Ultime parole

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Gioite, abbiamo vinto! (Fidippide)

Questa voce raccoglie le ultime parole pronunciate da personaggi illustri, realmente o secondo la tradizione, in punto di morte.

Citazioni[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Che io muoia insieme con i Filistei! (Sansone)
XII secolo a.C. Riportate nel Libro dei Giudici, sarebbero le ultime parole dell'eroe israelita, il quale, premendo contro le colonne, fece crollare la casa dentro cui si trovava per morire insieme ai propri nemici.
  • Sfodera la spada e trafiggimi, prima che vengano quei non circoncisi a trafiggermi e a schernirmi. (Saul)
1007 a.C. Questa frase è riportata nei Libri di Samuele e costituirebbe le ultime intenzioni del re, nelle fasi finali della battaglia di Ghilboa. Saul chiese allo scudiero di ucciderlo ma, siccome questi esitava, il re dovette uccidersi di propria mano.
  • Oracolo di Davide, figlio di Iesse, | oracolo dell'uomo che l'Altissimo ha innalzato, | del consacrato del Dio di Giacobbe, | del soave cantore d'Israele. | Lo spirito del Signore parla in me, | la sua parola è sulla mia lingua; | il Dio di Giacobbe ha parlato, la rupe d'Israele mi ha detto: | Chi governa gli uomini ed è giusto, | chi governa con timore di Dio, | è come la luce del mattino | al sorgere del sole, | in un mattino senza nubi, | che fa scintillare dopo la pioggia | i germogli della terra. | Così è stabile la mia casa davanti a Dio, | perché ha stabilito con me un'alleanza eterna, | in tutto regolata e garantita. | Non farà dunque germogliare quanto mi salva | e quanto mi diletta? | Ma gli scellerati sono come spine, | che si buttano via a fasci | e non si prendono con la mano; | chi le tocca usa un ferro o un'asta di lancia | e si bruciano al completo nel fuoco. (Davide)
970 a.C. Queste parole sono riportate nei Libri di Samuele e rappresenterebbero le ultime del re, rivolto al figlio e successore Salomone.
  • Non vogliate pensare, o figli miei dilettissimi, che nel lasciare questo mondo, io cessi di essere in mezzo a voi e rientri nel nulla. Anche nel corso della mia vita non fu mai da voi veduta l'anima mia, tuttoché quanto fu da me operato fosse per voi argomento di credere che essa abitasse questo corpo. Persuadetevi della di lei esistenza anche se vi è invisibile. Per verità sarebbero inutili gli onori resi alle mute ceneri dei trapassati, se alla nostra pietà non venissero chiesti dal voto delle anime di essi, cui torna dolce di vedere conservata la propria memoria. Non crederò mai che l'esistenza dell'anima sia vincolata al corpo, e che spengasi nell'uscirne, e molto meno che inerte rimanga nel disgiungersi dall'inerte materia. Bensì che sciolta una volta dalla sostanza corporea, l'anima ritorni alla limpidezza e semplicità primitiva. In allora soltanto scintillerà il lampo della suprema intelligenza. E siccome in morte la natura dell'uomo cade in dissoluzione, ed ogni di lei elemento vediamo ritornare alla sua origine, ed ogni cosa ridursi ai principi da cui derivò: l'anima sola sì nell'atto di vestire che d'abbandonare la fragile spoglia terrena, sfugge ai nostri sensi. Osservate la morte; nulla più del sonno le rassomiglia. E tuttavia dormendo l'anima palesa la propria divina essenza, a tale punto che nella libertà dei sogni talora udiamo predire l'avvenire. Da ciò è permesso di immaginare cosa sia per divenire una essenza così sottile disciolta da ogni terreno legame. Se dunque l'anima è aspettata da tanto destino, venerate la mia quale partecipe della divinità. Se poi perisse con il corpo, voi però devoti agli Dei, che presiedono a così mirabile prodigio, non cessate di serbarmi pia ed onorata memoria. (Ciro II di Persia)
529 a.C. Queste parole sono riportate da Cicerone in Cato Maior de Senectute e rappresenterebbero le ultime dell'imperatore, rivolto ai suoi figli.
Χαίρετε, νικῶμεν.
Agosto/settembre 490 a.C. Queste parole sono riportate da Luciano di Samosata in Pro lapsu inter salutandum. Secondo la leggenda il comandante dell'esercito di Atene Milziade, dopo la vittoria contro i Persiani nella battaglia di Maratona, incaricò Fidippide di arrivare fino ad Atene per dare la buona notizia ai concittadini. La distanza tra Atene e Maratona era di 42 km e Fidippide percorse l'intero tragitto correndo, senza mai fermarsi. Una volta giunto in città, Fidippide annunciò la vittoria sui Persiani con queste parole ai suoi concittadini e quindi cadde al suolo morto, stremato dallo sforzo. La maratona, una delle più famose specialità dell'atletica leggera e delle Olimpiadi, è una rievocazione sportiva di questo evento epico.
  • Ricordate, o monaci, queste mie parole: tutte le cose composte sono destinate a disintegrarsi! Dedicatevi con diligenza alla vostra propria salvezza! (Gautama Buddha)
Handa dāni, bhikkave, āmantayāmi vo: "vayadhammā saṅkhārā appamādena sampādethā"ti.
486 a.C. Queste sono, secondo la tradizione, le esortazioni che Buddha rivolse ai propri discepoli prima di esalare l'ultimo respiro.
  • Infatti nessuno tra i cittadini ateniensi si è vestito a lutto per me. (Pericle)
Οὐδεὶς γάρ, δι᾽ ἐμὲ τῶν ὄντων Ἀθηναίων μέλαν ἱμάτιον περιεβάλετο.
429 a.C. Come riporta Plutarco in Vita di Pericle, il condottiero pronunciò queste parole in punto di morte rivolgendosi a coloro che, seduti intorno a lui, ne decantavano le gesta.
  • Non ce n'è bisogno, la via per gli Inferi è sempre la stessa. (Anassagora)
Nihil necesse est, undique enim ad inferos tantundem viae est.
428 a.C. Il filosofo era ormai giunto al termine della propria vita e si trovava a Lampsaco, lontano dalla sua terra. Gli amici, riuniti al capezzale, gli chiesero se, una volta morto, volesse essere seppellito a Clazomene, la sua patria, e questa fu la risposta di Anassagora; citato da Cicerone nelle Tusculanæ Disputationes.
Κριτίᾳ τοῦτ' ἔστω τῷ καλῷ.
404 a.C. Stando a quanto riportato da Senofonte, queste sarebbero le ultime parole di Teramene, dopo aver bevuto la cicuta e gettato per terra l'ultima goccia come si faceva nel gioco del cottabo.
  • Critone, dobbiamo un gallo ad Asclepio, dateglielo, non ve ne dimenticate. (Socrate)
399 a.C. Riportata da Platone nel Fedone. Per approfondire vedi qui.
  • Ho vissuto abbastanza, perché muoio non mai vinto. (Epaminonda)
Satis vixi, invictus enim morior.
362 a.C. Queste sono le ultime parole del generale greco, riportate da Cornelio Nepote in Epaminondas.
O Critone, noi siamo debitori di un gallo ad Asclepio: dateglielo e non dimenticatevene! (Socrate)
  • Se ho fatto qualcosa di buono, questo sarà il mio monumento; se no, a che scopo commissionare statue su statue a scalpellini che non valgono nulla? (Agesilao II)
360 a.C. Il re morente avrebbe pronunciato queste parole, riportate da Plutarco negli Apophthegmata Laconica, dopo aver detto che non voleva né statue né dipinti che lo rappresentassero.
  • Buon uomo, cessa di piangermi; seppur perisco in questo modo infame e ingiusto, sono migliore di questi che mi uccidono. (Agide IV)
    oppure
    Non piangere per me, amico: proprio una morte così ingiusta e illegale mi rende superiore ai miei carnefici.
241 a.C. Stando a quanto riportato da Plutarco, queste sarebbero le ultime parole di Agide. Il sovrano le avrebbe rivolte a una guardia che piangeva di compassione mentra egli veniva condotto sul patibolo.
221 a.C. Queste sono le ultime parole del sovrano macedone, riportate da Plutarco in Cleomene.
Noli turbare circulos meos.
oppure
Ti scongiuro, non guastare ciò.
Noli, obsecro, istum disturbare.
212 a.C. Queste, riportate da Valerio Massimo, sarebbero le sue ultime parole. I Romani, dopo aver espugnato Siracusa, compirono un vero e proprio massacro. Un soldato romano si imbatté in Archimede che in quel momento era intento a tracciare disegni matematici sulla sabbia, tutto assorto nei suoi calcoli. Secondo Tito Livio e Plutarco, Archimede si limitò a chiedergli di risparmiare i suoi disegni e fu trafitto a morte dal soldato. Marcello, che aveva da sempre ammirato il matematico greco, deplorò il suo assassino e gli fece dare sepultura onorevole.
Tu quoque, Brute, fili mi?
oppure
Anche tu, figlio mio?
Kαὶ συ, τέκνον?
15 marzo 44 a.C. Queste sono le ultime parole attribuite a Giulio Cesare. Egli avrebbe pronunciato tali parole dopo aver scorto anche Marco Giunio Bruto tra i congiurati che lo avevano assalito nel Senato. La seconda frase, in greco, è riportata da Gaio Svetonio Tranquillo in De Vita Caesarum. Per approfondire vedi qui.
Moriar in patria saepe servata.
7 dicembre 43 a.C. Queste sono parole di Cicerone riportate da Tito Livio e citate da Seneca il Retore. Cicerone, non potendo fuggire da Gaeta a causa del mare in tempesta, viene colto dal desiderio di suicidarsi.
ἐνταῦθ' ἦν ἄρα τοῦτο.
12 agosto 30 a.C. Dopo la vittoria di Ottaviano Augusto, Cleopatra decise di uccidersi con il morso di un aspide. Plutarco fornisce più versioni della dinamica del suicidio. In una di queste versioni, l'aspide viene nascosto sotto un cumulo di foglie tra i fichi e Cleopatra, dopo averlo trovato, pronuncia queste parole. La regina avrebbe poi scoperto il braccio in modo che l'aspide potesse morderla.
  • La commedia è finita. Applaudite! (Augusto)
Acta est fabula. Plaudite!
19 agosto 14 d.C. Queste sono le ultime parole dell'imperatore, riportate da Svetonio in Vite dei Cesari.
  • Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? (Gesù)
Eloi, Eloi, lema sabactàni?
26-36 d.C. Queste sarebbero secondo i Vangeli di Marco e Matteo le ultime parole di Gesù prima di morire. La lingua è l'aramaico.
32 d.C. Stefano, il primo martire cristiano, mentre fu lapidato pregò Gesù e pronunciò queste ultime parole di perdono verso i propri carnefici, come riportato da Luca evangelista negli Atti degli Apostoli.
  • Quale artista muore con me! (Nerone)
Qualis artifex pereo!
9 giugno 68. Queste sono le ultime parole che Svetonio gli attribuisce prima del suicidio.
Imperatorem statem mori oportere.
23 giugno 79. Queste sono le ultime parole che Svetonio gli attribuisce prima della morte.
Tu quoque, Brute, fili mi? (Gaio Giulio Cesare)
  • Cercate di ricondurre il divino che è in noi al divino che è nell'universo. (Plotino)
270. Secondo Porfirio, queste sarebbero state le ultime parole del filosofo, rivolte ai suoi discepoli.
Vicisti, Galilaee!
26 giugno 363. Secondo la tradizione, queste sarebbero le ultime parole dell'imperatore, dopo essere stato ferito a morte in una imprudente spedizione contro i Persiani. Il galileo a cui fa riferimento è ovviamente Gesù. Giuliano infatti è stato l'ultimo imperatore ad aver tentato, invano, di restaurare la religione pagana nell'Impero Romano.
  • Non sarà grande chi reputa gran cosa il fatto che cadono le costruzioni in legno e in pietra e che i mortali muoiono. (Agostino d'Ippona)
28 agosto 430. Secondo la testimonianza di Possidio, queste sarebbero state le ultime parole pronunciate dal filosofo prima di morire, durante l'assedio d'Ippona. Esse ricordano il pensiero di Plotino; Agostino infatti restò un suo ammiratore per tutta la vita.
  • Amai la giustizia e odiai l'iniquità, perciò muoio in esilio. (Papa Gregorio VII)
Dilexi justitiam, et odivi iniquitatem, propterea morior in exilio.
25 maggio 1085. Queste le sue ultime parole.
29 aprile 1380. Queste le ultime parole di Santa Caterina, patrona d'Italia.
18 agosto 1503. Queste sono le ultime parole che papa Rodrigo Borgia ha esclamato sul letto di morte.
24 giugno 1519. Queste le sue ultime parole.
3 agosto 1530. Questa frase fu pronunciata durante la Battaglia di Gavinana da Ferrucci al soldato di ventura Fabrizio Maramaldo quando, ormai ferito gravemente, il condottiero fiorentino fu portato al cospetto del Maramaldo e questi, per vendicarsi delle sconfitte subìte in passato, lo uccise a sangue freddo.
This hath not offended the king.
6 luglio 1535. Queste sarebbero state le sue ultime parole prima di essere giustiziato. Egli le pronunciò spostando la propria barba in modo che non venisse scalfita nella decapitazione, dal momento che essa non aveva compiuto nessun crimine o offesa contro il re Enrico VIII.
Lord, open the King of England's eyes!
6 settembre o 6 ottobre 1536. Queste le sue ultime parole prima di essere messo al rogo.
  • Me ne vado in cerca di un grande forse.
Je vais quérir un grand peut-être.
oppure
Tirate il sipario, la farsa è finita. (François Rabelais)
Tirez le rideau, la farce est jouée.
9 aprile 1553. Queste sono, secondo la tradizione, le sue ultime parole. Giuseppe Fumagalli riporta due possibili versioni; la prima sembrerebbe anche la più probabile: Rabelais avrebbe scritto tali parole sul letto di morte al Cardinal de Châtillon. Quanto alla seconda versione, secondo alcune fonti Rabelais avrebbe rivolto queste parole, ridendo, ai suoi amici sul letto di morte. Secondo altri, invece, egli avrebbe indirizzato queste parole al paggio del Cardinale di Bellay. Tra l'altro la seconda frase era già stata pronunciata in greco da Demonatte.
Eloi, Eloi, lema sabactàni? (Gesù)
  • Stia tranquillo, maestro Ridley, e si comporti da uomo. Per grazia di Dio oggi accenderemo una candela in Inghilterra così luminosa che [credo] non sarà mai estinta. (Hugh Latimer)
Be of good comfort Master Ridley, and play the man. We shall this day light such a candle by God's grace in England, as [I trust] shall never be put on.
16 ottobre 1555. Queste le sue ultime parole, prima che lui e Nicholas Ridley venissero bruciati al rogo per eresia.
21 ottobre 1556. Queste furono le sue ultime parole in punto di morte dopo aver ricevuto l'estrema unzione.
  • Non ho mai voluto essere né un papista né un calvinista, ma solo un cristiano. (Bernardino Ochino)
1564. Queste le ultime parole del riformatore in fuga, dopo che la peste aveva già fatto morire tre dei suoi figli.
8 febbraio 1587. La regina pronunciò queste parole dopo che il boia aveva sbagliato il colpo ferendola sulla nuca.
  • Ho voluto, figlio mio, che vi trovaste presente a questa cerimonia, perché vediate come va a finire ogni cosa. (Filippo II di Spagna)
He querido, hijo mío, que os hallárais presente a este acto para que veáis en quel para todo.
13 settembre 1598. Queste le sue ultime parole rivolte al figlio, il futuro Filippo III.
All my possessions for a moment of time.
24 marzo 1603. Queste le sue ultime parole.
  • Ho un lungo viaggio da affrontare, e devo congedarmi dalla compagnia. (Walter Raleigh)
I have a long journey to take, and must bid the company farewell.
29 ottobre 1618. Queste le sue ultime parole.
  • Passo da un mondo corruttibile ad uno incorruttibile, dove c'è pace, tutta la pace possibile. (Carlo I d'Inghilterra)
I go from a corruptible to an incorruptible Crown, where no disturbances can be, no disturbances in the world.
o secondo altre fonti
Ricordatevi.
Remember.
30 gennaio 1649. Queste sarebbero le ultime parole del sovrano, pronunciate sul patibolo, un momento prima di piegare il collo sul ceppo, rivolgendosi al vescovo Juxon che lo aveva assistito negli ultimi momenti.
  • Non intendo né bere né dormire, ma andarmene più in fretta che posso. (Oliver Cromwell)
It is not my design to drink or to sleep, but my design is to make what haste I can to be gone.
3 settembre 1658. Queste le sue ultime parole, rispondendo a chi gli offriva qualcosa da bere o a chi gli consigliava di dormire.
  • Sto per intraprendere il mio ultimo viaggio, un grande salto nel buio. (Thomas Hobbes)
I am about to take my last voyage, a great leap in the dark.
4 dicembre 1679. Queste le sue ultime parole.
Let not poor Nelly starve.
6 febbraio 1685. Queste le sue ultime parole, riferito all'amante Nell Gwyn.
Would to God this wound had been for Ireland.
21 agosto 1693. Queste, attribuite, sarebbero state le sue ultime parole, dopo essere stato ferito mortalmente nella battaglia di Landen.
Dolce Gesù. (Maria I di Scozia)
Can this last long?
8 marzo 1702. Queste le sue ultime parole prima della morte; Guglielmo le pronunciò in risposta al dottore che gli aveva appena diagnosticato un brutto male.
See in what peace a Christian can die!
17 giugno 1719. Queste le sue ultime parole.
Now God be praised, I will die in peace.
13 settembre 1759. Queste le sue ultime parole.
Give Dayrolles a chair.
24 marzo 1773. Queste le sue ultime parole, rivolte al figlioccio Dayrolles.
  • Mi spiace solo di non avere che una vita da dare al mio paese. (Nathan Hale)
I only regret that I have but one life to give my country.
22 settembre 1776. Nathan Hale, considerato da molti la prima spia americana, pronunciò questa frase prima di essere impiccato dai Britannici dopo la battaglia di Long Island.
We are all going to Heaven and Vandyke is of the company.
2 agosto 1788. Queste, attribuite, sarebbero le sue ultime parole. Antoon van Dyck fu uno dei punti di riferimento per l'artista.
  • Signori, sono innocente di tutto ciò di cui vengo incolpato. Auguro che il mio sangue possa consolidare la felicità dei francesi. (Luigi XVI di Francia)
21 gennaio 1793. Questo sono le ultime parole del re, registrate da Charles Henri Sanson, esecutore della condanna.
16 ottobre 1793. Queste parole erano rivolte al boia, al quale aveva pestato un piede sul patibolo.
  • Le donne avranno pur diritto di salire alla tribuna, se hanno quello di salire al patibolo. (Olympe de Gouges)
3 novembre 1793. Parole che ella pronunciò sul carro che la conduceva alla ghigliottina, ribadendo così le proprie idee in favore dell'uguaglianza tra uomini e donne.
Oh Liberté, que de crimes on commet en ton nom!
8 novembre 1793. Queste, attribuite, sarebbero le sue ultime parole. Marie-Jeanne le pronunciò dopo essere stata condotta sul patibolo dai rivoluzionari del Terrore, davanti alla gigantesca statua della libertà, ai cui piedi si levava la ghigliottina.
5 aprile 1794. Queste le ultime parole, rivolte al boia prima di essere ghigliottinato.
  • Non lasciate che la maldestra squadra spari su di me. (Robert Burns)
Don't let the awkward squad fire over me.
21 luglio 1796. Queste le sue ultime parole poco prima di morire.
I find, then, I am but a bad anatomist.
19 novembre 1798. Queste le sue ultime parole. Mentre era in carcere, in attesa di essere giustiziato, Tone provò a suicidarsi tagliandosi la gola, ma recise la trachea al posto della giugulare e soffrì per alcuni giorni prima di morire.
  • Seppellitemi in modo decente, ma non lasciate che il mio corpo venga riposto in una tomba meno di due giorni dopo la mia morte. (George Washington)
Have me decently buried and do not let my body be into a vault in less than two days after I am dead.
14 dicembre 1799. Queste le sue ultime parole prima di morire.
Signori, sono innocente di tutto ciò di cui vengo incolpato. Auguro che il mio sangue possa consolidare la felicità dei francesi. (Luigi XVI di Francia)
Es ist gut.
12 febbraio 1804. Queste le ultime parole mormorate dal filosofo prussiano sul letto di morte.
  • Baciami, Hardy.
Kiss me, Hardy.
oppure
Destino, Hardy.
Kismet, Hardy. (Horatio Nelson)
21 ottobre 1805. Queste sono le due versioni delle ultime parole di Nelson, molto simili in inglese, rivolte al suo amico, il capitano Thomas Hardy.
Oh, my country! How I love my country!
23 gennaio 1806. Queste le sue ultime parole prima di morire.
I die happy.
13 settembre 1806. Queste le sue ultime parole.
France, armée – téte d'armée – Josephine.
5 maggio 1821. Queste le sue ultime parole prima di morire.
Thomas Jefferson still survives.
4 luglio 1826. John Adams pronunciò queste parole conscio di essere vicino alla morte. Egli non sapeva che quello stesso giorno, qualche ora prima, Jefferson era deceduto a Monticello.
Well, I've had a happy life.
18 settembre 1830. Queste le sue ultime parole prima di morire.
Macht doch den zweiten Fensterladen auch auf, damit mehr Licht hereinkomme.
o secondo altre fonti
Più luce!
Mehr licht!
22 marzo 1832. Secondo Fumagalli le ultime parole pronunciate da Goethe sarebbero «Apri anche l'altra imposta per fare entrare un poco più di luce.». Tuttavia nel corso degli anni la versione che si è maggiormente diffusa è «Più luce!». Secondo Fumagalli questo sarebbe un esempio di come "la traduzione si compiaccia di abbellire le frasi dei grandi uomini".
17 dicembre 1833. Queste furono le sue ultime parole. Morì tre giorni dopo essere stato pugnalato.
This, this is the end of earth. I am content.
23 febbraio 1848. Queste furono le sue ultime parole, quando venne colpito da un'emorragia cerebrale nel Senato. Morì due giorni dopo.
7 ottobre 1849. Secondo la testimonianza di Joseph W. Walker, queste sarebbero le ultime parole pronunciate dallo scrittore.
  • Poiché la terra mi soffocherà, vi scongiuro di fare aprire il mio corpo perché non sia sepolto vivo. (Fryderyk Chopin)
As this earth will suffocate me, I implore you to have my body opened so that I will not be buried alive.
17 ottobre 1849. Queste le sue ultime parole prima di morire.
Pardon, Monsieur. Non l'ho fatto apposta. (Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena)
  • Otto giorni di febbre! Avrei avuto il tempo di scrivere ancora un libro. (Honoré de Balzac)
Huit jours avec de la fièvre! J'aurais encore eu le temps d'écrire un livre.
18 agosto 1850. Queste le sue ultime parole prima di morire.
Dieu me pardonnera. C'est son métier.
17 febbraio 1856. Queste le sue ultime parole prima di morire.
23 maggio 1857. Queste le sue ultime parole.
6 giugno 1861. L'amico Michelangelo Castelli riporta le parole della prima versione così come Luigi Carlo Farini le aveva intese al capezzale. Mentre la seconda versione viene riportata dal Massari: Cavour avrebbe rivolto tali parole al frate, riprendendo una citazione che aveva già pronunciato altre volte nel corso della vita (per esempio nel corso di un discorso al Parlamento). Tuttavia Vittorio Emanuele Taparelli d'Azeglio, in un articolo del 20 febbraio 1890 pubblicato sulla Gazzetta Piemontese, riporta la testimonianza della marchesa Giuseppina Benso di Cavour Alfieri di Sostegno, sua cugina e nipote di Cavour, secondo la quale lo statista in punto di morte avrebbe pronunciato solamente frasi incoerenti.
Let us cross over the river, and rest under the shade of the trees.
10 marzo 1863. Queste le sue ultime parole.
  • Non potrebbero colpire nemmeno un elefante a questa distanza. (John Sedgwick)
They couldn't hit an elephant at this distance.
13 settembre 1864. Queste le sue ultime parole prima di essere ucciso dal fuoco nemico nella battaglia di Spotsylvania durante la guerra di secessione americana.
Die, my dear doctor, that's the last thing I shall do!
18 ottobre 1865. Queste, attribuite, sarebbero le sue ultime parole.
  • Vorrei solo aver avuto il tempo per un'altra ciotola di chili. (Kit Carson)
I just wish I had time for one more bowl of chili.
23 maggio 1868. Queste sarebbero le sue ultime parole.
Strike the tent.
12 ottobre 1870. Queste, attribuite, sarebbero le sue ultime parole.
Meine uhr!
13 febbraio 1883. Queste sono state le sue ultime parole dopo che l'orologio gli era scivolato dalla tasca.
  • Vai fuori di qui! Le ultime parole vanno bene per gli sciocchi che non hanno detto abbastanza in vita. (Karl Marx)
Los raus hier – letzte Worte sind für Narren, die nicht genug gesagt haben.
14 marzo 1883. Questa frase è stata attribuita a Marx. Il filosofo avrebbe pronunciato queste parole poco prima di morire, rivolgendosi alla sua governante che lo esortava a dire le ultime parole in modo che lei potesse appuntarle.
Make the world better.
19 ottobre 1893. Queste sono le sue ultime parole rivolte alla figlia Alice.
  • O se ne va questa carta da parati o me ne vado io! (Oscar Wilde)
Either this wallpaper goes, or I do!
30 novembre 1900. Questa frase è stata attribuita a Wilde. Lo scrittore irlandese avrebbe pronunciato queste parole in punto di morte, riferito alla carta da parati della stanza in cui si trovava.
Have me decently buried and do not let my body be into a vault in less than two days after I am dead. (George Washington)
So little done, so much to do.
26 marzo 1902. Queste le sue ultime parole.
I haven't had champagne for a long time.
15 luglio 1904. Čechov era malato di tubercolosi. Quella notte si svegliò ansimando e fece chiamare un dottore. Alle due arrivò il medico e Čechov gli disse piano: «Ich sterbe» (Io muoio). Il dottore gli fece un'iniezione di canfora e volle procurarsi dell'ossigeno, ma lo scrittore lo fermò: «È inutile». Così venne ordinato lo champagne e Čechov, dopo averlo sorseggiato, pronunciò queste parole – le sue ultime – distendendosi poi sul fianco.
On the contrary.
23 maggio 1906. Queste le sue ultime parole, dopo che un'infermiera aveva detto che sembrava lui stesse un po' meglio.
I have tried so hard to do right.
24 giugno 1908. Queste le sue ultime parole.
  • Accendete le luci; non voglio andare a casa al buio. (O. Henry)
Turn up the lights; I don't want to go home in the dark.
5 giugno 1910. William Sydney Porter pronunciò le sue ultime parole, citando la canzone I'm afraid to come home in the dark (1902) di Harry Williams.
  • Svignarsela! Bisogna svignarsela! (Lev Tolstoj)
    o secondo altre fonti
    La verità... Io amo tanto... come loro...
6 novembre 1910. Queste le ultime parole di Tolstoj nella stazione ferroviaria di Astàpovo, dov'era giunto con la febbre alta, accompagnato dal dottor Makovickij e dalla figlia Aleksandra, dopo esser fuggito di casa, a ottantadue anni, in seguito all'ennesimo litigio con la moglie Sonja, la quale gli fu accanto negli ultimi istanti, quando lo scrittore non era più in grado di pronunciare altre parole. Per approfondire vedi qui e qua.
I am just going outside and may be some time.
17 marzo 1912. Oates fece parte della spedizione britannica, capitanata da Robert Falcon Scott, per la conquista del Polo Sud. Durante la marcia di ritorno, dopo che un membro della spedizione (Edgar Evans) era già morto, Oates si ammalò e iniziò a sentire un forte dolore ad una gamba per via di vecchie ferite di guerra. Rendendosi conto che non ce l'avrebbe mai fatta ad arrivare fino al campo base e che in quel modo stava solo rallentando i suoi compagni di spedizione, supplicò ripetutamente invano di venire abbandonato da loro. La mattina del 17 marzo 1912, giorno del suo 32° compleanno, durante una tempesta di neve, pronunciò queste parole e uscì nella tormenta. I suoi compagni non lo rividero più e il suo corpo non fu mai ritrovato.
Es ist nichts. Es ist nichts.
28 giugno 1914. Queste le parole dell'arciduca prima di esalare l'ultimo respiro in seguito al famigerato attentato di Sarajevo (il casus belli che diede inizio alla prima guerra mondiale), durante il quale lui e sua moglie Sofia furono colpiti a morte dalla pistola di un rivoluzionario bosniaco.
En avant, fils de l'Italie!, il est beau de mourir pour la France!
oppure, come riportato da Camillo Marabini in La rossa avanguardia dell'Argonna. Diario di un garibaldino alla guerra franco-tedesca
Venite a vedere come muore un garibaldino. Ah... muoio... muoio per la repubblica.
5 gennaio 1915. Le due citazioni sono due versioni diverse delle ultime parole del luogotenente Duranti prima di morire. Duranti era uno dei garibaldini dell'Argonne in Francia durante la prima guerra mondiale e morì nel corso di una battaglia il 5 gennaio 1915. Secondo la versione riportata da Souchon (la prima delle due), Duranti pronunciò le sue ultime parole e quindi uscì per primo dalla trincea caricando il nemico. Secondo la versione riportata da Marabini, grande amico di Duranti, invece, il luogotenente uscì dalla trincea dicendo «Venite a vedere come muore un garibaldino», dopodiché fu ferito al cuore e, riportato in trincea, disse: «Ah... muoio... muoio per la repubblica.». Secondo il Fumagalli, la versione riportata da Marabini sarebbe molto più verosimile.
Why fear death? It is the most beautiful adventure in life.
7 maggio 1915. Queste le sue ultime parole, prima di annegare sulla Lusitania.
  • Morirò come un ribelle vero e leale. Non perdete tempo nel lutto — organizzatevi. (Joe Hill)
I will die like a real true-blue rebel. Don't waste any time in mourning — organize.
19 novembre 1915. Queste le sue ultime parole prima di essere fucilato. Joe Hill scrisse queste parole nel telegramma di addio a Bill Haywood.
Kismet, Hardy. (Horatio Nelson)
6 agosto 1916. Queste le sue ultime parole dopo essere stato ferito mortalmente in battaglia. Dopo la terza pallottola al petto, Toti lanciò la sua stampella contro il nemico.
Now we can cross the shifting sands together.
6 maggio 1919. Queste furono le ultime parole dello scrittore, prima di perdere conoscenza.
Come closer, boys, it will be easier for you.
24 novembre 1922. Queste furono le sue ultime parole, rivolte al plotone di esecuzione.
  • O caro amico, ci vedremo ancora, | ché sempre nel mio cuore tu rimani. | Ormai di separarsi è giunta l'ora, | ma promette un incontro per domani. | O caro amico addio, senza parole, | senza versare lacrime o sorridere. | Morire non è nuovo sotto il sole, | ma più nuovo non è nemmeno vivere. (Sergej Aleksandrovič Esenin)
28 dicembre 1925. Questi versi attribuiti a Esenin sono considerati il suo ultimo componimento poetico (Congedo) nonché le sue ultime parole. Si suppone siano stati scritti dal poeta con il suo stesso sangue. Quella stessa notte (tra il 27 e il 28 dicembre) il poeta si sarebbe poi impiccato nella sua camera d'albergo a Leningrado.
23 agosto 1926. Queste le sue ultime parole.
  • Dash... Sono stanco di lottare. Credo che questa cosa mi prenderà. (Harry Houdini)
Dash... I'm tired of fighting. I guess this thing is going to take me.
31 ottobre 1926. Queste le sue ultime parole, rivolte al fratello.
29 dicembre 1926. L'ultima storica annotazione sul suo diario, nel dicembre del 1926, mentre era ricoverato in un ospedale svizzero.
Adieu, mes amis. Je vais à la gloire!
14 settembre 1927. Queste le sue ultime parole, prima che la sciarpa rimasta impigliata nella ruota di un'auto le rompesse il collo.
If this is dying, then I don't think much of it.
21 gennaio 1932. Queste le sue ultime parole.
My work is done. Why wait?
14 marzo 1932. Queste le ultime parole che scrisse poco prima di suicidarsi con un colpo di pistola.
  • Carissimo. Sono certa che sto impazzendo di nuovo. Sono certa che non possiamo affrontare un altro di quei terribili momenti. Comincio a sentire voci e non riesco a concentrarmi. Quindi faccio quella che mi sembra la cosa migliore da fare. Tu mi hai dato la più grande felicità possibile. Sei stato in ogni senso tutto quello che un uomo poteva essere. So che ti sto rovinando la vita. So che senza di me potresti lavorare e lo farai, lo so... Vedi non riesco neanche a scrivere degnamente queste righe... Voglio dirti che devo a te tutta la felicità della mia vita. Sei stato infinitamente paziente con me. E incredibilmente buono. Tutto mi ha abbandonata tranne la certezza della tua bontà. Non posso continuare a rovinare la tua vita. Non credo che due persone avrebbero potuto essere più felici di quanto lo siamo stati noi. (Virginia Woolf)
28 marzo 1941. Queste parole sono tratte dalla Lettera di addio al marito che Virginia scrisse prima di suicidarsi.
Vive la France!
16 giugno 1944. Parole pronunciate di fronte al plotone di esecuzione.
o secondo altre fonti
Mirate al cuore.
28 aprile 1945. Le ultime parole pronunciate poco prima di essere fucilato, secondo due diverse fonti.
France, armée – téte d'armée – Josephine. (Napoleone Bonaparte)
  • Qual è la risposta? [Nessuna risposta] In tal caso, qual è la domanda? (Gertrude Stein)
What is the answer? [...] In that case, what is the question?
27 luglio 1946. Queste parole, rivolte alla sua compagna Alice B. Toklas, vengono riportate da Donald Sutherland in Gertrude Stein: A Biography of Her Work. Le parole sono riportate anche nell'autobiografia della stessa Toklas, ma non viene specificato se si tratti o meno delle ultime parole della Stein.
  • Spero che la mia esecuzione sia l'ultimo atto della tragedia della Seconda Guerra Mondiale e che il mondo impari da questa guerra come la pace e la comprensione debbano esistere fra i popoli. Credo nella Germania. (Arthur Seyss-Inquart)
I hope that this execution is the last act of the tragedy of the Second World War and that the lesson taken from this world war will be that peace and understanding should exist between peoples. I believe in Germany.
16 ottobre 1946. Queste le sue ultime parole prima dell'impicaggione decisa dal processo di Norimberga.
  • Nel complesso, preferirei trovarmi a Filadelfia. (W. C. Fields)
25 dicembre 1946. Queste le sue ultime parole.
  • Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi. Cesare Pavese. (Cesare Pavese)
27 agosto 1950. Queste sono le sue parole d'addio, riportate sul frontespizio di una copia dei Dialoghi con Leucò, ritrovata su un tavolino accanto al suo corpo senza vita. Pavese si suicidò con una dose letale di barbiturici in una camera al terzo piano dell'Hotel Roma in piazza Carlo Felice, a Torino.
Tell them that I had a wonderful life!
29 aprile 1951. Sono le ultime parole che il filosofo austriaco pronunciò.
Now I'll have eine kleine Pause.
8 ottobre 1953. Queste le sue ultime parole.
  • Quel ragazzo dovrà pur fermarsi... Ci vedrà! (James Dean)
That guy's gotta stop... He'll see us.
30 settembre 1955. Riferito a una Ford Custom che procedeva in direzione opposta e che si era immessa sulla corsia di Dean, il quale stava viaggiando a bordo di una Porsche. Queste parole furono pronunciate poco prima dell'impatto. L'incidente fu fatale per Dean, che probabilmente morì dieci minuti dopo.
22 gennaio 1956. Queste le sue ultime parole.
3 giugno 1963. Queste le sue ultime parole sul letto di morte, rivolte al segretario in lacrime.
  • Fermi! Non agitatevi. Calma, fratelli! (Malcolm X)
Hold it! Don't get excited. Let's cool it, brothers!
21 febbraio 1965. Queste le sue ultime parole rivolte ai suoi assassini.
  • Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt'altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda "Io tu e le rose" in finale e una commissione che seleziona "La rivoluzione". Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi. (Luigi Tenco)
27 gennaio 1967. Questa frase era riportata su un biglietto ritrovato accanto al suo corpo nella sua camera d'albergo a Sanremo, dopo il suicidio. La paternità del biglietto è tuttora discussa.
  • Chi è che mi ha sparato questa fucilata al cuore? Adesso basta, lasciatemi morire. (Totò)
15 aprile 1967. Parole dette ai medici, la notte prima della morte.
17 settembre 1967. Queste le ultime parole della mistica svizzera, al termine della sua vita terrena. Per approfondire vedi qui.
  • Addio figli miei, Aleida, Fidel fratello mio. (Che Guevara)
    o secondo altre fonti, di fronte all'esitazione del suo assassino:
    Stia tranquillo, lei sta per uccidere un uomo.
9 ottobre 1967. Queste le ultime parole prima del Che, prima della sua esecuzione. Per approfondire vedi qui.
  • Grazie per le patate di montagna del tre gennaio. Erano buonissime. (Kōkichi Tsuburaya)
9 gennaio 1968. Frase riportata sul biglietto di addio lasciato ai familiari prima di suicidarsi.
Poiché la terra mi soffocherà, vi scongiuro di fare aprire il mio corpo perché non sia sepolto vivo. (Fryderyk Chopin)
10 gennaio 1971. Queste le ultime parole rivolte alla sua cameriera in punto di morte.
  • Caro Mondo, ti lascio perché sono annoiato. Sento di aver vissuto abbastanza a lungo. Ti lascio con le tue preoccupazioni in questa dolce fogna. Buona fortuna. (George Sanders)
Dear World, I am leaving because I am bored. I feel I have lived long enough. I am leaving you with your worries in this sweet cesspool. Good luck.
25 aprile 1972. Queste le sue ultime parole.
8 aprile 1973. Queste sono le ultime parole rivolte ai familiari che lo assistevano nel letto di morte.
  • Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori! Queste sono le mie ultime parole e ho la certezza che il mio sacrificio non sarà vano. Ho la certezza che, per lo meno, ci sarà una lezione morale che castigherà la vigliaccheria, la codardia e il tradimento. (Salvador Allende)
Viva Chile! ¡Viva el pueblo! ¡Vivan los trabajadores! Estas son mis últimas palabras y tengo la certeza que por lo menos será una lección moral que castigará la felonía, la cobardía y la traición.
11 settembre 1973. Allende parlò a Radio Magellanes prima di morire. Anche se le circostanze della sua morte non sono ancora chiare, sembrerebbe che dopo il discorso Allende si uccise pur di non arrendersi a Pinochet.
20 febbraio 1979. Queste furono le ultime parole di Rocco, rivolte al figlio. L'allenatore ripeteva spesso questa frase al suo vice quando le partite erano agli sgoccioli.
26 gennaio 1980. Queste le sue ultime parole rivolte al fratello Eduardo due ore prima di morire.
  • Nessuno sa come va a finire. Una persona dovrebbe morire per sapere esattamente cosa accade dopo la morte, nonostante i cattolici abbiano le loro speranze. (Alfred Hitchcock)
One never knows the ending. One has to die to know exactly what happens after death, although Catholics have their hopes.
29 aprile 1980. Queste le sue ultime parole.
  • Ognuno deve morire, è vero, ma io ho sempre pensato che sarebbe stata fatta un'eccezione nel mio caso. E ora, che succede? (William Saroyan)
Everybody has got to die, but I have always believed that an exception would be made in my case. Now what?
18 maggio 1981. In punto di morte Saroyan chiamò l'Associated Press per rilasciare queste parole.
  • Non sopporterei di morire due volte. È una cosa così noiosa. (Richard Feynman)
I'd hate to die twice. It's so boring.
15 febbraio 1988. Queste le sue ultime parole.
  • È meglio ardere in un'unica fiamma piuttosto che spegnersi lentamente. (Kurt Cobain)
It's better to burn out than to fade away.
5 aprile 1994. Questo verso, preso dal brano Hey Hey, My My (Into the Black) di Neil Young, è tratto dalla lettera del suo suicidio.
Why not? Why not? Why not? Yeah!
31 maggio 1996. Queste le sue ultime parole.
I'm tired, and I have to go to sleep.
5 aprile 1997. Queste le sue ultime parole prima di cadere in coma.
Es ist nichts. Es ist nichts. (Francesco Ferdinando d'Asburgo-Este)
My God, what's happened?
31 agosto 1997. Questo furono le ultime parole di Lady D dopo l'incidente mortale.
I'll finally get to see Marilyn.
8 marzo 1999. Queste furono le sue ultime parole. DiMaggio si stava ovviamente riferendo a Marilyn Monroe, sua ex-moglie.
16 marzo 2002. Da quanto riporta Giancarlo Dotto, queste sarebbero state le ultime parole rivolte alla sua compagna Luisa prima di morire.
14 aprile 2004. Queste sono state le ultime parole di Quattrocchi prima di essere ucciso dai guerriglieri iracheni che lo avevano rapito.
  • Spero che resterete uniti e vi metto in guardia: non date fiducia alla coalizione iraniana, questa gente è pericolosa. (Saddam Hussein)
30 dicembre 2006. Queste sono le ultime parole pronunciate dal rais pochi istanti prima della sua esecuzione.
20 ottobre 2011. Queste le sue ultime parole.
  • Non voglio morire, per favore non lasciatemi morire. (Hugo Chávez)
Yo no quiero morir, por favor no me dejen morir.
5 marzo 2013. Queste le sue ultime parole.

Citazioni sulle ultime parole[modifica]

  • – È assurdo pretendere che le ultime parole di una persona siano profonde e significative, insomma perché dovrebbero?
    – Esatto! In realtà le "ultime parole famose" sono tutte inventate di sana pianta. Come la frase di quell'eroe patriottico, Nathan Hale che abbiamo studiato alle elementari.
    – Il mio unico rimpianto è che ho soltanto una vita da sacrificare per il mio amato Paese!
    – Sai cosa disse davvero sul patibolo?
    – Me la sto facendo nei pantaloni!
    – Questa è la storia vera!
    – Vedi, il fatto è che spesso le ultime parole sono sopravvalutate. (How I Met Your Mother)
  • Le ultime parole sono una cosa seria. Ti fanno riflettere. (How I Met Your Mother)
  • Le ultime parole vanno bene per gli sciocchi che non hanno detto abbastanza in vita. (attribuita a Karl Marx)
  • Un uomo illustre dovrebbe far attenzione alle sue ultime parole... scriversele su un pezzo di carta e farle giudicare dai suoi amici. Certo non dovrebbe lasciare una cosa del genere all'ultima ora della sua vita. (Mark Twain)

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