Via col vento

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Via col vento

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Vivien Leigh interpreta Rossella O'Hara (Scarlett O'Hara nella versione originale)

Titolo originale

Gone with the Wind

Lingua originale inglese
Paese USA
Anno 1939
Genere drammatico, romantico
Regia Victor Fleming
Soggetto basato su Via col vento
Sceneggiatura Ebbe Roe Smith
Produttore David O. Selznick
Interpreti e personaggi
Note

Via col vento, film statunitense del 1939 con Vivien Leigh, Clark Gable, Leslie Howard e Olivia de Havilland, regia di Victor Fleming.

Incipit[modifica]

[Dopo l'Overture]

C'era una terra di cavalieri e campi di cotone chiamata il Vecchio Sud... Qui, in questo bel mondo, la galanteria fece il suo ultimo inchino... Qui per l'ultima volta furono visti i cavalieri e le loro dame, il padrone e lo schiavo. Cercatelo soltanto nei libri, perché non è altro che il ricordo di un sogno, una civiltà andata via col vento...

There was a land of Cavaliers and Cotton Fields called the Old South... Here in this pretty world Gallantry took its last bow... Here was the last ever to be seen of Knights and their Ladies Fair, of Master and of Slave... Look for it only in books, for it is no more than a dream remembered. A Civilization gone with the wind... (Testo a scorrimento)

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Miss Rossella, dove andare senza scialle? Essere tardi e fare freddo! E perché non avere invitato signorini per stare cena? Stare maleducata come contadina dopo quello che io avere fatto per educarti! Torna a casa! Tu obbedire se non volere ammalarti! (Mami)
  • Sempre correre a curare poveri straccioni bianchi invece di venire a casa per cenare! (Mami)
  • E a tutti i santi verso i quali ho peccato con il pensiero, con le parole e le azioni, mia colpa, mia colpa, mia massima colpa. Supplico la Santa Vergine Maria Immacolata, san Michele arcangelo, san Giovanni Battista, e i Santi Apostoli Pietro e Paolo di intercedere [...] E misericordioso nostro Dio, ci concedi il perdono, l'assoluzione e la remissione dei peccati. Amen. (Famiglia O'Hara) [pregando insieme]
  • Reggere forte, non respirare! (Mami) [stringendo il corsetto a Rossella]
  • È meglio così che stare a tavola. A tavola non si hanno che due vicini. (Rossella) [circondata dai suoi numerosi spasimanti]
  • Miss Rossella! Miss Suellen! Che razza di maniere! Sembrare figlie di poveri straccioni! Ma voi essere grandi ora, dovere essere educate! (Mami)
  • "Non sciupare il tempo, perché è la sostanza di cui la vita è fatta."
"Do not squander time. That is the stuff life is made of."[1] (Iscrizione) [sulla meridiana]
  • C'è già la guerra? (Rhett) [mentre Rossella lancia un vaso per la rabbia]
  • Gli uomini corteggiano le ragazze come lei ma non le sposano. (Una dama) [parlando di Rossella]
  • Tu sai di che guai parlare. Io parlare di Mr. Ashley. Lui venire Atlanta quando avere licenza e tu aspettare come un ragno la mosca! Lui marito di Miss Melania! (Mami)
  • Muta ed esterefatta, Atlanta rivolse il suo sguardo angosciato alla lontana cittadina di Gettysburg e per tre giorni una pagina di storia attese notizie mentre due nazioni furono sotto la presa mortale nei campi della Pennsylvania...
Hushed and grim, Atlanta turned painful eyes towards the far away little town of Gettysburg, and a piece of history waited for three days while two nations came to death grips on the farm lands of Pennsylvania... (Testo a schermo)
  • Facevo questi guanti per lui... Non ne avrà più bisogno... (Signora Meade) [dopo aver saputo della morte del figlio durante la battaglia di Gettysburg]
  • Che tragico spettacolo. Il Sud è in ginocchio e non si rialzerà. La causa sta morendo e con essa il diritto di vivere nel passato. (Rhett)
  • Vieni qui, bello mio, vieni! Avere mangiato tutte tue mogli. Avere mangiato tuoi figli. Nessuno restare a piangere tua morte. (Zio Pietro) [prima di ammazzare un gallo per il pranzo di Natale]
  • Atlanta pregava mentre l'avanzata degli Yankee si faceva minacciosa... Sebbene andassero a testa alta, i cuori si facevano pesanti mentre aumentava l'afflusso dei feriti e dei profughi nell'infelice Georgia...
Atlanta prayed while onward surged the triumphant Yankees... Heads were high, but hearts were heavy as the wounded and the refugees poured into unhappy Georgia... (Testo a schermo)
  • Se non fossi una signora quante gliene direi a quella canaglia! (Rossella) [parlando di Rhett]
  • In città scoppiò il panico con i primi proiettili di Sherman. Inermi e disarmati, la popolazione fuggì dalla forza inarrestabile che stava arrivando. E disperatamente, i valorosi sopravvisuti dell'esercito marciarono per affrontare il nemico...
Panic hit the City with the first of Sherman's shells. Helpless and unarmed, the populace fled from the oncoming Juggernaut. And desperately, the gallant remnants of an army marched out to face the foe... (Testo a schermo)
  • Il Signore è il mio pastore. Egli mi condurrà verso i pascoli celesti. Egli guida e conforta l'anima mia. Guida e conforta l'anima mia. Egli mi conduce sui sentieri della rettitudine. Signori, benché traversi la valle buia della morte non temo il maligno, perché Tu sei con me. E Tu sei la mia guida, il mio conforto. (Prete) [preghiera]
  • "Che la pace sia tra queste mura".
"Peace be within thy walls" (Iscrizione) [all'ingresso dell'ospedale militare]
  • Non ne posso più. Basta con i morti, non voglio più vederne! (Rossella)
  • Andiamo via insieme. A che serve star qui a veder morire il Sud? (Rhett) [a Rossella]
  • I nordisti in Georgia?! E come avranno fatto a entrare?! (Mrs. Merriwether)
  • Dammi i sali! (Mrs. Merriwether) [frase ricorrente ogni volta che sta per svenire]
  • L'assedio. Dai cieli pioveva la morte... Per trentacinque giorni una Atlanta tormentata sopravvisse sperando in un miracolo... Poi seguì un silenzio mortale più terrificante del rombo dei cannoni...
Siege. The skies rained Death... For thirty-five days a battered Atlanta hung grimly on, hoping for a miracle... Then there fell a silence.... more terrifying than the pounding of the cannons.... (Testo a scorrimento)
  • E non star lì come un'oca! Corri! Presto, svelta! Se no ti giuro che ti vendo! (Rossella) [a Prissy]
  • Io la frusto quella Prissy! (Rossella)
  • Vai da Miss Melania e non la spaventare, se no ti frusto! (Rossella) [a Prissy]
  • Io non capire niente di bambini! (Prissy) [confessando che non è in grado di far partorire Melania]
I don't know nothing about birthing babies!
  • Si deve mettere un coltello sotto il letto per tagliar eil dolore in due. (Prissy) [prima del parto di Melania]
  • Non sapete che si combatte da due giorni vicino a Tara? Credete di poter sfilare davanti all'esercito nordista con una malata, un bambino e una negra scema? (Rhett) [a Rossella]
  • Le Dodici Querce. Tenuta di John Wilkes. Chi turba la pace di questa piantagione sarà punito.
Twelve Oaks. John Wilkes owner. Anyone disturbing the peace on this plantation will be prosecuted. (Insegna)
  • Chi munge la mucca, Miss Rossella? Noi negri domestici! (Pork)
  • Giuro davanti a Dio, e Dio m'è testimonio, che i Nordisti non mi batteranno! Supererò questo momento e quando sarà passato non soffrirò mai più la fame, né io né la mia famiglia, dovessi mentire, truffare, rubare o uccidere. Lo giuro davanti a Dio: non soffrirò mai più la fame![2] (Rossella)
  • "E un vento di bufera devastò la Georgia..." Sherman! Per dividere la confederazione, umiliandola per sempre, i vincitori in marcia segnarono un solco sanguinoso largo sessanta miglia da Atlanta fino al mare... Tara, sopravvissuta, affrontava ora la carestia che segue la sconfitta...
"And the wind swept through Georgia..." Sherman! To split the confederacy, to leave it crippled and forever humbled, the Great Invader marched... leaving behind him a path of destruction sixty miles wide, from Atlanta to the sea... Tara had survived to face the hell and famine of defeat... (Testo a schermo)
  • Pianteremo più cotone. Il cotone andrà alle stelle quest'anno! (Rossella)
  • Da una avventura persa, tornarono i vinti... Amareggiati, cominciarono a tornare nelle loro terre devastate una volta regno dell'abbondanza e della cortesia... E con essi calarono altri invasori... più crudeli e feroci di quelli che avevano combattuto... i carpetbagger.
Home from their lost adventure came the tattered Cavaliers... Grimly they came hobbling back to the desolation that had once been a land of grace and plenty... And with them came another invader... more cruel and vicious than any they had fought... the Carpetbagger. (Testo a scorrimento)
  • Miss Rossella, se credete che l'amore valga qualcosa, state certa che Susan può considerarsi ricca. (Franco Kennedy)
  • Non avrai che questo di Tara! (Rossella) [lanciando della terra in faccia al vecchio sovrintendente John Wilkerson, che vuole comprare Tara]
  • Gerald O'Hara. Nato a County Wicklow, Irlanda il 2 giugno 1801. Morto il 14 novembre 1865.
Gerald O'Hara. Born in County Wicklow Ireland June 2. 1801. Died Nov. 14. 1865. (Epitaffio)
  • Ellen Robillard O'Hara. Nata a Savannah, California il 28 ottobre 1828. Morta il 1° settembre 1864.
Ellen Robillard O'Hara. Born in Savannah, Ca. Oct. 28. 1828. Died Sept 1. 1864. (Epitaffio)
  • Oh, sono così magra e pallida e non ho vestiti! (Rossella)
  • Inutile cercare di addolcire me! Io ti conoscere bene da quando mettere prime fasce! (Mami)
  • La solita egoista, ma sempre affascinante. (Rhett) [parlando di Rossella]
  • Chi è? Io non avere mai visto capelli di quel colore! (Mami) [dopo aver visto Belle Watling, una prostituta con i capelli tinti]
  • Che diavolo di donna! (Rhett) [parlando di Rossella]
  • Se non la smetti di rimpinzarti così diventerai come Mami. E allora chiederò il divorzio! (Rhett) [a cena con Rossella]
  • Trai la tua forza da questa terra, da Tara, Rossella. Tu ne sei parte ed essa è parte di te. (Rhett) [a Rossella]
  • Saranno tutti gelosi! Voglio che quelli che mi hanno umiliata diventino verdi dalla rabbia! (Rossella)
  • Mettiti questo! Un vestito serio e distinto non sarebbe adatto. E mettiti molto rossetto. Si deve capir subito quella che sei. (Rhett) [prima del ricevimento, lanciando a Rossella un vestito rosso]
  • Melania è stupida, ma non nel senso che credi. È una donna troppo onesta per concepire la disonestà nelle persone a cui vuol bene. E lei tte ne vuole. Sebbene Dio solo riesca a capire perché. (Rhett) [a Rossella]
  • Certo, la figura più comica è quella dell'infelice Mr. Wilkes. Mr. Wilkes, che è infedele a sua moglie col pensiero, ma non osa tradirla di fatto. Perché non si decide? (Rhett) [a Rossella]
  • Guarda le mie mani, mia cara. Ti potrei fare a pezzi, volendo. E lo farei, se questo servisse a toglierti Ashley dalla mente. Ma non servirebbe. E allora proverò con un altro sistema. Ti metterò le mani così. Ai due lati della testa. E ti schiaccerò il cranio come una noce per farne uscire quell'idea fissa. (Rhett) [a Rossella]
«I bambini sono la vita che si rinnova. E credo quindi che valga bene la pena di rischiare.» (Melania Hamilton)
  • So che almeno fisicamente mi sei rimasta fedele. E come lo so? Ma perché conosco Ashley Wilkes e la sua razza: gente d'onore. Mentre non si può dire lo stesso di te e di me. Noi non siamo gente per bene, non abbiamo onore, vero? (Rhett) [a Rossella]
  • Non te la caverai così! M'hai sbattuto la porta in faccia per sognare Ashley in solitudine! Ma questa notte non mi farò mettere fuori! (Rhett) [a Rossella, prendendola di peso e portandola in camera da letto]
  • Sembra che una madre, anche se cattiva, sia meglio di niente. (Rhett) [a Rossella]
  • I bambini sono la vita che si rinnova. E credo quindi che valga bene la pena di rischiare. (Melania)

Dialoghi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Gerald: Che è questa storia, Rossella? Che hai fatto? Ti sei umiliata e resa ridicola correndo dietro a un uomo che non ti ama, quando ne hai centinaia ai tuoi piedi?
    Rossella: Non sono corsa dietro a nessuno. Sono sorpresa, ecco tutto.
    Gerald: Su Rossella, non fare il broncio. Se Ashley avesse chiesto di sposarti, avrei dato il consenso a malincuore. Io voglio che tu sia felice, e non saresti felice con lui.
    Rossella: Lo sarei, eccome!
    Gerald: Comunque mia cara, chi sposi sposi, purché sia un uomo del sud e la pensi come te. Alla mia morte ti lascerò Tara.
    Rossella: Non voglio Tara! A che serve una piantagione quando...
    Gerald: Oseresti dire, miss Rossella O'Hara che la terra non conta nulla per te? Ma se è la sola cosa per cui valga la pena di lavorare, di lottare, di morire. Perché è la sola cosa che duri!
    Rossella: Oh, parli come un irlandese!
    Gerald: E sono molto fiero di esserlo. E non dimenticare, Rossella, che per metà lo sei anche tu. E chiunque abbia una goccia di sangue irlandese ama la terra come la propria madre. Ma per ora sei troppo giovane. L’amore per la terra ti verrà col tempo, è fatale quando si è nati irlandesi.
  • Mami: [...] vera dama in pubblico dovere mangiare poco, come uccellino. Non stare bene che nella casa di Mr. Wilkes tu ingozzarti e riempirti come tacchino!
    Rossella: Per dindirindina![3] Ashley mi ha detto che gli piacciono le ragazze di buon appetito.
    Mami: Ciò che giovanotti dire e quello che pensare essere due cose. A me non parere che lui avere chiesto di sposarti. [Rossella si mette a mangiare] Ora non ingozzarti se non volere che tutto tornare su dopo.
    Rossella: Quante stupidaggini si devono fare per trovare marito!
  • Melania: Oh, Rossella, tu sei piena di vita. Ti ho sempre ammirata tanto e vorrei essere come te.
    Rossella: Non devi adularmi Melania, non dire cose che non pensi.
    Ashley: Siete ingiusta, Melania è sempre sincera. Non è vero, mia cara?
    Rossella: Oh, allora non vi assomiglia davvero, Ashley. Inganna sempre tutte le ragazze, lui.
  • Rossella: Catina, chi è quello?
    Catina: Chi?
    Rossella: Quell'uomo che ci sorride. Quel tipaccio volgare.
    Catina: Come, non lo conosci? È Rhett Butler, di Charleston. Ha una reputazione terribile.
    Rossella: Mi guarda come se volesse spogliarmi con gli occhi.
    Catina: Rossella! È uno che nessuno riceve. Se n'è dovuto andare dal Sud perché persino i suoi genitori lo hanno ripudiato. È stato espulso dall'accademia militare. E poi c"è una storia con una ragazza che non ha voluto sposare.
    Rossella: Oh, dimmi, dimmi!
    Catina: Sai, La portò a spasso da sola nel suo calessino fino a sera inoltrata e poi si è rifiutato di sposarla! [si sussurrano qualcosa all'orecchio] No, ma è rovinata lo stesso!
  • Rossella: Perché devo andare a riposare? Non sono stanca.
    Mami: Le signorine per bene fare sonnellino dopo mangiato. È tempo che tu cominciare a comportarti come figlia di Miss Elena.
    Rossella: Oh, Mami, da quello che ho visto a Saratoga nessuna ragazza del Nord fa il sonnellino.
    Mami: Oh, no. Ma non trovare nessuna di quelle ragazze al ballo di stasera.
«Quasi tutte le miserie del mondo sono causate dalle guerre. E quando le guerre sono finite nessuno sa più perché sono scoppiate.» (Ashley Wilkes)
  • Ashley: Ecco, amici... se il Sud si batte, sono col Sud. Ma come mio padre spero che ci lascino in pace e che non ci sia la guerra.
    Sudista #1: Ma Ashley, ci hanno insultati!
    Sudista #2: Non dirai che non vuoi la guerra?
    Ashley: Quasi tutte le miserie del mondo sono causate dalle guerre. E quando le guerre sono finite nessuno sa più perché sono scoppiate.
    Sudista #3: Ma se non ti conoscessi potrei credere...
    Gerald: Su, basta, basta, signori. Mister Butler è stato nel Nord. Siete d'accordo con noi, Mister Butler?
    Rhett: È difficile vincere una guerra con le chiacchiere.
    Carlo: Che volete dire voi?
    Rhett: Voglio dire che non esiste una fabbrica di cannoni in tutto il Sud.
    Stuart o Brent: Ma che importanza può avere per un gentiluomo?
    Rhett: Temo che avrà molta importanza e per molti gentiluomini anche.
    Carlo: Volete insinuare che i nordisti ci batteranno?
    Rhett: Non dico questo. Dico soltanto che i nordisti sono meglio equipaggiati di noi. Hanno fabbriche, cantieri, miniere e una flotta per bloccare i porti ed farci morire di fame. Noi abbiamo solo cotone, schiavi e... arroganza.
    Carlo: Parlate come un traditore!
    Carlo: Questi sono discorsi da rinnegato!
    Rhett: Mi spiace che la verità vi offenda.
    Carlo: Non basta scusarsi. So che vi hanno espulso dall'accademia militare. E tutte le famiglie di Charleston vi hanno messo al bando. Compresa la vostra!
    Rhett: Mi scuso ancora per tutti i miei errori. Mister Wilkes, volete permettermi di dare un'occhiata in giro? Qui è evidente che rovino delle digestioni... e dei sogni di vittoria.
  • Ashley: Siete così giovane, non sapete cosa sia il matrimonio.
    Rossella: So che vi amo e voglio essere vostra moglie. Voi non amate Melania.
    Ashley: Lei è come me, Rossella. Tra lei e me vi è una comprensione infinita.
    Rossella: Ma amate me!
    Ashley: Come potrei non amarvi? Avete quell'ansia di vivere che io non ho. Ma questo genere d'amore non basta per due persone diverse come noi.
    Rossella: Avanti, dite pure che siete un vile! Avete paura di sposarmi! Preferite una pupattola che non sa dire che "sì" e "no" e che vi darà dei marmocchi stupidi come lei!
    Ashley: Non dovete parlare così di Melania!
    Rossella: E chi siete voi per proibirmelo? M'avete burlato! M'avete fatto credere di volermi sposare!
    Ashley: Rossella, siate leale! Mai e poi mai...
    Rossella: È vero, l'avete fatto! Io vi odierò fino alla morte! Non trovo parole per dirvi quanto vi odio! [lo schiaffeggia]
  • Rossella: Voi non siete un gentiluomo!
    Rhett: E voi non siete una signora.
    Rossella: Oh!
    Rhett: Non è un titolo di demerito, le signore non mi hanno mai interessato.
  • Carlo: Oh, Miss O'Hara, vi ho detto che vi amo. Voi siete la più bella fanciulla che esista, tanto dolce e cara. So di non poter sperare che mi amiate. Sono così goffo e stupido e non sono certo degno di voi. Ma se fosse che possibile che voleste sposarmi, farei di tutto per rendervi felice. Qualsiasi cosa, lo prometto.
    Rossella [distratta mentre guarda Ashley e Melania]: Che avete detto?
    Carlo: Miss O'Hara, vi ho chiesto di sposarmi.
    Rossella: Sì, Mr. Hamilton, vi sposo.
    Carlo: Davvero? Mi sposerete? Mi aspetterete?
    Rossella: Non ho voglia di aspettare.
    Carlo: Volete dire che mi sposerete subito?! [proposta di matrimonio]
  • [Rossella si rifiuta di vestirsi a lutto]
    Rossella: Che m'importa! Sono troppo giovane per fare la vedova. Farò paura alla gente con quell'orrore addosso.
    Mami: Tu non dovere vedere gente. Essere in lutto!
    Rossella: Per cosa? Non sono triste. Perche devo mettermi a fingere, a fingere?!
  • [Un soldato confederato chiede i gioielli per supportare economicamente l'esercito]
    Soldato confederato: Ma quella è la vostra fede.
    Melania: Forse aiuterò mio marito donandola.
    Soldato confederato: Grazie.
    Rhett: Davvero un bel gesto, Mrs Wilkes.
    Rossella: Ecco. Prendete anche la mia. Per la causa.
    Rhett: Anche a voi, complimenti. [sarcastico] So cos'era quell'anello per voi.
«Non voglio abusare della vostra infantile immaginazione: non sono né nobile né eroico. Credo in Rhett Butler. È la sola causa che riconosco, il resto conta ben poco.» (Rhett Butler)
  • Rhett: Non voglio abusare della vostra infantile immaginazione: non sono né nobile né eroico.
    Rossella: Ma avete forzato il blocco!
    Rhett: Per guadagno, solo per guadagno.
    Rossella: Volete dirmi che non credete alla causa?
    Rhett: Credo in Rhett Butler. È la sola causa che riconosco, il resto conta ben poco.
  • Rhett: Abbiamo scandalizzato la Confederazione.
    Rossella: È come forzare il blocco, vero?
    Rhett: È peggio. Ma spero di trarne un buon profitto.
    Rossella: Oh, non m'importa quello che volete voi o cosa vogliono gli altri. Voglio ballare! Stasera ballerei anche con il mio peggior nemico!
  • Rossella: Un altro ballo e la mia reputazione è rovinata.
    Rhett: Chi ha coraggio fa anche a meno della reputazione.
  • Rossella: Sono carina?
    Rhett: No! Orrenda!
    Rossella: Perché? Non sto bene?
    Rhett: Questa guerra diventa seria se una ragazza come voi non sa più mettersi un cappello alla moda.
  • Rossella: Rhett, voi siete molto gentile ma io non dovrei accettare i vostri doni.
    Rhett: Non sono gentile, vi sto tentando. Non do nulla senza ricevere qualcosa in cambio. Mi ripago sempre.
    Rossella: Se credete che vi sposerò per un cappello sbagliate!
    Rhett: Non illudetevi, non sono tipo da sposarmi.
    Rossella: Ma neppure un bacio vi darò.
    [Rhett si avvicina, Rossella chiude gli occhi e aspetta che lui la baci]
    Rhett: Aprite gli occhi e guardatemi. No, non vi bacerò neanche. Benché ne abbiate bisogno. È questo il guaio. Dovreste essere baciata e spesso. E da un esperto.
    Rossella: Oh, e suppongo credete di essere il tipo adatto!
    Rhett: Chissà. Al momento buono, s'intende.
    Rossella: Siete un essere odioso e volgare, Rhett Butler! Non so perché vi permetto di venirmi a trovare!
    Rhett [ride]: Ve lo dirò io, Rossella. Perché sono il solo uomo sopra i sedici e sotto i sessanta che sia rimasto in circolazione.
  • Melania: Oh, Rossella, sei stata così buona con me. Sei stata più che una sorella. Cara, avresti cura di mio figlio se dovessi morire?
    Rossella: Oh, ma perbacco, Melania! Con tanti guai ti metti anche a parlare di morte?
  • Rossella: Ma Melania ha le doglie. Dovete venire con me!
    Dottor Meade: Ma siete pazza? Ma non posso lasciare i feriti ora! Stanno morendo a centinaia! E trovate una donna che v'aiuti!
    Rossella: Ma non c'è nessuno. Venire, vi prego, potrebbe morire.
    Dottor Meade: "Morire"? E guardate qui! Muoiono dissanguati e non si può far nulla! Niente cloroformio. Niente fasce! Niente! Nulla per alleviare le loro pene!
  • [Scappando durante l'incendio di Atlanta]
    Rossella: Aspettate, non ho sprangato la porta! [Rhett ride] Di chi ridete?
    Rhett: Di voi! A che serve chiudere?
  • [Dopo l'incendio di Atlanta]
    Rhett: Guardatevi in giro. È un momento storico. Racconterete ai nipoti di avere assistito alla scomparsa del Sud. Volevano liquidare i nordisti in un mese, questi fanfaroni!
    Rossella: Che rabbia mi fanno! Ci hanno cacciato nei guai con le loro fanfaronate.
    Rhett: Ah, io l'avevo ben previsto, sentendoli parlare.
    Rossella: Oh, Rhett, sono felice che non siate nell'esercito. Dovete essere fiero, ora, d'aver avuto più giudizio di loro.
    Rhett: Non ne sono fiero.
  • Rhett: Egoista fino in fondo. Pensate solo a salvare la vostra pelle, senza curarvi della nostra causa.
    Rossella: Rhett, non potete abbandonarmi. E perché volete battervi ora? Tutto è finito e io ho bisogno di voi? Perché? Perché?
    Rhett: Perché ho sempre avuto un debole per le cause perse, quando sono proprio perse. O forse... perché ho vergogna di me stesso. Chissà.
    Rossella: Dovreste vergognarvi di lasciarmi sola e indifesa!
    Rhett: Voi indifesa? [ride] Che il cielo aiuti i nordisti, se vi catturano!
«Siamo eguali. Gentaglia, tutti e due. Egoisti e scaltri. Ma capaci di guardare le cose in faccia e chiamarle col loro nome.» (Rhett Butler)
  • Rhett: Non vi chiedo di perdonarmi. Neanch'io riesco a capirmi, vi assicuro. E se mi busco una pallottola, Dio mi salvi, non mi perdonerò mai quest'idiozia. Ma d'una cosa sono certo: che vi amo, da sempre. A dispetto vostro e mio e di questo mondo che ci crolla intorno, vi amo. Perché siamo eguali. Gentaglia, tutti e due. Egoisti e scaltri. Ma capaci di guardare le cose in faccia e chiamarle col loro nome.
    Rossella: Non stringetemi così!
    Rhett: Rossella, guardatemi. Vi amo più di quanto abbia mai amato qualsiasi donna. Vi ho atteso con una pazienza di cui sono stupito.
    Rossella: Lasciatemi!
    Rhett: È un soldato del Sud che vi ama, Rossella. E vuol stringervi tra le sue braccia. E vuol portare con sé il ricordo dei vostri baci. Non importa che mi amiate. Manderete un soldato incontro alla morte con un dolce ricordo. Rossella, baciami. Baciami ora. [lui la bacia, ma lei vuole liberarsi dalla sua stretta]
    Rossella [shiaffeggiandolo]: Mascalzone, vigliacco che non siete altro! Avevano ragione! Sì, avevano ragione! Voi non siete un gentiluomo!
    Rhett: Questione secondaria in questo momento. [le dà la pistola] Tenete. Se vogliono prendervi il ronzino, sparate. Ma sparate al ladro, non al cavallo.
    Rossella: Andatevene! Andatevene via! Spero che una cannonata vi prenda in pieno! Spero che vi facciano in mille pezzi!
    Rhett: Basta così. Ho bene afferrato il concetto. E quando sarò un eroe morto per la patria, spero che la coscienza vi rimorda. Addio, Rossella.
  • Suellen: Ho la schiena rotta. Guarda che mani! Mamma diceva che le vere signore si riconoscono dalle mani.
    Careen: Credo che queste cose non contino più nulla, ormai.
  • Suellen: Che m'importa di Tara? Io odio Tara!
    Rossella [la schiaffeggia]: Non t'azzardare a ripeterlo un"altra volta! È come se odiassi tua madre.
  • Gerald: Senti Rossella, devo dirti una cosa.
    Rossella: Sì, papà, che c'è?
    Gerald: Ho parlato con Prissy e Mami. Non mi va il modo come le tratti. Si deve essere severi coi domestici, ma anche gentili. Specialmente coi negri.
    Rossella: Sì, papà, lo so. Ma non chiedo a nessuno di fare più di quel che faccio io.
    Gerald: Comunque, disapprovo i tuoi modi.
  • Mami: Tutto esercito avere stesse cose: cimici, pidocchi e dissenteria.
    Suellen: È irrispettoso come tratti Mr. Kennedy.
    Mami: Più irrispettoso se suoi pidocchi saltare su di te!
  • Rossella: Devo faticare giorno e notte per rimediare il minimo necessario per sfamarti e tu fai la generosa e dai tutto a questi vagabondi! Sono peggio di un'invasione di cavallette!
    Melania: Non sgridarmi, Rossella, ti prego. Ho saputo ora che Ashley è prigioniero.
    Rossella: Ashley prigioniero?
    Melania: Sì, e non è improbabile che, se è vivo, a quest'ora sia già in cammino verso casa. E forse qualche donna del Nord gli dà da mangiare e lo aiuta a tornare a casa da me.
  • Ashley: Cosa credete che succeda quando una civiltà crolla? Chi ha cervello e coraggio se la cava. Chi non ne ha, cola a picco.
    Rossella: Oh, Ashley, in nome del cielo, non state lì a fare discorsi difficili quando siamo noi che stiamo colando a picco!
  • Ashley: Oh, Rossella, sono un vile.
    Rossella: Voi, siete un vile? Di che cosa avete paura?
    Ashley: Sopratutto della dura realtà della vita, credo. Non che mi dispiaccia spaccare legna. Ma mi turba la perdita della bellezza della vita che amavo. Se non ci fosse stata la guerra, avrei trascorso l'esistenza rintanato alle Dodici Querce. Ma c'è stata la guerra. Ho visto morire i miei amici d'infanzia. Ho visto l'agonia di uomini uccisi da me. E ora devo vivere in un mondo che per me è peggio della morte. Ho paura di vivere in un mondo simile. Ma non riuscirò mai a farvelo capire, perché voi non avete paura. A voi la vita non spaventa. E non desiderate sfuggire alla realtà.
    Rossella: "Sfuggire alla realtà"? Oh, Ashley, avete torto. Voglio sentirmi libera. Sono così stanca di tutto. Ho lottato per trovare cibo e denaro. Ho arato e zappato e raccolto cotone, ma non posso continuare così. Ve lo dico io, il Sud è morto! È morto! I nordisti se ne sono impadroniti, a noi non è rimasto nulla! Ashley, perché non fuggiamo? Andiamo al Messico. Cercano ufficiali per l'esercito. Laggiù saremo felici. Lavorerei per voi. Farei qualunque cosa! Voi non amate Melania. Amate me, me l'avete confessato. Ricordate? E Melania non può... Il dottor Meade mi ha detto che non potrà più avere figli ed io invece potrei...
    Ashley: Dimentichiamo quel giorno alle Dodici Querce.
    Rossella: Oh, io non potrei mai. Voi l'avete dimenticato? Dite la verità, Ashley, voi mi amate?
    Ashley: No, io non vi amo.
    Rossella: Non è vero!
    Ashley: Anche se non è vero, come potrei fuggire e lasciare qua i miei cari? Ucciderei Melania e voi lascereste vostro padre e le ragazze...
    Rossella: Sì che li lascerei! Sono stufa! Non ne posso più!
    Ashley: Siete stanca, lo so. Per questo parlate così. Avete lottato per tutti noi. Ma da oggi in poi vi sarò di maggiore aiuto.
    Rossella: C'è un solo modo per aiutarmi. Portatemi via. Niente ci tiene qui.
    Ashley: Niente... Niente eccetto l'onore. [Rossella piange] Rossella, vi prego. Vi prego, cara, non piangete. Non dovete. Su, coraggio.
    [Si baciano]
    Rossella: Mi amate! Mi amate! Ditelo che mi amate! Ditelo! Ditelo che mi amate...
    Ashley: No, no... Non ve lo dirò. Non devo e non voglio. Non succederà più. Me ne andrò col bambino e Melania.
    Rossella: Ditelo che mi amate...
    Ashley: Va bene, ve lo dirò. Amo così il vostro coraggio e la vostra tenacia. Le amo tanto che un momento fa stavo per dimenticare la migliore delle mogli. Ma no, no Rossella, non la dimenticherò!
    Rossella: Allora non mi resta nulla... nulla per cui lottare... e per cui vivere...
    Ashley: Sì, vi resta qualcosa. Qualcosa che amate più di me, benché non lo sappiate... Tara. [le mette nel palmo del terriccio]
  • Mami: Che cosa fare con tende di Miss Elena?!
    Rossella: Mi devi fare un vestito nuovo!
    Mami: Non con le tende di Miss Elena finché stare qua io!
    Rossella: Non fare la stupida, ora sono diventate mie!
  • Caporale: Una signora chiede del capitano. Dice che è sua sorella.
    Maggiore: Un'altra sorella? Questa è una prigione, non un harem!
    Caporale: Signor maggiore, non è una di quelle...
  • Rossella: Quando penso che io ho tutto quello che desidero e neanche la più piccola preoccupazione, mentre voi siete in questa prigione... che non è neanche per uomini ma per cavalli! Oh, cerco di fare dello spirito, mentre ho voglia di piangere... Ora scoppierò in lacrime....
    Rhett: Rossella, ma è possibile che...
    Rossella: Che cosa è possibile?
    Rhett: Che abbiate scoperto di avere un cuore?
    Rossella: Sì, Rhett. Infatti.
    Rhett: Val la pena di finire in galera per sentirvi parlar così. Ne val la pena.
  • Rossella: Voglio 300 dollari per pagare le tasse di Tara. Oh, vi ho mentito quando vi ho detto che le cose andavano bene. Vanno nel peggiore dei modi possibile! E voi dovete avere dei milioni.
    Rhett: Quali garanzie offrite?
    Rossella: I miei orecchini.
    Rhett: Non m'interessano.
    Rossella: Un'ipoteca su Tara.
    Rhett: Che me ne faccio d'una fattoria?
    Rossella: Ah, non perderete niente. Vi rimborserò col raccolto.
    Rhett: Non mi va. C'è niente di meglio?
    Rossella: Una volta diceste di amarmi. Se mi amate ancora io sono...
    Rhett: Avete dimenticato che non sono tipo da sposarvi?
    Rossella: No, non l'ho dimenticato.
    Rhett: Non valete 300 dollari. E mi ripaghereste solo con delle cattiverie.
    Rossella: Avanti, insultatemi, non me ne importa niente, purché mi diate il denaro! Non rinuncio a Tara! Dovessi lottare per lei fino al mio ultimo respiro! Oh, Rhett, vi prego, datemi quel denaro!
    Rhett: Anche se volessi non potrei davvero. I miei fondi sono a Liverpool, non ad Atlanta. Se io emettessi una tratta, i nordisti ci si butterebbero sopra come lupi. E così, mia cara, vi siete umiliata per niente.
  • Nordista [agli schiavi liberati]: Daremo a ciascuno di voi quaranta acri di terra e un mulo.
    Schiavo liberato: Che bellezza!
    Nordista: Quaranta acri e un mulo!
    Schiavo liberato: Bene!
    Nordista: Perché siamo amici vostri. E quando diventerete elettori, voterete come vogliono i vostri amici!
  • Ashley: Rossella, io non voglio arricchirmi sfruttando le disgrazie altrui.
    Rossella: Però non vi dispiaceva avere schiavi.
    Ashley: Era diverso. Erano trattati umanamente. E li avrei liberati quando fosse morto mio padre, se non lo avesse già fatto la guerra.
    Rossella: Mi dispiace, Ashley. Ma avete dimenticato che significa esser poveri? Mi sono resa conto che il denaro è la cosa più importante che ci sia. Non voglio più restare senza denaro. Ne voglio accumulare tanto da essere sicura che nessuno potrà togliermi Tara e farò soldi a qualunque costo.
    Ashley: Ma non siamo i soli ad aver sofferto, Rossella. Guardate gli amici. Conservano il loro onore e la loro dignità.
    Rossella: Sì, e crepano di fame! Sono degli sciocchi che non sanno come cavarsela da soli. Oh, so che sparlano di me. Non m"interessa! Mi farò degli amici fra gli affaristi del Nord, li batterò sul loro stesso terreno e voi mi aiuterete.
  • Melania: Oh, ma Rossella, tu fai affari con quella stessa gente che ci ha spogliato e torturato e ci ha messo alla fame!
    Rossella: Acqua passata, Melania. Voglio arricchire anche a costo di trattare coi nordisti.
  • Rossella: Hanno fatto male a cacciarvi dalla galera, dovevano impiccarvi!
    Rhett [ride]: Sapete com'è. Col denaro si compera quasi tutto.
«Non vi amo più di quanto mi amiate voi. Dio aiuti l'uomo che vi ami veramente.» (Rhett Butler)
  • [Rossella si è sciacquata la bocca con l'acqua di colonia per mascherare l'odore dell'alcool]
    Rhett: Non serve, Rossella.
    Rossella: Cosa?
    Rhett: La colonia.
    Rossella: Non... capisco che volete dire.
    Rhett: Dico che avete bevuto. Cognac. E parecchio.
    Rossella: E se anche fosse? Che cosa ve ne importa?
    Rhett: Non bevete da sola. Si viene sempre a sapere e ci si rovina la reputazione. [Rossella piange] Che avete? Fate la vedova disperata?
    Rossella: Oh, Rhett, ho tanta paura.
    Rhett: Non ci credo. Non avete mai paura, voi.
    Rossella: Ma ora sì. Ho paura di morire e di andare all'inferno.
    Rhett: Siete in ottima salute. E forse l'inferno non c'è.
    Rossella: Oh, sì che c'è. Lo so bene. Lo sanno tutti.
    Rhett: Be', se lo sanno tutti, allora, è inutile negarlo. Sentite, com'è che vi sentite l'inferno sotto i piedi?
    Rossella: Riconosco che non avrei dovuto sposare Franco. Era fidanzato con Susan e amava lei, non me. L'ho fatto soffrire molto e l'ho ucciso. Sì, l'ho ucciso io! Oh, Rhett, è la prima volta in vita mia che provo rimorso per quello che ho fatto.
    Rhett [porgendole un fazzoletto]: A voi. Asciugatevi gli occhi. Se poteste ricominciare da capo fareste lo stesso. Siete come il ladro, cui non spiace di avere rubato ma è molto molto afflitto di andare in galera.
    Rossella: Oh... È meglio che mamma sia morta e non possa vedermi. Volevo tanto essere come lei, buona e dolce... e invece sono tutto l'opposto!
    Rhett: Voi avete una bella sbornia lacrimogena. E allora cambio argomento e vi dico perché son venuto qui.
    Rossella: Ditelo e fate presto! Che c'è?
    Rhett: C'è che non posso vivere senza di voi.
    Rossella: Oh, siete un essere davvero ignobile. Venite qui in un momento simile con le vostre sporche...
    Rhett: Ho capito che eravate la sola donna per me fin dal giorno che vi vidi alle Dodici Querce. Ora che avete un negozio e i soldi di Franco non verrete a cercarmi come quand'ero in galera e così dovrò proprio sposarvi.
    Rossella: Non avete il minimo tatto.
    Rhett: Forse preferite che mi metta in ginocchio?
    Rossella: Siete uno sfrontato e un villano! Andatevene!
    Rhett [in ginocchio]: Perdonatemi se vi ho offesa con la violenza della mia passione, adorata Rossella. Volevo dire, cara Mrs. Kennedy. Ma non deve esservi sfuggito che da qualche tempo l'amicizia che nutro per voi si è mutata in un sentimento profondo, un sentimento più bello, più puro, più elevato... Posso osare di chiamarlo "amore"?
    Rossella: Alzatevi in piedi. Non mi vanno gli scherzi volgari.
    Rhett: Ma è un'autentica proposta di matrimonio fatta nel momento che mi sembra più opportuno. Devo cogliere l'occasione fra un marito e l'altro.
    Rossella: Siete volgare e villano! Questo colloquio è durato anche troppo. E poi non mi risposerò mai.
    Rhett: Ma sì, invece. Sposerete me.
    Rossella: Voi? Voi?! Non vi amo. E... non mi piace il matrimonio.
    Rhett: Sbagliate, perché può essere piacevole.
    Rossella: "Piacevole"? Per dindirindina![3] Per gli uomini, forse!
    Rhett: Smettete, vi sentiranno tutti. Avete sposato un ragazzo e un vecchio. Provate un uomo dell'età giusta e che sa fare con le donne.
    Rossella: Siete pazzo, Rhett Butler. Sapete bene chi amerò per tutta la vita.
    Rhett: Basta. Siete una stupida! Basta con questi discorsi. [la bacia con impeto]
    Rossella: No. Mi sento mancare.
    Rhett: È quello che voglio. Così bisogna trattarvi. Nessuno di quegli idioti v"ha mai baciata così, vero? Né Carlo, né Franco, né quello stupido Ashley! Dite che mi sposerete. Dite di sì. Sì?
    Rossella: Sì...
    Rhett: Avete detto sul serio? Non vi rimangerete la parola?
    Rossella: No...
    Rhett: Guardatemi e ditemi la verità. Avete detto di sì per i miei soldi?
    Rossella: Be'... sì... in parte.
    Rhett: "In parte"?
    Rossella: Vedete, il denaro ha la sua importanza. E certo, mi piacete anche.
    Rhett: Vi piaccio?
    Rossella: Be', se vi dicessi che vi amo alla follia, capireste che non è vero. Ma avete detto voi che abbiamo molto in comune...
    Rhett: Sì, avete ragione, cara. Non vi amo più di quanto mi amiate voi. Dio aiuti l'uomo che vi ami veramente. Come lo volete l'anello, mia cara?
    Rossella: Con un brillante. Ma uno grande, bello, Rhett!
    Rhett: Avrete il più grosso e il più volgare anello di Atlanta. Vi porterò a New Orleans per la più costosa luna di miele che pagherò col mio denaro mal guadagnato.
    Rossella: Oh, sarà davvero delizioso!
    Rhett: E, s'intende, provvederò io al vostro corredo.
    Rossella: Oh, Rhett, che gioia! Ma non lo direte a nessuno, vero Rhett?
    Rhett: Sempre ipocrita!
  • Rhett: E ora che sei così ricca, potrai mandare al diavolo chi vuoi. È stata sempre una tua aspirazione.
    Rossella: Ma io tenevo soprattutto a mandare al diavolo te.
  • Rhett: Non ti sembra che dovremmo comprare qualcosa anche per Mami?
    Rossella: E perché dovrei farle un regalo dopo che ci ha chiamati "muli"?
    Rhett: "Muli"? Perché "muli"?
    Rossella: Sì, ha detto che ci possiamo dare delle arie e bardarci con finimenti da cavallo, ma saremo sempre muli sotto pelle e non la daremo a bere a nessuno.
    Rhett: È sacrosantamente vero. Mami la sa lunga. È una delle poche persone di cui vorrei avere la stima.
  • Rossella: Oh, Rhett, avevo un gran freddo ed ero affamata e tanto stanca. E cercavo qualcosa. Vagavo nella nebbia ma non riuscivo a trovarla.
    Rhett: Cosa cercavi?
    Rossella: Ah, non lo so. Faccio sempre lo stesso sogno che finisce così. Cerco qualcosa e non la trovo.
    Rhett: Tesoro...
    Rossella: Oh, non sognerò mai di aver trovato quello che cerco e di essere salva?
    Rhett: In sogno ciò non accade mai. Ma ora avrai una vita sicura e felice e non farai più brutti sogni. Vedrai, tesoro, penserò io a proteggerti.
  • Suellen: Rossella è odiosa! Quella sua nuova casa è un'ostentazione! E ci ha tolto anche i nostri servi!
    Careen: Cara, non essere severa con Rossella. Grazie a lei nessuno potrà più toglierci Tara.
    Suellen: E che me ne faccio di Tara? Lei ha avuto tre mariti e io morirò zitella!
  • Mami [alla nascita della figlia]: Mi dispiace, Mr. Rhett, che non essere maschio.
    Rhett: Ah, fa nulla, Mami. Tanto meglio così. Per quel che valgono i maschi! Guarda me e ti convincerai!
  • [Alla nascita della figlia]
    Rhett: Il primo essere che mi appartenga completamente.
    Rossella: Oh, quante storie! L'ho fatta io, no?
  • Rossella: Tu non mi puoi capire.
    Rhett: Ti compatisco, Rossella.
    Rossella: Mi compatisci?
    Rhett: Sì, ti compatisco perché calpesti la vera felicità per inseguire un ideale che non ti farà felice.
    Rossella: Non capisco cosa vuoi dire.
    Rhett: Se tu fossi libera e Melania fosse morta e tu sposassi il tuo nobile Ashley saresti felice? Non lo capiresti. Non capiresti la sua anima perché tu non capisci che una cosa sola: i quattrini.
    Rossella: Tieniti i tuoi apprezzamenti, vorrei solo sapere...
    Rhett: Conserva il tuo casto letto. Per me non sarà un sacrificio.
    Rossella: Vuoi dire che non t'importa?
    Rhett: Fortunatamente il mondo è pieno di donne. Non resterò solo. Troverò chi mi consolerà.
    Rossella: Fa' come credi. Ma t'avverto, in caso cambiassi idea, chiuderò la porta a chiave.
    Rhett: Risparmiati. Se voglio entrare, non sarà un catenaccio ad impedirlo. [sfonda la porta , esce, si versa un drink, ma poi lo scaraventa contro un ritratto di Rossella]
  • Rhett: Sapeto che quasi tutte le donne sono canaglie, ipocrite ed egoiste, ma questa...
    Bella: Oh, Rhett, è inutile...
    Rhett: Che vuoi dire?
    Bella: Voglio dire che t'ha stregato. Qualsiasi cosa t'abbia fatto, seguiti ad amarla. E non mi fa piacere dirlo.
    Rhett: Può darsi. Ma ne ho abbastanza e, ti garantisco, è finita!
    Bella: Devi pensare a tua figlia. Vale dieci volte la madre.
    Rhett: Tu sei saggia, Bella. E hai buon cuore.
    Bella: Davvero?
    Rhett: Riflettevo la differenza che c'è tra voi due... Siete abili donne d'affari e avete avuto successo. Ma tu hai cuore, Bella. E sei leale.
  • [Rossella e Rhett passeggiano con Diletta]
    Rossella: Dover fare i salamelecchi a queste vecchie streghe!
    Rhett: Se avessi conservato la tua dignità, oggi non saremmo a questo punto. Ora invece dobbiamo ingraziarci tutta la buona società decaduta... [con un sorriso falso, rivolto a una passante] Buongiorno, Mrs. Whiting.
    Mrs. Whiting: Buongiorno, capitano. Buongiorno, Rossella.
    Rossella: Così l'affarista senza scrupoli diventa rispettabile.
    Rhett: Quello che voglio per Diletta non posso comprarlo. Oh, riconosco di avere anch'io le mie colpe, ma Diletta sarà ricevuta fra la gente per bene. Sì, anche se dovremo strisciare ai piedi di questi pezzi da museo... [con un sorriso falso, rivolto a una passante] Buongiorno, Mrs. Meade.
    Mrs. Meade: Buongiorno, capitano Butler. Buongiorno, Rossella.
  • Ashley: Rossella, sapete che diventate sempre più bella? Non siete cambiata dal giorno della nostra merenda alle Dodici Querce dov'eravate circondata da dozzine di ammiratori.
    Rossella: Quella ragazza non esiste più. Nessuno dei miei sogni s'è avverato, Ashley. Nessuno.
    Ashley: Sì. Com'è lungo il cammino che abbiamo percorso, Rossella. Ah, quei giorni felici, la calma serenità di quei tramonti, le tristi, lente, dolci canzoni dei negri, il benessere e la serena sicurezza di quei tempi.
    Rossella: Non ricordate il passato. A che serve? Il cuore sanguina e... e non si trova la forza per proseguire.
  • Rhett: Che miserabile vigliacca che sei! Alzati! Devi andare a questa festa e subito!
    Rossella: Be', Lydia ha osato...
    Rhett: Sì, ha parlato. E ora le donne della città conoscono questa storia e anche gli uomini!
    Rossella: Avresti dovuto ucciderli, è una calunnia.
    Rhett: Non mi piace uccidere la gente che dice la verità.
  • Rossella: E tu t'illudi che te la affidi quando la porteresti in mezzo a gente come quella Bella?
    Rhett: Dovrei torcerti il collo per quel che hai detto! Ringrazia iddio che sei una donna! Ma non ripeterlo. E in quanto a darti delle arie materne... una gatta è miglior madre di te.
  • Rhett: Faremo un lungo viaggio nel paese delle fate.
    Diletta: Dove? Dove?
    Rhett: Ah! Ti mostrerò la torre di Londra, dov'è racchiusa la principessa, e il ponte di Londra.
    Diletta: Il ponte di Londra? Me lo vuoi comperare?
    Rhett: Certo, vedrò di comprartelo, tesoro.
  • Rhett: Sei pallida. Hai finito il rossetto o devo pensare che hai sofferto per la mia assenza?
    Rossella: Sono pallida per colpa tua. Non perché fossi lontano, ma perché...
    Rhett: Continua, ti prego.
    Rossella: Perché aspetto un bambino.
    Rhett: Davvero? E chi è il padre felice?
    Rossella: Sai bene che è tuo. Tu non lo vorresti e neanch'io. Chi può volere un figlio da una canaglia come te? Vorrei fosse di chiunque altro fuorché tuo!
    Rhett: Be', chissà, può capitarti un malanno. [Rossella vuole aggredirlo, ma quando lui si sposta lei cade dalle scale]
  • [Melania è in fin di vita sul letto di morte]
    Melania: Promettimi...
    Rossella: Qualsiasi cosa.
    Melania: Veglia su mio figlio. Già una volta te l'ho affidato. Ricordi? Il giorno che nacque.
    Rossella: Oh, ti prego, Melania, non parlare così. Sono certa che guarirai.
    Melania: Promettimi... l'università.
    Rossella: Sì. Sì, viaggerà, avrà tutto quello che vuole ma, Melania, cerca di...
    Melania: Ashley... Ashley e tu...
    Rossella: Che vuoi dire di Ashley, Melania?
    Melania: Veglia su lui per me... come hai vegliato su me... per lui.
    Rossella: Lo prometto.
    Melania: Veglia su lui, ma... che non se ne accorga.
    Rossella: Riposa.
    Melania: Promettimi...
    Rossella: Che altro, dimmi?
    Melania: Tuo marito, sii buona con lui.
    Rossella: Rhett?
    Melania: Ti ama tanto.
    Rossella: Sì, Melania.
    Melania: Addio.
  • Ashley: Oh, Rossella, non posso vivere senza di lei. Non posso! Ogni mio bene se ne va con lei.
    Rossella: Ashley, l'amate davvero, allora?
    Ashley: È il mio unico sogno che non sia stato distrutto dalla realtà.
    Rossella: Sogni, solamente sogni. Mai del buon senso.
    Ashley: Oh, Rossella, sapeste quanto ho sofferto!
    Rossella: Ashley, avreste dovuto dirmelo anni fa che amavate lei e non me. E non ingannarmi parlandomi dell'onore. Avete aspettato fino ad ora, ora che Melania sta morendo per farmi capire che non conto per voi più di quello che Bella Watling conta per Rhett. E io ho amato qualcosa che non esiste. Strano... mi è indifferente... Sento che non m'importa. Non me ne importa niente. Oh, Ashley, dovete perdonarmi. Non piangete. Non deve accorgersi che avete pianto.
  • Rhett: Riposi in pace. L'unica persona veramente buona che abbia conosciuto. Una signora. Una vera signora. Così è morta. Per te va proprio bene, no?
    Rossella: Non essere disgustoso. Le volevo bene, davvero.
    Rhett: Non me ne sono mai accorto. Ma ti riconosco il merito di averla apprezzata in estremis.
    Rossella: Come non apprezzarla? Pensava a tutti meno che a se stessa. Le sue ultime parole sono state per te.
    Rhett: Che ha detto?
    Rossella: Ha detto: "Sii buona con tuo marito, ti ama tanto."
    Rhett: Non ha detto altro?
    Rossella: Sì... Mi ha chiesto di vegliare su Ashley.
    Rhett: Così hai anche il consenso della prima moglie, eh?
    Rossella: Come sarebbe? Che vuoi fare?
    Rhett [facendo le valigie]: Ti lascio, mia cara. Ora ti occorre solo il divorzio e il tuo sogno con Ashley si avvererà.
    Rossella: Oh! No, ti sbagli. Ti sbagli, t'assicuro. Non voglio il divorzio. Oh, Rhett! Stasera mi sono resa conto... ho capito di amarti... ti sono corsa dietro per dirtelo. Oh, caro, caro!
    Rhett: Ti prego, non continuare. Separiamoci con un po' di dignità. Niente scenate.
    Rossella: Che dici? Oh, caro, ascoltami! Devo averti amato da sempre, solo che ero così sciocca da non saperlo. Ti prego, credimi. Tu mi ami. Lo ha detto Melania.
    Rhett: Lo credo. E che ne farai di Ashley?
    Rossella: N-non era vero amore.
    Rhett: Era una buona imitazione, però. Fino a stamani. No, è inutile, ho tentato di tutto. Se tu mi fossi venuta incontro a mezza strada, magari quando tornai da Londra...
    Rossella: Oh, fui così contenta di vederti. Ma tu, Rhett, eri indisponente.
    Rhett: Anche quando eri ammalata, per colpa mia. Sperai inutilmente che tu mi cercassi e non lo facesti.
    Rossella: Volevo farlo. Volevo tanto vederti, ma temevo di essere respinta.
    Rhett: Abbiamo fatto di tutto per non capirci. Ma ora è tardi. Finché c'è stata Diletta, potevamo ancora essere felici. In lei vedevo te tornata bambina, com'eri una volta, prima che la guerra e la miseria ti cambiassero. T'assomigliava. E potevo viziarla come avrei voluto fare con te. Sparita lei, tutto è finito.
    Rossella [piangendo]: Oh, Rhett, ti supplico, non dire così. Mi dispiace. Mi dispiace tanto di tutto.
    Rhett: Cara, sei davvero una bambina. Credi, dicendo mi dispiace, di cancellare il passato. Su, prendi il mio fazzoletto. Pare impossibile, ma nei momenti più gravi non hai mai il fazzoletto.

Explicit[modifica]

Rhett: No, ne ho abbastanza di tutto. Cerco la pace. Vedrò se la vita può darmi ancora un po' di serenità e di dolcezza. Tu sai cosa intendo?
Rossella: No, so solo che ti amo!
Rhett: Questa è la tua disgrazia.
Rossella: Rhett! Rhett! Rhett! Rhett! Se te ne vai che sarà di me? Che farò?
Rhett: Francamente, me ne infischio.[4] [esce dalla porta e scompare nella nebbia]
Rossella: Non voglio perderlo. Non voglio! Ci dev'essere il modo di ricondurlo a me. Oh, non posso pensarci ora. Se no divento pazza. Ci penserò domani. Pure, devo pensarci! Devo pensarci. Che cosa posso fare? Cos'è che conta nella vita?
Gerald [voce fuori campo]: Oseresti dire, Miss Rossella O'Hara, che la terra non conta nulla per te? Ma la terra è la sola cosa per cui valga la pena di lavorare. La sola cosa che duri.
Ashley [voce fuori campo]: Qualcosa che amate più di me, benché forse non lo sappiate: Tara.
Rhett [voce fuori campo]: Trai la tua forza da questa terra, da Tara.
Gerald [voce fuori campo]: La terra è la sola cosa che conti. La sola cosa che duri.
Ashley [voce fuori campo]: Qualcosa che amate più di me, benché forse non lo sappiate: Tara.
Rhett [voce fuori campo]: Trai la tua forza da questa terra, la terra rossa da Tara.
Gerald [voce fuori campo]: La sola cosa che duri.
Ashley [voce fuori campo]: Qualcosa che amate più di me.
Gerald [voce fuori campo]: Tara!
Ashley [voce fuori campo]: Tara!
Rhett [voce fuori campo]: Tara!
Rossella: Tara! A casa! A casa mia! E troverò un modo per riconquistarlo. Dopotutto, domani è un altro giorno![5]

Citazioni su Via col vento[modifica]

Note[modifica]

  1. Cfr. Benjamin Franklin, Poor Richard's Almanack (1746).
  2. Nella versione originale in inglese: «As God is my witness, I'll never be hungry again!» Dopo un sondaggio tenuto negli USA nel 2005 dall'American Film Institute, che è andato a comporre l'AFI's 100 Years... 100 Movie Quotes, questa citazione è stata inserita al 59° posto nella classifica AFI delle cento battute più celebri della storia del cinema.
  3. a b Nella versione originale in inglese: «Fiddle-dee-dee
  4. Nella versione originale inglese, la frase di uscita di Rhett è Frankly, my dear, I don't give a damn..., che talvolta viene citata erroneamente come Frankly, Scarlett, I don't give a damn. Il termine "damn", traducibile con dannazione/maledizione, aveva una connotazione volgare e blasfema per l'epoca di uscita del film (1939) e offese la sensibilità di molti tra il pubblico; la traduzione italiana, infatti, è molto più castigata. Il produttore David O. Selznick riuscì a dimostrare che il termine era sì volgare, ma non blasfemo, e ottenne di pagare una multa mantenendo la frase invariata. Dopo un sondaggio tenuto negli USA nel 2005 dall'American Film Institute, che è andato a comporre l'AFI's 100 Years... 100 Movie Quotes, questa citazione è stata inserita al 1° posto nella classifica AFI delle cento battute più celebri della storia del cinema. La battuta è citata nei film The Mask e La sposa cadavere, ed è il titolo di un programma di Adriano Celentano.
  5. Nella versione originale in inglese: «After all, tomorrow is another day!» Dopo un sondaggio tenuto negli USA nel 2005 dall'American Film Institute, che è andato a comporre l'AFI's 100 Years... 100 Movie Quotes, questa citazione è stata inserita al 31° posto nella classifica AFI delle cento battute più celebri della storia del cinema.

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