Jack Kerouac
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Jack Kerouac (1922 – 1969), scrittore statunitense.
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- Alcune persone hanno delle vibrazioni che vengono dritte dal cuore vibrante del sole... (da Tristessa)
- Devo essere felice o morire, perché la mia condizione terrena è piena di una tristezza insostenibile e io do la colpa a Dio anziché a me stesso. (dai Diari)
- Due ragazzotti messicani si avvicinano attratti da Tristessa e rimangono in piedi lì vicino a bere e a parlare tutta la notte, hanno entrambi i baffi, uno è molto piccolo e ha la faccia tonda con le guance simili a pere… L'altro è più alto, con dei fogli di giornale infilati sotto la giacca per proteggersi dal freddo… Cruz si allunga in mezzo alla strada e si addormenta avvolta nel suo cappotto, la testa appoggiata al gradino del marciapiede… Un piedipiatti arresta qualcuno all'imbocco del vicolo, noi attorno alla candela e ai pentoloni fumanti guardiamo senza interesse… Improvvisamente Tristessa mi bacia sulle labbra, lievemente, il bacio più lieve, più toccante di questo mondo… Ne sono davvero sorpreso… Mi sono deciso di rimanere con lei e a dormire dove lei dorme, persino se dorme nel bidone dell'immondizia, in una cantina piena di topi… Ma continuo a tremare e non m'aiuta a niente stringermi addosso i vestiti…. per un anno ho dormito ogni notte nel mio sacco a pelo e non sono più abituato alla comune aria fredda della terra… A un certo momento cado netto giù dalla cassetta su cui ero seduto con Tristessa, finisco sul marciapiede, ci resto… In altri momenti intrattengo lunghe misteriose conversazioni con i due ragazzotti… Che cavolo stanno cercando di dire e di fare?… Cruz dorme per la strada… Ha i capelli sparsi neri nella pietra… la gente li calpesta… È la fine. L'alba giunge grigia. (da Tristessa)
- Dunque, le seghe. Non ha senso per niente (che senso ha?) calarti giù i calzoni per cacare e poi, perché sei troppo pigro per rialzarti, o per fare altre mosse, metterti a mungere la mucca (con pensieri adeguati) e far schizzare il latte alla fine, col suo fremito dolce, all'acuto finale, farlo schizzare in giù, fra le cosce, quando la spinta in quell'attimo è invece all'insù, in avanti, in fuori, nello sforzo per far venire tutto quanto fuori, radunandolo lì da ogni canto dei lombi, e per spingerlo fuori pulsante fremente manichetto... No, con l'affare che starnazza lì sotto... No, a parte che il sedile del cesso impedisce all'uccello la cabrata naturale... al momento supremo ti prende un grande scoramento, perché non lo puoi ficcare dentro, spingerlo oltre, in dentro oltre lo spasimo... ma stai là stupidamente (in posa cacatoria) e lui come un cretino spande il suo succo verso il basso per scrupolo di igiene e di convenienza, miserabile, povero goffo uccello desolato, anzi castrato addirittura, e tu con le gambe imprigionate nei calzoni calati e la camicia fuori penzoloni, alla cacatora... e neanche ti gusti il guizzo finale, che ti svuota, e alla fine che hai fatto? non hai fatto altro che prosciugare i lombi, come ad averci infilato uno strofinaccio per tirarlo fuori intriso, dopo aver ripulito il serbatoio della brama di vivere. (da Visioni di Cody)
- E non sapete che Dio è Winnie Pooh? (da Sulla strada, p. 361)
- E non sapete che Dio è l'Orsa Maggiore? (versione principale della traduzione italiana)
- Gli esseri umani seminano il proprio terreno con guai e inciampano nei macigni della loro stessa falsa erronea immaginazione, e la vita è dura. (da Tristessa)
- Gli uomini mortali non possono odiarsi, possono solo essere colpevoli di amare se stessi. (dai Diari)
- Metodo – Non fate periodi che separino frasi-strutture già confuse arbitrariamente da falsi punti e da timide virgole per lo più inutili, ma servitevi di un energico spacco che separi il respiro retorico (come il musicista di jazz prende fiato tra le varie sonate). (In premessa a Libro dei sogni)
- Perché per me l'unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano, come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni attraverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno Oooohhh! (da On the road)
- Sembra che io abbia una costituzione che non regge l'alcol e ancor di meno l'idiozia e l'incoerenza. (dai Diari)
- Nella sua camera, nella febbricitante bianca luce artificiale, nella camera cosparsa di carta e libri, scrive alla sua scrivania, scrive a Peter e a Penn, e la pioggia picchietta sul vetro della finestra, la pioggia imperla il vetro della sua finestra e rotola via dolcemente come lacrime... (da La città e la metropoli)
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- Cane è Dio scritto alla rovescia. [Cane: in inglese Dog; Dio: in inglese God]
- Non ti preoccupare della morte, quando ci arrivi, perché non lascia impronte.
- Quando cominciate a separare la gente dai loro fiumi che cosa ottenete? Burocrazia.
- Siamo una generazione beat.
- Tutto sommato l'unica ragion d'essere della vita oppure di una storia è «cosa succede dopo?».
- Una tazza di caffè e una sigaretta, perché fare zazen? e da qualche parte c'è chi sta combattendo con spaventose carabine, le mani incrociate sul petto, le cinture appesantite dalle granate, in preda alla sete, alla fame, al terrore, alla pazzia.
[modifica] Il libro degli haiku
- Vino all'alba
– il lungo
Torpore piovoso
- Cos'è il Buddhismo?
– Un piccolo, folle
Singhiozzo d'uccello
- Prego tutto il tempo-
Parlando
A me stesso
- Acqua in una pozza
– che osserva
I cieli fradici
- Siedo scomposto su un mucchio di fieno
Scrivo haiku
E bevo vino
- Ragazza con furgone-
Cosa
Posso saperne io?
- Il passerotto
Sul tubo della gronda
Si guarda attorno
- L'albero sembra
Un cane intento a
Ringhiare verso i Cieli
[Jack Kerouac, Il libro degli haiku, traduzione di Silvia Rota Sperti, Mondadori.]
[modifica] Sulla Strada
[modifica] Incipit
La prima volta che incontrai Dean fu poco tempo dopo che io e mia moglie ci separammo. Avevo appena superato una seria malattia della quale non mi prenderò la briga di parlare, sennonché ebbe qualcosa a che fare con la triste e penosa rottura e con la sensazione da parte mia che tutto fosse morto. Con l'arrivo di Dean Moriartry ebbe inizio quella parte della mia vita che si potrebbe chiamare la mia vita lungo la strada. Prima di allora avevo sempre sognato di andare nel West per vedere il continente, sempre facendo piani vaghi e senza mai partire. Dean è il tipo perfetto per un viaggio perché nacque letteralmente sulla strada, quando i suoi genitori passarono da Salt Lake City, nel 1926, in un vecchio macinino, diretti a Los Angeles. Le prime notizie su di lui mi furono date da Chad King, che mi aveva fatto vedere alcune sue lettere scritte in un riformatorio del New Mexico. Mi interessai enormemente a quelle lettere perché chiedevano a Chad in modo così ingenuo e dolce di insegnargli ogni cosa su Nietzsche e tutti i meravigliosi argomenti intellettuali che Chad conosceva. A un certo punto Carlo e io parlammo delle lettere e ci chiedemmo se avremmo mai conosciuto quello strano Dean Moriarty. Tutto ciò accadeva molto tempo fa, quando Dean non era ancora quello che è oggi, ma solo un giovane carcerato avvolto di mistero. Poi arrivò la notizia che Dean era uscito dal riformatorio e stava venendo a New York per la prima volta; si diceva che avesse appena sposato una ragazza di nome Marylou. Un giorno stavo bighellonando per la Città Universitaria e Chad e Tim Grey mi dissero che Dean abitava in un appartamento senza acqua calda corrente nell'East Harlem, la Harlem spagnola. Dean era arrivato a New York la notte precedente per la prima volta con Marylou, la sua bella e vivace pollastrella…
[modifica] Citazioni
- A me piacciono troppe cose e io mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all'altra finché non precipito. Questa è la notte e quel che ti combina. Non avevo niente da offrire a nessuno eccetto la mia stessa confusione.
- Una macchina veloce, l'orizzonte lontano e una donna da amare alla fine della strada.
- Ci voltammo dopo dodici passi, perché l'amore è un duello.
- – Dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo.
– Per andare dove, amico?
– Non lo so, ma dobbiamo andare. - E nessuno, nessuno sa quel che succederà di nessun altro se non il desolato stillicidio del diventar vecchi.
- Le nostre valigie logore stavano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo altro e più lungo cammino da percorrere ma non importa, la strada è vita...
- C'è sempre qualcosa di più, un po' più in là...non finisce mai.
- "Perché non lasci perdere? Per quale ragione devi rubare di continuo?" "il mondo mi deve alcune cose. ecco tutto"
- "Voglio sposare una ragazza" dissi loro "in modo da poter riposare la mia anima insieme con lei finché entrambi non diventeremo vecchi. Non si può andare avanti continuamente... tutta questa frenesia e questo saltar qua e là. Dobbiamo arrivare in qualche punto, trovare qualcosa"
- "E naturalmente adesso nessuno può venire a dirci che Dio non esiste. L'abbiamo visto in tutte le sue forme."
- Tutto va benissimo, Dio esiste, noi abbiamo la nozione del Tempo.
- Che cos'è quella sensazione quando ci si allontana dalle persone e loro restano sulla pianura finché le si vede appena come macchioline che si disperdono?...È il mondo troppo vasto che ci sovrasta, ed è l'addio. Ma noi puntiamo avanti verso la prossima pazzesca avventura sotto i cieli.
- A quel tempo danzavano per le strade come pazzi, e io li seguivo a fatica come ho fatto tutta la vita con le persone che mi interessano, perché le uniche persone che esistono per me sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d'artificio gialli che esplodono simili a ragni sopra le stelle e nel mezzo si vede scoppiare la luce azzurra e tutti fanno «Oooooh!»
[modifica] Angeli di desolazione
- Ah ma «non so, chi se ne frega, non importa» sarà l'estrema preghiera umana.
- Beat, è il beat da tenere, è il beat del cuore, è l'essere beat e malmessi al mondo e come l'essere a terra ai vecchi tempi e come nelle antiche civiltà gli schiavi ai remi che spingevano le galere a un beat e i servi che facevano vasi a un beat.
- Sono cambiato io, e non il Vuoto, e ho fatto tutto questo e sono andato e venuto e mi sono lamentato e ferito e ho gioito e urlato.
- Viviamo per desiderare, e cosi farò anch'io, e balzerò giù da questa montagna sapendo tutto alla perfezione o non sapendo tutto alla perfezione pieno di splendida ignoranza in cerca di una scintilla altrove.
- C'è la città chiamata Los Angeles anche se nessuno riesce a vedere che cosa possa averci a che fare con gli angeli.
- C'è qualcosa di strano quando una persona guida la macchina mentre tutti gli altri sognano con le loro vite affidate alla sua mano ferma, qualcosa di nobile, qualcosa di antico nella sua umanità, una sorta di antica fiducia nel Buon Vecchio Amico.
- Come può qualsiasi cosa finire?
- Da queste mura, una risata invaderà il mondo, infettando di coraggio il laborioso peone dell'antichità chino sul suo lavoro.
- Forse che Blacky è meno uomo perché non si è mai sposato e non ha avuto figli e non ha obbedito all'ingiunzione della natura di moltiplicare cadaveri di se stesso?
- Giornate di tanto tempo fa quando avrei potuto semplicemente salire al piano di sopra e baciare mia madre o mio padre e dire «Mi piacete perché un giorno sarò un vecchio vagabondo nella desolazione e sarò solo e triste».
- Ho un sacco di soldi e i soldi sono solo soldi.
- Mi dimetto dal tentativo di essere felice.
- Mi sveglio la mattina con la croce al collo, mi rendo conto di quali vicende dovrò affrontare portandola addosso, e mi chiedo "cosa direbbero di me i cattolici e i cristiani, visto che porto la croce fra casini e sbronze di questo genere? – ma cosa direbbe Gesù se andassi da lui e gli dicessi 'Posso portare la Tua croce in questo mondo così com'è'?". Qualunque cosa accada, posso portare la tua croce? – ci sono molti tipi di purgatori, no? «...non ciecamente influenzato...».
- Poveri cuori umani che battono dappertutto.
- Scoppieranno guerre per gli occhi delle donne.
- Tutto andrà per il meglio, la desolazione è desolazione dappertutto e la desolazione è tutto ciò che abbiamo e la desolazione non è poi così male.
- Nella vita non c'è altro che viverla, e basta.
- Se non ci può essere amore tra gli uomini che ci sia almeno amore tra gli uomini e Dio.
- È bello. Voliamo attraverso le strade azzurre parlando con sincerità, come cittadini di Atene. Raphael è Socrate, che esibisce; il taxista è Alcibiade, che compra. Irwin è Zeus che osserva. Simon è Achille intenerito dappertutto. Io sono Priamo, e lamento la mia città bruciata e il figlio ucciso, e la desolazione della storia. Non sono timone d'Atene, sono Creso che piange la verità su un feretro in fiamme.
- Ma ve lo dico io, non c'è niente di più brutto delle strade vuote all'alba in una città americana tranne l'essere gettati ai coccodrilli nel Nilo al solo scopo di far sorridere i sacerdoti dei gatti.
- E sempre galleggia la rosa, che amanti perduti ma intrepidi hanno gettato giù da ponti fatati a sanguinare nel mare, a inumidire le opere del sole per poi tornare di nuovo, tornare di nuovo...
[modifica] I sotterranei
[modifica] Incipit
Ero una volta giovane e aggiornato e lucido e sapevo parlare di tutto con nervosa intelligenza e con chiarezza e senza far tanti retorici preamboli come faccio ora; in altre parole questa è la storia di uno sfiduciato che non è più padrone di sé e insieme la storia di un egomaniaco, per costituzione e non per facezia – questo tanto per cominciare dal principio con ordine ed enucleare la verità, perché è proprio questo che voglio fare. – Cominciò una calda notte d'estate, sì, con lei seduta su un parafango quando Julien Alexander che sarebbe... Ma cominciamo dalla storia dei sotterranei di San Francisco.
[modifica] Citazioni
- Avrei preferito che fosse stato felice invece di lasciarci poesie infelici. (parlando di Baudelaire)
- C'erano altre donne là dentro con me, guardavano fuori dalla finestra e le cose che dicevano mi fecero comprendere quant'era importante stare fuori da quelle maledette vestaglie e fuori di là e fuori per strada, poter vedere il sole, vedere le navi là fuori e LIBERA amico di andarmene in giro, che gran cosa è veramente e non lo apprezziamo mai abbastanza tutti chiusi nel tetro involucro del nostro dolore e della nostra pelle, proprio come dei pazzi, o come ciechi bambini viziati odiosi pronti a fare il broncio perché... non possono avere... tutto... il dolce che vogliono.
- Il corpo continuava a camminare dritto per la Columbus anche se percepivo la sensazione di ciascuna delle direzioni che mentalmente e psicologicamente sceglievo, meravigliandomi di tutte le possibili direzioni che si possono predereper motivi diversi che ti si presentano alla mente, di come questo possa trasformare in una persona diversa.
- Lei non era una bevitrice, ma una rattristatrice dell'io.
- Non puoi batterti con quest'uomo non farà altro che urlare e strepitare e chiamare la polizia e si lascerà picchiare ancora e ti farà venire gli incubi, non c'è modo di buttare a terra un sotterraneo o comunque di buttarlo giù, è il più inatterrabile di questo mondo. (da I sotterranei)
- Sono hip ma non se la tirano, intelligenti ma non pallosi, intellettuali marci che sanno tutto di Pound senza fare i saccenti o parlarsi addosso, tranquilli e pacifici come tanti gesucristi.
- Gesù che entra nel secchio delal spazzatura, compare incarnato luminoso sui comignoli delle case popolari e attraversa a grandi passi la luce.
[modifica] I vagabondi del Dharma
[modifica] Incipit
Saltato su un treno merci che partiva da Los Angeles in pieno mezzoziorno d'una giornata di fine settembre del 1955 presi posto su un carro aperto e mi sdraiai col mio sacco a spalla sotto la testa a gambe accavallate e contemplai le nuvole mentre correvano a nord verso Santa Barbara. Era un treno locale e la mia intenzione era di dormire quella notte sulla spiaggia di Santa Barbara e salire la mattina dopo su un altro treno locale fino a San Luis Obispo oppure su un merci espresso che arrivava direttamente a San Francisco alle sette di sera
[modifica] Citazioni
- Che me ne importava della torre dei demoni, e dello sperma e delle ossa e della polvere, mi sentivo libero e perciò ero libero.
- Fottere ("Fuck") è una parola oscena che ha un suono limpido.
- Il cielo è blu perché tu vuoi sapere perché il cielo è blu.
- Le università non sono altro che scuole di galateo per la non-identità middleclass che normalmente trova la sua migliore espressione fuori dell'università nelle schiere di ville da ricchi con prato e TV in ogni salotto dove tutti guardano la stessa cosa nello stesso momento.
- Mi venne in mente quel passo del Sutra di Diamante che dice: "Fa' la carità senza albergare nella tua mente alcun concetto di carità, poiché in definitiva la carità è soltanto una parola".
- Poi finiscono con il parlare da soli. Non c'è mica niente di male però non cominciare a risponderti figliolo.
- Povero piccolo mondo angelico!
- Prova a meditare sul sentiero, devi solo camminare fissando la strada sotto i piedi senza guardarti intorno e così cadi in trance mentre la terra scorre sotto di te.
- Saltare di roccia in roccia senza mai cadere, con un bel peso sulle spalle, è più facile di quanto non sembri; non si può cadere quando si è presi dal ritmo della danza.
- Sentii un topo russare tra le erbacce del giardino.
- Tra poco me ne andrò lontano, sul mare, e tu farai l'autostop sulla costa fino a Seattle e poi avanti allo Skagit. Chissà che ne sarà di tutti noi.
- Meglio dormire libero in un letto scomodo che dormire prigioniero in un letto comodo.
- C'è saggezza nel vino
- Con addosso solo le mutandine da bagno, scalzo, con i capelli scarmigliati, nel buio rosso fuoco, sorseggiando vino, sputando, saltando, correndo... così si vive.
- Smith, tu non ti rendi conto che è un privilegio esercitare la generosità nei confronti degli altri.
- Avevo appena superato tutto un anno di castità basata sulla personale convinzione che la lussuria è la causa diretta della nascita la quale è la causa diretta del dolore e della morte e veramente senza esagerare ero giunto al punto di considerare la lussuria offensiva e addirittura crudele.
«Le belle ragazze scavano la fossa» era la mia frase ricorrente, tutte le volte che mi toccava mio malgrado di girare la testa per guardare le incomparabili bellezze del Messico indiano. E la mancanza in me di una lussuria attiva mi aveva procurato inoltre una nuova vita serena che mi stavo godendo in pieno. - Ecco qua io m'ammazzo a guidare quest'arnese avanti e indietro dall'Ohio a Los Angeles e faccio più soldi di quanti tu ne abbia mai visti in tutta la tua vita di vagabondo, però sei tu quello che che si gode la vita e non basta ma lo fai senza lavorare e senza un mucchio di denaro. Adesso chi è il furbo, tu o io?
- ...è un mondo pieno di nomadi col sacco sulle spalle, Vagabondi del Dharma che si rifiutano di aderire alle generali richieste ch'essi consumino prodotti e perciò siano costretti a lavorare per ottenere il privilegio di consumare tutte quelle schifezze che tanto nemmeno volevano veramente come frigoriferi, apparecchi televisivi, macchine, almeno macchine nuove ultimo modello, certe brillantine per capelli e deodoranti e generale robaccia che una settimana dopo si finisce col vedere nell'immondezza, tutti prigionieri di un sistema di lavora, produci, consuma, lavora, produci, consuma, ho negli occhi la visione di un'immensa rivoluzione di zaini migliaia o addirittura milioni di giovani americani che vanno in giro con uno zaino, che salgono sulle montagne per pregare, fanno ridere i bambini e rendono allegri i vecchi, fanno felici le ragazze e ancor più felici le vecchie, tutti Pazzi Zen che vanno in giro scrivendo poesie che per puro caso spuntano nella loro testa senza una ragione al mondo e inoltre essendo gentili nonché con certi strani imprevedibili gesti continuano a elargire visioni di libertà eterna a ognuno e a tutte le creature viventi...
- Il silenzio è così intenso che riesci a sentire il rombo del tuo sangue nelle orecchie ma molto più forte di questo suono è il rombo misterioso che ho sempre identificato col rombare del diamante della saggezza, il misterioso rombo del silenzio stesso, un grande Sssst che ricorda qualcosa che ci sembra di aver dimenticato nella tensione dei nostri giorni fin dalla nascita.
[modifica] Big Sur
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La chiesa sta facendo squillare con le campane una malinconica Kathleen spazzata dal vento nei quartieri miserabili del vizio, mentre io mi sveglio tutto mesto e inebetito, gemebondo dopo l'ennesima sbornia e gemebondo soprattutto perché ho rovinato il mio "ritorno segreto" a San Francisco ubriacandomi stupidamente mentre mi nascondevo nei vicoli con i vagabondi per poi marciare fino a North Beach e farmi vedere da tutti benché Lorenz Monsanto ed io ci fossimo scambiati lettere interminabili e avessimo stabilito che sarei arrivato di nascosto, che lo avrei chiamato al telefono servendomi di un nome in codice come Adam Yulch o Lalagy Pulvertaft (scrittori anche loro) e poi lui segretamente mi avrebbe portato in macchina alla sua capanna nei boschi di Big Sur dove sarei rimasto solo e indisturbato per sei settimane, limitandomi a spaccar legna, attingere acqua, scrivere, dormire, vagabondare, eccetera eccetera... Ma invece non ti salto dentro alticcio nella sua libreria City Lights mentre più ferve il lavoro del sabato sera? E tutti mi hanno riconosciuto (sebbene portassi il mio quasi-mascheramento: cappello e giacca da pescatore, calzoni impermeabili) e tutto è finito con una gran sbronza in ogni famoso bar il "Re dei Beatniks" accidenti a lui è di nuovo in città e offre da bere a tutti...
[modifica] Citazioni
- Come può la gente che non ne sa nulla credere che i pazzi siano «felici», mio Dio, è proprio stato Irwin Garden una volta a mettermi in guardia dal pensare che i manicomi siano pieni di «mattacchioni», «si forma un cerchio doloroso intorno alla testa, c'è la mente terrorizzata che fa ancora più male, sono estremamente infelici e soprattutto perché non possono spiegarlo a nessuno né chiedere aiuto».
- Il mio tavolo è ingombro di fogli, bello da guardare a occhi semichiusi il delicato ingombro latteo di fogli ammucchiati, come un vecchio sogno di un'immagine di fogli, come fogli ammucchiati su un tavolo in un cartone animato, come una scena realistica di un vecchio film russo, e l'ombra gettata dal lume a petrolio ne taglia alcuni a metà.
- Se cerco di girarmi l'universo si gira con me e dall'altra parte dell'universo non va affatto meglio.
- "Se non mi do una mossa subito sono spacciato" mi dico, spacciato come negli ultimi tre anni di disperazione ubriaca, una disperazione fisica e spirituale e metafisica che non si può imparare a scuola per quanti libri si leggano sull'esistenzialismo o sul pessimismo, per quante tazze di ayahuasca visionaria si bevano, per quanta mascalina si prenda, per quanto peyote si ingurgiti – La sensazione di quando ti svegli con il delirium tremens la paura di una morte misteriosa che ti gronda giù dalle orecchie come le grevi ragnatele dei ragni nei paesi caldi, la sensazione di essere un mostro di fango piegato in due che geme sottoterra nella melma fumante trascinando chissà dove un lungo fardello ustionante, la sensazione di stare fino alle caviglie in una pozza di sangue di porco bollente, puah, di essere immerso fino alla vita in un gigantesco pentolone di lavatura di piatti marrone e unta senza più nemmeno una traccia di sapone – La faccia che ti vedi nello specchio è talmente stravolta e deformata dal dolore che non riesci nemmeno a piangere per una cosa così orrenda, così perduta, nessun rapporto con la perfezione di prima e perciò nessun rapporto con le lacrime o altro.
- Se non scrivo quello che vedo effettivamente accadere su questo globo infelice racchiuso nei contorni del mio teschio penserò che il povero Dio mi abbia mandato sulla terra per niente.
- Sulla faccia un'espressione di incalcolabile sofferenza, come un angelo stitico su una nuvola.
- Un problema posto è un problema risolto.
- Vedo ciò che le porte, aperte o chiuse, mi consentono di vedere.
- Venite, ora, bambini, svegliatevi – venite, è l'ora, svegliatevi – attenzione, vi stanno ingannando – attenzione, state sognando – venite ora, guardate – essere o non essere, che differenza fa?
- Quando andai in spiaggia al pomeriggio e improvvisamente feci una profondissima inspirazione yoga per riempirmi di tutta quella buona aria di mar in qualche modo incamerai soltanto un'overdosedi iodio, o di male, forse le grotte marine, forse le città di alghe, chissà,il mio cuore di colpo si mise a battere forte-pensavo di assorbire le vibrazioni di quel posto e invece eccomi qui quasi sul punto di perdere i sensi ma non è un deliquio esatico alla san Francesco, è una cosa che s'impadronisce di me sotto forma di orrore per l'eterna condizione di macabra mortalità che è in me e in tutti-mi sentivo completamente spoglio di tutti i miserabili trucchetti difensivi come i pensieri sulla vita o le meditazioni sotto gli alberi e sull'assoluto...
- [..] l'orrenda certezza di aver per tutta la vita ingannato me stesso pensando sempre che ci fosse qualcos'altro da fare perché lo spettacolo continuasse mentre in realà sono solo un pagliaccio depresso esattamente come chiunque altro.
- Il mare non parlava per frasi ma per versi.
[modifica] Maggie Cassidy
- Non rilevava altro che una risata ansiosa che fiammeggiava ubriaca di gioventù negli occhi ravvicinati, nella lunga mascella, nella lunga bocca in attesa.
- Il suo interesse nei confronti di tutti era così assolutamente illimitato che era come l'impulso irrefrenabile di un ubriaco di correre e ricominciare da zero, sfiancare il mondo, baciare le fondamenta del mondo.
- Quelle stelle che nel Nord, nelle notti chiare, sono lacrime ghiacciate tra miliardi di altre, la via lattea di gennaio come caramelle d'argento, veli di gelo nell'immobilità, che lampeggiano, pulsando al ritmo lento del tempo e del sangue dell'universo.
- Sono seduto qui nell'immobile eternità.
- Fa' che il mio teschio, il mio naso, si fondano; fa' di me un'unica cosa consapevole.
- Camminai per le tristi strade del tempo umano.
[modifica] Libro dei sogni
[modifica] Incipit
Oh! Gli orribili viaggi che ho dovuto fare innanzi e indietro per il paese lungo squallide strade ferrate e stazioni che mai avevo immaginato – una di queste un orrendo antro brulicante di pipistrelli e bische clandestine e assurdi parchi e piogge, per quanti orizzonti io scruti non ne vedo la fine, questo è il libro dei sogni.
Gesù la vita è triste, come fa un uomo a vivere per non dire lavorare – dorme e sognando si gira dall'altra parte – ed è qui che il tuo Lupo è dieci volte peggiore di quello che s'immagina paparino – e come, bada, mi sono fermato – come fa un uomo a raccontar balle e a dire merda quando ha l'oro in bocca. Cincinnati, Philarkadelfia, Frohio, stazioni della Sotterranea – città della pioggia, bighellonando ozioso, Belzebur e Città dell'Hascisc sono stato in tutti questi posti e ho letto Finnegan's Works a che cosa mi servirà se non mi fermo a schiarirmi le idee in questo povero zeppo cer... – qual è la parola? – cranio...
Parla, parla, parla –
[modifica] Citazioni
- Non più tardi di ieri mi sentivo colpevole di aver scritto Dottor Sax, Sulla Strada, un melenso colpevole idiota che sforna prosa dissennata impublicabile enormità da manicomio [...] (p. 33)
- Quelle orribili amazzoni di Roma mi hanno reso schiavo e costretto a danzare nel loro balletto della tortura, nel Circo – la gente assiste ridendo, battendo le mani – la danza sessuale – se non balli t'infilzano su una lancia – la bruna grande e grossa scatta in piedi, mi afferra, mi trascina, mi fa fare movimenti osceni suggestivi con lei, tutta una danza che segue un preciso rituale scritto ma io sono uno schiavo riluttante, amante infelice – la folla esulta felice – è anche una specie di campo da pallaccanestro, il campo parrocchiale di St. Louis. (p. 83)
[modifica] Incipit di alcune opere
[modifica] La città e la metropoli
La città è Galloway. Il fiume Merrimac, largo e placido, scorre giù dalle colline del New Hampshire, verso Gallaway, per incresparsi alla cascata dove si spezzetta in schiuma contro la roccia, poi scorre spumeggiando sopra alcuni antichi pietroni verso un posto che lo vede improvvisamente girare in un grande e pacifico bacino. Ora il fiume continua a scorrere, fiancheggiando la cittadina verso posti conosciuti come Lawrence e Havrhill, attraverso una boscosa vallata, e avanti fin verso il mare a Plum Island, dove il fiume finisce per perdersi in un'infinità di acque. Da qualche parte molto al nord di Galloway, vicino al Canada, c'è il corso superiore del fiume continuamente nutrito e riempito da inesauribili fonti di inspiegabili origini. Il ragazzino di Galloway siede sulle sponde del Merrimac e considera questi fatti misteriosi. Nella notte brumosa di marzo, echeggiante di suoni selvaggi, il piccolo Mickey Martin s'inginocchia di fronte alla finestra della sua cameretta e ascolta il fluire del fiume, il distante abbaiare dei cani, il tuonante mormorio della cascata, e medita sulle fonti perenni della sua vita avvolta di misteri.
[modifica] Angeli di desolazione
Desolazione nella solitudine Quei pomeriggi, quei pigri pomeriggi, in cui ero solito starmene seduto, o disteso, sul Picco della Desolazione, a volte sull'erba alpestre, con centinaia di miglia di rocce innevate tutt'intorno, il Monte Hozomeen torreggiante a nord, il vasto nevoso Monte Jack a sud, l'incantevole quadro del lago in basso a occidente e la gobba nevosa del Monte Baker alle spalle, e ad oriente le scavate e increspate mostruosità addossate alla Cascade Ridge, e dopo quella prima volta m'ero reso conto all'improvviso "Sono io che sono cambiato e ho fatto tutto questo e sono andato e venuto e mi sono lamentato e addolorao e ho gioito e urlato, non il Vuoto" e così tutte le volte che pensavo al vuoto mi mettevo a guardare il monte Hozomeen (poiché la sedia e il letto e il prato guardavano a nord) finché compresi "Il Vuoto è Hozomeen-perlomeno Hozomeen rappresenta il vuoto ai miei occhi"-
[modifica] Il Dottor Sax
L'altra notte ho sognato che mi trovavo seduto sul marciapiede di Moody Street, Pawtucketville, Lowell, Massachusetts, con carta e matita in mano e mi dicevo: "Descrivi l'asfalto grinzoso di questo marciapiede, e anche i paletti di ferro dell'Istituto Tessile, oppure il portone dove Lousy e tu e G.J. vi mettete sempre a sedere, e non soffermarti a pensare alle parole quando ti fermi, soffermati solo per immaginare meglio la scena – e lascia vagare libera la mente in questa storia".
Poco prima venivo giù dalla discesa fra Gershom Avenue e quella strada spettrale dove una volta abitava Billy Artaud, verso il negozio all'angolo della Blezan, dove la domenica, dopo la messa, vanno a mettersi i giovanotti vestiti a festa, a fumare, a sputare, e Leo Martin dice a Sonny Alberge o a Joe Plouffe: "Eh, batêge, ya faite un gran sarman s'foi icite" (Corpo di Bacco, l'ha fatta lunga la predica stavolta) e Joe Plouffe, prognato, basso, dalla falcata posente, sputa sui grossi ciottoli del selciato della Gershom e tira dritto senza commenti verso casa per la prima colazione (viveva con le sorelle, i fratelli e la madre perché il vecchio li aveva buttati fuori tutti – "Lasciatemi sciogliere le ossa in questa pioggia!" – per vivere un'esistenza da eremita nell'oscurità della sua notte – vecchio tccagno cisposo lacrimoso scorfano del quartiere).
Il dottor Sax lo vidi la prima volta quando era ancora giovane, nella mia prima infanzia cattolica di Centralville: morti, funerali, la macabra atmosfera, la tenebrosa figura nell'angolo quando guardi la bara del morto nel doloroso salotto della casa aperta con un'orribile ghirlanda purpurea sulla porta.
[modifica] Viaggiatore solitario
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- QUI SULLA TERRA SCURA
- prima di andare tutti in Paradiso
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- VISIONI D'AMERICA
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- Tutti che fanno l'autostop
- Tutti che viaggiano sulla ferrovia
- Tutti che tornano indietro
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- in America
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- Attraverso i confini messicani e canadesi...
Cominciamo con la visione di me il colletto tirato su e legato con un fazzoletto per tenerlo stretto e a posto, mentre sto camminamdo faticosamente tra i desolati, scuri magazzini del sempre amabile porto di San Pedro, le raffinerie di petrolio che odorano nella umida e nebbiosa notte di Natale del 1951 proprio come gomma bruciata e i misteri ravvicinati della Sea Hag Pacific dove, mentre cammino, si può vedere prorio alla mia sinistra la superficie oleosa delle acque della vecchia baia che avanzano fino ad abbracciare i pilastri schiumosi che si ergono sopra le piatte, immobili acque dove ci sono le luci che ululano nella marea che sale oltre alle luci di navi e poppe di imbarcazioni che si muovono avvicinandosi e allontanandosi da questa ultima striscia di terra americana.
[modifica] Visioni di Gerard
Nel 1917 nasceva Gerard Duluoz, un bimbetto malaticcio con un cuore reumatico e varie altre complicazioni che ne fecero un malato per buona parte della sua vita, chiusasi nel luglio 1926, all'età di nove anni, mentre al suo capezzale le suore della scuola parrocchiale di St. Louis de France raccoglievano le sue ultime parole, dopo aver udito le sue stupefacenti rivelazioni sul paradiso, pronunciate nell'ora di catechismo per la semplice ragione che toccava a lui parlare— Quel santo di Gerard, dal volto puro e sereno, con quella sua espressione dolorosa e quel patetico velo di capelli morbidi che gli ricadeva sulla fronte e veniva spazzato via dalla mano sugli occhi seri, azzurri— Nessun anatema, nessuna maledizione scaglierei più contro questa mia dannata terra, ma solo implorazioni, se potessi decidermi a lasciar libero di fuggire da me il suo volto radicato nel mio ricordo.
[Jack Kerouac, Visioni di Gerard, traduzione di Magda de Cristofaro, 1980 Mondadori]
[modifica] Citazioni su Jack Kerouac
- [...] al di là della riuscita letteraria, a dispetto della moda e delle sue contraddizioni, l'autore di Sulla strada ha rappresentato per almeno due decenni un segmento consistente delle nuove generazioni americane sostenendo con aggressività e una partecipazione tra parossistica ed estatica la parte ingrata di chi dice tormentosamente di no, a costo di rimanere prigioniero. (Claudio Gorlier)
[modifica] Bibliografia
- Jack Kerouac, Sulla Strada, traduzione di Magda de Cristofaro, Arnoldo Mondadori Editore, 1995.
- Jack Kerouac, I sotterranei, Feltrinelli, traduzione di Anonimo, prefazione di Henry Miller, introduzione di Fernanda Pivano, Milano 1992.
- Jack Kerouac, Il Dottor Sax, traduzione di Magda de Cristofaro, Mondadori, 2007.
- Jack Kerouac, Il viaggiatore solitario, traduzione di A. Gebbia e S. Duichin, Arcana Editrice, Roma, 1979.
- Jack Kerouac, I vagabondi del Dharma, traduzione di Magda de Cristofaro, Mondadori, 2006.
- Jack Kerouac, Big Sur, traduzione di B. Oddera, Mondadori, 1998.
- Jack Kerouac, Angeli di desolazione, traduzione di Magda de Cristofaro, Mondadori, 1998.
- Jack Kerouac, Il grande libro degli haiku, a cura di I. Starace, Castelvecchi, 2005.
- Jack Kerouac, Libro dei sogni (Book of dreams), traduzione di Vincenzo Mantovani, Sugarco Edizioni, Milano, 1991.
- Jack Kerouac, Tristessa, traduzione di Ugo Carrega, Sugarco Edizioni, Milano, 1960.
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Opere
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Maggie Cassidy 1953 -
Sulla strada 1957 -
I sotterranei 1958 -
Il dottor Sax 1959 -
Big Sur 1962