George Bernard Shaw

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Medaglia del Premio Nobel
Premio Nobel
Per la letteratura (1925)
George Bernard Shaw

George Bernard Shaw (1856 – 1950), drammaturgo, narratore e saggista irlandese.

Citazioni di George Bernard Shaw[modifica]

  • C'è una sola religione, benché ne esistano un centinaio di versioni.[1]
  • Chi non esita a vivisezionare difficilmente esiterà a mentire sul proprio operato.[2]
  • Com'è comica la verità![3]
  • Conoscerete almeno sei persone che non sono di alcuna utilità e creano più problemi di quanto valgano. Prendeteli e dite loro: "Caro signore o cara signora, potrebbe spiegarci la sua esistenza? Se non può giustificarla, se non controlla il suo peso, se non produce quanto o più di quel che consuma, allora non possiamo utilizzare quell'enorme organizzazione che è la nostra società allo scopo di tenerla in vita, perché la sua vita non produce alcun beneficio per noi, e non è di molta utilità nemmeno per lei". [4]
  • [Dopo essere diventato vegetariano] Ero un cannibale. Fu Shelley ad aprirmi gli occhi per la prima volta sulla barbarie della mia dieta.[5]
  • Fa' in modo che si veda che stai adulando un uomo, perché ciò che lo lusinga realmente è il fatto che tu pensi che valga la pena lusingarlo.[6]
  • Finché gli uomini tormenteranno, tortureranno e uccideranno gli animali, avremo la guerra. Come possiamo aspettarci delle condizioni ideali sulla terra quando siamo i becchini viventi di animali uccisi?[7]
  • Gli animali sono miei amici... e io non mangio i miei amici.[8]
  • Il cervello dello stolto digerisce la filosofia trasformandola in follìa, la scienza in superstizione, l'arte in pedanteria. È da questo che nasce l'istruzione universitaria.[9]
A fool's brain digests philosophy into folly, science into superstition, and art into pedantry. Hence University education.
  • Il gran vantaggio del baseball rispetto al cricket è che una partita dura molto meno.[10]
  • Il potere non corrompe gli uomini; e tuttavia se arrivano al potere gli sciocchi corrompono il potere.[11]
  • Il segreto per essere infelici sta nell'avere il tempo sufficiente per domandarsi se si è felici.[12]
  • L'incostanza delle donne che amo è uguagliata soltanto dalla costanza infernale delle donne che mi amano.[13]
  • Le persone che si lamentano del proprio stato danno sempre la colpa alle circostanze. Le persone che vanno avanti in questo mondo sono quelle che si danno da fare e cercano le circostanze che vogliono e se non riescono a trovarle, le creano.[14]
  • Mi appello ai chimici affinché scoprano un gas pietoso che uccide all'istante e senza alcun dolore. Letale in ogni caso, ma pietoso, non crudele...[15]
  • Non aspettare il momento opportuno: crealo.[16]
  • Non capisco bene perché gli uomini che credono agli elettroni si considerino meno creduli degli uomini che credono agli angeli.[17]
  • Non è colpa dei dottori, se il servizio medico nella comunità è, nella sua organizzazione attuale, un assurdo criminale. Che una nazione ragionevole, avendo osservato che ci si può procurare il pane offrendo un interesse economico ai fornai che ce lo fabbricano, seguiti ad offrire a un chirurgo un interesse per le gambe che ci amputa, è quanto basta per farci disperare dell'umanità politica.[18]
  • Non sa niente, e crede di saper tutto. Questo fa chiaramente prevedere una carriera politica.[19]
  • Ogni Inglese crede che Händel ora occupi un'importante posizione in paradiso. Se è così, le bon Dieu dovrebbe sentirsi davanti a lui come Luigi XIII dinanzi Richelieu.[20]
Every Englishman believes that Handel now occupies an important position in heaven. If so, le bon Dieu must feel toward him very much as Louis Treize felt toward Richelieu.
  • Per giocare a golf non è indispensabile essere stupidi, però aiuta.[21]
  • Quando uno stupido fa qualcosa di cui si vergogna, dice sempre che è suo dovere.[22]
When a stupid man is doing something he is ashamed of, he always declares that it is his duty.
  • Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.[23]
  • Troppo stanco per lavorare, scrivevo libri.[24]
  • Tutte le grandi verità cominciano come bestemmie.
All great truths begin as blasphemies.[25]
A perpetual holiday is a good working definition of hell.

Attribuite[modifica]

  • Gli scout sono dei bambini vestiti da cretini, guidati da cretini vestiti da bambini.
[Citazione errata] La citazione spesso viene erronemente attribuita a George Bernard Shaw.[28] In realtà la citazione originale «A scout troop consists of twelve little kids dressed like schmucks following a big schmuck dressed like a kid.» fu pronunciata da Jack Benny.[29] Il comico infatti ironizzava spesso sugli scout nei suoi spettacoli radiofonici e televisivi,[30] come molti altri comici negli anni '60.[31]

Ginevra[modifica]

Incipit[modifica]

PERSONAGGI
(nell'ordine della loro entrata in scena)
BEGONIA BROWN/L'EBREO/IL NUOVO VENUTO/LA VEDOVA/IL GIORNALISTA AMERICANO/IL VESCOVO INGLESE/IL COMMISSARIO RUSSO/IL SEGRETARIO DELLA LEGA DELLE NAZIONI/SIR ORPHEUS MIDLANDER/IL GIUDICE OLANDESE/IL FIDANZATO/BOMBARDONE/BATTLER/LA DIACONESSA/IL GENERALE FLANCO
ATTO PRIMO
LA DATTILOGRAFA (ad alta voce) Entrez, s'il vous plait.
Un uomo di media età, d'aspetto signorile, con la barba e i baffi biondi, il cilindro, il Kraus e i guanti, viene avanti. Osserva la stanza e la giovane donna con evidente stupore
LUI. Pardon, madamoiselle: cerco l'ufficio del Comitato Internazionale per la Cooperazione Intellettuale.
LEI. Sissignore: è questo. Si sieda, prego.
LUI (esitando) Grazie; ma sono qui per una questione di grandissima importanza: devo vedere il suo capo. Questa non è la sede centrale, vero?
LEI. No: la sede centrale è a Parigi. Qua non c'è altro. Non è un gran che, vero?
LUI. Già, le confesso che dopo aver visitato il sontuissimo palazzo dell'Ufficio Internazionale del Lavoro e la nuova sede del Segretariato, m'aspettavo di trovare il Comitato per la Cooperazione Intellettuale in un edificio monumentale.
Che scandalo, vero? Vorrei che lei lo dicesse sui giornali. La prego, si sieda.

Citazioni[modifica]

  • Noi abbiamo bisogno di qualcosa di più alto del nazionalismo: abbiamo bisogno d'un cattolicesimo veramente politico e sociale. (p. 82)
  • L'organizzazione delle nazioni è l'organizzazione della guerra mondiale. Se due uomini vogliono bisticciare come si può impedirglielo? Tenendoli separati, non mettendoli insieme. (p. 82)

[George Bernard Shaw, Ginevra, traduzione di Paola Ojetti, BMM 1960.]

Guida della donna intelligente[modifica]

Incipit[modifica]

Mi sarebbe facile, cara signora, rinviarvi a quelle numerose opere sul socialismo moderno che son state pubblicate da quando, alla fine del secolo scorso, esso divenne nel nostro Paese una questione costituzionale degna di rispetto. Ma vi consiglio vivamente a non leggerne nemmeno una riga senz'aver prima discusso – voi e le vostre amiche – in qual modo la ricchezza dovrebb'esser distribuita in un Paese civile che si rispetta e prima d'esser giunta da voi stessa alla migliore possibile conclusione.

Citazioni[modifica]

  • Quando vedete la moglie di un uomo ricco (o chiunque altro) scuotere la testa per deplorare la prodigalità dei poveri e lamentare che non tutti fanno economia, abbiate pietà per l'ignoranza di quella signora, ma non irritate i poveri ripetendo loro le sciocchezze di questa donna. (p. 17)
  • Non vi è ricchezza senza lavoro. (p. 19)
  • Il più grande servizio sociale che chiunque possa rendere al Paese ed all'umanità è forse quello di allevare una famiglia. (p. 38)
  • I domestici creano oggi tanti fastidi che molte signore, quando s'incontrano, non sanno parlare d'altro che di essi. (p. 59)
  • Un ubriaco è molto più felice d'un astemio ed è per questo che molti infelici si danno al bere. (p. 59)
  • Sono soltanto le doti intellettuali e morali quelle che contano: prendete cura di esse e la felicità prenderà cura di se stessa. (p. 59)
  • Le sole persone che ricavano qualche specifica soddisfazione dall'esser più ricche delle altre sono quelle che amano l'ozio e che s'illudono d'esser migliori dei loro vicini e d'esser trattate come tali. (p. 65)
  • Quando si dice comunemente che i genitori sono i migliori giudici di ciò che più conviene ai propri figli, ciò non dipende soltanto dalla qualità dei genitori, ma anche dal fatto ch'essi sono in condizioni finanziarie abbastanza buone per esercitare il loro istinto paterno e materno. (p. 225)

[George Bernard Shaw, Guida della donna intelligente (The Intelligent Woman's Guide To Socialism, Capitalism, Sovietism and Fasism), BMM 1950.]

Il wagneriano perfetto[modifica]

  • Quattrocento anni fa, quando la credenza in Dio e nella rivelazione generale in tutta Europa, un movimento intellettuale in questo senso condusse i popoli più animosi ad affermare che il giudizio individuale è un interprete di Dio e della rivelazione che merita più fede che la Chiesa. Questo movimento fu il Protestantesimo. (p. 70)
  • I Protestanti non ebbero la forza di essere coerenti in tutto al loro principio, e stabilirono una nuova Chiesa; ma tuttavia il movimento, in complesso, ha giustificato la direzione che prese. Oggigiorno l'elemento soprannaturale nel Protestantesimo è finito. (p. 70)
  • Uno dei punti deboli che l'esperienza scopre nelle teorie anarchiche è l'appoggiarsi che esse fanno sul progresso già compiuto da quella cosa che si chiama «Uomo». Questa cosa non esiste nel mondo. Esiste una moltitudine di uomini: alcuni sono gran furfanti, alcuni sono grandi uomini di Stato, alcuni sono l'uno e l'altro; c'è poi una grande maggioranza capace di sbrigare i propri affari personali, ma non di comprendere col pensiero l'organizzazione sociale, o di affrontare i problemi che nascono dalla convivenza dei loro simili in enormi agglomerazioni. Se per «Uomo» s'intende il tipo di questa maggioranza, l'«Uomo» allora non ha fatto nessun progresso; anzi non ha fatto che resistere al progresso. (p. 71)
  • Il principio di autorità, religioso e politico, ci sbanda da un lato, il Protestantesimo e l'Anarchismo dall'altro; l'Ordine ci salva dalla confusione e ci fa cadere nella Tirannia; la Libertà interviene a salvare la situazione; e non passa molto che diventa anche essa un fastidio grosso come il dispotismo. Un'applicazione di tutte queste forze, che sia equilibrata scientificamente, non è possibile date le passioni umane. (p. 73)
  • Non si può mettere in dramma una reazione rappresentando solo la forza reagente: sarebbe come se Archimede avesse voluto sollevare il mondo con la leva ma senza il punto d'appoggio. Bisogna impersonare anche il potere costituito contro il quale la nuova forza reagisce, e dal contrasto fra le due forze scaturirà il dramma; poiché la essenza del dramma è sempre il contrasto. (p. 74)
  • Wagner insiste sempre sulla necessità di parlare ai sensi e di eccitarli per dare realtà alle idee astratte. Sostiene anzi che la realtà non ha altro significato. Per applicare questo procedimento all'amore poetico egli doveva quindi per forza risalire alla sua supposta origine, all'amore sessuale. E l'emozione dell'amore dei sensi egli ha espresso nella musica con una franchezza, con un verismo suggestivo che molto probabilmente avrebbe scandalizzato Shelley. (p. 77)
  • [il sesso nelle opere di Richard Wagner] Il duetto d'amore nel primo atto della Valchiria arriva ad un punto tale che le convenienze sociali correnti esigono d'urgenza il sipario. E il secondo preludio del Tristano e Isotta traduce in musica con tanta fedeltà e con intensità mirabile le emozioni che accompagnano l'amplesso, che è il caso di domandarsi cosa vuol dire la grande popolarità di questo pezzo nei concerti; se cioè i nostri pubblici rispettano con assoluta e ragionata imparzialità la vita in tutte le sue funzioni benefiche e creatrici; o se godono semplicemente la musica senza capirla. (p. 77)
  • La libertà è una cosa ottima; ma non può cominciare se non dopo che la società ha pagato il suo debito alla Natura guadagnandosi da vivere. Fin che questo non è assicurato, non può esservi altra libertà che quella di vivere a spese degli altri; libertà, questa, molto apprezzata ai nostri giorni, tanto è vero che averla o non averla è ciò che distingue il signore dal volgo. Ma non è affatto salutare dal punto di vista del bene comune. (p. 81)

[George Bernard Shaw, Il wagneriano perfetto (The Perfect Wagnerite), traduzione di C. Castrelli e T. Diambra, Casa Editrice Sonzogno, Milano 1924; E.D.T. Edizioni di Torino 1981. ISBN 88-7063-015-3]

Pigmalione[modifica]

  • In fondo che cos'è la vita se non una serie di ispirate sciocchezze? La difficoltà consiste nel trovare il modo di commetterle.
  • E proprio tempo di pensare all'avvenire, quando non c'è più nessun avvenire a cui pensare.
  • Chi di noi sa quello che deve fare? E sapendolo, si sarebbe disposti a farlo?
  • Siete un uomo cortese nei riguardi delle donne? | Ne avete mai conosciuto uno? | Oh! Sì, molti | Ebbene io mai.
  • I piccoli risparmi formano le grandi ricchezze: questo è valido sia per i denari che per le abitudini.
  • Siete un uomo senza morale! | Non ci si guadagna niente, con la morale, capo. Se foste povero come me, non ve ne fregherebbe un tubo.
  • Non pretendo di essere una persona per bene. Non lo sono e non lo sarò mai. Non mi piace esserlo, questa è la verità.
  • Io sono un uomo che pensa, e mi occupo di politica, di religione, e di riforme sociali, come di tante altre perdite di tempo – e vi assicuro che da qualunque parte mi rigiriate è una vita da cani. La miseria è la mia compagna stabile. Cambiare uno stato sociale per un altro è... è... bene, è tipico di chi non ha nessuno stato, secondo me.
  • Ci sono tante donne no? che se vogliono vivere in pace con il proprio marito, devono dargli da bere! E sempre stato così! Quando un uomo è sobrio si accorge di avere una coscienza, e allora diventa un disgraziato!
  • Ah che brutta faccenda esser nati poveri.
  • Per far bene una cosa occorre studio, disciplina ed esercizio!
  • Ecco quello che mi manda in bestia: la gente stupida non sà della propria stupidità.
  • Avete trovato Eliza? Questa è l'unica cosa importante, ora. | L'avete perduta? | Già | Avete proprio tutte le fortune voi.
  • Doolittle: siete un galantuomo o un mascalzone? | Un po' dell'uno e un po' dell'altro. Come tutti, del resto. Un po' dell'uno e un po' dell'altro.
  • Matrimonio! Che bruttissima parola! Di quelle che ti fanno capire in che guaio ti sei ficcato!
  • Il grande segreto, infatti, Eliza, non è nel possedere buone oppure cattive maniere, ma nell'adoperare le stesse maniere con tutti.
  • La vostra anima è il vostro specchio: è tutta voi.
  • Indipendenza? libertà? illusione della borghesia. Tutti dipendiamo, inevitabilmente, l'uno dall'altro. Tutti al mondo, Eliza.
  • Felice è l'uomo che può vivere della sua passione!

Torniamo a Matusalemme[modifica]

  • Alcuni vedono le cose come sono e dicono perché? Io sogno cose non ancora esistite e chiedo perché no?
You see things as they are and ask, "Why?" I dream things as they never were and ask, "Why not?"
  • Il ballo è un rozzo tentativo di entrare nel ritmo della vita.
  • Il silenzio è la più perfetta espressione del disprezzo.

Uomo e superuomo[modifica]

  • Chiunque sia un po' specialista è, a rigor di termini, un idiota. (Il manuale del rivoluzionario)
  • L'uomo ragionevole adatta se stesso al mondo, quello irragionevole insiste nel cercare di adattare il mondo a se stesso. Così il progresso dipende dagli uomini irragionevoli.
  • Non fare ad altri ciò che vorresti essi facessero a te. Potrebbero avere gusti diversi dai tuoi. (Massime per rivoluzionari)
  • Quando un uomo vuole ammazzare una tigre, lo chiama sport; quando la tigre vuole ammazzare lui, la chiama ferocia. (Massime per rivoluzionari)
  • Uno è tanto più rispettabile quante più sono le cose di cui si vergogna.
  • Nella vita esistono due tragedie. La prima è la mancata realizzazione di un intimo desiderio, l'altra è la sua realizzazione.[32] (atto IV)

Incipit di alcune opere[modifica]

Le case del vedovo[modifica]

Cokane (al cameriere, in tono perentorio, uscendo in giardino dall'albergo) — Portateci due birre qui fuori. (A Harry) Grazie al mio tatto, Harry, abbiamo avuto una camera con vista che è la migliore di tutto l'albergo. Domattina ripartiremo di buonora, e così faremo anche Francoforte e Magonza.
[citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]

Uno sprazzo di realtà[modifica]

PERSONAGGI
(nell'ordine della loro entrata in scena)

GIULIA/FERRUCCIO/SQUARCIO/SANDRO
Siamo nel XV secolo. È il crepuscolo. Una locanda sulle rive d'un lago italiano. Una croce di pietra, su un piedistallo a gradini. Un vecchissimo frate è seduto sui gradini. Suona l' angelus . Il frate prega e si fa il segno della croce. Una ragazza arriva in barca alla riva, e sale su per il greto fino alla croce.

LA RAGAZZA. Padre: siete stato mandato qua da un ragazzo di...
IL FRATE (con voce alta e flautata, ma chiara) Sono un uomo molto vecchio. Sì, molto vecchio. Tanto vecchio che potrei essere il tuo bisnonno, figliola mia. Oh, molto molto vecchio.
LA RAGAZZA. Ma siete stato mandato qua da un ragazzo di...
IL FRATE. Oh sì, sì, sì, sì. Era proprio un ragazzo, lui. Molto giovane. E io son molto vecchio. Oh, molto molto vecchio, cara figliola.
LA RAGAZZA. Siete un sant'uomo?
IL FRATE. (estatico) Sì molto santo. Molto, molto, molto, molto santo.
LA RAGAZZA. Ma la testa, padre, ce l'avete ancora a posto? Mi potete assolvere da un grande peccato?

[George Bernard Shaw, Uno sprazzo di realtà, traduzione di Paola Ojetti, BMM 1960.]

Citazioni su George Bernard Shaw[modifica]

  • G. B. Shaw: un uomo gentile, impavido, saggia anima, spirito indomito di un indomito Irlandese. (Sean O'Casey)
  • Le commedie di Shaw sono il prezzo che paghiamo per le sue prefazioni. (James Agate)

Note[modifica]

  1. Dalla prefazione di Commedie piacevoli.
  2. Citato in Erica Joy Mannucci, La cena di Pitagora, Carocci, Roma, 2008, p. 108. ISBN 978-88-430-4574-7
  3. Citato in Albino Luciani, Illustrissimi, APE Mursia, Milano, 1979, p. 16.
  4. Citato nel documentario Gli orrori del comunismo, History Channel, dal minuto 18:45 al minuto 19:24.
  5. Citato in Rynn Berry, Da Buddha ai Beatles: La vita e le ricette inedite dei grandi vegetariani della storia, traduzione di di Annamaria Pietrobono, Gruppo Futura – Jackson Libri, Bresso, 1996, p. 140. ISBN 88-256-1108-0
  6. Da John Bull's other Island.
  7. Citato in Karlheinz Deschner, Sopra di noi... niente, traduzione di Gianni Bertocchini, Ariele, 2008.
    Un brano simile, più esteso, è riportato come «attribuito» a Shaw in Emanuela Barbero, Alessandro Cattelan, Annalaura Sagramora, La Cucina Etica, Edizioni Sonda, Casale Monferrato, 2010, p. 12. ISBN 978-88-7106-566-3
  8. Citato in Claus Leitzmann, Vegetariani: Fondamenti, vantaggi e rischi, traduzione di Margherita Cavalleri, Bruno Mondadori, 2002, p. 9. ISBN 88-424-9584-0
  9. Maxims for Revolutionists, in Man and Superman (1905), 230.
  10. Citato in Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, Palla lunga e pedalare, Dalai Editore, 1992, p. 67. ISBN 88-8598-826-2
  11. Citato in Focus, n. 65, p. 135.
  12. Dalle Massime.
  13. Citato in Selezione dal Reader's Digest, novembre 1962.
  14. Da La professione della signora Warren p. 56.
  15. Da Listener, 7 febbraio 1934; citato nel documentario Gli orrori del comunismo, History Channel, al minuto 19:55.
  16. Citato in Claudio Scalco, Gianluca Gambirasio, Atteggiamenti mentali e azioni per il successo, FrancoAngeli, Milano, 2012, p. 28.
  17. Da Santa Giovanna.
  18. Da Il dilemma del dottore.
  19. Da Il maggiore Barbara.
  20. Da Ainslee's Magazine, maggio 1913.
  21. Citato in Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, Palla lunga e pedalare, Dalai Editore, 1992, p. 71. ISBN 88-8598-826-2
  22. Da Caesar and Cleopatra, III.
  23. Citato in Giovanni Vittorio Pallottino, La fisica della sobrietà: Ne basta la metà o ancora meno, edizioni Dedalo, Bari, 2012, p. 15.
  24. Citato in Giorgio Manganelli, Il rumore sottile della prosa, Adelphi.
  25. Da Annajanska, the Bolshevik Empress, 1917.
  26. Da Il dilemma del dottore.
  27. Citato in Charles Krauthammer, Holiday: Living on a Return TicketTime, 27 agosto 1984.
  28. Cfr. Mario Porqueddu, Con tenda e zaino, per "crescere" nella natura, Corriere della Sera, 9 agosto 1999, p. 2.
  29. Citato in Michelle Vogel, Children of Hollywood: Accounts of Growing Up as the Sons and Daughters of Stars, McFarland, 2005, p. 50. ISBN 0786420464
  30. Da un elenco del materiale radiofonico di Jack Benny risulta che a volte avesse a che fare battute e sketch sugli scout, citate anche in una sua biografia, dove ci sono delle gag su di un fittizio gruppo scout, i Beverly Hills Beavers.
  31. «Lo scautismo divenne presto un fenomeno a diffusione mondiale, godendo di gran rispetto e prestigio fino agli anni '60, quando una nuova consapevolezza cominciò ad interrogarsi sui suoi vantaggi. I comici cominciarono a metterci becco, con Jack Benny che dice [...]» («The scouting movement soon became a worldwide phenomenon, enjoying enormous respect and prestige until the 1960s, when a new consciousness began to questions its benefits. Comedians seemed especially eager to get their licks in, with Jack Benny saying [...]», Dr. Mardy's Quotes of the Week, February 6-12, 2005).
  32. Citato in Paul Watzlawick, Istruzioni per rendersi infelici, traduzione di Franco Fusaro, Feltrinelli, Milano, 2004. p. 51. ISBN 88-07-81452-8
    Attribuita anche a Oscar Wilde, presente in Il ventaglio di Lady Windermere.

Bibliografia[modifica]

  • George Bernard Shaw, Ginevra, traduzione di Paola Ojetti, BMM 1960.
  • George Bernard Shaw, Guida della donna intelligente (The Intelligent Woman's Guide To Socialism, Capitalism, Sovietism and Fasism), BMM 1950.
  • George Bernard Shaw, La professione della signora Warren (Mrs Warren's Profession), traduzione di Franco De Poli, Fratelli Fabbri Editori, Milano 1974.
  • G.B. Shaw, Le case del vedovo, 1892.
  • George Bernard Shaw, Uno sprazzo di realtà, traduzione di Paola Ojetti, BMM 1960.

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]