Giampiero Boniperti

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Giampiero Boniperti

Giampiero Boniperti (1928 – vivente), ex calciatore, dirigente sportivo e politico italiano.

Citazioni di Giampiero Boniperti[modifica]

  • A diciannove anni era già favoloso, il nostro Alex, e non è cambiato. [...] L'ultimo scudetto della Juve l'hanno vinto lui e Peruzzi. [...] Attaccano lui per fare male alla Juve, anche a me succedeva, per questo durante il riscaldamento uscivo da solo sul campo e mi prendevo gli insulti, ero una specie di parafulmine. E so che una squadra e un giocatore si giudicano alla quarta di campionato, non prima.[1]
  • I tiri più belli riescono quando non ci pensi, oppure quando sbagli ma la palla va nel sette.[1]
  • La Juve, il sogno della mia vita. La sognavo davvero. Perché io, che portavo all'occhiello il distintivo bianconero, avevo in quegli anni un solo desiderio: giocare una partita di serie A con la maglia bianconera.
    Me ne sarebbe bastata una, ero sicuro, per essere felice per sempre. È andata meglio: in campionato ne ho giocate 444.
    Ho fatto la mia parte senza sacrifici.
    Perché ho dato quello che avevo dentro. Sono un uomo felice. (sulla sua carriera da giocatore nella squadra torinese da 1947 al 1961).[2]
  • La Juve è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire. Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tutt'ora.[3]
  • Il mio fuoriclasse era Scirea. Parlava poco, eppure aveva carisma. Era un piacere stare con lui e in qualsiasi occasione, non soltanto sul campo, ti faceva fare bella figura. Il giorno in cui ho preso Scirea, per la prima e unica volta, Achille Bortolotti mi ha detto: «Gaetano te lo porto io a Torino. Perché questo ragazzo è diverso da tutti gli altri». Quando Gai ha smesso di giocare io volevo che diventasse un punto fermo della Juventus. Prima come osservatore, poi come allenatore, ma lo vedevo benissimo anche come uomo di pubbliche relazioni. Aveva qualità fuori dal comune e la sua splendida carriera ne era la conferma. Li riconosci subito i giocatori che hanno qualcosa in più: li vedi da come si muovono in campo e da come leggono il gioco un secondo prima degli altri; se poi sono dotati di spessore umano e pulizia morale hai davanti agli occhi un fuoriclasse anche nella vita. E Scirea lo era. Io gli volevo bene.[4]
  • [Su Alessandro Del Piero] Mi ricordo quando andai a vederlo e ho subito intravisto che aveva la stoffa del campione. Però sono anche stato fortunato nella scelta. Ci sentiamo ancora spesso e sono molto contento per lui. Finché è Alex a eguagliarmi, sono felice...[5]
  • [Su Roberto Bettega] Roberto è stato uno dei giocatori che hanno fatto la storia bianconera [...] un grande campione, un simbolo.[6]
  • Una testa senza capelli è più leggera anche per il calcio. E giusto presentarsi in pubblico con un aspetto decente.[7]
  • Vincere non è importante: è la sola cosa che conti.[8]
Dall'intervista Roberto Beccantini, Boniperti: «Più che mai innamorato della mia Juve antipatica», La Stampa, 1º ottobre 2004, p. 39.
  • La Juve non è soltanto la squadra del mio cuore. È il mio cuore.
  • [Alla domanda: «Perché la Juve è così antipatica»] Lo è adesso, lo era quando la dirigevo io, lo sarà in futuro. L'envidia rappresenta una medaglia al valore. E comunque se mezza Italia tifa Juve, ci andrei piano con le etichette. Di sicuro, è una società che divide. O con lei o contro di lei. La sua forza, il suo fascino.
  • [Sul «pragmatismo» della Juventus] [...] La Juve degli Agnelli e della FIAT: di qui il concetto di fabrica, di produzione, assemblare e vincere l'utile preposto al dilettevole. Un marchio che, credo, ho contribuito a imporre.

Citazioni su Giampiero Boniperti[modifica]

  • [Nel 1994] Boniperti è stato un alpino, e come tale ha e avrà sempre la stima di un vecchio alpino come il sottoscritto, ex vicepresidente nazionale. Con la stima, la mia amicizia e il mio grazie per quanto ha fatto (e forse tornerà a fare…) per il calcio. Non mi pare propio che un personaggio così grande abbia bisogno di altre forme di difesa. (Giuseppe Prisco)

Note[modifica]

  1. a b Citato in Maurizio Crosetti, Nel tunnel di Alex: Troppa malafede, la Repubblica, 5 settembre 2000, p. 54.
  2. Citato in Giampiero Boniperti, Enrica Speroni, Una vita a testa alta. Cinquant'anni sempre e solo per la Juventus, Biblioteca Universale Rizzoli, 2003 ISBN 88-1710-685-2.
  3. Citato in Protagonisti del secolo bianconero n. 11, www. Juveclubsantagata.it, gennaio 2004.
  4. Citato in Non è morto chi vive nel cuore di chi resta, Bianconerionline.com, 3 settembre 2009.
  5. Citato in L'esclusivo club di Del Piero: Quant'è difficile restare fedeli, Lastampa.it, 19 ottobre 2010.
  6. Da Enciclopedia dello sport, ed. Universo.
  7. Citato in Luca Valdisseri, E Sibilia tuonò: "Tagliati i capelli o niente ingaggio", Corriere della Sera, 13 agosto 1996.
  8. Citato in Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, Palla lunga e pedalare, Dalai Editore, 1992, p. 97, ISBN 88-8598-826-2.

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