove gli angeli temono d'andare.
  • Il mare unisce i paesi che separa.
  • Il peggior pazzo è un santo diventato pazzo.
  • Il volgo bolle le uova, ma gli eruditi le fanno arrosto.
  • In cielo l'amar troppo è un crimine?
  • In tutta la mia vita non ho mai conosciuto un uomo che non fosse capace di sopportare le disgrazie di un altro da perfetto cristiano.
  • L'orgoglio, l'immancabile vizio degli stupidi.
  • La Natura e le sue leggi erano nascoste nella notte; Dio disse "Newton sia!" e tutto fu luce.
  • La bellezza colpisce l'occhio, ma il merito conquista il cuore.
  • La maggior parte delle donne non ha alcun carattere.
  • Molti uomini sono stati capaci di fare una cosa saggia, molti di più di farne una furba, ma pochissimi sono stati capaci di farne una generosa.
  • Nel migliore dei casi la donna è una contraddizione.
  • Non c'è creatura che soffra meno di uno sciocco.
  • O pace, quante guerre sono state mosse in tuo nome.
  • Possiamo diventare i padroni del nostro destino quando avremo finito di atteggiarci a suoi profeti.
  • Un partito è la pazzia dei molti per il beneficio di pochi.
  • Un uomo nell'ingegno, nella semplicità, un bambino.
  • Una scusa è peggiore e più terribile di una menzogna, perché la scusa è una bugia guardinga.

[modifica] Versi

  • Non ammirare, è la sola arte che conosco
    Che rende felici gli uomini, e li mantiene tali.
  • Il caffè, che rende il politico saggio
    E guarda a ogni cosa con gli occhi mezzi chiusi.
    (da The Rape of the Lock, canto III, verso 117)
  • Degli uomini, alcuni attendono agli affari, altri al piacere;
    Ma ogni donna in fondo al cuore è un libertino.
  • I giudici affamati firmano la sentenza,
    E dei disgraziati vengono impiccati perché i giurati vadano a mangiare.
    (da The Rape of the Lock)
  • Ignorante, non conosceva l'arte sottile dello studioso,
    E nessun linguaggio, tranne quello del cuore.
  • Il vero motto d'ingegno è la natura abbigliata a suo vantaggio,
    Quel che si era spesso pensato ma mai espresso così bene.
  • È l'istruzione che forma la mente comune,
    Come si piega il ramo, così s'inclina l'albero.
  • Alcuni lodano la mattina ciò che alla sera criticano;
    Ma pensano sempre che l'ultima opinione è quella giusta.
  • Tutto sembra infetto a chi è infetto,
    Come tutto appare giallo all'occhio dell'ittero.
  • Non essere il primo a provar le cose nuove
    Né l'ultimo ad abbandonar le vecchie.
  • Mi chiedi che provocazione ho avuto?
    La forte antipatia del bene per il male.
  • Sì, sono orgoglioso, posso ben essere orgoglioso di vedere
    Che gli uomini non temono Dio, ma me.
  • Le parole son come le foglie; e dove più abbondano,
    Raramente sotto si trovano molti frutti del senso.
  • La passione dominante, quale che sia,
    La passione dominante governa sempre la ragione.
  • Chiunque creda di vedere cosa senza difetti,
    Pensa quello che non è mai stato, né esiste, né mai sarà.
  • Un po' di sapere è pericoloso:
    Bevi a fondo dalla sorgente Pieria, o non gustarne affatto:
    Lì brevi sorsi inebriano il cervello,
    E il berne molta di nuovo lo rischiara.
  • È per il nostro senno come per i nostri orologi, nessuno
    Funziona come un altro, eppure ognuno crede al suo.
  • La speranza sgorga eterna nel petto umano;
    L'uomo non è mai adesso, ma sempre in un futuro, benedetto.
  • Ti batti la zucca, e t'illudi che arriverà l'ingegno:
    Ma batti finché vuoi, non c'è nessuno in casa.
  • Perché l'uomo non ha una visione microscopica?
    Per questa semplice ragione, ch'Egli non è una mosca.

[modifica] Attribuite

  • [Elena di Troia] Si muove come una dea, e sembra una regina.
Dalla sua traduzione dell'Iliade di Omero, libro III, verso 208.

[modifica] Saggio sull'uomo

  • L'ordine è la prima legge del Cielo.
  • Conosci dunque te stesso, non presumere d'investigare Dio; | l'uomo è lo studio più adatto all'umanità.
Know then thyself, presume not God to scan; | The proper study of mankind is man. (II, I)
  • Un uomo onesto è l'opera più nobile di Dio.

[modifica] Incipit di alcune opere

[modifica] Il Messia

Alme Ninfe di Solima sorgete,
Sciogliete il canto! A celestiali carmi
Angelica si vuol voce del Cielo:
Alme Ninfe intuonate! Le muscose
Fresche fontane, e l'ombre agresti, e i vani
Sogni di Pindo e delle Suore aonie
Or non più ne dilettano. Ah tu o Santo
Spirto deh vieni, e con la dia favilla
Che ad Isaia 'nformò labbro divino

[modifica] Ode in onore di Santa Cecilia

Scendete, alme Sorelle, e il canto ordite.
Per voi ne' cavi risonanti bossi
II fiato si ravvolga; a suon festivo
Ogni tacita corda, ogni canora
Cetra si desti. In tuon dolce-gemente
Lo stridulo liuto si quereli,
Alto frema la tromba, e intorno intorno
Da' tetti la squillante Eco risponda,
Mentre allungate e tarde voci il cupo
Maestoso solenne organo sparge.

[modifica] Bibliografia

  • Alexander Pope, Il Messia, traduzione di Teresa Carniani, in "Poesie e prose inedite o rare di italiani viventi", Bologna, Nobili, 1835.
  • Alexander Pope, Ode in onore di Santa Cecilia, traduzione di Giuseppe Maria Pagnini, in "Collezione d'opuscoli scientifici e letterarj ed estratti d'opere interessanti", Vol. I, stamperia di Borgo Ognissanti, Firenze, 1808.

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