Adrienne von Speyr

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Adrienne von Speyr (1902-1967), medico e mistica svizzera.

Indice

Esperienza di preghiera [modifica]

  • Se io pregassi ora con ardore e facessi subito dopo di nuovo delle cose che non possono esistere davanti alla verità del Signore, allora danneggerei la verità del mio pregare: la frantumerei. Può sembrarmi temerario il pensiero che io posso nella verità aver parte alla verità di Cristo; ma questa temerarietà è esigita, perché Cristo possa assumermi.
  • Se preghiamo in autentico abbandono e nella verità, allora la nostra preghiera sarà già compiuta nell'istante in cui la rivolgiamo, diversamente forse da come ce lo aspettavamo, ma tuttavia realmente. E noi ci stupiamo dell'infinita possibilità di compimento che Dio ha, della verità, della ricchezza. Mentre ci stupiamo, comprendiamo più profondamente, e sperimentiamo diversamente, siamo trascinati fuori dal nostro spazio nello spazio che Dio dona, siamo sollevati dalla nostra attesa all'attesa dell'eterna parola che parla.
  • Tutto dipende dal fatto che noi preghiamo veramente: che facciamo diventare le cose che diciamo verità per noi ed in noi; che la nostra fede sia la verità della nostra vita e non una dispensa per il tempo del bisogno.
  • Una preghiera in cui l'uomo stesso gioca il suo ruolo principale può essere opaca.

[Adrienne von Speyr, Esperienza di preghiera, Jaca book, Milano, 1990]

I discorsi polemici [modifica]

  • Chi partecipa all'opera del Signore viene sempre messo alla prova.
  • Il calcolo oggettivo arriva sempre al risultato che non esiste alcun rapporto alla richiesta del mondo e la possibilità di adempimento umano.
  • Il peccato è un ostacolo puro e semplice e mai una occasione di crescita. Invece il Signore può utilizzare benissimo una debolezza per aprire una via alla fede.
  • In noi alberga un desiderio che, in fondo in fondo, non vuole essere appagato, perché la chiarezza sospirata è più insopportabile dell'attesa confusa.
  • La presenza del Signore può essere molto più insopportabile della sua assenza.
  • Ogni grazia concessa dal Signore non è condizionata dalla capacità recettiva del soggetto, ma la supera.

[Adrienne von Speyr, I discorsi polemici. San Giovanni. Esposizione contemplativa del suo Vangelo, traduzione di Carlo Danna, Jaca book, Milano, 1989]

La confessione [modifica]

  • Dio si serve per riavvicinarselo [l'uomo] della stessa cosa [il peccato] per cui Adamo pensò per allontanarsi da Dio.
  • Finché l'uomo non si confessa si sente libero di dire e di tacere ciò che vuole.
  • I peccatori molto spesso si confessano convinti che tra la confessione e l'assoluzione esista un rapporto di do ut des, perché si accollano la penosità della procedura con il presentimento di un sollievo che è dovuto loro per diritto.
  • Il Figlio vuole la perfetta veracità davanti al Padre, non si vuole lasciare impressionare da nessuna manovra dei peccatori.
  • In genere l'uomo non è capace di effettuare da sé l'esame del proprio destino.
  • La vita attiva, che deve essere vissuta in Dio, esige che si raggiunga Dio più rapidamente, più sicuramente e più spesso, per rimanere fedeli alla propria scelta.
  • [La confessione] non è una questione psicologica nella quale si tratti di autoriflessione e conoscenza di sé ma una questione di vicinanza a Dio.
  • Quello che odia nel sacramento della confessione non è l'umiliazione di manifestarsi, di riconoscere che è un peccatore – in qualche modo lo sa già – ma il doversi arrendere con una confessione totale: gli è tolta la libertà di scelta e gli rimane solo quella di rivelare tutto o niente.
  • Santa Teresina ha una singolare maniera di confessarsi come anche una singolare maniera di conoscere i peccati. In fondo non ha mai capito che cosa sia il peccato; viene a sapere in modo vago che gli uomini fanno cose che offendono Dio, e queste cose hanno determinati modi che le definiscono in modo esauriente: menzogna, furto, assassinio, odio, orgoglio, egoismo...
  • Tutti quelli che non si confessano si sentono superiori alla confessione; confessandomi mi faccio annoverare in una classe inferiore.
  • Vi sono molti per i quali il dialogo è un'ancora di salvezza a tal punto che, quando è finito, sprofondano in una certa disperazione.

[Adrienne von Speyr, La confessione, traduzione di Ugo Cavalieri, Jaca book, Milano, 1977]

La luce e le immagini [modifica]

  • Creando il mondo egli [Dio] vi mette una base che accolga la sua intenzione eterna.
  • La fine, in Dio, non è una nuova caduta bensì un nuovo principio che accoglie.
  • Poiché credere è ritenere per vera la verità divina [chi prega] egli deve mantenere in sé libero tutto lo spazio necessario per accettare anche l'incomprensibilità di Dio.

[Adrienne von Speyr, La luce e le immagini. Elementi della contemplazione, traduzione di Guido Sommavilla, Editoriale Jaca Book, 1995 ISBN 8816302909]

Le parabole del Signore [modifica]

  • Ciascuna delle sue parole [di Gesù] è un invito a rendere cristiano il tempo che ci è dato a disposizione, a trattarlo come materiale a cui dare una forma per Dio nella fede.
  • Fa dunque parte del compito umano del Signore educare gli apostoli a porre le domande giuste, adeguate.
  • La domanda è già un inizio di preghiera quando è disposta a fare propria la risposta di Dio.
  • La fede ha in qualche modo fame del senso del Signore, cerca di farlo emergere dovunque, perché si sa e si sente a casa propria in Cristo.

[Adrienne von Speyr, Le parabole del Signore, traduzione di Giuseppe Reguzzoni, Editoriale Jaca Book, 2008]

Maria nella redenzione [modifica]

  • Dice il suo sì sperando di poterlo pronunciare a nome di tutti coloro che sono disposti a credere.
  • [Maria] è diversa da Eva solo per il fatto che rimane pienamente aperta e disponibile per tutto ciò che di nuovo le viene donato da Dio; forse ancora più semplicemente: per tutto ciò che di buono le viene da Colui che è bontà.
  • In Maria si trova l'idea dell'uomo perfetto, l'idea che Dio aveva in mente nel creare il primo uomo, e così Maria non è propriamente la seconda Eva, ma la prima Eva, quella che non è caduta, colei che vede come la seconda Eva cade.
  • La Madre nel portare il Figlio non è meno umana di prima. È un essere umano rivestito di nuove proprietà.
  • La sua "genialità" sta nel fatto di essersi definita come ancella, e non come Madre o come sposa, come aiuto o come figlia... includendo così ogni possibile servizio gradito a Dio, che di lei potrà disporre come gli piacerà.
  • Maria è talmente piena di grazia che comunica anche molto di ciò che non afferra. Non conosce l'abbondanza delle sue grazie secondo la sua misura oggettiva. Ella è da sempre così vicina a Dio che coloro che la incontrano colgono qualcosa di questa vicinanza dal tipo di grazia che viene loro comunicata.
  • Una purificazione senza peccato personale può essere solo una purificazione a disposizione di Dio. Proprio in questo Maria diventa coredentrice.

[Adrienne von Speyr, Maria nella redenzione, traduzione di Roberto Carelli, Jaca book, Milano, 2001]

Mistica oggettiva [modifica]

  • Ciò che l'intelletto ascolta, è accettabile, ma se vi aggiunge la carità vengono rimosse subito tutte le barriere della verità.
  • Colui che è chiamato è dispensato sin dal principio dalla preoccupazione di se stesso, non ha bisogno di calcolare, di temere, se riuscirà a scamparla, se le sue forze saranno sufficienti, se i nemici lo sopraffarranno: la protezione non manca.
  • Conoscere Dio vuol dire rinunciare al proprio punto di vista, non essere legato ad alcun posto, a nessun modo di pensare, ma mantenersi libero, affinché Dio si faccia conoscere nella misura in cui vuole.
  • Dio ama tanto il mondo da mostrare sempre nuovi aspetti della sua carità.
  • L'amore non corrisposto, visto dal punto di vista semplicemente umano, porta alla morte ed è senza via di uscita; ma nel cristianesimo può diventare anch'esso una figura della carità divina: in quanto nella carità della croce tra Padre e Figlio, in cui la carità non era più sentita, non era più conosciuta, essa viene ripristinata dalla grazia sempre secondo l'immensità della carità divina.
  • L'incarnazione è in certo qual modo l'eucarestia del Padre.
  • La cornice della verità dommatica non può essere scavalcata, ma dentro di essa l'infinita verità del Signore si muove sovrana.
  • La forza immaginativa di Dio è sempre è sempre all'opera per scuotere la Chiesa dalla sua sicurezza.
  • La luce riguardante Dio viene da Dio.
  • La sublimità della missione di Maria consiste nell'essere missione del Figlio.
  • Le tenebre di Dio sono quella parte della luce che noi non comprendiamo.
  • Non si può osservare Dio dall'esterno come un semplice oggetto, dalla cui conoscenza si deducono conclusioni neutrali.
  • Ogni parola partecipa della infinità di Dio ed Egli la può rendere accessibile in modo che le nostre parole la possano comunicare.
  • Se il Signore fosse solo adempimento delle antiche profezie, sarebbe termine e chiusura. Ma poiché è Egli stesso adempimento profetico è sempre di nuovo inizio e novità.
  • Si rimprovera ai cattolici di avere introdotto misteriosamente una quantità di cose nella parola di Dio, ma esse si spiegano semplicemente con la carità.

[Adrienne von Speyr, Mistica oggettiva, traduzione di Benedetto Testa, Jaca book, Milano, 1975]

Citazioni su Adrienne von Speyr [modifica]

  • L'opera di Adrienne von Speyr è basata su alcuni presupposti. Essi sono essenzialmente i seguenti: 1) l'autore dell'Apocalisse è il discepolo prediletto Giovanni, che l'ha scritta come sua ultima opera dopo il Vangelo e le lettere; 2) le sue affermazioni vanno prese sul serio. Egli ha realmente visto quel che dice d'aver contemplato, e l'ha visto precisamente nel modo in cui lo riferisce: perciò non ha finto né il fatto del rapimento, perché una cosa del genere fa parte del modo di esprimersi del genere letterario apocalittico, né ha fatto ricorso a forme e immagini letterarie esistenti, magari per esprimere un'estasi effettiva; la sua opera è originaria ed autonoma. Essa, qualora qui si possa seriamente parlare di un genere letterario, costituisce al riguardo l'analogatum princeps; se l'Apocalisse conclude la serie delle visioni e predizioni bibliche genuine, allora queste (soprattutto in Ezechiele e Daniele) nell'economia salvifica divina erano orientate alla "rivelazione" conclusiva "di Gesù Cristo concessagli da Dio". Erano predizioni preparatorie e parziali di quanto Dio volle ora rivelare per mezzo di Cristo ai suoi servi nella Chiesa e che manifestò "inviando il suo angelo al suo servo Giovanni" (Ap 1,1). (Hans Urs von Balthasar)

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