Darth Plagueis

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Darth Plagueis, personaggio di Guerre stellari.

Citazioni di Darth Plagueis[modifica]

James Luceno[modifica]

  • Chi è che forgia la storia: i buoni, che appoggiano la verità e l'onestà, o quelli che cercano di scuotere gli altri dal loro torpore per condurli alla gloria? Sei una tempesta, è vero, ma una tempesta di cui abbiamo tutti bisogno e che può spazzare via la zavorra che frena questa galassia.
  • I Sith hanno lasciato che li si considerasse soltanto una leggenda per ben mille anni. Serviva al nostro scopo, perciò non abbiamo fatto nulla per impedire che ci ritenessero Jedi corrotti, stregoni malvagi, incarnazioni di odio, rabbia e ferocia, addirittura capaci di nascondere le reliquie delle nostre malefatte in luoghi di grande potere.
  • Il desiderio di uccidere chi ci è superiore è intrinseco alla natura della nostra impresa. La mia potenza incommensurabile scatena la tua invidia; la mia saggezza alimenta i tuoi desideri; i miei traguardi infiammano la tua brama. Così è stato per migliaia di anni e così deve essere finché non mi sarai pari. Solo allora dovremo fare del nostro meglio per sabotare la dinamica messa in moto da Darth Bane, perché avremo bisogno l'uno dell'altro se vorremo raggiungere i nostri obiettivi. Alla fine non potranno esserci segreti tra noi, nessuna gelosia o diffidenza. Il futuro dei Sith dipenderà da noi, così come il destino di tutti gli abitanti della galassia.
  • Il futuro dei Sith non dipende più dalla potenza fisica ma dall'astuzia politica. I nuovi Sith domineranno con la paura, non con la forza bruta.
  • Molte vite spesso non hanno alcuna rilevanza. I Jedi non riescono a capirlo. Sono così occupati a salvare le vite e a mantenere i poteri della Forza in equilibrio da aver perso di vista il fatto che la vita senziente è destinata a evolversi, non a languire nella sua staticità.
  • [Rivolto a Darth Tenebrous] Muori sapendo che sei stato l'ultimo a seguire la tanto antica e venerata Regola dei Due, e che in questo momento inizia il nuovo ordine che resterà sotto il mio controllo per migliaia di anni.
  • Non siamo una setta come quella degli Stregoni Tetsu di Tund. Discendiamo da Darth Bane; siamo i prescelti che rifiutano di lasciarsi trasportare dalla Forza e che invece la governano. Siamo solo trenta in mille anni invece delle decine di migliaia che sono diventati i Jedi. Qualunque Sith potrebbe fingersi retto e compassionevole per imparare le arti dei Jedi, ma solo un Jedi su mille potrebbe diventare Sith, poiché il Lato Oscuro sceglie soltanto coloro che credono nel proprio determinismo più che in qualsiasi altra cosa.
  • Non vi è cura per il decadimento: deve essere spazzato via dal calore di un fuoco purificatore. La colpa è soprattutto dei Jedi. Menomati dalla loro compassione, vincolati dall'obbedienza – nei confronti dei loro Maestri, del Consiglio, della tanto venerata Repubblica – i Jedi perpetuano il mito dell'uguaglianza, servendo la Forza come fosse un sistema di convinzioni per cui sono stati programmati. Si comportano come i genitori amorevoli della Repubblica, permettendo alla loro progenie di giocare con le proprie scelte senza subirne le conseguenze e sostenendo le loro idee più sbagliate pur di mantenere unita la famiglia. Inciampano nei loro stessi mantelli mentre accorrono a sorreggere un governo galattico che si sta deteriorando da secoli, quando dovrebbero invece ergersi e proclamare: 'Noi sappiamo cos'è meglio per voi'. "La galassia non potrà riprendere il suo giusto corso finché l'Ordine dei Jedi e la loro Repubblica corrotta non saranno stati distrutti. Solo allora i Sith potranno ricostruire tutto da capo.
  • Persino un Jedi sospinto dalla paura o dall'odio potrebbe superare i limiti degli insegnamenti del suo Ordine e scoprire un potere molto più grande. Ma nessun Jedi che riesca a raggiungere quel luogo, che riesca a elevarsi al di sopra del suo rispetto per la pace e per la giustizia, che riesca a uccidere per rabbia o per desiderio, può davvero attingere al Lato Oscuro della Forza. I loro tentativi di convincersi di aver ceduto al Lato Oscuro o di essere stati guidati da esso non sono altro che patetiche razionalizzazioni. Ecco perché i Sith abbracciano il Lato Oscuro fin dal principio, concentrandosi sul raggiungimento del potere. Noi non ci scusiamo. Le azioni dei Sith nascono dal loro egoismo e si proiettano all'esterno. Seguiamo la Forza come fossimo predatori piuttosto che arrenderci ai suoi enigmatici capricci come semplici prede.
  • Quando ti nascondi non puoi affidarti ai tuoi poteri oscuri. [...] Dovrai essere te stesso, immerso nel disegno omogeneo percepito dai Jedi. Visibile nella Forza, ma non come un Sith. Dato che non potrai essere visto, dovrai assicurarti di essere dato per scontato. Amalgamati al mondo comune, mimetizzati con l'ordinarietà... sono quelli i piani della realtà da cui potrai attaccare senza alcun preavviso.
  • Ricorda sempre perché i Sith sono più potenti dei Jedi, Sidious: noi non temiamo le nostre emozioni. Le abbracciamo tutte, piuttosto, dalle vette della gioia trascendente agli abissi dell'odio e della disperazione. Impavidi, accogliamo la via che il Lato Oscuro ci porta a percorrere e il destino che ha deciso per noi.
  • [Sui Jedi] Riesci a comprendere il loro grande errore? Compiono la volontà della Repubblica come fosse quella della Forza! Ma quando mai un potere politico è riuscito a giudicare quello che è giusto e quello che è sbagliato? Come deve essere facile, per loro, crogiolarsi al sicuro nel loro castello su Coruscant. Così facendo, però, non si sono preparati al mondo che abbiamo costruito nel corso degli ultimi mille anni.
  • Un apprendista Sith è il completo opposto di un giovane Jedi cresciuto nel suo Tempio a combattere dei remoti volanti con una spada laser da addestramento. I Sith si abituano al dolore fin dall'inizio e imparano subito ad infliggerlo.

Citazioni su Darth Plagueis[modifica]

  • Il mio mentore mi ha insegnato tutto sulla Forza. Anche la natura del Lato Oscuro. (Palpatine, Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith)
  • Ti hanno mai detto della tragica fine di Darth Plagueis il Saggio? [...] È una storia che i Jedi non raccontano. È una leggenda Sith. Darth Plagueis era un Signore Oscuro dei Sith così potente e così sapiente da poter usare la Forza per indurre i midi-chlorian a creare la vita. Aveva tale conoscenza del lato oscuro che riusciva a impedire a coloro che amava di morire. [...] Diventò talmente potente che l'unica cosa di cui aveva paura era perdere il suo potere. Cosa che alla fine gli accadde. Disgraziatamente, insegnò al suo apprendista tutto ciò che sapeva, e il suo apprendista lo uccise mentre dormiva. Che ironia. Salvava altri dalla morte, ma non salvò sé stesso. (Palpatine, Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith)

James Luceno[modifica]

  • A Plagueis non interessava affatto diventare un'entità persistente e incorporea, intrappolata tra due mondi e incapace di influenzare il mondo materiale se non attraverso le azioni delle menti più deboli che avrebbe potuto ingannare o provocare. Né desiderava infondere la sua mente nel corpo di qualcun altro, che fosse un apprendista, come si pensava che avesse fatto Bane, o qualche clone cresciuto in laboratorio. Contava soltanto l'immortalità del suo corpo e della sua mente.
  • Era cresciuto credendo fortemente nell'eliminazione della concorrenza, ed era così che vedeva i Jedi. L'Ordine non era una corporazione rivale come tante altre che avrebbero potuto acquistare di nascosto: doveva essere indebolito, ferito e smantellato. Doveva essere eradicato. Plagueis aveva creduto che, col tempo, sarebbe riuscito a convincere Tenebrous, ma il suo ex Maestro doveva aver chiaramente pensato che non fosse degno di succedergli e di conseguenza si era rivolto a qualcun altro. I desideri inappagati degli esseri senzienti erano una fortuna per i Sith, poiché producevano un'abbondanza di individui entusiasti e fin troppo audaci da usare per perorare la loro causa.
  • I Jedi credevano che quegli organismi cellulari fossero simbionti, ma secondo Plagueis i midi-chlorian erano degli intrusi che interferivano con la Forza e che impedivano agli esseri viventi di attingervi direttamente. Dopo tanti anni di esperimenti e meditazione mirata, Plagueis aveva imparato a percepire le azioni dei midi-chlorian, ma non riusciva ancora a manipolarli. [...] Si credeva comunemente che i midi-chlorian fossero delle particelle in grado di condurre la Forza, quando in realtà svolgevano la funzione di traduttori, di interpreti della volontà della Forza. Plagueis riteneva che il suo interesse nei confronti di quegli organismi fosse naturale tanto quanto lo era stata l'ossessione di Tenebrous nei confronti della determinazione del futuro. L'intelligenza dei Bith si fondava sulla matematica e sul calcolo, mentre quella dei Muun era guidata dall'idea del profitto. In quanto Muun, Plagueis vedeva la sua alleanza con la Forza come un investimento da cui, con un po' di fatica, avrebbe potuto trarre enormi guadagni. (p. 23)
  • I Jedi eseguivano regolarmente le analisi del sangue per verificare il numero dei midi-chlorian nei loro potenziali apprendisti, ma Plagueis aveva superato il bisogno di misurazioni tanto grossolane. Ormai non riusciva soltanto a percepire la potenza della Forza negli altri esseri, ma anche i midi-chlorian che li differenziavano gli uni dagli altri.
  • Per Plagueis i duelli con le spade laser erano una gran noia fatta di emozioni sprecate e inutili acrobazie.
  • Su un piano filosofico riusciva a capire perché le generazioni di Signori dei Sith che l'avevano preceduto avessero addestrato degli apprendisti cui trasmettere tutta la loro conoscenza del Lato Oscuro della Forza ben sapendo che prima o poi sarebbero stati sfidati per la supremazia. Ma ora che il Grande Piano era al suo culmine non aveva più alcun senso attaccare o uccidere altri esseri dello stesso potere a meno che non rappresentassero una concreta minaccia per il destino di Plagueis. La dinastia dei Sith sarebbe continuata con lui o non sarebbe continuata affatto. Ecco perché aveva bisogno di un compagno più che di un sottoposto; qualcuno che lo aiutasse a mettere in atto le ultime fasi del suo piano

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