Fernanda Pivano

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Fernanda Pivano

Fernanda Pivano (1917 – 2009), giornalista, scrittrice, poetessa, traduttrice e critica musicale italiana.

  • Se ho sbagliato perdonatemi: i sogni sono quasi sempre sbagliati, mi dicono. Eppure io non riesco a dimenticare la lezione forse più importante che mi ha dato il mio indimenticabile maestro Ernest Hemingway: "Ho fatto una pace separata". (da Ho fatto una pace separata, Dreams creek Production)
  • [Addio alle armi] Pavese voleva che lo leggessi per farmi capire la differenza tra la letteratura inglese e quella americana. Gli altri libri che mi lasciò quella sera con questa intenzione furono l' Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, l' Autobiografia di Sherwood Anderson e i Fili d'erba di Walt Whitman. (citato in introduzione a Ernest Hemingway, Addio alle armi, Arnoldo Mondadori Editore, 1965)
  • [Ernest Hemingway] Mi prese per mano, mi condusse alla sua tavola, mi fece sedere accanto a sé e mi disse in quel suo bisbiglio così difficile da capire finché non ci si era abituati:
    «Raccontami dei Nazi».
    Fu l'inizio di un'amicizia che non finì mai, perché la mia devozione continuò anche dopo la sua morte. (citato in introduzione a Ernest Hemingway, Addio alle armi, Arnoldo Mondadori Editore, 1965)
  • I giovani di oggi hanno bisogno di un blue print, che qualcuno dica loro cosa fare, perché oggi le situazioni politiche sono così drammatiche, le situazioni sociali sono così perverse che non sanno che cosa pensare, che cosa cosa fare. (dall'intervista rilasciata nel 1997 in occasione dell'ottantesimo compleanno, trasmessa da Radio Tre il 19 agosto 2009).
  • [Alla domanda: Cosa pensa di quei ragazzi che affollano i concerti e parlano a modo loro?] Mi guardano smarriti, aspettando il blue print, un modello di comportamento che io non posso dare. E ogni volta dico loro la stessa cosa: tocca a voi mostrare la strada dell'integrità e dell'onestà, sperando che gli adulti la seguano [...] Sono i giovani che devono riportare la realtà all'innocenza originaria. (da un'intervista rilasciata nel settembre 1998 e citata in Il Messaggero)
  • Si dice che Fabrizio sia il Dylan italiano, perché non dire che Dylan è il Fabrizio americano? (citata in Corriere della Sera, 19 ottobre 2008)
  • [Parlando della traduzione dell'Antologia di Spoon River] Era superproibito quel libro in italia. Parlava della pace, contro la guerra, contro il capitalismo, contro in generale tutta la carica del convenzionalismo. Era tutto quello che il governo non ci permetteva di pensare [...], e mi hanno messo in prigione e sono molto contenta di averlo fatto. (dalla trasmissione La Storia siamo noi, Raitre, 25 febbraio 2008)

Indice

[modifica] La mia kasbah

[modifica] Incipit

Nella mia Kasbah, qui a Trastevere, venni a vivere quindici anni fa. Era un antichissimo palazzone diviso in due ali, ciascuna con un suo giardinetto e ciascuna suddivisa a sua volta in due ali. Ogni ala aveva una decina di appartamenti allineati, piccolini, non più di cento metri quadrati, tre stanze disposte su tre piani collegati da una scala a chiocciola che terminava su un terrazzino coi muri color ocra, quel rosato che ritorna su turri i vecchi muri romani sotto il sole del tramonto.

[modifica] Citazioni

  • Un modello immaginato per una taglia piccola diventa ridicolo su una donna grassa. (p. 97)
  • [...] è proprio impossibile varcare il muro della vita privata della gente. (p. 104)
  • Qualunque ragazzina potrebbe darci lezioni di sesso e di comportamento sessuale. Noi siamo solo delle gran cretine. Non siamo al passo con i tempi. (p. 116)
  • Quello che per me è verità, se a lei non sta bene, può essere bugia. Insomma, un'invenzione. (p. 116-117)
  • Ricordai una lettera di Pavese a Gisella, dove diceva che quando si è innamorati si vuole vedere le fotografie dell'anima da bambina, si vuol sapere se piangeva o no, se dormiva o no, tutto. Ero innamorata io? Mi pareva proprio di sì. (p. 138-139)
  • Se dobbiamo avere dei segreti, lascia che a me restino segreti almeno i pensieri. (p. 139)

[modifica] Bibliografia

  • Fernanda Pivano, La mia kasbah, Rusconi, Milano, 1988.

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