Canzoni dai libri

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Raccolta di canzoni tratte dai libri.

Canzoni dai libri[modifica]

  • Canto alla luna [...] Tutti i porcospini cantano alla luna, per far uscire fuori le lumache. Che? non lo sapevi?
    Oh Luma-Luna, Luna mia Lumacchia
    Da' al riccio tuo fedel un po' di pacchia! (Richard Adams)
  • La canzone dello hikikomori
    Parole e musica di Tatsuhiro Satō
    La camera da sei tatami continua a congelarsi, in questo appartamento monocolore.
    La mia fuga è lontana, non riesco a vederla. Sedici ore al giorno a letto a dormire e svegliarmi.
    Sotto l'ombra di quel kotatsu e lì intorno, uno scarafaggio si nasconde.
    Mangio una volta, un solo pasto al giorno, e il mio peso diminuisce sempre di più.
    E se anche a volte vado al konbini, lo sguardo della gente mi terrorizza.
    Mi vengono perfino i freddi sudori, devo pensare alle difficoltà della fuga.
    La ricerca della cospirazione NHK mi porta solo illusioni.
    Anche oggi il sole è calato e a fatica mi stendo sul mio letto umido.
    Sono stanco, ho la testa pesante.

    Aah, non ce la faccio più! Non ce la faccio più! (Welcome to the NHK)
  • La volta dell'alba si riempiva di araldi, e questo è ciò che cantavano:
    Tu, mondo che giri, che scorri sotto le nostre ali,
    Innalza il bianco sole ad accogliere i beniamini del mattino.

    Mira, su ogni petto lo scarlatto e il vermiglio,
    Odi, da ogni gola la chiarina e i campanelli.

    Ascolta, i liberi, vaganti ranghi in nere squadriglie,
    Corni e cacciatori del cielo, segugi e stalloni luminosi d'alba.

    Libera, libera; lontana, lontana; e bella sulle ali ondeggianti
    Viene l'Anser albifrons, e canta e suona. (Terence Hanbury White)
  • Mentre [Merlino] danzava, cantava. Questa era la sua canzone:
    «Terapeutico,
    Elefantiaco,
    Diagnosi,
    Bum!
    Pancreatico,
    Microstatico,
    Antitossico,
    Tum!
    Con un normale catabolismo,
    Farfuglismo e balbettismo,
    Snip, Snap, Snorum,
    Taglia via il suo addomorum.
    Dispepsia,
    Anemia,
    Tossiemia.
    Uno, due, tre,
    E Lui sen va,
    Con le cinque ghinee,
    Cantando trallalà.» (Terence Hanbury White)
  • Nel silenzio, inaspettata, si levò dolcemente una voce:
    Cra, Cra, Cra (alla luna canto)
    Gruà, Cra, Cra (il mio solitario pianto)
    Cra, Groà, Cruà (nell'acqua io nuotavo come agil girino)
    Groà, Cra, Cra (adesso sono rana, ho perso il mio codino)
    Cra, Gra, Gra (dove sarà, come farò?). (Sette punti neri)
  • Ogni vallata ove l'uomo ha la sua dimora possiede la propria canzone. Vi dirò la trama; potete volgerla in versi e metterla in musica per conto vostro.
    C'era una volta una fanciulla,
    sopraggiunse un baldo giovane,
    l'amò e cavalcò via.

    È una monotona canzone scritta in molte lingue. (Jerome K. Jerome)
  • Sotto i larghi rami del castagno.
    T'ho venduto e mi hai venduto:
    Là giaccion loro, qui giacciamo noi.
    Sotto i larghi rami del castagno.
    (George Orwell, 1984)
Sotto il castagno, chissà perché.
Io ti ho venduto, e tu hai venduto me:
sotto i suoi rami alti e forti,
essi sono defunti e noi siam morti.
  • Sotto il castello di prua i marinai cantano. Bjerke suona la fisarmonica. Una malinconica canzone, eppure le parole della canzone non sono malinconiche. Ma è che questa gente ha l'anima invernale.
    «Danziamo allegramente, pescatori, – senza pensieri e senza pena. – Verrà ben l'ora d'andare sul mare, – ma le nostre gambe saranno ancora stanche – di danzare». Così dice la canzone. E poi: «Viene la brezza dell'est – e il capitano fa alzare la randa. – Noi andiamo nel Breidifjord – e là gettiamo le reti e le lenze nel mare».
    – Bisogna ballarla con le donne – mi dice Bjerke quando la canzone è finita. – Con le donne. Allora, sì, che mette il fuoco ai piedi. (Vittorio Giovanni Rossi)

Richard Adams[modifica]

  • Bel gattino, esci fuori dal mio orecchio.
    Qui ci sono ratti in abbondanza.
    Inseguili e falli volare parecchio.
    Spezza loro il collo e riempiti la panza.
  • El-ahrairà ha scoperto laggiù
    la fonte segreta dell'eterna gioventù.
  • El-ahrairà non invecchierà
    se la sua mente risoluta resterà
    e il suo cuore sempre coraggioso sarà.
  • El-ahrairà, El-ahrairà,
    El-ahrairà è guarito e non è più stanco
    E adesso deve cercare il grande toro bianco!
  • Formiche, formiche, uscite ch'è festa.
    Qui ci sono gli Ermellini Selvaggi.
    Mordete loro la coda e la testa.
    E trasformateli in un mucchio di cadaveri!
  • Giunto appena dietro
    Al bosco delle campanule e alle ampie colline
    El-ahrairà più cercare non dovrà.
  • L'estate è passata e quasi finita,
    ed El-ahrairà ricomincia la partita.
  • L'inverno giunge con la neve e il freddo.
    E quando arriva, nessuno si muove.
    Prima che tutto geli
    El-ahrairà muoversi dovrà.
  • Per le mie ali, il mio becco e la mia coda,
    Ti dico che la prima mucca non è lontana.
    Proprio ai piedi del Colle, qui vicino,
    Si trova il bosco incantato delle mucche pezzate.
  • Venite fuori, corvi, due alla volta.
    Insegnate alle donnole come ci si comporta.
    Beccatele sulla testa.
    E dopo che le avrete uccise faremo festa!
  • Vieni fuori, ruscello, esci dal mio orecchio.
    Trascina con te questo puzzone.
    Scorri sulla sua testa, restaci parecchio.
    E sommergilo finché annega, questo lercio testone.

Aldous Huxley[modifica]

  • "A, B, C, Vitamina D" canticchiava tra sé lavorando. "Il grasso è nel fegato, il merluzzo è nel mare."
  • Bottiglia mia, sei tu che ho sempre amato! | Bottiglia mia, perché fui travasato? | Azzurri son i cieli nel tuo seno, | È il tempo dentro te sempre sereno. | Poiché non esiste bottiglia nel creato, | O bottiglietta mia, simile a te.
  • Come è bella l'umanità! O mirabile mondo nuovo...
  • Orgy porgy, Ford e allegria, | Bacia le ragazze e fanne un'Unità. | Ragazzi e ragazze in pace e sintonia | Orgy porgy vi dà la libertà.
  • Stringimi fino a farmi male, accarezzami | Baciami fino a che io cada in coma: | Stringimi, accarezzami, avvinghiami; | L'amore è buono come il soma.

Robert Louis Stevenson[modifica]

  • «Che fate qui, compari, nel bosco che verdeggia?» cantava la voce. «Che fate qui, ehi! minchioni, che fate qui?» soggiunse il padrone della voce con la risata rauca dell'ubriaco, rimettendosi poi a cantare:
    Se tu bevi il buon chiaretto, | o porcon d'un Frate John, | se tu bevi e io banchetto | a dir Messa chi ci va? (La freccia nera)
  • E allora parlò il signore, il re dei fuorilegge | «Che fate qui, compari, nel bosco che verdeggia?» | A lui rispose Gamelyn, che mai guardava a terra: | «Errar deve nel bosco chi non può stare in villa!» (La freccia nera)
  • Ma tu, cara signora, se sei tale | abbi pietà del misero mortale. (La freccia nera)
  • Nel verde bosco legge non c'è, | ma la carne non manca. | O com'è bello mangiare il cervo | quando viene l'estate. || E di te inverno con vento e pioggia | attendiamo il ritorno | per poter stare attorno al fuoco | a cuocere e mangiare. (La freccia nera)
  • Non siamo qui, signore, per fare male alcuno; | ma ci perdonerete se per dannato errore | un bel cervo regale andasse al Creatore. (La freccia nera)
  • Quindici uomini sulla cassa del morto | Io-ho-ho, e una bottiglia di rum! (L'isola del tesoro)

Mark Twain[modifica]

  • L'infinito cielo sospira | e aspetta d'udire quella voce. (Viaggio in paradiso)
  • Queste erano le ispirate parole: Gente delle tenebre, ehilà! | Peste e morte per chi non ci sta | A fregare malloppi e a far crepare | Chi val la pena di eliminare. || Morte arrecate, uccidete i signori | Andate qua e là con armi bastanti | Per farli fuori tutti quanti. | Quelli che hanno ben più di noi | Eliminateli per ripulirli poi. (Il principe e il povero)
  • Vogliamo udire la tua voce, | e contemplarti viso a viso. (Viaggio in paradiso)

Voci correlate[modifica]