Papa Leone X

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Papa Leone X

Leone X, al secolo Giovanni di Lorenzo de' Medici (1475 – 1521), papa della Chiesa cattolica.

Attribuite[modifica]

  • Godiamoci il papato, poiché Dio ce l'ha dato. (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 439)
  • La storia ha insegnato quanto quella favola riguardo a Cristo ci abbia giovato.
Historia docuit quantum nos iuvasse illa de Christo fabula.
Quantum nobis nostrique que ea de Christo fabula profuerit, satis est omnibus seculis notum.
[Citazione errata] Papa Leone X avrebbe scritto questa frase in una lettera al cardinale Bembo. Il primo a riportare tale episodio sembra essere lo scrittore antipapista inglese John Bale nella sua opera The Pageant of Popes. La citazione fu poi riportata da centinaia di scrittori che la estrapolarono proprio dal The Pageant of Popes. Dal momento che Bale era in guerra aperta contro il Papa e la Chiesa Romana, è ragionevole pensare che l'episodio e la citazione riportati da Bale siano in realtà falsi.[1]

Citazioni su Papa Leone X[modifica]

  • Con Leone X il banchetto diventa invece lo specchio del potere pontificio, e la golosità del papa è fuori discussione sia nei pranzi luculliani nel palazzo apostolico che in quelli di caccia alla Magliana. (Claudio Rendina)
  • De craticula Politiana. (Malachia di Armagh)
Dalla griglia poliziana[2].
  • Per ricevere scorno in questa età, mi perdoni la Santità Sua, s'io fusse in ponte di Sant'Angelo mi voltaria indietro; che certo sono stato più giovene e di tali pasti non fui mai usato: meno mi porranno piacere adesso. (Jacopo Sannazaro)

Note[modifica]

  1. (EN) William Roscoe, The Life and Pontificate of Leo the Tenth: In Four Volumes, Volume 4, Cadell and Davies, 1805, p. 328.
  2. Per approfondimenti vedi la voce Profezia di Malachia su Wikipedia.

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