Hans Urs von Balthasar

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Hans Urs von Balthasar (1905 – 1988), gesuita, teologo e cardinale svizzero.

Indice

[modifica] Citazioni di Hans Urs von Balthasar

  • L'Autore ha il dono di presentare questioni scottanti della fede cristiana con grande chiarezza e allo stesso tempo con decisione, per specialisti come per profani. (dalla prefazione a Christoph Schönborn, L'unità nella fede, traduzione di E. Babini, Edizioni Studio Domenicano, 2007)
  • L'opera di Adrienne von Speyr è basata su alcuni presupposti. Essi sono essenzialmente i seguenti: 1) l'autore dell'Apocalisse è il discepolo prediletto Giovanni, che l'ha scritta come sua ultima opera dopo il Vangelo e le lettere; 2) le sue affermazioni vanno prese sul serio. Egli ha realmente visto quel che dice d'aver contemplato, e l'ha visto precisamente nel modo in cui lo riferisce: perciò non ha finto né il fatto del rapimento, perché una cosa del genere fa parte del modo di esprimersi del genere letterario apocalittico, né ha fatto ricorso a forme e immagini letterarie esistenti, magari per esprimere un'estasi effettiva; la sua opera è originaria ed autonoma. Essa, qualora qui si possa seriamente parlare di un genere letterario, costituisce al riguardo l'analogatum princeps; se l'Apocalisse conclude la serie delle visioni e predizioni bibliche genuine, allora queste (soprattutto in Ezechiele e Daniele) nell'economia salvifica divina erano orientate alla "rivelazione" conclusiva "di Gesù Cristo concessagli da Dio". Erano predizioni preparatorie e parziali di quanto Dio volle ora rivelare per mezzo di Cristo ai suoi servi nella Chiesa e che manifestò "inviando il suo angelo al suo servo Giovanni" (Ap 1,1). (dalll'introduzione a Adrienne Von Speyr, L'Apocalisse, Jaca Book, 1983)

[modifica] Il chicco di grano

  • Il volto di Dio è come una faccia che emerge dall'oscurità.
  • Come un cieco avverte il sole senza vederlo, così l'anima Dio.
  • L'oscurità della materia è come la profondità del mare che noi attraversiamo come pesci luminosi.
  • Tutte le cose si possono considerare in modo duplice: come fatto e come mistero.
  • Da che cosa si riconosce che Dio odia il peccato? Dal fatto che Cristo ama i peccatori.
  • La morte è soprattutto povertà, ma anche obbedienza e castità.
  • Secondo la parola di Paolo è la donna la gloria dell'uomo.
  • Meglio un amore traviato che nessun amore.
  • Solamente quando non ci sarà più nient'altro da donare che amore, questo amore sarà giunto alla piena maturazione.

[Hans Urs von Balthasar, Il chicco di grano, traduzione di Guido Sommavilla, Jaca Book.]

[modifica] Maria. Icona della Chiesa

  • Anche se le singole scene riferite a Maria sono sparse qua e là nei vangeli, esse tuttavia [...] formano una rete di rapporti i cui singoli momenti si illuminano, si moltiplicano e si approfondiscono a vicenda indefinitamente, come in una sala degli specchi.
  • Dietro a colui che si confessa come può, c'è sempre il prototipo della Chiesa, nella sua trasparenza totale dinanzi a Dio.
  • Dio nella sua sovrana libertà non disdegna di sottoporsi all'uomo nella misura che lo ha fatto libero.
  • Se santità ed immacolatezza di Maria sono in totale dipendenza dalla grazia di Dio e di Cristo, non ci si deve lasciar sfuggire [...] quanto il figlio abbia voluto dipendere da sua madre, quanto di se stesso abbia voluto doverlo a lei.

[Hans Urs von Balthasar, Maria. Icona della Chiesa, Angelo Colacrai, Carlo Danna, Luigi Frattini, San Paolo, 1998]

[modifica] Meditare da cristiani

  • Chi vuole udire qualcosa deve prepararsi con il silenzio alla capacità di udire.
  • Ciò che nella meditazione è vissuto come aridità e perfino come notte oscura può essere contemporaneamente nel nascondimento e nella verità chiarissimo splendore dell'amore.
  • La Mater Dolorosa non patisce invero le sofferenze fisiche del figlio inchiodato in croce, ma soffre più profondamente in ciò che gli procura l'insopportabile dolore dell'abbandono di Dio.
  • La meditazione cristiana può essere nel suo nucleo solo contemplazione amorosa, riflessiva e obbediente di questo uomo che è l'autoaffermazione di Dio.
  • Non abbiamo bisogno di aprirci dapprima un varco verso Dio con le nostre forze: «la nostra vita» è già da sempre «nascosta con Cristo in Dio»
  • Non siamo noi che estorciamo con tecniche apprendibili la conoscenza dell'Assoluto: Dio si rivela liberamente da se stesso nel suo Figlio, ci dona una parola che sazia l'anima affamata.

[Hans Urs von Balthasar, Meditare da cristiani, traduzione di C. De Filippi C, Queriniana, 1986]

[modifica] Nella preghiera di Dio

[modifica] Incipit

I cristiani sono in gran parte convinti che la preghiera è qualcosa di più di un semplice dovere, esteriormente compiuto, in cui si dicono a Dio certe cose che Dio in fondo già sa; qualcosa di più di un semplice omaggio o di riverenza quotidiana verso l'Altissimo Sovrano che ogni mattina ed ogni sera riceve l'atto di sottomissione dei suoi servitori.

[modifica] Citazioni

  • Con Dio non si fa conversazione.
  • Forse allunghiamo per un attimo la mano verso un libro di meditazione che ci faccia la meditazione che dovremmo fare noi. È come vedere un altro che mangia, m noi non ci si sazia.
  • Io sono così come Dio mi giudica.
  • La parola di Dio è l'invito che Egli a noi rivolge ad essere insieme con lui nella verità. È il tappeto che si srotola fino a noi e su cui possiamo camminare fino al trono del Padre.
  • La contemplazione dei peccati in faccia alla croce è dialettica: mentre guardo il mio Redentore, comprendo finalmente che cosa davvero ho fatto.
  • La grazia che il Padre ci dà ha forma cristica: ci assimila al Figlio senza violentarci come uomini, perché il Figlio lui stesso è diventato uomo.
  • La preghiera è un dialogo che la parola di Dio conduce e dove noi non possiamo essere che gli ascoltatori.
  • La Scrittura non è un sistema di verità, ma è un resoconto dell'incontro di Dio con gli uomini.
  • La fede è due cose: un atto ed il suo contenuto ed oggetto: un ritenere per vero e un ritenuto per vero.
  • La morte [di Cristo] non è una negazione della creatura in vista di Dio, bensì un no divino a tutto ciò che nel mondo non è divinamente voluto e plasmato.
  • La nostra inquietudine psicologica e morale non è in grado di vincere la pace più grande che ci viene donata nella grazia.
  • La Scrittura appunto non è un sistema di verità, ma è un resoconto dell'incontro di Dio con gli uomini.
  • Lo Spirito Santo è sempre ed incontrovertibilmente uno Spirito ecclesiologico: Spirito dell'unità nella massima ricchezza.
  • L'uomo è quell'essere che è stato creato per essere uditore della parola e che si innalza alla sua propria dignità con la risposta ad essa.
  • Maria è l'immagine prima della Chiesa perché ella è primariamente e radicalmente entrambe le cose.
  • Noi dobbiamo rinunciare a ciò che è nostro perché esso ferma lo spazio che la parola di Dio pretende in noi.
  • Noi pensiamo che la parola di Dio ha cessato ormai da tanto tempo di echeggiare sulla terra da essere quasi logora; una parola nuova dovrebbe essere in arrivo, ne avremmo il diritto. E non badiamo che siamo noi, noi soli, i logori, gli alienati mentre la Parola è viva e sorgiva come prima e a noi vicina come sempre.
  • Non esiste un altro punto di partenza per l'imitazione di Cristo fuori della risurrezione.
  • Non si può percepire nessuna singola parola senza ascoltare il Figlio che è la Parola.
  • Quanto più un essere umano impara veramente a pregare, tanto più profondamente capisce che tutto il suo balbettare con Dio non è che una risposta al discorso che Dio gli fa e che perciò vale anche l'altra cosa: che tra Dio e l'uomo ci si può intendere solo nella lingua di Dio.

[Hans Urs von Balthasar, Nella preghiera di Dio, traduzione di Guido Sommavilla, Benedettine di Santa Maria di Rosano, Benedetto Testa, Jaca Book, Milano, 1997.]

[modifica] Sorelle nello Spirito

  • Appena la volontà creata volesse rendersi autonoma accanto ed al di fuori di quella divina, dovrebbe attingere da se stessa la forza dell'attuazione e si condannerebbe perciò al fallimento.
  • Chi non impone mai la propria volontà a Dio, può essere sicuro di compiere sempre la sua volontà.
  • Ciò che del santo è perfetto è innanzitutto la sua missione. In un secondo momento anche lui può essere chiamato perfetto, se realizza tale missione nella misura consentita da tutte le sue forze sorrette dalla grazia.
  • Come può un bambino essere educato alla preghiera, a saper cogliere la presenza dell'Invisibile, se non attraverso il sacramento dell'amore visibile e sensibile?
  • [I santi] sono appesi in croce tra l'aldiqua e l'aldilà; esiliati dalla terra e non ancora accolti in cielo; da questa loro posizione, come da un pulpito, predicano con tutta la propria vita, il cielo sulla terra.
  • L'abbandono è l'atteggiamento con cui l'uomo accetta di essere fatto, è dunque un'azione quanto mai intensa, che sfocia nella vera azione di Dio, è rinuncia alle proprie forze per affidarsi interamente a Dio.
  • La santità è qualcosa di essenzialmente sociale e perciò sottratto all'arbitrio del singolo. Su ogni cristiano Dio ha un'idea particolare e assegna ad ognuno un posto preciso nella comunità ecclesiale.
  • L'inizio è là dove si arriva.
  • Nella contemplazione vera e propria la parola di Dio deve risuonare così come è, e non come io desidererei sentirla o come immagino che sia per me. La vera contemplazione è scuola di spersonalizzazione; qui l'anima allarga se stessa in Dio e nella Chiesa, nella Scrittura e nella tradizione.
  • Nella preghiera e nella sofferenza, è la fonte di ogni attività ecclesiale; di conseguenza avviare ed incrementare l'azione cattolica significa prima di tutto incrementare ed estendere nella chiesa i centri di contemplazione.
  • Nel totale compimento della volontà di Dio tutta la responsabilità cade su di Lui.
  • Non è lo sforzo, anche massimo, dello strumento che garantisce il successo, ma la perfetta disponibilità a fare il minimo di propria iniziativa, per affidare tutte le proprie possibilità a Colui che guida lo strumento.
  • Non è possibile essere teologi senza essere santi.
  • Per ogni missione speciale c'è, nella Bibbia una parola speciale che trova in tale missione la sua autentica spiegazione.
  • Una santità che cercasse se stessa, che cioè pretendesse se stessa come meta ultima, sarebbe una contraddizione in termini.

[Hans Urs von Balthasar, Sorelle nello Spirito. Teresa di Lisieux. Elisabetta di Digione, traduzione di Giorgio Mion, Jaca Book, Milano, 1974.]

[modifica] Tu coroni l'anno con la tua Grazia

  • È ormai una moda mettere in dubbio la fondazione della Chiesa da parte di Cristo.
  • Il cristiano si differenzia dagli altri uomini per il fatto che per lui il rapporto tra essere e dover essere si è rovesciato.
  • Noi siamo pieni di pretese, e perciò cronicamente insoddisfatti.
  • Non c'era bisogno, per il suo sviluppo [della Chiesa], di solenni atti di fondazione e dettagliate istruzioni preliminari di Gesù.
  • Siamo uomini e per giunta moderni, cioè dissennatamente sovraccarichi di cose senza senso.
  • Solo se tutti i singoli sapranno relativizzare i loro egoismi può avanzare la pace nel mondo, quella pace che nella notte di Natale gli angeli hanno cantato come il dono più grande del Cielo.
  • Un cristiano deve sempre, che egli vegli o dorma, che preghi o che lavori, che taccia o che parli, stare a disposizione, poiché egli già da sempre è stato posto a disposizione.

[Hans Urs von Balthasar, Tu coroni l'anno con la tua Grazia, traduzione di Ellero Babini, Jaca Book, Milano, 1990.]

[modifica] Citazioni su Hans Urs von Balthasar

  • Ritengo che la sua riflessione teologica mantenga intatta fino ad oggi una profonda attualità e provochi ancora molti ad addentrarsi sempre più nella profondità del mistero della fede, tenuti per mano da una guida così autorevole. (Papa Benedetto XVI)

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