Piergiorgio Odifreddi

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Piergiorgio Odifreddi (1950 – vivente), matematico, logico, saggista e storico della scienza italiano.

Indice

[modifica] Citazioni

  • [Albert Einstein] Dopo aver ricordato che fin da bambino «la vanità delle speranze e degli sforzi che travolgono incessantemente la maggior parte degli uomini in una corsa affannosa attraverso la vita»[1] l'aveva colpito profondamente, egli ricorda che dapprima divenne religiosissimo, ma cessò improvvisamente di esserlo all'età di dodici anni, perché leggendo libri di divulgazione scientifica si era «ben presto convinto che le storie che raccontava la Bibbia non potevano essere vere»[1]. Questa esperienza gli fece capire come «i giovani fossero coscientemente ingannati dallo Stato con insegnamenti bugiardi, e fu un'impressione sconvolgente»[1], da cui il precoce pensatore trasse un atteggiamento di sospetto verso ogni genere di autorità, e di scetticismo verso le convenzioni sociali, che non l'avrebbe più abbandonato. Da allora egli trovò la liberazione nel «possesso intellettuale del mondo che esiste indipendentemente da noi, esseri umani, e che ci sta di fronte come un grande, eterno enigma, accessibile solo parzialmente alla nostra osservazione e al nostro pensiero»[1]. Naturalmente, conclude Einstein, «la strada verso questo paradiso non era così comoda e allettante come quella del paradiso religioso, ma si è dimostrata una strada sicura, e non ho mai più rimpianto di averla scelta»[1]. (dalla relazione al Festival della Mente, Sarzana, Dio secondo Einstein, la Repubblica, 31 agosto 2007)
  • I matematici trovano più cose nel cielo della matematica, di quanto si sognino in terra i filosofi. (da Le Scienze, n. 460, dicembre 2006, p. 109)
  • Il suo insegnamento [Di Erwin Schrodinger], ridotto all'osso, si può così ricondurre alla constatazione linguistica che un particolare sostantivo non ha plurale: più esplicitamente, che fino a quando ci saranno due culture, non ci sarà nessuna Cultura, ma soltanto mezze culture. (da Erwin Schrödinger - Sulla cresta dell'onda, ottobre 1996)
  • L'arte e la matematica sono solo due facce della stessa litografia. (da Le Scienze, n. 459, novembre 2006, p. 123)
  • La storia del secolo XX ha testimoniato un paradossale fenomeno di inversione: le scienze umane hanno subìto l'onda d'urto del materialismo delle scienze fisiche ottocentesche, divenendo sempre più meccaniciste e riduzioniste; la fisica ha invece subìto l'urto dell'onda quantistica, ritrovandosi non deterministica e dualista come le scienze umane dell'ottocento. (da La fisica mente, maggio 1996)
  • Leopardi disse una volta che i bambini possono trovare tutto nel nulla, ma gli adulti non riescono a trovare nulla nel tutto.[2] A seconda dell'atteggiamento con cui si guardi ad essi, i paradossi risultano appunto brandelli di nulla in cui si può trovare tutto, o visioni del tutto in cui si può non trovare nulla. (da Tempi (e luoghi) dei paradossi, marzo 1996)
  • Non si può avere allo stesso tempo il calice pieno e la perpetua ubriaca, e cioè abbracciare una fede per i beati poveri di spirito, pretendendo poi allo stesso tempo di non esserlo. (da Ma io credo alla scienza non alla Chiesa, La Stampa, 8 marzo 2007)
  • O ci illudiamo di ottenere un miracolo a Lourdes, benché in centocinquant'anni la Madonna ne abbia ufficialmente concessi solo sessantacinque[3], a cento milioni di pellegrini. Una media, inferiore a uno su un milione, di gran lunga piú bassa della percentuale delle remissioni spontanee dei tumori, che è dell'ordine di uno su diecimila. Senza contare che, come osservava Emile Zola, fra gli ex voto si vedono molte stampelle ma nessuna gamba di legno. (da C'era una volta un paradosso, Einaudi)
  • Se pensiamo che una volta si sapeva quali angeli trainassero i pianeti o quali divinità provocassero diluvi, si può dire che oggi Dio è stato relegato agli inizi dell'universo, e non a caso il Papa ha parlato di questo. È una sorta di complesso di inferiorità: oggi la scienza è talmente potente che si vogliono spiegazioni per qualunque cosa. [...] La Chiesa ha ormai perso quel contenuto di verità che pretendeva di avere. (da la Repubblica, 13 settembre 2006) [Replica all'affermazione di Papa Benedetto XVI che «I conti sull'uomo, senza Dio, non tornano, e i conti sul mondo, su tutto l'universo, senza di Lui non tornano[4]».]
  • Voglio chiarire che non sono certo antisemita: uno scienziato non può credere alle razze. Però altra cosa è l'antisionismo, come dice Noam Chomsky, il mio maestro. Il progetto dello Stato ebraico si basa sul principio che la Palestina sia stata destinata da Dio a Israele.
    [L'intervistatore: Theodor Herzl, il fondatore del sionismo era un laico.]
    Non importa, il risultato è che oggi Israele è uno Stato fascista. (dall'intervista di Mauro Baudino, Piergiorgio Odifreddi: "Fieri di non credere", La Stampa, 1° marzo 2007, p. 42)
  • [Ad una giornalista che chiedeva: «Lei è tacciato d'essere arrogante, mangia preti, insolente. La sua impertinenza suscita parecchia stizza in alcuni eppure è uno dei più accaniti sostenitori nella lotta contro l'irrazionalità dilagante senza la quale il mondo e la vita sarebbero migliori. Sembra quasi un paradosso. Come se lo spiega?»] [...] In realtà l'impertinenza è soltanto un modo di essere, è magari mettere il sale nelle cose che uno dice per cercare di provocare un pochino. [...] Io non sono particolarmente razionale o razionalista. Non penso che soltanto la ragione debba essere il metro di giudizio per tutte le cose che facciamo. [...] Penso che in moltissime attività della vita umana la razionalità sia, se non superflua, almeno un po' contenuta, in altre no. In particolare, credo non si possa fare a meno della razionalità quando si parla della verità. (tratto da Matematicamente.it Magazine, numero 4, Ottobre 2007.)
  • Se dovessi convincere qualcuno a non credere, gli direi di leggere la Bibbia... ma con attenzione. (dall'intervista di Paolo Bonolis nel programma televisivo Il Senso della Vita, 13 gennaio 2007)

[modifica] Il Vangelo secondo la Scienza

  • Chi è spiritualmente sano non ha bisogno di religioni.
  • Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? Di solito gli scienziati si accontentano di dichiarare che queste domande o non hanno senso, o non hanno risposta. Ma il loro stesso lavoro li contraddice, poiché da esso affiorano a volte risposte che non sono né ovvie né note.
  • La religione è la matematica dei poveri di spirito.
  • La vera religione è la matematica, e il resto è superstizione.
  • L'anima è, per definizione, il principio della vita interiore e spirituale, inteso come entità indipendente. Essa è un naturale territorio di esplorazione delle religioni e delle teologie, e molte mitologie la fanno risalire ad un intervento diretto della divinità.
  • Nessuna Rivelazione, matematica o teologica, può autogiustificarsi.
  • Se vogliamo cercare di annullare le differenze fra sapienti ed ignoranti la via maestra è l'insegnamento della matematica, che permette di salvare il salvabile, e cioè l'esperienza spirituale a cui, come insegna il buddismo, si dovrebbe appunto ridurre la religione.

[Piergiorgio Odifreddi, Il Vangelo secondo la Scienza. Le religioni alla prova del nove, Einaudi, 1999]

[modifica] Il matematico impertinente

  • Il rifiuto dell'evoluzionismo e l'esaltazione della razza e della famiglia sono i comandamenti della fede antiscientista. Essi infiammano i fanatismi religiosi e politici delle Chiese e delle Leghe del mondo intero, perché le differenze culturali sono più importanti della variabilità biologica, almeno per quelli che si preoccupano più della società costruita da loro, che del mondo creato dalla natura. Per gli altri, il condividere il cento per cento del DNA con certi 'umani' è più imbarazzante che condividerne il 98 per cento con gli scimpanzé.
  • Sul gioco di parole, infine, basta notare che senza umorismo la vita diventerebbe un'insopportabile via crucis: e puntualmente, come disse Giovanni Crisostomo, Gesù non ha mai riso. Non è il solo, e quelli come lui sembra che abbiano il problema di non riuscire a distinguere tra linguaggio e metalinguaggio, e di confondere i sensi letterali con quelli metaforici, e viceversa. Ben vengano dunque le battute, le spiritosaggini, i lapsus, i libri di Bartezzaghi, e quant'altro ci può ricordare che la vita è gioco, e che chi la prende troppo seriamente finisce di mettere, mettersi o venir messo in croce inutilmente. (Il signore degli strani anelli, Lingua e letteratura)
  • Se la logica e la matematica prendessero il posto della religione e dell'astrologia nelle scuole e in televisione, il mondo diventerebbe gradualmente un luogo più sensato, e la vita più degna di essere vissuta. Che ciascuno di noi porti dunque il suo contributo, grande o piccolo, affinché questo succeda, per la maggior gloria dello spirito umano. (La logica come igiene mentale, Logica)
  • Il dibattito fra ragione e fede non è dunque un'accademica questione filosofica, ma una scelta di civiltà: stare dalla parte di Russell o di Padre Pio, significa contribuire all'andata verso l'era digitale o al ritorno verso i secoli bui. Decidiamo ora, per non doverci lamentare in seguito. E che Dio ci assista, soprattutto se non c'è. (Paradossi del 16 giugno, Logica)

[Piergiorgio Odifreddi, Il matematico impertinente, Longanesi, 2005]

[modifica] Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)

  • Perché mai chi dettava [Le Sacre Scritture] avrebbe voluto che si scrivessero così tante cose che, come abbiamo cominciato a notare e continueremo a fare, sono sbagliate scientificamente, contraddittorie logicamente, false storicamente, sciocche umanamente, riprovevoli eticamente, brutte letterariamente e raffazzonate stilisticamente, invece di ispirare semplicemente un'opera corretta, consistente, vera, intelligente, giusta, bella e lineare?
  • In fondo, la critica al Cristianesimo potrebbe dunque ridursi a questo: che essendo una religione per letterali cretini, non si adatta a coloro che, forse per loro sfortuna, sono stati condannati a non esserlo.

[Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici), Longanesi, Milano 2007.]

[modifica] Note

  1. a b c d e In Albert Einstein, Autobiografia scientifica, 1949.
  2. Citazione corretta: "I fanciulli trovano il tutto nel nulla, gli uomini il nulla nel tutto". (dallo Zibaldone, 527, 19 gennaio 1821)
  3. Alla data attuale, sessantasette segnalazioni sono state riconosciute ufficialmente dalla Chiesa cattolica come miracoli. (il 67° miracolo, sul sito ufficiale del Santuario, risalente al 9 novembre 2005).
  4. Omelia alla spianata dell'Islinger Feld a Regensburg, 12 settembre 2006

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