Gli intrighi del potere - Nixon

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Gli intrighi del potere

Immagine President Richard Nixon 1974 (3084054600).jpg.
Titolo originale

Nixon

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1995
Genere drammatico, biografico, storico
Regia Oliver Stone
Soggetto Oliver Stone, Stephen J. Rivele e Christopher Wilkinson
Sceneggiatura Oliver Stone, Stephen J. Rivele e Christopher Wilkinson
Produttore Dan Halsted, Oliver Stone
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Gli intrighi del potere, film statunitense del 1995 con Anthony Hopkins, regia di Oliver Stone.

Incipit[modifica]

Questo film è un'interpretazione romanzata di eventi e personaggi basati su fonti di pubblico accesso e documenti storici incompleti. Alcune scene ed eventi sono presentati in modo composito oppure sono stati ipotizzati o condensati.

"Che giova infatti all'uomo, se guadagna tutto il mondo e poi perde la propria anima?" – Matteo 16,26

This film is a dramatic interpretation of events and characters based on public sources and an incomplete historical record. Some scenes and events are presented as composites or have been hypothesized or condensed.

"For what is a man profited, if he shall gain the whole world, and lose his own soul?" – Matthew 16:26
(Testo a schermo)

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • La gente ha dimenticato quella violenza, i gas lacrimogeni, gli scontri, le cartoline precetto date alle fiamme, le Pantere Nere... abbiamo sistemato tutto e ora mi odiano. A causa di Nixon. Hanno sempre odiato Nixon. (Nixon)
  • Lui studia ad Harvard, suo padre gli offre tutto su un piatto d'argento... tutta la vita sempre la stessa solfa... ha gli abiti giusti, le scuole giuste, la famiglia giusta... e ora lui viene a rubare a me! E dice anche che non ho classe! E tutti gli vanno dietro! (Nixon) [nel 1960, parlando di Kennedy, dopo aver perso per pochi voti le elezioni presidenziali]
  • Padre Celeste, tu hai detto ad Adamo, nell'Eden dopo quella faccenda con il serpente che l'uomo avrebbe dovuto guadagnarsi da vivere con il sudore della fronte. Bene, per quanto mi riguarda, Padre, quello che era vero nell'Eden è vero anche a Whittier in California. Quindi ti chiediamo di ricordare a qualcuno dei nostri giovani qui che l'unico modo per avere una nuova giacca, per andare a passeggio con Margaret O'Herlihy, che oltretutto è anche una cattolica, è di lavorare di più. Amen. (Padre di Nixon) [nel 1925, pregando prima del pasto]
  • Ben presto voi giovani dovrete andare là fuori e graffiare perché non andrete da nessuna parte solo per la vostra bella faccia. [...] La carità non vi farà fare molta strada. Nemmeno se in giro ci sono dei santi come vostra madre. È lottare che dà significato alla vita, non vincere. Lottare. Quando smettete di lottare vi schiacciano. E poi finite sulla strada con la mano tesa. (Padre di Nixon) [nel 1925, rivolto ai figli]
  • [...] la gente non vota per amore, ma per paura. (Nixon) [nel 1962]
  • [...] Dick Nixon è considerato niente più ne meno quanto una volpe in un pollaio. E lo sai perché? Perché mio caro, tutti quanti pensano che la tua faccia e il tuo sorriso non si trovino mai allo stesso posto allo stesso tempo. (Martha Mitchell)
  • E così quando ho visto Bobby steso per terra con le braccia larghe, il sangue, gli occhi sbarrati... ho capito che sarei diventato presidente. Una carriera lastricata di morti: il Vietnam, i Kennedy... Loro hanno aperto un sentiero nella foresta per me. Sui corpi dei morti. Quattro corpi. [...] [rivolto al ritratto di Abramo Lincoln] Quanti furono per te? Centinaia di migliaia? Dove saremmo senza la morte? Così la felicità è Dio o... la morte? (Nixon)
  • Senza rischio non c'è eroismo né si fa la storia. Mentre Nixon è nato per questo. Diamole una spintarella alla storia! Quindi se con la Cambogia non funziona bombarderemo Hanoi, e non solo, se proprio sarà necessario userò anche la bomba atomica. (Nixon) [nel 1970]
  • [Nel 1970, in riferimento agli studenti morti durante la sparatoria della Kent State[1] durante una protesta contro l'invasione della Cambogia] Io vorrei... vorrei far loro le mie condoglianze. Ma Nixon non può. (Nixon)
  • Non è la guerra, è Nixon. Non è il Vietnam, è Nixon. Vogliono distruggere Nixon. Non appena mi espongo sia che dica una cosa o il suo contrario quelli mi fanno a pezzi. (Nixon) [parlando dei suoi oppositori]
  • La gente non ti amerà mai, non importa quante elezioni potrei vincere. Non ti ameranno mai. (Pat) [a Nixon]
  • Quei dannati Kennedy l'hanno sempre passata liscia! Che Dio li maledica! (Nixon)
  • Richard Nixon è questo: avere gente che muore perché lui non sapeva giocare a football, avere la Costituzione appesa a un filo perché lui è andato alla Whittier e non a Yale. (John Ehrlichman)
  • John, presto o tardi. Anzi credo molto presto dovrai imparare una lezione che chiunque si sia trovato vicino a Richard Nixon conosce a memoria, cioè che lui è l'oscurità, la tenebra che propaga se stessa. E alla fine si stratta sempre o di te o di lui. La tua fossa è già scavata, John. (E. Howard Hunt)
  • Non sono tuoi. Quei nastri sono te. Dovresti bruciarli. (Pat) [a Nixon]
  • A quanto sembra la gente dà il meglio di sé in prigione. Gandhi, Lenin... (Nixon)
  • Non puoi mollare, ragazzo mio. Nemmeno se è finita. Non puoi ammetterlo neanche con te stesso, quando è persa. Credi che quei ragazzi là dentro l'abbiano fatto? Ora, noi sappiamo come vanno queste cose: credi sia sensato andare in mezzo all'arena e piangere gridando "Mea culpa, mea culpa" mentre la folla urla, ti fischia e ti sputa addosso? Un uomo non piange, e io non piango. Un uomo non piange... combatte! (Nixon)
  • Riesci a immaginare che cosa sarebbe stato quest'uomo se solo fosse stato amato? [...] È una tragedia perché possedeva la vera grandezza. Ma aveva anche i difetti delle sue qualità. (Henri Kissinger) [parlando di Nixon]
  • [Pregando inginocchiato vicino a Henri Kissinger] Mai permettere che l'orgoglio ti impedisca di inginocchiarti di fronte a Dio. [piangendo] Com'è possibile che un Paese vada in pezzi così? In che cos'ho sbagliato? L'ho aperto alla Cina, l'ho portato alla pace con la Russia, ho posto fine alla guerra, ho fatto ciò che ritenevo giusto. Dio, perché? Perché mi odiano tanto? Non lo capisco, non riesco a capirli, è una cosa senza ragione... Oh, mamma, scusa! Non ce la faccio più, scusa! Dio, ti chiedo perdono. Ho fatto tutto quello che potevo, tutto! Non hanno fatto altro che odiarmi, odiarmi... perché?! (Nixon)
  • Hanno sentito l'odore del mio sangue, Al. Mi sono rammollito e loro attaccano. Ha l'odore della ruggine, un odore di metallo. [...] E proveniva dal Vietnam, capisci? Quell'odore. Il Paese ha sofferto e tanto. Tutti quei suoi figli, uccisi. Avevano bisogno di sacrificare qualcosa. Un sacrificio per placare gli dei della guerra Marte, Giove... [rivolto al ritratto di Dwight D. Eisenhower] Io sono quel sangue, generale. E sono quel sacrificio che monderà la loro coscienza. Tutti i capi vengono sacrificati. Le cose non saranno più le stesse d'ora in poi, no. Io ho seguito le regole, ma le regole sono cambiate durante il gioco. Non c'è più rispetto per le istituzioni americane. La gente è diventata cinica. La stampa... la stampa ha perso ogni controllo. La gente sputa sui soldati, i segreti governativi non valgono più niente. Provo pietà per colui che prenderà il mio posto. (Nixon)
«Quando ti guardano, si vedono come vorrebbero essere; quando guardano me, si vedono come sono.» (Nixon)
  • Quando ti guardano, [gli americani] si vedono come vorrebbero essere; quando guardano me, si vedono come sono. (Nixon) [rivolto al ritratto ufficiale di Kennedy]

Dialoghi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • [Nel 1960 dopo aver perso per pochi voti le elezioni presidenziali]
    Nixon: Abbiamo perso.
    Pat: Lo so.
    Nixon: Io odio perdere.
    Pat: Rende umani.
    Nixon: Però non è giusto. Posso sopportare gli insulti, posso sopportare l'arroganza, ma non sopporto perdere. Odio perdere.
  • [Nel 1925]
    Madre di Nixon: Ricorda sempre che io vedo nella tua anima. Potrai ingannare il mondo intero, persino tuo padre, ma non me, Richard. Mai me.
    Nixon a 12 anni: Mamma, pensate a me come al vostro cane fedele.
  • [Nel 1962]
    Pat: Sei cambiato. Ti sei indurito come fossi in guerra col mondo intero. Non eri così prima. Io ho cinquant'anni, Dick. Per quanti milioni di chilometri ho viaggiato, a quante migliaia di persone ho stretto la mano anche se non mi andava e quanti biglietti di ringraziamento ho scritto? È come se... non lo so, è come svegliarsi dopo un sonno durato vent'anni. Ne ho abbastanza.
    Richard: Ma che dici? Di che stai parlando?
    Pat: Voglio il divorzio.
    Richard: Mio Dio... Il divorzio?! E le bambine?
    Pat: Le bambine cresceranno. In ogni caso anche adesso ti vedono solo in televisione.
    Richard: Ma è la rovina della nostra famiglia.
    Pat: Ne sei tu la causa. E se restiamo con te cadiamo tutti nel baratro. Questa non è politica, Dick. Questa è la nostra vita.
    Richard: Tutto è politica, per Dio! Io sono politica! Anche tu lo sei!
  • Henry Kissinger: Se il signor Rockefeller non può diventare presidente degli Stati Uniti vi chiedo che senso ha la democrazia!
    Nelson Rockefeller: Parole sante!
    Nixon: Il senso di una democrazia è che persino il figlio di un droghiere può diventarlo.
  • [Durante un dibattito televisivo con Nixon viene data la parola a un nero]
    H.R. Haldeman: Che diavolo fa?! Un comizio? Taglia!
    Collaboratore: Non posso. Non siamo mica in Russia.
    H.R. Haldeman: Ma sta parlando da negro! Sta parlando delle cose dei negri! Che diavolo fa?!
    Collaboratore: Alla selezione parlava da bianco.
    H.R. Haldeman: Ti ha fregato! Sembra lo zio di Angela Davis!
  • John Ehrlichman: Insomma, ne vale la pena, signore? La guerra vale davvero un mandato presidenziale? Perché è di questo che stiamo parlando.
    Nixon: Non voglio passare alla storia come il primo presidente che ha perso una guerra! Quindi sì alla Cambogia, bombardiamo Hanoi, bombardiamo il Laos. Prendiamo tempo, così da uscirne e dare al Vietnam del sud la facoltà di difendersi.
    Henry Kissinger: Esatto, signore.
    Nixon: Sì, sarà dura, ma alla fine vinceremo, signori.
    Ron Ziegler: Vinceremo cosa, il Vietnam?
    John Ehrlichman: Ne dubito.
    Nixon: No, ma quello che possiamo fare è colpire al cuore l'alleanza comunista. Henry sta ricevendo forti segnali dalla Cina, e come sapete quelli temono i vietnamiti più dei russi e l'idea di un Vietnam unito li preoccupa molto. Ora, se noi gli stiamo addosso potremmo ottenere di imporre negoziati separati sia con i cinesi che con i sovietici, riuscendo a strappare condizioni che non ci saremmo mai sognati. Questa si chiama diplomazia triangolare, signori.
    Henry Kissinger: Esatto, signor presidente. E 'd'altronde ciò a cui tende la sua politica: il collegamento del mondo intero all'interesse nazionale.
    Nixon: Ora mi dici, Ron, come diavolo faccio a spiegarlo in TV a un branco di giornalisti deficienti e alle madri in lacrime?
    Ron Ziegler: Ma qualcosa sulla Kent State dobbiamo pur dirla...
    Nixon: Ah, raccontagli quello che credi, non mi interessa, tanto non capirebbero lo stesso.
    John Ehrlichman: Mi scusi, Signore, ma lei così riconoscerà la Cina comunista. Questo ci costerà un bel po' di elettori.
    Nixon: No, posso permettermelo perché ho speso l'intera carriera a crearmi la reputazione di anticomunista.
    Harry Robbins Haldeman: Kennedy o Johnson li avrebbero crocifissi per questo, e con ragione.
    John Mitchell: E' molto rischioso, signor presidente. Perché non aspettiamo il secondo mandato?
    Harry Robbins Haldeman: E' proprio questo che ce lo farà avere.
    Nixon: Esatto, John, è proprio così, dannazione! Senza rischio non c'è eroismo né si fa la storia, mentre Nixon è nato per questo. Diamole una spintarella alla storia! Quindi se con la Cambogia non funziona bombarderemo Hanoi, e non solo: se proprio sarà necessario, userò anche la bomba atomica!
  • Manifestante #1: Lei dice di non volere la guerra, allora perché non la fa finire?
    Nixon: I cambiamenti sono sempre graduali. Ho ritirato più della metà delle truppe e sto cercando di tagliare le spese militari, cosa che nessuno ha fatto in trent'anni. Io voglio un esercito di volontari. L'America è anche una questione di credibilità per il nostro ruolo nel mondo.
    Manifestante #2: Andiamo, signor Nixon, che centriamo in una guerra civile vietnamita?
    Manifestante #1: Lei non vuole la guerra, neanche noi la vogliamo e non la vogliono neanche i vietnamiti, allora perché continuare? [...] Non può farla smettere, nemmeno se volesse... perché non si tratta di lei, è il sistema, è chi guida il sistema che non glielo permette...
    Nixon: C'è molto di più in ballo qui di quanto io o lei possiamo volere.
    Manifestante #1: E allora che senso ha? Che senso ha essere un presidente senza potere?
    Nixon: No. No. Io ho il potere. Io ho il potere perché conosco il sistema e ritengo di poterlo tenere a freno. Forse non totalmente, ma quanto basta per costringerlo a rigare dritto.
    Manifestante #1: Sembra che stia parlando di un animale selvaggio.
    Nixon: Forse lo è veramente.
  • [Mao Zedong conversa con Nixon e Henri Kissinger tramite la traduttrice]
    Traduttrice: "Mi confida il suo segreto?"
    Henry Kissinger: Quale segreto, presidente?
    Traduttrice: "Come fa uomo così grasso ad avere tante ragazze?"
    Henry Kissinger: È il potere, signor presidente. È il miglior afrodisiaco in assoluto.
  • [Mao Zedong conversa con Nixon e Henry Kissinger tramite la traduttrice]
    Nixon: Ho vinto perché ero il minore tra due mali.
    Traduttrice: "Lei è troppo modesto, signor Nixon. Lei è un male quanto lo sono io. Noi siamo i nuovi imperatori. Veniamo entrambi da famiglie povere. Altri pagano per nutrire la fame che è in noi. Nel mio caso milioni di reazionari, nel suo milioni di vietnamiti."
    Nixon: La guerra civile è sempre la più crudele delle guerre. Entrambe le nostre nazioni sono state forgiate dalla rivoluzione, ma ora inseguiamo la pace.
    Traduttrice: "La pace? È la pace tutto ciò che vi interessa? La vera guerra è dentro di noi. La storia è un sintomo della nostra malattia."
  • Jack Jones: Che abbiamo intenzione di fare con i comunisti che ci ritroviamo nel cortile di casa?
    Nixon: Che cosa vuoi dire in realtà, Jack?
    Jack Jones: Voglio dire che mi ritrovo il prezzo del mio petrolio sotto il controllo federale, e quelle merde mi stanno facendo vedere i sorci verdi, Dick. E in più, l'EPA, il tuo dipartimento per la tutela dell'ambiente, ormai mi fruga nel culo fino alle orecchie!
    Harry Robbins Haldeman: Signori, credo che per noi sia...
    Nixon: No, fallo finire Bob.
    Jack Jones: E c'è un'ordinanza di un Giudice Federale che costringe i miei nipoti a girare in pulmino per la città e ad andare a scuola con i figli dei negri! Ora, Dick... Signor presidente, hai forse dimenticato chi ti ha messo dove sei?
    Nixon: Mi ci ha messo il popolo americano, Jack.
    Jack Jones: Davvero? Be', può cambiare idea.
    Nixon: Jack, io ho imparato che la politica è l'arte del compromesso, e l'ho imparato a mie spese. Non so se tu abbia fatto altrettanto, quindi lascia che ti dia un consiglio: se non ti piaccio ci sono le elezioni in novembre, tu sei libero di prendere i tuoi soldi e di darli a Wallace. Che te ne pare, Jack? E' questo che vuoi? Consegnare il paese a qualche timida violetta poeta e socialista come George McGovern? E se non ti piace come quelli dell'ambiente ti frugano nel culo, non ti auguro quelli delle tasse.
    Jack Jones: Per Dio, Dick... non mi starai minacciando.
    Nixon: Un presidente non minaccia, Jack. Non ne ha bisogno.
  • Nixon: Ho fatto finire la guerra, ho stabilito un dialogo con i russi, ho aperto con la Cina! Allora perché queste carogne ce l'hanno con me? Perché a loro non piace il mio aspetto, perché non gli piacciono le scuole che ho fatto!
    Harry Robbins Haldeman: Perché non sono americani.
    Nixon: Giusto! E non si fidano. Non si fidano dell'America. [...] E lo sai perché ce l'hanno con me? Perché loro non prendono sul serio il potere. Ecco perché. Loro giocano con il potere e si dimenticano dell'interesse nazionale. Ai miei tempi la gente sapeva tener saldo il potere. Si dava dei limiti. Non avrebbero mai messo il Paese a rischio per una fesseria come il Watergate. Per Dio! Ora tutto ciò che conta è che il loro ego faccia bella figura nei salotti della buona società!
  • Nixon: La tua aureola con la stampa potrebbe offuscarsi se cominciassero a ficcare il naso nei nostri panni sporchi.
    Henry Kissinger: Signore, ripeto che non ho niente a che fare con questo e respingo l'insinuazione...
    Nixon: Respingi quello che ti pare, ma ci sei dentro come tutti noi: la Cambogia, Ellsberg, le intercettazioni che hai fatto... il presidente vuole che tu sappia che non puoi fare un bell'inchino e tornartene ad Harvard, il tuo culo resta qui, Henry. Ed è sulla graticola a bruciarsi con tutti gli altri.
    Henry Kissinger: Signore, ci sono momenti in cui persino un Presidente rischia di esagerare.
  • John Dean: Come fai ad avere l'impudenza di ricattare il presidente degli Stati Uniti?
    E. Howard Hunt: Non è questa la domanda, John. La domanda è: perché lui mi paga?
  • Pat: Io so quanto puoi essere abbietto, tu sei capace di qualsiasi cosa. Vedi, alla fine, non ha la minima importanza che cosa c'è dentro perché tanto tu sei assolutamente incapace di rimorso, non hai idea di cosa sia il rimorso. Tu vuoi che quei nastri saltino fuori, vuoi che loro vedano il tuo lato peggiore.
    Nixon: Sei ubriaca. Nessuno li sentirà mai, te compresa.
    Pat: E cosa potrei scoprire mai che non sappia già da anni e anni? Quello che rende tutto così triste è che tu non potevi confidarti con nessuno di noi, dovevi metterlo a verbale per il mondo intero.
    Nixon: Non li avranno mai, sono miei!
    Pat: Non sono tuoi, quei nastri sono te.
  • Nixon: Mai! Dovranno passare sul mio cadavere, è proprietà personale del presidente. Non consegnerò mai i miei nastri a un branco di kennediani democratici teste di cazzo di Harvard!
    Alexander Haig: Si rischia l'incriminazione, si rivolgeranno alla Corte Suprema...
    Nixon: Ho nominato io tre di quei bastardi, non avranno mai i miei nastri!
    Alexander Haig: Ma il presidente può permettersi di ignorare un' ingiunzione?
    Nixon: Chi si crede di essere quel Cox? Io non ho mai preso un soldo da un pubblico ufficio. Sono un uomo onesto io, mio padre morì in bolletta. Gesù! Lo sapete che quel figlio di puttana di Cox ha frequentato la stessa facoltà di Kennedy? E'l'ultimo rantolo di questo sistema. E' che hanno preso una tale batosta alle elezioni che ora si mettono a strillare sul Watergate. Siamo la prima vera minaccia per loro, da anni. E per Dio, Al, avremo cambiato tutto, cambiato in modo che non avrebbero più potuto disfare per cent'anni!
  • [Nixon è obbligato a rendere pubbliche le trascrizioni delle registrazioni avvenute nel proprio ufficio]
    Nixon: Nixon non può dire queste cose, non può!
    Collaboratore #1: Ma le ha dette, signore.
    Nixon: Mai. Non le ho mai dette. Non ho mai detto la parola "giudei". Mi fa passare per antisemita!
    Collaboratore #1: Be', possiamo controllare i nastri.
    Nixon: Non ce n'è bisogno. Io so quello che ho detto. Guarda questo! Avete perso la ragione? Nixon non può... Guarda, Al! Nixon non può dire "negri"! "Negri"! "Negri"?! Io non posso dirlo!
    Ron Ziegler: Si cancella...
    Collaboratore #1: Facciamo del nostro meglio.
    Nixon: Non è abbastanza!
    Collaboratore #1: Se vuole possiamo cancellare alcune parole.
    Ron Ziegler: Si può fare. Possiamo apporre degli omissis.
    Nixon: Io non dico "Dio del cavolo", "Per Dio" e "Per tutti i Santi"! Cristo!
    Collaboratore #1: Signor presidente, non pensa che tutti questi omissis nel testo daranno la sensazione che lei... non faccia altro che bestemmiare?
    Nixon: Lo faccio in memoria di mia madre. Non voglio che questo mondo maledetto giudichi mia madre da questo dicendo che... che mi ha cresciuto male.
    Collaboratore #1: Noi possiamo ricominciare da capo, signore. Ma non c'è personale sufficiente.
    Nixon: Queste sono stronzate! Datevi da fare! Il mondo vedrà solo quello che io vorrò mostrare.
  • Henry Kissinger: Signore, se me lo permette, il suo restare ora significherebbe paralizzare la nazione e la nostra politica estera.
    Nixon: Hai sempre avuto un tempismo eccezionale, Henry. Sia nel dare... che nel prendere. E secondo te come reagiranno Mao o Brezhnev? Pensi che si ricorderanno di noi, dopo tutte le grandi cose che abbiamo fatto noi due, o sarà tutto... distorto?
    Henry Kissinger: Secondo me, comprenderanno che essere caduti per quattro fesserie è uno scherzo del destino di proporzioni bibliche. La storia di sicuro la tratterà meglio dei suoi contemporanei.
    Nixon: Già, questo dipende da chi la scriverà, Henry. Non sono un codardo, non lo sono mai stato. Ma non sono neanche uno stupido. Un processo mi ucciderebbe, è questo che vogliono. Ma non ci riusciranno. Si fottano. [firma le dimissioni]

Explicit[modifica]

Richard Nixon fu sepolto alla presenza di cinque presidenti il 26 aprile 1994, a meno di un anno dalla morte dell'amata moglie, Pat. Nixon ha sempre sostenuto che se non fosse stato costretto a lasciare la sua carica il Vietnam del Nord non avrebbe travolto il Vietnam del Sud nel 1974, causando la distruzione della Cambogia e il genocidio della sua popolazione. In sua assenza Unione Sovietica e Stati Uniti caddero di nuovo in un decennio di forte espansione delle spese militari e di tensione. Nixon, a cui il presidente Ford aveva concesso il perdono presidenziale, scrisse sei libri e viaggio per il mondo in veste di statista. Per tutto il resto della sua vita si batté tenacemente e con successo per la salvaguardia dei suoi nastri. Gli archivi nazionali hanno impiegato quattrodici anni per la loro catalogazione. Di quattromila ore di catalogazione sessanta sono state rese pubbliche. (Voce narrante)

Citazioni su Gli intrighi del potere[modifica]

Frasi promozionali[modifica]

  • Ha trasformato il mondo e ha tradito il proprio paese.
Il a transformé le monde et trahi son pays.[2]
  • La grandezza, alla sua portata... andata in frantumi per una pericolosa rete di cospirazione, tradimento e intrigo!
Greatness within his grasp... shattered by a dangerous web of conspiracy, betrayal and intrigue![3]
  • La storia si ripete... finché impariamo.
History repeats itself... until we learn.[4]
  • Trionfante nella vittoria, amaro nella sconfitta. Ha cambiato il mondo, ma ha perso una Nazione.
Triumphant in victory, bitter in defeat. He changed the world, but lost a nation.[5]

Note[modifica]

  1. Cfr. Sparatoria della Kent State.
  2. Dalla locandina in francese. Cfr. Pictures and Photos from Gli intrighi del potere - Nixon (1995), IMDb.com
  3. Dalla locandina in inglese. Cfr. Pictures and Photos from Gli intrighi del potere - Nixon (1995), IMDb.com
  4. Dalla copertina del DVD in inglese. Cfr. Pictures and Photos from Gli intrighi del potere - Nixon (1995), IMDb.com
  5. Dalla locandina in inglese. Cfr. Pictures and Photos from Gli intrighi del potere - Nixon (1995), IMDb.com

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]