Léa Seydoux

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Léa Seydoux (2014)

Léa Hélène Seydoux-Fornier de Clausonne (1985 – vivente), attrice francese.

Citazioni di Léa Seydoux[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • [Riguardo alle scene di sesso in La vita di Adele] A volte erano umilianti, imbarazzanti. Circondate da tre telecamere, tutta quella gente intorno in una piccola stanza, nuda, anche cinque ore sulla stessa scena... Per dieci giorni. Non uno, dieci. Mi sentivo una prostituta.[1]
  • [Nel 2018, «lei ha testimoniato contro Harvey Weinstein: le cose sono cambiate?»] Sulla parità di salari resta ancora molto da fare. E dobbiamo rimboccarci ancora le maniche anche sul concetto di solidarietà femminile. Si sono levate troppe voci contrastanti. Cinque anni fa, quando ho sostenuto che Adèle (Exarchopoulos) e io eravamo state maltrattate sul set di La vita di Adele, alcune attrici famose mi hanno criticata. Abdellatif Kechiche ha detto che mi lamentavo solo perché ero una ragazzina viziata... Io credo che oggi [dopo il #MeToo] la testimonianza mia e di Adèle sarebbe accolta con maggiore benevolenza.[2]
  • Da quando Eva Green ha interpretato Vesper Lynd in Casino Royale, il ruolo della Bond girl è cambiato completamente. Eva non era solo oggetto di desiderio, ma soprattutto complice di 007, non era solo la donna che lo accompagna, ma quella che aveva un ruolo preciso nello sviluppo di storia e dialoghi.[3]

«Io non ho paura»

Intervista di Gloria Satta, grazia.it, 4 novembre 2015.

  • [«Ma il successo non le ha dato più sicurezza?»] Nemmeno per sogno. Anche se il set è ormai la mia vita, ho sempre il terrore di recitare. Prima di cominciare un film mi domando se ce la farò. [...] Ma vuol sapere una cosa? Paradossalmente mi piace essere dipendente da questa paura.
  • [«Si aspettava di diventare una star?»] Non riesco a sentirmi una star. Non vado in giro con le guardie del corpo e gli occhiali neri. Non ho mai avuto l'autista, a Parigi vado a piedi o prendo i mezzi pubblici. Sono famosa in Francia, ma in Giappone o in Corea nessuno mi conosce.
  • [...] mi piace mischiare i generi e, se una sceneggiatura mi conquista, accetto anche di interpretare personaggi marginali [...]. Non sono ossessionata dall'ampiezza dei ruoli e non ho mai chiesto a un regista di riscrivere la mia parte. Sono io che mi adatto al film.
  • [«[...] perché ha scelto la carriera di attrice?»] A scuola andavo malissimo. A 18 anni incontrai un amico che faceva l'interprete e iniziai a sognare di avere la sua stessa vita: volevo essere libera, indipendente, capace di trasformarmi. Ho cominciato a recitare e ha funzionato. Ora il cinema è diventato la mia vita e il mio sostentamento, non posso nemmeno pensare di farne a meno.

"Voglio crescere un uomo che non abbia paura delle donne"

Intervista di Laila Bonazzi, marieclaire.com, 21 novembre 2018.

  • [«Cosa mette di sé nel suo essere attrice?»] La storia del cinema francese è parte di me come la nouvelle vague, ma ho una mia identità. Come attrice di una certa generazione (quella dei millennial, essendo nata nel 1985, ndr) abbraccio le mie contraddizioni, il mio lato femminile e quello maschile. Questo penso sia nuovo.
  • [Nel 2018, sul #MeToo] Tu appartieni a te stessa. Credo molto nella libertà personale e odio le persone che cercano di sfruttarti e manipolarti. Non solo nel lavoro, anche in famiglia. Non sopporto chi cerca di farti sentire inferiore o fa la vittima per avere la tua attenzione. Ti devi difendere sempre. È vero, però, che nel mondo del cinema accade spesso ed è un ambiente duro per una donna.
  • [«È femminista?»] Il modo in cui mi comporto, e vivo la vita, è femminista. Non è mai stato qualcosa di cui parlare esplicitamente.
  • [«Se incontrasse se stessa a 15 anni, quale consiglio si darebbe?»] Nessuno, non sono poi cambiata tanto, ma sono evoluta. Non credo si cambi mai. Amo la frase di Nietzsche: «Diventa ciò che sei». Siamo noi stessi dall'infanzia e nel corso della vita semplicemente ci affiniamo.
Léa Seydoux ai Premi César 2014 per La vita di Adele con l'altra protagonista Adèle Exarchopoulos

Léa Seydoux si racconta

Intervista di Caterina De Filippo, iodonna.it, 12 aprile 2019.

  • In Francia quando recito non me la fanno mai passare liscia. Nel mio Paese non puoi essere solo te stesso, devi sempre rispondere del tuo background [riferendosi all'essere nata in una famiglia ricca e famosa], come fosse una colpa. [...] L'unica possibilità per me [mi racconta infastidita, ndr] è lavorare il più possibile nel cinema internazionale, dove mi considerano soltanto un'attrice.
  • Diventare madre mi ha cambiato radicalmente. [«In che modo?»] Facendo l'attrice ero sempre concentrata su me stessa, mentre ora sono responsabile della vita di qualcun altro. È una bella maturazione.
  • [Nel 2019, «come vede il #MeToo?»] È un movimento importante, è positivo che le cose migliorino, ma sarebbe importante anche evitare che il #MeToo possa essere usato da alcune donne soltanto per mettersi in mostra. Per questo di fronte ad ogni accusa bisogna sempre procedere con estrema cautela.

A tu per tu con Léa Seydoux, timida leonessa

Intervista di Marguerite Baux, elle.com, 10 ottobre 2021.

  • Non sono per niente politica, lo confesso. Sono consapevole di vivere in una bolla. La politica è una cosa concreta, e credo di avere un rapporto con il mondo non molto concreto [...]
  • A volte si ha l'impressione di fare cose molto impudiche, cosa che è vera per gli attori, ma ancora di più per le attrici, vista la maggiore tendenza a metterne in evidenza il corpo nudo. È difficile da esprimere, si ha la sensazione di consegnare agli altri qualcosa di molto intimo, è un po' come sentirsi derubati, fa paura, ci turba, ma alla fine non si può mai sapere cosa si mostra di sé. Trovo più spudorate cose come Instagram, o i selfie. Uccidono un po' il desiderio, almeno io non ho voglia di seguire gli attori che ammiro su Instagram.
  • Sono una contemplativa con tendenze malinconiche. Ho sempre detto che il cinema mi ha salvato.
  • Non sono mai una persona diversa da me stessa e quando recito sono ancora più me stessa. È un modo di comprendere il mondo in cui si vive.

Filmografia[modifica]

Note[modifica]

  1. Dall'intervista Léa Seydoux: "Le scene di sesso sono state umilianti", iodonna.it, 24 settembre 2013.
  2. Dall'intervista di Alix Girod de L'Ain, Léa Seydoux è tornata alla grande, a un anno dalla nascita del suo bambino e a 5 da La vita di Adele, elle.com, 16 agosto 2018.
  3. Citato in Roberto Croci, Non chiamatela Bond Girl, elle.com, 10 ottobre 2021.

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