Papa Leone X

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Papa Leone X

Leone X, al secolo Giovanni di Lorenzo de' Medici (1475 – 1521), papa della Chiesa cattolica.

Attribuite[modifica]

  • Godiamoci il papato, poiché Dio ce l'ha dato.[1]
  • La storia ha insegnato quanto quella favola riguardo a Cristo ci abbia giovato.
Historia docuit quantum nos iuvasse illa de Christo fabula.
[Citazione errata] Papa Leone X avrebbe scritto questa frase in una lettera al cardinale Bembo. Il primo a riportare tale episodio sembra essere lo scrittore antipapista inglese John Bale nella sua opera The Pageant of Popes. La citazione fu poi riportata da centinaia di scrittori che la estrapolarono proprio dal The Pageant of Popes. Dal momento che Bale era in guerra aperta contro il Papa e la Chiesa Romana, è ragionevole pensare che l'episodio e la citazione riportati da Bale siano in realtà falsi.[2]

Citazioni su Papa Leone X[modifica]

  • Con Leone X il banchetto diventa invece lo specchio del potere pontificio, e la golosità del papa è fuori discussione sia nei pranzi luculliani nel palazzo apostolico che in quelli di caccia alla Magliana. (Claudio Rendina)
  • Dalla griglia poliziana. (Malachia di Armagh)
De craticula Politiana.[3]
  • Le qualità caratteristiche di Leone X furono la gentilezza ed il buon umore, l'indulgenza tanto per se stesso che per gli altri, l'amore per la pace e l'odio per la guerra.... Ma nel suo carattere personale resta sempre la gran macchia di aver egli passato la vita in un'indulgenza intellettuale verso se stesso, dedicando buona parte del suo tempo alle cacce e ad altri divertimenti, mentre tutto il nord teutonico stava rompendo i lacci della riverenza e dell'autorità che legava l'Europa a Roma. (Franz Xaver Kraus)
  • Per ricevere scorno in questa età, mi perdoni la Santità Sua, s'io fusse in ponte di Sant'Angelo mi voltaria indietro; che certo sono stato più giovene e di tali pasti non fui mai usato: meno mi porranno piacere adesso. (Jacopo Sannazaro)
  • Seguendo questi essempii Leone, così consegliato dal cardinal Santi Quattro, mandò un'indulgenza e remissione de peccati per tutte le regioni di cristiani, concedendola a chi contribuisse danari et estendendola anco a morti: per i quali, quando fatta l'esborsazione, voleva che fossero liberati dalle pene del purgatorio; aggiongendo anco facoltà di mangiar ova e latticini ne' giorni di digiuno, di eleggersi confessore et altre tali abilità. (Paolo Sarpi)

Note[modifica]

  1. Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 439.
  2. (EN) William Roscoe, The Life and Pontificate of Leo the Tenth: In Four Volumes, Volume 4, Cadell and Davies, 1805, p. 328.
  3. Per approfondimenti vedi la voce Profezia di Malachia su Wikipedia.

Voci correlate[modifica]

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