Michel Eyquem de Montaigne
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Michel Eyquem de Montaigne (1533 – 1592), filosofo e scrittore francese.
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[modifica] Citazioni di Michel Eyquem de Montaigne
- Alcune sconfitte sono più trionfali delle vittorie. (citato in Anthony Clifford Grayling, Il significato delle cose, Il Sole 24 ore, Trento 2007)
- Credo che l'immaginazione umana non inventi fantasie così forsennate che non abbiamo riscontro in qualche pubblica consuetudine e perciò tali che non trovino giustificazione e fondamento nella nuova ragione. (citato nella prefazione a Gabriel Chevallier, Peccatori di provincia)
- È meglio una testa ben fatta che una testa ben piena. (citato in Edgar Morin, La testa ben fatta, traduzione di Susanna Lazzari, Raffaello Cortina, 2000, p. 15)
- Il parlar che io preferisco è quello semplice e schietto, sia che io scriva sia che io parli. (citato nella prefazione a Gabriel Chevallier, Peccatori di provincia)
- La vera libertà consiste nel sapersi dominare in tutte le cose. (citato in Selezione dal Reader's Digest, marzo 1985)
- Nelle nostre azioni abituali di mille non ce n'è una sola che riguardi noi stessi e la nostra condizione. (citato in Luca Goldoni, Vita da bestie, ed. BUR, 2001)
- Se paragono tutta la mia vita rimanente a questi quattro anni che egli mi ha regalato, essa non è altro che fumo, null'altro che una notte oscura e noiosa. Gli stessi piaceri che mi si offrono, invece di consolarmi, raddoppiano il rimpianto della sua perdita. (da De l'amitié)
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- Accetta di buon grado le cose nell'aspetto e nel gusto in cui ti si presentano, giorno per giorno; il rimanente è fuori della tua conoscenza.
- Bisogna sfregare il proprio cervello con quello degli altri per incoraggiare la riflessione.
- Bisognerebbe sempre avere gli stivali ai piedi e star pronti ad andare.
- C'è altrettanta differenza tra noi e noi stessi che tra noi e gli altri.
- Chi acquista la scienza, acquista travaglio e tormento.
- Ci sono sconfitte più gloriose che vittorie.
- Come il donare è qualità ambiziosa e di privilegio, così l'accettare è caratteristica di sottomissione.
- È come una gabbia: si vede che gli uccelli all'esterno cercano disperatamente di entrare, e che altrettanto disperatamente quelli all'interno cercano di uscire.
- Faccio dire ad altri quello che non so dire bene, talvolta per debolezza del mio linguaggio, talaltra per debolezza dei miei sensi.
- Fidarsi della bontà altrui è una prova non piccola della propria bontà.
- Gli uomini probi fanno del bene alla gente ponendosi come esempio da imitare, mentre io ne faccio proponendo me stesso come esempio da evitare.
- I medici sono fortunati: i loro successi brillano al sole e... la terra copre gli errori.
- Il continuo travaglio della vostra vita è costruire la casa della morte.
- Il piacere è qualità poco ambiziosa: esso si stima abbastanza ricco per sé stesso senza mescolarvi il prezzo della reputazione, e si preferisce all'ombra.
- Il saper vivere è il mio mestiere e la mia arte.
- Il valore della vita non risiede nel numero dei giorni, ma nell'uso che ne facciamo: un uomo può vivere a lungo, eppure vivere molto poco. La soddisfazione nella vita non dipende dal numero degli anni, ma dalla volontà.
- In nulla crediamo così fermamente quanto in ciò che meno conosciamo.
- Io trovo che gli spiriti elevati non sono affatto meno adatti alle cose basse quanto gli spiriti bassi non lo siano a quelle elevate.
- L'ambizione non è un vizio da gentucola.
- L'esempio è uno specchio lucente, universale e fatto in modo che tutte le forme vi si specchino.
- L'uomo che teme la sofferenza soffre già di ciò di cui ha paura.
- La calamità dell'uomo, è il creder di sapere.
- La cosa più importante al mondo è saper essere autosufficienti.
- La cosa più grande al mondo è sapere come appartenere a se stessi.
- La paura è la cosa di cui bisogna aver più paura.
- La povertà di beni può essere curata facilmente; quella di spirito, è incurabile.
- La nuora di Pitagora disse che una donna che va a letto con un uomo dovrebbe riporre la propria modestia assieme alla gonna, ed indossarla di nuovo con la sottoveste.
- La superstizione reca in sé qualche immagine della pusillanimità.
- La vita è un sogno: quando dormiamo, siamo svegli e quando siamo svegli, dormiamo.
- Lasciateci dare una possibilità alla natura, perché sa il fatto suo meglio di noi.
- Le donne tendono sempre a non essere d'accordo coi loro mariti.
- Le nature sanguinarie nei riguardi degli animali rivelano una naturale inclinazione alla crudeltà.
- Ma certo c'è bisogno di rimedi diversi dal sognare, una debole contesa dell'arte contro la natura.
- Mi considero un uomo comune, eccetto per il fatto che mi considero un uomo comune.
- Noi siamo il solo animale abbandonato nudo sulla terra nuda, legato, incatenato, senza aver nulla di cui armarsi e proteggersi se non le spoglie degli altri.
- Non c'è niente di inutile in natura; neppure la stessa inutilità; niente s'è intromesso in questo universo che non abbia posto adatto.
- Non è meno irritante guidare una famiglia che governare un intero stato.
- Non ho mai visto alcuna mostruosità e miracolo più evidente nel mondo di me stesso.
- Non potendo regolare gli avvenimenti, regolo me stesso, e mi adatto ad essi, se essi non si adattano a me.
- Non potrò mai dire abbastanza quanto io stimi la bellezza qualità possente e utile. Egli [Socrate] la chiamava una piccola tirannia, e Platone privilegio di natura.
- Non vergogniamoci di dire ciò che non ci vergogniamo di pensare.
- Ogni uomo mi riconosce nei miei libri, e i miei libri in me.
- Ogni uomo porta l'intera impronta della condizione umana.
- Parlando di sé si perde sempre qualcosa.
- Parlare è una cosa e fare è un'altra.
- Perché l'amavo? Perché era lei; perché ero io.
- Più di un uomo ha meravigliato il mondo, senza che sua moglie e il suo valletto abbiano mai visto in lui qualcosa di rimarchevole. Pochi uomini hanno goduto dell'ammirazione dei loro servitori.
- Pochi uomini sono stati ammirati dalla propria famiglia.
- Poiché non possiamo raggiungerla, vendichiamoci inveendole contro.
- Quando gioco con il mio gatto, chi può dire s'Egli non si diverte con me più di quanto io mi diverta con lui?
- Quante cose soltanto ieri ci servivano da articoli di fede, che oggi consideriamo soltanto favole?
- Scrivere non provoca tormento, ma nasce dal tormento.
- Se insisti a chiedermi il motivo per il quale lo amavo, non posso dirti altro che era perché lui era lui e io sono io.
- Si conosce ciò da cui si fugge, ma non quello che si cerca.
- Sono così assetato di libertà che mi sentirei a disagio anche se mi venisse vietato l'accesso ad un qualsiasi angolo sperduto dell'India.
- Un buon matrimonio sarebbe quello di una donna cieca con un uomo sordo.
- Un uomo deve essere un po' pazzo se non vuole essere ancora più stupido.
- Un uomo dotato di grande ingegno non ha perso niente se possiede se stesso.
- Vivi a lungo quanto vuoi, tanto non cancellerai nulla del tempo che dovrai spendere da morto.
- Vorrei che la morte mi accogliesse mentre sto piantando i miei cavoli.
[modifica] Saggi
- Anche sul trono più alto del mondo, si sta seduti sul proprio culo.
- Aristippo, quando gli fu ricordato l'affetto che doveva ai propri figli perché erano usciti da lui, si mise a sputare, dicendo che anche quello era pur sempre uscito da lui.
- Chi insegnerà agli uomini a morire, insegnerà loro a vivere. (I, XX)
- Dopotutto significa dare un bel peso alle proprie opinioni se per esse si fa cuocere vivo un uomo.
- Gli uomini sono portati a credere soprattutto ciò che meno capiscono.
- I doni della fortuna non si trovano mai uniti al merito.
- Il molto sapere porta l'occasione di più dubitare.
- Il mondo non è che una scuola di ricerca.
- Io penso che i nostri vizi più grandi prendano la loro piega fin dalla nostra più tenera infanzia.
- L'abitudine ci nasconde il vero aspetto delle cose.
- L'argomento del mio libro sono io. (Avviso al lettore)
- L'uomo è davvero insensato: non saprebbe fare un pidocchio e fabbrica dèi a dozzine.
- La gioia profonda ha più severità che gaiezza; l'appagamento estremo e completo, più calma che giocondità.
- La vecchiaia ci segna più rughe nello spirito che sulla faccia.
- Morrai non perché sei malato, ma perché vivi. Ciò ti attende anche da sano; guarendo sfuggirai non alla morte ma alla malattia.[1]
- Ma tu non muori di ciò che tu sei malato, muori di ciò che tu sei vivo.[1]
- Un lettore perspicace scopre spesso negli scritti altrui perfezioni diverse da quelle che l'autore vi ha poste e intraviste, e presta loro significati e aspetti più ricchi.
- Mi sono imposto di avere il coraggio di dire tutto quello che ho il coraggio di fare.
- Noi abbiamo, come unica pietra di paragone della verità e della ragione, sempre e solamente le opinioni e le usanze del paese in cui viviamo... chiamiamo barbarie tutto ciò che non rientra nei nostri costumi abituali.
- Non senza ragione si dice che chi non si sente abbastanza forte di memoria deve evitare di essere bugiardo.
- Ogni persona d'onore sceglie di perdere piuttosto il proprio onore che la propria coscienza.
- Ognuno chiama barbaro quello che non è nei suoi usi. [Nel proprio paese,] ivi è sempre la perfetta religione, il perfetto governo, l'uso perfetto e compiuto di ogni cosa. (1996, lib. I, cap. 31, p. 272; citato in Losurdo 2005, p. 44)
- Per i cristiani trovarsi di fronte a una cosa incredibile è una bella occasione per credere.
- Platone, nelle sue Leggi, espone tre specie di credenze oltraggiose a proposito degli dèi: che non ci siano affatto; che non si occupino delle nostre faccende; che non rifiutino niente ai nostri voti, alle nostre offerte e ai nostri sacrifici. Il primo errore, secondo lui, non è mai rimasto immutabile in un uomo dall'infanzia fino alla vecchiaia. Gli altri due possono essere durevoli. (da Delle preghiere)
- Quanto alla guerra, che è la più grande e pomposa delle azioni umane, mi piacerebbe sapere se vogliamo servircene come prova di qualche nostra prerogativa o, al contrario, come testimonianza della nostra debolezza e imperfezione.
- Trovo più comodo portare per tutta la vita una corazza, piuttosto che la verginità.
- Un uomo che teme di soffrire soffre già quello che teme.
[modifica] Citazioni su Michel Eyquem de Montaigne
- Che un tale uomo abbia scritto, ha accresciuto il nostro piacere di vivere su questa terra. (Friedrich Nietzsche)
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Michel de Montaigne, Saggi, a cura di Fausta Garavini, Mondadori, Milano 1970.
- Michel de Montaigne, Saggi, a cura di V. Enrico, Mondadori, Milano 1991.
- Michel de Montaigne, Saggi, a cura di Fausta Garavini, Adelphi, Milano 1996.
- Domenico Losurdo, Controstoria del liberalismo, Laterza, 2005.
- Gabriel Chevallier, Peccatori di provincia (Clochemerle), traduzione di Sestilio Montanelli, Longanesi & C., Milano.
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