Stefan Zweig

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Stefan Zweig

Stefan Zweig (1881 – 1942), scrittore austriaco.

  • I più commoventi fra questi individui erano per me – quasi m'avesse già sfiorato il presagio del mio futuro destino – gli uomini senza patria, o ancor peggio, quelli che in luogo di una patria ne avevano due o tre e non sapevano interiormente a quale appartenessero. (da Il mondo di ieri, capitolo Nel cuore dell'Europa)
  • Soltanto quegli ideali che non si sono logorati, o compromessi attuandosi, vivono in ogni generazione. Ad essi soltanto, non ancora adempiuti, è assicurato un costante ritorno.
  • Dickens narra con tale precisione, con tale minuziosità, da costringerci a seguire il suo sguardo ipnotizzante. Non aveva lo sguardo magico di Balzac [...], ma uno sguardo tutto terreno, uno sguardo da marinaio, da cacciatore, uno sguardo di falco per le piccole cose umane. – Ma sono le piccole cose – disse egli una volta – che formano il senso della vita. (Tre maestri: Balzac, Dickens, Dostoevskij, traduzione Berta Burgio Abrens, Sperling e Kupfer, Milano, 1938.)

Indice

[modifica] Incipit di alcune opere

[modifica] Il mondo di ieri

Se tento di trovare una formula comoda per definire quel tempo che precedette la prima guerra mondiale, il tempo in cui son cresciuto, credo di essere il più coinciso possibile dicendo: fu l'età d'oro della sicurezza. Nella nostra monarchia austriaca quasi millenaria tutto pareva duraturo e lo Stato medesimo appariva il garante supremo di tale continuità. I diritti da lui concessi ai cittadini erano garantiti dal parlamento, dalla rappresentanza del popolo liberamente eletta, e ogni dovere aveva i suoi precisi limiti. La nostra moneta, la corona austriaca, circolava in pezzi d'oro e garantiva così la sua stabilità. Ognuno sapeva quanto possedeva o quanto gli era dovuto, quel che era permesso e quel che era proibito: tutto aveva una sua norma, un peso e una misura precisi.

[modifica] L'agnello del povero

LE PERSONE
FRANÇOIS FOURÈS, tenente del Settimo Cacciatori – PAOLINA FOURÈS, moglie del tenente Fourès, soprannominata BELLILOTTE – BONAPARTE generale dell'esercito in Egitto – BERTHIER, suo aiutante – DUPUY, comandante la piazza del Cairo – LA SIGNORA DUPUY, sua moglie – DESCHAMPS ufficiale di fureria – FOUCHÈ, ministro di polizia sotto il Consolato – DESCAZES, avvocato a Parigi – Primo, secondo, terzo soldato – Un gendarme.
QUADRO PRIMO
(Cortile interno del palazzo Esbekieh al Cairo. Sullo sfondo la scala che porta al quartier generale dello Stato Maggiore e all'appartamento del generale Bonaparte. Verso il proscenio, accampati in disordine attorno ad una tavola, soldati della compagnia di guardia e l'ufficiale di fureria Deschamps. Crepuscolo, cielo tropicale di un azzurro opalino picchiettato dalla luce delle stelle.)
PRIMO SOLDATO (si è tolto gli stivali e li va scuotendo) – Sabbia, dappertutto la maledetta sabbia! Nella canna del fucile, nelle tasche, nel pane, a letto, sin dentro le budella, dappertutto quella maledizione di un sale giallo. Vorrei sapere come fanno ad ingrassare tanto le pulci in questo paese.
SECONDO SOLDATO – Perché noi poveri sciocchi veniamo a nutrirle del nostro buon sangue francese! Altrimenti resterebbero secche anche loro come le donne di questi fellah. Vorrei vederlo in faccia quella canaglia di ministro al quale è venuta la bella idea di mandarci quaggiù in una terra desolata, gialla come sterco! Lo possa cogliere la peste!
TERZO SOLDATO – Non nominarla invano! Ieri sedici e oggi ventiquattro all'ospedale con le macchioline verdi. E s'ingrossano a tremende bozze, più rapide che al nostro paese le ciliege.

[modifica] Bibliografia

  • Stefan Zweig, Il mondo di ieri, traduzione di Lavinia Mazzuchetti, Mondadori.
  • Stefan Zweig, L'agnello del povero, traduzione di Lavinia Mazzuchetti, da IL DRAMMA, Anno 25°, n. 151, 1952.

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