Luciano De Crescenzo

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Luciano De Crescenzo

Luciano De Crescenzo (1928 – vivente), ingegnere, saggista e scrittore italiano.

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[modifica] Citazioni di Luciano De Crescenzo

  • Alcuni temono che la Felicità sia un bene molto lontano, quasi irraggiungibile, motivo per cui corrono a più non posso nella speranza di avvicinarla, senza mai rendersi conto che più corrono e più se ne allontanano. (da Il tempo e la felicità, Mondadori, 1998)
  • Con il tempo, anche il bello diventa meno bello, e il brutto meno brutto. Bellezza e bruttezza, infatti, sono caratteristiche dei primi approcci; in seguito tendono ad avvicinarsi. (da Panta Rei, Mondadori)
  • Dovendo fare un viaggio con qualcuno, preferirei mille volte la compagnia di un ateo che non quella di un religioso. Perfino il nostro Papa potrebbe crearmi dei problemi, se non altro per la conversazione. Sì, lo so: mi dicono che sia tanto una brava persona. Non può negare, però, di essere religioso. (da Il pressappoco, Oscar Mondadori, Milano, 2007, pag. 97)
  • L'Auditel rappresenta la stupidità media di una nazione e la tv, per andare al gusto delle masse abbassa il proprio gusto, fino a farlo coincidere con quello della maggioranza. (da Quotidiano nazionale, 26 agosto 2003, p. 37)
  • La lunghezza effettiva della vita è data dal numero di giorni diversi che un individuo riesce a vivere. Quelli uguali non contano. (da Panta Rei)
  • La ricchezza è una condizione relativa: è ricco chi guadagna di più di quanto spende e, viceversa, è povero chi ha esigenze superiori al reddito. (da Storia della filosofia greca. I presocratici)
  • Molti studiano come allungare la vita, quando invece bisognerebbe allargarla. (da Raffaele, Oscar Mondadori, Milano, 1978, pag. 45)[1]
  • Noi tutti prendiamo più sul serio ciò che costa che non quello che è gratuito. (da Storia della filosofia greca. I presocratici, Mondadori)
  • "Solo gli imbecilli non hanno dubbi"; "Ne sei sicuro?"; "Non ho alcun dubbio!" (da Il dubbio, Mondadori)

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  • A quanti vogliono sapere se io sono di centrodestra o centrosinistra rispondo: sono del centro storico.
  • Bisogna fare una distinzione: ci sono due tipi di felicità, quella degli epicurei e quella degli stoici. I primi cercano il carpe diem, di afferrare il momento ed essere felici nel presente; gli stoici credono invece che la felicità sia unicamente nella vita futura e, di conseguenza, sono felici quando, in questo mondo, soffrono. Pensiamo ai martiri cristiani e ai talebani, che muoiono come kamikaze per ritrovarsi in paradiso con 72 bellissime vergini. Dunque, per far felice un epicureo, portalo ad un banchetto, per far felice una bella ragazza, al letto; per far felice un talebano, ammazzalo.
  • I vecchi che posseggono il senso dell'umorismo hanno diritto al trenta percento di sconto sull'età.
  • L'ideologia predominante dei giovani è quella dello stare insieme agli altri giovani, o, che è lo stesso, dello stare lontano dai vecchi.
  • Lo studio non è lavoro ma la forma più gloriosa di gioco.

[modifica] Così parlò Bellavista

  • Di Berna si dice che sia grande il doppio del cimitero di Vienna ma che ci si diverta solo la metà.
  • Diciamo che oggi il settanta per cento dell'umanità si muore ancora di fame, [...] e che il trenta per cento fa la dieta.
  • Il potere non sazia, anzi è come una droga e richiede sempre dosi maggiori.
  • La parola esagerazione non esiste nel vocabolario dell'amore.
  • Masaniello, tra tutti i personaggi storici, comici, politici e artistici nati a Napoli, è quello che maggiormente incarnò lo spirito napoletano. E questo perché espresse le contraddizioni, l'istinto di amore, l'incapacità di esercitare il potere, la generosità e l'ignoranza del suo popolo. Masaniello è amore e disordine.

[Luciano De Crescenzo, Così parlò Bellavista, Arnoldo Mondadori, Milano, 1977.]

[modifica] I pensieri di Bellavista

  • Al Niente preferisco l'Inferno, se non altro per la conversazione.
  • Dopo morto i critici parleranno tutti bene di me. Peccato che non ci sia un Premio Strega alla memoria.
  • Due rette parallele s'incontrano solo all'infinito quando ormai non gliene frega più niente.
  • Il massimo della vanità è scrivere i propri pensieri, nascondere il quaderno e sperare che qualcuno lo trovi.
  • Il Medioevo è passato alla storia come il periodo dei secoli bui. Nessuno, però, mi ha spiegato chi era stato a spegnere la luce.
  • Io non sono te e tu non sei me. Però, tutti e due siamo noi.
  • La gioventù, la maturità e la vecchiaia sono tre periodi della vita che potremmo ribattezzare "rivoluzione, riflessione e televisione". Si comincia col voler cambiare il mondo e si finisce col cambiare i canali.
  • Nessuno è più infelice di un guardone in un campo di nudisti.
  • Siamo angeli con un'ala soltanto e possiamo volare solo restando abbracciati.[2]
  • Sono affetto dal Dubbio Positivo. Ho sostituito il verbo "credere" con il verbo "sperare".

[Luciano De Crescenzo, I pensieri di Bellavista, Mondadori]

[modifica] Oi dialogoi

  • Napoli e Milano. Sono due popoli diversi uniti dalla stessa televisione.
  • Qualsiasi ipotesi di beatitudine eterna, di reincarnazione, non ha per me alcun interesse se non è collegata in qualche modo con il passato. Quando non si ha memoria del già vissuto, che senso ha parlare di reincarnazione? A che serve sapere che in un'altra vita sono stato Giulio Cesare se di questa precedente esperienza non conservo alcun ricordo e insegnamento?
  • La morte esiste solo come evento che procura dolore ai superstiti soltanto. Lo diceva anche Epicuro: "Perché spaventarsi della morte: se ci sei vuol dire che non sei morto, se sei morto vuol dire che non ci sei!". Quindi una morte collettiva, totale, non può preoccupare [...]; è una morte senza funerali, senza lacrime.
  • L'animo umano ha bisogno di nutrirsi di speranza, così come lo stomaco ha bisogno di cibo. La vita invece spesso è amara e non concede scappatoie ai desideri dei mortali. Alcune verità sono senza alternative: tutti dobbiamo morire, chi è brutto non potrà mai diventare bello, chi è bello non potrà mai ritornare giovane e chi vive una vita opaca e senza entusiasmi sa che molto difficilmente riuscirà a cambiarla. E allora che fare? Non resta che rifugiarsi nel mistero, evadere nel trascendente. Ed ecco fiorire da ogni parte le favole, gli extraterrestri, gli oroscopi, le droghe e gli estremismi politici.
  • Adesso i delinquenti sembrano tanti solo perché è aumentata l'informazione. Una volta ce n'erano di più, ma nessuno ne sapeva niente. Pensate che fino a pochi anni fa tutti quelli che uscivano per strada erano costretti ad andare in giro con le spade.

[Luciano De Crescenzo, Oi dialogoi, Mondadori]

[modifica] Storia della filosofia greca. Da Socrate in poi

  • E quando dico "lavoro" non penso ad una fatica, ad un supplizio che uno deve sopportare dalla mattina alla sera per rendersi indipendente dal punto di vista economico, ma ad una opportunità che Dio ci ha offerto per dare più senso alla nostra esistenza. Ricordatevi quello che vi dico: una cosa è "fare" il tabaccaio, e una cosa è "essere" tabaccaio. (pag. 115)
  • I grandi profeti hanno sempre stabilito un nesso fra la Povertà e l'Amore. Il ricco del Vangelo, quello del cammello e della cruna dell'ago, è solo uno dei tanti esempi possibili. La ricchezza porta all'egoismo ed è abbastanza facile riscontrare come, nelle città più ricche ed evolute, siano diventati freddi e difficili i rapporti tra le persone.
  • «Napoli è una mazza, come quelle che si usano per suonare i gong. La mazza è sempre la stessa, ma il suono che ne esce è diverso perché sono diversi i piatti che rimbombano.» «E noi saremmo i piatti?» chiedo io. «In altre parole, non suoniamo ma siamo suonati.»
  • Quando hai paura di qualcosa, cerca di prenderne le misure e ti accorgerai che è poca cosa.
  • Salutame a Socrate.
  • Spesso fa più male la paura di morire che la morte.

[modifica] Note

  1. Riportato anche ne I pensieri di Bellavista e in Storia della filosofia greca. I presocratici.
  2. La frase è riportata anche in La distrazione, Mondadori, 2000; in tale romanzo è attribuita genericamente a "un poeta". Un simile concetto è espresso in una poesia di Antonio Bello, che fu cantata al termine del suo rito funebre, il 22 aprile 1993: "Noi siamo angeli con un'ala sola. Per volare, abbiamo bisogno di restare abbracciati al fratello, cui prestiamo la nostra ala e da cui prendiamo l'altra ala, necessaria per volare" (Aa.vv., Don Tonino vescovo secondo Concilio, La meridiana, 2004).

[modifica] Bibliografia

  • Luciano De Crescenzo, Storia della filosofia greca. Da Socrate in poi, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1986.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Film

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