Boris (prima stagione)

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Boris.

Boris, prima stagione.

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Incipit[modifica]

[Alessandro arriva sul set de Gli occhi del cuore]
Alessandro: Scusi, sa dov'è il regista?
Sergio: Eh?
Alessandro: Il regista sa dov'è?
Sergio: Ma vattene affanculo, va!
[Parte la sigla]

Episodio 1, Il mio primo giorno[modifica]

Francesco Pannofino interpreta René Ferretti, il regista, nella serie
  • Sì, certo certo, però tu ascoltami bene adesso, Boris, noi dobbiamo fare una grandissima regia, io ti voglio concentrato, come l'anno scorso, capito? Dobbiamo spaccare tutto Boris! Dai, dai, dai! (René) [a Boris]
  • Tutti dicono che fare Gli occhi del cuore 2 è un'autentica pazzia, dice: «Ti hanno sospeso la prima serie alla terza puntata e che fai? Ne fai un'altra? Ma cos'è sei scemo? Sei cretino?» [Itala ride] Ah allora è cretino il Dottor Cane, che ci crede così tanto. Allora sono cretini i greci, che intanto si stanno comprando il format. Dice che Gli occhi del cuore è andata male. No, non è andato male; è stato collocato male nel palinsesto. Non era giusta la fascia oraria, non era giusto il periodo. Ma allora sospenderlo è stata una sconfitta? No, al contrario, è stata la preparazione a una vittoria; sì perché ora noi siamo pronti a rimandare in onda la prima serie ma con un lancio, signori, un lancio straordinario! Però... bisogna cambiare mentalità, sì sì sì, e io mi domando, ma voi siete in grado di cambiare mentalità? Perché io vi avverto, se non si cambia mentalità qui, noi gireremo questa: la puntata conclusiva, l'attentato, dove muoiono tutti i personaggi e finisce tutto. E poi tutti a casa, ad aggiornare il curriculum. (Lopez) [a tutta la troupe]
  • René non è un regista, è la regia! (Lopez)
  • Allora, primo: tu non parli se non interpellato. Secondo: se ti dico di fare una cosa, tu la fai e basta. Terzo: tu non sei lo stagista di regia, tu sei una macchina, sei una scheggia, sei un furetto. Se non ti sta bene, te ne vai! (Arianna) [ad Alessandro, elencando le regole]
  • René [vedendo Duccio che si rilassava su un divano]: Aoh dai, c'hai mezz'ora! Non stamo a fà Kubrick!
    Duccio [ironico]: Ma dai...
  • Che straordinario odore di set! Mi sento a casa! E vi invidio signori, sì! Voi artigiani che lavorate con mano e con occhio, con sapienza ed è per rispetto profondo della concretezza che trasuda da queste pareti che io mi sento di esprimere un mio umile pensiero. [dà il giubbotto a un'assistente] Grazie cara! Andatevene affanculo tutti! Appena posso la mollo questa serie, sì! Sto scherzando! Sto scherzando! Sto in gran forma! (Stanis)
  • Arianna: Ti ricordo che da contratto tu non puoi giocare a tennis e neanche andare in moto!
    Stanis: E io ti ricordo che il giorno che io e te faremo l'amore, tu piangerai per tre giorni consecutivi, bambina.
  • René: Vai e dille che cominciamo con una scena facilissima ma siccome lei è una cagna, la farà di merda! Vai, vai, vai!
    [Cambio di scena; Arianna va in camerino da Corinna per riferirle le parole di René]
    Arianna: Senti Corinna, mi manda René per dirti che iniziamo con una scena difficilissima e si scusa di questo, però dice che siccome tu sei bravissima, la farai alla grande!
  • Io e te, quest'anno, Telegatti!! (Stanis) [a Corinna, imitando un gatto che graffia]
  • Cagna! Cagna maledetta! (René) [commentando la recitazione di Corinna]
  • Anche perché questa tra un po', tra cinque puntate, risulta che c'ha un figlio di tredici anni. Quando l'ha fatto 'sto figlio? A undici anni, l'ha fatto? Non mi sembra che questa serie sia ambientata in Cambogia, noo... (René) [riferito a Corinna, che in una battuta vuole dire di avere ventiquattro anni anziché trentaquattro]
  • La Gioconda... la Gioconda era Monnalisa? No! Era Leonardo, era 'n omo. Voglio dì, la verità nun se dice, nun se dice mai. (Corinna) [a Gloria]
  • Duccio: La fotografia fa schifo! E lo sai perché fa schifo?
    Alessandro: Non lo so...
    Duccio: Perché lo vogliono loro! Lo vogliono loro! Nella fiction la fotografia non deve essere più bella di quella della pubblicità, se no la gente cambia canale: hanno pensato a tutto!
  • Io ho... gli anni che ho... e me li sento tutti... e me li sento tutti... (Corinna) [recitando una battuta di Giulia nella quale preferisce alla fine non specificare la propria età, nonostante il copione]

Episodio 2, L'anello del conte[modifica]

  • No, no, cioè... non è proprio un contratto. È una specie di assicurazione – capito? –, diciamo, per noi. Cioè noi ci assicuriamo che qualora tu ti faccia male, noi nun ce semo visti, nun ce conosciamo, non abbiamo nessuna responsabilità, chiaro? (Sergio) [ad Alessandro che sta firmando dei documenti]
  • Contratti, contratti... ma che contratti? Passione ce vuole! (Sergio) [ad Alessandro]
  • Guarda che bello! Guarda che cosa meravigliosa! Che mondo magico! Che emozione trovarmi qua! Un giorno sarò un grande regista e tutto questo dipenderà da me. È un segno del destino trovarmi in questo posto. Un giorno tutti mi rispetteranno perché sarò un grande regista... Un grande regista... Un grande regista! (Biascica) [nascosto, simula la voce interiore di Alessandro che sta osservando il set]
  • Scopriresti per me di che... di che minchia parla questo... questo sceneggiato? Con discrezione, mi raccomando! (Orlando) [ad Alessandro]
  • Io da qua non schiodo, non schioderò mai! (Itala) [ad Alessandro]
  • È tutto un po' nebuloso, comunque la storia ruota tutta attorno a questa clinica dove ci sono tre famiglie: una di ricchi buoni, una di ricchi cattivi e una di poveri un po' buoni e un po' cattivi. (Lorenzo) [spiegando la trama de Gli occhi del cuore ad Alessandro]
Roberto Herlitzka interpreta Orlando Serpentieri nella serie.
  • René: Cerchi di... mollare un po'. Molli!
    Orlando: Mollo cosa?
    René: Il personaggio, Serpentieri, me lo molli un po'. Lei non ha visto la differenza tra lei e gli altri due attori?
    Orlando: Eh, sì. C'è una differenza, diciamo... anagrafica.
    René: Appunto! Lei me li fa risaltare due cani così questi due, eh-eh-eh-eh-eh! Molli! Cerchi di mollare un po', ha capito? Lei pensi ad altro, pensi a casa sua, sua moglie, alla spesa, al tempo... La faccia, se mi permette, "a cazzo di cane"! Li ha visti Corinna e Stanis? Eh, come loro! "A cazzo di cane"! E funziona, va bene?
    Orlando: Mi perdoni Ferretti, ma mi sembra una richiesta quantomeno bislacca.
    René: "A cazzo di cane", maestro! Conto su di lei. "A cazzo di cane"!
  • Però, scusa ti posso dire una cosa adesso, che rimanga tra di noi! Io ho la sensazione che ultimamente Shakespeare... sia un po' troppo... come dire... un po' troppo italiano. (Stanis)

Episodio 3, Lo scalatore[modifica]

  • Alfredo: Io sono rimasto affezionato a McEnroe, però pure Boris è un gran bel pesce, eh!
    René: Sì, però lo sai cosa? McEnroe era meno brillante.
    Alfredo: No. Te ricordi, se gonfiava tutto così qua...
    René: Sì, ma permaloso, dai! Che set era? Che film era? Nun me ricordo.
    Alfredo: Era una fiction! Stavamo in Sardegna, te ricordi? Caprera!
    René: Mmm... Caprera! [ricordando alcune scene girate per quella fiction] [...] Mamma mia la monnezza c'ho fatto!
  • Alessandro [a telefono]: Un attimo, un attimo, che chiedo! [a bassa voce ad Arianna] Le comparse di domani. Che gli dico?
    Arianna [parla anche lei a telefono e intanto scrive qualcosa ad Alessandro sul foglietto] Eh! No, ma tu hai perfettamente ragione, io lo so che è tardi. Però tu sei sempre così carina, eh-eh, dai! Poi hai visto che te l'ho presa la zingara l'altra volta? [porge il foglio ad Alessandro]
    Alessandro: Allora per domani... quattro donne tra i diciotto e i venticinque anni... bone, mi raccomando eh, bone. Eh, non lo so, un attimo, non lo so! [ad Arianna] Eh, belle o bone?
    Arianna: Fregne!
    Alessandro: Ehm, fregne! [ad Arianna] Dice che c'ha... un attimo... Dice che c'ha tre fregnette vanno bene uguale? [visibilmente imbarazzato]
    Arianna: Quattro!
    Alessandro: Vada per le fregnette, ma quattro!
  • Alessandro: Lo immaginavo completamente diverso questo set. Qua sembra di stare al militare.
    Lorenzo: È peggio del militare. Io l'ho fatto e, innanzitutto, è meno insensato e poi lì al limite fai la guerra, qui fai Gli occhi del cuore.
  • Stanis [col copione in mano]: "Non ridere tu! Non ridere, perché io so che tu in tasca hai ancora diverse dosi di droga!" Dosi di droga, René?
    René: E allora che c'è?
    Stanis: Come allora? Che droga è? Hashish, marijuana, ecstasy, eroina? Cos'è?
    René: Ma che ti frega di cos'è?
    Stanis: Perché che mi frega? Ma quando mai uno nella vita usa la parola "droga", scusa? Tu usi la parola "droga"? Dammi la droga, sono fatto di droga... Dai René!
    René: Cosa dici, Stanis?! Ma, quale vita?! Qui stiamo facendo Gli occhi del cuore, la rete è stata molto chiara: questa scena deve essere uno spot antidroga e noi la dobbiamo chiamare col suo nome, cioè "droga"!
  • Onda buona, energia positiva. È una cosa stupenda. Deve essere appena arrivato un bonifico bancario sul mio conto. (Stanis) [a René]
  • Tanto non ti preoccupare, il mondo è piccolo! Ci rincontriamo, stai sicuro. (Furio) [ad Alessandro]
  • Ragazzi non drogatevi, ho perso la corsa della vita a causa di quella robaccia! (Ragazzo peruviano) [interpretando Pedro, lo "scalatore delle Ande" nella serie]

Episodio 4, Qualità o morte[modifica]

  • Però non dimentichiamoci che questa è la terra degli Zavattini, dei De Sica, dei Pasolini e quant'altro... Però oggi a pieno titolo – non lo dico per piaggeria, attenzione! –, dai oggi è anche la terra dei Ferretti! (Gioacchino) [durante una premiazione]
  • Gioacchino: Noi negli States – dove io, insomma, lavoro con una frequenza veramente impressionante – non siamo mai abbastanza liberi, c'è sempre un controllo dall'alto, hai capito? Non c'è libertà!
    René: No! Io non mi faccio imporre niente, amico mio! Il mio motto sai qual è?
    Gioacchino: No!
    René: "Qualità o morte!"
  • Biascica: Si oggi me vedi distratto, nun ce fa caso perché... come se dice, no... ehm... Nun me va de fà 'n cazzo!
    Duccio: Sfondi una porta aperta, Biascica.
  • Ti piace il soprannome che j'ho dato? Merda! Erano mesi che 'o cercavo, era facile: Merda. (Biascica) [ad Arianna, riferito a Lorenzo]
  • Biascica: Lei non è come le altre. Lei è proprio... Me piace... Me fa venire le farfalle dentro, capisci? [...] Te volevo chiedere, tu questa cosa come la affronteresti 'sta situazione?
    Duccio: Ma ti piace veramente?
    Biascica: Sì.
    Duccio: Mollala! [...] Mollala, punta su una che ti piace di meno! Meglio così, io sono dieci anni che lo faccio: mi trovo benissimo. [...]
    Biascica: Tu dici come tattica?
    Duccio: No come tattica. Dei puntare su una che ti piace un pochino di meno, anche perché sei più... come sei?
    Biascica: Felice?
    Duccio: No! Più si... sicu...
    Biascica: Sicuro!
  • È un regista bravissimo, ho visto due suoi film. È un genio. Quello ha lavorato con Kubrick, Lynch. Lavora solo con i malati di mente. (Lorenzo) [su Gioacchino Panè]
  • Biascica: Sto a fà 'na specie de – come se dice? – un sondaggio! Sondaggio. Il sondaggio è: "si ve piace una, voi come ve movete?" Niente è 'no studio che 'sto a fà io pe... sul comportamento umano che... National Geografical... Tu, rispondi.
    Lorenzo: Ma io non faccio testo
    Biascica: Daje, rispondi!
    Lorenzo: Non lo so, le scriverei una lettera...
    Biascica: Ma che stai a dì?
    Lorenzo: Non lo so, te l'ho detto che non faccio testo!
    Biascica: Tu! [rivolto ad Alessandro]
    Alessandro: Ma come primo approccio?
    Biascica: Eh, eh... 'proccio...
    Alessandro: Eh, io faccio sempre la stessa cosa.
    Biascica: Cioè?
    Alessandro: Me faccio spiegà 'na ricetta. Boh, funziona, per rompere il ghiaccio funziona.
  • Tutti gli uomini sono dei grandi attori, tranne alcuni attori. (René)
  • Ti devo dì 'na cosa: tu nell'orata all'acqua calda ce li metti i Pachino? (Biascica) [a Gloria, cercando una scusa per approcciarla]
  • Io considero Kubrick un incapace! Lo considero il classico esempio di instabilità artistica, abbia pazienza! È uno che affrontava un genere, falliva e passava a un altro genere. Come lo vogliamo chiamare? Eh? Poi anni e anni da un film a un altro. Anni e anni di che cosa, eh? Di profondo imbarazzo per il film precedente, abbia pazienza! (Stanis)
  • René [urlando]: Forse qui quelli che vengono dall'America e vogliono insegnarci a noi come fare questo mestiere c'hanno rotto il cazzo! Quindi mi fai il cazzo del piacere di prendere la porta e andartene, chiaro?! [Gioacchino Panè se ne va]
    Sergio: Adesso ti riconosco, René!
    René: E adesso, signori, si ricomincia e siccome abbiamo perso troppo tempo, si ricomincia a fare le cose a cazzo di cane se necessario. Portiamo a casa la giornata! E vai che siamo pronti!

Episodio 5, A + B = C[modifica]

Carolina Crescentini interpreta Corinna Negri nella serie
  • Dottor Cane: Lopez... [lo invita ad accomodarsi] Ti piace Libeccio?
    Lopez: Eh be'... Libeccio è un prodotto della rete, un buon prodotto...
    Dottor Cane: Lopez, fa schifo Libeccio!
    Lopez [mortificato]: Capisco...
    Dottor Cane: E allora dimmi Lopez, perché mia figlia, che è una persona intelligente, non perde una sola puntata di Libeccio? [Lopez ci pensa un po'] Adesso lasciami lavorare. Quando l'avrai capito, chiama.
    Lopez: Bene Dottore.
  • Come fa un notaio a essere un personaggio comico? È il personaggio che si avvicina in assoluto più alla morte, dai! (René)
  • Poi io non capisco cosa c'è da ridere ne Gli occhi del cuore: stupri, tradimenti, uno che s'accoppia co n'altra e poi scopre essere la sorella. È tutto tranne che comico! (René)
  • No, io non faccio più beneficenza gratis, è chiaro!? (Stanis) [a telefono]
  • Corinna [in lacrime, a Gloria]: Io gli dico che ho bisogno di lui e lui che cosa fa? Mi fa un regalo. Allora non hai capito, io non ho bisogno del tuo regalo, ho bisogno di te!
    Stanis: Che ti ha regalato?
    Corinna: Tra l'altro, il regalo più scontato che c'è, tipico da cafone.
    Stanis: Cioè?
    Corinna: Una Smart. E allora sai che gli ho detto? Regalala al primo che passa quella Smart!
    Alessandro: Che zona vive il tuo fidanzato? [tutti lo guardano male]
  • E m'accorgo che la macchina non me l'avevano portata via! [sbuffa come un cavallo e urla] Bucio de culo! (Martellone)
  • [...] la comicità è matematica! Seppia, in America usano delle equazioni per far ridere, capisci? Usano dei programmi del computer, guardami! Se A più B uguale C, C meno B uguale A, questa è la comicità, capito? Sì, però tu mi dirai "lo sanno fare tutti", eh? E qui ti sbagli di grosso, Seppia, perché ci vuole la vibrazione giusta. (Stanis)
  • Se tu dici una cosa con la erre moscia in romano, già fa ridere. (Stanis) [a Martellone]
  • René: Come avete pensato di farla questa scena?
    Stanis: Grosse cose, cioè... la prima è una piccola... è un piccolo gioco di parole, che però – pensa – abbiamo bocciato, che è... Io gli dico a un certo punto: «Nota, io non firmo.» "Nota io", "Notaio non firmo!" [facendo un gesto con le mani]
    René: Ah...
    Stanis: Ah, eh... però questa non la facciamo, l'abbiamo scartata, per farti capire a che livello stiamo, eh?
  • Non siatemi italiani, che oggi spacchiamo tutto! (Stanis) [a Martellone e René]
  • Corinna: Voglio dire, non si può pianificare tutto, vero Arianna? Lo chiedo a te perché, cioè, io vorrei controllare ogni cosa ma non è possibile, le cose avvengono così, si nasce... Io ecco vorrei soltanto che Mauro mi stesse un po' più accanto!
    Arianna: Senti, io dico che dobbiamo essere sicuri al mille per mille però... Ti dispiace rifare il test?
    Corinna: Mmm... Veramente io non l'ho ancora fatto.
    Arianna: Cosa? Cioè tu non hai fatto il test di gravidanza?
    Corinna: Be', io non ho bisogno di fare il test. Voglio dire, una donna se le sente certe cose dentro. Ho avuto la nausea, l'altro giorno sono svenuta in palestra e ho sbattuto la testa e poi in questo periodo mi sento così... riflessiva.

Episodio 6, Come Lars von Trier[modifica]

  • Fabio: Ferretti Renato, detto René, nato a Fiano Romano il 19 settembre 1958, ma residente a Roma. È la tua terza fiction, ma hai anche fatto la regia dello spot dei pannolini con lo scimpanzé che fece enorme scandalo. Allergico ai funghi, porti sempre sul set un pesciolino rosso con te: Stan Smith, Borg, Panatta, Lendl... Boris Becker!
    René: Grande, grandioso! Be', tu non sai quant'era bello Panatta. Panatta mi suggeriva sempre un sacco di movimenti di macchina, tutto un movimento di macchina co' Panatta!
  • Va bene, accompagniamo il nostro campione dagli attori che la fabbrica dei sogni ha i suoi doveri. (René) [ad Arianna ed Alessandro, riferito a Fabio]
  • Tu surfi, eh? Tu fai surf? Eh? No, scherzo! Scherzo! La verità, caro mio, caro il mio Banana, è che io e te dovremmo andare in America, sì. E magari lì potrebbero curarti e dopo potremmo andare a surfare io e te, Banana! Solo io e te! (Stanis) [a Fabio]
  • Secondo me le scene di passione sono le più noiose in assoluto. Io voglio conflitto, azione, incidenti, morti. Invece sei lì costretto a vedere due che si sbavano addosso! Oh, è da quando ero piccolo: guardavo la televisione, se vedevo due che si baciavano, speravo sempre che entrava il cattivo e l'ammazzava a tutti e due. (René)
  • Il sentimento più forte che sento è la vergogna! Senti, quando si fa uno spettacolo teatrale che vedranno in meno di cento persone, si prova come minimo per due mesi. Quando si fa una fiction per dieci milioni di persone, quello che vedi non è mai stato provato. (Lorenzo) [rispondendo a una videointervista di Fabio]
  • Sceneggiatore 3: Qui la puntata cala in modo disperante, disperante.
    Sceneggiatore 2: È vero. È vero.
    Sceneggiatore 1: Fermi tutti. C'ho un'idea. Facciamoli scopare, così, de botto, senza senso.
    Sceneggiatore 2: Aspetta un attimo. [mette un attimo giù il telefono e porge la mano all'altro sceneggiatore] Genio!
    Sceneggiatore 1: Genio!
  • Che culo che hai che sono eterosessuale, si ero retrosessuale era tutt'altra storia. (Biascica) [nudo, ad Alessandro]
  • Fa schifo, non lo so perché, ma 'sta scena fa schifo! Io lo sapevo: le scene di sesso sono una rottura di cazzo! (René) [ad Arianna, pronunciando l'ultima parte sottovoce]
  • Dai te prego, girala tu 'sta scena de merda de baci de merda! (René) [ad Arianna]
  • Fabio: Mio padre è un senatore della repubblica e voi mi state facendo violenza!
    Biascica: De che partito è tuo padre?
    Fabio: Cosa cambia?
    Biascica: De che partito è tuo padre?
    Fabio: Dei Verdi!
    [tutti i presenti in studio, prima preoccupati, mandano a quel paese il ragazzo]
    Stanis: Ma vattene a casa! 'Sto catalico. A' catalitico!
    Biascica: Appiccia st'euro quattro, sgoma!
    Stanis: Tiettelo 'sto due per cento, vie' qua cor due per cento!
    Biascica: A primate!
    Stanis: Ma vatte a fa 'sta zuppa de farro, va!

Episodio 7, Quando un uomo sente la fine[modifica]

  • Perché l'importante è usare un alcol di buona qualità, ci metti dentro le bucce di limone, attenta a togliere il bianco, se no viene amaro! E lo fai riposare per dieci giorni. Dopo dieci giorni ci aggiungi lo zucchero, mischi con l'acqua et voilà, ecco la meraviglia! (René) [ad Arianna, riferito al limoncello]
  • Arianna: Lopez ha visto le puntate girate?
    René: Le sta visionando in questo momento.
    Arianna: Sei preoccupato?
    René: Noo, Arianna. Sarei preoccupato se temessi che mi vogliono cacciare, mentre invece io so che mi vogliono cacciare.
  • Ma vedi Arianna, un uomo sa quando sta per arrivare la fine. Alcuni vanno a meditare davanti al mare, altri trovano conforto in famiglia, io faccio il limoncello. (René)
  • Io preferisco i copioni comodi! Quelli che c'hanno il produttore, hai capito? Io qua mi trovo a mio agio perché ti chiedono di lavorare poco e male e ti pagano bene. Chi me lo fa fa'?! (Duccio)
Andrea Sartoretti interpreta uno dei tre sceneggiatori de Gli occhi del cuore
  • Arianna: Allora Ana tu oggi hai vari primi piani di cui tre di buon umore, due preoccupata e tre basita. Stanis, tu invece hai due telefonate con tua madre e in entrambe ascolti completamente basito.
    Stanis: Ma non è possibile che siamo sempre tutti basiti! Tutti! Ma gli sceneggiatori lo leggono quello che scrivono o no?
    [Cambio di scena sui tre sceneggiatori che stanno scrivendo i copioni]
    Sceneggiatore 1: Allora, chiudi la scena su lui basito.
    Sceneggiatore 2: Sì, chiudi su di lui basito e [riproduce un suono con la bocca] fonde in nero.
    Sceneggiatore 1: Eddai scrivi! [rivolto allo sceneggiatore 3 che se ne sta seduto stravaccato davanti al computer]
    Sceneggiatore 3: Oh! [premendo un singolo tasto sul PC]
    Sceneggiatore 2: Che hai fatto?
    Sceneggiatore 3: F4! Va in automatico!
  • Sceneggiatore 1: Chiudi su lei preoccupata.
    Sceneggiatore 3: F5!
    Sceneggiatore 1: Basita?
    Sceneggiatore 3: F4!
    Sceneggiatore 2: Fondo in nero.
    Sceneggiatore 3: F6!
    Sceneggiatore 2: Sconcertata? [lo sceneggiatore al computer è esitante] Non ce l'hai?
    Sceneggiatore 1: Non ce l'ha!
    Sceneggiatore 2: Basita!
  • Posso farti i complimenti? [...] Parli un sacco bene l'italiano. Quant'è che stai in Italia? (Itala) [ad Alessandro]
  • Quando popoli fratelli smettono di parlarsi e dove c'erano sorrisi levano armi minacciose gli uni contro gli altri, allora quelli che conosciamo come migliori angeli della convivenza vengono meno e lasciano spazio ai cavalieri neri della distruzione e del lutto. (Ana Canestri) [recitando l'emotional scritto da Alessandro]
  • Dimmelo tu, come devo fare con te? Ma a me la cosa che non mi dà pace è che tu hai tutti i numeri per essere un grande regista. Eh sì, perché sei paraculo, sai manipolare tutti, sei pure simpatico – che in questo Paese è fondamentale –, addirittura sai girare! Ma ti manca una protezione politica! (Lopez) [a René]
  • Da René posso imparare molto perché anche dagli uomini disperati si può imparare molto. (Alessandro) [René legge i suoi appunti]

Episodio 8, Buon Natale[modifica]

  • Me so' fatto fa alcune foto, guarda eh. Questa qua, vabbè, a bordo piscina, è classica no? Qui invece so' vestito da frate, eh? [ridendo] Bella questa. Qui invece da frate col sax a bordo piscina... Ho voluto un po' mischia' le carte, no? 'Na specie de metafora, no? Vabbè, insomma ha capito... (Mario La Rochelle) [mostrando le proprie foto ad Arianna]
  • Alfredo, allora senti, è molto semplice: basito lui, basita lei, macchina da presa fissa, luce un po' smarmellata e daje tutti che abbiamo fatto! (René)
  • Non ci penso neanche. Io non tradisco la poetica di René. E poi tu ti stai pigliando troppe libertà... inutili e fastidiose. Facciamo finta che non ho sentito niente, va, e smarmelliamo tutto come al solito. (Duccio) [ad Alfredo]
  • Mamma mia con questa storia della recitazione naturalistica, Alfredo! Alfredo! Due attori si devono guardare negli occhi e dire le battute chiare. Non mi fare cazzate politiche! Alfredo, li mortacci tua! Che poi me la rimandano indietro e mi tocca rigirarla. La gente la vuole così e tu me la fai così. Chiaro? (René)
  • E vaffanculo, crucchi demmerda! Due a zero a casa vostra: Grosso, Del Piero. Popopopopopopo! Popopopopopopo! (René) [ai tedeschi che bussano al bagno per entrare]
  • René [al telefono]: Arianna, ma non c'è un altro che può fa 'sto ruolo?
    Alfredo: René senti, ascolta, io un'idea ce l'avrei. Siccome l'assistente sociale è un personaggio scomodo, un po' fastidioso, pensavo a uno co 'na faccetta da cazzo. Andrebbe be... Lo sai chi potrebbe fare al caso nostro?
    [Nella successiva viene inquadrato Alessandro in sala trucco e si capisce che Alfredo si riferiva a lui]
    Alessandro: Duccio! Non la può fa' Duccio? Duccio è perfetto!
    Arianna [scuotendo la testa]: Ha già fatto il trafficante d'organi che saltava per aria.
    Alessandro: Ah... Biascica!
    Alfredo: Minatore rumeno che muore di AIDS tra le braccia del conte.
    Alessandro [fermando la truccatrice]: Scusa, ma com'è sta scena?
  • [Alessandro sa recitando la parte dell'assistente sociale omosessuale]
    René [arriva e lo interrompe]: Mortacci tua! Ma tu sei un cane senza appello! La prossima volta che ti senta parla' male di Stanis o di Corinna, io ti...
    Alessandro: No, io non ho mai parlato male...
    René [scimmiottando Alessandro]: "Non ho mai parlato male!" Non fare il furbo con me, capito? Cane maledetto!

Episodio 9, Una questione di principio[modifica]

  • Lopez: Gli autori già stanno scrivendo proprio in questo momento.
    [Cambio di scena sugli sceneggiatori che sembrano concentrati sul loro lavoro, intenti a trovare una soluzione per il copione]
    Sceneggiatore 3: Ce l'ho! [gli altri due si girano verso di lui] Perché non ci facciamo pagare metà delle puntate in nero?
    Sceneggiatore 2 [si alza dal divano e gli porge la mano]: Genio!
  • Alfredo: Non lo so Duccio, non... non mi sento più tranquillo. Vorrei mollare.
    Duccio: Ma stai scherzando? Tu sei un professionista, eh? Ti sei fatto anche un nome nell'ambiente, la gente conta su di te. Io... conto su di te. Capisco che uno può avere un momento di debolezza, di dubbio... è umano, è normale. Ma se smetti di spacciare adesso, domani te ne potresti pentire. Potresti non poter più tornare indietro. Mi capisci?
  • Un'attrice che non lavora, gli sventoli davanti quattro euro, ti fa pure un balletto, ti fa. (René)
  • René: Cioè Duccio, tu mi stai dicendo che vai in giro con tre milioni e duecentomila delle vecchie lire in tasca in contanti?
    Duccio: René, avevo milleseicento euro nella giacca e non ci sono più.
    René: ma sei sicuro? Hai guardato bene?
    Duccio: Avevo milleseicento euro nella giacca e non ci sono più. Milleseicento euro in contanti. La giacca è lì e i soldi non ci sono più.
    René: Duccio, tu sei sicuro che li avevi con te?
    Duccio: Certo, li ho contati mezz'ora fa.
    René: Perché?
    Duccio: Per rilassarmi!
  • Corinna: Stanis, hai visto che è tornata Verena?
    Stanis: Sì.
    Corinna: Ma non era morta? Come la giustificano?
    Stanis: Mah, secondo me fanno come gli americani.
    Corinna: Cioè?
    Stanis: Cioè in America se tu sei morto non è che sei morto, capisci? È morto un altro! Ti prende fuoco casa in America? È tutta una proiezione mentale. Ti portano un tè? È un caffè.
    Corinna: Ma dai!
    Stanis: Bah, stanno avanti!
  • René: Verena, lo sai che è... è... è un sacco di tempo che ti volevo chiedere scusa per l'anno scorso perché ti ho dato della puttana, ma... ma non volevo.
    Verena: Non mi hai mai dato della puttana.
    René: Ah no?
    Verena: Eh no!
    René: Eh... forse l'ho pensato...
  • Tu vuoi improvvisare? No, perché mi mandi a nozze. (Stanis) [a Verena]
  • Non riesco a vedere i film italiani, capisci Verena, perché sono troppo italiani. (Stanis)
  • Allora, adesso mi ascoltate tutti, eh. Sono due mesi che io lavoro qui dentro e per voi ho fatto di tutto. Ho lavorato come un bue facendo le cose più inutili del mondo. Prendo una paga da fame, mi sveglio alle quattro e mezza tutti i giorni per venire qua, essere insultato e maltrattato e va tutto bene! Però se adesso qualcuno di voi si azzarda a toccarmi, occhio eh! Occhio perché finisce male, eh! (Alessandro) [a Duccio e agli altri che volevano perquisirlo per trovare una somma di denaro mancante]
  • René: Bella, tu c'hai 'n contratto!
    Verena: Io non ho nessun contratto, perché il contratto è in camerino e non l'ho firmato.
    René: Come? Sergio!
    Sergio: E che ne sapevo io?
    René: Senti tu veramente non lavori più, stai attenta!
    Verena: Senti caro, io sto perdendo cinquemila euro, va bene, che per guadagnarli nell'agenzia di viaggi dove lavoro ci metto cinque mesi. Sto perdendo cinquemila euro e sono felice! Va bene? [dà uno schiaffo a René sulla spalla] Prova un attimo a ragionare su questa cosa.
  • Oggi ho capito che non ho amici. No, mi avete deluso, mi avete profondamente deluso. Io lo so che la vita è difficile... ma pensavo... che tutti insieme... su questo set... Vaffanculo. Vaffanculo! (Duccio) [alla troupe]

Episodio 10, Il gioielliere[modifica]

Pietro Sermonti interpreta Stanis La Rochelle nella serie
  • Infatti per me è un grandissimo onore presentare una fiction che è completamente diversa da tutte le altre. Perché Gli occhi del cuore non è soltanto intrattenimento, Gli occhi del cuore è... arte, e questo perché affronta i grandi temi della vita con coraggio... come l'amore, i soldi, il dolore, il tradimento, ehm... l'eleganza, i soldi... e... e questo lo fa con una grande sincerità. (Corinna) [durante la conferenza stampa]
  • [Durante la conferenza stampa]
    Stanis: Buongiorno a tutti. Mah, ci sono tantissime cose che io vorrei e potrei dire su Gli occhi del cuore, hm? Soprattutto sulla recitazione de Gli occhi del cuore che io considero senza ombra di dubbio molto anglosassone, eh? Però il problema è che c'è una cosa oggi che mi preme di più... e questa cosa... è... il Darfur! Sì, è quella terra senza speranza a cui io ho deciso di devolvere il venti percento dei miei compensi e tra l'altro annuncio e approfitto dell'occasione per dire che io alla fine delle riprese mi recherò in quella terra martoriata a portare la mia umile solidarietà.
    Giornalista: Senta, ma lei lo sa dov'è il Darfur? No, lo chiedo perché magari non tutti lo sanno.
    Stanis [portandosi una mano al cuore]: È dentro di noi! [i giornalisti rimangono basiti]
  • [Durante la conferenza stampa]
    Giornalista: Ferretti, forse questa è la fase più esaltante della sua carriera, ma... vuole dedicare Gli occhi del cuore a qualcuno in particolare?
    [Lopez capisce che René potrebbe infastidirsi per la domanda e comincia a scrivere un messaggio su un foglio per poi farlo recapitare a René]
    René [infastidito per la domanda, si alza in piedi]: No eh scusi, senta, io vengo dalla strada prima di tutto... signor... che non mi ricordo come si chiama... anzi non so proprio... non so neanche dove scrive lei. [gli arriva il foglio e legge il messaggio di Lopez: «NON È IRONICO». Quindi si calma, si mette a sedere e prosegue] Eh, appunto... sì, lo dedico a mia moglie.
  • Intervistatrice: Stanis, tu invece sei Giorgio.
    Stanis: Sì.
    Intervistatrice: Un medico chirurgo. Un eroe positivo.
    Stanis: Sì, un eroe anglosassone, se posso correggerti. Perché vedi siamo tutti stufi, esausti di questi cliché italiani per cui Giorgio, il mio personaggio non è il solito eroe piatto, bidimensionale, ecco... non è il solito, se posso dire, droide protocollare.[1] Eh? Però c'è un'altra cosa che voglio dirti, che credo sia il vero, grande merito di questa fiction: è che non ci sono i toscani, capisci? Cioè nessuno che dice "la mi' mamma", "il mi' babbo", "passami la carne... la carta... eh? Perché con quella c aspirata e quel senso dell'umorismo da quattro soldi i toscani hanno devastato questo Paese e questo lo devi scrivere per favore. Scrivilo.
  • [Girando per l'ennesima volta la scena in cui Corinna non riusciva a dire correttamente la parola "gioielliere"]
    Stanis: Chi è stato?
    Corinna: È stato... l'orafo! L'orafo!

Episodio 11, Exit Strategy[modifica]

  • Allora voi sapete che tutti i programmi, tutte le fiction di tutte le reti di tutti palinsesti ruotano intorno ai dati auditel. Noi no! Noi no! Noi tiriamo dritti signori, oggi più che mai! Perché noi facciamo questo lavoro seriamente e per altri due motivi: A, siamo dei professionisti; B, perché siamo persone che stanno raccontando una storia, la storia di Occhi del cuore. Oggi più che mai signori, voglio che dimostriate quello di cui siamo capaci. E dai, dai, dai! Dai, dai, dai! (René)
  • René: A noi l'Auditel ci spacca il culo. Trovati una exit strategy.
    Sergio: Cioè?
    René: Parati il culo, io lo sto già facendo.
  • Stanis: Ti sei fatta male? [frase da rimorchio]
    Elena: Non ho capito scusa?
    Stanis: Quando sei caduta dal cielo ti sei fatta male? [le bacia la mano] Ciao stella, io oggi la faccio per te.
  • Oggi io, qui, davanti a voi tutti, incontro la parte oscura di me stesso. [...] Certo per voi è facile: portate i caffè, staccate i cavi, scrivete "andata" sul registro – eh? – e alle sette tutti liberi. Per me no. Per me è diverso. Perché io tutta questa roba incandescente me la porto dietro. Me la porto a casa. Io con Eric, ci vado a cena stasera. (Stanis) [che oltre a Giorgio, il protagonista de Gli occhi del cuore deve interpretare anche il gemello malvagio Eric]
  • René: Oh, certo che 'sto conte è incredibile, sta in una forma straordinaria, si è fatto tutto i personaggi de 'sta serie! Secondo me si è fatto pure quelli de' 'a troupe, eh? Tranne me e Arianna che stiamo sempre a bordo set. Oh ragazzi, occhio eh! L'anno scorso un microfonista, gli sono cadute le chiavi per terra, lui si è abbassato per raccoglierle e zacchete! Il conte da dietro! Il conte da dietro! [imitando la scena a gesti]
    Stanis: René, René! Sì, da dietro... Hahaha! [facendo una risata palesemente falsa] Io sto cercando di concentrarmi, René, stiamo tutti lavorando, abbi pazienza.
    René: C'hai ragione, c'hai ragione.
    Stanis: E poi il tuo umorismo oggi – te lo posso dire? – è molto italiano.
  • Ringraziare voglio il divino, | labirinto degli effetti e delle cause, | per la diversità delle creature | che compongono questo singolare universo, | per l'amore che ci fa vedere gli altri | come li vede la divinità, | per la notte, le sua tenebra e la sua astronomia, | per il coraggio e la felicità degli altri, | per la musica, misteriosa forma del tempo.[2] (René) [recitando un monologo per il corto La formica rossa]
  • Ad Arthur Ashe (Dedica) [alla fine del corto La formica rossa]

Episodio 12, Una giornata particolare[modifica]

  • Glauco Benetti [nei panni di Albino]: Allora partiamo co' 'sta zozzeria. Com'è che si chiama? Lo sguardo del cuore?
    Sergio: Gli occhi del cuore...
    Glauco Benetti: Tu, fuori!
    Sergio: Io veramente sarei il direttore di produzione...
    Glauco Benetti: Bravo e allora vai a dirigere la produzione di due caffè: uno macchiato freddo per me, uno decaffeinato tiepido per Glauco.
  • Smarmellamo tutto, l'importante è che se veda. (Biascica)
  • Un consiglio: sei sempre troppo pronto. Devi esse' più sciolto, più morbido sul set, capito? (Glauco Benetti) [nei panni di Albino Corradi, ad Alessandro]
  • [Itala sta bevendo di nascosto ma Glauco se ne accorge]
    Glauco Benetti: Bevi Itala, Bevi! Non c'è nessun problema, mi fa piacere se bevi!
    Itala: Di che parla, scusi? Non la capisco.
    Glauco Benetti: Itala, stai tranquilla. «Ovunque lontano di qui inebriatevi di vino, di musica e poesia.»[3] Siccome me sa che te de musica e de poesia... [fa un gesto con la mano a voler dire "non c'è"] daje cor vino, Itala, me fa piacere!
  • Madre mia, Ada! Eh ma... ma tu sei veramente una cagna proprio fatta e finita! Ma chi ce l'ha mandata questa?! Non se può sostituire? (Glauco Benetti) [nei panni di Albino Corradi]
  • Il segreto del mio lavoro è... è lasciar fare, è lasciare sempre fare; tanto otto su dieci le cose se mettono a posto da sole. (Sergio) [ad Alfredo]
  • Pacta servanda sunt.[4] (Albino Corradi) [a Glauco]
  • Gesù lavò i piedi ai suoi discepoli, io ai miei je do er tartufo bianco. (Glauco Benetti) [nei panni di Albino Corradi]
  • Nessuno capisce la tragedia dei raccomandati, c'hai mai pensato? Tutti te guardano male, devi fa' el doppio del lavoro e anche in quel caso non sempre serve a conquistarti la stima di quelli che lavorano co' te, c'hai mai pensato? (Glauco Benetti) [nei panni di Albino Corradi, ad Ada]
  • Cara Gloria, questa è la dimostrazione che René è un regista molto, molto, ma molto italiano. No, dico ma l'hai visto Albino, eh? Come lavora? Hai visto che polso, che piglio, tutto anglosassone? Acceleratore, frizione! Acceleratore, frizione! Mi capisci quando parlo? [...] Eh? Tu non capisci una mazza! Mangiati 'ste tagliatelle, quanto sei italiana pure tu! Mangia 'ste tagliatelle! (Stanis) [A Gloria che sta mangiando]
  • Senti bella senatrice dalle ginocchia dolenti e dai figli ormai grandi, in cerca di un ruolo non sul set ma nella vita, stammi bene a sentire. Io lo so benissimo che le tende nuove e le gerbere in giardino non ti tirano su la pelle del collo, né l'umore prima di andare a dormire. Ti immagino benissimo con gli occhi chiusi sotto le coperte, sentirti sola al mondo... perché è fin troppo evidente che il sentimento che governa la tua vita è la paura, la paura di non dormire, di non farcela, di ammalarti e di morire o più semplicemente di incontrare un uomo come me, che ti guarda negli occhi e ti ci legge dentro. Ma ora io sono qui e ti costringerò a fare questa scena come Dio comanda e se serve ti insulterò, ti darò della "cagna", ti metterò le mani addosso, ma alla fine tu farai questa scena alla grande. E ora devi soltanto dirmi che lo vuoi. Dimmi "lo voglio". (Glauco Benetti) [nei panni di Albino Corradi, ad Ada]

Episodio 13, Stanis non deve morire[modifica]

Caterina Guzzanti interpreta Arianna Dell'Arti nella serie
  • Glielo hai detto che tra Gli occhi del cuore 1 e 2 c'è una differenza stilistica enorme, come parlare del Vecchio e del Nuovo Testamento? (René) [a Lopez per telefono]
  • René: Senti scusa, ma che la giriamo a fare la scena dell'attentato se poi non va in onda?[5]
    Lopez: Per concludere... per dare, insomma, un senso di compiutezza al minuzioso lavoro che avete fatto. E poi René... questa schifezza l'abbiamo venduta ai greci.[6] Dobbiamo consegnare un pacchetto con una parvenza di un benedetto finale...
    René: Quindi tu mi stai dicendo che stiamo facendo tutto questo per... per...
    Lopez: Per i greci.
    René: Non era quello che sognavo da piccolo, sai. No.
  • Arianna: Scusa, ma questo Burmini dov'è?
    René: Ah non esiste, se lo sono inventati per non avere rogne.
    Arianna: Sì, grazie. No dico, indicativamente... capire che razza di gente chiamare.
    René: Mi hanno detto che è un piccolissimo paese asiatico.
    Arianna: Cioè questi separatisti si vogliono separare da un paese che è già minuscolo di suo?
    René: La gente non è mai contenta. [fa un occhiolino ad Arianna] [...]
    Arianna: Vabbè quindi dobbiamo cercare gente con gli occhi a mandorla?
    René: Prendine tre diversi: uno biondo, uno mulatto e un napoletano.
  • Stanis non è morto in quindici anni di film! D'accordo, eh? Io non sono morto nel Pugnale di stoffa dove cadevo da un palazzo di dieci piani, d'accordo? Io non sono morto... Io non sono morto in Paura nel vigneto che prendevo quindici coltellate... Posso morire, per favore, posso morire nella clinica di Occhi del cuore 2? No, non posso, d'accordo? (Stanis) [a Lopez]
  • Avvocato di Stanis: Il suo nome è Ferretti? René Ferretti?
    René [si alza dalla sedia inalberato]: Senti, a pezzo demmerda! Io vengo da Fiano Romano, ha' capito? io ti stampo 'na cinquina 'n faccia! Vieni fuori, c'ho il cric 'n macchina t'ho faccio vedere io come me chiamo, 'sto stronzo! Avvocato dei miei coglioni! Capito?! Stai attento a come parli! Io t'ammazzo, a figlio de 'na mignotta! "Come mi chiamo?"
  • [Al telefono]
    René: Maestro!
    Orlando: Buonasera Ferretti!
    René: Senta, allora vengo subito al dunque, qui stiamo girando la puntata conclusiva della serie e... e sono arrivati ordini dall'alto, vogliono che lei sopravviva. Lei è molto protetto, lo sa?
    Orlando: No, no, no, no. Ecco io la chiamo proprio a questo proposito. Io gradirei morire.
    René: Ma come scusi, non capisco. La Rochel qua sta muovendo mari e monti per poter sopravvivere... e poi tenga presente che questa è una puntata che vedranno solo in Grecia.
    Orlando: No, per carità Ferretti, so benissimo come vanno queste serie: ricicciano, hanno sette vite, te le ritrovi la notte, te le ritrovi l'estate. Guardi, per carità Ferretti, mi faccia morire.
    [Cambio di scena sui tre sceneggiatori]
    Sceneggiatore 3 [con tristezza]: Nonno Alberto si è suicidato in carcere per rimorso... se n'è andato con dignità. Ciao nonno.
  • René, ma guarda che non è proprio mort... mortissimo... (Arianna) [riferita a Boris]
  • "Ho un brutto presentimento, sì, è come una sensazione di fine, a volte la vita ti manda dei segnali e noi dobbiamo essere in grado di captarli." (Stanis) [interpretando Giorgio nella scena da lui scritta]
  • [Stanis sta pagando il fonico Filippo per la scena appena girata]
    Filippo: Oh bella, Stanis quando vuoi, lo sai che a me il nero mi piace sempre molto.
    Stanis: Certo eh, immagino, ti piace il noir, il genere...
    Filippo: No, me piace essere pagato a nero, i soldi neri me piacciono, ciao. [saluta e se ne va]
    Stanis: Però sei molto italiano, perdonami! Te lo posso dire? Sei molto italiano!

Episodio 14, L'ultima puntata[modifica]

  • Arianna [agli attori]: Dobbiamo fare cinquanta minuti in due giorni, cosa che a me sembra una follia, ma tant'è che li dobbiamo fare. Questa è la puntata di chiusura quindi non ci sono più storie sospese, ok? Nessuno è più basito, chiaro? Nessuno è più basito, nessuno è sorpreso, ognuno di voi ha capito tutto. Nei primi piani fate sì con la testa, che avete capito e state sereni.
    Corinna: Be', l'importante è che non venga tolto spazio alle emozioni. Perché ti voglio dire, Arianna, che io non mi sono espressa al meglio con questo personaggio. E lo sai perché? Perché tu mi hai messo fretta. [Arianna è sbalordita]
    Stanis: Ehm, noi non abbiamo fatto che aspettare te! Cioè... che cosa stai dicendo, scusa?
    Corinna: Se proprio lo vuoi sapere, mio caro Stanis La Rochel, tu non fai altro che accentrare tutto su di te. Lo sanno tutti che tu stai antipatico alla gente.
    Stanis: Allora ti dico una cosa, che ha perfettamente ragione quello lì che dice sei solo una stronza.
    Corinna: Chi l'ha detto?
    Stanis: Non lo so, ma ha sicuramente ragione.
    Corinna: Sei insopportabile, Stanis. Sei insopportabile fino all'ultimo.
    Stanis: Adesso mi ricordo.
    Corinna: Chi l'ha detto?
    Stanis: Io.
  • Biascica: Com'è er secondo comandamento? Nun me ricordo! Cum'è?
    Gloria: Lo dovresti sapere, no? Visto che vai in Marocco a girarlo.
    Biascica: Cum'è? Nun me ricordo!
    Gloria: Perché non me lo hai detto?
    Biascica: "Nun te crede d'esse chissà che"! Eccolo! Aspè, no... "Nun esagerare..." "Rispetta l'avversario." No, aspè... "Sii te stesso, sempre." Questo è.
    Gloria: Perché non me lo hai detto? Perché non mi hai detto che vai in Marocco?
    Biascica: Vabbè, che c'entra? Te chiamo. Te mando i messaggini, quelli miei, piccantelli, dai!
    Gloria: Lascia stare, eh...
    Biascica: Come lascia stare?
    Gloria: Augusto, tanto lo sappiamo entrambi: le storie finiscono insieme alle serie.
  • Duccio: Senti René, io per la scena della festa ti faccio una bella marmellatona di luce, spiattello tutto, eh? Non mi metto a fare sofisticherie. Così dove vai, vai bene.
    René: Libertà totale, maestro. Come fai, fai bene.
    Duccio: Biascica, apri tutto!
    Biascica: Smarmello?
    Duccio: Smarmella, tranquillo. "Come fai, fai bene."
  • Sta in grande forma 'sto pesce, lui è come me: in preparazione boccheggia, poi sul set spacca tutto lui. Vero, che spacchi tutto tu? (René) [a Boris]
  • René: Corinna, tu lo sai quali sono i personaggi che rimangono nel cuore della gente? Quelli che muoiono.
    Corinna: Allora anche i terroristi rimangono nel cuore della gente, i balordi del Burmini?
    René: Ma no, che c'entra, loro muoiono sì, ma fanno morire, tu invece muori innocente, capito? Tu... tu ti immoli... Porca puttana! Sono le sei e mezza! Qui entriamo in straordinario. Stiamo facendo orari da cinesi!
  • René: Tu prendi il bambino, lo salvi dalle fiamme e poi muori.
    Corinna: Ok, funziona. Però non deve essere sicuro che io muoia, o sono morta o sono svenuta, lo decido questa estate.
  • La colpa è tua, René. Tu mi dovevi sorvegliare. Mi dovevi stare addosso. Io volevo fare una brutta fotografia, ma non così brutta. Mi sa che ho spiazzato tutti, ho spiazzato. (Duccio)
  • Mamma mia ragazzi, io mi scuso con tutti voi veramente, ma questa fiction è veramente tremenda. Ma lascia stare, lascia stare. Ma se mi permettete un piccolo paradosso però, la batosta che abbiamo preso è un segnale positivo per il paese. (René)
  • Burmini ateo, Burmini libero! (Attentatori) [urlando al termine della scena dell'attentato]
  • [Dopo la notizia degli undici milioni d telespettatori] Qualcuno, qualcuno diceva che fare Gli occhi del cuore 2 era una pazzia[7] e io a questo qualcuno dico solo questo: ma sono pazzi undici milioni di italiani incollati davanti al televisore?! Grazie! grazie di cuore a tutti! Vedete, io non posso sbilanciarmi su quello che succederà dopo, però una cosa la posso dire: una serie che fa undici milioni non muore! Non muore! (Lopez)

Note[modifica]

  1. Riferimento ai "droidi protocollari" di Guerre stellari, come C-3PO. Cfr. le voci Droide e C-3PO su Wikipedia.
  2. Parole tratte dalla poesia Un'altra poesia di doni di Jorge Luis Borges.
  3. Cfr. Charles Baudelaire, Lo spleen di Parigi: «È ora di ubriacarsi! Ebbri! Per non esser gli schiavi seviziati del Tempo: ubriachi! Senza tregua! Di vino, di poesia o di virtù – a piacer vostro.»
  4. Traduzione: «I patti devono essere rispettati.»Cfr. Eneo Domizio Ulpiano, De Pactis.
  5. Cfr. battuta dello stesso Lopez nella prima puntata della stagione.
  6. Cfr. battuta dello stesso Lopez nella prima puntata della stagione.
  7. Riprendendo una sua battuta della prima puntata della stagione.

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