Erasmo da Rotterdam

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Erasmo da Rotterdam

Erasmo da Rotterdam, nome latinizzato di Geert Geertsz (1466/1469 – 1536), umanista olandese.

Indice

[modifica] Citazioni di Erasmo da Rotterdam

  • A forza di sterminare animali, si capì che anche sopprimere l'uomo non richiedeva un grande sforzo. (citato in Bruna D'Aguì, Creaturismo. Le fondamenta del creato, Nuova Stampa, Roma 2007, p. 211)
  • Ciò che l'occhio è per il corpo, la ragione lo è per l'anima. (da Il libero arbitrio, Fabbri, Milano, 1996)
  • Di me giudicheranno gli altri: tuttavia, se non m'inganna la filautìa, io ho lodato la follia, ma non certo come un folle. (dalla dedica dell' Elogio della Follia a Tommaso Moro)
  • Giove infuse nell'uomo molta più passione che ragione: pressappoco nella proporzione di ventiquattro a uno. Relegò inoltre la ragione in un angolino della testa lasciando il resto del corpo ai turbamenti delle passioni. (citato in Ralf Dahrendorf, Erasmiani, traduzione di M. Sampaolo, p. 79)
  • Il tempo basta a tutto, se lo si gestisce con la parsimonia necessaria. Per noi è breve la giornata di cui perdiamo la maggior parte. (da Per una libera educazione)
  • In ogni attività la passione toglie gran parte della difficoltà. (da Per una libera educazione)
  • Le donne corrono dietro agli stolti; fuggono i saggi come animali velenosi. (da Elogio della follia)
Leonis catulum ne alas. (da Adagia, 2.3.77)
  • Ma perché devo dire queste cose a te, che sei un avvocato tanto eccezionale che puoi difendere ottimamente anche cause non proprio ottime?
    Stammi bene eloquentissimo Moro, e difendi la tua Moria con tutto il tuo zelo. (dalla dedica dell' Elogio della Follia a Tommaso Moro)
  • Non scuola la diresti, ma sala di tortura: non vi si sente altro che lo schiocco delle sferze, lo strepito delle verghe, gemiti, singhiozzi e atroci minacce. Cos'altro possono impararvi i bambini, se non a odiare la cultura? Una volta che quest'odio ha messo radice nei teneri animi, anche da grandi detestano lo studio. (da Per una libera educazione)
  • La guerra è bellissima per coloro che non l'hanno mai vissuta. (citato in Call of Duty 4: Modern Warfare)

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  • E a forza di sterminare animali, s'era capito che anche sopprimere l'uomo non richiedeva un grande sforzo.
  • È l'intelletto superficiale che non presta all'antichità la dovuta reverenza.
  • I mali che non si avvertono sono i più pericolosi.
  • Il miglior modo di onorare i santi è di imitarli.
  • Il reciproco amore fra chi apprende e chi insegna è il primo e più importante gradino verso la conoscenza.
  • Il vestito è il corpo del corpo.
  • La fortuna ama le persone non troppo sensate.
  • La guerra piace soltanto a chi non l'ha mai vissuta.
  • La mente umana è fatta in modo tale che è molto più suscettibile alla menzogna che alla verità.
  • La vita umana nel suo insieme, non è che un gioco, il gioco della pazzia.
  • Le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia.
  • Non nutrire il cucciolo del leone.
  • Non si gode a possedere qualche cosa senza compagnia.
  • Quando l'oro parla, l'eloquenza è senza forza.

[modifica] Elogio della follia

[modifica] Incipit

[modifica] Originale

Utcunque de me vulgo mortales loquuntur, neque enim sum nescia, quam male audiat stulticia etiam apud stultissimos, tamen hanc esse, hanc, inquam, esse unam quae meo numine deos atque homines exhilaro, vel illud abunde magnum est argumentum quod, simulatque in hunc coetum frequentissimum dictura prodii, sic repente omnium vultus nova quadam atque insolita hilaritate enituerunt, sic subito frontem exporrexistis, sic laeto quodam et amabili applausistis risu, ut mihi profecto quotquot undique praesentes intucor, pariter deorum Homericorum nectare non sine nepenthe temulenti esse videamini, cum antehac tristes ac solliciti sederitis, perinde quasi nuper e Trophonii specu reversi.

[modifica] Eugenio Garin

Qualunque cosa dicano di me comunemente i mortali – non ignoro, infatti, quanto la Follia sia portata per bocca anche dai più folli – tuttavia, ecco qui la prova decisiva che io, io sola, dico, ho il dono di rallegrare gli dèi e gli uomini. Non appena mi sono presentata per parlare a questa affollatissima assemblea, di colpo tutti i volti si sono illuminati di non so quale insolita ilarità; d'improvviso le vostre fronti si sono spianate e mi avete applaudito con una risata così lieta e amichevole che tutti voi qui presenti, da qualunque parte mi volga, mi sembrate ebbri del nettare misto a nepente degli dèi d'Omero, mentre prima sedevate cupi e ansiosi come se foste tornati allora dall'antro di Trofonio.

[modifica] Gabriella D'Anna

Qualsiasi cosa siano soliti dire di me i mortali, e infatti non sono così sciocca da non sapere quanto si parli male della follia anche da parte dei più folli, tuttavia sono io, io sola, ve lo posso garantire, che ho il dono di riuscire a rallegrare gli dèi e gli uomini. Eccone la prova: non appena mi sono presentata a parlare dinanzi a questa numerosa assemblea, tutti i volti si sono improvvisamente illuminati di una certa nuova e insolita letizia; subito le vostre fronti si sono spianate, subito mi avete applaudito con una risata così lieta e amabile che mi sembra di trovarmi dinanzi a un consesso degli dèi di Omero, come loro tutti ubriachi di nettare e nepente, mentre prima ve ne stavate lì seduti tutti imbronciati e tristi, come se foste appena usciti dall'antro di Trofonio.

[modifica] Citazioni

  • Ci sono tante grammatiche quanti sono i grammatici, e anche di più.
  • Il cuore ha sempre ragione.
  • L'unico fatto certo è che senza il condimento della follia non può esistere piacere alcuno.
  • La maggior parte dell'umanità indulge alla Follia e quindi le cose peggiori incontrano sempre il massimo successo.
  • Ma che dolce delirio è il loro, allorché si fabbricano mondi senza fine, allorché misurano come con il pollice e con il filo, sole, luna, stelle, sfere.
  • Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell'uomo più passione che ragione perché fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un'eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della Follia.
  • Pochissimi dei matrimoni già stretti potrebbero durare se tutti i passi fuori strada delle mogli non restassero celati per la cecità o la stupidità dei mariti.
  • Quanti sono, infatti, coloro che accendono alla Vergine, madre di Dio, un candelotto, magari a mezzogiorno, quando proprio non ce n'è bisogno! D'altra parte, quanto pochi cercano d'imitarne la castità, la modestia, l'amore per il regno dei cieli!
  • Quanto più un uomo invecchia, tanto più si riavvicina alla fanciullezza, finché lascia questo mondo in tutto come un bambino al di là del tedio della vita e al di là del senso della morte.
  • Tanto è necessario che ciascuno si raccomandi da sé, magari con un po' di adulazione, prima di potersi raccomandare ad altri.
In tantum necesse est, ut sibi quoque quisque blandiatur et assentatincula quapiam sibi prius commendetur quam aliis possit esse commendatus. (2002, p. 56-57)
  • Tutta la vita umana non è se non una commedia, in cui ognuno recita con una maschera diversa, e continua nella parte, finché il gran direttore di scena gli fa lasciare il palcoscenico.

[modifica] Citazioni sul libro

  • L' Elogio della follia conserva un fascino di imperitura attualità. Lo si desume dall'analisi di Histoire de la Folie, dove Michel Foucault evidenzia il confine sfumato tra ragione e sragione in epoca di alta tecnologia, e altresì dalle invettive di Nietzsche contro lo smunto bibliotecario, lo stitico correttore di bozze, il pallido burocrate stipendiato, emblemi tutti del moderno «uomo alessandrino». (Paolo Miccoli)

[modifica] Citazioni su Erasmo da Rotterdam

  • Come umanista Erasmo si sente apparentato alla società dalla duttile forza della parola che ne saggia criticamente le valenze in termini di ironia, sarcasmo, gioco allusivo, bonarietà lungimirante, tolleranza magnanima, moralismo contenuto. (Paolo Miccoli)
  • Sotto la penna dell'insigne umanista olandese si fronteggiano al femminile Sapientia e Stultitia: la prima, per voler essere austera ad ogni costo, diventa stolta; la seconda, in quanto «forza vitale irrazionale e creatrice», si palesa veramente saggia alla resa dei conti. (Paolo Miccoli)
  • Uno dei maggiori uomini di cultura del Rinascimento, Erasmo da Rotterdam, fu portato dalla sua stessa humanitas a condannare la guerra come «assurdità cattiva, anticristiana, belluina, selvaggia», a disprezzare gli «stolti nomi» di inglesi, francesi, tedeschi e delle altre nazionalità perché il nome di Cristo ci ricongiunge tutti: «il mondo intero è una patria comune» egli scrisse, ma quel mondo non era altro che l'Europa del tempo ed ambiente di Erasmo, ancor sostanziata di sentimento cristiano, ma soprattutto affratellata da uno spirito umanistico di tolleranza e di comprensione. (Paolo Brezzi)

[modifica] Bibliografia

  • Erasmo da Rotterdam, Elogio della follia, traduzione di Eugenio Garin, Mondadori.
  • Erasmo da Rotterdam, Elogio della follia, introduzione di Paolo Miccoli, traduzione di Gabriella D'Anna, TEN, Roma 2002. ISBN 88-8289-712-5

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