Søren Kierkegaard

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Søren Kierkegaard

Søren Aabye Kierkegaard (1813 – 1855), filosofo danese.

Indice

[modifica] Citazioni

  • Ci sono uomini il cui destino deve essere sacrificato per gli altri, in un modo o nell'altro, per esprimere un'idea, ed io con la mia croce particolare fui uno di questi. (citato in Donald Nicholl, Il pensiero contemporaneo)
  • Ciò di cui ho veramente bisogno è di chiarire nella mia mente ciò che devo fare, non ciò che devo conoscere, pur considerando che il conoscere deve precedere ogni azione. La cosa importante è capire a che cosa sono destinato, scorgere ciò che la Divinità vuole che io faccia; il punto è trovare la verità che è vera per me, trovare l' idea per la quale sono pronto a vivere e a morire. (citato in Donald Nicholl, Il pensiero contemporaneo)
  • Dal momento in cui per la prima volta il mio animo commosso s'inchinò in umile ammirazione davanti alla musica di Mozart, è stata spesso per me una cara e consolante occupazione meditare come quella gioiosa visione ellenica della vita che chiama il mondo Kosmos, perché lo rappresenta come un tutto per ordinato, come uno squisito e trasparente ornamento di quello spirito che in esso agisce e vive…, come quella gioiosa visione si possa trasportare in un ordine superiore di cose, cioè nel mondo degli ideali; poiché anche qui si rileva una suprema mirabile saggezza, che si manifesta splendidamente nel riunire le cose che si appartengono: Omero e la guerra di Troia, Raffaello ed il cattolicesimo, Mozart e il "Don Giovanni"…Mozart immortale! A te devo tutto, è per te che ho perso il senno, che il mio spirito è stato colpito da meraviglia ed è stato scosso nelle sue profondità; devo a te se non ho trascorso la vita senza che nulla fosse capace di scuotermi. (da Don Giovanni, la musica di Mozart e l'eros)
  • Il paganesimo aveva un dio per l'amore ma non per il matrimonio; il cristianesimo ha, oserei dire, un dio per il matrimonio ma non per l'amore. (da Sul matrimonio, 1845)
  • L'angoscia è la vertigine della libertà. (da Il concetto d'angoscia)
  • L'ironia è l'occhio sicuro che sa cogliere lo storto, l'assurdo, il vano dell'esistenza. (da Sul concetto di ironia in costante riferimento a Socrate)
  • Meglio dare che prendere; ma talvolta può esserci più umiltà nel ricevere che nel donare. (dal Diario)
  • Non dovrò mai essere tentato di lavorare per vivere: un po' perché pensavo che avrei dovuto morire giovanissimo, e un po' perché pensavo che in considerazione di questa mia particolare croce Dio mi avrebbe risparmiato questa sofferenza e questo problema. (citato in Donald Nicholl, Il pensiero contemporaneo)
  • Nulla di finito, nemmeno l'intero mondo, può soddisfare l'animo umano che sente il bisogno dell'eterno. (da Aut aut)
  • Quando la morte si presenta con la sua vera faccia, scarna e truculenta, non la si considera senza timore. Ma quando, per burlarsi degli uomini che si vantano di burlarsi di lei, avanza camuffata... allora siamo presi da un terrore senza fondo. (da Il concetto d'angoscia)
  • Qui voglio ricordare la mia definizione dell'etica: essa è ciò per cui l'uomo diventa quello che diventa. (da Aut-Aut)
  • Si può dire di ogni idea quello che è stato detto del Messia: non ha padre, non ha madre, non ha nessun antenato, perché non c'è principio dei suoi giorni né una fine della sua vita. (citato in Enzo Paci, Introduzione all'esistenzialismo di Karl Jaspers, Logos, vol. II, Roma, 1940)
  • Sono così incompreso che non si comprendono neanche i miei lamenti di essere incompreso. (dal Diario)
  • In ogni campo e per ogni oggetto sono sempre le minoranze, i pochi, i rarissimi, i Singoli quelli che sanno: la Folla è ignorante. (dal Diario)

[modifica] Timore e tremore

  • La fede comincia appunto là dove la ragione finisce.
  • Maria non abbisogna dell'ammirazione del mondo, così come Abramo non la bisogno di lagrime: perché ella non era un'eroina, né egli un eroe. Ma ambedue divennero ancor più grandi degli eroi non col fuggire la sofferenza, le pene, il paradosso, bensì per via di essi.
  • Quello che ciascun uomo può compiere è il movimento della infinita rassegnazione; e, per conto mio, non esiterò ad accusare di viltà chiunque si immagini di esserne capace.

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  • A ogni donna corrisponde un seduttore. La sua felicità sta nell'incontrarlo.
  • Ci vuole più coraggio per dimenticare che per ricordare.
  • Ciò che io sono è un nulla; questo procura a me e al mio genio la soddisfazione di conservare la mia esistenza al punto zero, tra il freddo e il caldo, tra bene e male, tra la saggezza e la stupidaggine, tra qualche cosa e il nulla come un semplice forse. Paradossale è la condizione umana. Esistere significa «poter scegliere»; anzi, essere possibilità. Ma ciò non costituisce la ricchezza, bensí la miseria dell'uomo. La sua libertà di scelta non rappresenta la sua grandezza, ma il suo permanente dramma. Infatti egli si trova sempre di fronte all'alternativa di una «possibilità che sí» e di una «possibilità che no» senza possedere alcun criterio di scelta. E brancola nel buio, in una posizione instabile, nella permanente indecisione, senza riuscire ad orientare la propria vita, intenzionalmente, in un senso o nell'altro.
  • Come la freccia dell'arciere addestrato, quando si allontana dalla corda dell'arco non si dà riposo prima di arrivare al bersaglio, così l'uomo è creato da Dio avendo come obiettivo Dio, e non riesce a trovare riposo se non in Dio.
  • Dalla mia più tenera età, una freccia di dolore si è piantata nel mio cuore. Finché vi rimane, sono ironico – se la si strappa, muoio.
  • Difficilmente l'uomo fa uso delle libertà che lui ha, per esempio la libertà di pensiero; in compenso insiste a richiedere la libertà di parola.
L'uomo non fa quasi mai uso delle libertà che ha, come per esempio della libertà di pensiero; pretende invece come compenso la libertà di parola.
La gente esige la libertà di parola per compensare la libertà di pensiero, che invece rifugge.
  • Gli uomini hanno il dono della parola non per nascondere i pensieri ma per nascondere il fatto che non li hanno.
  • Grande è la fedeltà della donna soprattutto quando non è richiesta.
  • Il ricordo è un consolatore molesto.
  • Il ricordo è un'ombra che non si può vendere, anche nel caso in cui qualcuno volesse comprarla!
  • In fondo all'inimicizia tra estranei risiede l'indifferenza.
  • L'amicizia è un tormento in più.
  • L'angoscia è una faccenda pericolosa per gli smidollati.
  • L'attesa è una freccia che vola e che resta conficcata nel bersaglio. La realizzazione dell'attesa è una freccia che oltrepassa il bersaglio.
  • La fede è la più alta passione di un uomo. Ci sono forse in ogni generazione molti uomini che non arrivano fino ad essa, ma nessuno va oltre.
  • La fede è una corda alla quale si rimane appesi, quando non ci si impicca.
  • La filosofia è la balia asciutta della vita, veglia sui nostri passi, ma non ci può allattare.
  • La sola antitesi assoluta all'assoluto sono le scemenze.
  • La speranza è un astuto traditore più perseverante perfino dell'onestà.
  • La verità è un segreto che il morente porta con sé.
  • La vita può essere capita solo all'indietro, ma va vissuta in avanti.
  • Le idee fisse sono come crampi, per esempio ad un piede... Il miglior rimedio è camminarci su.
  • Le seconde nozze sono soltanto una mediocre ristampa, una mediocre seconda edizione.
  • Nella vita l'unica cosa certa è la morte, cioè l'unica cosa di cui non si può sapere nulla con certezza.
  • Ogni uomo è un ipocrita nato.

[modifica] Citazioni su Søren Kierkegaard

  • La data di nascita sull'esistenzialismo moderno può essere fissata nel momento in cui Søren Kierkegaard uscì dal sistema hegeliano per entrare nell'«esistenza». Sfortunatamente portò con sé un po' di quel sistema. (Donald Nicholl)
  • Kierkegaard erra nel dire che ogni peccato non può essere che sessuale. La virtù è sessuale. (Angelo Fiore)

[modifica] Bibliografia

  • Donald Nicholl, Il pensiero contemporaneo (Recent Thought In Focus), traduzione di Bruna De Allegri, Società Editrice Vita e Pensiero, Milano 1956.)
  • Søren Kierkegaard,Timore e tremore, traduzione di F. Fortini e K. Montanari Gulbrandsen, Comunità, Milano, 1971

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