Nichi Vendola

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Nichi Vendola

Nicola Vendola detto Nichi (1958 – vivente), politico italiano.

  • Personalmente penso che la categoria del comunismo abbia oggi un potenziale largamente inesplorato. A condizione, appunto, di essere agìto non come una risposta precotta, ma come una ricerca comune e una domanda radicale sulla espropriazione di senso anche della vita, in questa fase storica. (dall'intervista di Simone Collini, Nichi Vendola: «Basta nicchie, la sinistra rischia il deserto», l'Unità, 9 giugno 2008)
  • Porta a Porta? Sì, lo vedo... quando ho crisi d'insonnia (tratto da Intervista doppia Nichi Vendola / Claudio Fava, 15 giugno 2008
  • Poco tremontianamente puntiamo su arte e cultura per vincere la sfida al provincialismo e la guerra contro l' ideologia della paura indotta dalla recessione. Noi siamo all' opposizione della cultura come idea marginale e parassitaria. (citato in Corriere della sera, 18 dicembre 2008)
  • [...] non vale niente se non hai condivisione del dolore del mondo! Non vale niente la politica se non sente le ferite dell'umanità! Non vale a niente niente! Non vale niente studiare! Non vale pettinarsi... Non vale presentarsi bene al mondo... Non vale innamorarsi... non vale inebriarsi nella buona musica... non vale conoscere la bellezza di un sonetto di Shakespeare... non vale innamorarsi del chiaro-scuro di una pittura di Caravaggio... non vale niente e niente se non sai piangere le lacrime del mondo quando quando l'umanità è ferita, vilipesa, umiliata, uccisa! Non vale niente! È inutile andare in Chiesa alla domenica e farsi il segno della croce per poi tradirlo tutti i giorni! È inutile! Siamo ipocriti! (Nichi Vendola, comizio a Bari, 4 giugno 2009)
  • Noi ci battiamo per il bene di tutti, anche per quello di Silvio Berlusconi: perché un vecchio di 73 anni si deve rilassare... non deve vivere con l'angoscia del sudore che gli scioglie il fard (Nichi Vendola, comizio a Bari, 4 giugno 2009)
  • Gasparri, io preferisco essere perdente ma libero... piuttosto che vincente, ma servo, come sei tu! (Nichi Vendola, comizio a Bari, 4 giugno 2009)
  • Vi dico due parole importanti: "Sinistra" che significa la casa dei diritti, che significa accendere le luci sugli angoli del dolore sociale, che significa parlare degli invisibili, di tanta gente smarrita e perduta! E l'altra parola: "Libertà"! Dobbiamo liberare la libertà. Dobbiamo liberarla: ne han fatto un mercimonio, l'hanno sequestrata in un supermarket, l'hanno messa in una prigione: è la libertà dei potenti di fare ciò che credono e ciò che vogliono, di umiliare la giustizia, di umiliare un popolo! Non è questa la libertà! La libertà è un'altra! (Nichi Vendola, comizio a Bari, 4 giugno 2009)
  • La canzone più bella della mia vita è stata sempre quella di Franco Battiato, "La cura"; aver cura degli altri, aver cura degli altri; poter dire a ogni essere umano che: sei un essere speciale e io avrò cura di te.. perché ogni essere umano è un essere speciale" (Nichi Vendola, comizio a Bari, 4 giugno 2009)
  • Abbiamo combattuto, per esempio, contro il ministro Luca Zaia, un padano svagato e incosciente, che non capisce i disagi del mondo agricolo. (da Puglia, Vendola si ricandida e spiazza i democratici, la Repubblica, 21 novembre 2009)
  • La vita del mio nemico mi è sacra. (La Stampa, 15 dicembre 2009)
  • Siamo uomini pubblici e abbiamo dei doveri pubblici: anche quello di difendere un certo decoro e una certa eleganza nell'esprimere le nostre passioni. (dal blog di Nichi Vendola, in risposta alle 10 domande fatte dal possibile candidato Francesco Boccia durante la campagna elettorale alla presidenza della Regione Puglia, 13 gennaio 2010)
  • La Gelmini usa un punteggio particolare: premiare quelli che stanno meglio. E noi ci ispireremo sempre alla Gelmini: vedremo quel che farà lei e noi faremo l'esatto contrario! (tratto da Primarie Puglia 2010 - Nichi Vendola e la scuola (3), 23 gennaio 2010)
  • Dobbiamo educare le giovani generazioni al culto della bellezza. E la bellezza non sono le giovani prostitute che vengono dall'Albania signor Presidente del Consiglio! Volgare, volgare, volgare. Bisognerebbe avere rispetto delle donne, prigioniere di una tratta infame! Un establishment da escort, ci ha abituato anche a questo genere di degrado della vita pubblica. Vergogna! Questa è una cosa di cui vergognarsi! Non avete rispetto delle donne, della loro dignità, della loro sensibilità! Immaginate siano carne da macello, che siano escort, corpo da mercimonio! (tratto da [1] un comizio per le elezioni regionali, 19 febbraio 2010)
  • Non sono proprio una tragedia le rughe e i capelli bianchi... che siam belli perché siam pieni di difetti! Siamo belli, non perché siamo onnipotenti, ma perché siamo fragili, per quello siamo belli! Perché abbiamo paura! Perché ci tremano le gambe! Perché ci sentiamo goffi! Perché abbiamo bisogno d'amore! Per questo siam belli! (tratto da Nichi Vendola in Piazza Sant'Oronzo a Lecce, 25 marzo 2010)
  • [Riferendosi alla Festa della Liberazione] Si dice che è una festa che dovrebbe unificare gli italiani. Ci sono dei connazionali con cui non mi sento unito; se in alcune parti d'Italia si può immaginare una propensione naturale alla pulizia etnica, io non mi sento unito. Se trovo un sindaco che immagina di dover punire dei bambini per stigmatizzare l'atteggiamento delle loro famiglie, io non mi sento unito a quel sindaco. Se c'è chi pensa che l'omofobia, il razzismo, la xenofobia, la mitologia negativa del diverso, siano ingredienti con cui convivere, io non mi sento di unirmi a chi pensa che l'intolleranza sia un fatto naturale. (Intervista da Fabio Fazio, 25 aprile 2010)
  • [Riferendosi all'assalto degli israeliani alla Freedom Flotilla] Le immagini di quanto accaduto stanotte a largo delle coste turche, per mano dell'esercito israeliano, contro i pacifisti, offrono l'idea di una violenza cieca e drammatica. Si tratta di un'aggressione inedita. È la più grave strage compiuta contro chi, da volontario, ha il compito di essere operatore di pace. È un atto di barbarie senza precedenti che dovrebbe determinare indignazione e condanna unanime da parte di tutto il mondo civile. È in atto una vera e propria guerra. Il governo di Israele si macchia di sangue innocente e determina l'insopportabilità della permanenza dell'azione di occupazione militare di Gaza, della negazione al popolo palestinese della propria terra e del proprio destino. È giunto il momento di costruire una mobilitazione internazionale che rappresenti, a fronte delle mille codardie e delle ipocrisie diplomatiche della comunità degli Stati, la leva per produrre cambiamento laddove imperversa invece la logica del muro, la provocazione delle colonie e la violenza di un vero e proprio apartheid etnico. (tratto da POST: ISRAELE, È IL MOMENTO DI UNA MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE, 31 maggio 2010)
  • Io e Bossi siamo eguali e contrari. Parliamo entrambi al popolo ma diamo risposte contrarie. Quello di Bossi è un populismo reazionario che rompe disinvoltamente lo spirito repubblicano, la sua cultura solidaristica, il suo orgoglio costituzionale (da Vendola attacca: «La sinistra rischia di essere più leghista della Lega Nord», 1 giugno 2010)
  • Ho sempre considerato la mitologia della Padania un'invenzione politica o ideologica. Ma quello che sta accadendo nel settentrione non mi pare sia spiegabile solo con l'epopea del territorio: ci sono processi profondi, sociali e culturali, che meritano di essere indagati (tratto da Vendola attacca: «La sinistra rischia di essere più leghista della Lega Nord», 1 giugno 2010)
  • Le primarie sono come il gesto del bambino che ascolta la conchiglia e sente il rumore del mare: è il rumore della vita. (da "Io alle primarie sfido il Pd", Il Fatto Quotidiano, 10 giugno 2010)
  • La libertà dello stupro delle donne... la libertà dello stupro che vige nei codici quotidiani ordinari della TV, che impera in tutte le pubblicità, che impera nelle trasmissioni d'intrattenimento domenicale, che impera in tutte le mattine e nei pomeriggi. La libertà di marchiare come se fosse un prosciutto il sedere di una donna il cui corpo denudato viene tenuto in un angolo di uno studio televisivo che pare abitato da un pubblico di sadomaso-deficienti! (tratto da Nichi Vendola - Manifestazione SEL contro la finanziaria - parte 3, 10 giugno 2010)
  • Mai come ora sono convinto che esistano infiniti orientamenti sessuali: non due, bensì innumerevoli. C'è chi ama una persona di sesso opposto, chi invece predilige una persona dello stesso sesso, chi ancora vuole per sé due persone dello stesso sesso opposto al proprio (e questa è una categoria a parte) e chi dello stesso sesso, ovverosia anche del proprio. Ma non è finita qui, perché c'è chi ama due persone di sesso opposto, cioè un maschio e una femmina, essendo lui stesso maschio; e chi invece, questa volta una femmina, ama due persone di sesso opposto. Ma le categorie non si riducono a questi miseri esempi, perché anche chi ama un transessuale è diverso da un etero e un omo, e un transessuale che ama un omo è diverso da un transessuale che ama un etero. Senza parlare dei transessuali che amano coppie di transessuali, o formate da un transessuale e un etero maschio, oppure da un transessuale e un etero femmina. Tutto ciò può sembrare inopportuno, ma affermo la libertà di amare. Solo i cattolici e la loro morale bigotta non capiscono che l'amore supera ogni confine. (dall'intervista di Conchita Sannino, Nichi Vendola: «L'amore della politica e oltre la politica», la Repubblica, 13 giugno 2010)
  • C'è una parola chiave del futuro, quella che seppellisce tutte le altre, compresa la parola partito: si tratta del termine, cooperazione (tratto da [2] "Controllare Internet? Un'illusione], 3 luglio 2010)
  • C'è l'Italia finta dei sogni di Berlusconi e dei suoi ministri, fatta di plastica e di set televisivi. C'è anche un'altra Italia, quella vera e reale – l'abbiamo vista oggi per le vie di Roma con le proteste dei disabili e delle loro famiglie, e con le proteste dei terremotati de L'Aquila – abbindolata dal sogno berlusconiano, presa in giro dal governo un attimo dopo aver spento i riflettori dei teatrini di posa tv. (tratto da "C'è l'Italia Berlusconiana fatta di plastica", 7 luglio 2010)
  • Berlusconi è proprio come uno di quei personaggi di George Orwell capace di capovolgere il significato delle parole: lo sciopero dei giornalisti, la protesta civile dei cittadini e delle forze di opposizione lui la chiama bavaglio. Il bavaglio vero è quello che ci viene prospettato ogni giorno dall'esercito dei professionisti del bavaglio governativo al servizio di sua maesta', e che dà l'idea che bisogna irrigimentare per raccontare propagandisticamente che l'Italia è il Paese della cuccagna. Che dovremmo avere come colonna sonora la chitarra di Apicella, e dovremmo sentirci tutti invitati alla corte del novello Dioniso. (tratto da Nichi Vendola: Berlusconi come personaggi di Orwell: capovolge significato delle parole, 12 luglio 2010)
  • C'è a sinistra un'etica e un'estetica della sconfitta e della bella morte, ti infilzano ma con la bandiera rossa che ti cade addosso come un sublime sipario: che palle! (tratto [3] Nichi Vendola: C'è un'Italia migliore], 18 luglio 2010)
  • Cercare di vincere senza paura di perdere: cercare di vincere, non cercare di perdere! Senza paura di perdere! Perché è una partita complessa. L'obiettivo è vincere: vincere significa far vincere un'Italia civile, accogliente, solidale, un'Italia che abbraccia gli esseri umani e che non li condanna ad una solitudine senza scampo: allora è una vittoria che contagia! È un discorso di salvezza della Patria! È un discorso che guarda all'Europa! Allora è una vittoria per cui vale la pena di combattere. Non è la vittoria di uno, è la vittoria di tanti. Non è la vittoria di un partito o di uno schieramento, è la vittoria di un popolo che si alza in piedi! (tratto da [4] Nichi Vendola: C'è un'Italia migliore], 18 luglio 2010)
  • C'è un'Italia migliore e noi la faremo vincere! (tratto da [5] Nichi Vendola: C'è un'Italia migliore], 18 luglio 2010)
  • Se l'offerta politica non è in grado di suscitare passioni e speranze nella società allora non risorgeremo ma io con tanta dolente fede penso che prima o poi riusciremo a vedere un po di luce. (dall'intervista a Che tempo che fa, Rai tre)  Data? Data?
  • D'Alema dice che ci sono politici- poeti migliori di me? Una cosa è sicura: i prosatori del Pd dovranno pur fare un rendiconto, visto che il loro genere letterario ha portato solo sconfitte (tratto da Vendola: "Posso essere l'Obama bianco; ho già spiazzato i cecchini dei dossier", 25 luglio 2010)
  • Lei crede davvero che Luca abbia ragione? Che la felicità sia solo etero? Che davvero un gay non possa essere felice? No, non è così, non può essere così. Quello che rende infelici è l'ipocrisia, la clandestinità, la paura di essere quel che si è. Dichiararsi può essere dolore, anche emarginazione, anche violenza, ma io non ho mai avuto paura di essere quello che sono. E se c'è un pensiero che mi trasmette ancora angoscia è immaginare di vivere nella menzogna... Questo è infelicità. Solo questo.
  • Credo che sarei stato un buon papà. Provo tristezza quando vedo con quanta superficialità si diventa genitori: senza riflettere, senza pesare, senza interrogarti e senza donarti. Quante domande farei a tanti papà: quante volte invece di una parola preferisci offrire a tuo figlio un cartone animato? Quante volte rinunci alla conoscenza della sua crescita? Quante scegli di non misurarti con lui? Forse troppe. E forse, ancora una volta, siamo dentro un'interpretazione volgare di un ruolo fondamentale. Mi resta però una consolazione: il mondo corre. Più di quanto immaginiamo. (tratto da «Credo che sarei stato un buon papà», 3 agosto 2010)
  • Io non vanto la mia sessualità, non propongo la mia diversità come un paradigma: semplicemente non la nascondo, mi sento affrancato da quella oppressione che faceva dire a Oscar Wilde che l'omosessualità è "l'amore che non osa pronunciare il proprio nome": appunto, io penso che non si possa vivere nell'anonimato, darsi nome e dare nome alle cose è necessario per imparare a conoscere, a discernere, a giudicare. [...] Io ho rotto il silenzio su di me a vent'anni, in un paese di Puglia, oltre trent'anni fa. Un giorno scriverò un libro sull'esperienza del soffocamento, dell'apnea, della paura, del dolore: con queste monete io ho potuto comprare la mia libertà e la mia dignità. E ho camminato sempre a testa alta. Oggi sogno un'Italia libera dal sessismo e dalla sessuofobia, capace di educarsi al rispetto delle differenze, capace di non ridurre l'umanità ad un cumulo di etichette. [tratto da http://www.nichivendola.it/sito/mcc/informazione/nichi-risponde-a-veneziani.html NICHI RISPONDE A VENEZIANI], 24 settembre 2010)
  • Sono infiniti gli elenchi del silenzio e del dolore. (da Vieni via con me, 8 novembre 2010)
  • Berlusconi è un premier che vive in erezione sulla scena pubblica. (citato in Breviario, la Repubblica, 13 novembre 2010)
  • Mi sono presentato alla proiezione di Mine vaganti, il film del mio amico Ferzan Özpetek, e ho ricevuto una vera e propria ovazione. Un pubblico misto, non certamente solo omosessuali. Italiani anche di seconda e terza generazione. Ridevano alle mie battute sull'Italia. Erano a conoscenza pure della video lettera che avevo scritto a Berlusconi.[1]
  • Secondo me nessuno potrà impedire le primarie. Non esiste apprendista stregone che nel centrosinistra possa abolire questo processo. Se ci fosse, evocherebbe un processo che poi non sarebbe più in grado di governare.[1]
  • Napoli è una grande capitale del mondo ed è un pezzo pregiato del Mezzogiorno d'Italia e del Paese intero. (citato in Rifiuti/Vendola: Ok solidarietà a Campania, pronto a prenderli io, L'Eco di Bergamo, 29 novembre 2010)
  • Guai se rispondessimo al clericalismo con vecchie pulsioni anticlericali, rinunciando alla sfida del dialogo e della conoscenza reciproca, dell'analisi differenziata e dell'apertura di varchi da usare come feritoie per spingere oltre il nostro sguardo. Parliamo di mondi che non sono mummificati ma in movimento, di arcipelaghi di grandi culture e di grandi storie. Penso a come Gramsci irrise a un certo anticlericalismo risolgimentale, spingendo il mondo verso un confronto fondato sul senso delle proporzioni e sul rispetto profondo. Ispirarci a questo non significa assumere atteggiamenti ipocriti o di fuga dal dissenso, quando esso si manifesta. Ma la cosa peggiore è chiudere la discussione prima che cominci. Clericali e antichlericali, clericali e laicisti, sono tutte definizioni che servono a imbrigliare un dibattito che va liberato. (Dall'intervento di chiusura al Congresso di Sinistra Ecologia Libertà, 24 ottobre 2010; citato su "Riaprire la partita", Ed. Ponte alle Grazie)
  • Caro Pier Ferdinando Casini, sappi che è lì la crisi delle famiglie e non in un ragazzo che bacia un ragazzo o in una ragazza che bacia una ragazza! [...] E abbiate rispetto dei progetti di vita, dei sentimenti, abbiate rispetto del cuore, abbiate rispetto della libertà, abbiate rispetto della dignità e non vi permettete di usare la vita e i corpi dei ragazzi e delle ragazze come materia della campagna elettorale! Abbiate rispetto, anche tu, Presidente del Consiglio, con la tua volgarità esibita ogni momento! (Dall'intervento in sostegno della candidatura di Amelia Frascaroli a Bologna, 7 maggio 2011)
  • La vostra libertà è un circuito commerciale, è un supermercato, è una sequenza di canali pubblicitari, è una libertà artificiale e di plastica, è una libertà senza contenuto, è una libertà predatoria, è una libertà della presunzione maschile, è una libertà patrimoniale, è la libertà dello stupro, è la libertà dell'inquinamento, è la libertà di privatizzare! Noi vogliamo una libertà responsabile: è la libertà di abbracciare il genere umano, è la libertà di darci calore e forza! È un'altra libertà (Dall'intervento in sostegno della candidatura di Giuliano Pisapia a Milano, 8 maggio 2011)
  • Considero la querelle generazionale inappropriata, una maschera che nasconde le cose. Renzi è molto più giovane di me e di Bersani ma è molto più vecchio culturalmente e politicamente di me e di Bersani. Renzi è vecchio quanto è vecchia la rivoluzione liberista nel mondo (tratto da [6], Nichi Vendola: «Renzi sei il vecchio», 29 ottobre 2011)
  • [Su Margherita Hack] Una scienziata di alto livello, una militante di sinistra mai ipocrita ma sempre appassionata, una donna straordinaria. L'Italia perde una delle sue figure più prestigiose.[2]
  • [Commento su twitter dedicato a Vladimir Luxuria dopo l'arresto a Sochi.] Ribelle, libera, senza paura dei gendarmi della moralità di Stato. Grazie.[3]
Intervista di Monica Guerzoni, Il governatore: Casini? Un estremista di centro, Corriere della sera, 7 gennaio 2010
  • Non si può chiedere a nessuno il suicidio come forma di protagonismo politico.
  • Casini lavora per un disegno che prevede la cancellazione delle sinistre. E questo rende le cose maledettamente più complicate.
  • [Riferendosi a Massimo D'Alema] Non volevo una carezza da lui, ma una intelligenza come la sua non può permettersi il lusso di dare la stura a una deriva catastrofica del suo partito e del centro sinistra.
  • Vincere col trasformismo è una vittoria di Pirro che prepara assai più corpose sconfitte.
Intervista di Monica Guerzoni, Il Pd verrà annesso al terzo polo. Il no alle primarie schiaffo alla gente, Corriere della sera, 18 dicembre 2010
  • Io ho paura che, tradotta in italiano, questa riformulazione un po' confusa della strategia di Bersani significhi annessione del Pd al terzo polo.
  • La svolta di Bersani? È il trionfo della pura astrattezza, siamo alla metafisica della tattica. Se il tema è l'allargamento al centro, io non capisco a che serva continuare a evocarlo.
  • La paura è una cattiva consigliera, a meno che non si pensi che il meglio che possa fare la sinistra è praticare la propria eutanasia. La sinistra di cui io parlo è il punto di interlocuzione reale con tutto ciò che ribolle nelle viscere di un'Italia che non ha più niente da perdere e vive il suo quotidiano corpo a corpo contro il potere.

I dilemmi della speranza[modifica]

  • La speranza è lo strumento grazie al quale l'umanità può immaginare che le cose vadano meglio: ma la speranza è anche un'illusione. A volte avere delle speranze significa illudersi e illudersi significa andare incontro talvolta a delusioni.
  • Ovviamente non sono la persona deputata alle risposte. Posso solo allargare l'ambito delle domande.
  • È stato il trionfo dello specialismo che serviva ad attribuire alla tecnica un'aura metafisica, e un ruolo preponderante. E, dentro alla vicenda planetaria della crisi della democrazia, ogni volta che la politica sceglie la strada dell'esodo da se stessa e dai suoi doveri, che sono il pudore e la giustizia, chiede alla tecnica, cioè al ceto che possiede il microscopio, di occuparsi delle incombenze della res publica. La tecnica è un processo di privatizzazione della cosa pubblica, è un sequestro politico fatto da un ceto separato dalla discussione pubblica. (p. 19)

Citazioni su Nichi Vendola[modifica]

  • [In un mondo in cui:] C'è il leggiadro Vendola con la lingua di pezza e l'orecchino, che fa il comunista e vuole prendere il posto di Bersani, che fa di tutto senza fare niente; c'è Veltroni, l'amerikano di piazza Fiume, aedo di Kennedy e bardo di Che Guevara, che si destestavano. C'è il super «Baffino» D'Alema che si prende tanto sul serio e che nessuno ormai prende più sul serio. C'è Rutelli che non sa più quale gabbana indossare, avendole già indossate tutte. Ieri per il divorzio o l'aborto, oggi per il Papa e il Concilio di Trento. (Roberto Gervaso)
  • Nichi Vendola è l'unico in grado di rilanciare un'idea di sinistra in chiave moderna, gli altri mi sembrano troppo disorientati. (Massimo D'Alema)

Note[modifica]

  1. a b citato in Corriere della sera, p. 13, 16 novembre 2010
  2. Citato in Margherita Hack morta a 91 anni: l’astrofisica tra ricerca e diritti civili, Il Fatto Quotidiano, 29 giugno 2013.
  3. Citato in Sochi, Vladimir Luxuria arrestata con la bandiera 'Gay è ok'. Rilasciata dopo diverse ore, Repubblica.it, 17 febbraio 2014.

Bibliografia[modifica]

  • Nichi Vendola, Natoli Salvatore, I dilemmi della speranza. Un dialogo, La Meridiana, 2006.

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