Epitaffi dai libri

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Raccolta di epitaffi tratti dai libri.

  • «Cosimo Piovasco di Rondò – Visse sugli alberi – Amò sempre la terra – Salì in cielo»
(Italo Calvino, Il barone rampante)
  • Epitaffio del suicida: veni vidi fugi.
(Alessandro Morandotti, Le minime di Morandotti)
  • Il lampadario si era abbattuto sulla testa di quella povera sventurata che era venuta all'Opéra per la prima volta in vita sua e che il signor Richard aveva designato a sostituire nelle sue funzioni di maschera la signora Giry, la maschera del fantasma! Era morta sul colpo e, l'indomani, un giornale portava questo occhiello: Duecentomila chili sulla testa di una portinaia. Fu questa la sua orazione funebre.
(Gaston Leroux, Il fantasma dell'Opera)
  • Quando sono andata a Taranto a parlare con le vedove degli operai uccisi dal cancro, all'Ilva, sotto la casa di una famiglia sterminata dal tumore ho trovato una lapide, fatta mettere dall'ultimo dei morti quando era ancora vivo e combattivo, quando sperava che non sarebbe toccato anche a lui. Io vi maledico, ha scritto sulla pietra. Maledico voi che sapete cosa ci state facendo, voi che lo fate e voi che guardate in silenzio, i colpevoli e gli indifferenti, i padroni e i politici, i sindacati e i preti. Voi che pensate solo a voi stessi, e non ci ascoltate.
(Concita De Gregorio, Io vi maledico)
  • Qui giace il vecchio comandante. I suoi seguaci, che ora non possono avere alcun nome, gli hanno scavato la tomba e posto questa pietra. Una profezia afferma che fra un certo numero di anni il comandante risusciterà e da questa casa guiderà i suoi seguaci alla riconquista della colonia. Credete e aspettate!
(Franz Kafka, Nella colonia penale)
  • QUI GIACE LA BAMBINA DAI CAPELLI TURCHINI
    MORTA DI DOLORE
    PER ESSERE STATA ABBANDONATA DAL SUO FRATELLINO PINOCCHIO
(Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio)

Achille Campanile[modifica]

  • Antonio K.! Desti del tu al presidente del tribunale! E ci ha lasciato!
  • Qui giace H. Y. Dette del tu al Signore.
  • Qui giace L. M. pilota aviatore che precipitando a terra saliva al cielo.
  • Qui giace Piero d'Avenza cittadino integerrimo, lavoratore indefesso, sposo e padre esemplare, figlio amorosissimo, fratello discreto, cugino soddisfacente, cognato passabile, genero detestabile, prozio tenerissimo, biscugino senza particolare rilievo, nipote insignificante, pronipote modello, suocero insuperabile, amico pignolo, debitore insolvibile, vicino di casa un poco rumoroso, nonno futuro, antenato impareggiabile, morto esigente, Una prece! A lui i posteri diranno un giorno: Grazie, arcavolo!

Voci correlate[modifica]