Edgar Allan Poe
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Edgar Allan Poe (1809 – 1849), scrittore statunitense.
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[modifica] Citazioni
- Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte. (da Eleonora)
- Come regola generale, nessuno scrittore dovrebbe far figurare il suo ritratto nelle sue opere. Quando i lettori hanno gettato un'occhiata alla fisionomia dell'autore, di rado riescono a mantenersi seri. (da Marginalia)
- È veramente da mettere in dubbio che l'intelligenza umana possa creare un cifrario che poi l'ingegno non riesca a decifrare con l'applicazione necessaria. (da Lo scarabeo d'oro)
- Essere sepolti vivi è senza dubbio, il più terribile tra gli orrori estremi che siano mai toccati in sorte ai semplici mortali. Che sia avvenuto spesso, spessissimo, nessun essere pensante vorrà negarlo. I limiti che dividono la Vita dalla Morte sono, nella migliore delle ipotesi, vaghi e confusi. Chi può dire dove finisca l'una e cominci l'altra ? (da La sepoltura prematura)
- I veri, i soli veri pensatori, gli uomini di ardente immaginazione! (da Mellonta tauta)
- L'ignoranza è una benedizione, ma perché la benedizione sia completa l'ignoranza deve essere così profonda da non sospettare neppure se stessa. (da Un capitolo d'idee)
- Mi hanno chiamato folle; ma non è ancora chiaro se la follia sia o meno il grado più elevato dell'intelletto, se la maggior parte di ciò che è glorioso, se tutto ciò che è profondo non nasca da una malattia della mente, da stati di esaltazione della mente a spese dell'intelletto in generale. (da Eleonora, 1842)
- Non c'è in natura una passione più diabolicamente impaziente di quella di colui che, tremando sull'orlo di un precipizio, medita di gettarvisi. (da Il genio della perversione)
- Non credete a nulla di quanto sentito dire e non credete che alla metà di ciò che vedete. (da Il sistema del dott. Catrame e del prof. Piuma)
- Non è veramente coraggioso colui che teme di sembrare od essere, quando gli conviene, un vile. (da Marginalia)
- Oggi sono in catene e sono qui. Domani sarò senza ceppi... ma dove? (da Il genio della perversione)
- Tutto ciò che vediamo o sembriamo non è altro che un sogno in un sogno. (da A Dream within a Dream)
[modifica] Attribuite
- Se guarderai a lungo nell'abisso, anche l'abisso vorrà guardare in te.
- È in realtà una frase di Friedrich Nietzsche, da Al di là del bene e del male.
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- Dichiarare la propria viltà può essere un atto di coraggio.
- Empi il bicchier ch'è vuoto, vuota il bicchier ch'è pieno, non lo lasciar mai vuoto, non lo lasciar mai pieno.
- La viola, la violetta, il vino.
- Quando un pazzo sembra perfettamente ragionevole è gran tempo, credetemi, di mettergli la camicia di forza.
- Terrore e suspense si addicono alla brevità del racconto.
- Viaggiare è come sognare: la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria della meta da cui è tornato.
[modifica] Incipit di alcune opere
[modifica] Il cuore rivelatore
È la verità! Sono nervoso, sono stato e sono molto, molto, terribilmente nervoso; ma perché volete dire che sono un pazzo? Il male ha affinato i miei sensi, non distrutti, non annientati. Più di chiunque altro avevo avuto acuto il senso dell'udito. Ho ascoltato tutte le voci del cielo e della terra. Molte ne ho intese dall'inferno. Per questo sono pazzo? Uditemi! e osservate con che precisione, con che calma io posso narrarvi tutta la storia.
Non è possibile dirvi come in principio l'idea entrò nel mio cervello; ma una volta concepita, essa mi possedé giorno e notte. Non v'era né scopo né passione. Io amavo il vecchio, non mi aveva mai colpito. Non mi aveva mai insultato. Non desideravo affatto il suo oro.
[Bietti, traduzione di Carla Apollonio e Sergio Frenguelli]
[modifica] Il racconto di Arthur Gordon Pym
[Garzanti, traduzione di Roberto Cagliero]
[modifica] Incipit dell'introduzione
Tornato negli Stati Uniti alcuni mesi or sono, dopo un'incredibile serie di avventure nei mari del Sud e altrove, di cui viene fornito un resoconto nelle pagine che seguono, feci per caso la conoscenza di alcuni gentiluomini di Richmond, in Virginia, i quali mostrarono grande interesse per tutto ciò che riguardava le regioni da me visitate e insistettero per convincermi, quasi si trattasse di un passo doveroso, a rendere pubblico il mio racconto. Vi erano tuttavia vari motivi per rifiutare, e tra questi alcuni assolutamente privati, che riguardavano me soltanto, e altri che non lo erano affatto. Poiché non avevo quasi mai tenuto un diario durante la mia assenza, a frenarmi contribuiva anche il timore di non riuscire a scrivere, affidandomi semplicemente alla memoria, un resoconto così dettagliato e compatto da possedere l'apparenza di quella verità di cui comunque sarebbe stato l'espressione; escluse, naturalmente, certe esagerazioni naturali e inevitabili, alle quali chiunque indulge quando si tratta di descrivere eventi che hanno il potere di eccitare l'immaginazione.
[modifica] Incipit del romanzo
Mi chiamo Arthur Gordon Pym. Mio padre era un rispettabile commerciante in articoli marittimi a Nantucket, dove io sono nato. Il mio nonno materno faceva l'avvocato e vantava una buona clientela. Era fortunato in tutto e aveva investito con notevole successo nei titoli di quella che un tempo si chiamava la Edgarton New Bank. Grazie a questo e ad altri mezzi era riuscito a metter da parte una discreta somma di denaro. Credo che fosse affezionato a me più che a chiunque altro al mondo, e alla sua morte speravo di ereditare gran parte dei suoi beni. A sei anni mi spedì alla scuola del vecchio signor Ricketts, un eccentrico gentiluomo che aveva un braccio solo – certamente chiunque sia stato a New Bedford lo conoscerà bene. Frequentai quella scuola fino all'età di sedici anni e poi mi trasferii all'accademia del signor E. Ronald, sulla collina. Lì divenni intimo amico del figlio del signor Barnard, un capitano che d'abitudine solcava i mari alle dipendenze della Lloyd e Vredenburgh – anche il signor Barnard è conosciuto a New Bedford e conta, di questo sono sicuro, molti parenti a Edgarton. Suo figlio, di nome Augustus, aveva quasi due anni più di me. Insieme al padre aveva partecipato a una spedizione sulla baleniera John Donaldson, e mi raccontava sempre delle sue avventure nel Pacifico meridionale.
[modifica] Explicit di Gordon Pym
Fu allora che la nostra imbarcazione si precipitò nella morsa della caterrata dove si era spalancato un abisso per riceverci. Ma ecco sorgere sul nostro cammino una figura umana dal volto velato, di proporzioni assai più grandi che ogni altro abitatore della terra. E il colore della sua pelle era il bianco perfetto della neve.
[modifica] L'uomo della folla
[modifica] Incipit
Di un certo libro tedesco è stato detto giustamente che er lässt sich nicht lesse: non si lascia leggere. Ci sono segreti che non si lasciano svelare. Gli uomini muoiono di notte nei loro letti, stringendo le mani di confessori simili a spettri, guardandoli negli ochi e implorando pietà; muoiono con la disperazione nel cuore, con la gola attanagliata dalle convulsioni, per l'orrore dei misteri che non si lasciano rivelare. A volte, ahimè, la coscienza degli uomini si carica di un fardello tanto orribile che riusciamo a liberarcene solo nella tomba. Così l'essenza del crimine rimane avvolta nel mistero.
[modifica] Citazioni
- Il semplice fatto di respirare era motivo di gioia, e perfino ciò che solitamente è fonte di dolore mi procurava piacere. (p. 19)
[modifica] Explicit
Il più infame cuore del mondo è un libro ancora più volgare dell'Hortolus animae, e forse il fatto che er lässt sich nicht lesse, che non si lasci leggere, è una delle maggiori grazie che Dio ha voluto farci.
[Edgar Allan Poe, Racconti, a cura di Mariarosa Mancuso, Universale Economica Feltrinelli, Milano, 1998]
[modifica] Citazioni su Edgar Allan Poe
- Nel 1841 Poe aveva cominciato a leggere un romanzo di Dickens, che conteneva tra l'altro la narrazione di un crimine misterioso: alle prime pagine, aveva subito capito l'enigma; riflettendo sul metodo da lui seguito, aveva scoperto contemporaneamente le regole dell'inchiesta poliziesca e quelle della narrazione poliziesca. (Oreste del Buono)
- Quel che soprattutto attira l'attenzione di Poe sono le situazioni in cui la mente trova a combattere contro se stessa. (Mariarosa Mancuso)
- Si potrebbe affermare senza tema di smentita che l'aggettivo che s'incontra più di frequente nei racconti di Poe sia wild. Wild, selvaggio, bizzarro, strano, fantastico, grottesco, pazzo; in quanti e quali diversi significati non viene da lui adoperata questa parola, quanti e quali sfumature dello straordinario non riesce a farla contenere. A voler stabilire una regola che dagli attributi che adoperano più spesso gli scrittori si possa dedurre il loro carattere, nel caso di Poe si rasenterebbe da vicino il vero. (Delfino Cinelli)
- Troppo si è detto delle caratteristiche esteriori delle opere di Poe; è notorio che, oltre a essere il padre e maestro della numerosa e prospera prosapia dei Conan Doyle e degli Arsenio Lupin, – benché come giusto, non ne abbia mietuto in vita né gli allori, né i favolosi guadagni che sono andati ai tanti nipoti – è a lui che si debbono il racconto analitico, il racconto misterioso, il racconto fantastico, il racconto scientifico. (Delfino Cinelli)
[modifica] Bibliografia
- Edgar Allan Poe, Racconti Straordinari – Genesi di un poema – Racconti grotteschi e seri, traduzioni di Franco Della Pergola, Anna Maria Battaglia e Renato Ferrari, Edizioni per Il Club del Libro, Milano, 1958
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