Bill Clinton

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Bill Clinton

William Jefferson "Bill" Clinton (1946 – vivente), politico statunitense, 42º presidente degli Stati Uniti d'America.

Citazioni di Bill Clinton[modifica]

I did not have sexual relations with that woman, Miss Lewinsky. (citato in clinton2.nara.gov)
  • [Discorso alla Convention democratica del 2008] Il mondo è sempre rimasto impressionato dalla forza del nostro esempio, non dall'esempio della nostra forza.
  • La nostra democrazia non deve soltanto essere l'invidia del mondo intero, ma anche il motore del nostro rinnovamento. Non c'è nulla di sbagliato in America che non possa essere corretto da cosa è giusto in essa.[1]
Our democracy must be not only the envy of the world but the engine of our own renewal. There is nothing wrong with America that cannot be cured by what is right with America. (dal primo discorso inaugurale, Washington, D.C., 20 gennaio 1993[2])
  • Se pensi che dagli anni sessanta sia nato qualcosa di buono, probabilmente sei un democratico; se pensi che dagli anni sessanta è nato qualcosa di dannoso, probabilmente sei un repubblicano.
If you thought something good came out of the Sixties, you're probably a Democrat; if you thought the Sixties were bad, you're probably a Republican.[3]
C'eravamo tanto armati, Il foglio, 25 novembre 2005
  • L'Iraq è uno Stato canaglia con armi di distruzione di massa, pronte a essere usate o essere fornite ai terroristi. Se non rispondiamo oggi, Saddam e tutti quelli che lo seguiranno acquisiranno fiducia domani. [17 febbraio 1998]
  • Vogliamo seriamente diminuire la minaccia posta dal programma iracheno di armi di distruzione di massa.
  • [Il 16 dicembre 1998, parlando alla nazione] Oggi ho ordinato alle forze armate americane di colpire obiettivi militari e di sicurezza in Iraq. Agli americani si sono aggiunte le forze britanniche. La missione è quella di attaccare i programmi nucleari, chimici e biologici dell'Iraq, la sua capacità militare di minacciare i vicini… A Saddam Hussein non deve essere consentito di minacciare i suoi vicini o il mondo con le armi nucleari, con i gas venefici o con le armi biologiche. Anche altri paesi possiedono armi di distruzione di massa e missili balistici, ma con Saddam c'è una grande differenza: lui le ha già usate. Non una volta, ma ripetutamente. Sganciando armi chimiche contro le truppe iraniane nel corso di una guerra lunga dieci anni. Non solo contro i soldati ma contro i civili, lanciando missili Scud contro i cittadini di Israele, dell'Arabia Saudita, del Bahrain e dell'Iran. E non solo contro nemici stranieri, ma anche contro la sua stessa gente, gasando i civili curdi nell'Iraq del nord".

My life[modifica]

  • In Iugoslavia, mentre si cercava di comporre le tensioni fra le diverse entità etniche e religiose, il nazionalismo serbo sconfiggeva la democrazia sotto la leadership di Slobodan Milošević. (p. 545)
  • In un primo tempo Izetbegović voleva che la Bosnia diventasse una provincia autonoma, multietnica e multireligiosa della Iugoslavia, ma quando la Slovenia e la Croazia furono riconosciute nazioni indipendenti dalla comunità internazionale, decise che l'unica possibilità per la Bosnia di sfuggire al dominio serbo consisteva nell'ottenere anch'essa l'indipendenza. Karadžić e i suoi alleati, molto legati a Milošević, avevano altri programmi. Appogiavano il piano di Milošević per trasformare quanta più Iugoslavia possibile in una Grande Serbia destinata a inglobare la Bosnia. (p. 546)
  • Milošević sosteneva di non controllare i serbo-bosniaci, anche se tutti sapevano che questi ultimi non avrebbero potuto avere la meglio senza il suo aiuto. (p. 718)
  • [Su Slobodan Milošević] Era intelligente, eloquente e cordiale, ma aveva uno sguardo gelido. [...] Dopo aver trascorso un po' di tempo insieme, non mi meraviglia più che avesse appoggiato le stragi in Bosnia, ed ebbi la sensazione che di lì a non molto sarei stato costretto a entrare di nuovo in rotta di collisione con lui. (p. 743)
  • [Sulla guerra del Kosovo] Le uccisioni ricordavano molto da vicino quelle che avevano caratterizzato gli inizi della guerra in Bosnia, un paese che, come il Kosovo, costituiva una sorta di ponte sull'abisso che separa serbi cristiano-ortodossi e musulmani europei, un territorio spartiacque sul quale per circa seicento anni si erano verificati periodicamente sanguinosi conflitti. (p. 916)
  • La campagna di bombardamenti aveva tre obiettivi: mostrare a Milošević che eravamo del tutto determinati a impedire un'altra ondata di pulizia etnica, evitare un'offensiva ancora più sanguinosa contro civili innocenti in Kosovo, e infine, se Milošević non avesse destitito presto dal suo intento, danneggiare seriamente la capacità militare serba. (p. 918)
  • Il tipo di armamento usato in Kosovo era più preciso di quello utilizzato nella prima guerra del Golfo; e sebbene anche in Kosovo e in Serbia qualche bomba fosse sfuggita al controllo, il numero dei civili rimasti uccisi era molto inferiore a quello dell'Iraq. Inoltre, sono ancora convinto che un numero maggiore di civili sarebbe rimasto ucciso se avessimo inviato truppe di terra, soluzione che avrei tuttavia messo in atto pur di evitare la vittoria di Milošević. Il successo della campagna aerea in Kosovo segnò un nuovo capitolo nella storia militare. (p. 928)

Citazioni su Bill Clinton[modifica]

Note[modifica]

  1. Traduzione da Melania e Bill, First Lady o Gentleman?, VanityFair.it, 8 novembre 2016.
  2. (EN) Da Inaugural Address, Presidency.UCSB.edu
  3. (EN) Citato in Tom Brokaw, Boom!: Voices of the Sixties Personal Reflections on the '60s and Today, p. XIV, Random House Publishing Group, 2007, ISBN 9781588366474

Bibliografia[modifica]

  • Bill Clinton, My life, traduzione di Language Consulting Congressi Srl, Mondadori, 2004, ISBN 88-04-53580-6

Voci correlate[modifica]

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