Roberto Benigni

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Premi Oscar vinti:

La vita è bella

  • Miglior attore (1999)
  • Miglior film straniero (1999)
13 febbraio 2006: Roberto Benigni viene premiato a Terni.

Roberto Benigni (1952 – vivente), attore, comico e regista italiano.

Citazioni di Roberto Benigni[modifica]

  • Alessandra Mussolini, un nome d'arte.[1]
  • Almeno una volta al giorno bisognerebbe dire: grazie Maria. Non si sa perché, però qualcosa ce l'ha data.[2]
  • Berlusconi. L'Unto del Signore, un istinto preciso, non si sa per che cosa.[1]
  • C'è sempre una speranza con Gesù, ragazzi. Io credo che c'è speranza anche all'Inferno, se c'è Gesù.[3]
  • Canto anch'io. [...] Solo che io mi rifaccio a Toshiro Mifune. Ve lo ricordate che soddisfazioni c'ha dato Mifune all'Ambra Jovinelli quando cantava "Sono una cima di Hiroshima, mangio i cachi di Nagasaki"?[4]
  • Cecchi Gori: forse Curzi aveva bisogno di riposo e siccome è uno che non se ne va da solo, ci voleva uno che lo cacciasse. Non è che non faccio satira su Cecchi Gori per solidarietà toscana o perché come produttore è bravo. Il fatto è che con lui è troppo facile, lui anticipa la satira da solo, quando parla è generoso, offre tutti pezzi da antologia.[1]
  • Chiedo scusa per l'ingessatura, ma purtroppo mi è venuta addosso una persona in Italia che ha deciso di fare un passo indietro [Riferendosi a Silvio Berlusconi, appena dimessosi dalla presidenza del Consiglio] [...]. Non è vero, sono caduto; è un periodo di cadute in Italia: cadono molte persone [...]. Non vedo il presidente del Consiglio, pensavo in una cosa così, in fondo... Non è che è successo qualcosa? Che non è potuto venire? No, siccome, io son partito dall'Italia, l'ultima frase che ho sentito dire è "La maggioranza è solida". [5]
  • D'Alema, un grande stratega, le intuizioni storiche nascono sempre da grandi errori, come quando Colombo confuse l' America con le Indie.[1]
  • Dopo la Divina Commedia c'è di più Dio. C'è proprio, lo si sente, lo si vede. Tutto ciò che è bello è vicino a Dio. È proprio la bellezza che ci porta vicino a Dio. Ci ha portato quasi a guardarlo, a vederlo.[2]
  • [Andrea Pazienza] Era il capostipite di una grande scuola che non ha avuto poi nessun allievo prediletto perché era inimitabile, un talento irripetibile. (in occasione della mostra antologica su Pazienza tenutasi a Roma, Complesso del Vittoriano, 16 settembre 2005; citato nella tesi di laurea Andrea Pazienza. Protagonista del fumetto negli anni Settanta-Ottanta di Antonio Vigliaroli, Universdità degli Studi di Parma, Anno Accademico 2004-2005)
  • Gesù, il Signore, s'è fatto uomo perché gli uomini diventassero Dio. Lui che non ha mai peccato s'è preso tutti i peccati, ha fatto tutto quello… è una cosa spettacolare quello che ha fatto.[3]
  • Fini, abbiamo fatto insieme il '68, ma adesso mi sono convinto che non è tanto di sinistra.[1]
  • Il PD [...] s'è alleato con Berlusconi, col PDL: lì per lì ho detto: "No, ma come hanno fatto a capire che noi si voleva proprio questo?". Cioè io quando sono andato a votare ho detto: "Voto PD, Dio, ma non arriveranno mai a capire che mi garberebbe che s'alleassero co' Cicchitto, Schifani: mi garban tanto! [...]"[6]
  • La bellezza, la poesia non sta in chi scrive, ma il sublime sta nell'orecchio di chi ascolta, dentro di voi sta Dio. Non solo dentro a Dante che l'ha scritta. Lui l'ha scritta, ma se voi non lo sentite, non ha scritto niente. Quindi siete voi il poeta, siete voi Dio.[2]
  • Le mogli dei politici fanno tutte beneficenza. Per forza! Hanno il senso di colpa per quello che rubano i mariti.[7]
  • Le persone grasse hanno un problema di metabolismo. Ferrara non è grasso perché mangia. È che ri-mangia![2]
  • Mia mamma era analfabeta, ma come la "Madonna del cardellino" di Raffaello aveva sempre in mano il Vangelo, si metteva accanto a una cosa calda e apriva questo libro senza saper leggere. E io le dicevo: "Ma mamma, non sai leggere…", e lei mi guardava in un modo e sorrideva e non rispondeva, ma sembrava che mi dicesse: "So leggere più di te".[3]
  • [Su Andrea Pazienza] Non c'era mai poeticume nelle sue opere; era sempre duro, ma duro come lo può essere un bambino. Vedeva tutte le cose come le si vedono per la prima volta. Il suo tratto nel disegno era stravagante, un caos rigorosissimo. I suoi testi provenivano dal parlato; era un grande poeta, un linguista vero perché i suoi testi erano frutto di un genio letterario innato. (in occasione della mostra antologica su Pazienza tenutasi a Roma, Complesso del Vittoriano, 16 settembre 2005; citato nella tesi di laurea Andrea Pazienza. Protagonista del fumetto negli anni Settanta-Ottanta di Antonio Vigliaroli, Universdità degli Studi di Parma, Anno Accademico 2004-2005)
  • Morire non mi piace per niente. È l'ultima cosa che farò. (citato in "La tigre e la neve" di Benigni: feroce e candida storia di amore e guerra, Rai.it)
Attribuito anche a Woody Allen.
  • [Dopo la vittoria della sinistra alle elezioni del 2006, per spiegare la propria idea di par condicio] Prima prendevo sempre in giro la maggioranza, adesso prenderò un po' in giro l'opposizione. (da Tutto Dante)
  • Non è che era un prete Dante, era uno come noi, proprio. Gli facevan male i denti proprio, uguale a noi! A volte basta un mal di denti per negare l'esistenza di Dio! A volte basta perdere l'autobus: "Ho perso l'autobus, e poi dicono c'è Dio!".[2]
  • 'L’Amore è nato quando è arrivato Gesù Cristo, che è l’inventore dell’amore. Gesù, ne ha fatte veramente di cose straordinarie, da volergli bene, da inchinarsi sul serio. Cristo, prima di tutto è diventato uomo perché l’uomo diventasse Dio, così in Lui siamo diventati la seconda persona della Trinità. Era uno che non poteva peccare e ha trasportato tutti i peccati del mondo, non poteva morire e si è fatto ammazzare. E poi ha inventato la carità, l’amore disinteressato che prima di Gesù Cristo semplicemente non c’era. Nessuno può superare l’Amore di Gesù, che ci ha fatto proprio maturare, andare avanti milioni di anni.[8]
  • Mina non si è fatta più vedere ed è diventata un mito, manda solo video [a Sanremo] come Bin Laden. Silvio, non ti devi far più vedere. Ogni tanto manda una canzone con Apicella. La canto io. Silvio, ti prego, diventa un mito. Come Dio, che non si vede mai. (17 febbraio 2009; citato nella striscia rossa de l'Unità, 19 febbraio)
  • De Mita ce l'ha piccolissimo, identico a come ce l'aveva da neonato. Del resto si sà, come natura crea, Ciriaco conserva. Andreotti? Oh, Andreotti il pisello non ce l'ha proprio: è diventato gobbo a forza di cercarselo.[9]
  • Per il fanatico ci sono sempre due opinioni: la sua e quella sbagliata! Questa è la concezione del fanatico.[2]
  • [Parlando di Antonio Maccanico] Se non si fa prendere dal panico e si dimostra vulcanico, o almeno un po' satanico, riuscirà a prendere l'Italia per il manico. In realtà c'è stato un refuso sul nome, perché per un governo tecnico qualcuno ha detto ci vorrebbe un elettrauto, un altro ha detto un meccanico, Scalfaro ha capito Maccanico e ha detto, "Va beh, pigliamo 'sto maccanico". Anche perché l'idraulico di domenica non si trova.[1]
  • Se uno non corre qualche rischio per un'idea, o non vale niente l'idea o non vale niente lui.[2][10]
  • Si può parlare di Dio solo essendo Dio, se no non se ne può parlare. Allora quando si parla di Dio si diventa Dio in persona. Se dentro di voi succede qualcosa, si apre una cosa che la testa non può contenere, una cosa spettacolare.[2]
  • Solo gli occhi di Maria possono guardare così Dio. Si è voltata, ha fatto così. Io questo movimento me lo sogno la notte, di quando Maria per un momento guarda Dio. Roba da andare al manicomio.[2]
  • Tutti noi desideriamo amare ed essere amati. Questo è il Santo Spirito, il desiderio di amore fra un essere e un altro. Che è irresistibile e fa sì che tutto stia insieme, è il respiro dell'amore. Una cosa bellissima il Santo Spirito.[2]
  • Sono il più grande comico degli ultimi 150 anni, sfido chiunque a negarlo[11]. Sono il più grande e vedrete di che pasta sono fatto. Gesù Cristo è la seconda persona più perseguitata di tutti i tempi che non era neanche stato eletto dal popolo. (dall'intervento al convegno del 10 ottobre 2009 al museo diocesano di Terni sul tema della "giusta mercede"; citato in Benigni:"Io il più grande comico degli ultimi 150 anni", Rainews24, 10 ottobre 2009)
  • ­­Il papa deve diminuire le tasse ed il Berlusconi è un omosessuale represso (intervista riprodotta a Raiperunanotte, 25 marzo 2010)
  • Adriano Celentano. Religioso e sensuale. Una via di mezzo tra Papa Giovanni e Brigitte Bardot. (dalla prefazione alla collana Adriano, edita da Corriere della sera e Tv Sorrisi e Canzoni; citato in Facebook)
  • Nelle Sacre Scritture si dice che chi sparge letizia sarà salvato. L'Avvocato di Asti e l'imputato di via Gluck, con Azzurro, si sono guadagnati una cavalcata su quel cavallo bianco che non suda mai. (ivi)
  • Scegliere se stessi al posto del bene o del male è un cammino senza ritorno: bisogna sempre scegliere. Quando si sa che il giusto sta da una parte non è bello mantenersi neutrali.[12]
  • Berlinguer l'ho preso in braccio, Veltroni l'ho baciato. Rutelli è il più bello di tutti: che stia attento, appena lo vedo lo violento.[13]
  • Walt Whitman era il mio poeta americano preferito: l'ho scoperto a 18 anni, l'età delle letture più importanti. Non faceva che parlare del Potomac. Ho sempre avuto la curiosità di vederlo questo grande fiume. L'immenso Potomac.[14]
Benigni «Voglio in scena Andreotti contemporaneo del Poeta», Corriere della sera, 12 aprile 2007
  • Certo che, dopo settecento anni, Dante non se lo sarebbe mai aspettato.... tanta gente che viene a sentirlo.
  • [Giulio Andreotti] Ha la stessa età di Dante ed è il presidente della Società dantesca romana: lui Dante l'ha conosciuto davvero... certamente era guelfo e ha visto da vicino pure lo schiaffo di Anagni a Bonifacio VIII.
  • La poesia è parola, il contrario della politica, che dovrebbe essere "fatti, non parole". Dante ci invita a guardare in alto, ma ci spinge anche a vedere quanto siamo schifosi. Per questo che nel primo girone ci mette i lussuriosi: io mi ci vedrei bene.
  • Un bravo comico deve sempre difendere il suo paese da chi lo governa.
Intervista di Maurizio Caverzan, "Io, Dante e Gesù Cristo", il Giornale, 10 febbraio 2008
  • Quando ho paura di una situazione, mi vien voglia di buttarmi, di andarci dentro. [...] Andare a cercare il rischio, i posti sconosciuti, le zone pericolose è la missione dei comici.
  • Ci sono tanti modi di leggere Dante. C'è quello adolescenziale, dell'immedesimazione. C'è quello giovanile, della ricerca dei messaggi, quando ognuno di noi vuol trovare la via per diventare adulto. A me la Commedia è entrata dentro fin da ragazzo. Prima la leggevo come se stessi andando in farmacia, mi curava da tutti i mali. Poi ho imparato ad ascoltarla con innocenza, che per me è il modo giusto, quando la ascoltavo dai contadini, dai vecchi di casa mia. E ho scoperto che Dante ti fa sentire che ci sei solo tu, ti spiega tutti i dettagli, come in una confidenza personale. Quando mi chiedono se è ancora moderno è come se mi chiedessero se è moderno il sole, l'acqua. Io voglio solo trasmettere il fatto che mi piace, che mi dà gioia.
  • Dante ci fa entrare in quello che solo l'intelligenza è in grado di cercare ma, da sola, non è capace di trovare. La sua forza è essere profondamente laico. Non ha atteggiamenti pappalardeschi, come direbbe lui, da falsi devoti. È religioso senza essere mai pretesco, bigotto. Non si rivolge a Dio, alla Madonna, ai santi. Si rivolge alle Muse, ad Apollo. Il suo universo è la poesia. Si può leggere la Divina commedia senza credere in Dio, ma non senza conoscere il cristianesimo. A parte che tutta la nostra civiltà è cristiana senza saperlo – e il senza saperlo è forse la cosa più bella – lo si vede da ogni cosa che facciamo... La poesia ci aiuta a compiere un'esperienza irripetibile di libertà, è finzione e ritmo, ma ci aiuta a intraprendere un grande viaggio alla ricerca di uno sguardo. Quello sguardo che solo le donne posseggono e che ci introduce nel punto più segreto del mondo.
  • Resto sconquassato dal Vangelo, basta un rigo delle parabole. Ha una forza spettacolare, viene da alzarsi in piedi sulla sedia... C'è dentro una violenza che ti mette le ali. Una forza che ti scarabocchia tutta la vita. Perché ti dice che puoi sempre ricominciare da capo. Ti mette nella condizione di fare ognuno la rivoluzione dentro te stesso. Prima che arrivasse Gesù il rapporto con Dio era fatto di dolore e lui se l'è preso tutto su di sé. Per me è una cosa sconcertante... anche se non sono sempre della mia opinione... Lo dico per sdrammatizzare, per relativizzare, per prenderla leggera.
  • Le cose comiche, le sciocchezze, sono sublimi.
  • La felicità non sta nell'assenza dei contrasti, ma nell'armonia dei contrasti. È questa armonia a essere costruttiva. Se uno vedesse quello che ero vent'anni fa non mi riconoscerebbe.
  • Certi uomini sono come le montagne: più si innalzano e più diventano freddi. Io dico grazie a Dio perché ci sono i comici che ci ricordano sempre che siamo piccoli.
Vieni via con me, Rai Tre, 8 novembre 2010
  • Bisogna diffidare degli infelici, eh? Le persone felici sono virtuose, generose e umili.
  • Morire è un'arte, siamo degli artisti, lo faremo splendidamente. Tanto noi crediamo anche nell'aldilà, è stata una sorpresa la vita, sarà una sorpresa anche la morte.[15]
  • Non è possibile che una persona buona non si adiri contro il male, è proprio naturale, ti viene proprio spontaneo, anche perché se non si denuncia il male si invita a farlo.[16]
  • Quando [...] per un ideale si uccide una persona non è che, diciamo, si raggiunge l'ideale: s'uccide una persona e basta, non si raggiunge niente[17]. E quando s'ammazza una persona, diciamo, non è che s'ammazza una persona, se ne ammazzano due: quella e se stessi.
  • Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con la biro, l'uomo con la pistola è un uomo morto[18]; perché la biro dà l'eternità.
  • Va riconosciuta a ogni essere umano la piena appartenenza all'umanità.
  • Le favole sono la cosa più importante della nostra vita. E anche da grandi si scrive favole.
  • Nulla è più scientifico della fantasia.
  • E se ci chiudono la porta dei sogni, siamo già morti.
  • Non è che le fiabe dicono ai bambini che esistono i draghi, no! I bambini che esistono i draghi lo sanno già da soli. Le fiabe dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti![19]
  • Il mistero svelato è svilito.
  • Quando ci si innamora di una donna, non è che quando si fa all'amore con quella donna si fa all'amore con quella, si fa all'amore con tutte le donne del mondo.
Festival di Sanremo, Rai Uno, 17 febbraio 2011
  • L'Italia è l'unico Paese al mondo dove è nata prima la cultura e poi la nazione, non esiste nessun altro luogo al mondo.
  • L'amore è come la morte: o sei innamorato o non sei innamorato, o sei morto o non sei morto... non sei mai troppo morto.
  • L'unica maniera per realizzare i propri sogni è svegliarsi.[20]
  • Ogni impero che c'è nel mondo è una pallida imitazione dell'impero Romano, pallidissima.
  • L'unità d'Italia è talmente bella, che permette pure che qualcuno dica: "Non la festeggio", è libero, pensate che libertà che dà.
  • Ogni volta che direte Legnano potrete sventolare il tricolore perché fa parte dell'inno di Mameli, è una cosa nazionale, è una cosa bellissima.
  • Siate felici, e se qualche volta la felicità si scorda di voi, voi non vi scordate della felicità. Per essere felici deve bastare poco, non deve essere cara la felicità. Se è cara non è di buona qualità.
  • Un Paese che non difende i suoi valori con forza è pronto per l'oppressione e la servitù.

E l'alluce fu[modifica]

  • A me mi hanno rovinato le donne: troppo poche!
  • Ci sono marinai e ci sono uomini di terra: io appartengo alla seconda categoria. Sono un contadino io, mi piace la campagna. Mai la sabbia mi ha visto ignudo. L'acqua non mi garba. Sono proprio refrattario. E difatti non mi lavo mai.
  • Fare il comico oggi penso che sia un lavoro di grande goduria. I comici sono dei grandi masturbatori.
  • Freud lesse quel libro di Sofocle.[21] Chiamò il suo segretario: «Giorgio, senti, che ne dici di questo Edipo?» Chissà, se avesse letto Pinocchio avrebbe inventato il complesso di Geppetto.
  • I preti, le suore, i frati, quando voglion dedicare la vita a Dio fanno digiuno, cioè non mangiano e non fanno l'amore, contravvenendo agli unici due ordini che ha dato Dio. Ora, quando li rincontrerà nel Giudizio universale, si incazzerà un po'. – Frati, preti, suore, venite qua un secondo. Scusate, io avevo detto: «Crescete e moltiplicatevi». E voi digiuno e castità! Ma forse non avete capito! Ma dovevo dire proprio: «Mangiate e trombate»? Io non volevo scriver parolacce nella Bibbia ma... levati codesta tonaca e dàgli sotto, imbecille! -
  • La mamma La parte più femminile dei genitori.
  • Non ce la fo più, come disse quello che fece la popò in mezzo all'ortiche.
  • Perché non ho scritto La Divina Commedia? Perché non c'ho pensato.
  • Quelli che ci governavano prima erano cattivi, quelli di adesso sono scemi. Io preferisco i cattivi perché almeno ogni tanto si riposano.
  • Recitare È dolore, estasi del movimento, affettazione del divenire, occultazione del presentare. Recitare è entrare nel personaggio e uscire, entrare e uscire, avanti e indietro, e non vorrei andare oltre in questa similitudine...
  • Sono condannato alla lucidità. Astemio totale: devo smettere di non bere.

Tuttobenigni 95/96[modifica]

  • Berlusconi, però, è uno che reagisce bene, anche quando ci ha i processi. È uno di carattere, bisogna ammetterlo. Anche questo processo sui fondi neri alle Fiamme Gialle che ci ha ora con Gherardo Colombo farebbe paura a tutti. Ma lui ha dichiarato ai giornali: "No, no: sono tranquillo, sono sereno, la notte dormo come un bambino". Cioè, si sveglia ogni tre ore e piange.
  • Buoni, comincia il Giudizio Universale! Sarete sottoposto al giudizio mio e di Pietro! A queste parole, Silvio Berlusconi: "Cazzo, c'è Di Pietro anche di qua! E che cazzo, non me ne libero più, un incubo! [...]"
  • "E il grosso è fatto", disse la mamma di Ferrara quando partorì.
  • "Io prendo il largo", come disse la moglie di Giuliano Ferrara quando lo sposò.
  • Gli Italiani a sinistra, gli Africani a destra... Craxi, dove va? [...] Gli imbecilli a sinistra, i grandi statisti a destra... Craxi, dove cazzo va? [...] I ladri a sinistra, le persone oneste a destra... Craxi, dove cazzo va? Lei fa una brutta fine, Craxi, eh!
  • «Non ho più il fisico», come disse la mamma di Galileo Galilei quando il figlio se ne andò di casa.
  • Per carità: io a Emilio Fede gli voglio bene come se fosse normale.
  • Quando Clinton chiese a Berlusconi cosa ne pensasse di Mussolini, lui rispose: "Ha fatto delle cose buone"! Ma dico, se neanche di Mussolini si può parlar male, ma che deve fare uno perché si possa parlarne male? Deve stuprare le capre in via Frattina? Che deve fare? Dice "Ha fatto delle cose buone", certamente: anche Adolf Hitler o Stalin, un ponte, una strada l'avranno fatta! Anche il Mostro di Firenze l'avrà detto "Buongiorno" a qualcuno qualche volta [...]. Sarebbe come se io invitassi un elettricista a casa, no?. Dico: "Scusi, mi rifà l'impianto?". "Prego". Quello mi rifà l'impianto, fatto bene, nel frattempo mi tromba la moglie, mi sventra la figlia, mi violenta la cognata, mi stupra il nonno. Dico: "Oh, ma questo è matto!". "No, però ha fatto delle cose buone: guarda che impianto."
  • [Umberto Bossi] Quando fa un comizio, sembra uno spettacolo mio!
  • [Su Vittorio Sgarbi] Quando lo vedo in televisione mi sembra il figlio impazzito di Wanna Marchi.
  • Secondo me [Silvio Berlusconi] si presenta proprio strafottente anche davanti a Dio, ma proprio là co... "Buongiorno, collega". "Come collega? Chi è, Buddha?". "No.". "Allah? Manitù? Tex Willer? [...] Ma chi è lei?". "Io sono Silvio Berlusconi, e lei chi è?". "Come chi sono io? Io sono Dio, io sono Colui che è! E lei?". "E io sono colui che... che ha."
  • Signor Fede, io la ringrazio, ma io mi chiamo Dio, non Silvio [Riferendosi a Silvio Berlusconi]. E come, dice "appunto"? Scusa Pietro, ma che fa di mestiere questo? Direttore di un telegiorn... Non ci credo, dai!
  • 'Sto "scendo in campo" poi l'avevo già sentito: non m'è suonato nuovo quando l'ho sentito da Berlusconi questo "scendo in campo". Aveva tutto un altro significato, perché io son di origini contadine, no?, e quando ero ragazzo il mio babbo tutte le sere, alle 9 di sera, finito di cenare, siccome non avevamo il bagno in casa, lui si alzava, prendeva un foglio di carta gialla, quello che davano i negozi per incartare la roba, se lo metteva sotto il braccio e diceva: "Io scendo in campo." [...] Quando io e il mio abbo abbiamo sentito per la prima volta Berlusconi a reti unificate dire "Italiani, io stasera scendo in campo", il mi' babbo ha fatto du' occhi così: "Ma con tutti i soldi che c'ha non s'è nemmeno fatto il bagno in casa quello sporcaccione lurido puzzolente? Che poi quella sera, non so se vi ricordate, c'aveva una pila di fogli alta così davanti, eh!
  • «Tutto grasso che cola», come dice Ferrara quando suda.
  • Una volta ho visto in televisione, c'era Previti, Ferrara e Ignazio La Russa; oh, credevo fosse una puntata di Star Trek. [...] C'è quest'Ignazio La Russa, Madonna, c'ha un naso... Per baciarlo su entrambe le guance si fa prima a passare di dietro.
  • Uno solo preoccupato, Silviuccio Belusconuccio, nella su' villa di Arcore: "Ma li mortacci de Pippo, mi hanno messo in galera tutti gli amici mia, mortacci sua! E mo' come faccio? E mo', con tutti i debiti che c'ho? M'hanno messo in galera Bettino, che è il migliore amico mio, e tutti gli amici mia in galera! E mo' 'ndo vado? Veronica, famo un partito!". [...] E fece il partito [Forza Italia], quello... Quando mandò la videocassetta a reti unificate, dove era proprio disperato, la bugia era proprio spudorata, dove promise mari e monti perché era disperato, doveva vincere per forza: "Italiani, io vi do... Vi abbasso le tasse, ve le levo proprio, vi do un milione di posti di lavoro, vi trombo la nonna, vi pulisco il bagno, vi... porto il cane a fare i su' bisogni."

Citazioni su Roberto Benigni[modifica]

  • Con Benigni siamo amici da anni. Lui è grande nel "buffo", ma lasciamo stare il "comico". I buffi sono concilianti, rallegrano la corte e le masse. Il comico che interessa a me è un'altra cosa. Cattiveria pura. Il ghigno del cadavere. Il comico è spesso involontario. Specialmente quando si sposa con il sublime. (Carmelo Bene)
  • Condannato dal tribunale di Reggio Emilia per bestemmie e turpiloquio contro la Chiesa, Roberto Benigni avrebbe qualche ragione di considerarsi vittima di un'ingiustizia. Proprio il giorno prima la Chiesa riabilitava Martin Lutero, scomunicato ai suoi tempi pressappoco per gli stessi motivi. Come cambia, coi tempi, la sorte degli uomini! È inquietante pensare che Benigni, se fosse vissuto cinquecent'anni fa, sarebbe forse diventato Lutero. Ma addirittura sconvolgente è che Lutero, se fosse nato cinquecent'anni dopo, sarebbe forse diventato Benigni! (Indro Montanelli)
  • I comici italiani fanno un po' l'effetto degli antibiotici, ti distruggono tutto; Roberto invece è un bicchiere di qualcosa che fa sempre bene. Zuccheri, calorie, vampe. (Sergio Saviane)
  • L' ho incontrato. È stato un grande giorno per me. Lui è uno molto carismatico. Io sono entrato in una stanza e l' ho visto, l' ho fissato e mi dicevo "Mio Dio, quello è Roberto Benigni". E lui si è accorto che lo osservavo, mi ha guardato e mi ha accennato un sorriso. Finalmente ho raccolto tutto il mio coraggio e sono andato da lui. Gli ho detto: "Non sapevo perché avessi lasciato la mia casa oggi. Ora lo so: sono venuto fino a qui per incontrare te". E lui: "Mi sembra di conoscerti da tanto tempo!" E mi ha abbracciato. (Anthony Kiedis)
  • Mi viene spesso in mente Roberto Benigni che divulga Dante e suo padre analfabeta che lo insegnava a lui. Ovvero una cultura di pochi, strettamente legata all'identità nazionale, che diventa cultura di tutti. (Giuliano Amato)
  • Un ospite che mi ha messo in difficoltà? Uno solo, Roberto Benigni, al quale però voglio troppo bene. La prima volta che venne in trasmissione, mentre ci riprendevano a mezzo busto, mi diede con la mano un colpo secco sui genitali che mi lasciò senza fiato. (Pippo Baudo)

Bibliografia[modifica]

  • Roberto Benigni, E l'alluce fu, Einaudi, 1996².

Note[modifica]

  1. a b c d e f Citato in Benigni a raffica per un milione di fan, La Repubblica, 7 febbraio 1996.
  2. a b c d e f g h i j L'ultimo del Paradiso. Lettura e commento del XXXIII canto del Paradiso, RAI uno, 23 dicembre 2002.
  3. a b c Citato in Andrea Faglioli, Benigni: con Dante ritorno a Dio, Avvenire, 11 maggio 2011.
  4. Dall'intervista di Simonetta Robiony, Benigni in arte Dio, La Stampa, 25 luglio 1995, p. 23.
  5. Dal discorso al Parlamento europeo del 10 novembre 2011; visibile su Youtube.
  6. Dalla prima serata di Tuttodante; visibile su tg24.sky.it.
  7. Citato in Gino e Michele, Matteo Molinari, Le Formiche: anno terzo, Zelig Editore, 1995, § 1858.
  8. Citato in A. Bibiani, M.P. Cocchi "Per il mondo che vogliamo" Editore Sei, 2007 Codice: 9788805060306
  9. Roberto D'Agostino, Chi è, chi non è, chi si crede di essere, Arnoldo Mondadori, 1988.
  10. Cfr. Ezra Pound: «Se un uomo non è disponibile a correre qualche rischio per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla o è lui che non vale nulla».
  11. Benigni ironizzava sulle dichiarazioni fatte da Silvio Berlusconi, senza mai citarlo, durante la conferenza stampa di chiusura del vertice italo-spagnolo del 10 settembre 2009.
  12. Pronunciata durante la puntata di Che tempo che fa trasmessa il 15 aprile 2012 da Raitrehttp://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-729280fd-5fc0-434c-b914-e60dc6cc7511-ctcf.html#p=0
  13. Citato in Buzzanca: spero vinca il sindaco, La Repubblica, 4 novembre 1997.
  14. Citato in Benigni, un poeta a Washington, il Centro, 26 ottobre 2003, p. 28.
  15. Cfr. Vladimir Vladimirovič Nabokov: «La vita è una grande sorpresa. Non vedo perché la morte non potrebbe esserne una anche più grande».
  16. Cfr. Leonardo da Vinci: «Chi non punisce il male, comanda che si facci».
  17. Cfr. il film Notre Musique: «Chi uccide un uomo per difendere delle idee, non difende delle idee, ma uccide un uomo».
  18. Citando il film Per un pugno di dollari.
  19. Citazione di Gilbert Keith Chesterton.
  20. Citazione di Paul Valéry.
  21. L'Edipo re.

Film[modifica]

Altri progetti[modifica]