Antonio Conte

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Antonio Conte, gennaio 2005

Antonio Conte (1969 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore italiano.

Citazione di Antonio Conte[modifica]

  • Abbiamo fatto qualcosa di straordinario, guardatevi le rose dell'Inter di Mancini e della Juve di Capello, che hanno fatto meno punti di noi. Abbiamo fatto qualcosa di straordinario soprattutto considerando da dove venivamo, ovvero da due settimi posti. Il resto sono chiacchiere. Ma si sa: quando il lupo non arriva all'uva dice che è amara...[1]
  • [In occasione della retrocessione dell'Arezzo dopo la sconfitta della Juve in casa con lo Spezia nel 2007] C'è profonda delusione e profonda amarezza, rispetto tanto i tifosi juventini ma ho poco rispetto per la squadra. Retrocedere così fa male però mi fa capire cose che già sapevo... Nel calcio si parla tanto, tutti sono bravi a parlare, adesso sembrava che i cattivi fossero fuori e che adesso ci fosse un calcio pulito, infatti siamo contenti tutti, evviva questo calcio pulito.[2]
  • Chi affronta la Juve fa sempre la partita della vita. Per noi è normale amministrazione.[3]
  • Chi vince scrive, chi arriva secondo ha fatto un buon campionato ma non ha fatto la storia.[4]
  • [Gaffe] Ci sta che l'assistente l'abbia vista fuori, ma vedendo anche la reazione dei calciatori della Roma... Tutti con le teste basse, non è che ci sono alze.[5]
  • Del Piero sarà sempre una soluzione, mai un problema.[6]
  • È il campo quello che parla e da sportivo l'unica mia preoccupazione è trasferire questo pensiero ai calciatori.[7]
  • [Claudio Marchisio] è l'uomo in cui mi rispecchio di più.[8]
  • Ero un calciatore indomito ma leale, non ho mai aizzato nessuno, meno che mai il tifoso juventino che ha sempre partecipato con sportività ed entusiasmo, accettando sempre il verdetto del campo.[7]
  • Gli scudetti è giusto vincerli sul campo.[9]
  • Impossibile essere vincenti senza essere antipatici, almeno in Italia. Le gelosie e le invidie sono inevitabili, soprattutto ad alti livelli. Non succederà mai, difficile vedere un vincente simpatico.[10]
  • Io so cosa rappresenta la Juventus in Italia, non c'è bisogno che lo dica anche oggi, ogni volta. In Italia o si è juventini o si è contro. Quindi noi siamo sempre soli contro tutti. Magari per loro è un fatto sporadico pensarlo, per noi è un fatto sistematico. È stato sempre così, sarà ancora così, finché la Juventus vince sarà sempre sola contro tutti.[3]
  • La mia storia calcistica parla chiaro. Ho sempre dimostrato integrità e onestà, da calciatore e tecnico. Lo si può chiedere ai miei compagni, ai miei calciatori e agli avversari. Io voglio assolutamente vincere, spesso andando al di là delle mie possibilità, e cerco sempre di trasferire i miei valori ai miei calciatori. Ho subìto un'aggressione coi bastoni davanti a mia figlia, a causa della mia integrità. Questo sono io, per chi non mi conoscesse.[11]
  • [Rispondendo alle dichiarazioni di Antonio Cassano del 15 novembre 2012] Leggo con stupore le dichiarazioni rilasciate oggi dal signor Cassano, a seguito delle quali mi trovo costretto a fare alcune precisazioni: in primo luogo, non ho mai proferito il termine «moralità», della quale, tra l'altro, sono molto dotato, nonostante la squalifica per omessa denuncia sulla quale ho già espresso le mie opinioni in passato. Alla domanda su come vengano effettuate le scelte dei giocatori della Juventus ho fatto riferimento all'uomo, inteso come interprete del ruolo di calciatore in maniera professionalmente ineccepibile. Vale a dire: l'impegno, il rispetto delle regole, il rispetto dei ruoli, l'attaccamento al bene comune della squadra. Mi sembra che il signor Cassano nella propria carriera abbia più volte dimostrato sul campo e fuori dal campo, vedi imitazioni di Capello al Real Madrid, o le corna mostrate all'arbitro Rosetti ed altri episodi, di non avere i requisiti richiesti dal sottoscritto. Inoltre altri aneddoti in tal senso ce li ha raccontati lui stesso nella sua biografia. Ritengo pertanto di non dover aggiungere altro, fermo restando che quando uso determinati termini, ne valuto appieno il significato letterale.[12]
  • Noi possiamo vincere lo scudetto e dobbiamo ottenere il massimo, sarebbe un peccato fallire l'obbiettivo. Le altre cose sono dei sogni, cose irreali, i sogni hanno una bassissima percentuale di realizzazione. Restiamo umili perché la presunzione uccide.[13]
  • Non ho mai pensato di essere un grandissimo giocatore mentre ho sempre saputo che sarei diventato un allenatore. Già da Lecce quando giocavo nella primavera e allenavo la squadra di mio fratello. Era una vocazione. Sono portato a dare un indirizzo. Un metodo. Indicare una squadra. Prendere le decisioni.[14]
  • Non mi piace mai parlare di successi singoli, mi piace sempre parlare di successi di squadra perché è la squadra che vince, se vince la squadra vinco anch'io.[15]
  • [rispondendo a Fabio Capello] Ognuno può dire quello che vuole, stranamente Capello viene a mettere il becco in casa di altri. Ha vinto due scudetti, ma nessuno si ricorda di cose emblematiche: io mi ricordo gli scudetti di Lippi e di Trapattoni, non ricordo la Juventus di Capello. Ci si ricorda solo perché quei due scudetti sono stati revocati. E poi Capello con quell' armata che aveva a disposizione è uscito nei quarti di finale di Champions League. Io mi guarderei bene prima di dire delle fesserie.[16]
  • Più vai in vetta e più sono forti le folate di vento.[7]
  • Per vincere ci vuole testa, cuore e gambe. Non in quest'ordine preciso.[17]
  • Preoccupiamoci di fare le cose che noi conosciamo, di farle nel migliore dei modi, con l'intensità giusta, con la cattiveria giusta, con l'umiltà giusta e con la voglia di fare fatica, questa è la cosa più importante.[18]
  • Quanto incide un allenatore? Un tecnico deve intraprendere una strada, tracciare un percorso portando gioco, organizzazione e cercando di portare competenze adeguate. Detto questo l'allenatore è nulla se non trova la disponibilità dei calciatori.[4]
  • [In risposta a Adriano Galliani il quale afferma che il Milan ha fatto meglio della Juventus negli ultimi anni] Quello che conta a casa mia sono le vittorie. Entri nella storia se vinci e scrivi qualcosa, ecco. Vincere non è mai facile. Chi vince scrive, fa storia, gli altri possono solo fare chiacchiere. Poi magari tutti sono contenti del campionato fatto, ma alla fine una sola vince. E quella può scrivere. Gli altri magari vanno a leggere.[19]
  • Sempre meglio mettere le mani davanti che dopo dietro, perché dopo fa male...[20]
  • Siamo coperti di vaselina, ci scivola tutto addosso.[21]
  • Sono l'allenatore della Juve e il suo primo tifoso ma sono soprattutto un professionista, ma il giorno in cui dovessi lavorare per l'Inter, come per il Milan o la Roma o la Lazio ne diventerei allo stesso modo il primo tifoso e farei di tutto per vincere. Forse qualcuno questo non l'ha capito, oppure fa gioco insistere sul mio tifo per la Juve per rendermi ancora più odioso agli altri. Ma deve essere chiaro che io sono un professionista.[22]
  • Voglio continuare a crescere, a stupire me stesso e gli altri. La Juventus non è un punto di arrivo. Tutto per me è un punto di partenza.[23]
  • Vucinic penso sia l'elemento più talentuoso in assoluto che abbiamo nella squadra, è il calciatore che da un momento all'altro può inventarsi la giocata, può essere determinante in fase offensiva. Quindi me lo tengo ben stretto.[24]
Intervista Emanuele Gamba, "Voglio una Juve antipatica", la Repubblica.it, 28 ottobre 2011
  • Non è che ti svegli alla mattina e dici: oggi vinco. C'è un percorso da rispettare e non ci sono scorciatoie.
  • Alla Juventus non è permesso parlare di progetto, di costruzione. Deve vincere, la via di mezzo non va bene. Ma qui è passato uno tsunami che ha distrutto una superpotenza.
  • La critica innalza perché non vede l'ora di abbattere.
  • La Juve l'ho lasciata antipatica e l'ho trovata simpatica. Voglio che torni antipatica presto. Io se perdo muoio.
  • Un settimo posto può arrivare per caso, due no.
  • Già ad Arezzo non mandavo a dire niente a nessuno. Se hai paura di esporti, ti devi rassegnare a vivere nell'anonimato.
  • I presidenti dovrebbero esonerare in settimana, dopo un allenamento, perché è lì che vedi se l'allenatore ha in mano il gruppo, non la domenica quando gli umori si alzano e si abbassano come un titolo in borsa.
  • La soddisfazione è che allo stadio viene gente per il piacere di vederci giocare.
  • Ai giocatori dico sempre che la palla va indirizzata, non colpita. Non mi piace vederla sparacchiare alla viva il parroco, a cominciare dai portieri.
  • Ale, perché chiamarlo Del Piero a me viene strano, trasmette qualcosa di speciale anche quando respira.
  • La storia è bella, ti giri e non te la tocca nessuno. Ma il futuro lo costruisci nel presente. Io non sono quello che ha vinto gli scudetti, sono uno che per la prima volta allena una grande. Con me, se non hai stimoli, non giochi neanche se l'ultima volta sei stato il migliore in campo.
  • [In allenamento] I giocatori tra di loro si guardano, e chi vede Pirlo ha solo voglia di darci dentro ancora di più.
Conferenza stampa, citato in Conte: "Vergogna, basta ingiustizie Contro di me giudici-tifosi", Gazzetta.it, 23 agosto 2012
  • [...] Quella che mi è capitata è una vicenda assurda e ieri è arrivata la ciliegina sulla torta. Allibito dalle dichiarazioni di un componente della commissione [Piero Sandulli] che mi ha giudicato. È una cosa gravissima e che non s'è mai vista. Reputo l'intervento da parte di questo signore improprio e fuori dalle regole. E lui dovrebbe farle rispettare. Questo signore, per uscire sulle prime pagine dei giornali, ha fatto dichiarazioni sul mio conto. Dichiarazioni se non da tifoso quanto meno inopportune. Forse c'è qualcosa di personale da parte di questo signore.
  • Oggi mi ritrovo di fronte a un certo "Pippo", perché per la Procura non è più Filippo Carobbio, ma una persona diventata pappa e ciccia con la stessa, che viene considerato un collaboratore di giustizia. Vedendo che l'hanno zittito cinque volte e vedendo che l'hanno zittito l'ultima volta il 10 luglio, prima che ascoltassero me, io lo considero più che altro un aggiustatore di presunta giustizia. Il signor Carobbio, per la Procura di Cremona, è un bugiardo, non credibile, per la Procura Federale, invece, una persona altamente credibile. Conte, invece, non è credibile. La credibilità io credo che uno la ottenga nell'arco di una vita, non giorno per giorno. Io penso di aver ottenuto grande credibilità nella mia vita, a differenza di chi si è venduto le partite, la sua famiglia e i suoi compagni da tre anni a questa parte. Ma alla fine io sono passato come quello poco credibile.
  • Io, innocente, ho dovuto patteggiare. Ma per cosa? Un ricatto bello e buono da parte di questa giustizia. È una vergogna. Oggi lo posso dire perché è finito tutto, anche se c'è ancora un altro appello. Ma li sapete i metodi della Procura Federale? [...] Della serie: se volete uno sconto di pena dovete mettere sul piatto dei nomi, se sono importanti meglio.
  • Su Novara-Siena sono uscite notizie false. Hanno minato la mia credibilità. L'infamia peggiore per un allenatore, che deve essere un leader, trasmettere valori positivi. In cinque anni ho vinto uno scudetto e ho conquistato due promozioni. Sono antipatico perché vinco? Non è un problema mio. Io faccio il mio lavoro e lo faccio al massimo. Do fastidio? Non è un problema mio.
  • Novara-Siena: prosciolto. L'accusa infamante è caduta. È caduta. Cosa è rimasto? Un'altra partita: AlbinoLeffe-Siena, una gara in cui Conte non poteva non sapere. [...] Una decade e pensi: "Se sono stati chiesti dieci mesi per due omesse denunce e ne rimane soltanto una, vuol dire che potrebbero diventare cinque. E invece dieci rimangono dieci. Altra cosa assurda e oggi lo posso finalmente dire: è assurdo tutto quello che mi è successo.
  • Ho paura, bisogna aver paura. E ai miei colleghi, ai calciatori, dico: oggi è successo a me e a tanti altri, domani può accadere a loro. Non mettiamo la testa sotto la sabbia: può succedere a chiunque. Bisogna aprire gli occhi. Perché è successo a me? Mi sono posto tante domande in questi mesi. L'unica cosa che è cambiata nella mia vita negli ultimi tempi è che sono diventato allenatore della Juventus che dopo due settimi posti era diventata simpatica a tutti. Poi d'incanto abbiamo vinto e siamo tornati ad essere antipatici.

Attribuite[modifica]

Antonio Conte, gennaio 2012
  • [Sul Milan in risposta ad Adriano Galliani nel 2012] Da che pulpito, siete la mafia del calcio...[25]
  • [Rivolgendosi ai giornalisti presenti in sala stampa che avrebbero esultato al gol del Chelsea] C'è qualche merda che ha esultato?[26]

Citazioni su Antonio Conte[modifica]

  • A Conte piace quando la sua squadra riesce a mostrare superiorità nei confronti dell'avversario. Con questa mentalità i giocatori si sentono liberi di giocare e di esprimersi al meglio. È il modo migliore per esprimere le proprie caratteristiche, per far emergere il proprio talento. (Rafael Benítez)
  • Antonio è uno dei miei figliocci. Ne ho avuti parecchi, ma se devo indicarne alcuni, lui lo metto sicuro. (Giovanni Trapattoni)
  • Che idea mi sono fatto del 'caso Conte'? Conosco bene Antonio perché l'ho allenato quando ero alla Juve. Non so che cosa ci sia di vero nei suoi confronti, so però che la giustizia va rispettata altrimenti finisce tutto a tarallucci e vino... (Carlo Ancelotti)
  • [Dopo Milan-Juventus 1-1 del 25/02/2012] Conte è senza vergogna! (Carlo Pellegatti)
  • Conte ha avuto un peso decisivo. Non sapevamo quanto fosse bravo come allenatore. Infatti non è bravo, è proprio un fuoriclasse. Spero che rimanga con noi per tutta la sua carriera. (Pavel Nedvěd)
  • Conte non lo conosco, ma sembra molto fanatico in panchina. (Marco van Basten)
  • Conte sembra Al Pacino in "Ogni maledetta domenica": le sue parole alla squadra hanno gasato anche me. (Gennaro Gattuso)
  • Devo dire, però, che Antonio Conte è sicuramente il miglior allenatore con cui ho lavorato. In un breve lasso di tempo è riuscito a infondere nuova vita in una squadra che in due stagioni potrebbe fare di meglio che il settimo posto. E lui fu subito vincente. (Gianluigi Buffon)
  • Di Conte parlo solo se spegnete i microfoni. (Emiliano Viviano)
  • È un duro, ma per me è un fenomeno. Mi ha sorpreso molto, per lui ogni partita è una finale, vuole sempre vincere, non si accontenta mai. È un maniaco del lavoro, ma poi i risultati si vedono in campo. (Carlos Tévez)
  • È un grandissimo allenatore. Io ne ho avuti tanti, ma nessuno così meticoloso nel lavoro e bravo a spiegare le cose. Dal punto di vista tattico e didattico è perfino più bravo di Ancelotti e Lippi, che pure hanno tante qualità. [...] Conte è un talento della panchina. (Andrea Pirlo)
  • I meriti del nostro allenatore per questi due anni e mezzo di percorso sono incredibili e non si sa, fino a quando non ci sarà una controprova, quale sia stato effettivamente il suo merito e quali i meriti nostri. È stato bravissimo a saperci stimolare, pungolare, ad averci dato un gioco e un'identità molto precisa. (Gianluigi Buffon)
  • Io non sono mai stato un estimatore della Juventus: grandi giocatori, ma gioco abbastanza insufficiente o poco armonioso, poco moderno. Ma credo che questa Juventus, quella di Conte, sia la più bella che io mi ricordi e me ne ricordo tante, purtroppo. Anche più bella di quella di Lippi: è molto più armoniosa, è una squadra che conosce tutto del calcio. Vedi questa Juventus e ti sembra che il calcio sia la cosa più semplice del mondo. (Arrigo Sacchi)
  • L'emblema del mio calcio è Antonio Conte, che ha vinto campionati di serie B col 4-4-2 e che ora con un modulo diverso sta facendo giocare alla Juve il calcio più bello d'Europa. (Eugenio Corini)
  • [Riferendosi alla mancata partecipazione di Antonio Conte al Forum Allenatori Club d'Elite UEFA] Non l'hanno invitato perché è squalificato? Ma quante storie... Mica ci alleniamo qui, mica scendiamo in campo con le nostre squadre: è un incontro fra tecnici in terra neutrale. Siamo o non siamo in Svizzera? Dite che i tifosi lo chiamano il Mourinho italiano? La cosa mi onora, Antonio mi piace un sacco come allenatore. È un vincente, sa quello che vuole, ha carisma. (José Mourinho)
  • Mi piaceva già da giocatore, tanto che lo volevo comprare ai tempi del Foggia, e mi piace adesso da allenatore, perché dove è andato è sempre riuscito a trasmettere una forte mentalità abbinata a una precisa cultura del gioco. (Zdeněk Zeman)
  • Non vuole perdere mai, soprattutto quando ha ragione. Posso dirlo io stesso, che ho rischiato di essere appiccicato al muro quando gli ho parlato del patteggiamento. (Luigi Chiappero[27])
  • [Alla domanda «Da uno a cento la moralità di Conte quant'è?»] Penso più del massimo, insomma centodieci e lode perché non si può mettere in dubbio. (Giorgio Chiellini)
  • Quaquaraquà non sono io, ma lui che è stato squalificato per omessa denuncia. Ho fatto tante cassanate nella mia carriera e per questo sono stato squalificato. Se lui viene a parlare di moralità a me è finito il mondo. Lui che, lo ripeto, è stato squalificato per omessa denuncia. (Antonio Cassano)
  • Quel suo martellare, essere sempre sul pezzo, non mollare mai mi ricorda molto Trapattoni. D'altra parte, una grande squadra consente solo ed esclusivamente quel tipo di approccio. Non posso sentire quegli allenatori che a marzo dicono: "ci stiamo lavorando" oppure "ci dobbiamo lavorare". Lavorando? Ma negli altri sei mesi che hai fatto? (Giuseppe Furino)
  • Sono granata sino al midollo ma per me gliel'hanno fatta sporca con la squalifica. Ho letto le carte e non era da condannare. Uno come lui non si mette a vendere le partite. (Marco Berry)
  • Un tecnico con le idee chiare. Magari non complicatissime, ed è una fortuna, ma molto efficaci. Soprattutto è un martello. E di solito la combinazione tra l'avere le idee chiare ed essere un martello, risulta vincente. La cosa che più mi ha colpito è stata la capacità di trasmettere in modo sincero e genuino il suo senso di appartenenza, la juventinità, che unita all'effetto stadio ha creato una miscela esplosiva. È da tanto che non vedevo un rapporto così intenso. (Gianluca Vialli)
  • Uno che cerca di migliorarti, da tutti i punti di vista. (Mirko Vučinić)

Note[modifica]

  1. Citato in Conte: "Noi meglio dell'Inter di Mancini: guardate le rose!" Poi sbaglia il proverbio, Fcinter1908.it, 22 dicembre 2012.
  2. Citato in Conte: "La Juve? Rispetto i tifosi, non la squadra", Gazzetta.it, 10 giugno 2007.
  3. a b Citato in Juve, Conte replica a Garcia: "Noi siamo soli contro tutti", SportMediaset.it, 13 aprile 2014.
  4. a b Citato in Conte: «Una Juve feroce per cercare di fare la storia», Tuttosport.com, 24 aprile 2012.
  5. Citato in Antonio Conte: "Gol Peluso? Non ci sono teste alze...", Blitzquotidiano.it, 22 gennaio 2014.
  6. Citato in Conte: "Del Piero sarà sempre una soluzione, mai un problema", Sportitalia.com, 24 gennaio 2012.
  7. a b c Citato in Conte: «Non accetto lezioni di stile da altri allenatori», Tuttosport.com, 17 febbraio 2012.
  8. Citato in La Scuola di Conte: Licht al primo banco, Marchisio il pupillo e Del Piero..., Tuttomercatoweb.com, 23 novembre 2011.
  9. Citato in Elkann: "Grazie dei consigli ma vacanze prescritte", la Repubblica.it, 11 agosto 2011.
  10. Citato in Conte: "L'Inter resta favorita". Buffon convocato: gioca, Gazzetta.it, 28 ottobre 2011.
  11. Citato in Conte: "Io estraneo a tutto". Agnelli: "Resta il nostro tecnico", Gazzetta.it, 28 maggio 2012.
  12. Citato in Conte risponde a Cassano: «Mai parlato di moralità», Tuttosport, 15 novembre 2012.
  13. Citato in Conte: "Voglio rivedere Juve rabbiosa Attenzione, la presunzione uccide", La Stampa, 5 aprile 2013.
  14. Da un'intervista a Sette, 10 maggio 2012; citato in Conte dopo lo scudetto alla Juve: «Sapevo che sarei diventato un grande tecnico», Corriere della sera.it, 8 maggio 2012.
  15. Citato in Conte: "16 gare in 52 giorni, ho bisogno di tutti. Vogliamo onorare l'Europa League"., Tuttojuve.com, 19 febbraio 2014.
  16. Citato in Conte replica alle critiche di Capello: "Dei suoi anni ricordo 2 scudetti tolti, Lastampa.it, 16 febbraio 2014.
  17. Citato in Conte: «Foto sul cellulare? Quella di mia figlia Vittoria», Tuttosport.com, 5 maggio 2012.
  18. Citato in Conte integrale: "Piedi per terra: i tifosi sono stati illusi troppo in questi anni. Col Bologna sarà facile? Facile un cavolo! Vidal? Non possiamo giocare in 12. Perché non parlate di Pazienza e Marrone?", Tuttomercatoweb.com, 20 settembre 2011.
  19. Citato in Conferenza stampa di vigilia per il tecnico bianconero. "Non vedo più difficoltà nelle sfide contro Lazio e Milan. La sconfitta in Champions non ci ha tolto sicurezze", Goal.com, 14 aprile 2013.
  20. Citato in Conte: «Benitez? Le mani meglio avanti che dietro...», Tuttosport.com, 18 gennaio 2014.
  21. Citato in Tancredi Palmeri, Il blob del 2012. Tutte le frasi da ricordare, Gazzetta.it, 30 dicembre 2012.
  22. Citato in Marco Ansaldo, Conte: "Se dovessi lavorare per l'Inter, Milan o la Roma ne diventerei il primo tifoso e farei di tutto per vincere", Lastampa.it, 29 marzo 2013.
  23. Citato in Conte: Juve non è punto d'arrivo, Corriere dello Sport.it, 8 maggio 2012.
  24. Citato in Marco Bo, Conte difende Vucinic e a Bologna conta su di lui, Tuttosport.com, 7 marzo 2012.
  25. Questa sarebbe stata la risposta dell'allenatore bianconero alle polemiche milaniste dopo il gol di Muntari non convalidato, nel post-partita Conte non ha confermato né smentito tale affermazione. Citato in Duro scontro Galliani-Conte. Allegri: "Risultato falsato...", Gazzetta.it, 25 febbraio 2012.
  26. Citato in Conte, sfogo al 3-2 Chelsea Si arrabbia con chi esulta, Gazzetta.it, 7 novembre 2012.
  27. Citato in Massimiliano Nerozzi, Dal campo ai giudici, Conte è sicuro: "Non patteggio, io vinco", La Stampa.it, 3 agosto 2012.

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