Il secondo tragico Fantozzi

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Il secondo tragico Fantozzi

Immagine Gigi Reder.JPG.
Titolo originale

Il secondo tragico Fantozzi

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1976
Genere comico
Regia Luciano Salce
Soggetto Paolo Villaggio
Sceneggiatura Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Paolo Villaggio, Luciano Salce
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il secondo tragico Fantozzi, film italiano del 1976 con Paolo Villaggio, Anna Mazzamauro e Gigi Reder, regia di Luciano Salce.

Incipit[modifica]

[Il telefono dell'ufficio di Fantozzi squilla]
Fantozzi [al telefono]: Pronto! Buonanotte... ehm, Buongiorno signora Duca Conte Margherita Semenzara! Come "come facevo a sapere che era lei"? No, non lo sapevo – glielo giuro – che era lei. L'ho subito riconosciuta dalla sua nobile voce. Desidera parlare con il suo nobile signor marito? È in riunione permanente da ieri sera nel Gran Consiglio dei dieci assenti e io ho istruzioni precise di non passare nessuna chiamata, ma... m-ma se lei proprio insiste... Ah, lei non insiste, lei ordina proprio... Allora attenda, le... le passo il-il Consiglio. Attenda un attimo signora. [fa finta di parlare con qualcuno] Pronto? Il Consiglio degli Assenti. È per il Conte Semenzara, da parte della signora Duche... Il Duca Conte. Attenda. Attenda... Attenda signora, le passo s-suo marito, attenda.
[Fantozzi fa sentire alla moglie un nastro registrato della voce del Duca Conte Semenzara]
Voce del Duca Conte Semenzara: Pronto! Eccomi qui, cara la mia gelosona! Cosa credevi, che fossi andato a puttane? [ridacchia] Semenzara non fa semenze, Semenzara lavora anche la notte per mantenere te e famiglia. Non ha paura di controlli! E ora scusa, scappo via perché c'è la votazione! Ciao! Ciao!
[Per sbaglio Fantozzi fa accelerare il nastro]
Moglie del Duca Conte Semenzara [al telefono]: Cos'hai detto?
Fantozzi [al telefono]: Niente. Ha solo leggerissimamente accelerato ché doveva scappare a votare. Ha detto di dormire tranquillo... tranquilla... Va bene. Buonanotte... Buon-buongiorno... Ehm, insomma, arrivederla signora Duca Conte.

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Ti aspettiamo! (Messaggio di Mariangela e Pina) [all'interno dell'aletta schermante parasole dell'auto di Fantozzi]
  • Per la scelta dell'impiegato che doveva accompagnare il Mega Direttore Clamoroso, Duca Conte Pier Carlo Ingegner Semenzara, a giocare a Montecarlo, si tenne in sala mensa un tremendo sorteggione per il quale si riunì anche la commissione interna. Organizzatore della cerimonia: il Ragionier Filini, dell'ufficio Sinistri. [...] Eletta a estrarre dall'urna il nome dell'eletto, la signora Calboni, ex signorina Silvani ed ex infelice grande amore di Fantozzi, che da quando si è sposata non ha più osato sfiorarla neanche con il pensiero. [...] L'occasione era davvero mostruosa: tre giorni a Montecarlo a veder giocare il Semenzara, che se poi avesse sospettato che il suo accompagnatore portava fortuna, era fatta per tutta la vita! (Narratore) [voce fuori campo]
  • Fantozzi restò in stato di morte apparente per più di quattro ore! (Narratore) [voce fuori campo, dopo che Fantozzi è stato sorteggiato per andare al casinò con Semenzara]
  • Il treno per Montecarlo partiva alle 23 e 37. Fantozzi si presentò sul marciapiede alle 4 e 12 pomeridiane. Sette ore prima! C'erano anche la signora Pina e Mariangela per godersi quella sua trionfale partenza. (Narratore) [voce fuori campo]
  • Avevo una valigia bella grande, piena di roba... ma non... non le porto alle stazioni io perché... perché le rubano. Però ho tutto sotto io! Ho cinque camicie, dodici paia di mutande e sedici calzini... Sedici. (Fantozzi) [dopo che gli hanno rubato la valigia alla stazione]
  • Io non ho la cabina, io mi sono permesso, per non gravare sul bilancio della società, di prendere un biglietto di seconda. La terza, come sa, l'hanno purtroppo abolita. (Fantozzi) [alla partenza del viaggio in treno con Semenzara]
  • Rimetta subito il piede sotto al mio, non interrompa il fluido! Tutto deve restare come quando ho vinto! E continui col sedere! (Duca Conte Semenzara) [a Fantozzi, al casinò]
  • Una sofferenza orrenda ma breve, perché nel giro di due mani il Semenzara riperse il banco e andò sotto di ventidue chili di fiches! (Narratore) [voce fuori campo]
  • E la smetta di toccarmi il culo! (Duca Conte Semenzara) [a Fantozzi, al casinò]
  • Ma verso le tre il Duca Conte ebbe una formidabile botta del suddetto culo beccandosi un banco clamoroso. [...] In due ore Fantozzi ingurgitò quattro casse di acqua Bertier, equivalenti a tre metri cubi di gas compresso! Dovette allora ancorarsi come un pallone-sonda. [...] Ma in compenso in quelle due ore salì vertiginosamente quasi tutti i gradini della gerarchia aziendale, anche a tre a tre. Impiegato di settima: scrivania in mogano, poltroncina in sky o finta pelle, telefono, pianta di Ficus, simbolo del potere. Impiegato di quinta: lampada di opalina, piano di cristallo, naif jugoslavo alla parete, due piante di Ficus. Impiegato di prima: quattro piante di Ficus, tre telefoni, dittafono, sei quadri naif, tappeto e moquette per terra. Era arrivato fino alla soglia della dirigenza, vale a dire: serra di piante di Ficus e poltrona in pelle umana, quando la fortuna voltò rovinosamente le spalle al Semenzara. (Narratore) [voce fuori campo]
  • Lei mi ha ridotto sul lastrico, menagramo! Se ne vada! Sparisca, menagramo, prima che la licenzi, menagramo di un menagramo! (Duca Conte Semenzara) [a Fantozzi]
  • Io non mi permetterei mai di giocare, si figuri se mi permetterei di vincere, sire. (Fantozzi) [al Duca Conte Semenzara, dopo avergli ceduto 700 mila lire vinti al casinò]
  • Con quella somma insanguinata il Semenzara poté pagarsi il conto della suite al Grand Hotel, gli extra, due puttane e il singolo in vagone letto per il ritorno. Fantozzi, invece, dovette provvedere con mezzi propri. [Fantozzi è aggrappato sotto il treno] (Narratore) [voce fuori campo]
  • A quella temperatura Fantozzi andava sempre in estasi mistica. Questa volta gli apparve l'Arcangelo Gabriele, che gli annunciò la sua prossima maternità. (Narratore) [voce fuori campo, dopo che Pina lo ha curato con un impacco bollente pappine di semi di lino della nonna]
  • Apertura della caccia. Quest'anno, travolto dall'implacabile Filini, sempre assatanato da nuove tragiche iniziative, anche Fantozzi ha deciso di parteciparvi. Abbigliamento di Filini: berrettone Sherlock Holmes con penna alla Robin Hood, poncho argentino di una sua zia ricca, scarpe da tennis con sopra galosce, carte topografiche e trombone da brigante calabrese. Fantozzi: berretto bianco alla marinara di sua figlia Mariangela, giacca penosamente normale stretta in vita da gigantesca cartuccera da mitragliatrice residuato della II Guerra Mondiale, fionda elastica, siero antivipera a tracolla, gabbietta con canarino da richiamo e gatto randagio da riporto subito fuggito durante le operazioni di partenza. (Narratore) [voce fuori campo]
  • Dopo sei minuti, il perito industriale Carletti, detto "il leprotto" per una malformazione congenita al labbro superiore, si accorse di essere insistentemente guardato. [...] I più facoltosi si avvalsero di mezzi corazzati e cingolati con attendenti al pezzo. Un megalomane noleggiò un aereo da bombardamento! [...] Per un perfetto tiro con la fionda da caccia prendere la mira guardando il bersaglio al centro della forcella, tendere gli estensori con forza fino all'altezza dell'orecchio e poi mollare...! [Fantozzi si colpisce da solo e cade a terra] [...] I meno abbienti contrapposero le non meno efficaci astuzie della guerriglia! [...] Le ostilità cessarono al tramonto. Tutti tornarono a casa con le loro prede e i loro trofei, giusto in tempo per vedere la Domenica Sportiva. (Narratore) [voce fuori campo, durante una battuta di caccia]
  • La sera i festeggiamenti proseguirono con una grande festa nella villa in collina dei conti Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare, i quali oltre ai soliti principi e altri potenti estesero l'invito a tutti gli impiegati, anche i più umili, in vista dei prossimi accordi sindacali. [...] Fantozzi e Filini arrivarono con due micidiali frac presi in affitto: Filini sembrava un mutilato, Fantozzi praticamente in bermuda! [Filini ha il frac troppo lungo, Fantozzi troppo corto] [...] [Filini e Fantozzi sono attaccati dall'alano da guardia] Si chiamava Ivan il Terribile XXXII, discendente diretto di Ivan il Terribile I, appartenuto allo Zar Nicola, leggendario campione di caccia al mugico nella steppa, e fucilato come nemico del popolo durante la Rivoluzione di Ottobre sulla Piazza Rossa. [...] Per farsi perdonare l'increscioso incidente, i conti Serbelloni con astuta mossa padronale invitarono Fantozzi e Filini al tavolo d'onore... (Narratore) [voce fuori campo, durante la festa nella villa in collina dei conti Serbelloni Mazzanti Viendalmare]
  • Tordo: la cosa più difficile [da mangiare con la forchetta] in natura! [...] Alla fine decisione tragica: tordo intero! [lo ingurgita intero tutto in una volta] [...] Colori di Fantozzi: rosso, rosso pompeiano, arancio aragosta, viola, viola drappo funebre, blu tenebra. Sul blu tenebra Fantozzi andò in coma cardiorespiratorio. (Narratore) [voce fuori campo]
  • Riso al forno con pomodorini di guarnizione. I pomodorini hanno questa tragica caratteristica: fuori freddi, dentro palla di fuoco a diciottomila gradi! [...] [Fantozzi mangia un pomodorino bollente e si defenestra] Era caduto proprio fra le braccia di Ivan il Terribile, che trascinatolo nell'angolo più nascosto del parco cominciò a scavare una preoccupante fossa di uno e trenta per due. [...] La belva lo serrò d'assedio per una settimana, che gli fu ovviamente conteggiata come ferie già godute. [...] Un'ingiustizia che Fantozzi non riuscì a sopportare, tanto che per la prima volta in vita sua si finse malato e si mise in mutua. (Narratore) [voce fuori campo]
  • Fu ritrovato alcuni giorni dopo in provincia di Agrigento da San Michele Arcangelo. Il messaggero divino gli ricordò che ormai era di nove mesi e gli consigliò un immediato ricovero in sala parto. (Narratore) [voce fuori campo, dopo essere stato sparato fuori da un cannone da circo]
  • Il potentissimo professor Guidobaldo Maria Riccardelli era un fanatico cultore del cinema d'arte. Una volta la settimana obbligava dipendenti e famiglie a terrificanti visioni dei classici del cinema. In vent'anni Fantozzi ha veduto e riveduto: Dies irae di Carlo Teodoro Dreyer – sei ore –, L'uomo di Aran di Flaherty – nove tempi –, ma soprattutto il più classico dei classici... La corazzata Kotiomkin[1] – diciotto bobine – di cui il professor Riccardelli possedeva una rarissima copia personale. (Narratore) [voce fuori campo, presentazione del professor Guidobaldo Maria Riccardelli]
  • Da vent'anni Fantozzi subiva orrende umiliazioni pubbliche, durante e dopo le proiezioni, quando il Riccardelli apriva il dibattito sul film. (Narratore) [voce fuori campo, Fantozzi viene sorpreso a dormire durante La corazzata Kotiomkin[1] e viene punito obbligato a continuare la visione in ginocchio sui ceci]
  • Sabato 18, alle ore 20 e 25, in telecronaca diretta da Wembley, Inghilterra-Italia, valevole per la qualificazione della Coppa del Mondo. Fantozzi aveva un programma formidabile: calze, mutande, vestaglione di flanella, tavolinetto di fronte al televisore, frittatona di cipolle per la quale andava pazzo, familiare di Peroni gelata, tifo indiavolato e rutto libero! (Narratore) [voce fuori campo]
  • Parata miracolosa del portiere inglese. Rimessa dal fondo. Palla controllata da Benetti che lancia Pulici sulla sinistra. Scatto formidabile e cannonata di Pulici che sfiora il palo! La palla è ora controllata a tre quarti di campo da Bellugi. Da Bellugi a Capello in funzione di ala destra. Saltato il mediano inglese McKinley che cerca di morderlo al limite dell'area. Tiro, nuca del terzino inglese, tibia di Capello. Nuca ancora. Mischia paurosa! Naso! Nuca! Tibia! Nuca! Orecchio! Entra Pulici, fuori di un soffio! Scusate l'emozione, amici che state comodamente seduti davanti ai teleschermi, nessuno escluso, ma sono centosettant'anni che non vedevo una partenza così folgorante degli azzurri! La palla è ora a Tardelli, scatto di Tardelli. [...] A Savoldi, tiro, nuca di McKinley, tibia di Savoldi, naso di Antognoni. Nuca del portiere inglese, naso di McKinley, tibia di Benetti, nuca, naso... (Telecronista della partita Inghilterra-Italia)
  • [Durante la partita Inghilterra-Italia]
    Fantozzi: [rompendo una finestra]: Scusi? Chi ha fatto palo? [Fantozzi viene colpito dal proprietario della finestra rotta]
    Telecronista dalla TV: Colpito da McKinley!
  • I centoventimila di Wembley, e voi, milioni di fortunati che nessuna forza al mondo potrebbe strappare dai teleschermi, potete rendervi conto che l'Italia di questa sera fa impallidire anche il ricordo di quella dei leggendari tempi supplementari di Italia-Germania in Messico. (Telecronista partita Inghilterra-Italia)
  • Con vivo rammarico devo comunicarvi che per un imprevedibile disguido la copia dell'annunciato film cecoslovacco non è arrivata in tempo e quindi la proiezione non potrà avvenire. [i dipendenti esultano e fuggono via] Dove andate! Fermi tutti! In sostituzione verrà proiettato l'immortale capolavoro del maestro Serghei M. Einstein: La corazzata Kotiomkin[1]! [Calboni sviene] (Guidobaldo Maria Riccardelli)
  • Non si scambiavano commenti. Nel buio della sala correvano voci incontrollate e pazzesche. Si diceva che l'Italia stava vincendo per venti a zero e che aveva segnato anche Zoff di testa, su calcio d'angolo... (Narratore) [voce fuori campo]
  • Bravo Fantocci! Poi lei è così pienotto, paffuto come un lattante. Stia tranquillo, nessuno le toglierà mai questa parte. Lei ha proprio le physique du rôle. Adesso ne facciamo un'altra, eh? (Guidobaldo Maria Riccardelli) [a Fantozzi, costretto ad interpretare il bambino nella carrozzella in La corazzata Kotiomkin[1]]
  • Una triste mattina, la signora Pina e Mariangela partirono per recarsi alle esequie di un biscugino laterale di Pescara. Lasciarono Fantozzi solo, col suo dolore. [Fantozzi salta dalla gioia] Dopo secoli di quotidiana schiavitù familiare, per la prima volta era libero, e con la casa libera! Calboni prese in mano la situazione, e lo coinvolse nel più abbietto dei tradimenti! [...] L'appuntamento era per le 21 e 30 alla cabina telefonica di Viale Garibaldi. Qui Calboni fece centoventisei telefonate ad altrettanti sconosciuti concittadini, gabellandoli per attricette e indossatrici. (Narratore) [voce fuori campo]
  • Fecero tutto quello che si può fare per farsi rapinare in un locale notturno. Due cartoni di Dom Perignon fatto col bicarbonato, cenetta di mezzanotte alla fiamma, tragiche foto ricordo della serata – Calboni ne ordinò quaranta copie – più tre mostruosi animaloni di peluche regalati alle signore, violini tzigani in pista. [...] Seicentoquarantanove mila lire più il 18% di servizio: quattro anni di sanguinose economie! [...] In più Calboni gettò finalmente la maschera a proposito di quelle signore. [sono delle prostitute] [...] [Calboni chiama i taxi per tornare a casa] Questa volta ne fece chiamare nove. Una media di due e un quarto a persona. [...] Filini passò il resto della notte al Pronto Soccorso dell'ospedale di Nostra Signora Immacolata. Fantozzi invece passà la notte sul pianerottolo di casa sua. (Narratore) [voce fuori campo, Fantozzi, Filini e Calboni vanno in un night club]
  • Fantocci, non faccia il pagliazzo! (Signorina Silvani)
  • Erano un chilo e 250 grammi, scadenza tre mesi. Fantozzi le firmò con glaciale indifferenza, perché ormai aveva deciso di ammazzarsi gettandosi dal salto di Tiberio. [...] Era stato ripescato da una paranza di Torre Annunziata, rivenduto alla Findus e immesso sul mercato come cernia surgelata. (Narratore) [voce fuori campo]

Dialoghi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Fantozzi: Signora, io vorrei sdebitarmi: bevi? [le offre una bevanda]
    Sig. Silvani: No, grazie. Piuttosto, in cambio mi facci un piacere: venghi, venghi.
    Fantozzi: Sì. Dovi?
  • Fantozzi: Signor Duca Conte, se lei mi permette io vorrei avere l'onore di presentarle...
    Duca Conte Semenzara [parlando della Signora Pina e a Mariangela]: Ma chi sono quelle due facce da menagramo? Chi mi vuol presentare lei?
    Fantozzi: Niente! Volevo solo presentarle le mie umili scuse, se per caso prima, inavvertitamente, l'ho sfiorata con un gomito!
    Duca Conte Semenzara: Ah, allora non ha rapporti con quelle cose lì?
    Fantozzi: No, mai viste né conosciute in vita mia!
    Duca Conte Semenzara: E non le guardi cribbio! E si tocchi anche lei!
  • Narratore [voce fuori campo]: Il Duca Conte, come tutti i posseduti dal demone del gioco, era preda di superstizioni e scaramantici rituali.
    Duca Conte Semenzara: Ua, Ui, Ue | La fortuna viene a me. | Ue, Ui, Ua | La fortuna viene quà.
    Fantozzi: A, Ue, Ui | La fortuna non va lì. [filastrocca scaramantica]
  • [A caccia nel bosco]
    Filini: Che peccato che non abbia portato la sua bertuccia.
    Fantozzi: Come la bertuccia?
    Filini: Ah, voglio dire, Albertina la babbuina, ehm...
    Fantozzi: Albertina?
    Filini: Insomma, la sua bambina, eh, eh, eh!
    Fantozzi:Ah, mia figlia, Mariangela.
    Filini: Sì, certo. E sa come si sarebbe divertita a saltare di albero in albero?
    Fantozzi: Come di albero in albero?
    Filini: Ehm... vo... voglio dire di prato in prato.
  • [A caccia nel bosco]
    Filini: Praticamente nessun'uomo c'ha mai messo piede. Quello è un posto che non conosce nessuno!
    Narratore [voce fuori campo]: Seicentoventi cacciatori in quattordici metri quadri!
  • Narratore [voce fuori campo]: Madrina del varo: l'ineffabbile Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare, grande azionista della società. [...] Parte da trentadue metri la Serbelloni Mazzanti Viendalmare.
    Contessa Viendalmare: Capo varo, posso andare?
    Capo varo: Vadi, Contessa! Vadi!
    [La bottiglia colpisce Fantozzi facendolo cadere in mare]
    Capo varo: Ecco contessa.
    Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare: Un'altra bottiglia?
    Capo varo: Sì. Prego.
    Voce narrante: Riparte da quarantasei metri la Serbelloni Mazzanti Viendalmare.
    Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare: Capo varo, ri-posso andare?
    Capo varo: Ri-vadi, Contessa! Ma più centrale!
    [La bottiglia colpisce nuovamente Fantozzi, appena riaffiorato dall'acqua]
    Narratore [voce fuori campo]: Fantozzi questa volta preferì attendere in acqua la conclusione della cerimonia.
    Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare: Capo varo, ri-ri-provo?
    Capo varo: Ri-ri-vadi, Contessa! Ma un po' più a destra!
    Narratore [voce fuori campo]: Qui lo raggiunsero nell'ordine: Sindaco con fascia tricolore, Ministro della Marina Mercantile, centoduenne Baronessa Filiguelli de Bonchamp, mascotte a vita della società. Tutte le autorità vennero poi furtivamente varate a parte... Finita la riserva di champagne fu deciso di cambiare rituale della cerimonia: taglio di un cavetto metallico che avrebbe messo in moto il meccanismo del varo. Riparte da settantasei metri la Serbelloni Mazzanti Viendalmare.
    Capo varo: Vadi, vadi, contessa!
    Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare: Taglio, in nome di Dio! [recide il mignolo dell'arcivescovo]
    Narratore [voce fuori campo]: Mignolo netto dell'arcivescovo con anello pastorale!
    Arcivescovo: Porcaccia di quella... [la banda suona l'Inno italiano e l'Arcivescovo insegue la contessa con l'accetta in mano]<
    Narratore [voce fuori campo]: La nave fu poi varata nel tardo pomeriggio, quando si fu placata la furia omicida del porporato.
  • [Durante la festa nella villa in collina dei conti Serbelloni Mazzanti Viendalmare]
    Contessa Viendalmare: Impiegato...
    Fantozzi: Fantozzi!
    Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare: Impiegato!
  • [Al tavolo d'onore, durante la festa nella villa in collina dei conti Serbelloni Mazzanti Viendalmare]
    Contessa Viendalmare: Impiegato, lei conosce il nostro ambasciatore di Germania, il conte Otto von Über Steiner?
    Fantozzi [facendo il saluto nazista]: Heil Hitler! ...Oh scusi.
    Conte Otto von Über Steiber: Può chiamare me solo Otto.
    Fantozzi: Almeno nove.
    Filini: Dieci.
    Fantozzi: Undici.
    Filini: Dodici.
    Narratore [voce fuori campo]: Alla fine la spuntò Fantozzi.
    Fantozzi: Trenta e lode. Tiè! [Facendo il gesto dell'ombrello catapulta un uovo nell'occhio di un'aristocratica]
  • [Al tavolo d'onore, durante la festa nella villa in collina dei conti Serbelloni Mazzanti Viendalmare]
    Narratore [voce fuori campo]: I bicchieri: cinque calici svasati sulla sinistra, altri cinque svasati sulla destra. Da quale parte bere?
    Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare: Ma non ha sete, impiegato?
    Fantozzi: Ho la salivazione leggerissimamente azzerata...
    Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare: E allora beva!
  • Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare: Che giorno è oggi?
    Arcivescovo de Vetanza e Fantozzi [in coro]: Domenica!
    Fantozzi: Facciamo Flic e Floc: mi dia il mignolo! [l'arcivescovo non ce l'ha più perché gliel'aveva tagliato la contessa]
  • Narratore [voce fuori campo]: Tanti anni fa, Fantozzi fu assunto nella mega ditta con la qualifica di spugnetta per francobolli. Riuscì nell'impresa perché all'esame attitudinale, dietro soffiata di un capo usciere corrotto, rispose così a due strane domande del Presidente della commissione.
    Riccardelli: Le piace il cinema espressionista tedesco?
    Fantozzi: Io... io... è il grande amore della mia vita, e voglio in questa sede ricordare i grandi maestri Murnau e Robert Wiene, di cui tutti noi non possiamo fare a meno dell'irrinunciabile capolavoro Das Cabinet der Doktor Caligarissssss!
    Riccardelli: Ca-li-ga-ri!
    Fantozzi: Caligari... Caligari.
    Riccardelli: E chi è David-Llewelyn-Wark Grft?
    Fantozzi: Non...
    Riccardelli: Grft!
    Fantozzi: Non s... non sento.
    Riccardelli: Grft!
    Fantozzi: Griffith! Griffith... è il padre del cinema americano. Io lo adoro, è come se fosse mio padre, sa, dottore?
    Riccardelli: Bene, giovanotto. Lei è dei nostri!
  • [Durante il dibattito su La corazzata Kotiomkin[1]]
    Riccardelli: Ed ora, come sempre, vi invito ad esprimere il vostro giudizio estetico.
    Dipendente #1: È un grande!
    Dipendente #2: Chiedo la parola!
    Dipendente #3: Ma è un capolavoro!
    Dipendente #4: L'occhio della madre! La carrozzella col bambino!
    Riccardelli: Lei, Filini?
    Filini: Quando vedo quei dettagli con gli stivali io vado in estasi!
    Riccardelli [a Calboni, che ha alzato la mano]: Dica!
    Calboni: Questa sera il montaggio analogico mi ha completamente sconvolto!
    [...]
    Riccardelli: E lei, Fantocci, apre bocca solo per sbadigliare? Lei non ha niente da dire? Che cos'ha da dire?
    Pina: Mio marito, il ragionier Fantozzi, non ha parole.
    Riccardelli: No, signora Fantocci, suo marito è una merdaccia! È vero o no?
    Pina: Sì.
  • Pina: Ugo, credo che non potrai vedere la tua partita questa sera.
    Fantozzi: Come...?
    Pina: Dobbiamo uscire.
    Fantozzi: Chi...?
    Pina: Il dottor Riccardelli.
    Fantozzi: No!
    Pina: Mi ha detto il ragionier Filini che dobbiamo immediatamente andare a vedere un film cecoslovacco...
    Fantozzi: No!
    Pina [con tono consolatorio]: Ma con sottotitoli in tedesco!
  • [Durante il dibattito dopo l'ennesima proiezione de La Corazzata Kotiomkin[1]]
    Fantozzi: Scusi, posso dire una parola io?
    Riccardelli: Ah, la nostra merdaccia! Venga, venga Fantocci, si accomodi! Finalmente ha trovato le parole! Chissà quale profondo giudizio estetico avrà maturato in tutti questi anni! Dica, dica! Allora?
    Fantozzi: Per me... La corazzata Kotiomkin... è una cagata pazzesca! [esultano tutti eccetto Riccardelli]
    Dipendente #1: Bravo! Bravo!
    Narratore [voce fuori campo]: Novantadue minuti di applausi!
    Fantozzi: Ha capito, eh? Merdaccia! [stende con un pugno]
    Dipendente #2: [gettando la pellicola nel fuoco]: Tiè! Tiè! Brucia! Ecco gli stivali dei soldati!
    Narratore [voce fuori campo]: Per prima cosa distrussero per sempre la maledetta copia personale della maledetta Corazzata Kotiomkin! [...] Guidobaldo Maria Riccardelli fu costretto per due giorni e due notti consecutive a visionare ininterrottamente a rotazione: Giovannona Coscialunga, L'esorciccio e La polizia s'incazza.[2] [...] Fino a che, all'alba del terzo giorno, la polizia si incazzò davvero. [...] Per compensare in parte il professor Riccardelli della perdita irreparabile della sua preziosissima pellicola, gli ammutinati furono condannati a una punizione orrenda da girone dantesco. Dovevano far rivivere almeno la sequenza principale del capolavoro distrutto, tutti i sabati pomeriggio, fino all'età pensionabile.
  • [Fantozzi, Filini e Calboni vanno in un night club]
    Calboni: C'è movimento stasera?
    Barista: Siete i primi!
    Narratore [voce fuori campo]: Voleva dire che erano i primi clienti da tre mesi a quella parte.
  • [Fantozzi, Filini e Calboni vanno in un night club]
    Calboni: Volete bere?
    Filini: Ah, sì! Be', noi abbiamo portato la Brunella parlor.
    Calboni: Ma che dite? Che ci portiamo i cibi cotti da casa? Ci porti tre scotcs, grazie!
    Fantozzi: Cos'è che beviamo, Calboni?
    Calboni: Tre scotcs!
  • [Dopo il tradimento di Calboni]
    Signorina Silvani: Mi licenzio, mi faccio liquidare, e scappo con il primo venuto!
    Fantozzi: Perché zazzezzù... zuto?
    Signorina Silvani: Che ha detto?
    Fantozzi: Eh... Perché scappa con il primo venuto? Signorina... Anch'io sono stanco di questa vita, anche io mi posso far liquidare dalla ditta. Anch'io sono abbastanza giovane e piacente... Ah, be', non molto... Signorina, basta che lei dica una parola sola. Anzi, non la dica neppure, perché chi tace acconsente. Signorina, io la abbraccio! Oh! [va verso di lei per abbracciarla, ma cade dalla finestra atterrando su un autobus in corsa]
    Narratore [voce fuori campo]: Questa volta invece era il 102 nero delle collinari. Così Fantozzi ebbe tutto il tempo di fare un elenco di possibili soluzioni per la sua nuova vita: croupier a Casablanca, batterista ad Harlem. Hippie nel Nepal. Alla fine decise di lasciare la scelta a lei, alla sua compagna.
  • [La signorina Silvani vuole scappare a Capri con Fantozzi]
    Narratore [voce fuori campo]: Era l'ultimo cartellino della sua vita. Fantozzi lo timbrò con noncuranza, come sempre. Con lo stesso stile, cercando di non tradire la minima emozione, consumò l'ultimo pasto in famiglia.
    Fantozzi: Be', io vado... a comperare le sigarette.
    Pina: Sì, Ugo.
    Fantozzi: No, lascia. Torno, torno subito.
    Pina: Sì.
    Mariangela: Sigarette? Ma papà non ha mai fumato.
    Pina: Ha deciso di provare, speriamo che smetta presto.
  • [La signorina Silvani e Fantozzi scappano a Capri]
    Narratore [voce fuori campo]: Per superare Calboni, Fantozzi scese al più lussuoso albergo di Capri. Anche perché era l'unico aperto d'inverno.
    Fattorino: Le valigie, prego.
    Fantozzi: Chi è? Lasci! La... Metta! Metta giù quelle manacce! Masc... Ma mascalzone! Ladro! Le mie valigie! Molli quelle valigie!
    Fattorino: Prego, lasci le valigie!
    Fantozzi: Scusi. Mi... mi scusi.
    Signorina Silvani: Com'è violento coi sottoposti, Fantozzi.
  • [La signorina Silvani e Fantozzi scappano a Capri]
    Fantozzi: Ho dormito sul... sul letto matrimoniale?
    Signorina Silvani: Sì, sì.
    Fantozzi: Come?
    Signorina Silvani: Sì. Sì, Fantozzi.
    Fantozzi: E cos'ho fatto?
    Signorina Silvani: Tutto.
    Fantozzi: Come?
    Signorina Silvani: Tutto, Fantozzi.
    Fantozzi: Signorina, io sento come un volo di angeli.
    Signorina Silvani: Lei è il solito poeta, Fantozzi.
    Fantozzi: Però, signorina, io di questa notte non mi ricordo quasi più niente.
    Signorina Silvani: Meglio, Fantozzi.
  • Balabam [al telefono]: Caro Fantozzi, prima di tutto Buon Natale. Ho qui davanti la sua domanda di riassunzione e tutto il suo dossier. Mi scusi se turbo l'intimità della sua casa in questa santa notte, ma io la passo qui, nel mio ufficio, perché per me il lavoro è preghiera. Avrei bisogno di parlarle un momento. Dunque mi ascolti e si metta comodo.
    [Fantozzi corre dal direttore]
    Allora, caro Fantozzi, accetta?
    Fantozzi: Sì!
    Balabam: Fantozzi, già qui?
    Fantozzi: Accetto tutto!
    Balabam: Ma come? Non ha neanche sentito quello che le ho detto.
    Fantozzi: Accetterei comunque. Io mi arrendo senza condizioni.
    Balabam: E allora venga, caro Fantozzi. [il megadirettore fa per abbracciarlo, ma Fantozzi si ritrae spaventato] Ma che cos'ha? Ha paura? Noi le vogliamo così bene.
    Fantozzi: È appunto per questo che io ho paura.
    Balabam: Ma sù, sù, venga. Uccidiamo il vitello grasso!
    Fantozzi: Io?
    Balabam: Ma no, non lei. Lei è il figliuol prodigo, la pecorella smarrita che ritorna al nostro ovile. E noi le diciamo: "Ben tornato".
    Fantozzi: Grazie. Così, mi riassumete?
    Balabam: Certo.
    Fantozzi: Riavrò il mio posto?
    Balabam: No. Proprio il suo posto no. Ma le diamo qualcosa di più.
    Fantozzi: E cioè?
    Balabam: E cioè, oltre al nostro perdono, le offriamo anche la gioia purificatrice di meritarselo. Lei ricomincerà da capo, Fantozzi: dal gradino più basso della carriera. Noi la riassumiamo come parafulmine. [a Fantozzi, impiegato come parafulmine della ditta] Fantozzi! Fantozzi! Le auguro buon lavoro, caro ragioniere! E mi raccomando, non sia così triste. Rida! Rida! Il lavoro è gioia! Il lavoro è allegria! [Fantozzi ride] Ecco, bravo! Così! E adesso, all'opera! [Fantozzi alza una mano per attirare i fulmini] Bravo! Buona fortuna, Fantozzi!

Note[modifica]

  1. a b c d e f Cfr. La corazzata Potëmkin, film del 1925, regia di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn.
  2. Questo film nella realtà non è mai esistito, ed il titolo ha probabilmente preso spunto dal film La polizia ringrazia, film del 1972 per la regia di Steno. Il titolo La polizia s'incazza sarà poi ripescato negli anni duemila dai comici Luca e Paolo per uno dei loro sketch, parodia dei film poliziotteschi degli anni settanta.

Altri progetti[modifica]