Fernando Pessoa
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Fernando Pessoa ritratto da João Luiz Roth
Fernando António Nogueira Pessoa (1888 − 1935), scrittore portoghese.
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[modifica] Citazioni di Fernando Pessoa
- Amo come l'amore ama. | Non conosco altra ragione di amarti che amarti. | Cosa vuoi che ti dica oltre a dirti che ti amo, | se ciò che ti voglio dire è che ti amo? (da Faust, a cura di Teresa Sobral Cunha, traduzione di Maria José de Lancastre, Einaudi, 1989)
- Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d'offendere, un cuore eccessivamente spontaneo che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta, tristi canzoni, come le strade strette quando piove. (da Poesie inedite)
- Il poeta è un fingitore. | Finge così completamente | che arriva a fingere che è dolore | il dolore che davvero sente. (da Autopsicografia, 1° aprile 1931, in Una sola moltitudine, a cura di A. Tabucchi e M. J. de Lancastre, Adelphi)[1]
- L'uomo è diverso dall'animale solo perché non sa esserne uno preciso. (da L'ora del diavolo, a cura di A. Andreoli, Il Segnale, Roma)
- Non sono niente. | Non sarò mai niente. | Non posso voler essere niente. | A parte ciò, ho in me tutti i sogni del mondo. (da Tabaccheria, in Poesie di Álvaro de Campos)
- Ripassa domani, realtà! | Basta per oggi, signori! (4 settembre 1930, da Grandi sono i deserti, e tutto è deserto, in Poesie di Álvaro de Campos, a cura di Maria José de Lancastre, traduzione di Antonio Tabucchi, Adelphi)
[modifica] Attribuite
- Scrivere è necessario. Vivere non è necessario.
- La frase, in portoghese (Escrever é preciso; viver não é preciso), non compare in alcuna opera di Pessoa. Potrebbe essere invece di Ascendino Leite, da Os dias memoráveis, 1987. Si tratta, come indica Leite, di una parafrasi dell'aforisma «Navigare è necessario, vivere non è necessario», attribuita a Gneo Pompeo Magno da Plutarco nelle Vite parallele[2]; tale aforisma compare ne Il libro dell'inquietudine (p. 230) e nella poesia Navegar é Preciso di Pessoa: da qui, l'errore di attribuzione.
[modifica] Senza fonte
- Non cantare più! | Voglio il silenzio | per dormire | qualsiasi ricordo | della voce udita |incompresa | che fu perduta | perché l'ho udita.
[modifica] Il poeta è un fingitore
- A volte, quando alzo la testa stanca dai libri nei quali segno i conti altrui e l'assenza di una vita mia, avverto una sorta di nausea fisica che forse deriva dalla posizione curva, ma che trascende i numeri e la delusione. La vita mi disgusta come una medicina inutile.
- C'è, tra me e il mondo, una nebbia che impedisce che io veda le cose come veramente sono – come sono per gli altri.
- Ci sono giornate che sono filosofie, che ci suggeriscono interpretazioni della vita, che sono appunti a margine, pieni di altra critica, nel libro del nostro destino universale. Questa è una di quelle giornate, lo sento. Ho l'assurda impressione che con i miei occhi pesanti e col mio cervello assente si stiano tracciando, come con un lapis insensato, le lettere del commento profondo e inutile.
- Esiste una stanchezza dell'intelligenza astratta ed è la più terribile delle stanchezze. Non è pesante come la stanchezza del corpo, e non è inquieta come la stanchezza dell'emozione. È un peso della consapevolezza del mondo, una impossibilità di respirare con l'anima.
- Essere stanca, sentire duole, pensare distrugge.
- Il binomio di Newton è bello come la Venere di Milo. Il fatto è che pochi se ne accorgono. (15 gennaio 1928)
- Il mio male peggiore è di non riuscire mai a dimenticare la mia presenza metafisica nella vita. Di qui, la timidezza trascendentale che terrorizza tutti i miei gesti, che toglie a tutte le mie frasi la linfa della semplicità, dell'emozione diretta.
- In me ogni affetto si verifica in superficie, ma con sincerità. Sono stato sempre attore, e sul serio. Ogni volta che ho amato ho finto di amare, e ho finto come me stesso.
- L'unico senso intimo delle cose | è che esse non hanno nessun senso intimo.
- La letteratura, come tutta l'arte, è la confessione che la vita non basta.
- La metafisica mi è sempre sembrata una forma comune di pazzia latente. Se conoscessimo la verità la vedremmo; tutto il resto è sistema e periferia. Ci basta, se riflettiamo, l'incomprensibilità dell'universo; volerlo capire è essere meno che uomini, perché essere uomo è sapere che non si capisce.
- La mia anima è una misteriosa orchestra; non so quali strumenti suoni e strida dentro di me: corde e arpe, timpani e tamburi. Mi conosco come una sinfonia. (Il libro dell'inquietudine)
- La morte è la curva della strada, | morire è solo non essere visto.
- Non so chi sono, che anima ho.
Quando parlo con sincerità non so con quale sincerità parlo. Sono variamente altro da un io che non so se esiste. - Ogni cosa a suo tempo ha il suo tempo.
- Quando mi sveglierò dall'essere sveglio?
- Sei solo. Non lo sa nessuno. Taci e fingi.
- Siediti al sole. Abdica e sii re di te stesso.
- Il poeta è un fingitore | Finge tanto completamente | Che giunge a fingere che è dolore | Il dolore che davvero sente. | E coloro che leggono quello che scrive, | Nel dolore letto sentono proprio | Non i due che lui ha provato, | Ma solo quello che loro non hanno avuto.
[modifica] Il libro dell'inquietudine
- Diventato una pura attenzione dei sensi, fluttuo senza pensieri e senza emozioni. [...] Come vorrei, lo sento in questo momento, essere una persona capace di vedere tutto questo come se non avesse con esso altro rapporto se non vederlo [...]. Non aver imparato fin dalla nascita ad attribuire significati usati a tutte queste cose; poter separare l'immagine che le cose hanno in sé dall'immagine che è stata loro imposta. [...] Smarrisco l'immagine che vedevo. Sono diventato un cieco che vede. [...] Tutto questo non è più la Realtà: è semplicemente la Vita.
- È in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò se li immagino li creo; se li creo esistono; se esistono li vedo. […] La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo.
- E se tutti noi fossimo sogni che qualcuno sogna, pensieri che qualcuno pensa?
- Esiste una sonnolenza dell'attenzione volontaria, che non so spiegare, e che frequentemente mi assale se, di una cosa così sfumata, si possa dire che assalga qualcuno. Cammino per strada come se stessi seduto, e la mia attenzione, vigile su tutto, ha tuttavia l'inerzia di un corpo in assoluto riposo.[...]È la sensazione di un'ebrezza da inerzia, di una sbornia senza allegria, né in sé, né per ciò che causa. È una malattia che non ha speranza di convalescenza,.È una morte alacre.
- I fuochi fatui della nostra putredine, sono almeno luci nelle nostre tenebre
- I sentimenti più dolorosi e le emozioni più pungenti, sono quelli assurdi: l'ansia di cose impossibili, proprio perché sono impossibili, la nostalgia di ciò che non c'è mai stato, il desiderio di ciò che potrebbe essere stato, la pena di non essere un altro, l'insoddisfazione per l'esistenza del mondo.
- Il peso di sentire. Il peso di dover sentire.
- Il più alto fra noi è solo uno che conosce da più vicino il vuoto e l'incertezza del tutto. Può essere che ci guida un'illusione; ma, certamente; non la coscienza.
- La felicità è fuori dalla felicità. Non c'è felicità se non con consapevolezza. Ma la consapevolezza della felicità è infelice, perché sapersi felice è sapere che si sta attraversando la felicità e che si dovrà subito lasciarla. Sapere è uccidere, nella felicità come in tutto.
- Mi cresce nell'anima un pentimento – che è proprio di Dio – – per tutto, una sorda passione di lacrime per la condanna dei sogni nellacarne di coloro che gli hanno sognati... E odio senza odio tutti i poeti che hanno scritto dei versi, tutti gòi idealisti che hanno voluto vedere il loro ideale, tutti coloro che hanno ottenuto ciò che desideravano.
- Noi non ci realizziamo mai. Siamo due abissi – un pozzo che fissa il cielo.
- Non amiamo mai nessuno. Amiamo solamente l'idea che ci facciamo di qualcuno. È un nostro concetto (insomma, noi stessi) che amiamo. Questo discorso vale per tutta la gamma dell'amore. Nell'amore sessuale cerchiamo il nostro piacere ottenuto attraverso un corpo estraneo. Nell'amore che non è quello sessuale cerchiamo un nostro piacere ottenuto attraverso un'idea nostra. [...] Perfino l'arte, nella quale si realizza la conoscenza di noi stessi, è una forma di ignoranza. Due persone dicono reciprocamente "ti amo", o lo pensano, e ciascuno vuol dire una cosa diversa, una vita diversa, perfino forse un colore diverso o un aroma diverso, nella somma astratta di impressioni che costituisce l'attività dell'anima. Oggi sono lucido come se non esistessi. Il mio pensiero è evidente come uno scheletro, senza gli stracci carnali dell'illusione di esprimere. E queste considerazioni non sono nate da niente: o almeno da nessuna cosa per lo meno che sieda nella platea della mia coscienza. [...] Vivere è non pensare.
- Non subordinarsi a niente, né a un uomo né a un amore né a un'idea; avere quell'indipendenza distante che consiste nel diffidare della verità e, ammesso che esista, dell'utilità della sua conoscenza. [...] Appartenere: ecco la banalità. Fede, ideale, donna o professione: ecco la prigione e le catene. Essere è essere libero. [...] No: niente legami, neppure con noi stessi! Liberi da noi stessi e dagli altri, contemplativi privi di estasi, pensatori privi di conclusioni, vivremo, liberi da Dio, il piccolo intervallo che le distrazioni dei carnefici concedono alla nostra estasi da cortile.
- Se un giorno potessi raggiungere con una forza tale di espressione da concentrare tutta l'arte in me, scriverei un'apoteosi del sonno. Non ho mai conosciuto in tutta la mia vita un piacere maggiore di quello di poter dormire. L'annullamento integrale della vita e dell'anima, l'allontanamento totale di tutto quanto è gente ed esseri, la notte senza memoria e senza illusione, il non avere né passato ne futuro, il nulla.
- Un tramonto è un fenomeno intellettuale.
- Un uomo, se possiede la vera sapienza, può godere l'intero spettacolo del mondo seduto su una sedia, senza saper leggere, senza parlare con nessuno, soltanto con l'uso dei sensi e il fatto che l'anima non sappia essere triste.
- Viaggiare? Per viaggiare basta esistere.
- All improvviso ho sentito per quell'uomo qualcosa di simile alla tenerezza. Ho sentito in lui la tenerezza che si prova per la comune normalità umana, per la banale quotidianità del capofamiglia che va al lavoro, per il suo umile e allegro focolare, per i piaceri allegri e tristi di cui necessariamente è fatta la sua vita, per l'innocenza di vivere senza analizzare, per la naturalità animalesca di quelle spalle vestite.
- Dorme perché tutti dormiamo. La vita intera è un sogno. Nessuno sa cosa fa, nessuno sa quel che vuole, nessuno sa cosa sa. Dormiamo la vita eterni bambini del destino.
- Credo che ciò che produce in me il profondo sentimento in cui vivo, di incongruenza con gli altri, sia il fatto che la maggior parte della gente pensa con la sensibilità, mentre io sento con il pensiero. Per l'uomo comune sentire è vivere e pensare è saper vivere. Per me pensare è vivere e sentire non è che il nutrimento del pensare
- Neanche dipingendo questo vetro di ombre colorate nascondo a me stesso il rumore della vita altrui mentre la guardo dal lato opposto.
- D'improvviso come se un destino chirurgo mi avesse operato di una vecchia cecità con immediati grandi risultati, sollevo il capo, della mia anonima vita, verso la conoscenza nitida di come esisto. E vedo che tutto ciò che ho fatto, tutto ciò che ho pensato, tutto ciò che sono stato, è una specie di inganno e di follia. Mi meraviglio di non essere riuscito a vederlo. Mi stupisco di quello che sono stato, vedendo che alla fine non sono.
- Sono stato non l'attore, ma i suoi gesti.
- Mi pesa, realmente mi pesa, come una condanna a conoscere questa nozione repentina della mia vera identità, di questa che ha sempre viaggiato sonnolenta tra ciò che sente e ciò che vede.
- Ho più pena di coloro che sognano il probabile, il legittimo e la cosa vicina di quanta non ne abbia di quelli che vaneggiano sul distante e sulle cose estranee. Quelli che sognano in grande, o sono pazzi e credono in quello che sognano e sono felici, o sono semplici vaneggiatori, per i quali il vaneggiamento è una musica dell anima che li culla senza dir loro niente. Ma per colui che sogna il possibile esiste la possibilità reale di una vera e propria disillusione. Può non pesarmi molto aver smesso di essere imperatore romano, ma mi può far male non avere mai parlato alla sartina che verso le nove, svolta sempre l'angolo sulla destra. Il sogno che ci promette l'impossibile già per se stesso ci priva di se, ma il sogno che ci promette il possibile si intromette nella vita stessa e ad essa delega la propria soluzione. L'uno vive esclusivo e indipendente; l'altro sottomesso alle contingenze di ciò che accade.
- Dormo quando sogno quello che non c'è; mi sveglio quando sogno quello che può esistere.
[modifica] Citazioni su Fernando Pessoa
- Credo che Pessoa sia oggetto di interesse più per il suo procedimento poetico che per i contenuti della sua opera. In particolare, l'adozione di molteplici schermi poetici e dei cosiddetti eteronimi, nonché le vicende della sua biografia, hanno creato la leggenda di Pessoa, inscindibilmente legata alla sua figura. (Nasos Vaghenàs)
- Pessoa si impone sempre di più come autore essenziale a qualunque riflessione rivolta a questa società d'informazione in cui viviamo. (Luis Filipe Teixeira)
[modifica] Note
- ↑ Citato anche in Il poeta è un fingitore, n. 1.
- ↑ Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli.
[modifica] Bibliografia
- Fernando Pessoa, Il poeta è un fingitore. Duecento citazioni scelte da Antonio Tabucchi, a cura di Antonio Tabucchi, Feltrinelli, 1988.
- Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine, traduzione di Antonio Tabucchi e Maria José de Lancastre, Feltrinelli, 2000.
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