William Somerset Maugham
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William Somerset Maugham (1874 – 1965), scrittore britannico.
- La grande tragedia della vita non è che gli uomini muoiano, ma che cessino di amare. (citato in Leo Buscaglia, Nati per Amare, Mondadori, 1995)
- La perfezione ha un grave difetto: ha la tendenza ad essere noiosa. (da The Summing Up)
- Nella vita le cose capitano a casaccio, e così devono capitare in un romanzo; esse non conducono ad alcuna crisi risolutiva – che è un oltraggio alla legge delle probabilità – continuano ad accadere e basta. (dalla prefazione dell'autore a Ashenden l'inglese, traduzione di Fenisia Giannini, Garzanti, 1966)
- Una cosa strana della vita è che se non si accetta che il meglio, molto spesso lo si ottiene. (citato in Selezione dal Reader's Digest, sttembre 1997)
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- A un pranzo di gala uno dovrebbe mangiare con saggezza ma non troppo bene, e parlare bene ma non troppo saggiamente.
- È difficile essere allo stesso tempo uno scrittore e un gentiluomo.
- Gli ideali hanno molti nomi, e la bellezza è uno di quelli.
- Gli uomini hanno una concezione sbagliata del posto che occupano nella natura; e questo errore è ineliminabile.
- I tasmaniani, presso i quali l'adulterio era sconosciuto, sono oggi una razza estinta.
- Il critico capace dovrebbe essere un filosofo, perché dalla filosofia ha imparato la serenità, l'imparzialità, e la transitorietà delle cose della vita umana.
- Il grado di civiltà di una nazione è misurato dal suo disprezzo per le necessità dell'esistenza.
- Il sentimentalismo è solo un sentimento che ti strofina contropelo.
- L'amore è quello che succede ad un uomo e una donna che non si conoscono.
- L'amore è solo uno sporco trucco ai nostri danni per raggiungere la perpetrazione della specie.
- L'ipocrisia è un compito ventiquattr'ore su ventiquattro.
- L'uomo elegante è quello di cui non noti mai il vestito.
- La bellezza è estasi; è semplice come il desiderio del cibo. Non si può dire altro sostanzialmente, è come il profumo di una rosa: lo puoi solo odorare.
- La gente mi ha sempre interessato, ma non mi è mai piaciuta.
- La morte è una faccenda molto triste, molto noiosa, e il mio personale consiglio per voi è di non averci niente a che fare.
- La tolleranza è un altro nome per l'indifferenza.
- La verginità è qualcosa di molto prezioso che tutte le ragazze vorrebbero perdere.
- Nella vecchiaia ci si pente soprattutto dei peccati non commessi.
- Non c'è egoismo così insopportabile quanto quello del cristiano riguardo alla sua anima.
- Non credo che si possa volere troppa sincerità nella società. Sarebbe come una trave di ferro in un castello di carte.
- Non ricordo più chi sia stato a raccomandare agli uomini, per il bene della loro anima, di fare due cose gradevoli... È un precetto che ho sempre seguito scrupolosamente, perché tutti i giorni mi sono alzato e sono andato a letto.
- Ogni produzione di un artista potrebbe essere l'espressione di una avventura della sua anima.
- Tutti possono dire la verità, ma solo pochi possono comporre epigrammi.
- Una donna si sacrificherà sempre, se gliene date l'occasione. È la sua forma preferita di auto-indulgenza.
[modifica] La tentazione di Adamo e altri racconti
[modifica] Incipit
Il capitano Bredon era piuttosto un buon diavolo. Quando Angus Munro, direttore del Museo di Kuala Solor, gli parlò del suo nuovo assistente, Neil Mac Adam, che doveva arrivare a Singapore e scendere al Van Dyke Hôtel, e lo pregò di stare attento che il giovanotto non si cacciasse in qualche pasticcio, egli promise che avrebbe fatto del suo meglio. Il capitano Bredon comandava il Sultan Ahmed, e andava sempre al Van Dyke quando si trovava a Singapore: era sposato con una giapponese che aveva camera fissa là: Come, dopo un giro di due settimane lungo le coste del Borneo, tornò a Singapore, l'olandese che dirigeva l'albergo gli disse che Neil era arrivato da due giorni. il capitano lo trovò seduto nel polveroso giardinetto dell'albergo, intento a leggere alcuni vecchi numeri dello Straits Times.
[modifica] Citazioni
- Darya si sentiva adesso molto più sicura di sé. E gli diede un'occhiata ardita.
«Non ho nessuna attrazione per te? Molti uomini mi hanno desiderata. E tu devi aver avuto dozzine di donne in Iscozia assai meno ben fatte di me.»
E guardava, così dicendo, la sua formosa, sensuale persona, in placido orgoglio.
«Io non ho mai posseduto una donna» disse Neil con gravità.
«Cosa?»
Essa scattò in piedi per lo stupore. Egli alzò le spalle. Non aveva modo di farle capire il disgusto che provava per quel genere di cose, e il disprezzo in cui teneva i fortuiti amori dei suoi compagni di Edimburgo. Trovava una mistica gioia nella sua castità. L'amore era sacro, per lui. L'atto sessuale lo riempiva d'orrore. Solo la necessità della procreazione e il sacramento del matrimonio lo giustificavano ai suoi occhi.
Gli gettò le braccia al collo e lo teneva. E gli copriva il viso di baci. Egli si dibatteva. Volgeva la faccia. E con la mano cercava di proteggersi la bocca. D'improvviso essa gli affondò i denti nella carne. Il dolore fu così vivo che, senza volerlo, egli le diede un pugno.
«Demonio» le gridò in faccia.
Il colpo violento aveva obbligato Darya a lasciare la preda. Egli si esaminò la mano. Vide che il morso era profondo e che sanguinava. Gli occhi di lei, intanto, mandavano fiamme. Era in tutta la sua vitalità, la donna, come una belva. (da La tentazione di Adamo) - Chiunque fondi le proprie convinzioni sull'evidenza delle cose non può non negarla. (da La tentazione di Adamo, p. 20)
- Il gran vantaggio di un governo democratico è che il merito, sostenuto dalle amicizie influenti, ha quasi la certezza di trovare la sua giusta ricompensa. (da L'occasione perduta, p. 86)
- Gli ignoranti non possono non odiare, e temere insieme, coloro che si occupano delle cose ch'essi non capiscono. (da L'occasione perduta, p. 111)
[modifica] Schiavo d'amore
[modifica] Incipit
L'alba spuntò grigia e cupa. Le nuvole incombevano, e c'era nell'aria una crudità che preannunciava la neve. Una bambinaia entrò nella stanza in cui un bimbo dormiva e tirò le tende. Diede macchinalmente un'occhiata alla casa di fronte, una casa rivestita di stucco con un porticato; quindi si avvicinò al letto del bimbo.
– Svégliati, Filippo – disse.
Tirò giù le coperte, lo prese in braccio e lo portò al piano inferiore. Il bimbo era ancora mezzo addormentato.
– La mamma ti vuole.
Aperse l'uscio di una stanza e portò il bimbo presso un letto nel quale giaceva una donna. Era la madre. Ella tese le braccia e il piccino si accoccolò accanto a lei. Non chiese perché lo avevano svegliato. La donna lo baciò sugli occhi e con le mani fragili sentì il calore del corpicino attraverso la camicia da notte di flanella. Lo strinse a sé.
– Dormi, tesoro? – gli chiese.
La sua voce era così fioca che sembrava venire da una grande lontananza. Il bimbo non rispose ma sorrise. Era felice nel gran letto caldo, fra quelle braccia tenere e affettuose. Cercò di farsi ancor più piccino e diede alla mamma un bacio sonnacchioso. Un attimo dopo aveva rinchiuso gli occhi e dormiva di nuovo profondamente. Il dottore si avvicinò al letto.
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- Filippo si chiese disperatamente perché bisognava vivere. Tutto sembrava vacuo e vano. Per esempio, anche la vita di Cronshaw non era servita a nulla: morto e dimenticato, il suo libro si trovava sulle bancarelle dei libri usati. Era vissuto soltanto per dare a un giornalista ambizioso l'occasione di scrivere un articolo su una rivista.
E Filippo tornò a chiedersi:
– A che scopo tutto questo?
Lo sforzo era sproporzionato al risultato. Le brillanti speranze della giovinezza si risolvevano nella più amara delusione. Sofferenze, malattie e infelicità pesavano con gravezza nel piatto della bilancia. Qual era il significato di tutto ciò? Ripensò alla propria vita, alle proprie speranze, alle limitazioni impostegli dalla sua deformità, alla mancanza di affetti nella sua giovinezza. Gli sembrava di aver sempre agito per il meglio, senza nessun risultato. Altri uomini che valevano quanto lui erano riusciti. Ed altri, molto migliori, avevano naufragato. Forse si trattava di fortuna. La pioggia cadeva nello stesso modo sul giusto e sul malvagio; e per nessuno non esisteva un perché. - Filippo ricordò quel re orientale, il quale, volendo conoscere la storia dell'uomo, si vide portare da un saggio cinquecento volumi: troppo occupato dagli affari di Stato, lo pregò di fargliene un riassunto. Dopo vent'anni il saggio tornò e la sua storia era condensata in cinquanta volumi; ma il re, troppo vecchio ormai per leggere tante pagine, lo pregò ancora una volta di riassumerle. Passarono altri vent'anni e il saggio, decrepito e canuto, raccolse in un solo volume le cognizioni che il re aveva cercate, ma il re era sul letto di morte e non aveva più il tempo di leggere neanche quello. E allora il saggio gli riassunse la storia dell'uomo in una riga: è nato, ha sofferto ed è morto.
- La vita non aveva alcun significato, l'uomo non aveva alcuna importanza. Filippo esultò come aveva esultato nella sua giovinezza quando si era liberato dal fardello della religione; gli sembrava ora di essere alleviato dall'ultima responsabilit e di sentirsi per la prima volta veramente libero. La sua nullità si trasformava in forza, ed improvvisamente egli si sentiva uguale al destino spietato che si era accanito contro di lui; se la vita non aveva significato, il mondo non aveva più crudeltà. L'insuccesso non aveva alcuna importanza e il successo non significava nulla. Così piccolo nella massa formicolante di esseri umani che per breve tempo occupavano la superficie della terra, si sentiva onnipotente perché aveva strappato al caos il segreto della sua inesistenza. I pensieri si soverchiavano tumultuosamrnte l'un l'altro nel suo cervello; ed egli respirò a lungo con gioconda soddisfazione. Aveva voglia di cantare e di saltare; da molti mesi non si sentiva così felice.
– Oh, vita! – gridò dentro di sé. – Oh, vita, dov'è il tuo aculeo? - La gente ha sempre bisogno di mangiare, di bere e di divertirsi. Perciò si va a colpo sicuro quando si impiega il proprio denaro in ciò che il pubblico ritiene indispensabile.
- La gente ti chiede una critica, ma in realtà vuole solo una lode.
- L'uomo che muore per il suo paese muore perché questo gli piace, così come un altro mangia cetriolini sottaceto perché gli piacciono. Se gli uomini potessero preferire il dolore al piacere, la razza umana sarebbe spenta da un pezzo.
- Il vantaggio di vivere all'estero è che, venendo a contatto con le maniere e i costumi di un altro popolo, questi si possono osservare dal di fuori e vedere che non sono così essenziali come li ritengono gli abitanti del paese. Ciò che per uno appare evidente, per lo straniero è assurdo.
- Segui le tue inclinazioni ma facendo attenzione al poliziotto in fondo alla strada.
[modifica] Vacanze di Natale
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Come Charley Mason aveva da viagiare tutto il giorno, sua madre insisteva perché facesse una buona colazione: ma egli era troppo eccitato e non poteva mangiare. Era la vigilia di Natale, e stava per andare a Parigi.
Suo padre non aveva bisogno di recarsi in ufficio e lo accompagnò in macchina alla stazione Victoria. Fermati per alcuni minuti ai Grosvenor Gardens da un ingorgo del traffico, Charley impallidì per il timore di perdere il treno. Suo padre diede in una risata repressa.
«C'è ancora tempo.»
Ma fu un sollievo arrivare.
«Bene, arrivederci, giovanotto» suo padre gli disse.
«Divertiti e non cacciarti in pasticci inutili.»
Il battello entrò nel porto e lo spettacolo delle alte, grigie case sporche di Calais lo riempì di esultanza. Era una giornata grigia e il vento soffiava gelato. Andò attraverso il molo come se camminasse per l'aria. La "Freccia d'Oro", possente, imponente, lussuosa, che stava lì ad aspettarlo, non era un treno come tutti gli altri ma un simbolo romantico.
[modifica] Citazioni
- Charley sapeva che cosa significhi essere innamorati. Sapeva che chi è innamorato si sente pieno di amicizia verso tutti gli uomini, che farebbe qualunque cosa al mondo per la ragazza amata, che non può sopportare l'idea di procurarle un dispiacere, né può fare a meno di domendarsi che cosa lei veda in lui, poiché, naturalmente, lei è meravigliosa, grande, e lui è appena degno di tenerle la candela. Charley pensava che anche Robert Berger doveva essersi sentito così. Non vi era dubbio che egli amasse Lydia con passione… Ma se l'amore lo colmava d'un senso di santità, era strano che potesse commettere dei sordidi delitti.
Dovevano esserci due uomini in lui.
Charley era perplesso e non era strano, poiché, dopo tutto, egli aveva soltanto ventitré anni e molti uomini tanto più vecchi ed esperti di lui non sono riusciti a capire come un mascalzone possa amare di amore puro e disinteressato al pari di un santo.
E Lydia, si chiese ancora Charley, avrebbe mai potuto amare suo marito nel modo in cui lo amava s'egli fosse stato un uomo del tutto indegno?
La natura umana richiede comprensione disse a se stesso, sottovoce. - Chi può ottenere il dominio sugli altri se non ottiene il dominio su se stesso?
- La generale idiozia dell'umanità è tale che si possono muovere gli uomini a furia di parole.
[modifica] La luna e sei soldi
[modifica] Incipit
Confesso che la prima volta che ebbi occasione di conoscere Carlo Strickland non ebbi neanche il sospetto che in lui fosse qualche cosa di eccezionale. Pure oggi si troveranno poche persone che osino negare la sua grandezza. Non parlo della grandezza che consegue il fortunato uomo politico o il militare vittorioso: essa non appartiene all'uomo, ma gli deriva dal posto che occupa; uno spostamento di circostanze può ridurla a proporzioni più che modeste. Spesso si osserva che un primo ministro, fuori del suo ufficio, non è altro che un pomposo retore, e il generale senza esercito somiglia al mite eroe di una fiera di villaggio.
[modifica] Citazioni
- Una donna può perdonare ad un uomo il male che le fa [...]; ma non potrà mai perdonargli i sacrifici che egli compie per lei.
[modifica] Il filo del rasoio
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Non ho mai cominciato un romanzo con maggiore apprensione. Lo chiamo un romanzo, badate, solo perché non saprei che altro nome dargli. Ho pochi fatti da raccontare e non richiudo né con un motto né con un matrimonio. La morte mette fine ad ogni cosa, è lepilogo logico di un racconto, ma anche il matrimonio lo termina con molta opportunità e i raffinati fanno male a sogghignare di ciò che convenzionalmente viene definito un "lieto fine". L'istinto sano delle persone comuni le convince invece che, avvenuto il matrimonio, non c'è in fondo altro da dire. Quando maschio e femmina, dopo tutte le avventure che vi piace immaginare, sono finalmente uniti, essi, hanno compiuto la loro funzione biologica e l'interesse si concentra sulla generazione futura. Io invece lascio in asso il lettore.
[modifica] Citazioni
- Ci sono persone stranamente congegnate. Criminali, per esempio, che lavorano come negri a dei piani che li portano in prigione e che, appena usciti, ricominciano da capo per approdare nuovamente in prigione. Se dedicassero la stessa perseveranza, la stessa intelligenza, lo stesso spirito di risorsa, ad attività oneste, guadagnerebbero posizioni importanti. Ma sono fatti così: amano il delitto.
[modifica] La giostra
[modifica] Incipit
Per tutta la vita la signorina Elizabeth Dwarris aveva messo a dura prova il suo prossimo. Donna facoltosa, tiranneggiava un ampio stuolo di cugini indigeni, utlizzando il suo bilancio patrimoniale come gli scorpioni di Roboamo per castigarli severamente; e, come molte altre pie creature, rendeva a ciascuni la vita eccessivamente misera per il bene della sua anima. Nutrita durante la giovinezza dai precetti evangelici, insisteva sul fatto che i parenti dovessero cercare la salvezza secondo il suo modo di vedere le cose, e con lingua affilata e amare beffe faceva proprio il compito costante di persuaderli della loro estrema dignità. Organizzava le vite come le pareva, e si premurava non solo di ordinare gli usi e i costumi, ma anche i pensieri reconditi di quelli che le stavano intorno; il Giudizio Universale non poteva più far paura a chiunque avesse affrontato il suo esame minuzioso.
[modifica] Citazioni
- Nessuno scrittore, per quanto violente siano le sue proteste, disdegna sul serio, se gli è chiesto, di leggere un libro ancora non pubblicato; si tratta del suo pupillo e possiede ancora quel fascino che, una volta arditamente stampato e rilegato, viene completamente distrutto. (pag. 94)
- [...] quando il piacere ha esaurito l'uomo, questi è convinto di essere stato lui ad esaurirlo; allora ti racconta, serio e grave, che non vi è nulla che possa soddisfare il cuore umano. (pag. 128)
- [...] più un uomo è un farabutto, più le sue amanti gli sono affezionate. Solo quando un uomo si comporta secondo la decenza e tratta le donne come fossero degli esseri umani, allora passa dei guai. (pag. 129)
- Arrivarono a Napoli non più come una coppia di bambini spensierati, ma come una donna di mezza età, tesa dalla preoccupazione, con un giovane morente. Le condizioni di Herbert erano tradite dalla completa perdita della sua abituale esuberanza, cosicché i nuovi spettacoli che gli si presentavano non gli suscitavano nuove emozioni. Le chiese di Napoli, bianche e dorate come una sala da ballo del diciottesimo secolo, luoghi di preghiera per gente la cui fede era superstizione impertinente, raggelarono il suo cuore; le statue nei musei non erano altro che pietre inanimate; e anche il panorama, fiore all'occhiello degli scenari italiani, lo lasciava indifferente. Herbert, un tempo facile ad entusiasmarsi, ora, profondamente annoiato, restava svogliato davanti a tutto ciò che vedeva, e di Napoli scoprì solo il suo squallore e la sua brutalità malata. (pag. 145)
- «[...] l'unico punto in cui preti e filosofi concordano è nel dire che le caratteristiche dei sensi rappresentano la parte più bassa dell'uomo e che perciò debbono essere mortificati. Essi mettono l'intelletto su un piano nettamente superiore.» (pag. 218)
[modifica] Ashenden l'inglese
[modifica] Incipit
Fu solo agli inizi di settembre che Ashenden, uno scrittore che si era trovato all'estero allo scoppio delle ostilità, riuscì a tornare in Inghilterra. Poco dopo il suo arrivo, gli capitò di partecipare a un ricevimento, nel corso del quale fu presentato a un colonnello di mezza età, di cui non afferrò bene il nome.
[modifica] Citazioni
- L'artista ha bisogno di pace e di quiete. Come volete che conservi quel distacco di spirito che è indispensabile all'attività creativa, se non è possibile ottenere l'assoluta tranquillità? (p. 23)
[modifica] Lettera d'amore
[modifica] Incipit
Questo libro potrebbe anche intitolarsi: Il trionfo dell'amore.
Berta guardava dalla finestra la livida luce del giorno. Il cielo era oscuro, le nubi basse e pesanti; il viale deserto era spazzato da un vento pungente e gli olmi che lo costeggiavano si ergevano spogli, i nudi rami tremanti per l'orrore del freddo. Si era alla fine di novembre, e la giornata era lugubre e tetra. L'anno morente sembrava aver gettato su tutta la natura il terrore della morte; l'immaginazione si rifiutava di suggerire alla mente tediata visioni di sole ridente, immagini della primavera in vesti di fanciulla che arriva spargendo dal suo paniere fiori e verdi foglie.
Berta si volse e guardò sua zia, intenta a tagliare le pagine del nuovo Spectator.
[modifica] Citazioni
- Il pianto riesce a rendere spaventosa anche una bella donna. Se poi è brutta, diventerà addirittura repellente. (p. 11)
- Una vecchia zitella può essere scusata soltanto se ha sofferto trent'anni per un uomo adesso sepolto sotto la neve o sposato ad un'altra donna. (p. 21)
- Questo è uno dei vantaggi delle donne: dopo i venticinque anni sorvolono sui loro compleanni come su cose sconvenienti. Gli uomini invece sono così persuasi dell'intelligenza dimostrata venendo al mondo, che il loro compleanno li interessa sempre; e sono così sciocchi da pensare che interessi anche agli altri. (p. 33)
- La bellezza [...] forma i tre quarti dell'equipaggiamento necessario per la battaglia della vita. Non potete immaginare la miserabile esistenza di una ragazza veramente insignificante. (p. 45)
- La funzione precisa della donna è di propagare la specie. Se è saggia, sceglierà un uomo forte e robusto come padre dei suoi figli. Mi rifiuto di capire quelle donne che sposano un uomo intelligente. Cosa trovano in un tizio che sa fare degli astrusi calcoli matematici? Una donna ha bisogno di un uomo dalle braccia forti e dallo stomaco di struzzo. (p. 61)
- Io considero il matrimonio come un'unione spirituale, nella quale il mio dovere sarà di amare, obbedire, onorare mio marito, assisterlo e confortarlo, vivendo una vita tale da non lasciarmi sorprendere impreparata dalla morte. (p. 61)
- [...] è follia comune delle coppie felici non voler avere segreti per l'altro; ciò le porta a un mucchio di disillusioni. (p. 90)
- Febbraio è un mese di languori, il cuore del mondo è greve, ignaro ancora dell'inquieto aprile e del vigoroso maggio. (p. 117)
- Il desiderio di Berta, bruciandola interamente come un fuoco, l'aveva gettata nelle braccia di suo marito; l'aveva amato come amano le bestie, e gli dei. Egli era l'uomo ed ella era la donna, e il mondo era l'Eden, creato dal potere della passione. Una maggiore conoscenza portò solo un amore più grande. (p. 117-118)
- Le donne sono come le galline, se schiamazzano non preoccupatevene. (p. 130)
[modifica] Incipit di alcune opere
[modifica] Una inglese a Firenze
La villa era in cima a un colle. Dalla terrazza, sul davanti, si godeva una meravigliosa vista di Firenze; dietro, v'era un vecchio giardino con pochi fiori ma con belle piante, siepi di bosso tagliate, sentieri erbosi e una grotta artificiale in cui l'acqua cascava da una cornucopia con suono fresco e argentino. La villa era stata costruita nel sedicesimo secolo da un nobile fiorentino, i cui discendenti, impoveriti, l'avevano poi venduta a certi inglesi. Ed erano proprio quelli che avevano invitato Mary Panton a passarvi un certo periodo.
[modifica] Pioggia
Era quasi l'ora di andare a letto, e l'indomani, al risveglio, la terra sarebbe stata in vista. Il dottor Macphail accese la pipa, poi, si appoggiò al parapetto, cercò per il cielo la Croce del Sud. Era stato due anni in trincea e una ferita lo aveva tenuto a letto più del dovuto, perciò adesso era felice di passare nella tranquillità di Apia almeno dodici mesi. Già in viaggio si sentiva meglio. Quella sera si era avuta una piccola festa da ballo a bordo in onore dei passeggeri che l'indomani sarebbero sbarcati a Pago-Pago, e le aspre note del pianoforte meccanico gli martellavano ancora le orecchie. Ma grazie a Dio il ponte era ritornato tranquillo. Qualche passo più in là, in una sedia a sdraio, c'era sua moglie che conversava coi Davidson, ed egli si diresse da quella parte, piano piano. Poi si sedette e si tolse il cappello; e allora, sotto la luce, presero risalto i suoi capelli rossi che facevano corona a una macchia di calvizie dalla pelle rossiccia e forforosa. Era un uomo magro sui quarant'anni dalla faccia striminzita che rivelava una pedantesca precisione di carattere. Parlava con pacata voce sommessa dall'accento scozzese.
[modifica] Il mago
Arthur Burdon e il dottor Porhoët passeggiavano in silenzio. Avevano pranzato in un ristorante sul Boulevard Saint Michel, e ora facevano quattro passi per i giardini del Luxembourg. Il dottor Porhoët camminava con le spalle curve, le mani dietro la schiena. Osservava la scena con gli occhi dei tanti pittori che hanno cercato di esprimere il loro senso della bellezza attraverso il giardino più affascinante di Parigi. L'erba era disseminata di foglie secche, ma il loro languido disfarsi ben poco contribuiva a conferire un tocco di naturalezza all'artificiosità dello sfondo. Gli alberi erano circondati da cespugli ben ordinati, e i cespugli, a loro volta, da aiuole ben curate. Ma gli alberi crescevano senza alcuna spontaneità, quasi fossero consapevoli dello schema decorativo che contribuivano a formare. Era autunno, e alcuni erano già spogli. Molti fiori erano appassiti. Il giardino, in quella sua formalità, faceva pensare a una donna un po' vana, non più giovane, che con la sua eleganza datata, con cipria e belletto, cercasse di celare dietro un volto intrepido la sua disperazione. Aveva gli stessi sorrisi falsi, stentati. di imposta gaiezza, e quella penosa grazia che si sforza dimantenere il fascino che il trasorrere veloce degli anni ha reso inconsistente.
[modifica] Bibliografia
- William Somerset Maugham, La tentazione di Adamo e altri racconti, traduzione di Elio Vittorini, I Libri del pavone, Edizioni Mondadori, 1958.
- William Somerset Maugham, Schiavo d'amore (Of human bondage), traduzione di Ada Salvatore, Omnibus Mondadori, 1945
- William Somerset Maugham, Vacanze di Natale (Christmas holiday), traduzione di Elio Vittorini, Medusa Mondadori, 1942.
- William Somerset Maugham, Una inglese a Firenze (Up at the Villa), traduzione di Jole Giannini, Longanesi, Milano 1966.
- William Somerset Maugham, La luna e sei soldi (The Moon and the six pences), Bietti
- William Somerset Maugham, Il filo del rasoio (The Razor's Edge), traduzione di Maria Martone, Oscar Mondadori, 1965.
- William Somerset Maugham, Il mago (The magician), traduzione di Paola Faini, Newton Compton editori, 1995.
- William Somerset Maugham, La giostra (The Merry Go-Round), traduzione di Walter Mauro, Newton Compton editori, 1995.
- William Somerset Maugham, Pioggia (Rain), traduzione di Elio Vittorini, I Libri del Pavone, Arnoldo Mondadori Editore, 1966.
- William Somerset Maugham, La resa dei conti (The Summing Up), traduzione di Paola Faini, Il Labirinto, Lucarini Editore, Roma 1988.
- William Somerset Maugham, Ashenden l'inglese (Ashenden), traduzione di Fenisia Giannini, Garzanti, 1966.
- William Somerset Maugham, Lettera d'amore (Mrs. Craddock), traduzione di Luisa Morpurgo, Longanesi & C., 1949.
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[modifica] Opere
-
La luna e sei soldi 1919 -
Il filo del rasoio 1944