Winston Churchill

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Premio Nobel
Per la letteratura (1953)
Winston Churchill

Sir Winston Leonard Spencer Churchill (1874 – 1965), politico britannico.

Indice

[modifica] Citazioni di Winston Churchill

  • Anche se ampi territori d'Europa e molti antichi e famosi stati sono caduti o stanno per cadere nelle grinfie della Gestapo e sotto le odiose norme dell'apparato nazista, noi non demorderemo né verremo meno. Noi procederemo fino alla fine. Noi combatteremo in Francia, noi combatteremo sui mari e sugli oceani, noi combatteremo con crescente fiducia e crescente forza nell'aria. Noi difenderemo la nostra Isola, a qualunque costo. Noi combatteremo sulle spiagge, noi combatteremo nei luoghi di sbarco, noi combatteremo sui campi e sulle strade, noi combatteremo sulle colline; noi non ci arrenderemo mai; e anche se, cosa che io al momento non credo [si avveri], quest'Isola o una gran parte di essa venisse sottomessa ed affamata, allora il nostro Impero d'oltremare, armato e difeso dalla Flotta Britannica, continuerà la battaglia finché, quando Dio vorrà, il Nuovo Mondo, con tutta la sua potenza e la sua forza, verrà a soccorrere ed a liberare il Vecchio. (dal Discorso tenuto il 4 giugno 1940 al Parlamento britannico, dopo il rimpatrio della BEF dal porto e dalle spiagge di Dunkerque) [1]
  • Da Stettino nel Baltico a Trieste nell'Adriatico una cortina di ferro è discesa attraverso il continente. (da un discorso tenuto all'università di Fulton, Missouri, il 5 marzo 1946, riferendosi all'instaurarsi del blocco sovietico e all'inizio della guerra fredda)
  • Dobbiamo stare attenti a non attribuire a questo trasferimento gli attributi di una vittoria. Le guerre non si vincono con le evacuazioni. (dal Discorso tenuto il 4 giugno 1940 al Parlamento britannico dopo il rimpatrio della BEF dal porto e dalle spiagge di Dunkerque) [1]
  • È impossibile ottenere una condanna per sodomia da una giuria inglese. Metà dei giudici non crede che possa essere fisicamente compiuta, e l'altra metà la sta facendo. (citato in Julian L'Estrangel, The Big Book of Sex Quotes, Cassel, Londra)
  • Essere accondiscendenti per debolezza e per paura è... fatale. Esserlo da una posizione di forza è magnanimo. (da una lettera indirizzata a Dwight D. Eisenhower nel dicembre 1950)[2]
  • È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle forme che si sono sperimentate fino ad ora. (dal discorso alla Camera dei Comuni del novembre 1947)
  • Gli Italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre. [3]
  • I dittatori cavalcano avanti e indietro su tigri dalle quali non osano scendere. E le tigri diventano sempre più affamate. (da While England slept)
  • I panni dei servizi segreti si possono, anzi si devono lavare più spesso degli altri; ma, a differenza degli altri, non si possono mettere ad asciugare alla finestra. (riportata da Indro Montanelli su Il Giornale del 28 novembre 1975)
  • I problemi della vittoria sono più piacevoli di quelli della disfatta, ma non sono meno ardui. (dal discorso alla Camera dei Comuni del 11 novembre 1942)
  • I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri. [4]
  • I risparmi sono una cosa molto buona soprattutto se i tuoi genitori li hanno fatti per te. [4]
  • [Dopo la fucilazione di Gian Galeazzo Ciano] I veri furfanti sono di un'altra stoffa.[5]
  • Il fattore centrale della politica sovietica era la paura [...] Mosca temeva la nostra amicizia più della nostra inimicizia [...] La forza crescente dell'Occidente avrebbe rovesciato questo stato di cose, inducendoli a temere la nostra inimicizia più della nostra amicizia, e quindi a cercare la nostra amicizia. (1950; citato in John Lukacs, Democrazia e populismo, traduzione di Giovanni Ferrara degli Uberti, Longanesi, 2006, p. 186)
  • L'epoca della procrastinazione, delle mezze misure, del mitigare, degli espedienti inutili, del differire sta giungendo alla fine. Ora stiamo entrando nell'epoca dove ogni azione causa conseguenze. (dal discorso alla House of commons del 12 novembre 1936; citato anche in Al Gore, Una scomoda verità)
  • L'ottava armata avanza su Tripoli, valanga di ferro, di fuoco e di speranza. (da Radio Londra)[5]
  • L'ottimista vede opportunità in ogni pericolo, il pessimista vede pericolo in ogni opportunità.[6]
  • La democrazia è più vendicativa dei Gabinetti. Le guerre tra i popoli saranno più orribili di quelle tra i re. (da un discorso del 1901 al Parlamento inglese)[7]
  • La massima del popolo inglese è: Business as usual [Affari come sempre] (dal discorso alla Guildhall del 9 novembre 1914)
  • La Russia è stata ibernata in un inverno indefinito di subumana dottrina e di sovrumana tirannide. (da Dopoguerra, a proposito dell'affermarsi della rivoluzione bolscevica [8])
  • [Al presidente americano Franklin Delano Roosevelt] La sostituzione di Badoglio con questo gruppo di vecchi e famelici politicanti è, credo, un grande disastro; dal momento in cui, sfidando il nemico, Badoglio ci ha consegnata sana e salva la flotta, egli è stato per noi un utile strumento. Era inteso, credo, che egli sarebbe dovuto rimanere al suo posto... (citato in Corriere della sera, 9 febbraio 2010)
  • La verità è cosi preziosa che bisogna proteggerla sempre con una cortina di bugie. (da La Seconda guerra Mondiale, V, p. 447, 1948-1954)
  • Meglio fare le notizie che riceverle; meglio essere un attore che un critico. (da The Story of the Malakand Field Force, 1898)
  • Nessuno può garantire il successo in guerra, può solo meritarlo. (da Storia della Seconda guerra mondiale)
  • Non c'è, per nessuna comunità, investimento migliore del metter latte dentro ai bambini. (dal discorso alla radio del 21 marzo 1943)
  • Non è la fine. Non è neanche il principio della fine. Ma è, forse, la fine del principio. (dal discorso alla Mansion House del 10 novembre 1942, a proposito della vittoria alleata in Egitto)
  • Non esisterà mai una guerra né piacevole, né veloce. (Winston Churchill, The Second World War, Houghton Mifflin, London, 1951)
  • Non ho altro da offrire che sangue, fatica, lacrime e sudore. (dal discorso alla Camera dei Comuni del 13 maggio 1940, replicato alla BBC circa un mese dopo [9])
  • Non siamo un popolo giovane con un passato innocente e una piccola eredità. Ci siamo accaparrati [...] una quota assolutamente sproporzionata dei beni e dei traffici mondiali. Abbiamo tutti i territori che vogliamo, e la nostra pretesa di essere lasciati in pace a godere di possedimenti vasti e splendidi, acquisiti principalmente con la violenza, mantenuti in gran parte con la forza, in molti casi sembra agli altri più irragionevole che a noi. (da un discorso al parlamento, prima della prima guerra mondiale; citato in Chomsky 2004, p. 33)
  • Potevano scegliere fra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra. [riferendosi agli accordi di Monaco di Baviera del 29-30 settembre 1938] (citato in G. Sabbatucci e V. Vidotto, Il mondo contemporaneo, Laterza, 2006, p. 373)
  • Sfuggiremo all'assurdità di far crescere un pollo intero, solo per mangiarne il petto o l'ala, facendo crescere queste parti separatamente in un ambiente adatto. (da Fifty Years Hence, The Strand Magazine, dicembre 1931)
  • Si pone la questione: che cosa succederà quando anche loro [L'Unione Sovietica] avranno la bomba atomica e ne avranno accumulate un bel po'? Potete giudicarlo da voi considerando ciò che sta avvenendo oggi. Se sono capaci di tanto in periodi di magra, che cosa faranno in momenti di abbondanza? Se, mese dopo mese, sono capaci di continuare nella loro opera di disturbo e di vessazione nei confronti del mondo, fiduciosi che noi, inibiti dalle nostre convinzioni cristiane ed altruistiche, non useremo questo strano nuovo potere contro di loro, ditemi voi, che cosa faranno nel momento in cui saranno anch'essi in possesso di una grande quantità di bombe atomiche? [10]
  • Si tratta di un indovinello, avvolto in un mistero all'interno di un enigma. (Da un discorso radiotrasmesso il 1° ottobre 1939, a proposito delle intenzioni dell'Unione Sovietica, dopo la spartizione militare della Polonia insieme alla Germania hitleriana)[11]
  • Un'indifferenza alla logica, laddove possa condurre facilmente a gravi affanni, è una delle più spiccate peculiarità inglesi. (Marlborough, vol. I [12]
  • Una pecora in abito da pecora. [Riferendosi a Ramsay MacDonald] (citato in Nigel Rees, Sayings of the Century, p. 106, citando William Safire, Safire's Political Dictionary, 1980. Citazione spesso erroneamente ritenuta riferita a Clement Attlee)

[modifica] Su Mussolini ed il fascismo

  • Gettare un esercito di un quarto di milione di uomini, comprendente il fior fiore della popolazione maschile italiana, su uno sterile lido distante duemila miglia dalla patria, contro l'opinione del mondo intero e senza controllo dei mari e quindi, in questa situazione, imbarcarsi in quella che può essere una serie di campagne contro un popolo ed in regioni che nessun conquistatore in quattromila anni ha ritenuto che valesse la pena di sottomettere, è un rendersi ostaggio del destino che non ha un parallelo in tutta la storia. (da un discorso tenuto al City Carlton Club di Londra nel settembre del 1935 a proposito dei preparativi di Benito Mussolini per invadere l'Abissinia[13])
  • Il signor Mussolini è il più grande legislatore fra i viventi. (1933[14])
  • L'Italia […] è retta da un governo che, sotto la sicura guida del signor Mussolini, non arretra di fronte alle logiche conseguenze della realtà economica e ha il coraggio di imporsi i correttivi finanziari indispensabili per stabilizzare la ripresa del paese.[15]
  • Che sia un grand'uomo. [Mussolini] io non lo nego... ma è anche un criminale. [16]
  • [A Mussolini] Se fossi stato un italiano, sono sicuro che avrei dato la mia entusiastica adesione alla Vostra vittoriosa lotta contro gli appetiti e le passione bestiali del leninismo... L'Italia ci ha offerto l'antidoto necessario al veleno russo. D'ora in poi nessuna grande nazione sarà priva dei mezzi decisivi per proteggersi contro la crescita del cancro bolscevico. (1927: citato in George Orwell, Chi sono i criminali di guerra?, in Tra sdegno e passione, p. 369)
  • Se io fossi italiano sarei stato con voi [Mussolini] fin dal principio [...] il vostro movimento ha reso un servigio al mondo intero. (nel 1927, ai giornalisti nel corso di una sua visita a Roma[17])

[modifica] Attribuite

  • Il cane ti guarda dal basso in alto, il gatto dall'alto in basso, ma il maiale da pari a pari.[18]
  • La democrazia funziona quando a decidere siamo in due, e l'altro è malato.[19]
  • Mostratemi un giovane conservatore e io vi mostrerò qualcuno senza cuore. Mostratemi un vecchio liberale[20] e vi mostrerò qualcuno senza cervello.[21]
  • Un taxi vuoto si è fermato davanti al n. 10 di Downing Street, e ne è sceso Attlee.
Battuta sui giri di Clement Attlee dopo la seconda guerra mondiale, spesso erroneamente attribuita a Churchill, che smentì dicendo a John Colville che «Attlee è un gentiluomo onorevole e prode, e un fedele collega che ha servito bene il suo Paese nel momento del massimo bisogno. Le sarei obbligato se chiarisse, alla prima occasione, che non avrei mai fatto una simile osservazione su di lui, e disapprovo fortemente chiunque lo faccia». (citato in Nigel Rees, Sayings of the Century, p. 106)

[modifica] Senza fonte

  • Agatha Christie è la donna che, dopo Lucrezia Borgia, è vissuta più a lungo a contatto col crimine.
  • Gli Stati Uniti sono come una gigantesca caldaia, una volta accesi non c'è limite alla potenza che possono generare.
  • A volte l'uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi si rialzerà e continuerà per la sua strada.
  • Bizzarro popolo gli italiani. Un giorno 45 milioni di fascisti. Il giorno successivo 45 milioni tra antifascisti e partigiani. Eppure questi 90 milioni di italiani non risultano dai censimenti...
  • C'è qualcosa nell'esteriorità di un cavallo che si attaglia all'interiorità di un uomo.
  • Così finirono i ventuno anni della dittatura di Mussolini in Italia durante i quali egli aveva salvato il popolo Italiano dal Bolscevismo per portarlo in una posizione in Europa quale l'Italia non aveva mai avuto prima... Le grandi strade che egli tracciò rimarranno un monumento al suo prestigio personale e al suo lungo governo. (dalle sue memorie)
  • Fanatico è colui che non può cambiare idea e non intende cambiare argomento.
  • Ho dato le dimissioni, ma le ho rifiutate.
  • Il coraggio è la prima delle qualità umane, perché è quella che garantisce le altre.
  • Il governo argentino non ha considerato corretto dichiararsi sinceramente, decisamente e senza riserve dalla parte della libertà, e ha scelto di civettare con il male, e non solo con il male, ma anche con i perdenti.
  • Il successo non è definitivo, il fallimento non è fatale: ciò che conta è il coraggio di andare avanti.
  • Il successo è l'abilità di passare da un fallimento ad un altro senza perdere l'entusiasmo.
  • Il vizio inerente al capitalismo è la divisione ineguale dei beni; la virtù inerente al socialismo è l'eguale condivisione della miseria.
  • In guerra, la massima "la sicurezza innanzi tutto" porta diritto alla rovina.
  • Io sono sempre pronto ad imparare, sebbene non sempre gradisca che altri mi insegnino.
  • La guerra è un gioco che si gioca sorridendo. Se non sai sorridere, sogghigna. Se non sai sogghignare levati di mezzo, finché puoi.
  • La responsabilità è il prezzo della grandezza.
  • La storia sarà gentile con me, poiché intendo scriverla.
  • La vittoria ha mille padri; la sconfitta uno solo.
  • Lo statista che si lascia prendere dalla guerra non è più un abile politico ma preda di inevitabili ed incontrollabili eventi.
  • Mai credere in una guerra corta e felice o che chiunque si imbarchi in uno strano viaggio possa prevedere le insidie e gli uragani che incontrerà
  • Molte persone, vedono l'impresa privata, come una tigre feroce, da uccidere subito. Altre invece, come una mucca da mungere. Pochissime la vedono com'è in realtà: un robusto cavallo che, in silenzio, traina un pesante carro.
  • Mr. Chamberlain ama i lavoratori; ama vederli lavorare.
  • Nessun problema può essere risolto congelandolo.
  • Non c'è niente di più esilarante che l'esser preso di mira senza successo.
  • Per quanto possa esser bella la strategia, occasionalmente si dovrebbe poter guardare ai risultati.
  • Prima siamo noi a dare forma agli edifici, poi sono questi a dare forma a noi.
  • Quando si deve uccidere un uomo essere gentili non costa nulla.
  • Se due persone fumano sotto il cartello "divieto di fumare" gli fai la multa, se venti persone fumano sotto il cartello "divieto di fumare" chiedi loro di spostarsi, se duecento persone fumano sotto il cartello "divieto di fumare" togli il cartello.
  • Secondo me non è necessario inasprire le pene per bigamia. Un bigamo ha due suocere: come punizione mi pare che basti.
  • Sono fortemente a favore dell'uso di gas velenosi contro tribù non civilizzate.
  • Un cane vivo sta meglio di un leone morto.
  • Un uomo può perdonare ad un altro uomo qualsiasi cosa, eccetto una cattiva prosa.
  • Un uomo timido, che ha molto di cui essere timido. [riferendosi a Clement Attlee]

[modifica] Aneddoti

  • A Paul Johnson, futuro storico, che appena diciassettenne gli pose questa domanda: «Mr Churchill qual è il segreto del successo nella vita?»; egli, girandosi, rispose serissimo: «Moderare lo sforzo!». E poi, con l'aria solenne di chi impartisce una lezione: «Mai restare in piedi quando si può restare seduti. E mai, mai stare seduti quando si può stare sdraiati».
  • In un'altra occasione, quando al bar della Camera dei Comuni, la deputata Bessie Braddock lo apostrofò gelida: «Winston, sei ubriaco», lui si alzò e rispose: «Signora, lei è brutta. Ma io domani sarò sobrio».
  • Memorabili le frecciate con il maresciallo Montgomery, vincitore di El Alamein. Di lui Churchill disse: «Imbattibile nella sconfitta, insopportabile nella vittoria». Montgomery, dal canto suo, gli rimproverava i suoi vizi, dicendo: «Non bevo, non fumo e sono in forma al cento per cento». Churchill ebbe modo di ribattere: «Io bevo e fumo e sono in forma al duecento per cento».
  • Ma la sua vera nemica, dentro e fuori il Parlamento dove Churchill non riusciva a capire perché mai dovessero entrare le donne (e perché mai dovessero votare essendo non tanto inferiori, ma diverse) era Nancy Astor, prima donna deputato in Gran Bretagna. [22] Un giorno gli disse: «Winston, se tu fossi mio marito, ti metterei il veleno nel caffè». E Churchill rispose: «Nancy, se tu fossi mia moglie, lo berrei».
  • «Quante dita ha un piede di porco?» aveva chiesto Winston Churchill ai presenti durante un party e Nancy Astor,[22] pronta, rispose: «Si tolga una scarpa e conti» [23]

[modifica] La seconda guerra mondiale

[modifica] Incipit

Dopo la fine della Guerra Mondiale del 1914 ci furono una profonda convinzione ed una quasi universale speranza che la pace avrebbe regnato nel mondo. Questo desiderio del cuore di tutti i popoli avrebbe potuto essere realizzato con risolutezza nel giusto convincimento e con ragionevole buon senso e prudenza. La frase la guerra per finire le guerre era sulla bocca di tutti, ed erano state prese misure per farla diventare realtà. Il presidente Wilson, esercitando, come si pensava, l'autorità degli Stati Uniti, aveva reso dominante in tutte le menti il concetto di una Lega delle Nazioni. La Delegazione Britannica a Versailles plasmò e formò la sua idea in uno strumento che avrebbe costituito una pietra miliare nella dura marcia dell'umanità. Gli alleati vittoriosi erano a quel tempo onnipotenti, per quel che riguardava i loro nemici esterni. Essi dovevano affrontare gravi difficoltà interne e molte domande alle quali non erano in grado di dare una risposta, ma le Potenze Teutoniche nella gran massa dell'Europa Centrale che avevano creato lo scompiglio erano prostrate di fronte ad essi, e la Russia, già danneggiata dal flagello tedesco, era sconvolta dalla guerra civile e stava cadendo sotto il dominio bolscevico o del Partito Comunista.

[Winston Churchill, The second world war, Cassel & Company Ltd, 1964 – traduzione propria]

[modifica] Citazioni

  • È ben noto che nessun popolo è più preciso dei tedeschi nella preparazione [di una attività] e nella pianificazione, ma ugualmente nessun popolo può risultare maggiormente sconvolto quando i suoi piani falliscono. Essi non sono in grado di improvvisare. [24]
  • I governi ed i popoli non sempre prendono decisioni razionali. Talvolta essi prendono decisioni pazzesche, oppure alcuni popoli impongono a tutti gli altri di seguirli nella loro follia. [25]
  • Il governo del mondo deve essere affidato a nazioni soddisfatte, che per se stesse non vogliano più di quanto già hanno. Se il governo del mondo si trovasse nelle mani di nazioni affamate, saremmo sempre in pericolo. Ma nessuno di noi ha alcun motivo per cercare qualcosa di più. La pace sarà mantenuta da popoli che vivranno a modo loro senza alcuna ambizione. La nostra potenza ci ha posti al di sopra degli altri. Siamo come ricchi che vivono in pace nelle loro case. (Ed. Houghton Mifflin, London, 1951, vol. V, p. 382; citato in Noam Chomsky, Pirati e imperatori. Reagan, Bush I, Bush II: la guerra infinita al terrorismo (2002), traduzione di Pino Modola, Marco Tropea Editore, 2004. ISBN 9788843804276, p. 33)
  • In guerra risoluzione, nella sconfitta sfida, nella vittoria magnanimità, in pace buona volontà.[26]
  • La Repubblica di Weimar, con i suoi simboli ed incoraggiamenti progressisti, era vista come un'imposizione del nemico. Essa non poteva ottenere la lealtà e catturare l'immaginazione del popolo tedesco. Per un momento [il popolo tedesco, N.di R.] cercò di si aggrapparsi come per disperazione al vecchio Maresciallo Hindemburg. Dopo di che potenti forze andarono alla deriva, si aprì un vuoto e dopo breve tempo in questo vuoto avanzò a grandi passi un maniaco dalla genialità feroce, il deposito e l'espressione del più virulento odio che abbia mai corroso il petto umano — il caporale Hitler[27]
  • Mai nell'ambito dei conflitti umani, così tanto fu dovuto da tanti a tanto pochi. [a proposito della battaglia d'Inghilterra dell'estate 1940] (da un discorso alla Camera dei Comuni)[28]
  • Si può quasi dire: Prima di Alamein non avevamo mai vinto, dopo Alamein non perdemmo più. [29]
  • Questo genio diabolico [Hitler] emerso dagli abissi della miseria, infiammato dalla sconfitta, divorato da odio e spirito di vendetta ed ossessionato dal suo disegno di fare di quella tedesca la razza dominante dell'Europa e forse del mondo intero. [30]
  • Se Hitler invadesse l'inferno io farei quanto meno un rapporto favorevole al diavolo alla Camera dei Comuni. (frase detta al proprio segretario privato, John Colville, poco prima del discorso alla BBC delle ore 21 del 21 giugno 1941 [31])

[modifica] Citazioni su Winston Churchill

  • Churchill preferiva fare la storia piuttosto che scriverla. (Maurice Ashley, Churchill as historian[32])
  • Durante la II Guerra Mondiale, qualcuno annunciò a Winston Churchill che il gerarca nazista Rudolf Hess si era gettato col paracadute in Scozia ed era stato catturato. «Le spiace se ne parliamo più tardi?» chiese Churchill. «Adesso stiamo assistendo a un film dei fratelli Marx». (Earl Wilson)
  • L'episodio «nuovo» che preferisco riguarda Winston Churchill, uomo preparatissimo anche in fatto di storia. Nel 1944 convocò il comandante supremo, generale Dwight Eisenhower, e i suoi ufficiali, per decidere la data dello storico sbarco. Dopo il pranzo nella residenza di campagna del primo ministro, ai Chequers nel Buckinghamshire, Churchill stava sorseggiando un brandy. Chinandosi in avanti, chiese: «Signori, quando si comincia?». (Cornelius Ryan)
  • Il nostro Führer è superiore al vostro Churchill che è soltanto un lacchè del giudaismo internazionale. (Bruce Marshall)
  • Quando Churchill morì lo scorso gennaio, la spontanea dimostrazione di affetto e ammirazione che giunse da ogni parte del mondo fu un tributo a un uomo grande e nobile. Ma fu anche qualcosa di più: fu un fulgido omaggio alle doti di comando. Il mondo ha sempre attribuito grande valore all'arte del comando e nella persona di Sir Winston Churchill tutti riscontravano un superbo complesso di quelle caratteristiche che elevano e ispirano l'animo umano. (Dwight David Eisenhower)

[modifica] Note

  1. a b Citato in The second Worl War, 3° volume: The Fall of France, cap. 5°, The Deliverance of Dunkirk, Ed. Cassel – London
  2. John Lukacs, Churchill – Visionario Statista Storico, p. 80
  3. Citato in Carlo Baroni, Guardiola ha ragione: gli allenatori non bastano per vincere le partite, Corriere della sera, 4 ottobre 2011
  4. a b Citato in Gino e Michele, Matteo Molinari, Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano, Arnoldo Mondadori Editore, 1997.
  5. a b Citato in Paolo Pavolini, 1943, la caduta del fascismo – 1, Fratelli Fabbri Editori, Milano 1973.
  6. Citato in Mario Grasso, Punti di vista: raccolta di pensieri profondi, gemme di saggezza, paradossi fulminanti e affermazioni apodittiche che possono aiutarci a riflettere sulla vita, FrancoAngeli, Milano, 2001, p. 15.
  7. John Lukacs, Churchill – Visionario Statista Storico, p. 13
  8. John Lukacs, Churchill – Visionario Statista Storico, p. 120
  9. Winston Churchill, op. cit., Volume 3° The Fall of France, 1° capitolo The National Coalition, pag. 22
  10. Da un discorso dell'ottobre 1948 citato da Henry Kissinger in Gli anni della Casa Bianca, pag. 63
  11. Il 17 settembre 1939, mentre le armate tedesche completavano la conquista della parte maggiore della Polonia, l'esercito sovietico entrava a sua volta da Nord ed occupava la parte nord-orientale della Polonia, congiungendosi a Brest-Litovsk con le armate tedesche, in ottemperanza agli accordi Molotov-Ribbentrop, che prevedevano la spartizione del paese fra Germania ed Unione Sovietica. (citato in Winston Churchill, op. cit., Volume I The Twilight War, 3° capitolo The Ruin of Poland, pag. 42)
  12. Citato in John Lukacs, Churchill – Visionario Statista Storico, p. 113
  13. Da The second world war, Volume I The gathering storm, 10° capitolo Sanctions aginst Italy, 1935, Cassel & Company LTD, Londra, 1964.
  14. Citato in Richard Lamb, Mussolini e gli inglesi, pag. 108, con ampio dettaglio di riferimenti documentali.
  15. Dal comunicato emesso dopo l'accordo conclusivo di Londra del 28 gennaio 1926, con il quale la Gran Bretagna riduceva in modo massiccio i debiti che l'Italia aveva contratto con lei nel corso della prima guerra mondiale. Allora Churchill era Cancelliere delle Scacchiere, carica equivalente al nostro Ministro delle finanze. Citato in Richard Lamb, Mussolini e gli inglesi, pag. 125.
  16. Guido Gerosa, Churchill – I Dossier Mondadori, pag. 98, 1972.
  17. Citato in Richard Lamb, Mussolini e gli inglesi, pag. 108
  18. Citato in Jeffrey Moussaieff Masson, Il maiale che cantava alla luna: la vita emotiva degli animali da fattoria, traduzione di Giuditta Ghio, il Saggiatore, Milano, 2009, p. 27. ISBN 978-885650133-9
    Masson lo definisce «un vecchio adagio inglese [...] che è stato attribuito a vari personaggi, compreso Winston Churchill, ma che nessuno sa per certo da chi sia stato coniato». (ivi)
  19. Citato in Enzo Biagi, Quante storie, Rizzoli, Milano, 1989, p. 37. ISBN 88-17-85322-4.
  20. In inglese liberal, che in realtà significa "progressista".
  21. Cfr. Le dieci regine delle citazioni bufala, corriere.it, 19 marzo 2009
  22. a b Nancy Astor (1879 – 1964), nata Nancy Whitcher Langhorne, era originaria della Virginia ed aveva acquisito la cittadinanza inglese sposando nel 1906, dopo aver divorziato dal primo marito Robert Goul Shaw, il ricco 2° visconte di Astor, Waldorf Astor, e nel 1919 fu eletta, nel corso di una elezione supplementare, deputato alla Camera dei Comuni per il Partito Conservatore. Fu la prima donna ad essere eletta al Parlamento inglese, poiché il suffragio alle donne, sia pure entro certi limiti, fu concesso dal parlamento inglese nel 1918
  23. Citato da Edward Klein in La maledizione dei Kennedy, pag. 117
  24. Ed. Cassel & Co, Volume 2° The Twilight War, 11° capitolo Before the storm, pag. 158
  25. Detto a proposito dell'attacco giapponese alla base americana di Pearl Harbor il 7 dicembre 1941. Vedi op. cit, Ed. Cassel & Co, Volume 6°, War Comes to America, pag. 206
  26. Citato in The second Worl War, 1° volume: The Gathering Storm, (1948), Moral of the Work, Ed. Cassel – London
  27. Ed. Cassel & Co, Volume I The gathering storm, 1° capitolo The Folies of the Victors, 1919 – 1929
  28. Winston Churchill, The Second World War, Volume 4 The Commonwelth alone, 1° capitolo The battle of Britain, ed. Cassel & Co.
  29. Ed. Cassel & Co, Volume 8 Victory in Africa, 10° capitolo The battle of Alamein
  30. Ed. Cassel & Co, Vol I The gathering Storm, Cap. 14° Mr. Eden at Foreign Office. His resignation
  31. Ed. Cassel & Company LTD, Volume V, Germany Drives East, 20° capitolo The Soviet Nemesis, p. 337.
  32. Citato da John Lukacs, Churchill – Visionario Statista Storico, p. 116

[modifica] Bibliografia

  • Winston Churchill, The Second World War, Houghton Mifflin, London, 1951,
  • Winston Churchill, The second world war (12 Volumi), Cassel & Company LTD, Londra, 1964
  • Richard Lamb, Mussolini e gli inglesi, Casa Editrice Corbaccio, Milano, 1997, ISBN 88-7972-286-7
  • Noam Chomsky, Pirati e imperatori. Reagan, Bush I, Bush II: la guerra infinita al terrorismo (2002), traduzione di Pino Modola, Marco Tropea Editore, 2004. ISBN 9788843804276
  • Edward Klein, La maledizione dei Kennedy, Arnoldo Mondatori Editore, Milano, 2007 ISBN 978-88-04-53311-5
  • Henry Kissinger, Gli anni della Casa Bianca, Edizioni Euroclub Italia, Bergamo, 1980
  • John Lukacs, Churchill – Visionario Statista Storico, (trad. Massimo Bocchiola), Ed. Corbaccio, Milano, 2004, ISBN 88-7972-597-1

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