Proverbi latini

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A[modifica]

Errare humanum est.jpg
  • Ab uno | disce omnis
Da uno capisci come son tutti
(Virgilio, Eneide II 65-66)
  • Adulator propriis commodis tantum suadet[1]
L'adulatore tiene di mira solo i suoi interessi
(proverbio)
  • Alea iacta est
Il dado è tratto
(Giulio Cesare)
  • Aliena vitia in oculis habemus, a tergo nostra sunt
Abbiamo davanti agli occhi i vizi degli altri, mentre i nostri ci stanno dietro
(Seneca)
  • Alium silere quod voles, primus sile
Ciò che vuoi che un altro taccia, tacilo tu per primo
(Seneca, Fedra, 876)
  • Ames parentem si aequus est, aliter feras
Ama il padre se è giusto, se non lo fosse sopportalo
(Publilio Siro, Sententiae)
  • Amicus certus in re incerta cernitur.
Il vero amico si rivela nella situazioni difficili
(Quinto Ennio)[2]
  • Amicus omnibus, amicus nemini[3]
Amico di tutti, amico di nessuno
(proverbio)
  • Amor arma ministrat.[4]
L'amore procura le armi [agli amanti perché possano essere grati alla persona amata].
(proverbio medievale)
  • Amor gignit amorem.[4]
Amore genera amore.
  • At pulchrum est digito monstrari et dicier: hic est!
È bello essere additati e che si dica: è lui!
(Persio 1, 28)
  • Auctoritas non veritas facit legem
L'autorità, non la verità, fa la legge
(Thomas Hobbes, Leviatano II, 26)
  • Audentes fortuna iuvat
La fortuna aiuta gli audaci
(Virgilio, Eneide)
  • Aut amat, aut odit mulier, nihil est tertium.
La donna o ama o odia: non conosce via di mezzo.
(Publilio Siro, cfr.Tertium non datur)

B[modifica]

  • Balbum melius balbi verba cognoscere
Un balbuziente capisce meglio le parole di un altro balbuziente
(San Girolamo, Epistulae, 50,4)
  • Bellum quod res bella non sit
La guerra si chiama "bellum" perché non è una cosa bella
(Isidoro di Siviglia, Etimologie, 18,1,9)
  • Brevis esse laboro: | obscurus fio
Mi sforzo di essere conciso: divento oscuro
(Orazio, Ars poetica, 25-26)

C[modifica]

  • Carpe diem, quam minimum credula postero
Approfitta dell'oggi (cogli l'attimo) e non pensare al domani
(Orazio)
  • Caseus est fanus, quem dat avara manus
Fa bene quel formaggio servito da una mano avara.[5]
Penso dunque sono
(Cartesio)
  • Consuetudo est altera natura[6]
L'abitudine è una seconda natura
(proverbio)
  • Conveniunt rebus nomina saepe suis
Spesso i nomi sono adatti alle cose cui appartengono (v. anche nomen omen e nomina sunt consequentia rerum)
(Riccardo da Venosa, De Paulino et Polla, 412)

D[modifica]

  • Defendit numerus.
Nei numeri è la sicurezza.
(Decimo Giunio Giovenale, Satire, II, 46)
  • Dicendo homines ut dicant efficere solere
Di solito, parlando, si impara a parlare
(Cicerone, De oratore, 1,33,149)
  • Doctum doces
Insegni a chi già sa
(Plauto)
  • Dulce bellum inexpertis, expertus metuit
La guerra è dolce per chi non ne ha esperienza, l'esperto la teme
(proverbio medievale)[7]
  • Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur.
Mentre a Roma si delibera, Sagunto è espugnata.[8]

E[modifica]

  • Epistula... non erubescit
La lettera non arrossisce
(Cicerone, Epistulae ad familiarem, 5,12,1)
  • Ex abundantia enim cordis os loquitur
La bocca parla per l'abbondanza del cuore
(Vangelo secondo Matteo, 12,34 e Vangelo secondo Luca 6,45)
  • Est modus in rebus, sunt certi denique fines | quos ultra citraque nequit consistere rectum
C'è una giusta misura nelle cose, ci sono giusti confini | al di qua e al di là dei quali non può sussistere la cosa giusta.
(Quinto Orazio Flacco)
  • Est in canitie ridicula Venus.
È ridicolo l'amore di un vecchio.
(Proverbio medievale)[9]
  • Exigua his tribuenda fides, qui multa loquuntur
Bisogna prestare poca fede a quelli che parlano molto.
(Catone)
  • Ex ore tuo te judico
Ti giudico dalle tue parole.
(Vangelo secondo Luca 19,22)

F[modifica]

  • Faber est suae quisque fortunae
Ciascuno è artefice della propria sorte
(Sallustio)
  • Facta non verba
Fatti, non parole!
(Pietro Abelardo, Ad Astralabium, 43)
  • Felicium omnes sunt cognati[3]
Tutti sono parenti dei fortunati
(proverbio)

G[modifica]

  • Graeca per Ausoniae fines sine lege vagantur
Le parole greche per la terra d'Ausonia se ne vanno senza legge
(Regia Parnassi)
  • Gutta cavat lapidem
La goccia scava la pietra.
(Ovidio, Epistulae ex Ponto, libro IV, 10, 5)

H[modifica]

  • Homo homini lupus
L'uomo è un lupo per l'uomo.
(Plauto Asinaria, a. II, sc. 4, v. 88)
  • Homo sum: humani nihil a me alienum puto
Sono un uomo: niente di ciò che è umano considero estraneo a me.
(Terenzio Heautontimorumenos)
  • Historia magistra vitae
La storia è maestra di vita
(Cicerone De oratore Lib. II, 9, 36)
  • Honesta mors turpi vita potior
Una morte onorevole è migliore di una vita vergognosa
(Tacito Vita di Agricola, 33)

I[modifica]

Comandare a se stessi è la forma più grande di comando
(Seneca, Lettere a Lucilio, CXIII.30)
La virtù sta nel mezzo
(Orazio)
  • Delecta iuventus, flos veterum vitusque virum
(Virgilio, Eneide, Libro VIII, Canto 499-500)

L[modifica]

  • Littera enim occidit, spiritus autem vivificat
Le parole scritte uccidono, lo spirito rende vivi
(San Paolo, Seconda lettera ai Corinzi, 3,6 – Vulgata)
  • Lucus a non lucendo
Il bosco si chiama "lucus" perché non vi penetra la luce
(Donato, Ars grammatica, 4,402,4)

M[modifica]

  • Manus manum lavat
Una mano lava l'altra
(Petronio, Seneca)
  • Memento audere semper
Ricordati di osare sempre
(Gabriele D'Annunzio)
  • Mens sana in corpore sano
Mente sana in corpo sano.
(Giovenale)
  • Mulier cum sola cogitat male cogitat.
La donna quando pensa da sola, mal pensa.
(Publilio Sirio)
  • Multum... viva vox facit
Grande è l'efficacia della viva voce
(Seneca, Epistulae, 33,9)

N[modifica]

  • Naturam expellas furca, tamen usque recurret
Puoi cacciare l'indole naturale con un forcone: ma tornerà sempre di nuovo
(Orazio, Epistole, 1,10,24)
  • Navigare necesse est, vivere non est necesse
È necessario navigare, non è necessario vivere.
(Plutarco, Vita Pompeii, 50)
  • Nescit vox missa reverti
La voce [qui nel senso di parola], una volta emessa, non può più tornare indietro
(Orazio, Ars poetica, 390)
  • Nil est dictu facilius
Niente è più facile che parlare
(Terenzio, Phormio, 300)
  • Noli rogare, quom impetrare nolueris
Non domandare quando non vorresti ottenere
(Seneca, Epistulae, 95,1)
  • Noli tu quaedam referenti credere semper: exigua est tribuenda fides, qui multa locuntur
Non credere sempre a chi ti dà notizie: bisogna avere poca fiducia in chi parla molto
(Catone, distico 2,20)
I nomi sono corrispondenti alle cose
(Giustiniano, Institutiones, 2,7,3)
  • Nomina sunt odiosa
È odioso fare nomi
(Cicerone, Pro Roscio, 16,47)
  • Non debes... adripere maledictum ex trivio
Non devi trarre una parolaccia dal linguaggio di strada
(Cicerone, Pro Murena, 6,13)
  • Non minus interdum oratorium esse tacere quam dicere
Talora non è meno eloquente il tacere del parlare
(Plinio il Giovane, Epistulae 7,6,7)
  • Non omnibus dormio.
Non dormo per tutti.[10]

O[modifica]

Per chi è puro tutto è puro
(Paolo di Tarso)
L'amore vince ogni cosa
(Virgilio, Bucoliche X, 69)
  • Orator est vir bonus, dicendi peritus
L'oratore è un uomo onesto, esperto nel parlare
(Marco Porcio Catone)
  • Odi profanum vulgus et arceo
Odio la massa ignorante e la tengo lontana
(Orazio)
  • Omne animal post coitum triste
Tutti gli animali sono mesti dopo il coito[11]
Il tempo porta via tutte le cose
(Virgilio)
  • Omnia mutantur
Tutto cambia
(Ovidio)

P[modifica]

  • Pacta sunt servanda
I patti devono essere osservati.
(Eneo Domizio Ulpiano)
Principio fondamentale del diritto civile e del diritto internazionale
Pane e giochi [per distrarre il popolo]
(Giovenale, X 81)
  • Parva saepe scintilla magnum excitavit incendium
Spesso una piccola scintilla ha innescato un grande incendio
(Quinto Curzio Rufo)
  • Paupertas artis omnis perdocet
La povertà insegna tutte le arti
(Plauto)
Vi è pericolo nel ritardo
(Tito Livio, Ab urbe condita; XXXVIII, 25)
  • Probitas laudatur et alget
L'onestà è lodata ma muore di freddo.
(Giovenale, I 74)

Q[modifica]

  • Qui gladio ferit gladio perit
Chi di spada ferisce di spada perisce. [12]
  • Qui timide rogat, | docet negare
Chi domanda timorosamente, insegna a rifiutare
(Seneca, Fedra, 593-94)
  • Quis custodiet ipsos custodes?
Chi controllerà i controllori?
(Giovenale, Satire)
  • Quisque faber fortunae suae
Ognuno è artefice del proprio destino.
(Appio Claudio Cieco)
  • Quod non potest diabolus mulier evincit.
Ciò che non può il diavolo, l'ottiene la donna.
(Proverbio medievale)[13]
  • Quot homines tot sententiae.
Tanti uomini, altrettante opinioni.
(Terenzio, Phormio, 454)

R[modifica]

  • Rumores fuge, ne incipias novus auctor haberi: nam nulli tacuisse nocet, nocet esse locutum
Fuggi le chiacchiere, per non essere reputato un loro fomentatore: a nessuno nuoce aver taciuto, nuoce aver parlato
(Marco Porcio Catone)
  • Rem tene, verba sequentur
Concentrati sul concetto, le parole seguiranno
(Marco Porcio Catone)

S[modifica]

  • Sapiens, ut loquatur, multo prius consideret
Il saggio, per parlare, deve prima molto meditare
(San Girolamo)
  • Silent leges inter arma.
Tacciono le leggi fra le armi.
(Seneca)
  • Si vis pacem, para bellum
Se desideri la pace, prepara la guerra.
(Cicerone)
  • Stultorum infinitus est numerus
Il numero degli sciocchi è infinito.
(Bibbia)

T[modifica]

  • Taciturnitas stulto homini pro sapientia est
Lo stare zitti è la saggezza dello sciocco
(Publilio Siro)

U[modifica]

  • Ubi opes, ibi amici[3]
Dove sono le ricchezze, lì sono anche gli amici
(proverbio)

V[modifica]

  • Vita, si uti scias, longa est
La vita, se tu sai usarla, è lunga
(Seneca, De brevitate vitae)
  • Vulgare amici nomen, sed rara est fides
Frequente il nome di amico, ma la fedeltà è rara
(Fedro)
  • Vulpes pilum mutat, non mores
La volpe perde il pelo, non il vizio
(Gaio Svetonio Tranquillo, Vita di Vespasiano, 16)

Note[modifica]

  1. Citato in Mastellaro, p. 11.
  2. Citato in Mastellaro, p. 18.
  3. a b c Citato in Mastellaro, p. 20.
  4. a b Citato in De Mauri, p. 27.
  5. Citato in Andrea Perin e Francesca Tasso (a cura di), Il sapore dell'arte, Skira, Milano, 2010, p. 41.
  6. Citato in Mastellaro, p. 9.
  7. Citato in Marco Costa, Psicologia militare, FrancoAngeli, Milano, 2006, p. 645. ISBN 88-464-7966-1
  8. Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 496.
  9. Citato in De Mauri, p. 29.
  10. Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 536.
  11. Citato in Paul-Augustin-Olivier Mahon, Medicina legale e Polizia medica, vol. 4, a cura di Giuseppe Chiappari, Pirotta, Milano, 1820, p. 295.
  12. Dal Vangelo: ... tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada (Mt 26:52)
  13. Citato in De Mauri, p. 171.

Bibliografia[modifica]

Voci correlate[modifica]