Jean-Jacques Rousseau
Jean-Jacques Rousseau (1712 – 1778), filosofo, scrittore e musicista svizzero.
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Citazioni di Jean-Jacques Rousseau [modifica]
- Avrei voluto nascere sotto un governo democratico saggiamente temperato.[1]
- È contro le leggi di natura che pochi uomini rigurgitino del superfluo mentre le moltitudini affamate mancano del necessario.[2]
- È sufficiente non esser mai iniquo per essere sempre innocente?[3]
- Il denaro che si possiede è strumento di libertà; quello che si insegue è strumento di schiavitù.[4]
- Il primo uomo che, avendo recinto un terreno, ebbe l'idea di proclamare questo è mio, e trovò altri così ingenui da credergli, costui è stato il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quante guerre, quanti assassinii, quante miserie, quanti orrori avrebbe risparmiato al genere umano colui che, strappando i pali o colmando il fosso, avesse gridato ai suoi simili: «Guardatevi dall'ascoltare questo impostore; se dimenticherete che i frutti sono di tutti e che la terra non è di nessuno, sarete perduti!».[5]
- Nessuno, in alcuna lingua, ha scritto un romanzo che sia pari o almeno si avvicini a Clarissa.[6]
- Si è curiosi soltanto nella misura in cui si è istruiti.[7]
- Tutti, schiavi e vittime dell'amor proprio, non vivono per vivere, ma per far credere di aver vissuto.[8]
- Sono la forza e la libertà a fare gli uomini eccellenti. Debolezza e schiavitù hanno creato solo uomini malvagi.[9]
- Una delle prove che il gusto della carne non è naturale all'uomo è l'indifferenza che i fanciulli hanno per questa pietanza e la preferenza che danno a tutti i nutrimenti vegetali... Importa soprattutto non snaturare questo gusto primitivo e non rendere i fanciulli carnivori, e ciò non tanto per la loro salute quanto per il loro carattere, poiché, in qualunque modo se ne faccia l'esperienza, è certo che i grandi mangiatori di carne sono in generale più feroci e più crudeli degli altri uomini: questa osservazione è di tutti i luoghi e di tutti i tempi.[10]
- Rousseau: «Vi piacciono i gatti?».
Boswell: «No».
Rousseau: «Ne ero sicuro. È un segno del carattere. In questo avete l'istinto umano del dispotismo. Agli uomini non piacciono i gatti perché il gatto è libero e non si adatterà mai a essere schiavo. Non fa nulla su vostro ordine, come fanno altri animali».
Boswell: «Nemmeno una gallina, obbedisce agli ordini».
Rousseau: «Vi obbedirebbe, se sapeste farvi capire da essa. Un gatto vi capisce benissimo, ma non vi obbedisce».[11]
Emilio, o dell'educazione [modifica]
Libro primo [modifica]
Incipit [modifica]
Originale [modifica]
Tout est bien, sortant des mains de l'Auteur des choses; tout dégénere entre les mains de l'homme.
Paolo Massimi [modifica]
Tutto è bene, quando esce dalle mani dell'"Autore delle cose"; tutto degenera nelle mani dell'uomo.
Citazioni [modifica]
- Per parte mia, non so di che malattie ci guariscano i medici, ma so di certo che ce ne inoculano di assai funeste: la viltà, la pusillanimità, la credulità, il terrore della morte. Se guariscono il corpo, uccidono il coraggio.
- Si pensa solo a conservare il proprio bimbo; non basta: bisogna insegnargli a conservarsi da uomo, a sopportare i colpi della fortuna, a vivere, se occorre, fra i ghiacci dell'Islanda o sulla rupe ardente di Malta. Inutilmente prendete precauzione perché egli non muoia, dovrà pur morire, ed anche se la sua morte non sarà opera delle vostre cure, esse saranno ugualmente fraintese. Non si tratta tanto di impedirgli di morire, quanto di farlo vivere. Vivere non significa respirare, ma significa agire, significa far uso degli organi, dei sensi, delle facoltà, di tutte le parti di noi stessi che ci danno il sentimento dell'esistenza.
Libro Secondo [modifica]
Citazioni [modifica]
- Uomini, siate uomini, è il vostro primo dovere; siatelo verso tutte le condizioni, verso tutte le età, verso tutto ciò che non è estraneo all'uomo. Quale saggezza c'è per voi fuori dall'umanità?
- [...] la miseria non consiste nella privazione delle cose, ma nel bisogno di esse che si fa sentire. Il mondo reale ha i suoi limiti, il mondo immaginario è infinito; non potendo allargare l'uno, restringiamo l'altro, poiché tutte le pene che ci rendono veramente infelici nascono dalla sola loro differenza. Tolta la forza, la salute, la buona coscienza, tutti i beni della vita sono nell'opionione; tolti i dolori del corpo ed i rimorsi della coscienza, tutti i nostri mali sono immaginari.
- Il solo che fa la sua volontà è colui che non ha bisogno, per attuarla, di mettere le braccia di un altro all'estremità delle proprie: da ciò consegue che il primo di tutti i beni non è l'autorità, ma la libertà.
Libro Quarto [modifica]
- Chiunque arrossisce è già colpevole: la vera innocenza non ha vergogna di niente.
- Noi nasciamo, per così dire, due volte: l'una per esistere, l'altra per vivere; l'una per la specie, l'altra per il sesso.
Il contratto sociale [modifica]
Incipit [modifica]
L'uomo è nato libero e ovunque si trova in catene. Anche chi si crede il padrone degli altri non è meno schiavo di loro. Come si è prodotto questo cambiamento? Lo ignoro. Cosa può renderlo legittimo? Credo di poter risolvere tale problema.
Se non considerassi che la forza e l'effetto che ne deriva, direi: finché un Popolo è costretto a obbedire e obbedisce fa bene, appena può scuotere il giogo e lo scuote fa ancora meglio, giacché, recuperando la sua libertà per mezzo dello stesso diritto con cui gli è stata sottratta, o è autorizzato a riprendersela o nessuno lo era mai stato a togliergliela.[12] D'altra parte l'ordine sociale è un diritto sacro, che serve da base a tutti gli altri.
Citazioni [modifica]
- La più antica tra le società, e la sola naturale, è la famiglia. Tuttavia i figli restano legati al padre solo per il periodo in cui hanno bisogno di lui per mantenersi in vita. Appena questo bisogno cessa, il legame naturale si scioglie. Una volta i figli esentati dall'obbedienza che dovranno al padre, e il padre esentato dalle cure che doveva ai figli, tutti rientrano egualmente nell'indipendenza. Se continuano a restare uniti, ciò non accade più naturalmente, ma volontariamente; e la famiglia stessa si conserva soltanto per convenzione. (I, 2)
- Rinunciare alla propria libertà significa rinunciare alla propria qualifica di uomo, ai diritti dell'umanità e anche ai propri doveri. (I, 4)
- Se ci fosse un popolo di dei, si governerebbe democraticamente. Un governo così perfetto non è adatto agli uomini. (III, 4)
- Se anche Sparta e Roma sono perite, quale Stato può sperare di durare in eterno? (III, 11)
- I depositari del potere esecutivo non sono i padroni del popolo, bensì i suoi funzionari [...]; esso può nominarli o destituirli quando gli piaccia. (III, 18)
- In uno stato ben governato vi sono poche punizioni, non perché si facciano molte grazie, ma perché vi sono pochi criminali: quando lo stato è in decadenza il gran numero dei crimini ne assicura l'impunità. (II, 5)
- Da solo il popolo vuole sempre il bene, ma non sempre, da solo, lo vede. La volontà generale è sempre retta, ma il giudizio che la guida non è sempre illuminato. Bisogna presentarle gli oggetti talvolta quali sono e talvolta quai debbono sembrare; bisogna mostrarle la buona strada che essa cerca, difendendola dalla seduzione delle volontà particolari, avvicinando ai suoi occhi i luoghi e i tempi, bilanciando l'attrattiva dei vantaggi immediati e sensibili, col pericolo dei mali lontani e nascosti. I singoli vedono il bene che rigettano, la collettività vuole il bene che non vede. Tutti hanno ugualmente bisogno di una guida: bisogna costringere gli uni ad adeguare la loro volontà alla ragione; bisogna insegnare al popolo a conoscere ciò che vuole. Allora dai pubblici lumi deriva l'unione dell'intelletto e della volontà nel corpo sociale; da questo verrà l'esatta partecipazione delle parti e infine la maggior forza del tutto. Ecco donde sorge la necessità di un legislatore. (II, 6)
- Per scoprire le migliori regole di società, quali possono convenire alle nazioni, sarebbe necessaria un'intelligenza superiore che vedesse tutte le passioni senza provarne alcuna, che non avesse alcun rapporto con la nostra natura pur conoscendola a fondo, che avesse, indipendentemente da noi, una propria felicità e che tuttavia volesse occuparsi della nostra, infine che, nello svolgersi dei tempi, potesse lavorare in un secolo e godere in un altro, preparandosi una gloria lontana. Sarebbero necessari degli dèi per dare delle leggi agli uomini. (II, 7)
- Costituisce una previdenza quanto mai necessaria quella di essere consapevoli che non si può prevedere tutto. ()
La nuova Eloisa [modifica]
- Dimostrato che gli uomini e le donne non hanno, e non debbono avere, lo stesso carattere o lo stesso temperamento, ne consegue che non debbono ricevere la stessa educazione.[13]
- Ogni età e condizione di vita ha una sua propria perfezione e maturità.[13]
- Una natura ha bisogno di ali, un'altra di catene.[13]
Le confessioni [modifica]
Incipit [modifica]
Intus et in cute[14]
1. Mi accingo ad un'impresa che non ebbe mai esempio e la cui esecuzione non avrà imitatori. Voglio mostrare ai miei simili un uomo in tutta la verità della natura; e quest'uomo sarò io.
2. Io solo. Sento il mio cuore e conosco gli uomini. Non sono fatto come nessuno di quanti ho conosciuto; oso credere che non sono fatto come nessuno di quanti esistono. Se non valgo di più, almeno sono diverso. Si potrà giudicare se la natura abbia fatto bene o male a spezzare lo stampo nel quale mi ha foggiato soltanto dopo avermi letto.
Citazioni [modifica]
- Se voglio dipingere la primavera bisogna ch'io sia in inverno; se voglio descrivere un bel paesaggio bisogna ch'io sia tra quattro mura, e ho detto cento volte che se mai fossi messo alla Bastiglia, vi dipingerei il quadro della libertà. (p. 136)
- La mia immaginazione, che nella giovinezza andava sempre in avanti ed ora va ritoso, compensa con quei dolci ricordi la speranza che ho perduto per sempre. Non vedo più nulla nell'avvenire che mi tenti, solo i ritorni del passato possono lusingarmi, e quei ritorni così vivi e così veri nel periodo di cui parlo mi fanno spesso vivere felice nonostante le mie sventure. (p. 175)
- Nel regno dei ciechi i guerci son re; passai colà per un per un buon maestro, poiché ce n'erano solo di cattivi. (p. 147)
- Gli amori di viaggio non son fatti per durare. (p. 194)
- Quando mi trovavo a Motiers andavo a degli incontri mondani dai miei vicini portandomi in tasca sempre un bilboquet per giocarci per tutto il tempo per non parlare quando non avevo niente da dire. Se ognuno facesse altrettanto, gli uomini diventerebbero meno malvagi, i loro commerci diventerebbero più sicuri, e io penso, più agevoli. Infine, che qualcuno rida se vuole, ma io sostengo che la sola morale disponibile nei tempi odierni sia la morale del bilboquet. (libro V)
[Jean Jacques Rousseau, Le confessioni, traduzione di Valentina Valente, EDIPEM 1973.]
Citazioni su Le confessioni [modifica]
- Arrivando alla fine delle Confessioni di Rousseau, si ha la netta impressione di aver conosciuto un uomo alla ricerca di un abbraccio empatico oceanico, nonostante molti aspetti della sua vita fossero di tutt'altra natura. (Jeremy Rifkin)
Citazioni su Jean Jacques Rousseau [modifica]
- Il più grande moralista dei tempi moderni è stato senza dubbio Jean Jacques Rousseau, il conoscitore profondo del cuore umano, che attingeva la sua saggezza non nei libri ma nella vita, e che destinava la sua dottrina non alla cattedra, ma all'umanità. (Arthur Schopenhauer)
- La bianca, e silenziosa neve, che ricoprendo le orride rupi di Meillerie nel più rigido inverno, accresceva il pacifico riposo della solitudine, ed il languido lume della fredda Luna sul placido Lago di Ginevra, animarono la fervida penna di Gian Giacomo, ond'egli scrivendo vivamente dipinse le passioni, e rappresentando la natura ne superò le bellezze. (Domenico Cirillo)
- Nonostante i temi paradossali e stravanganti, l' Emilio fu la più notevole opera educativa scritta nel XVIII secolo: a giudicare dagli effetti che ebbe sul pensiero e sull'azione può anzi essere definita, la più importante che sia stata mai scritta sull'educazione. (William Boyd)
- Uno dei fondamentali principî della educazione naturale è espresso, in Rousseau, dalla richiesta di porre attenzione massima alla differenza di sesso sin dalle prime età. La natura dei due sessi è sostanzialmente diversa e ciò rende necessaria una corrispondente differenziazione nell'educazione. (William Boyd)
- Tra i seguaci entusiasti di Tissot incontriamo Rousseau e Kant, per i quali chi si masturba non è dissimile dal "suicida" che distrugge con una gesto la vita che il masturbatore sacrifica nel tempo. (Umberto Galimberti)
Note [modifica]
- ↑ Dalla dedica alla Repubblica di Ginevra del discorso Sull'origine e i fondamenti della disuguaglianza fra gli uomini, 1754; in Scritti politici, p. 120.
- ↑ Da Discorso sulla disuguaglianza.
- ↑ Da Le passeggiate del sognatore solitario.
- ↑ Da Les confessions.
- ↑ Da Discorso sulle origini della disuguaglianza fra gli uomini, 1754.
- ↑ Da Lettr à d'Alembert; citato in Ian Watt, Le origini del romanzo borghese (The Rise Of The Novel), traduzione di Luigi Del Grosso Destrieri, Bompiani, Milano, 1985.
- ↑ Da Emilio o Dell'Educazione.
- ↑ Da Jean-Jacques giudice di Rousseau.
- ↑ Da Le passeggiate del sognatore solitario.
- ↑ Da Emilio 1.II.
- ↑ Citato in James Boswell, Visita a Rosseau e a Voltaire, traduzione di Bruno Fonzi, Adelphi Edizioni, 1993, pp. 72-73.
- ↑ È accennata la critica alla forza come criterio di legittimazione dell'ordine politico, che sarà argomentata poi nel capitolo 3 di questo Libro I. Vedi anche DIscours sul l'inégalité, in O.C., III, p. 191: «il Despota è il Padrone solo finché è il più forte, e [...] appena si può cacciarlo, non è in condizione di reclamare nulla contro la violenza. La sommossa che finisce per strangolare o detronizzare un Sultano è un atto giuridico alla stessa stregua di quelli mediante i quali egli disponeva fino al giorno prima delle vite e dei beni dei suoi Sudditi».
- ↑ a b c Citato in William Boyd, Storia dell'educazione occidentale (The History of western education), a cura di Trieste Valdi, traduzione di Luciana Picone e Trieste Valdi, Armando Armando Editore, Roma 1966.
- ↑ «Dentro e sotto la pelle»: Aulo Persio Flacco, Satire, III, 30.
Bibliografia [modifica]
- Jean Jacques Rousseau, Emilio o dell'educazione, traduzione di Paolo Massimi, Armando Editore, 1989. ISBN 8871440536 (Anteprima su Google Libri)
- Jean Jacques Rousseau, Il contratto sociale, a cura di Roberto Gatti, RCS Quotidiani, 2010.
- Jean Jacques Rousseau, Le confessioni, traduzione di Valentina Valente, EDIPEM, 1973.
- Jean-Jacques Rousseau, Le passeggiate del sognatore solitario, traduzione di Beppe Sebaste, Feltrinelli, 1996.
- Jean Jacques Rousseau, Scritti politici, a cura di M. Garin, Laterza, Bari, 1994.
Altri progetti [modifica]
Wikisource contiene opere originali in lingua francese di Jean-Jacques Rousseau
Wikipedia contiene una voce riguardante Jean-Jacques Rousseau
Commons contiene immagini o altri file su Jean-Jacques Rousseau
Opere [modifica]
-
Le confessioni (1782-1789) -
Giulia o la nuova Eloisa (1761) -
Emilio o dell'educazione (1762) -
Il Contratto sociale (1762)