Georg Wilhelm Friedrich Hegel

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

(Reindirizzamento da Hegel)
Georg Wilhelm Friedrich Hegel

Georg Wilhelm Friedrich Hegel (1770 – 1831), filosofo tedesco.

Indice

[modifica] Citazioni di Georg Wilhelm Friedrich Hegel

  • Ciò che è noto, non è conosciuto. Nel processo della conoscenza, il modo più comune di ingannare sé e gli altri è di presupporre qualcosa come noto e di accettarlo come tale. (citato in Domenico Losurdo, Controstoria del liberalismo, Laterza)
  • Da un legno così storto com'è quello di cui è fatto l'uomo non si può ricavare nulla di perfettamente dritto. (citato in Ralf Dahrendorf, Erasmiani, traduzione di M. Sampaolo, p. 59)
  • La scienza è un cerchio chiuso su se stesso, un cerchio di cerchi. (da La scienza della logica)
  • L'uomo che si isola rinuncia al suo destino, si disinteressa del progresso morale. Parlando in termini morali, pensare solo a sé è la stessa cosa che non pensarci affatto, perché il fiore assoluto dell'individuo non è dentro di lui; è nell'umanità intera. Non si adempie il dovere, come spesso si è portati a credere e come ci si vanta di fare, confidandosi tra le vette dell'astrazione e della speculazione pura, vivendo una vita da anacoreta; non vi si adempie con i sogni ma con gli atti, atti compiuti nella società e per essa. (citato in Roger Garaudy, Karl Marx)
  • [...] non si era ancora scorto che l'uomo si basa sulla sua testa, cioè sul pensiero e costruisce la realtà conformemente a esso... Questa fu dunque una splendida aurora. Tutti gli esseri pensanti hanno celebrato concordi quest'epoca. (citato in Roger Garaudy, Karl Marx)
  • Persino il pensiero criminale di un furfante è più grande e più sublime delle meraviglie del cielo. (citato in Donald Nicholl, Il pensiero contemporaneo)
  • Se lo Stato viene confuso con la società civile e la destinazione di esso vien posta nella sicurezza e nella protezione della proprietà e della libertà personali, allora l'interesse degli individui come tali è lo scopo ultimo per il quale essi sono uniti, e ne segue parimenti che esser membro dello Stato è qualcosa che dipende dal proprio piacimento. (citato in Ralf Dahrendorf, Erasmiani, traduzione di M. Sampaolo, p. 58)

[modifica] Senza fonte

  • Filosofare è spinozare.
  • Il "divin Spinoza". (da Avenir de la science)
  • Il giornale è la preghiera del mattino dell'uomo moderno.
  • Il male è il motore della storia.
  • Il vero teatro della storia è quindi l'area temperata.
  • L'istruzione è l'arte di rendere l'uomo etico.
  • L'uomo non è altro che la serie delle sue azioni.
  • La prova della verità religiosa, come tale, è caduta in discredito nei modi di pensare dei nostri tempi, a tal punto che l'impossibilità di simili dimostrazione è un pregiudizio più che diffuso ed è perfino da considerarsi irreligioso confidare in una conoscenza di tal genere e cercare di convincere su Dio e sulla sua natura.
  • La semplice bontà può ottenere poco contro il potere della natura.
  • La verità in filosofia significa che un concetto e la realtà concreta corrispondono.
  • Nel mondo nulla di grande è stato fatto senza passione.
  • Un popolo senza metafisica è come un tempio senza altare.

[modifica] La fenomenologia dello spirito

  • L'assoluto [di Schelling] è come una notte nera in cui tutte le vacche sono nere.
  • La coscienza infelice è la coscienza di sé come dell'essenza duplicata e ancora del tutto impigliata nella contraddizione. Assistiamo così alla lotta contro un nemico, contro cui la vittoria è piuttosto una sottomissione: aver raggiunto un contrario significa piuttosto smarrirlo nel suo contrario. La coscienza della vita, la coscienza dell'esistere e dell'operare della vita stessa, è soltanto il dolore per questo esistere e per questo operare; quivi infatti come consapevolezza dell'essenza ha soltanto la consapevolezza del suo contrario, ed è quindi conscia della propria nullità. Da questa posizione essa inizia la sua ascesa verso l'intrasmutabile.
  • Il signore è la coscienza che è per sé; ma non più soltanto il concetto della coscienza per sé, anzi coscienza che è per sé, la quale è mediata con sé da un'altra coscienza.
  • La fenomenologia dello spirito è la storia romanzata della coscienza che via via si riconosce come spirito.
Die Phänomenologie des Geistes ist die romantisierte Geschichte des Bewusstseins, das sich mit der Zeit als Geist erkennt.
  • Il vero è l'intero, e l'intero è un processo. (prefazione; 1973)
  • Questa coscienza infelice scissa entro se stessa è così costituita che, essendo tale contraddizione della sua essenza una coscienza, la sua prima coscienza deve sempre avere insieme anche l'altra. In tal modo, mentre essa ritiene di aver conseguito la vittoria e la quiete dell'unità, deve immediatamente venire cacciata da ciascuna delle due coscienze. (vol. I; 1973, p. 174)
  • Tale coscienza deve pertanto innalzare all'assoluto divenir-uno il rapporto inizialmente esteriore verso quell'intrasmutabile figurato, come fosse un'effettualità estranea. Il movimento nel quale la coscienza inessenziale si adopera a raggiungere questo esser-uno è un triplice movimento, secondo la triplice relazione che essa assumerà in rapporto al suo al di là che ha forma e figura: in primo luogo come coscienza pura, poi come essenza singola, comportantesi verso la effettualità come appetito e lavoro, e in terzo luogo come coscienza del suo essere-per-sé. (vol. I; 1973, pp. 178 sg.)
  • Il rapporto del quale si è qui sopra discusso, dell'organico con la natura degli elementi, non esprime l'essenza dell'organico stesso; questa essenza è invece contenuta nel concetto finalistico. Invero a questa coscienza osservativa quel concetto non è l'essenza propria dell'organico; anzi, a quella coscienza medesima il concetto cade fuori dell'essenza, e quindi è poi soltanto quell'estrinseco rapporto teleologico. Solamente, l'organico come testé fu determinato è esso stesso proprio il fine reale; infatti, poiché l'organico "conserva se stesso" pur nel rapporto ad Altro, esso viene appunto ad essere quella naturale essenza in cui la natura si riflette nel concetto, e in cui i momenti di causa e di effetto, di attivo e di passivo, che nella necessità sono posti l'uno di fronte all'altro, vengono contratti in unità. (vol. I; 1973, pp. 216 sg.)

[modifica] Lezioni di storia della filosofia

  • È [...] inesatto chiamare ateo Spinoza soltanto perché non distingue Dio dal mondo. Con altrettanta e più ragione lo spinozismo potrebbe piuttosto definirsi acosmismo, in quanto in esso non il sistema cosmico, l'essenza finita, l'universo, ma soltanto Dio è considerato sostanziale e gli si attribuisce vita perenne. Spinoza afferma che ciò che si chiama mondo non esiste affatto: è soltanto una forma di Dio, non è niente in sé e per sé. L'universo non ha vera realtà: tutto è gettato nell'abisso dell'unica identità. Non c'è quindi nulla nella realtà finita; questa non ha verità alcuna; secondo Spinoza, quello che è è soltanto Dio. È adunque vero tutto il contrario di quanto si sostiene da coloro che incolpano Spinoza di ateismo: semmai in lui c'è troppo Dio.
  • Non c'è proposizione di Eraclito che io non abbia accolto nella mia Logica.
  • Spinoza è un punto talmente importante della filosofia moderna, che in realtà si può dire: o tu sei spinoziano, o non sei affatto filosofo.
  • Tutto ciò che è umano, comunque appaia, è umano soltanto perché vi opera e vi ha operato il pensiero.

[modifica] Lineamenti di filosofia del diritto

  • Il matrimonio è essenzialmente monogamia poiché è la personalità, l'immediata individualità, a porsi in questo rapporto.
  • La filosofia è il proprio tempo appreso col pensiero. (dai Lineamenti di filosofia del diritto)
  • Ciò che è razionale è reale; e ciò che è reale è razionale. (1954, p. 15)

[modifica] Vita di Gesù

[modifica] Incipit

La ragione pura incapace di ogni limite è la divinità stessa. Il piano del mondo è dunque ordinato in generale secondo la ragione; essa è stata, sì, oscurata spesso ma mai spenta del tutto, persino nelle tenebre si è sempre conservato un suo barlume.
Tra gli ebrei fu Giovanni che richiamò l'attenzione degli uomini su questa loro dignità, che non dovrebbe essere per loro un qualcosa di estraneo, al contrario essi dovrebbero cercarla in se stessi, nel loro stesso animo [Selbst] e non nella loro filiazione, nell'inclinazione verso la felicità, nell'essere servitori di un uomo molto in vista, bensì nella cura della scintilla divina che è stata loro concessa e dà loro testimonianza del fatto che essi, in un senso sublime, discendono dalla divinità stessa. L'educazione della ragione è l'unica fonte di verità e di quiete, una fonte che Giovanni non diede a intendere di possedere in maniera esclusiva o come una rarità e che tutti gli uomini possono aprire in se stessi.
Molti ancora maggiori per il miglioramento delle massime corrotte degli uomini e per la conoscenza della vera moralità e di un'adorazione più pura [geläuterte] di Dio si è però acquisito Cristo.

[modifica] Citazioni

  • Dalla moltitudine dei sui uditori Gesù ne scelse dodici, ai quali fece l'onore di un insegnamento particolare, per renderli atti a sostenerli nella diffusione della sua dottrina e per avere alcuni a cui potere ispirare puro il suo spirito, poiché si rendeva conto troppo bene che la vita e la forza di un uomo non erano sufficienti per istruire alla moralità un'intera nazione. (p. 43)

[modifica] Citazioni sul libro

  • Il lettore del Leben Jesu si accorge subito di trovarsi di fronte a una forma di scrittura audace, che desacralizza e sdivinizza la persona di Gesù, riducendolo a maestro di morale sublime. (Paolo Miccoli)

[modifica] Citazioni su Hegel

  • È dall'hegelismo, sostiene Popper, che scaturiscono gli aspetti peggiori del marxismo; vale a dire lo storicismo e il totalitarismo. Non solo Hegel, ma anche Marx è un falso profeta. (Dario Antiseri)
  • Hegel considera Gesù più come l'uomo divenuto dio che come il dio divenuto uomo. Per lui la religione non è altro che "l'uomo che si eleva dal finito all'infinito". (Roger Garaudy)
  • Hegel, studioso di filosofia, si sente chiamato a lumeggiare «spiritualmente» la situazione storica del suo tempo e a porre le premesse di carattere razionale per l'avvento di un «ordine uguale di tutti gli spiriti». (Paolo Miccoli)
  • L'arte è per Hegel l'autointuirsi sensibile dell'Idea divina come bellezza, ossia «come realtà configurata in conformità al proprio concetto». Il bello è quindi in generale la corrispondenza diretta dell'Idea con la propria raffigurazione artistica. (Vincenzo Cicero)
  • Laddove la dialettica hegeliana non funziona, per me non c'è né pensiero né speranza di verità. (André Breton)

[modifica] Bibliografia

  • Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Fenomenologia dello spirito, traduzione di Enrico De Negri, La Nuova Italia, Firenze, 1973.
  • Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Lineamenti di filosofia del diritto (Grundlinien der philosophie des Rechts, 1821), a cura di F. Messineo, Bari, 1913, nuova edizione di A. Plebe, Laterza, Bari, 1954.
  • Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Vita di Gesù (Das Leben Jesu), traduzione di Anselmo Aportone, TEN 1993.
  • Roger Garaudy, Karl Marx (Clefs pour Karl Marx), traduzione di Marilena Feldbauer, Casa Editrice Sonzogno, Milano, 1974.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Opere

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali