Hans Urs von Balthasar

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Hans Urs von Balthasar (1905 – 1988), gesuita, teologo e cardinale svizzero.

Indice

[modifica] Citazioni di Hans Urs von Balthasar

veduta di Lucerna, città natale di von Balthasar
  • L'Autore ha il dono di presentare questioni scottanti della fede cristiana con grande chiarezza e allo stesso tempo con decisione, per specialisti come per profani. (dalla prefazione a Christoph Schönborn, L'unità nella fede, traduzione di E. Babini, Edizioni Studio Domenicano, 2007)
  • L'opera di Adrienne von Speyr è basata su alcuni presupposti. Essi sono essenzialmente i seguenti: 1) l'autore dell'Apocalisse è il discepolo prediletto Giovanni, che l'ha scritta come sua ultima opera dopo il Vangelo e le lettere; 2) le sue affermazioni vanno prese sul serio. Egli ha realmente visto quel che dice d'aver contemplato, e l'ha visto precisamente nel modo in cui lo riferisce: perciò non ha finto né il fatto del rapimento, perché una cosa del genere fa parte del modo di esprimersi del genere letterario apocalittico, né ha fatto ricorso a forme e immagini letterarie esistenti, magari per esprimere un'estasi effettiva; la sua opera è originaria ed autonoma. Essa, qualora qui si possa seriamente parlare di un genere letterario, costituisce al riguardo l'analogatum princeps; se l'Apocalisse conclude la serie delle visioni e predizioni bibliche genuine, allora queste (soprattutto in Ezechiele e Daniele) nell'economia salvifica divina erano orientate alla "rivelazione" conclusiva "di Gesù Cristo concessagli da Dio". Erano predizioni preparatorie e parziali di quanto Dio volle ora rivelare per mezzo di Cristo ai suoi servi nella Chiesa e che manifestò "inviando il suo angelo al suo servo Giovanni" (Ap 1,1). (dall'introduzione a Adrienne von Speyr, L'Apocalisse, Jaca Book, 1983)

[modifica] Chi è il cristiano?

[modifica] Incipit

I giovani pongono domande. Chi sa dare la risposta? Prima di domandare i giovani si guardano intorno con una diffidenza metodica non ingiustificata. Questi uomini, che si dicono cristiani, su che cosa fondano la loro pretesa? Sull'abitudine, sulla tradizione, su qualcosa che hanno imparato a memoria nell'istruzione giovanile? Ma tutto questo su che cosa si fonda, su che si misura la tradizione, il catechismo, la prassi sacramentale? Sul Vangelo? Ma in esso le cose si presentano molto diversamente. Si deve perciò inserire frammezzo il magistero della Chiesa. E quindi le difficoltà aumentano...

[modifica] Citazioni

  • Chi, all'infuori di Dio, conosce le esperienze dei santi che, portati attraverso il cielo e l'inferno, dai posti più nascosti sollevano dai cardini interi campi della storia, spostano montagne intere di colpa, ed in situazioni senza scampo hanno aperto un varco? Ciò sia detto qui solo di passaggio e sottovoce per ricordare che il passivo della Chiesa non si può chiudere senza questo attivo.
  • Chi non vuole ascoltare prima Dio, non ha nulla da dire al mondo.
  • Cristo non solo parla ed agisce dinanzi agli uomini, ma va con essi e li invita ad andare con lui.
  • Il cristiano che, avendo nella preghiera dimestichezza con lo Spirito santo di Gesù che continuamente guida e comanda, è in grado di sentire di dover abbandonare l'intero suo progetto a favore del disegno di Dio: ecco il cristiano maturo!
  • Il cristiano che è interrogato e che interroga è più che mai isolato.
  • Il cristiano è mandato allo scoperto, dove «deve restare saldo» con l'unico «scudo della fede» e l'elmo della salvezza» e «la spada dello spirito, che è la parola di Dio, con ogni sorta di preghiera e di supplica» come armi di difesa e di offesa.
  • L'ateismo moderno è in gran parte la reazione contro un simile sapere e troppo sapere cristiani, e le due cose assieme, intese cristianamente, sono già dimenticanza di Dio.
  • L'uomo, per vivere da essere biologico e nello stesso tempo ragionevole con i suoi simili, deve riflettere su determinate regole di gioco e limitare la sua sfrenatezza.
  • Lo sguardo di chi oggi guarda romanticamente al cielo, non incontra che ciminiere fumanti. Viviamo in un freddo mondo di lavoro, che impegna inesorabilmente tutto l'uomo.
  • Oggi non c'è più una persona ragionevole che preghi; l'era della contemplazione è passata, ora c'è l'azione: l'uomo non assume soltanto l'amministrazione del suo mondo, ma anche di se stesso, e fa di sé ciò che vuole.
  • Ogni vera fecondità della vita procede dalla irrevocabilità.
  • Per il ricco la parola di Dio giunge sempre importuna, perché esige tutto lo spazio, e questo è sbarrato dal possesso proprio.
  • Possiamo avvicinarci a Dio solo se, al di là di tutti i nostri propri problemi, rimane in noi spazio libero per ciò che la sua volontà ha di inatteso.
  • Si: quando Dio è servito per primo, tutta la nostra vita nel mondo può acquistare il senso di un servizio divino.

[modifica] Il chicco di grano

  • Come l'ago del grammofono segue le vibrazioni più sottili, invisibili del disco, così l'anima deve obbedire allo Spirito Santo.
  • Come un cieco avverte il sole senza vederlo, così l'anima Dio.
  • Da che cosa si riconosce che Dio odia il peccato? Dal fatto che Cristo ama i peccatori.
  • Il volto di Dio è come una faccia che emerge dall'oscurità.
  • L'eresiarca ha seguaci, il filosofo discepoli, l'apostolo non ha niente dove posare il capo.
  • L'oscurità della materia è come la profondità del mare che noi attraversiamo come pesci luminosi.
  • La morte è soprattutto povertà, ma anche obbedienza e castità.
  • La sofferenza del Signore è, come tutto nella sua esistenza temporale, anche ad un tempo sovratemporale.
  • Meglio un amore traviato che nessun amore.
  • Per il fatto che Dio è diventato uomo anche le strade tra uomo e uomo sono diventate percorribili senza pericolo.
  • Secondo la parola di Paolo è la donna la gloria dell'uomo.
  • Solamente quando non ci sarà più nient'altro da donare che amore, questo amore sarà giunto alla piena maturazione.
  • Tutte le cose si possono considerare in modo duplice: come fatto e come mistero.

[modifica] Il cuore del mondo

[modifica] Incipit

In prigione nasce anche l'uomo, come ogni altro essere. Anima, corpo, pensiero, desiderio, comportamento: tutto in lui ha limiti, lui stesso è un tangibile limite, è tutto un definito, diverso, staccato dall'altro. Dalle finestre ingabbiate dei sensi egli guarda fuori di sé nell'esterna, estranea realtà che mai egli sarà.

[modifica] Citazioni

  • A me è stato assegnato ogni giudizio e nessuno viene a me se non attraverso il fuoco. E nessun ingordo entrerà nel regno dei cieli.
  • Che cosa m'importa la vostra religiosità, la boria della vostra «vita spirituale». Misericordia io voglio e non sacrifico.
  • Gli esseri sono l'un l'altro stranieri, e anche se è bello trovarsi insieme, integrati come colori, come l'acqua e le pietre, come il sole e le nebbie, anche se realizzano insieme l'armonia melodiosa dell'universo.
  • Gli uomini sapienti cercano di spiegare l'esistenza nel suo fondamento, ma altro non possono fare che descrivere una certa onda della corrente; sui loro disegni lo scorrere è fermo, diventa vero solo quando riconsegnano l'immagine al mutamento.
  • Il mio regno non è di questo mondo, ma il mondo è nel mio regno.
  • Il patto del nostro amore è il senso del mondo. Tutto si adempie in esso. Poiché il senso del mondo è l'amore.
  • Il sole di Dio è duro, come una stufa di fuoco arde l'estate.
  • Il vostro portare con me viene sempre troppo tardi; la croce è già patita. Voi non portate appunto il peso, ma la grazia.
  • Io sono la risurrezione e la vita. Ma non come la conosce il mondo, il circolo degradante delle primavere e degli autunni, quella macina di malinconia, quella scimmiottatura di vita eterna.
  • Lascia che il vento soffi, foglia, e non restare attaccata al tuo ramo. Tu sei solo la veste, non il corpo.
  • Lo spazio è rigido e gelido, ma il tempo vive. Lo spazio divide, ma il tempo porta ogni cosa a ogni altra.
  • Qualcuno cerca l'ultimo posto solo perché in un significato più sottile è il primo. Fate attenzione: non avvertite la delusione quando il mondo dimentica di applaudire la vostra umiltà?
  • Voi vedete la morte, sentite la discesa verso la fine; ma la morte stessa è una vita, forse la vita più viva di tutte, è la profondità della mia vita che si abbuia, e la fine è essa stessa il principio, e la discesa è essa stessa lo slancio dell'ascesa.

[modifica] Maria. Icona della Chiesa

  • Anche se le singole scene riferite a Maria sono sparse qua e là nei vangeli, esse tuttavia [...] formano una rete di rapporti i cui singoli momenti si illuminano, si moltiplicano e si approfondiscono a vicenda indefinitamente, come in una sala degli specchi.
  • Dietro a colui che si confessa come può, c'è sempre il prototipo della Chiesa, nella sua trasparenza totale dinanzi a Dio.
  • Dio nella sua sovrana libertà non disdegna di sottoporsi all'uomo nella misura che lo ha fatto libero.
  • Se santità ed immacolatezza di Maria sono in totale dipendenza dalla grazia di Dio e di Cristo, non ci si deve lasciar sfuggire [...] quanto il figlio abbia voluto dipendere da sua madre, quanto di se stesso abbia voluto doverlo a lei.

[modifica] Meditare da cristiani

[modifica] Incipit

Tutto dipende dall'interrogativo se Dio ha parlato all'umanità – di se stesso naturalmente e anche delle sue intenzioni nella creazione dell'uomo e del suo mondo – oppure se l'Assoluto resta il Silenzio al di là di ogni parola terrena. Se è corretta la seconda ipotesi, allora tutti i sentieri sono aperti, anzi devono essere percorsi tutti i sentieri, sui quali l'uomo – che sa molto bene che questo mondo passeggero e in quanto tale ingannevole non può essere la verità – si mette in cammino per tendere verso l'indicibile.

[modifica] Citazioni

  • Chi vuole udire qualcosa deve prepararsi con il silenzio alla capacità di udire.
  • Ciò che nella meditazione è vissuto come aridità e perfino come notte oscura può essere contemporaneamente nel nascondimento e nella verità chiarissimo splendore dell'amore.
  • La Mater Dolorosa non patisce invero le sofferenze fisiche del figlio inchiodato in croce, ma soffre più profondamente in ciò che gli procura l'insopportabile dolore dell'abbandono di Dio.
  • La meditazione cristiana può essere nel suo nucleo solo contemplazione amorosa, riflessiva e obbediente di questo uomo che è l'autoaffermazione di Dio.
  • Non abbiamo bisogno di aprirci dapprima un varco verso Dio con le nostre forze: «la nostra vita» è già da sempre «nascosta con Cristo in Dio»
  • Non siamo noi che estorciamo con tecniche apprendibili la conoscenza dell'Assoluto: Dio si rivela liberamente da se stesso nel suo Figlio, ci dona una parola che sazia l'anima affamata.

[modifica] Nella preghiera di Dio

[modifica] Incipit

I cristiani sono in gran parte convinti che la preghiera è qualcosa di più di un semplice dovere, esteriormente compiuto, in cui si dicono a Dio certe cose che Dio in fondo già sa; qualcosa di più di un semplice omaggio o di riverenza quotidiana verso l'Altissimo Sovrano che ogni mattina ed ogni sera riceve l'atto di sottomissione dei suoi servitori.

[modifica] Citazioni

  • Con Dio non si fa conversazione.
  • Forse allunghiamo per un attimo la mano verso un libro di meditazione che ci faccia la meditazione che dovremmo fare noi. È come vedere un altro che mangia, m noi non ci si sazia.
  • Io sono così come Dio mi giudica.
  • La parola di Dio è l'invito che Egli a noi rivolge ad essere insieme con lui nella verità. È il tappeto che si srotola fino a noi e su cui possiamo camminare fino al trono del Padre.
  • La contemplazione dei peccati in faccia alla croce è dialettica: mentre guardo il mio Redentore, comprendo finalmente che cosa davvero ho fatto.
  • La grazia che il Padre ci dà ha forma cristica: ci assimila al Figlio senza violentarci come uomini, perché il Figlio lui stesso è diventato uomo.
  • La preghiera è un dialogo che la parola di Dio conduce e dove noi non possiamo essere che gli ascoltatori.
  • La Scrittura non è un sistema di verità, ma è un resoconto dell'incontro di Dio con gli uomini.
  • La fede è due cose: un atto ed il suo contenuto ed oggetto: un ritenere per vero e un ritenuto per vero.
  • La morte [di Cristo] non è una negazione della creatura in vista di Dio, bensì un no divino a tutto ciò che nel mondo non è divinamente voluto e plasmato.
  • La nostra inquietudine psicologica e morale non è in grado di vincere la pace più grande che ci viene donata nella grazia.
  • La Scrittura appunto non è un sistema di verità, ma è un resoconto dell'incontro di Dio con gli uomini.
  • Lo Spirito Santo è sempre ed incontrovertibilmente uno Spirito ecclesiologico: Spirito dell'unità nella massima ricchezza.
  • L'uomo è quell'essere che è stato creato per essere uditore della parola e che si innalza alla sua propria dignità con la risposta ad essa.
  • Maria è l'immagine prima della Chiesa perché ella è primariamente e radicalmente entrambe le cose.
  • Noi dobbiamo rinunciare a ciò che è nostro perché esso ferma lo spazio che la parola di Dio pretende in noi.
  • Noi pensiamo che la parola di Dio ha cessato ormai da tanto tempo di echeggiare sulla terra da essere quasi logora; una parola nuova dovrebbe essere in arrivo, ne avremmo il diritto. E non badiamo che siamo noi, noi soli, i logori, gli alienati mentre la Parola è viva e sorgiva come prima e a noi vicina come sempre.
  • Non esiste un altro punto di partenza per l'imitazione di Cristo fuori della risurrezione.
  • Non si può percepire nessuna singola parola senza ascoltare il Figlio che è la Parola.
  • Quanto più un essere umano impara veramente a pregare, tanto più profondamente capisce che tutto il suo balbettare con Dio non è che una risposta al discorso che Dio gli fa e che perciò vale anche l'altra cosa: che tra Dio e l'uomo ci si può intendere solo nella lingua di Dio.

[modifica] Sorelle nello Spirito

  • Appena la volontà creata volesse rendersi autonoma accanto ed al di fuori di quella divina, dovrebbe attingere da se stessa la forza dell'attuazione e si condannerebbe perciò al fallimento.
  • Chi non impone mai la propria volontà a Dio, può essere sicuro di compiere sempre la sua volontà.
  • Ciò che del santo è perfetto è innanzitutto la sua missione. In un secondo momento anche lui può essere chiamato perfetto, se realizza tale missione nella misura consentita da tutte le sue forze sorrette dalla grazia.
  • Come può un bambino essere educato alla preghiera, a saper cogliere la presenza dell'Invisibile, se non attraverso il sacramento dell'amore visibile e sensibile?
  • [I santi] sono appesi in croce tra l'aldiqua e l'aldilà; esiliati dalla terra e non ancora accolti in cielo; da questa loro posizione, come da un pulpito, predicano con tutta la propria vita, il cielo sulla terra.
  • L'abbandono è l'atteggiamento con cui l'uomo accetta di essere fatto, è dunque un'azione quanto mai intensa, che sfocia nella vera azione di Dio, è rinuncia alle proprie forze per affidarsi interamente a Dio.
  • La santità è qualcosa di essenzialmente sociale e perciò sottratto all'arbitrio del singolo. Su ogni cristiano Dio ha un'idea particolare e assegna ad ognuno un posto preciso nella comunità ecclesiale.
  • L'inizio è là dove si arriva.
  • Nella contemplazione vera e propria la parola di Dio deve risuonare così come è, e non come io desidererei sentirla o come immagino che sia per me. La vera contemplazione è scuola di spersonalizzazione; qui l'anima allarga se stessa in Dio e nella Chiesa, nella Scrittura e nella tradizione.
  • Nella preghiera e nella sofferenza, è la fonte di ogni attività ecclesiale; di conseguenza avviare ed incrementare l'azione cattolica significa prima di tutto incrementare ed estendere nella chiesa i centri di contemplazione.
  • Nel totale compimento della volontà di Dio tutta la responsabilità cade su di Lui.
  • Non è lo sforzo, anche massimo, dello strumento che garantisce il successo, ma la perfetta disponibilità a fare il minimo di propria iniziativa, per affidare tutte le proprie possibilità a Colui che guida lo strumento.
  • Non è possibile essere teologi senza essere santi.
  • Per ogni missione speciale c'è, nella Bibbia una parola speciale che trova in tale missione la sua autentica spiegazione.
  • Una santità che cercasse se stessa, che cioè pretendesse se stessa come meta ultima, sarebbe una contraddizione in termini.

[modifica] Tu coroni l'anno con la tua Grazia

  • È ormai una moda mettere in dubbio la fondazione della Chiesa da parte di Cristo.
  • Il cristiano si differenzia dagli altri uomini per il fatto che per lui il rapporto tra essere e dover essere si è rovesciato.
  • Noi siamo pieni di pretese, e perciò cronicamente insoddisfatti.
  • Non c'era bisogno, per il suo sviluppo [della Chiesa], di solenni atti di fondazione e dettagliate istruzioni preliminari di Gesù.
  • Siamo uomini e per giunta moderni, cioè dissennatamente sovraccarichi di cose senza senso.
  • Solo se tutti i singoli sapranno relativizzare i loro egoismi può avanzare la pace nel mondo, quella pace che nella notte di Natale gli angeli hanno cantato come il dono più grande del Cielo.
  • Un cristiano deve sempre, che egli vegli o dorma, che preghi o che lavori, che taccia o che parli, stare a disposizione, poiché egli già da sempre è stato posto a disposizione.

[modifica] Verità del mondo

  • Quella prima domanda, se ci sia in genere verità, potrebbe apparire comparabile con il primo tremante colloquio di un adolescente con una fanciulla, il cui risultato era la certezza che ella lo amava. Ma sarebbe uno strano amante quello che si accontenta della verifica di questo dato di fatto e per il quale esso non diventa, come una porta spalancata, il punto di partenza di una vita d'amore. In questa vita l'eterna domanda tra amanti ("mi ami tu?") sarà ogni giorno nuova e viva;,mai l'amore si interroga o viene interrogato abbastanza, perché non ne ha mai abbastanza di sentire la risposta di conferma, e dietro ogni risposta una nuova domanda, dietro ogni certezza una nuova prospettiva e apertura. Ma la sempre nuova domanda avrà un carattere tutto diverso di quella prima domanda quanto alla nuda realtà dell'amore. Essa si muove ora all'interno dello spazio dell'amore stesso, è parte della sua vitalità, della sua essenza, presuppone l'esistenza dell'amore sulla cui esistenza essa si interroga; e la presupposizione di quanto viene chiesto esprime evidentemente molto più profonda verità che non la prima domanda che vi si accostava appena. Hanno dunque ragione anche quei filosofi i quali all'alunno, che si trova incerto e smarrito davanti al problema della verità, danno il consiglio di gettarsi prima nella corrente, per esperire, corpo a corpo con l'onda, che cosa è l'acqua e come vi si avanza. Chi non arrischia questo salto non sperimenterà mai che cosa è nuotare, e così anche chi non osa il salto nella verità non raggiungerà mai la certezza della sua esistenza. Questo primo atto di fede, della fiducia che si butta, non è affatto irrazionale; è la pura premessa ad accertarsi in via di principio dell'esistenza del razionale.
  • Come il nuotatore deve sempre nuotare per non andare a fondo, nonostante che si sia reso sempre più magistrale nella sua arte natatoria, così anche l'amante deve vivere ogni giorno in modo nuovo e originale nell'amore e interrogare l'amore, e così deve alla fine anche il conoscente porsi ogni giorno nuova la domanda sull'essenza della verità, senz'essere per questo uno scettico sterile e distruttivo.
  • La verità comincia solo con la frequentazione con essa a sviluppare la sua inesauribile ricchezza, che si fa anzi sempre più inesauribile.
  • Il mondo, così come concretamente esiste, è un mondo che sussiste positivamente o negativamente in un rapporto con il Dio della grazia e della rivelazione sovrannaturale, e che in un simile rapporto non si danno punti o superfici neutrali. Il mondo, come oggetto della conscenza, è da sempre inalveato in questa sfera sovrannaturale, e così analogamente il potere conoscitivo dell'uomo si trova anch'esso sotto la positiva premessa della fede o sotto quella negativa della miscredenza. La filosofia, quanto più si avvicina all'oggetto concreto e quanto più presume dal suo potere conoscitivo concreto, tanto più si troverà a includere, consapevolmente o meno, dati teologici. Il sovrannaturale si radica appunto nelle più intime strutture dell'essere, per impregnarle come un lievito, per attraversarle come un soffio e un aroma onnipresente. È solo impossibile, ma sarebbe anche folle, voler bandire ed escludere con ogni mezzo quest'aroma della verità sovrannaturale dalla ricerca filosofica; il sovrannaturale è troppo fortemente impregnato nella natura perché questa possa essere ancora ricostruita nel suo stato di natura pura.
  • Ciò che viene detto sull'amore, sulla grazia, sul sorvolare e dimenticare, e così via, avrebbe potuto essere scoperto senza l'irradiamento di luce teologica?
  • La ragione ultima di questo carattere misterioso di ogni conoscibile si illumina veramente solo quando venga riconosciuto il carattere creaturale di ogni cosa oggettivamente conoscibile, cioè il nascondimento della sua verità ultima nello spirito del Creatore, il quale soltanto può dire il nome eterno delle cose.

[modifica] Incipit di alcune opere

[modifica] Antico patto

Come può verificarsi rivelazione? Come l'abisso e l'oceano di tutta la realtà potrà rendersi conoscibile? ed udibile ad una "goccia da un secchio" e al "granello di polvere" (Is 40, 15), come "l'erba secca", il "fiore che appassisce" può essere toccato dalla "parola del nostro Dio" che "dura sempre" (Is 40,8)? Presagire il divino, adorarlo da lontano, imparare a tacere dinnanzi ad esso e lasciarlo disporre a suo piacimento: ciò potrà essere concesso alle creature al limite di se stesse.

[modifica] L'azione

L'apocalisse chiude l'evento della rivelazione biblica non come se fosse un prolungamento della storia degli apostoli verso la storia della chiesa e del mondo. In essa il visionario viene sollevato al di sopra dell'intera sfera della rivelazione vetero e neo testamentaria in una visione superiore, da Dio donata, distaccata dalla storia empirica (anche se la integra), visione che si svolge all'intero evento che si attua tra cielo e terra.

[modifica] La verità è sinfonica

Sinfonia vuol dire accordo. Un suono. Diversi strumenti suonano. Diversi strumenti suonano insieme. Una tromba basso non è un violoncello; un violoncello non è un fagotto. Il contrasto fra gli strumenti deve essere il più netto possibile, in modo che ciascuno mantenga il suo timbro inconfondibile. Il compositore deve scrivere la parte in modo tale che il timbro di ogni strumento raggiunga il suo massimo effetto. [...] Con la sua rivelazione Dio sta seguendo una sinfonia, della quale non è possibile dire cosa sia più maestoso, se l'ispirazione unitaria della composizione, oppure l'orchestra polifonica della creazione, che egli si è preparato a questo scopo.

[modifica] Verità di Dio

La domanda circa la verità nella teologia è la domanda circa il suo oggetto: Dio, che nella sua alleanza, e, alla fine, nel suo Verbo incarnato è diventato un Dio per noi e con noi. Interrogarsi a suo riguardo non è separabile dalla doppia domanda circa il fondamento per cui Dio è per noi e con noi, e circa il nostro comportamento di risposta nella sua Alleanza incominciata e in Cristo compiuta.

[modifica] Citazioni su Hans Urs von Balthasar

  • Balthasar è stato un grandissimo cristiano, al quale la Provvidenza aveva dato doni straordinari di intelligenza veramente geniale, e di umiltà. Di lui, il cardinal de Lubac mi ha detto che aveva lo spirito del fanciullo. Realmente, incontrando Balthasar e lavorando spesso con lui, ho potuto toccare con mano questa straordinaria semplicità e innocenza, che rendeva la sua meditazione teologica penetrante e la sua vastissima cultura – "l'uomo più colto del XX secolo", ha detto de Lubach, interamente al servizio della missione e della testimonianza cristiana. (Angelo Scola)
  • Grande teologo, straordinario erudito, prete di vigorosa vita cristiana, von Balthasar presentava anche aspetti singolari, forse contraddittori. (Vittorio Messori)
  • Hans Urs von Balthasar fu personalità poliedrica e singolarissima, probabilmente un uomo più grande del tempo in cui visse: musicista, germanista, letterato, filosofo, teologo, editore, traduttore, maestro spirituale, conferenziere, fu autore di una vasta produzione teologica in cui dialogò con il patrimonio culturale dell'Occidente. (Enzo Bianchi)
  • Hans Urs von Balthasar, il più grande teologo di questo secolo. (Davide Rondoni)
  • Ritengo che la sua riflessione teologica mantenga intatta fino ad oggi una profonda attualità e provochi ancora molti ad addentrarsi sempre più nella profondità del mistero della fede, tenuti per mano da una guida così autorevole. (Papa Benedetto XVI)

[modifica] Bibliografia

  • Hans Urs von Balthasar, Sorelle nello Spirito. Teresa di Lisieux. Elisabetta di Digione, traduzione di Giorgio Mion, Jaca Book, Milano, 1974.
  • Hans Urs von Balthasar, Antico patto, traduzione di M. Fiorillo e C. Derungs, Jaca Book, Milano, 1980.
  • Hans Urs von Balthasar, Chi è il cristiano?, traduzione di G. Viola, Queriniana, 1984.
  • Hans Urs von Balthasar, Meditare da cristiani, traduzione di C. De Filippi C, Queriniana, 1986.
  • Hans Urs von Balthasar, L'azione, traduzione di Guido Sommavilla, Jaca Book, Milano, 1986.
  • Hans Urs von Balthasar, Verità di Dio, traduzione di Guido Sommavilla, Jaca Book, Milano, 1989.
  • Hans Urs von Balthasar, Verità del mondo, traduzione di Guido Sommavilla, Jaca Book, Milano, 1989.
  • Hans Urs von Balthasar, Tu coroni l'anno con la tua Grazia, traduzione di Ellero Babini, Jaca Book, Milano, 1990.
  • Hans Urs von Balthasar, La verità è sinfonica. Aspetti del pluralismo cristiano., traduzione di Riccardo Rota Graziosi, Jaca Book, Milano, 1991.
  • Hans Urs von Balthasar, Il chicco di grano, traduzione di Guido Sommavilla, Jaca Book, 1994.
  • Hans Urs von Balthasar, Nella preghiera di Dio, traduzione di Guido Sommavilla, Benedettine di Santa Maria di Rosano, Benedetto Testa, Jaca Book, Milano, 1997.
  • Hans Urs von Balthasar, Maria. Icona della Chiesa, traduzione di Angelo Colacrai, Carlo Danna, Luigi Frattini, San Paolo, 1998.
  • Hans Urs von Balthasar, Il cuore del mondo, traduzione di Guido Sommavilla, Jaca Book, 2006.

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