Garri Kimovič Kasparov

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Garri Kasparov

Garri Kimovič Kasparov, nato Vajnštejn (1963 – vivente), scacchista e attivista politico russo, dal 2014 anche di cittadinanza croata.

Citazioni di Garri Kimovič Kasparov[modifica]

  • Gli scacchi richiedono una strategia trasparente: io so quello che hai tu e tu sai quello che ho io; non so quello che stai pensando, ma almeno so quali sono le tue risorse. Putin, come tutti i dittatori, odia la trasparenza. Preferisce giocare a carte coperte perché solo così, come nel poker, è possibile bluffare. I dittatori possono essere grandi giocatori di carte, ma non saranno mai abili scacchisti perché per vincere devono mentire e intimorire l'avversario. Cosa che negli scacchi non è concessa.[1]
  • [Sull'assassinio di Boris Nemcov] La tragica ironia è che lui non voleva vedere un'altra rivoluzione. Tra i due ero io il radicale e continuavo a dirgli: "È tutto inutile, le elezioni, le piccole cose: non cambieranno questo regime con il voto. Ci sarà bisogno del sangue".[2]
  • Nel mondo del business si dice: «Pianificare senza agire è inutile, agire senza pianificare è fatale», il che richiama quanto scrisse Sun Tzu alcuni secoli fa: «Una strategia senza tattiche è il cammino più lento verso la vittoria. Le tattiche senza una strategia sono il clamore prima della sconfitta».[3]
  • Putin costituisce per l'Europa un pericolo maggiore dell'Is, minaccia l'esistenza stessa dell'Europa. Putin ha fisiologicamente bisogno del crollo delle sue istituzioni.[1]

Citazioni su Garri Kimovič Kasparov[modifica]

  • Kasparov è un giocatore geometrico, ma allo stesso tempo, e a differenza di molti altri, non inizia una partita con una tattica prefissata. [...] Kasparov è un giocatore duttile, sa essere solido nello schieramento del suo esercito riuscendo a ottenere attacchi fulminei e letali. Giocare con lui significa provare a perdere gustandosi il proprio macello scacchistico o – ma solo se lui vorrà – lasciarsi guidare nel gioco come una novizia viene iniziata al tango da un ballerino professionista. Non danzerà bene ma almeno si divertirà. (Roberto Saviano)

Boris Vasil'evič Spasskij[modifica]

  • Aveva un modo di giocare politico. Un grande campione, con colossali conoscenze. Uno scacchista aggressivo, d'attacco. Ha sempre giocato prendendo l'iniziativa e non può giocare senza farlo. Una mentalità certamente politica ma che per lui, sulla scacchiera, ha anche significato una certa unilateralità.
  • La politica, secondo me, non è affare per lui. E poi la politica vuol dire divisione, non unione. Un uomo politico è uomo di gruppo, di partito. Ed è questa la contraddizione perché Kasparov avrebbe potuto essere un ottimo re ma non lo è mai stato, pur essendo uno scacchista meraviglioso.
  • Una volta che si è diventati re degli scacchi ci si deve comportare in maniera adeguata e Kasparov non è mai diventato veramente un re. Per il monarca scacchistico diventare un politico è un fatto talmente meschino e umiliante.

Note[modifica]

  1. a b Citato in Roberto Saviano, Saviano: "Io e Kasparov, scacco ai dittatori", Repubblica.it, 13 marzo 2016.
  2. Citato in Davide Maria De Luca, Chi era Boris Nemtsov, Il Post.it, 28 febbraio 2015.
  3. Da Gli scacchi, la vita, traduzione di Maria Cristina Bitti, Mondadori, 2007, p. 45. ISBN 9788804573166

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