Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (seconda stagione)

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Ai confini della realtà, seconda stagione.

Episodio 1, Re Nove non tornerà[modifica]

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  • Africa, 1943. La guerra manifesta in cielo la sua violenza e una tomba di sabbia la inghiotte. Si chiama Re 9, è un bombardiere B-25 del XII stormo. Un caldo mattino era decollato per bombardare la Sicilia Meridionale ma ogni suo tentativo di seguire la rotta fallì perché colpito al serbatoio ausiliario, come un animale ferito cadde qui e non si risollevò mai più. (Narratore)
  • Questo punto di domanda giace silenziosamente con le ali spezzate come una tomba nel deserto. La realtà corrisponde all'immaginario, il presente si fonde col passato. Come può succedere? La domanda è archiviata nel silenzio del deserto. La risposta ci attende ai confini della realtà. (Narratore)

Episodio 2, La vecchia bottiglia[modifica]

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  • Non è solo un negozio di antiquario dove raccogli i fallimenti degli altri, è un reliquiario del fallimento umano, ecco cos'è! È un mausoleo, una terra per seppellire le speranze della gente. (Arthur Castle)
  • Il signore e la signora Castle, persone garbate e miti le cui vite sono un forziere di speranze dal lucchetto arrugginito e di cui sono state smarrite le chiavi. Ma tra un attimo il forziere verrà aperto e un inverosimile fantasma cercherà di ornare il grigiore di queste due vite con la dorata e preziosa pietra del successo. Il signore e la signora Castle stanno per avventurarsi ai confini della realtà. (Narratore)
Mr. and Mrs. Arthur Castle, gentle and infinitely patient people whose lives have been a hope chest with a rusty lock and a lost set of keys. But, in just a moment, that hope chest will be opened, and an improbable phantom will try to bedeck the drabness of these two people's failure-laden lives with the gold and precious stones of fulfillment. Mr. and Mrs. Arthur Castle, standing on the outskirts, and about to enter, the twilight zone.
  • Capo di una nazione dove non si tengono elezioni! Sono Hitler, sono in un bunker, e alla fine della guerra! (Arthur Castle)
  • E ora un consiglio a chi ama collezionare le beffe della vita agli antiquari del destino, a chi va a caccia di miracoli: controllate sempre le bottiglie vecchie prima di gettarle via. Il genio che vi è dentro potrebbe essere vostro come il caso dei signori Castle che hanno appena terminato il loro breve viaggio ai confini della realtà. (Narratore)

Episodio 3, La decisione[modifica]

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  • Questo è Jackie Rhoades, 34 anni. C'è chi lascia un segno a testimonianza della propria esistenza sulla Terra, ma quest'uomo lascia una macchia, una sporca chiazza scolorita a ricordare una squallida e mediocre permanenza tra gli uomini. Quella che tra poco vedrete in questa stanza è una lotta mortale tra un uomo e il suo se stesso perché tra un attimo Jackie Rhoades, la cui vita è sempre stata in balia dei suoi nemici, incontrerà l'avversario più temibile in uno squallido albergo che effettivamente si trova ai confini della realtà. (Narratore)
  • Jackie Rhoades: Sigarette senza fiammiferi, questo sono. Questo è Jackie Rhoades, uno a metà. È la storia della mia vita. [Vede allo specchio se stesso mentre fuma] Eh?
    Jackie allo specchio: Ciao, Jackie! [Cerca di scappare ma la porta è bloccata] Stai fermo! Questa volta non mi sfuggirai!
    Jackie Rhoades: Parli con me? Stai parlando con me? Aspetta, è impossibile. Uno specchio non può parlare e...Sono fatto, eh? La mia testa è andata, è così che succede.
    Jackie allo specchio: Sì, è così che succede, ma tu non hai perso la testa, io sono qui apposta.
    Jackie Rhoades: Chi sei?
    Jackie allo specchio: Sono te, Jackie. E tu sei me.
    Jackie Rhoades: Cosa?! Tu me e io te? Ma non può! È assurdo, no! È assurdo! È assurdo!
    Jackie allo specchio: Jackie, sono parte di te, un'altra parte di te. Proprio non riesci a ricordare? Tu mi conoscevi molto tempo fa, Jackie. Molto molto tempo fa eri a una svolta, potevi essere uno o l'altro, potevi essere a modo mio o a modo tuo. Sei a modo tuo. Sai cosa vuol dire?
    Jackie Rhoades: No, non lo so.
    Jackie allo specchio: A modo tuo: un ometto debole, codardo, mezzo avvoltoio, mezzo coniglio ecco cosa sei, Jackie.
    Jackie Rhoades: Bene, criticami. "Io sono questo, io sono quello." Okay, amico. Qualunque cosa io sia, sono di carne e ossa e respiro. E vedrai che da qui a un paio d'ore farò fuori la mia vittima designata. Allora, ah-ah, tu cosa fai nella vita? Spaventi la gente? Eh? Aspetta, aspetta un momento, cosa faccio? Sto discutendo con un pezzo di vetro! Senti, senti, specchio, io me ne vado, vedi? Sto uscendo! Sto uscendo, ne ho abbastanza, io sarò un coniglio, ma tu non sei niente!
  • Uscendo, John Rhoades lascia nello specchio un riflesso: il frammento della coscienza di un altro alla ricerca di una vita migliore di quella che ha già vissuto. John Rhoades ha un piede sulla soglia e l'altro appena fuori ai confini della realtà. (Narratore)

Episodio, Antipatia per le macchine[modifica]

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  • Tecnico: Mi dica, perché questa antipatia per le macchine?
    Bartlett Finchley: Una domanda così idiota merita di essere ricordata per quando scriverò le mie memorie. A lei, caro amico, dedicherò un intero capitolo dal titolo La persona più insopportabile che abbia incontrato!
  • Bartlett Finchley, 48 anni, cultore di ogni raffinatezza pubblica articoli di grande cucina sulle riviste specializzate. Non è sposato, conduce una vita solitaria e ha pochissimi amici tutti appartenenti a una cerchia di raffinati snob. Non ha altro interesse, se non arrabbiarsi in continuazione. Non ha altro scopo nella vita se non crearsi buone occasioni per sfogare la propria rabbia sugli apparecchi meccanici di un'epoca che disprezza. In poche parole, è uno scontento nato in un secolo non proprio fatto per lui. Ma ora sta per entrare in un'altra dimensione, dove ogni azione e suono non sono più solo umani. Bartlett Finchley si trova ai confini della realtà. (Narratore)
  • Bartlett Finchley: Ha fatto solo questo?
    Dattilografa: Sì, solo questo. Vale a dire 40 pagine in 3 ore e mezza. Più di così non posso fare, signor Finchley.
    Bartlett Finchley: Tutta colpa di quella stupida macchina da scrivere! Thomas Jefferson scrisse l'intera Dichiarazione d'Indipendenza con una penna d'oca soltanto in mezza giornata!
    Dattilografa: Perché non ha assunto lui, allora?
  • Un dottore?! La panacea universale, sì! La grande magia del XX secolo! Sei depresso? Dal dottore! Sei felice? Dal dottore! Le tasse sono alte? Lo stipendio è basso? Dal dottore! (Bartlett Finchley)
  • Vattene via, Finchley! (Macchina da scrivere, televisore e telefono)
  • Sì, è probabile che Bartlett Finchley soffrisse di allucinazioni e sia rimasto vittima di un infarto. È probabile che lo tormentasse un'immaginazione mordente come il suo sarcasmo, acuta come il suo disprezzo. Ma, come si diceva prima, non sapremo mai la verità che è scomparsa, sfumando ai confini della realtà. (Narratore)

Episodio 5, Ululati nella notte[modifica]

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  • Quello che vedete è David Ellington, uno studioso. Un uomo alla ricerca di una verità che per sua sfortuna sta per scoprire. Un uomo che tra poco dovrà confrontarsi con un problema che da sempre ossessiona il genere umano. Un uomo che ha bussato qui in cerca di un rifugio trovando, invece, una via di accesso ai confini della realtà. (Narratore)
  • Da allora decisi di dedicare il resto della mia vita a rintracciarlo per imprigionare il male che avevo rimesso in libertà e che ben presto causò la seconda guerra mondiale, la guerra di Corea e le nuove, terribili armi. Giurai di rinchiuderlo come aveva fatto fratello Jerome. Mi ci vollero molti anni, ma ci sono riuscito. (David Ellington)
  • Un vecchio proverbio dice: "Puoi prendere il Diavolo, ma non tenerlo a lungo". Chiedetelo al fratello Jerome o a David Ellington. Loro lo sanno. E continueranno a saperlo fino alla fine dei loro giorni e oltre ai confini della realtà. (Narratore)

Episodio 6, È bello quel che piace[modifica]

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  • Infermiera #2: Hai mai visto in faccia la 307?
    Infermiera #1: L'ho vista, sì. Se fossi in lei, mi sarei già buttata sotto un treno.
    Infermiera #2: Poveretta! C'è gente che vuole vivere proprio a tutti i costi.
  • In un tempo e in un luogo non bene determinati facciamo la conoscenza di Janet Tyler che vive in un proprio mondo fatto di ombra, un universo le cui dimensioni sono la lunghezza, l'altezza e la consistenza delle bende sul suo viso. Tra poco noi rientreremo in quella stanza e tra poco guarderemo sotto quelle bende ricordandoci che non dobbiamo sorprenderci di quello che vedremo. Questo non è un ospedale qualsiasi, la 307 non è una donna qualsiasi. Siamo ai confini della realtà dove Janet Tyler, insieme a voi, sta per entrare. (Narratore)
  • Janet Tyler: [Piangendo] Se potessi star fuori al buio e fingere che tutto il mondo è buio e che io ne faccio parte e che non sono una donna mostruosa col volto nascosto nelle bende, ma che è solo buio e nient'altro. Io voglio vivere, voglio essere come gli altri! La prego, dottore, la prego, mi aiuti!
    Dott. Bernardi: Esistono molte altre persone nelle sue condizioni, persone dall'aspetto molto simile al suo. E una delle alternative, qualora l'ultima cura non dia un esito positivo è quella di andare a vivere in una delle zone designate dove le persone simili a lei sono state radunate.
    Janet Tyler: "Persone simili a me"? "Radunate"? Lei voleva dire "segregate"! Lei voleva dire "imprigionate", "annullate"! Lei mi sta parlando di rinchiudermi in un ghetto! Un ghetto per mostri!
    Dott. Bernardi: Signorina Tyler, lo Stato non è indifferente al suo dramma. La sua presenza in quest'ospedale ne è una prova! Stiamo facendo il possibile per lei, ma lei deve essere razionale. Non pretenderà certo, se non ci saranno cambiamenti, di vivere in mezzo alle persone normali?
    Janet Tyler: Io potrei provarci. Potrei indossare una maschera o tenermi le bende. Non darei fastidio a nessuno, glielo posso assicurare. Mi troverò un lavoro, un lavoro qualsiasi. E poi chi siete voi, chi siete voi per imporre queste regole, per...per stabilire che le persone che non hanno il vostro aspetto debbano vivere ai margini della società? Lo Stato non è Dio!
    Dott. Bernardi: Signorina...
    Janet Tyler: Lo Stato non è Dio! Non ha nessun diritto di punire una persona per un difetto di nascita! Non ha nessun diritto di fare della bruttezza un crimine!
  • Dott. Bernardi: Il fatto è che ho guardato sotto quelle bende. [...] Ho guardato in modo più profondo. Oltre a quel pietoso ammasso di carne e alla deforme ossatura facciale ho visto il vero volto di quella donna, infermiera...il volto della sua vera identità. Ed è bello, è un volto umano.
    Infermiera: Sì, capisco. Ma le confesso che trovo più semplice considerarla un essere umano con il volto coperto dalle bende.
    Dott. Bernardi: Ma perché? Perché dobbiamo sentirci così, infermiera? Qual è la differenza concreta tra un volto bello e uno repellente? La forma? La pelle? Tutto qui. Perché qualcuno non può essere diverso?
  • Buonasera, cittadine e cittadini! Stasera vi parlerò del glorioso concetto di conformità, della gioia e dell'immenso piacere di vivere in una società uguale a se stessa. [...] E in tutto il mondo ci sarà la conformità assoluta! Sappiamo bene che se vogliamo raggiungere un unico obiettivo, un'unica norma, un'unica mentalità, un'unica identità di popolo, un'unica virtù, un'unica morale, un'unica scala di valori, un unico governo, dobbiamo liberarci di tutte le differenze minaccia della conformità! Perché è basilare per la società che noi tutti ci conformiamo ad una norma! Che noi tutti ci conformiamo alla norma! La differenza porta alla confusione! La differenza porta all'anarchia! Conformità: questa è la sola soluzione! Conformità! Conformità: è la nostra salvezza! E alla fine marceremo assieme verso la felicità! Conformità! Nessuno deve distinguersi! La bellezza è essere conformi a un solo modello! (Capo di stato)
  • Janet Tyler: Signor Smith, perché noi due abbiamo questo aspetto?
    Walter Smith: Non lo so, signorina Tyler. Non lo so. Ma creda a me, non ha importanza. Esiste un detto, molto molto antico: "È bello soltanto quello che piace". Quando sarà lontana da qui e arriveremo al villaggio pensi a questo detto, se lo ripeta in continuazione e la bellezza le apparirà sotto altre forme.
  • La domanda che nasce spontanea è questa: dov'è questo luogo? In che epoca siamo? Che mondo è mai questo dove essere brutti è bene e essere belli è male? Non è questo il punto. Il punto è che il vecchio proverbio è vero e che la bellezza è un concetto molto relativo. Adesso o tra cent'anni, su questo pianeta o dovunque altrove sia presente la vita umana non è bello quel che è bello, ma è bello quel che piace. Questa è la lezione che dobbiamo imparare ai confini della realtà. (Narratore)

Episodio 7, Appena in tempo[modifica]

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  • La mano appartiene a Don Carter, elemento maschile di una coppia in luna di miele in viaggio dalla campagna dell'Ohio verso New York. Tra qualche istante riceveranno un regalo che la maggior parte degli esseri umani non riceve mai: una monetina. E potranno vedere nel futuro. Il momento è oggi, il luogo è un localino di Ridgeview, Ohio. Ma la cosa che questa coppia non sa è che questa cittadina si trova molto vicina ai confini della realtà. (Narratore)
  • Hai intenzione di lasciare che quella cosa ti condizioni la vita? [...] È come se tutte le paure della tua vita siano contenute in quell'unica macchina. Non ha importanza se sappia prevedere il futuro! Importa che tu, ora, credi di più nella fortuna e nel destino che in te stesso. Devi decidere tu della tua vita. Tu hai una mente, una mente meravigliosa. Non distruggerla cercando di giustificare le risposte di quella stupida macchinetta davanti a te stesso. (Pat Carter)
  • L'altra faccia della realtà, a Ridgeview, Ohio. Due persone soggette alla tirannia della paura e della superstizione affrontano il futuro con un senso di terrore impotente. Questi due, invece, affrontano il futuro con fiducia. Sono riusciti a fuggire da un angolo oscuro ai confini della realtà. (Narratore)

Episodio 8, Ora tarda[modifica]

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  • La residenza del Dottor William Loren sebbene, in realtà, sia la dimora delle sue macchine. Tra poco scopriremo che, tra di noi, ciò che deriva dal talento e dal genio umano, si muove indisturbato dalle normali ingiurie del tempo. È questo il caso dei robot del Dottor Loren, progettati per essere funzionali ed eleganti. Ma in un batter d'occhio il Dottor Loren, sua moglie e sua figlia scopriranno che la perfezione è relativa. Che anche per quei robot c'è un prezzo da pagare. E, a breve, capiremo esattamente a quanto ammonta. (Narratore)
  • Jana Loren: Quello che avete fatto a voi stesso è un'atrocità ma ciò che avete fatto a me è peggio, mi avete trasformata in un mostro, un'asociale, isolata sotto una campana di vetro!
    William Loren: Posso aggiungere qualche dettaglio, Jana? Ho tenuto lontano il male e ti ho protetto dalla malattia. E l'isolamento nel XX secolo non è un crimine, è un servizio. Non sei mai stata faccia a faccia con la guerra, la povertà, il pregiudizio. È vero, ti abbiamo isolata, ma perché pensi sia come la prigionia? Tu, Jana, sei stata messa in salvo ed è così che sei sopravvissuta!
    Jana Loren: In salvo in questa casa? Protetta in un mausoleo? Vivendo in una serra come vivono i vegetali. Quello che sei divenuta tu, quello che sto diventando io: un vegetale!
  • Jana Loren: La governante è stata realizzata per fare la governante, il maggiordomo per fare il maggiordomo, e così il tutto fare, il cuoco. Tutti costruiti per una funzione specifica. E una figlia! Voi mi avete costruito!
    William Loren: Jana, io ti ho costruito con amore!
  • Ed ecco il post scriptum. Dovreste essere esausti di vivere in un mondo così rigido e competitivo. Se siete turbati dai rumori e dello stress del XX secolo, se ciò che desiderate è un po' di serenità senza costrizioni fatevi lo studio nel seminterrato, poi scrivete una lettera alla famiglia Loren. È una coppia senza figli che ha fatto della serenità il lavoro di un'intera vita. Forse possiedono ancora qualche manuale fai-da-te su questo argomento ai confini della realtà. (Narratore)

Episodio 9, Problemi con Templeton[modifica]

Brian Aherne e Pippa Scott in una foto promozionale per l'episodio

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  • Sono lieto di presentarvi il signor Booth Templeton attore di successo, protagonista a Broadway di più di trenta commedie che però oggi non sta troppo bene. I suoi ricordi sono tutto ciò che desidera ed è ciò che avrà. Presto i suoi anni e i suoi problemi gli cadranno addosso come una valanga. Per non farsi schiacciare, il nostro Booth Templeton fuggirà dal teatro e dal mondo e debutterà su un altro palcoscenico in un altro mondo, che si trova ai confini della realtà. (Narratore)
  • Ci sono tre date significative nella vita di uno spettacolo: il primo giorno di prove, il debutto e l'ultima sera. Le ultime due sono collegate e dipendono dalla prima perciò il primo giorno di prove è un giorno estremamente importante! (Arthur Willis)
  • Come quasi tutti, il signor Booth Templeton aveva il desiderio di rivivere i ricordi del passato, quelli che con gli anni si addolciscono. Ma nel suo caso i personaggi del passato l'hanno respinto e rimandato nel suo tempo, dove ora lo ritroviamo. Booth Templeton ha avuto un biglietto di andata e ritorno ai confini della realtà. (Narratore)

Episodio 10, Un'insolita macchina fotografica[modifica]

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  • La stanza di un albergo che serve da covo di ladri. Un evento insignificante da registrare tra le scartoffie della polizia e dell'assicurazione. Forse, in un articolo interno del giornale della sera. Appendice da aggiungere alla lista del bottino: una macchina fotografica. È un'aggiunta trascurabile alle cianfrusaglie tra le quali si trovava. Neppure degna di menzione perché le macchine fotografiche sono quello che sono alcune costose, altre da pochi soldi ma questa macchina, questa è insolita perché tra qualche attimo la vedremo determinare il destino di tre persone. Si dà il caso infatti che le sue fotografie si sviluppino solo ai confini della realtà. (Narratore)
  • L'umanità?! Che ha fatto l'umanità per noi? (Chester)
  • Oggetto denominato "macchina fotografica", data di fabbricazione incerta, origine sconosciuta. Agli avidi, agli avari, ai lesti di gamba che sanno fare un miglio in quattro minuti per rincorrere un facile guadagno fa credere di essere un'alleata, ma non lo è affatto. È un allettante incitamento a cercare la propria fine ai confini della realtà. (Narratore)

Episodio 11, La notte degli umili[modifica]

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  • Questo è il signor Henry Corwin. Nella sua vita ha fatto un po' di tutto e tutto un po'. Un filosofo da strapazzo e una volta all'anno ha il ruolo principale nel più originale spettacolo itinerante americano: Babbo Natale nei grandi magazzini. Ma in un attimo il signor Henry Corwin, nei panni di Babbo Natale si ritroverà in un Polo Nord molto particolare intriso del meraviglioso spirito natalizio e della magica atmosfera che si trova solo ai confini della realtà. (Narratore)
  • Ogni tanto bisognerebbe ricordarsi che Natale non significa solo farsi largo tra i reparti di un grande magazzino e spintonarsi con gli altri! Qualcuno dovrebbe spiegarle che il Natale è una cosa diversa. Migliore di questa più importante, più bella, più autentica e ha a che fare con la passione, l'amore la carità, la compassione. (Henry Corwin)
  • A tutti i bambini del XX secolo, a coloro che sono malati, a coloro che ancora si muovono a carponi e indossano dei pannolini o a tutti quelli che camminano con un bastone e si pettinano la barba. Questa è la meravigliosa magia di Natale. I più poveri hanno una forza speciale. L'umiltà è la virtù dei forti. Che sia un felice Natale per ognuno di loro. (Narratore)

Episodio 12, La polvere[modifica]

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  • Un villaggio di argilla screpolata e di legno marcio acquattato sotto il sole rovente come un animale malato che si lascia morire. Tra gli abitanti del villaggio serpeggia un virus, il germe dello squallore, della disperazione, della mancanza di fede. Per chi non ha speranza né fede, ma è carico di miseria non c'è tempo, non c'è mai tempo di dedicarsi alle altre attività degli uomini e comincia l'autodistruzione. (Narratore)
  • Quand'è che Dio creò l'uomo? È stato il sesto giorno? Be', doveva fermarsi al quinto. (Sceriffo)
  • Sceriffo: Non c'è un parco giochi, Rogers! C'è una forca!
    Rogers: Per i figli? Non ne hanno mai viste e io penso ormai che sia ora.
    Sceriffo: Perché?
    Rogers: Perché no? Impareranno che cosa succede a uno ubriaco che ammazza una bambina.
    Sceriffo: E non ti sembra un po' stupido? Come glielo spieghi il dolore? Gli spari in un braccio?
  • Signor Gallegos: Lei ha venduto la corda per impiccare mio figlio, perché ora mi vende la polvere per salvare mio figlio?
    Sykes: Io faccio affari, signor Gallegos. Vendo tutto quello che serve.
  • Un villaggio piccolissimo, pieno di miseria nel giorno di un'impiccagione di un evento insignificante per la storia. Ma se c'è una morale in tutto questo, diciamo che prima di rivolgersi alla magia, al sortilegio, all'inganno, bisogna guardare nel cuore dell'uomo perché in quel luogo profondo c'è un incantesimo che vale molto più di qualche moneta d'oro. Lo abbiamo dimostrato stasera ai confini della realtà. (Narratore)

Episodio 13, Viaggio nel tempo[modifica]

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  • Peter Corrigan: Insomma, qual è il punto? Che se una persona potesse tornare indietro nel tempo niente al mondo gli permetterebbe di alterare il corso della storia. È così?
    Uomo #1: Esatto. Faccia conto che lei sia tornato indietro nel tempo nell'ottobre del 1929, il giorno precedente il crollo in borsa.[1] Lei saprebbe che la mattina dopo le azioni sarebbero precipitate di colpo. Ora, usando questa sua conoscenza, lei potrebbe fare mille cose per mettersi al sicuro.
    Peter Corrigan: Ma sarei un anacronismo. Non saprei assolutamente che fare.
    Uomo #1: Potrebbe vendere tutto prima del crollo.
    Peter Corrigan: E se facendo così anticipassi questo crollo? La storia dice che il 24 ottobre 1929 le azioni crollarono come un castello di carte. È una data precisa, esiste, ed è riportata anche dai libri di storia. Non può venire alterata.
    Uomo #1: E io, invece, dico di sì. Cosa mi impedirebbe di andare da un agente di borsa la mattina del 23 ottobre o anche del 22?
  • Stiamo assistendo a una discussione accademica che ha luogo a Washington ai giorni nostri. Quattro persone intelligenti discutono dell'ipotesi di tornare indietro nel tempo. Due chiacchiere amichevoli sopra una semplice questione. Potrebbe un essere umano cambiare quello che è già avvenuto? Interessante ma accademica, perché chi mai ha potuto tornare indietro nel tempo prima di stasera, voglio dire? Perché qui siamo ai confini della realtà. (Narratore)
  • [14 aprile 1965, sera dell'assassinio di Abraham Lincoln]
    Peter Corrigan: Gli spareranno alle spalle, così avverrà. L'assassino salterà dal palco sul palcoscenico e fuggirà tra le quinte!
    Poliziotto: Lo racconta come se fosse già accaduto.
    Peter Corrigan: È già accaduto, cento anni fa! E io sono tornato per non farlo accadere!
  • Il mio metodo di fare denaro è certo il migliore... ereditarlo! È anche il meno faticoso. (William)
  • Peter Corrigan è appena tornato da un viaggio nel tempo che ha dimostrato da una parte che il tessuto della storia è troppo solido e compatto e che gli avvenimenti non possono essere cambiati ma che d'altra parte, a volte qualche piccolo filo di quel tessuto può venire alterato. Naturalmente sono cose che avvengono solo ai confini della realtà. (Narratore)

Episodio 14, Tutta la verità[modifica]

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  • Quest'uomo è Harvey Hunnicut. Un esperto venditore, e piccolo truffatore. Un trafficante senza scrupoli, che quando Dio elargì le coscienze era probabilmente uscito a farsi un caffè. Questi, invece, sono altri due protagonisti della nostra storia. Un anziano signore e una vecchia macchina. Due protagonisti molto speciali, che tra qualche minuto faranno vivere a Harvey Hunnicut un'esperienza che quest'ultimo non si aspetta di certo. Grazie a un pizzico di magia investiranno Harvey Hunnicut con l'assoluta necessità di dire la verità. Da dove provengano non è importante. Ma dove sono diretti, questo lo sappiamo. Perché sia loro che voi, siete sulla soglia dei confini della realtà. (Narratore)
  • Non potrebbe mai accadere? Si tratta di una storia troppo irreale? È possibile, ma la prossima volta che acquisterete una macchina anche se pare sopravvissuta alla prima guerra mondiale e il rivenditore sembra disposto a tagliarsi un braccio per vendervela state attenti prima di raccontare al capo che eravate al funerale della nonna quando invece eravate allo stadio. Non vorreste ritrovarvi proprietari di uno strumento di verità fabbricato e distribuito da un venditore d'eccezione ai confini della realtà. (Narratore)

Episodio 15, Gli invasori[modifica]

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  • Questo è uno dei tanti luoghi lontanissimi e irraggiungibili. Luoghi mai visitati. Squallido, devastato, morente. È una fattoria, una casa senza gas né elettricità non contaminata dal progresso. E questa è la donna che abita nella fattoria. Una donna sola da molti anni. Una donna semplice, forte, il cui unico problema finora è stato procurarsi cibo a sufficienza. Tra poco affronterà il terrore. Il terrore che proprio ora le verrà addosso dai confini della realtà. (Narratore)
  • La base a controllo centrale! Mi sentite? Passo! È finita! Gresham è morto! Ripeto, è morto! La nave è stata distrutta! Qui c'è una razza composta da giganti! Sono giganti! State lontani! Non attaccate! Ripeto: non attaccate! Sono troppo forti! Non ce la fareste mai! State lontani! Ascoltatemi: non attaccate! Ascoltatemi! Non... attaccate! È... fini... (Astronauta) [ultime parole]
  • Questi sono gli invasori. Piccoli esseri provenienti da un pianetino chiamato Terra. Hanno deciso di affrontare e risolvere il gigantesco dilemma della conoscenza rappresentato dall'Universo. Gli invasori hanno staccato un biglietto di sola andata per le stelle e l'hanno pagato con la vita. Li abbiamo appena visti entrare nella leggenda che comprende tutte le grandi migrazioni dell'Universo. Una leggenda che da sempre vive nei cuori degli esseri umani e che si può ritrovare intatta ai confini della realtà. (Narratore)

Episodio 16, I pensieri degli altri[modifica]

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  • Il signor Ettore Poole, residente ai confini della realtà. Butta una moneta e raccoglila in mano. Cosa ti aspetta? Col 50% di probabilità, testa; con l'altro 50, croce. Ma con un'eccezionale probabilità su un milione resterà ritta su un lato. Il signor Ettore Poole, mentre corre al suo lavoro non sa cosa lo aspetta. (Narratore)
  • [Leggere nel pensiero] È un po' come vedere la gente senza vestiti addosso. Non avrei mai creduto che gli uomini fossero così. Noi facciamo moltissime cose senza pensarci sopra. Oppure pensiamo le cose senza la minima intenzione di farle. Be', almeno avrò imparato una cosa utile: le persone non sono affatto come uno pensa che siano. (Ettore Poole)
  • Una volta su un milione una moneta cadrà di taglio. Ma basterà un soffio di vento, una piccola scossa per farla tornare in piano. Il signor Ettore Poole: una monetina umana in equilibrio per un momento ai confini della realtà. (Narratore)

Episodio 17, Ventidue[modifica]

Barbara Nichols e Fredd Wayne in una foto promozionale per l'episodio

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  • Questa è la signorina Liz Powell, ballerina. Si trova in ospedale a causa di un esaurimento nervoso da super lavoro e ora abbiamo appena fatto un giro con lei all'interno di un incubo. Tra un attimo si sveglierà e noi resteremo al suo fianco. Il problema in questo caso è che tanto la signorina Powell quanto voi arriverete a un punto in cui potrebbe essere difficile decidere quale sia la realtà e quale l'incubo. Un problema non comune probabilmente, ma piuttosto normale ai confini della realtà. (Narratore)
  • Dottore: Io sostengo che è un sogno. Ripercorriamolo insieme. Lei dice che tutto avviene secondo lo stesso ordine cronologico: si sveglia di colpo, ha sete, cerca di afferrare il bicchiere, sente l'orologio che scandisce i secondi...
    Liz Powell: Lo sento bene.
    Dottore: La infastidisce, il bicchiere le scivola di mano e si frantuma sul pavimento.
    Liz Powell: E poi sento i passi nel corridoio.
    Barney Kamener: Quali passi? I passi di chi?
    Dottore: La signorina crede che siano i passi di un'infermiera.
    Liz Powell: Sono i passi di un'infermiera! Sono chiarissimi. Viene giù per il corridoio, arriva alla mia porta, allora salto fuori dal letto.
    Dottore: Ora! Come se avvenisse ora!
    Liz Powell: Apro la porta e vedo quest'infermiera entrare nell'ascensore. Io la seguo. L'ascensore scende fino al piano seminterrato. Alla fine del corridoio c'è una stanza, ha il numero 22.
    Barney Kamener: Che genere di stanza?
    Dottore: È la camera mortuaria. E secondo la signorina Powell, l'infermiera esce dall'obitorio, la guarda negli occhi e dice: "C'è posto ancora per uno."
    Liz Powell: È quello che dice, Barney: "C'è posto ancora per uno"! Dopodiché indica quella stanza, quella stanza con tutte le bare!
  • Tu non riusciresti a sollevare il morale neanche se pesasse un etto! (Liz Powell)
  • Elizabeth Powell, professione ballerina. Diagnosi dell'ospedale: acuta forma ansiosa dovuta a super lavoro e affaticamento. Prognosi: un periodo di riposo dovrebbe bastare per il ristabilimento. Ma la cura per certi incubi non si trova sui manuali di medicina. Cercatela alla voce "Pozioni contro i brutti sogni" in un luogo ai confini della realtà. (Narratore)

Episodio 18, L'Odissea del volo 33[modifica]

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  • Quello che vedete è un aviogetto in volo da Londra a New York. Si trova a 11.000 metri, al di sopra delle nubi e a circa 55 minuti di volo dall'aeroporto di Idlewild. Ma quanto è accaduto nella cabina di pilotaggio non è dovuto al velivolo né all'equipaggio. Si tratta di un aviogetto sicuro e progettato perfettamente. E gli uomini che avete appena visto sono esperti ed estremamente capaci. Il problema è che l'aviogetto viaggia a una velocità troppo elevata e niente, nel mondo del sapere, o della logica può fornirci una spiegazione per ciò. All'insaputa dei passeggeri e dell'equipaggio l'aviogetto sta per approdare in una regione inesplorata ben lontana dalle rotte abitualmente battute. Sta per arrivare ai confini della realtà. Ciò che state per vedere è da noi chiamato "L'odissea del volo 33". (Narratore)
You're riding on a jet airliner en route from London to New York. You're at 35,000 feet atop an overcast and roughly 55 minutes from Idlewild airport but what you've seen occur inside the cockpit of this plane is no reflection on the aircraft or the crew. It's a safe, well-engineered, perfectly designed machine and the men you've just met are a trained, cool, highly efficient team. The problem is simply that the plane is going too fast and there is nothing within the realm of knowledge or at least logic to explain it. Unbeknownst to passenger and crew this aeroplane is heading into an uncharted region well-off the beaten track of commercial travelers. It's moving into the twilight zone. What you're about to see we call "the odyssey of flight 33".
  • Un aviogetto Global in viaggio da Londra a New York in un pomeriggio qualunque del 1961. Un aereo ormai dichiarato scomparso ricercato per terra, per mare e per aria da gente angosciata e senza più speranza. Ma voi e io sappiamo dove si trova. Voi e io sappiamo quello che è successo. Perciò, se un giorno, in qualsiasi momento sentirete il frastuono delle turbine di un aviogetto che vola al di sopra delle nubi, turbine che sembrano sperdute e disperate, lanciate un razzo in aria, fate qualcosa perché quello è il Global 33 che tenta di tornare a casa dal confine della realtà. (Narratore)

Episodio 19, L'Ercole[modifica]

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  • Ecco una straordinaria istituzione americana: il bar del quartiere. Vi incontriamo il signor Anthony O'Toole, il proprietario, che si batte a spada tratta per la pace e la tranquillità del suo bar. Questo è il signor Joseph Callahan, allibratore non iscritto la cui intera vita potrebbe essere rappresentata da un qualsiasi evento sportivo, dove vi siano due avversari e dove ci sia la possibilità di quotarli. E questo cittadino tanto eccitato è uno qualsiasi dei tanti scommettitori che hanno puntato i soldi dell'affitto su una corsa di cavalli, un incontro di pugilato o qualcosa del genere. È uno che, per sfogare le sue frustrazioni saprebbe prendersela con il primo avventore a tiro di pugno. Infine, questo è il signore Luther Dingle, venditore porta a porta di aspirapolvere. È il classico fallito in tutti i campi, ma è uno disposto ad ascoltare e, soprattutto, ha la mascella prominente. (Narratore)
  • E questi invisibili gentiluomini sono visitatori dallo spazio. Stanno per cambiare il destino di Luther Dingle lasciandogli qualcosa che è difficile ricevere oggigiorno. Tra alcuni istanti questo viso triste, perennemente maltrattato che ha perso tutti i treni della sua vita si prenderà una piccola rivincita, in quella regione imprevedibile che è conosciuta come i confini della realtà. (Narratore)
  • Ma li hai mai visti degli esseri così brutti? Con una sola testa! (Marziano a due teste)
  • Dobbiamo esaminare tre pianeti domani e uno mi pare che sia molto interessante: ci sono solo femmine. (Marziano a due teste)
  • [Guardando una partita di baseball] È bene aggiungere in questi caso che le leggi della casualità sono intrecciate a maglie strette con le leggi della fortuna a noi note e quindi anche con un calcolo di procedimenti matematici che chiama in causa le leggi che si basano sulla condizione di relazione tra i vari corpi fisici che presentino postille anti divisionali per cui, usando x e y come incognite credo che presto faranno un punto con una casa base. [...] È presumibile che su una pianificazione matematica anteriore l'insieme della teoria dei quanti della relatività di spazio e tempo debba essere posta in equazione secondo la legge parallela della dialettica algebrica. (Luther Dingle)
  • Luther Dingle, ex venditore porta a porta, ex uomo più forte della terra e ora gigante dell'intelligenza mentale. Presumibilmente anche quest'ultimo potere gli verrà tolto ben presto, ma il nostro Dingle è capace di farsi notare tanto dagli osservatori extraterrestri quanto dagli scommettitori falliti. Non è difficile prevedere per lui infinite altre possibilità di fortuna visto che il nostro caro Dingle vive con un piede sulla Terra e l'altro ai confini della realtà. (Narratore)

Episodio 20, Un vecchio apparecchio radio[modifica]

Dean Jagger in una foto promozionale dell'episodio

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  • Fresca come l'erba dei campi. Fumate anche voi le deliziose sigarette Green. Le uniche sigarette alla clorofilla che non sanno di tabacco ma che hanno il profumo e l'aroma dell'erba fresca dei campi. Green. La sigaretta che ha il profumo della primavera. (Spot pubblicitario)
  • Nessuno aveva mai visto una radio come quella. Quello era un tipo di radio molto particolare. All'epoca, intorno al 1935 era uno dei più eleganti oggetti sul mercato. Oggi con i suoi altoparlanti ricoperti di tessuto la tipica scala parlante gialla, quelle manopole ha un aspetto bizzarro e un po' strano. Ed Lindsay scoprirà presto cosa c'è di strano quando si sintonizzerà ai confini della realtà. (Narratore)
No one ever saw one quite like that. Because that's a very special sort of radio. In its day, circa 1935 its type was one of the most elegant consoles on the market. Now, with its fabric-covered speakers its peculiar yellow dial, its serrated knobs it looks quaint and a little strange. Mr. Ed lindsay is going to find out how strange very soon when he tunes in to the twilight zone.
  • La prima volta che ho riascoltato quella radio mi sono chiesto dove fosse finito il quadro del video. Poi ho capito che il quadro del video sta qui dentro. [Indica la testa] Perché io vi dico che la radio è una cosa in cui bisogna credere per goderne. (Ed Lindsay)
  • "Gira di qua e gira di là, dove si ferma nessuno lo sa". Ed Lindsay desiderava disperatamente che il destino gli fornisse una seconda occasione e finalmente l'ha avuta grazie a una strana e meravigliosa macchina del tempo che si chiama "radio" e che lo ha portato ai confini della realtà. (Narratore)

Episodio 21, Testa o croce[modifica]

Christine Moore, Dane Clark, Buddy Ebsen e Jane Burgess in una foto promozionale per l'episodio

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  • Ritratto di un uomo che fa le cose col pensiero. Jimbo Cobb può essere definito "il motore primo", un talento che dev'essere visto per crederci. Fra poco, mostrerà ai suo amici e a voi come tiene entrambi i piedi per terra e la testa ai confini della realtà. (Narratore)
Portrait of a man who thinks and thereby gets things done. Mr. Jimbo Cobb might be called a prime mover, a talent which has to be seen to be believed. In just a moment, he'll show his friends and you how he keeps both feet on the ground and his head in the Twilight Zone.
  • Certe persone possiedono il talento. Altre ne sono possedute. Quand'è così, il talento diventa una maledizione. Questo Jimbo Cobb lo sapeva fin dall'inizio. Ma prima che Asso Larsen imparasse questa semplice verità doveva fare un breve viaggio ai confini della realtà. (Narratore)

Episodio 22, Chiamata a lunga distanza[modifica]

Lili Darvas e Billy Mumy in una scena dell'episodio

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  • Come avrete capito, in questa casa si aggira la morte, l'attrice che entra in scena al terzo e ultimo atto della vita di ognuno di noi. E si dice, probabilmente con ragione, che ciò che segue questa vita è un mistero insondabile, una zona oscura che noi viventi riserviamo alla morte. O almeno così si dice. Perché tra un momento un bambino cercherà di attraversare quel ponte che separa luce e ombra. E, com'è ovvio, dovrà prendere l'unica via conosciuta: quella strada indistinta, attraverso una regione ai confini della realtà. (Narratore)
  • Un telefono giocattolo, un atto di fede, una serie di improbabili circostanze combinate per sondare un mistero, per indagare nelle profondità, mandare un raggio di luce nell'oscura regione dell'aldilà. Crederci o non crederci dipende solo da voi; se sia realtà o fantasia, sostanza oppure ombra. Perché avete appena fatto un viaggio ai confini della realtà. (Narratore)

Episodio 23, Oltre la duna[modifica]

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  • Nuovo Messico, 1847. Questo pugno di uomini e donne è spinto da un sogno. Undici mesi fa hanno lasciato l'Ohio per andare nel West. Hanno sentito parlare di un luogo chiamato California dove il sole è caldo e il cielo azzurro, la terra ricca e l'aria fresca, ma da quasi un anno hanno patito solo freddo, caldo, stanchezza fame e malattie. Quest'uomo si chiama Christian Horn, ha un figlio di otto anni che sta morendo e una moglie disperata. Fra tutti è l'unico che ancora conservi un frammento del vecchio sogno. Christian Horn, in cerca di acqua e cibo sta per varcare oltre questa duna i confini della realtà. (Narratore)
  • C'erano un sacco di cose dall'altra parte della duna. O meglio, ci saranno cose incredibili, una terra nuova. E sai una cosa, Charlie? Sarà grazie a noi che nascerà quel mondo. (Christian Horn)
  • Christian Horn, uno dei tanti uomini coraggiosi alla ricerca del West in un'epoca in cui non esistevano le autostrade e le altre comodità della nostra vita. Christian Horn, in viaggio verso la California dopo una breve deviazione ai confini della realtà. (Narratore)

Episodio 24, Il colpo della bella addormentata[modifica]

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  • Vi presentiamo quattro esperti nell'arte del crimine: il signor Farwell, esperto di gas tossici, ex professore con due lauree in chimica e in fisica; il signor Erbie, esperto di ingegneria meccanica; il signor Brooks, esperto di armi da fuoco; il signor DeCruz, esperto in demolizioni e altre forme di distruzione. L'azione è oggi in una grotta della Valle della Morte negli Stati Uniti d'America. Tra pochi istanti questi uomini abbandoneranno quintali d'oro per entrare in bare di vetro. Calmeranno la loro bramosia con un secolo di sonno e si inoltreranno ai confini della realtà. (Narratore)
  • Com'è possibile, signor DeCruz, che gli uomini più avidi siano poco fantasiosi e stupidi? (Farwell)
  • Per la prima volta nella storia dell'uomo ci siamo presi un secolo e ce lo siamo messo in tasca! Siamo usciti dalla nostra vita e siamo sopravvissuti! (Farwell)
  • Questi uomini sono tutti morti come erano vissuti: all'inseguimento di un idolo. E sono morti sotto il sole torrido, sui bagliori della sabbia dorata. E tutto per dei lingotti senza alcun valore. Questa la lezione di stasera, ai confini della realtà. (Narratore)

Episodio 25, Il Silenzio[modifica]

Franchot Tone interpreta Archie Taylor.

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  • Il biglietto che quest'uomo sta portando attraverso la stanza del club è la proposta per una scommessa. Ma è il genere di scommessa che non ha precedenti. Si staglia sola negli annali delle puntate al gioco quale più strana opportunità mai offerta da un uomo ad un altro. Tra pochi attimi ne conosceremo i termini e cosa deciderà il giovane signor Tennyson. Durante gli avvenimenti, osserveremo tutte le parti fare il loro gioco in un casinò davvero bizzarro, ai confini della realtà. (Narratore)
  • Archie Taylor: Ho proposto una scommessa al signor Tennyson e la scommessa è formulata come nel seguente modo. Ho deciso di puntare la somma di 500.000 dollari sul fatto che non riuscirà a tacere per un anno. La scommessa si sviluppa alle seguenti condizioni: verrà sistemato in una stanza per essere osservato da me o da chiunque di noi, a nostra discrezione. Gli verrà fornito tutto ciò che desidera come passatempo, ma non potrà pronunciare nemmeno una sola parola per dodici mesi. Nemmeno una sola parola. Farà sapere le sue richieste per iscritto, non a voce. Che ne dice, Tennyson?
    Jamie Tennyson: Posso sapere il motivo di questa scommessa?
    Archie Taylor: Quello che sto per dire potrebbe far inorridire le persone comuni, ma a una persona insensibile come lei probabilmente non farà alcun effetto. Lei mi è profondamente antipatico, Tennyson. La cosa va oltre l'ordinaria antipatia che provo per qualcuno senza educazione, senza principi, senza buone maniere. La sua voce mi è diventata intollerabile. Mi siedo qui ogni sera e quel suono mi fa sussultare. Non posso chiederle di andarsene dal club, non ho questo diritto. Tuttavia sono nella condizione di poterle offrire una lauta somma di denaro...solo per avere un po' di pace. Vede, Tennyson, non c'è possibilità che lei rimanga in silenzio per un anno, non è nella sua natura. Lei è superficiale, chiacchierone e con la testa vuota, per dirla tutta. E rimanere in silenzio la distruggerebbe. Quindi ecco cosa penso che accadrà. Riuscirà a sopportare la pressione per tre o quattro settimane magari un paio di mesi, e poi soccomberà. Questo è di nuovo nella sua natura. Nel frattempo, io ne trarrò...Oh, parecchi mesi di squisito e confortante silenzio.
  • Ci sarà un monolocale di vetro con salotto e camera da letto. Ci saranno microfoni tutto intorno alla stanza e lei non dovrà toccarli. Ogni momento verrà registrato e anche la sua voce quando deciderà di abbandonare. Permetterà a me, o a ognuno di noi, di osservarla in ogni momento. (Archie Taylor)
  • Il signor Jim Tennyson ha quasi vinto una scommessa, ma ha scoperto troppo tardi che l'azzardo può essere improduttivo anche con i dadi truccati, le carte segnate o, come nel suo caso, con le corde vocali asportate. Perché qualcuno ha fatto girare la ruota e il suo numero è risultato essere un 13 nero. Se non ci credete chiedete al croupier, quello speciale, ai confini della realtà. (Narratore)

Episodio 26, Il teatro delle ombre[modifica]

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  • Adam Grant, un uomo indefinibile, giudicato colpevole e condannato alla sedia elettrica. Come ogni criminale travolto dalla ruota della giustizia ha paura, giù, fino al midollo delle ossa. Ma a spaventarlo non sono la prigione, le notti silenziose, il cammino verso la stanza della morte o la morte stessa. È qualcos'altro che tiene Adam Grant nell'agghiacciante morsa della paura, una cosa peggiore di qualsiasi punizione che si possa infliggere, una cosa che si trova solo ai confini della realtà. (Narratore)
  • [Raccontando la propria esecuzione sulla sedia elettrica] Esci dalla cella, passi due porte, 78 passi fino alla terza porta dipinta di verde. Lì c'è una guardia che ti apre, tu entri in una stanza...marrone, tutta marrone. Dentro non c'è niente, tranne una sedia, come quelle che usavamo da bambini, dure e robuste. [...] Ti legano braccia e gambe poi ti attaccano gli elettrodi. È buffo, sono sempre freddi al tatto all'inizio. [...] Poi ti mettono la maschera. Sa di muffa, ha l'odore di un vecchio divano. E poi aspetti. Ogni muscolo è teso, contratto. Ogni secondo...ogni secondo e poi quasi li senti. Tirano la leva. (Adam Grant)
  • Quando muoio io, muore anche lei. Tutti in questo mondo muoiono nello stesso momento perché questo mondo non esiste, è un mio sogno, anzi, un mio incubo. (Adam Grant)
  • Ogni sogno si costruisce il suo mondo particolare, è completo. Completo di passato e, finché si continua a dormire, di futuro. (Adam Grant)
  • Procuratore: Se siamo personaggi dei tuoi sogni, come facciamo noi a dormire e a sognare?
    Adam Grant: Voi dormite e sognate solo perché io sogno che lo state facendo!
  • È un arrosto! (Procuratore) [verificando che Adam Grant ha detto la verità]
  • Sappiamo che un sogno può essere realtà, ma chi avrebbe mai detto che la realtà poteva essere un sogno? Noi esistiamo, certo, ma come? In che modo? Da esseri umani in carne e ossa? O facciamo parte del febbrile e complicato incubo di qualcun altro? Pensateci, e poi chiedetevi se vivete qui in questo paese, in questo mondo o se non vivete piuttosto ai confini della realtà. (Narratore)

Episodio 27, La mente e la materia[modifica]

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  • Una breve presentazione di Archibald Beechcroft: figlio del XX secolo, prodotto dell'esplosione demografica ed erede del retaggio del progresso. Ancora il signor Beechcroft qui al secondo round della sua giornaliera lotta per la sopravvivenza. Tra pochi minuti il nostro eroe inizierà una ribellione personale contro i meccanismi della sua epoca. Per farlo, si avvarrà di certi aiuti disponibili solo ai confini della realtà. (Narratore)
  • Mi controllerò quando potrò raggiungere quella felicità quella perfezione assoluta che accompagna la solitudine! Mi capisce? Gente, gente, gente! Se solo potessi farlo, ecco come sistemerei l'universo: eliminerei la gente, la cancellerei, me ne libererei, la distruggerei, la decimerei. Alla fine rimarrebbe un uomo solo: io! Archibald Beecroft, qui presente. (Archibald Beecroft)
  • La concentrazione è la più sottovalutata e sconosciuta forza dell'universo! Cioè, una persona potrebbe muovere le montagne! Non c'è limite a ciò che l'uomo potrebbe fare usando correttamente questa forza, nessun limite! (Archibald Beecroft)
  • Sono francamente e sinceramente soddisfatto per la prima volta in vita mia! Mi sono liberato del peggiore flagello che ci sia: la massa! (Archibald Beecroft)
  • "Qualcuno" significa "tutti quanti" e io non li sopporto tutti quanti! Quindi, meglio nessuno! Francamente non esiste un tipo o una razza di esseri umani che mi vada a genio! (Archibald Beecroft)
  • Archibald Beechcroft, figlio del XX secolo ha scoperto tentando e sbagliando, soprattutto sbagliando, che con tutti i suoi difetti, probabilmente questo è il migliore dei mondi possibili. Una dimostrazione stasera, ai confini della realtà. (Narratore)

Episodio 28, Chi è il vero marziano?[modifica]

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  • Oggi, una gelida notte di febbraio. Tutto ha inizio dalla telefonata di una donna spaventata che dice di aver visto cadere un oggetto volante non identificato. I due agenti che avete visto fanno un sopralluogo ma non trovano nulla di particolarmente illuminante se non delle impronte che conducono a un caffè. Beh, sapete quant'è difficile trovare un ago in un pagliaio! State con noi e farete parte di una squadra investigativa la cui missione non è quella di trovare quel proverbiale ago! Il loro compito è ben più difficile! Devono trovare un marziano all'interno di un caffè. E tra poco condurrete l'indagine con loro, perché siete appena giunti ai confini della realtà. (Narratore)
Wintry February night, the present. Order of events: a phone call from a frightened woman notating the arrival of an unidentified flying object, then the checkout you've just witnessed, with two state troopers verifying the event – but with nothing more enlightening to add beyond evidence of some tracks leading across the highway to a diner. You've heard of trying to find a needle in a haystack? Well, stay with us now, and you'll be part of an investigating team whose mission is not to find that proverbial needle, no, their task is even harder. They've got to find a Martian in a diner, and in just a moment you'll search with them, because you've just landed – in The Twilight Zone. (Narratore)
  • Questa è come un'avventura di fantascienza, un'avventura in piena regola! Sei esseri umani e un mostro spaziale! Lei ha un occhio dietro la testa per caso? (Avery)
She's just like a science fiction, that's what she is! A regular Ray Bradbury![2] Six humans and one monster from outer space. You wouldn't happen to have an eye in the back of your head, would you?
  • Un fatto accaduto in una zona qualunque. Si può credere e si può anche non credere. Comunque, se un tipo imbronciato che si chiama Ross o un barista simpatico che sa prendersela sempre allegramente... se uno di questi due capitasse dalle parti vostre fareste bene a stringergli la mano, anzi tutte e tre, o a guardarlo bene negli occhi, in tutti e tre, perché questo signore potrebbe trascinarvi al di là dei confini della realtà. (Narratore)

Episodio 29, Un uomo obsoleto[modifica]

Burgess Meredith interpreta il bibliotecario Romney Wordsworth.

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  • In questa sala entrate a vostro rischio e pericolo. Perché qui siamo nel futuro. Non il futuro che sarà, ma il futuro ipotetico. Questo non è un mondo nuovo, ma solo la continuazione di quello del passato. È il risultato di tutte le infinite impronte di distruzione lasciate dai vari dittatori sulle pagine della storia dall'inizio dei secoli. Si è rafforzato, progredito tecnologicamente ed ha acquisito metodi più sofisticati per distruggere la libertà dell'uomo. E, alla pari delle dittature che l'hanno preceduta anche qui una regola è di ferro: la logica è un nemico e la verità una minaccia. Questi è Romney Wordsworth nelle sue ultime quarantotto ore di vita. È un cittadino dello Stato, ma hanno deciso di toglierlo di mezzo perché è fatto di carne e perché ha un cervello. Romney Wordsworth, una vita appesa a un filo ai confini della realtà. (Narratore)
  • Cancelliere: Bibliotecario! È uno che si occupa di libri.
    Romney Wordsworth: Sì, signore, di libri.
    Cancelliere: Ma dato che non esistono più i libri, non esistono più le biblioteche, per cui i servizi di un bibliotecario sono di ben poca utilità. Prendiamo, per esempio, un prete. Se ce ne fosse uno, ci direbbe che il suo compito è divulgare la parola di Dio. Ma poiché lo Stato ha provato definitivamente che Dio non esiste la funzione del prete risulta essere superflua!
    Romney Wordsworth: Ma Dio esiste!
    Cancelliere: Lei è in grave errore, signor Wordsworth. Dio non è esistito mai! Lo Stato ha dimostrato che Dio non esiste!
    Romney Wordsworth: Non basta un editto per eliminarlo!
  • Io sono un essere umano, io esisto! E quando dico un pensiero a voce alta quel pensiero vive! Anche se mi hanno già messo sotto terra! (Romney Wordsworth)
  • Romney Wordsworth, venga avanti. La giuria la dichiara obsoleto! (Il subalterno)
  • Io non corrispondo ai vostri schemi. Vi disturba che si sia prodotta una deviazione dalla norma. Il vostro governo ha classificato tutto e l'ha inquadrato. Voi siete la forza, io rappresento la debolezza. Lei controlla, emana, ordina. Quelli come me, invece, obbediscono e basta. Ma io non seguo il vostro copione, io gli sfuggo. (Romney Wordsworth)
  • Romney Wordsworth: Non imparerete mai, vero? La storia non vi ha insegnato nulla.
    Cancelliere: Al contrario, ci ha insegnato moltissimo! Alcuni uomini illustri che ci hanno preceduto hanno avuto delle idee proprio giuste.
    Romney Wordsworth: Già, Hitler.
    Cancelliere: Hitler per esempio.
    Romney Wordsworth: Stalin.
    Cancelliere: Anche Stalin! Hanno sbagliato perché hanno agito con moderatezza, invece dovevano andare molto oltre! Hanno lasciato in vita troppi indesiderabili che hanno formato un nucleo di resistenza. I vecchi, per esempio, fedeli al passato e restii ad accettare il nuovo. I malati, i menomati, gli anormali. Si attaccano al corpo sano e lo corrompono. Quindi, noi li elimineremo! Le persone come lei, che non hanno utilità per lo Stato vanno tolte di mezzo.
  • Il Signore è il mio pastore, con lui non manco di nulla. Ha cura di condurmi sempre nei verdi pascoli. Egli mi conduce ad acque di ristoro e ristora l'anima mia. Mi guida per retti sentieri per amore del suo nome. Anche se io vado per la funerea valle della morte non temo alcun male, perché tu sei con me con la mazza e il vincastro, e mi conforti. Tu prepari dinnanzi a me la mensa di fronte ai miei nemici. Tu ungi d'unguento il mio capo. Tu riempi il mio calice all'orlo. Solo di beni e favori mi colmi in tutta la mia vita. Difendimi da quanti insorgono contro di me. Liberami da tutti coloro che operano il male e dai sanguinari fammi salvo perché la mia anima entrambi insidiano. I potenti sono contro di me, non per le mie trasgressioni non per i miei peccati, oh Signore. Ecco, vanno appostandosi all'assalto senza che ne abbia colpa. Non vi è in me alcun delitto. Sorgi in mio soccorso, Signore delle schiere. Lo stolto disse: "Dio non esiste" ed egli guardò dal cielo per cercare tra gli uomini chi capisse e aspirasse al suo regno. E la voce dei giusti si innalzò invocando il tuo nome. Signore, ascolta la mia voce, ascolta il mio grido, porgi orecchio alla mia preghiera! (Romney Wordsworth)
  • Sì, giudice, nel nome di Dio la farò uscire. (Romney Wordsworth) [ultime parole]
  • Il giudice, l'ex giudice solo in parte aveva ragione: era obsoleto. Ma lo era anche lo Stato, il sistema che idolatrava. Ogni Stato, ogni sistema, ogni ideologia che non riconosca il valore, la dignità e i diritti dell'uomo non può essere che obsoleto. Un caso da archiviare sotto la lettera "U", come "umanità", ai confini della realtà. (Narratore)

Note[modifica]

  1. Cfr. Martedì nero.
  2. Lo scrittore di fantascienza Ray Bradbury sarà anche sceneggiatore dell'episodio Il corpo elettrico (I Sing the Body Electric), tratto da un suo racconto.

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