Antonio Ghirelli

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Antonio Ghirelli nel 2008

Antonio Ghirelli (1922 – 2012), giornalista e scrittore italiano.

Aspettando la rivoluzione[modifica]

Incipit[modifica]

La storia della sinistra moderna, una storia nobile e tempestosa, ricca di contrasti, di scissioni e anche di personaggi ed episodi poco edificanti, comincia in Europa e quindi in Italia dopo il fallimento delle rivoluzioni esplose nel 1848. Quell'esito improvviso e deludente diffonde tra non pochi oppositori dell'ordine costituito l'amara sensazione che il riformismo, la speranza di guadagnare spazi di indipendenza e di libertà nell'ambito di una revisione costituzionale delle strutture sociopolitiche, siano del tutto illusori.

Citazioni[modifica]

  • Lo stato pietoso degli alloggi nelle grandi città italiane provocò nel solo periodo tra il 1884 e il 1887 epidemie di colera che sterminarono 55 mila sventurati. Pochi anni prima, su 3600 minatori delle zolfare siciliane soltanto 203 erano stati riconosciuti abili al servizio militare. E, come si diceva, la situazione nelle campagne era addirittura catastrofica. Purtroppo il solo rimedio che i governi di allora opposero alla desolazione dei poveri fu l'emigrazione. (Capitolo V, Il modello tedesco, p. 37)
  • Al di là delle pesanti, decisive responsabilità della sinistra nell'avvento del fascismo non si possono ignorare gli altri fattori che hanno contribuito a trasformare la marcia su Roma in una gita turistica [...] anche i politici di parte liberale, da Orlando a Facta, non hanno avuto la statura, l'energia, i programmi indispensabili per salvare le istituzioni democratiche [...] Al dunque, liberali e cattolici (liquidata dal Vaticano la segreteria di Sturzo nel Partito popolare) preferiranno fiancheggiare o tollerare Mussolini anziché far causa comune con i socialisti contro la minaccia della dittatura. (Capitolo XIV, La farneticazione rivoluzionaria, p. 134)
  • La fondazione del Partito comunista d'Italia arriva al culmine di un drammatico dopoguerra nel quale il sistema Italia è andato in pezzi. Le istituzioni del regno sabaudo, le forze politiche parlamentari, i gruppi sociali dominanti in campo industriale e finanziario non riescono ad assorbire le grandi trasformazioni sociali determinate dal consolidamento del capitalismo interno, dal crollo degli imperi centrali e dal trionfo della Rivoluzione d'ottobre. (Capitolo XV, Livorno, funesta scissione, p. 143)
  • [...] l'incapacità [del Partito comunista italiano] di fare i conti con le ragioni di fondo che hanno determinato il fallimento dell'esperienza russa e che indurranno i comunisti cinesi alla più drastica revisione ideologica, produrrà due conseguenze fatali per il destino della nostra sinistra: l'isolamento dei socialisti nel faticoso negoziato dal 1955 al 1990 che caratterizzerà l'alleanza con la Democrazia cristiana e il graduale declino dello stesso Pci, fino all'inglorioso alibi del Partito democratico di sinistra e al successivo malcerto approdo nel cosiddetto Partito democratico, con una miriade di micropartiti comunisti a fargli concorrenza. (Capitolo XXII, Una svolta epocale, pp. 225-26)

Explicit[modifica]

[...] in una prospettiva più ampia, ad annientare la sinistra italiana è stata prima la smarrita diaspora dei compagni di Craxi dopo l'inchiesta di Mani pulite, poi il cieco, sprezzante rifiuto dei compagni di Occhetto, di D'Alema e dello stesso Veltroni di riconoscersi, dopo la catastrofe del modello sovietico, nel socialismo democratico.

Bibliografia[modifica]

  • Antonio Ghirelli, Aspettando la rivoluzione. Cento anni di sinistra italiana, Oscar storia, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 2008. ISBN 978-88-04-57994-6.

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