Vesuvio

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Vista aerea del Vesuvio

Citazioni sul Vesuvio.

Citazioni[modifica]

  • Al Vesuvio a dorso di cavallo. Vigneti sulle pendici. Arrampicata sulle ceneri. Aggrappato alla guida. Discussione. Il vecchio cratere di Pompei. Il cratere attuale è come una vecchia miniera abbandonata. L'uomo che brucia. Rosso e giallo. Tuoneggiante. Boati. Una lingua di fuoco. Sono sceso nel cratere. Liquirizia congelata. Son sceso giù in fretta. Crepuscolo. Cavalcata nel buio. (Herman Melville)
  • Bello è il veder, lungi dal giogo ardente, | Le liquefatte viscere dell'Etna, | Lanciati sassi al ciel. Altro fu svelto | Dal sempre acceso Stromboli; altro corse | Sul fianco del Vesevo onda rovente. (Lorenzo Mascheroni)
  • Cara sorella mia, oggi il Vesuvio fuma parecchio, accidenti a tutto spiano. (Mozart)
  • Davanti a me il Vesuvio. Adesso butta fiamme e fuma. Uno spettacolo straordinario! Figuratevi un enorme fuoco d'artificio che non s'arresta per un solo minuto. (Nikolaj Vasil'evič Gogol')
  • E tu pur desti agli empi sepoltura, | Terribile Vesevo, che la piena | Versi rugghiando di tua lava impura | Vicino ahi troppo alla regal Sirena. | Deh sul giardin d'Italia e di natura | I tuoi torrenti incenditori affrena; | Ti basti, ohimè! l'aver di Pompejano | I bei colli sepolto e d'Ercolano. (Vincenzo Monti)
  • Il 17 aprile 1717 con molta difficoltà giunsi sulla cima del Vesuvio. Da lì vidi una vasta cavità, piena di un fumo che mi impediva di vederne il fondo e la forma. Da questa voragine uscivano suoni straordinari, che sembravano provenire dalle viscere della montagna. Erano mormorii, singhiozzi, muggiti, scuotimenti, come onde in tempesta; e di tanto in tanto uno strepito simile a un tuono o a un cannone, accompagnato da un rumore di cocci infranti, come quello che fanno le tegole quando cadono dai tetti sulla strada. (George Berkeley)
  • Il cuore che batte, il respiro affannato, il tappeto di fiori che si straccia sotto i nostri passi, insetti che ci sfiorano ronzando – creano insieme un ritmo selvaggio, disperato, anapestico. Una forza della natura meridionale appena sopportabile, dolore giubilante del divenire. Tutto profumato e inghirlandato ma anche tutto pericoloso. (Felix Hartlaub)
  • Il Vesuvio, dopo i ghiacciai, è la più impressionante esibizione delle energie della natura che ho mai visto. Non ha la incommensurabile grandezza, la irresistibile magnificenza né, sopra tutto, la radiante bellezza dei ghiacciai; ma possiede tutta la loro caratteristica forza, tremenda e irresistibile. [...] La lava, come il ghiaccio, striscia continuamente con un suono crepitante come quello del fuoco che si spegne. (Percy Bysshe Shelley)
  • Nelle sue falde si fanno i vini più squisiti chiamati da' Napoletani Lagrima e Greco, e frutta le più delicate; e ciò si attribuisce alle ceneri che cadono dal Monte sul sottoposto terreno, le quali impregnate di solsi, e mischiate colle acque piovane rendono fertilissime le campagne, e più saporose l'erbe e le frutta. (Giuseppe Sigismondo)
  • Questo è il panorama del Vesuvio, | dal di dentro sei per noi più comprensibile | ed affine, solo, in questa affinità | si cela una minaccia –, e non per scherzo: | Batjuskov a poco a poco perse la ragione, | e non è forse qui che, un tempo, | Baratynskij fu deposto in una bara di cipresso? | Troppo rischiosa è la sorte di quelli – io no| – | che si presero troppa confidenza. (Maksim Amelin)
  • Qui su l'arida schiena | Del formidabil monte | Sterminator Vesevo. (Giacomo Leopardi)
  • Romba, romba il Vesuvio, proprio su noi, proprio su tutti: alto è l'incendio del cratere, oramai, nella sera che discende: si erge, spaventosa, innanzia noi, la duplice massa bruna e mostruosa delle due lave immota: ardono, esse, profondamente, le lave: e, intanto, una pazzia è nelle persone, popolani, contadini, signori, indigeni, napoletani, stranieri, come una tragica gazzarra è intorno a quel passaggio di tragedia, fra il pericolo appena scongiurato di ieri, fra il pericolo non scongiurato di questa notte, di domani! (Matilde Serao)
  • Rosso vapor n'uscia per l'aura fuora, | Come il Vesevo dall'ignito grembo | Spesso manda un vapor, che dell'aurera | Talor si perde nel rosato lembo : | Lucid'alme spedite ad ora ad ora | Vedeansi trasparir tra 'l roseo nembo | E galleggiando per lo ciel sereno | Salian quasi faville al sole in seno... . (Angelo Maria Ricci)
  • Santo Iddio, che figluolo addormentato che mi è toccato mettere al mondo. Fossi nata io maschio, non sarei stata certamente qui a guardare il Vesuvio... (Giovanni Comisso)
  • Vegliardo gigante sempre desto | rischiara il cielo col suo fiato ardente. (Ivan Vazon)
  • Vegna Vesevo, e i suoi dolor racontici. | Vedrem se le sue viti si lambruscano | e se son li suoi frutti amari e pontici. | Vedrem poi che di nubi ognor si offuscano | le spalle sue, con l'uno e l'altro vertice; | forse pur novi incendii in lui coruscano. (Jacopo Sannazaro)

Stendhal[modifica]

Alba sul Vesuvio
  • Occorrerebbero dieci pagine e il talento di Madame Radcliffe per descrivere la vista che si gode mentre si mangia la frittata preparata dall'eremita.
  • Sul cratere c'è un piccolo pan di zucchero, che getta delle pietre rosse ogni cinque minuti.

Giovanni Boccaccio[modifica]

  • Il Vesuvio è un monte della Campania, non congiunto ad altro monte, abbondante in ogni parte di vigne e frutteti. Dal lato di Scirocco giace ai suoi piedi Pompei, e, quasi di Scirocco, Sarno, e, più lontana Benevento. Dal lato di Grecale giace Capua e da quello di Maestrale vi è Napoli dei Calcidensi, detta Partenope. Da mezzo questo, vicino la cima, usciva, con grandissima paura dei contadini, tanto fumo da ricoprire tutta la regione.
  • Nella montagna esiste ancora una grande apertura, chiaro testimone dell'avvenuto incendio. Alle radici qi questa avvenne una battaglia famosa tra Romani e Latini, nella quale Publio Decio, console, per ottenere la vittoria si dedicò agli Dei profondi, e quindi morì. I contadini odierni chiamano frequentemente tutto questo monte la Somma.

William Hamilton[modifica]

  • Da tre giorni è ricomparso il fuoco alla cima del Vesuvio, e intorno alla montagna si sono sentiti dei terremoti. Vi son salito lo scorso sabato con mio nipote lord Greville. Abbiamo udito muggiti interni, fischi, colpi di pietre, e fummo obbligati ad allontanarci rapidamente dal cratere a causa delle pietre che lanciava.
  • Dal mese di novembre fino al 28 marzo 1766, giorno in cui iniziò l'eruzione, il fumo aumentò e fu accompagnato da ceneri che si diffusero e danneggiarono i vigneti. Pochi giorni prima dell'eruzione vidi il fenomeno descritto da Plinio il Giovane e che fu fatale al Naturalista: cioè il fumo nero prese la forma di pino. Il fumo, che da due dì sembrava nero durante il giorno, all'avvicinarsi dell'eruzione assumeva di notte l'aspetto di fiamma.
  • Durante un anno intero non ho notato alcuna variazione degna di nota nel Vesuvio. Ho solo osservato che il fumo era maggiore con il tempo cattivo che non con il buono; e ho spesso udito da Napoli le esplosioni interne del monte, quando il tempo era cattivo. Quando sono stato alla sommità del Vesuvio con il bel tempo ho trovato così poco fumo che mi era possibile vedere bene nel cratere, le cui pareti interne erano incrostate di sali e minerali di colori diversi, bianco, verde, giallo carico e giallo pallido.

Carlo Tito Dalbono[modifica]

  • Il sorgere del sole in sul Vesuvio è magico spettacolo, però le ascensioni soglionsi regolare secondo i tempi e le stagioni, per trovarsi presente a quel sorgere. Suol dirsi che Napoli abbia un gran nemico, il Vesuvio. Chi non ne ha? Altrove è un fiume, forse, altrove un lago, altrove l'aria pestilente. Nessuno di questi distruttori e consumatori dell'essere umano Napoli presenta. Contentiamoci dunque come un poeta diceva:
    ...dell'alto monte
    Che di fumo e di foco ha sero in fronte.
    anziché di qualche
    Fiumicello orgoglioso
    Ignobil figlio di non chiara fonte.
  • Il Vesuvio minaccia sempre nuove prede, e «dopo il pasto ha più fame che pria».

Hans Christian Andersen[modifica]

  • Il tempo era calmo e bellissimo: la lava splendeva contro il suolo buio come un'immensa costellazione, e la luna diffondeva più luce che al Nord il mezzogiorno in una giornata coperta d'autunno.
  • Raggiungemmo Napoli, proprio mentre il Vesuvio era in piena attività: la lava scendeva dal monte oscuro, tracciando radici di fuoco al pino di fumo. Andai a vedere l'eruzione con Hertz e qualche altro scandinavo: la strada sale tra i vigneti e oltrepassa edifici isolati. Ben presto la vegetazione diede luogo ad arboscelli non più grandi di giunchi, e il crepuscolo era una meraviglia per gli occhi.
  • Tra i monti viola dorme
    Napoli bianco vestita,
    Ischia sul mare fluttua
    Come nube purpurea;
    La neve tra i crepacci
    Sta come studio candido di cigni;
    Il nero Vesuvio leva il capo
    Cinto di rossi riccioli
    .

Renato Fucini[modifica]

  • Egli possiede il fascino della ferocia tranquilla, le attrattive della bellezza ruvidamente accoppiata alla modestia; è il gran delinquente dalle bellissime forme che tutti ammirano perché è feroce, che tutti amano perché è bello. L'Arcangelo Michele è un poliziotto volgare; Lucifero è un eroe.
  • Il fascino di questo abbrustolito Prometeo Vesuvio, che avviva con la sua anima di fuoco tutte le membra della bellissima sfinge posata voluttuosamente ai sui piedi, è qualche cosa di strano, qualche cosa di irresistibile.
  • Il Vesuvio è il cuore, è l'anima, è il sunto di tutti gli splendori del Golfo; è il rubino gigantesco che sta come il fermaglio in questa collana di perle composta dal cielo, forse per adornare il seno di Venere, e smarrita fra le alghe del Genio della spensieratezza.
  • L'aspetto del Vesuvio, quella notte, era troppo solenne. La insolita vivacità che lo animava presentava ai nostri sguardi uno di questi grandi spettacoli della natura, davanti ai quali ci sentiamo forzati a contemplare attoniti e silenziosi.
  • Non v'è sguardo umano, io credo, in questa regione che la sera si chiuda senza aver guardato la cima della montagna Vesuvio. Il marinaio la guarda prima di sbrogliare la vela della navicella per leggere nel suo pennacchio la direzione del vento.
  • Scendete alla riva di Santa Lucia, o a Mergellina; salite alla rocca di Sant'Elmo, al Vomero, a Posillipo, a Capodimonte, od in qualunque altro luogo donde si scorga la sua mole fantastica, e contemplate.
  • Togliete a Napoli il Vesuvio, e la voce incantata della sirena avrà perduto per voi le più dolci armonie.

Maurizio Fraissinet[modifica]

  • È il vulcano con la più alta concentrazione di crimini ambientali, potendo vantare per il recente passato il triste primato di discariche abusive e non, con il deposito di materiali anche tossici, di abusivismo edilizio, di incendi boschivi, di cave abusive e di un controllo del territorio da parte di organizzazioni malavitose.
  • Il primo vulcano al mondo in cui è stata descritta la flora e o rapporti tra questa e le attività eruttive è, neanche a dirlo, il Vesuvio.
  • Il Vesuvio è anche il vulcano più ricco di storia e di cultura. Non c'è solo la storia delle eruzioni, la storia delle scoperte scientifiche della cultura vulcanologica e naturalistica, c'è anche quella dei grandi viaggiatori europei, attratti dall'unica montagna vulcanica continentale attiva d'Europa.
  • Il Vesuvio è indubbiamente il vulcano più famoso del mondo; quello, cioè, che viene alla mente dell'immaginario collettivo quando si parla di vulcani; nel bene e nel male.
  • Il Vesuvio rappresenta quindi il primo vulcano della storia di cui è stata descritta scientificamente un'attività eruttiva. È anche il vulcano che ha provocato la formazione di una delle aree archeologiche più importanti e più visitate del pianeta, facendo tutt'ora da scenario imponente, maestoso e minaccioso a chi si reca in visita agli scavi di Pompei, Ercolano e Oplonti.
  • La sagoma del Somma e del Gran Cono rappresentano uno degli elementi scenici determinanti nella bellezza e nella fama planetaria del panorama del Golfo di Napoli, ed è sicuramente anche grazie al vulcano, sia esso quiescente come in questo periodo, o ritratto in qualcuna delle sue spettacolari eruzioni del passato, che quello partenopeo è il golfo più famoso del mondo.
  • Quello del Somma-Vesuvio è il più piccolo Parco nazionale d'Italia, ma certamente uno dei più ricchi di natura, storia, arte, cultura, problemi sociali, turismo e di tutto quanto è stato detto e scritto finora del vulcano.
  • Volendo restare in campo poetico non si può non ricordare lo sterminator Vesevo citato in Leopardi che è poi morto sulle falde del vulcano, legando la sua fama anche a quella del Vesevo.

Curzio Malaparte[modifica]

  • Il Vesuvio gridava orribilmente nelle tenebre rosse di quella spaventosa notte, e un pianto disperato si levava dall'infelice città.
  • Il Vesuvio urlava nella notte, sputando sangue e fuoco. Dal giorno che vide l'ultima rovina di Ercolano e di Pompei, sepolte vive nella tomba di cenere e di lapilli, non s'era mai udita in cielo una così orrenda voce. Un gigantesco albero di fuoco sorgeva altissimo fuor dalla bocca del vulcano: era un'immensa, meravigliosa colonna di fumo e di fiamme, che affondava nel firmamento fino a toccare i pallidi astri.
  • Lungo i fianghi del Vesuvio, fiumi di lava scendevano verso i villaggi sparsi nel verde dei vigneti. Il bagliore sanguigno della lava incandescente era così vivo, che per un immenso spazio intorno i monti e la pianura n'erano percorsi con incredibile violenza.

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