Fernanda Pivano
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Fernanda Pivano (1917 – vivente), giornalista, scrittrice, poetessa, traduttrice e critica musicale italiana.
- Se ho sbagliato perdonatemi: i sogni sono quasi sempre sbagliati, mi dicono. Eppure io non riesco a dimenticare la lezione forse più importante che mi ha dato il mio indimenticabile maestro Ernest Hemingway: "Ho fatto una pace separata". (da Ho fatto una pace separata, Dreams creek Production)
- [Addio ale armi] Pavese voleva che lo leggessi per farmi capire la differenza tra la letteratura inglese e quella americana. Gli altri libri che mi lasciò quella sera con questa intenzione furono l' Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, l' Autobiografia di Sherwood Anderson e i Fili d'erba di Walt Whitman. (citato in introduzione a Ernest Hemingway, Addio alle armi, Arnoldo Mondadori Editore, 1965)
- [Ernest Hemingway] Mi prese per mano, mi condusse alla sua tavola, mi fece sedere accanto a sé e mi disse in quel suo bisbiglio così difficile da capire finché non ci si era abituati:
«Raccontami dei Nazi».
Fu l'inizio di un'amicizia che non finì mai, perché la mia devozione continuò anche dopo la sua morte. (citato in introduzione a Ernest Hemingway, Addio alle armi, Arnoldo Mondadori Editore, 1965) - Si dice che Fabrizio sia il Dylan italiano, perché non dire che Dylan è il Fabrizio americano? (citata in Corriere della sera, 19 ottobre 2008)
Indice |
[modifica] La mia kasbah
[modifica] Incipit
Nella mia Kasbah, qui a Trastevere, venni a vivere quindici anni fa. Era un antichissimo palazzone diviso in due ali, ciascuna con un suo giardinetto e ciascuna suddivisa a sua volta in due ali. Ogni ala aveva una decina di appartamenti allineati, piccolini, non più di cento metri quadrati, tre stanze disposte su tre piani collegati da una scala a chiocciola che terminava su un terrazzino coi muri color ocra, quel rosato che ritorna su turri i vecchi muri romani sotto il sole del tramonto.
[modifica] Citazioni
- Un modello immaginato per una taglia piccola diventa ridicolo su una donna grassa. (p. 97)
- [...] è proprio impossibile varcare il muro della vita privata della gente. (p. 104)
- Qualunque ragazzina potrebbe darci lezioni di sesso e di comportamento sessuale. Noi siamo solo delle gran cretine. Non siamo al passo con i tempi. (p. 116)
- Quello che per me è verità, se a lei non sta bene, può essere bugia. Insomma, un'invenzione. (p. 116-117)
- Ricordai una lettera di Pavese a Gisella, dove diceva che quando si è innamorati si vuole vedere le fotografie dell'anima da bambina, si vuol sapere se piangeva o no, se dormiva o no, tutto. Ero innamorata io? Mi pareva proprio di sì. (p. 138-139)
- Se dobbiamo avere dei segreti, lascia che a me restino segreti almeno i pensieri. (p. 139)
[modifica] Bibliografia
- Fernanda Pivano, La mia kasbah, Rusconi, Milano, 1988.
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