Wikiquote:Archivio delle citazioni del giorno/ottobre

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  • 1º ottobre: Dentro di me vivono la mia identica vita | dei microrganismi che non sanno | di appartenere al mio corpo... | Io a quale corpo appartengo? (Franco Battiato)
  • 2 ottobre: Un eroe è chi fa quello che può. (Romain Rolland)
  • 3 ottobre: Nulla, dunque, di voi | tenete per voi, | affinché vi accolga tutti | Colui che a voi si dà tutto. (Francesco d'Assisi)
  • 4 ottobre: L'unico incoraggiamento che posso dare ai giovani, e che regolarmente gli do, è questo: "Battetevi sempre per le cose in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Una sola potete vincerne: quella che s'ingaggia ogni mattina, quando ci si fa la barba, davanti allo specchio. Se vi ci potete guardare senza arrossire, contentatevi". (Indro Montanelli)
  • 5 ottobre: Una montagna è come l'istruzione: quanto più alta l'ascesa, tanto più esteso il panorama. (Christiaan Barnard)
  • 6 ottobre: Mi contraddico facilmente, | ma lo faccio così spesso | che questo fa di me una persona coerente. (Caparezza)
  • 7 ottobre: Facile a scorgere è l'errore altrui, difficile è, invece, il proprio. (Gautama Buddha)
  • 8 ottobre: Si 'a guerra se perde l'ha perduta 'o popolo; e si se vence, l'hanno vinciuta 'e prufessure. (Eduardo De Filippo)
  • 9 ottobre: Quando desideri una cosa, tutto l'Universo trama affinché tu possa realizzarla. (Paulo Coelho)
  • 10 ottobre: Abbi vergogna di morire finché tu non abbia conseguito qualche vittoria per l'umanità. (Horace Mann)
  • 11 ottobre: Quale governo, si domanda, è il migliore? Quello che ci insegna a governarci da soli. (Johann Wolfgang von Goethe)
  • 12 ottobre: Quando si ha una cosa, questa può essere portata via. [...] Ma quando si dà una cosa, questa è data. Nessun ladro può prendertela. (James Joyce)
  • 13 ottobre: Il rimpianto è il vano pascolo d'uno spirito disoccupato. Bisogna sopra tutto evitare il rimpianto occupando sempre lo spirito con nuove sensazioni e con nuove imaginazioni. (Gabriele D'Annunzio)
  • 14 ottobre: «Odia il peccato e non il peccatore» è un precetto che, benché abbastanza facile da comprendere, viene messo in pratica raramente, ed è per questo che il veleno dell'odio si diffonde nel mondo. (Mahatma Gandhi)
  • 15 ottobre: Sii cauto nell'accettare consigli, ma sii paziente con chi li dispensa. I consigli sono una forma di nostalgia. Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga. (Mary Schmich)
  • 16 ottobre: Le decisioni giuste vengono dall'esperienza... il problema è che l'esperienza viene dalle decisioni sbagliate. (Dylan Dog)
  • 17 ottobre: Dopo millenni di odi e di guerre per lo meno dovremmo avere imparato questo: che il dolore non ha bandiera. (Dacia Maraini)
  • 18 ottobre: Cercate di vivere in modo che la vostra morte rincresca anche all'impresario delle pompe funebri. (Mark Twain)
  • 19 ottobre: Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. (Gesù, Discorso della Montagna)
  • 20 ottobre: Ad amare l'umanità, è d'uopo saper mirare, senza scandalezzarsi, le sue debolezze, i suoi vizi. (Silvio Pellico)
  • 21 ottobre: Capitale prezioso per tutti è il tempo, ma preziosissimo ai giovani, perché, bene adoperandolo, essi soli possono goderne i frutti; e laddove i provetti lavorano solo per gli altri, i giovani lavorano anche per sé medesimi. (Vincenzo Gioberti)
  • 22 ottobre: «Il peggio arrivò verso la fine. Moltissime persone morirono proprio alla fine, e io non sapevo se avrei resistito un altro giorno. Un contadino, un russo, Dio lo benedica, vide in che stato ero, entrò in casa e ne uscì con un pezzo di carne per me.» «Ti salvò la vita.» «Non lo mangiai. [...] Era maiale. Non ero disposta a mangiare maiale.» «Perché? [...] Perché non era kosher?» «Certo.» «Ma neppure per salvarti la vita?». «Se niente importa, non c'è niente da salvare.» (Jonathan Safran Foer)
  • 23 ottobre: Ho sentito un suono di catene che si rompono. È nato un uomo. (Vicente Huidobro)
  • 24 ottobre: Felice chi poté conoscere le cagioni delle cose. (Publio Virgilio Marone)
  • 25 ottobre: Sono un uomo e nulla di ciò che è umano mi è estraneo.
Homo sum, humani nihil a me alienum puto. (Publio Terenzio Afro)
  • 26 ottobre: Non vi può essere vera libertà senza giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. [...] Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero. Sarà libero di bestemmiare, di imprecare, ma questa non è la libertà che intendo io. (Sandro Pertini)
  • 27 ottobre: Perché tu possa ascoltarmi | le mie parole | si fanno sottili, a volte | come impronte di gabbiani sulla spiaggia. (Pablo Neruda)
  • 28 ottobre: La realtà è ciò che si rifiuta di sparire anche quando smetti di crederci. (Philip K. Dick)
  • 29 ottobre: Il vocabolo crisi indica oggi il momento in cui medici, diplomatici, banchieri e tecnici sociali di vario genere prendono il sopravvento e vengono sospese le libertà. Come i malati, i paesi diventano casi critici. Crisi, la parola greca che in tutte le lingue moderne ha voluto dire «scelta» o «punto di svolta», ora sta a significare: «Guidatore, dacci dentro!». [...] Ma «crisi» non ha necessariamente questo significato. Non comporta necessariamente una corsa precipitosa verso l'escalation del controllo. Può invece indicare l'attimo della scelta, quel momento meraviglioso in cui la gente all'improvviso si rende conto delle gabbie nelle quali si è rinchiusa e della possibilità di vivere in maniera diversa. (Ivan Illich)
  • 30 ottobre: Le esperienze che contano sono spesso quelle che non avremmo mai voluto fare, non quelle che decidiamo noi di fare. (Alberto Moravia)
  • 31 ottobre: Venuta la sera, mi ritorno a casa ed entro nel mio scrittoio; e in sull'uscio mi spoglio quella veste cotidiana, piena di fango e di loto, e mi metto panni reali e curiali; e rivestito condecentemente, entro nelle antique corti delli antiqui huomini, dove, da loro ricevuto amorevolmente, mi pasco di quel cibo che solum è mio e ch'io nacqui per lui; dove io non mi vergogno parlare con loro e domandarli della ragione delle loro azioni; e quelli per loro humanità mi rispondono; e non sento per quattro hore di tempo alcuna noia, sdimentico ogni affanno, non temo la povertà, non mi sbigottisce la morte: tutto mi transferisco in loro. (Niccolò Machiavelli)