Blaise Pascal

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Blaise Pascal
Blaise Pascal

Blaise Pascal (1623 – 1662), matematico, fisico e filosofo francese.

Indice

[modifica] Citazioni di Blaise Pascal

  • Che cos'è l'uomo nella natura? Un nulla in rapporto all'infinito, un tutto in rapporto al nulla; un mezzo tra il nulla e il tutto. Infinitamente lontano dal comprendere gli estremi, la fine delle cose e il loro principio sono per lui invincibilmente nascosti in segreto impenetrabile. (Pascal, citato in : Camille Flammarion, Per la scienza dell'anima, traduzione di Francesco Zingaropoli, Società Editrice Partenopea, Napoli 1923.)
  • Il passo estremo della ragione porta a riconoscere che ci sono innumerevoli cose che la sorpassano. Essa è ancora debole se non giunge a conoscere questo. Che se le cose naturali la sorpassano, che diremo delle soprannaturali? (da Le provinciali)

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  • Apprendano almeno qual è la fede che rifiutano, prima di rifiutarla! Se la nostra religione si vantasse di avere una chiara visione di Dio e di possederla scopertamente e senza veli, sarebbe effettifamente un modo di combatterla il dire che non esiste niente nel mondo che ce la mostri con tale evidenza. Ma il cristianesimo afferma il contrario: che l'uomo vive nelle tenebre e nella forzata lontananza da Dio, ed è proprio questo il nome che si dà Dio nelle Scritture: Dio nascosto.
  • Beffarsi della filosofia, è filosofare davvero!
  • [Scritto a Pierre de Fermat] Cerca altrove per qualcuno che ti possa seguire nelle tue ricerche riguardo ai numeri. Da parte mia, ti confesso che sono molto oltre la mia portata, e mi sento in grado solamente di ammirarli.
  • Chi scrive contro la vanità vuole la gloria di avere scritto cose giuste, e i loro lettori la gloria di leggere cose giuste, e io che scrivo questo ho lo stesso desiderio, come forse anche coloro che lo stanno leggendo.
  • Ciò che può la virtù di un uomo non va misurato dai suoi sforzi ma dalla sua normalità.
  • Così elevato è il nostro concetto dell'anima umana, che non possiamo tollerare di esserne disprezzati, e di non godere della stima di qualcuno. Tutta la felicità degli uomini consiste in questa stima.
  • Due cose guidano la natura umana: l'istinto e l'esperienza.
  • È necessario non dormire.
  • È superstizioso riporre le proprie speranze nelle formalità, ma arrogante rifiutare di sottomettervisi.
  • Gli animali non si ammirano a vicenda; un cavallo non ammira il suo compagno.
  • Gli uomini sono così necessariamente pazzi che il non esser pazzo equivarrebbe a esser soggetto a un altro genere di pazzia.
  • Ho fatto questa lettera più lunga solo perché non ho avuto tempo di farla più corta.
  • I fiumi sono strade che camminano, e che portano dove si vuol andare.
  • I pagani non conoscono Dio, e amano solo la Terra. Gli ebrei conoscono il vero Dio, e amano solo la Terra. I cristiani conoscono il vero Dio, e non amano la Terra.
  • Il minimo movimento è importante per tutta la natura. L'intero oceano è influenzato da un sassolino.
  • Il servitore non sa quel che fa il suo padrone, poiché il padrone gli dice solo l'azione, non il fine; ed ecco, vi si assoggetta servilmente e pecca sovente contro il fine. Ma Gesù Cristo ci ha insegnato il fine. E voi lo distruggete.
  • Il silenzio è la più grande persecuzione: mai i santi hanno taciuto.
  • Istinto e ragione; marchi di due nature.
  • La contraddizione non è un segno di falsità, né la mancanza di contraddizione un segno di verità.
  • La fede certamente ci dice quello che i sensi non possono, ma non il contrario di quello che vedono; è al di sopra, non contro di loro.
  • La forza governa il mondo, non l'opinione: tuttavia è l'opinione che si serve della forza.
  • La giustizia deve essere congiunta al potere, così che ciò che è giusto possa anche aver potere, e che ciò che ha potere possa essere giusto.
  • La legge senza la forza è impotente.
  • La moltitudine che non è spinta ad agire come un'unità non è altro che caos. Quell'unità che non ha origine dalla moltitudine non è altro che tirannia.
  • La nostra nozione di simmetria deriva dal volto umano. Dunque, cerchiamo la simmetria solo orizzontalmente ed in larghezza, non in verticale o in profondità.
  • Le cose hanno qualità diverse, e l'anima diverse inclinazioni, perché nulla di semplice si presenta all'anima, e l'anima non si offre mai semplice a nessun soggetto. Da questo deriva che si ride e si piange di una medesima cosa.
  • L'anima del piacere è nella ricerca del piacere stesso.
  • L'eccitamento che un giocatore d'azzardo prova quando fa una scommessa è pari alla somma che potrebbe vincere moltiplicata per le probabilità di vincerla.
  • L'eloquenza è una pittura del pensiero: perciò coloro che, dopo aver dipinto, aggiungono qualcos'altro, invece di un ritratto fanno un quadro.
  • L'Io è odioso.
  • L'ultima cosa che si scopre scrivendo un libro è come cominciare.
  • L'uomo è l'errore di Dio.
  • L'uomo non è nulla più di un giunco, il più debole della natura: ma è un giunco pensante.
  • Negare, credere, e dubitare si addicono all'uomo come le corse si addicono ai cavalli.
  • Noi corriamo senza preoccuparcene al precipizio dopo aver messo qualche cosa davanti a noi per impedirci di vederlo.
  • Noi non cerchiamo mai le cose, ma la ricerca delle cose, non viviamo mai nel presente, ma in attesa del futuro.
  • Non essendosi potuto fare in modo che quel che è giusto fosse forte, si è fatto in modo che quel che è forte fosse giusto. Non essendosi potuto render forte la giustizia, si è giustificata la forza.
  • Non posso giudicare il mio lavoro mentre lo compio. Devo fare come i pittori, arretrare e guardarlo da una certa distanza, che non sia però troppa. Quanta distanza? Chissà.
  • Non sono soltanto le impressioni più antiche e precoci che possono trarci in inganno; anche il fascino della novità ha questo potere.
  • Per fare di un uomo un santo occorre solo la grazia. Chi dubita di questo non sa cosa sia un santo né cosa sia un uomo.
  • Piace chiamar "principe" un re, perché ne diminuisce la qualità.
  • Più conosco gli uomini, più apprezzo il mio cane.
  • Più uno è intelligente, più sono le persone che uno trova originali: la gente ordinaria non vede differenza tra gli uomini.
  • Pochi uomini parlano umilmente dell'umiltà, castamente della castità, scetticamente dello scetticismo.
  • Poiché Dio, se esiste è nascosto, ogni religione che afferma che Dio non è nascosto non può essere vera.
  • Quando saremo afflitti, la scienza della realtà fuori di noi non ci consolerà dell'ignoranza morale, ma la scienza morale mi consolerà sempre dell'ignoranza delle scienze oggettive.
  • Questo è mio, questo è tuo. Ecco l'inizio dell'usurpazione del mondo.
  • Si comprendono le profezie solo quando si vedono avverate.
  • Se l'uomo non è fatto per Dio, perché non è felice che in Dio? Se l'uomo è fatto per Dio, perché è così contrario a Dio?
  • Solo Dio parla bene di Dio.
  • Troppo vino o troppo poco: se non gliene date, non può trovare la verità; se gliene date troppo, neppure.
  • Tutte le buone massime ci sono già; resta solo da applicarle.
  • Tutto ciò che è scritto unicamente per far piacere all'autore è senza valore.
Tutto quello che viene scritto semplicemente per fare un piacere all'autore non vale nulla.
  • Uomo di spirito, pessimo carattere.

[modifica] I Pensieri

  • È orribile che si voglia presentare la disciplina della Chiesa di oggi talmente buona da essere un crimine volerla cambiare. In altri tempi è stata infallibilmente buona ma, come si vede, la si è potuta cambiare senza peccato. E oggi, così com'è, non si può desiderare di cambiarla!?
  • Arriviamo alla verità, non solo con la ragione, ma anche con il cuore.
  • Bisogna ubbidire ai superiori, non perché sono giusti, ma perché sono superiori.
  • Che cosa vana la pittura, che attira l'ammirazione per la somiglianza di cose di cui non si ammirano affatto gli originali!
  • Che cos'è l'uomo in natura? Niente rispetto all'infinito, tutto rispetto al nulla, una media fra il nulla e tutto.
  • Che cosa dunque ci grida questa nostra avidità e impotenza, se non che altra volta l'uomo ha goduto un vero bene, di cui ora gli resta solo il segno e il vuoto che esso ha lasciato? Invano egli cerca di colmare questo vuoto con tutto ciò che lo circonda, domandando a ciò che ancora gli manca la soddisfazione che non gli danno le cose presenti: nessun oggetto no è capace perché quell'abisso infinito non può essere colmato se non da un oggetto infinito e immutabile, cioè dio stesso.
  • Ci conosciamo tanto poco, che molti sono convinti di essere vicini alla morte anche se stanno bene; e molti credono di star bene quando sono vicini alla morte, e non sentono la febbre vicina, e l'ascesso in via di formarsi. (n. 175, 1969)
  • Ci si immagina Platone e Aristotele tutti paludati nei loro abiti da pedanti. Erano uomini di mondo come gli altri, che ridevano coi loro amici. E quando si sono divertiti a fare le loro leggi e la loro politica, è stato per gioco. Era l'aspetto meno filosofico e meno serio della loro vita; l'aspetto più filosofico consisteva nel vivere in modo semplice e sereno. Quando hanno scritto di politica, l'hanno fatto come per porre delle regole in un ricovero di pazzi. E se hanno mostrato di parlarne come fosse una gran cosa, è stato perché essi sapevano che i pazzi a cui parlavano credevano di essere re e imperatori. Essi entrano nei loro princìpi per moderare la loro follia e renderla più innocua che possono. (n. 472)
  • Ci sono soltanto due specie di uomini: gli uni, giusti, che si credono peccatori; gli altri, peccatori, che si credono giusti. (La morale e la dottrina, n. 534)
  • "Come non so da dove vengo, così non so neppure dove vado; e so soltanto che, uscendo da questo mondo, piombo per sempre o nel nulla o nelle mani di un Dio irritato, senza sapere quale di queste due condizioni mi toccherà in eterno. [...]" Chi vorrebbe avere per amico uno che parlasse a questo modo? [...] A dire il vero, è un onore per la religione avere come nemici uomini così irragionevoli; e la loro opposizione è così poco pericolosa che essa se ne serve addirittura per confermare le sue verità. (n. 194)
  • Coloro che sperano nella propria salvezza sono felici sotto questo aspetto, ma d'altra parte hanno paura dell'inferno. (n. 239, 1969)
  • Cominciare col compiangere gli increduli: sono abbastanza infelici per la loro stessa condizione. Non bisognerebbe ingiuriarli, tranne il caso che ciò possa servire a qualcosa; ma ad essi questo nuoce. (n. 189)
  • Compiangere gli atei che cercano: non sono infatti abbastanza infelici? Inveire contro coloro che ne fanno ostentazione. (n. 190)
  • Corriamo senza un pensiero verso il precipizio, dopo esserci messi davanti agli occhi qualcosa che ci impedisce di vederlo. (n. 183, 1969)
  • Dio deve regnare su tutto, e tutto deve rivolgersi a Lui. (da Breviario, n. 698)
  • Dio è nascosto. Ma si lascia trovare da quanti lo cercano. (da Breviario, Pensieri inediti, XV)
  • Di solito, ci si convince meglio con le ragioni trovate da se stessi che non con quelle venute in mente ad altri.
  • Due eccessi: escludere la ragione, non ammettere che la ragione.
  • Due visi somiglianti, nessuno dei quali da solo fa ridere, fanno ridere insieme per la loro somiglianza.
  • È il cuore che sente Dio, non la ragione. Ecco cos'è la fede: Dio sensibile al cuore, non alla ragione.
  • È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa.
  • Fra noi e l'inferno o il cielo non vi è frammezzo che la vita, che è la cosa più fragile del mondo. (n. 213, 1969)
  • Gli atei devono dire cose perfettamente chiare. Ora, non è affatto chiaro che l'anima sia materiale. (n. 221)
  • Gli uomini disprezzano la religione; la odiano, e hanno paura che sia vera. Per guarire da tutto questo, bisogna incominciare a dimostrare che la religione non è affatto contraria alla ragione, che è degna di venerazione, bisogna portare ad averne rispetto; poi, bisogna renderla amabile; fare desiderare dai buoni che essa sia vera; e poi dimostrare che è vera
  • Gli uomini, non avendo potuto guarire la morte, la miseria e l'ignoranza, hanno risolto, per vivere felici, di non pensarci. (n. 348)
  • Gli uomini si divertono a inseguire una palla o una lepre: è il piacere persino dei re. (n. 177)
  • Il cristianesimo è strano. Impone all'uomo di riconoscere che è vile, anzi abominevole, e gli comanda di voler essere simile a Dio. Senza un tal contrappeso, questa elevazione lo renderebbe orribilmente vano, e questo abbassamento lo renderebbe orribilmente abietto. (n. 537, 1969)
  • Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce. (n. 146)
  • Il pensiero fa la grandezza dell'uomo.
  • Il silenzio eterno di questi spazi infiniti mi sgomenta. (n. 206)
  • In una parola, l'uomo sa di essere miserabile: è dunque miserabile, poiché lo è; ma è ben grande, poiché lo sa.
  • Incomprensibile che Dio esista e incomprensibile che non esista; che l'anima sia con il corpo e che noi non abbiamo anima; che il mondo sia creato e che non sia tale; che il peccato originale sia e che non sia.
  • Invero, ciò che negli animali è natura, nell'uomo lo chiamiamo miseria: riconoscendo così che, essendo la sua natura oggi simile a quella degli animali, è decaduto da una natura migliore, che era un tempo la sua. (n. 370)
  • L'ateismo è un segno di forza di spirito, ma fino a un certo punto soltanto. (n. 225)
  • La conoscenza di Dio senza quella della nostra miseria produce l'orgoglio. La conoscenza della nostra miseria senza quella di Dio produce la disperazione. La conoscenza di Gesù Cristo rappresenta il giusto mezzo, perché citroviamo e Dio e la nostra miseria. (n. 488)
  • La guerra civile è il peggiore dei guai.
  • La natura dell'uomo non è di progredire sempre; ha i suoi impeti e le sue ricadute
  • La natura ha delle perfezioni per mostrare che è l'immagine di Dio, e dei difetti per mostrare che ne è soltanto l'immagine.
  • La nostra natura consiste nel movimento: il riposo assoluto è la morte.
  • La religione è una cosa così grande che è giusto che coloro che non vogliono prendersi la briga di cercarla se fosse oscura dovrebbero essere privati di essa.
  • La sola cosa che ci consoli delle nostre miserie è la distrazione, e tuttavia essa è la più grande delle nostre miserie, perché ci impedisce in primo luogo di riflettere su noi stessi e fa in modo che ci perdiamo insensibilmente. Senza di essa, ci troveremmo immersi nella noia, e questa ci spingerebbe a cercare un mezzo più stabile per uscirne. Ma la distrazione ci diverte, e ci fa giungere alla morte insensibilmente. (n. 171, 1969)
  • La speranza che i cristiani hanno di possedere un bene infinito è mista di gioia effettiva e di timore; non sono infatti come coloro che sperano in un regno nel quale non avrebbero nulla, essendo sudditi: essi sperano nella santità, nella liberazione dall'ingiustizia, e ne hanno qualche cosa. (n. 540, 1969)
  • L'abitudine è quella che rende le nostre prove più forti e più credute: essa piega l'automatismo e questo trascina l'intelletto senza che esso se ne accorga. Bisogna acquistare una credenza più facile, che è quella dell'abitudine la quale, senza violenza, senz'arte, senza prova, ci fa credere le cose e inclina tutte le nostre potenze a questa credenza, sì che la nostra anima cade in essa naturalmente. (n. 252)
  • Le qualità dell'animo non si possono acquistare con l'abitudine; si perfezionano solamente
  • L'ultimo passo della ragione è il riconoscere che ci sono un numero infinito di cose al di là di essa.
  • L'unica causa dell'infelicità dell'uomo è che non sa come stare tranquillo nella sua stanza.
  • L'uomo è grande poiché si riconosce miserabile. Un albero non si riconosce miserabile. Si è quindi miserabili perché ci si riconosce miserabili: ma è essere grandi riconoscere che si è miserabili.
  • L'uomo è ugualmente incapace a vedere il nulla da cui emerge e l'infinito in cui è immerso.
  • L'uomo è ugualmente incapace di comprendere la nullità da cui emerge e l'infinità nella quale è inghiottito.
  • L'uomo non agisce puntualmente con la ragione, che costituisce il suo essere. (da Breviario, n. 422)
  • L'uomo non è che una canna, l'essere più debole della natura; ma è una canna che pensa. Non occorre che l'universo intero si armi per schiacciarlo: un vapore, una goccia d'acqua bastano a ucciderlo. Ma quand'anche l'universo lo schiacciasse, l'uomo sarebbe sempre più nobile di ciò che l'uccide, perché sa di morire, e del vantaggio che ha su di lui, l'universo non sa niente. (n. 347)
  • L'uomo non è né angelo né bestia e la disgrazia vuole che chi vuole fare l'angelo finisca col fare la bestia. (da Breviario, n. 329)
  • Mai si fa il male così pienamente e allegramente come quando lo si fa per coscienza.
  • Niente rivela maggiormente un'estrema debolezza di mente quanto il non conoscere che cosa sia l'infelicità di un uomo senza Dio; niente denota maggiormente una cattiva disposizione del cuore quanto il non desiderare la verità delle promesse eterne; niente è così stupido quanto il fare il gradasso con Dio. (n. 194)
  • Noi conosciamo la verità non soltanto con la ragione, ma anche con il cuore.
  • Non ci sono che tre tipi di uomini: quelli che, avendo trovato Dio, lo servono; quelli che, non avendolo trovato, s'impegnano a cercarlo; e gli altri, che trascorrono la vita senza trovarlo e senza averlo cercato. I primi sono ragionevoli e felici, gli ultimi sono folli e infelici, quelli in mezzo sono infelici ma ragionevoli. (n. 149)
  • Non già dallo spazio io debbo ricevere la mia dignità, ma dall'uso ben regolato del mio pensiero. Non acquisterei nulla di più, a possedere delle terre; con lo spazio, l'universo mi comprende in sé e m'inghiotte come un punto; col pensiero, io lo comprendo.
  • Non è certo che tutto sia incerto.
  • Non pensare quello che penso io, altrimenti penseresti come penso io.
  • Non solamente non conosciamo Dio se non per mezzo di Gesù Cristo, ma non conosciamo neppure noi stessi se non per mezzo di Gesù Cristo.
  • Ognuno ha in sé l'originale della bellezza di cui cerca la copia nel vasto mondo.
  • Poco basta a consolarci perché poco basta ad affliggerci. (edizione Brunschvicg, n. 136)
  • Per mezzo del calcolo delle probabilità, dovete darvi la pena di cercare la verità, perché se morirete senza adorare il vero principio sarete perduti. Ma dite voi se egli avesse voluto che io l'adorassi, mi avrebbe lasciato dei segni della sua volontà. Così ha fatto, ma voi li trascurate. Cercateli, dunque,: ne vale la pena. (n. 236, 1969)
  • Quanto è vantaggiosa la nobiltà: già a diciotto anni pone un uomo in posizione elevata, e lo rende conosciuto e rispettato, quanto un altro potrebbe riuscire a meritarlo in cinquant'anni. Sono trent'anni guadagnati senza fatica. (edizione Brunschvicg, n. 322)
  • Quando troviamo uno stile naturale rimaniamo sorpresi e incantati, perché dove ci aspettavamo di trovare uno scrittore scopriamo un uomo.
  • Quando considero la piccola durata della mia vita inghiottita nell'eternità che la precede e che la segue, il piccolo spazio che occupo ed anche quello che vedo perduto nell'infinita immensità degli spazi che ignoro e che mi ignorano, mi atterrisco e mi stupisco di vedermi qui piuttosto che altrove, perché io sia oggi piuttosto che allora.
  • Quanto più si è spiritualmente dotati, tanto più accade di scoprire uomini originali. La gente comune non fa differenza tra un uomo e un altro.
  • Ritengo che contro chiunque vorrebbe rinvenire nell'uomo la spiegazione dell'uomo stesso, l'uomo sia un problema la cui soluzione si trova soltanto in Dio.
  • Se c'è un Dio, è infinitamente incomprensibile, perché, non avendo né parti né limiti, non ha nessun rapporto con noi. [...] "Dio esiste o no?" Ma da qual parte inclineremo? La ragione qui non può determinare nulla: c'è di mezzo un caos infinito. All'estremità di quella distanza infinita si gioca un gioco in cui uscirà testa o croce. Su quale dei due puntare? Secondo ragione, non potete puntare né sull'una né sull'altra; e nemmeno escludere nessuna delle due. Non accusate, dunque, di errore chi abbia scelto, perché non ne sapete un bel nulla.
  • Se il naso di Cleopatra fosse stato più corto, sarebbe cambiata l'intera faccia della terra. (da Miseria dell'uomo senza dio, n. 163)
  • Se si dice che l'uomo è troppo piccolo per meritare di comunicare con Dio, bisogna essere ben grandi per giudicarne.
  • Tutta la nostra dignità sta dunque nel pensiero. È in virtù di esso che dobbiamo elevarci, e non nello spazio e nella durata che non sapremmo riempire. Lavoriamo dunque a ben pensare: ecco il principio della morale.
  • Tutto questo mondo visibile non è che un segmento impercettibile nell'ampio seno della natura. Nessuna idea vi s'avvicina. Abbiamo un bello sforzarci di dilatare le nostre concezioni al di là degli spazi immaginabili, non partoriremo che atomi, a prezzo della realtà delle cose. È una sfera infinita il cui centro è ovunque, la circonferenza in nessun luogo.
  • Siamo così presuntuosi che ci piacerebbe essere noti in tutto il mondo, anche da persone che nasceranno solo quando saremo già morti. Ma la nostra vanità è tale che la buona opinione di una mezza dozzina di persone intorno a noi ci dà piacere e soddisfazione.
  • Tra noi e l'inferno o il cielo c'è di mezzo soltanto la vita, che è la cosa più fragile del mondo.
  • Tutta l'infelicità degli uomini deriva da una cosa sola: dal non sapersene stare tranquilli in una stanza.
  • Un nonnulla ci consola perché un nonnulla basta ad affliggerci.
  • Valutiamo i vantaggi e gli svantaggi nello scommettere che Dio esiste. Consideriamo le due possibilità. Se vinci, vinci tutto; se perdi, non perdi niente. Non esitate, allora, a scommettere che Lui esiste.
  • Vi è una differenza universale ed essenziale fra le azioni della volontà e tutte le altre.
    La volontà è uno dei principali organi della fede; non perché essa generi la fede, ma perché le cose sono vere o false, a seconda del lato dal quale si considerano. La volontà, che si compiace dell'uno piuttosto che dell'altro lato, distoglie l'intelletto dal considerare le qualità degli aspetti che non le aggradano; e così l'intelletto, procedendo di pari passo con la volontà, si sofferma a riguardare quelli che ama; e ne giudica da quel che ne vede. (n. 99, 1969)
  • Vi sono dei vizi che si radicano in noi soltanto per causa di altri e che, tagliandone il tronco, si staccano come rami. (n. 102, 1969)
  • Volete che si pensi bene di voi? Non ditene.

[modifica] Citazioni su Blaise Pascal

  • Tra gli autori di ieri, a Fogazzaro va la mia convinta simpatia. Ma resta per me insuperata l'attrattiva verso la stupenda costruzione logica delle pagine di Biagio Pascal. (Giulio Andreotti)

[modifica] Bibliografia

  • Blaise Pascal, Pensieri, traduzione di P. Serini, Einaudi, Milano 1967.
  • Blaise Pascal, Pensieri, traduzione di P. Serini, Mondadori, Milano 1968.
  • Blaise Pascal, Pensieri, traduzione di Franco De Poli, Fabbri Editori, 1969.
  • Blaise Pascal, Pensieri, Opuscoli e Lettere, traduzione di Adriano Bausola e R. Tapella, Rusconi, Milano 1978.
  • Blaise Pascal, Pensieri, traduzione di E. Balmas e L. Stecca, Patron, Bologna 1978.
  • Blaise Pascal, Breviario, a cura di Claudio Marcellino, traduzione di Adriano Bausola e R. Tapella, Rusconi libri s.r.l, Milano, 1994 ISBN 88-18-12117-0
  • Blaise Pascal, Pensieri e altri scritti di e su Pascal, traduzione di Gennaro Auletta, San Paolo Edizioni, 1996.
  • Blaise Pascal, Pensieri, traduzione di Franco De Poli, Rizzoli, 1999.
  • Blaise Pascal, Pensieri, traduzione di Gennaro Auletta, Mondadori, Milano 2000.
  • Blaise Pascal, Pensieri, traduzione di Adriano Bausola, Bompiani, 2000.
  • Blaise Pascal, Pensieri, traduzione di Carlo Carena, Einaudi, 2004.
  • Blaise Pascal, Pensieri, traduzione di Bruno Nacci, Garzanti, 2006.

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